EPIFANIA PRELUDIO DI UNA PASQUA ANNUNCIATA

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EPIFANIA PRELUDIO DI UNA PASQUA ANNUNCIATA

 

Con i Magi investigatori del mistero nei labirinti dei poveri

 

 

Un proverbio, preso dalla collezione dei miei ricordi d’infanzia, suona così: «La Pasqua-Epifania tutte le feste si porta via».

Ciò che allora mi sembrava incomprensibile era lo strano accoppiamento dell’Epifania con la Pasqua. Il Gesù Bambino adorato dai Magi (Mt 2,1-12) che già richiama il Gesù crocifisso e risorto. Il Figlio di Maria e Giuseppe ancora in-fante, cioè senza parola, che, come in una rapida dissolvenza cinematografica, cede il posto al Cristo Signore, Alfa e Omega della storia, Parola unica ed ultima del l’amore universale del Padre.

Il nome di Gesù è splendore degli evangelizzanti

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Il nome di Gesù è splendore degli evangelizzanti

"Il Nome di Gesù è splendore degli evangelizzanti, ossia dei predicatori, per il fatto che egli fa annunziare e udire, con irradiante fulgore, la sua parola. Chi ha mai portato per tutta la terra questa luce celestiale, sì grande e sì repentina della Fede, se non il Nome di Gesù predicato? E non è, forse, con lo splendore e con la dolcezza di questo Nome che Iddio ci ha chiamato all'ammirabile luce sua? Non è a noi, in tal modo illuminati, che nel lume suo vediamo la luce, non è a noi, dico, che l'apostolo Paolo giustamente ripete: Una volta eravate tenebre, ma ora siete luce nel Signore e come figli della luce dovete vivere?

Immacola Concezione Dai «Discorsi» di sant'Anselmo, vescovo

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Dai «Discorsi» di sant'Anselmo, vescovo

(Disc. 52; PL 158, 955-956)

Cielo, stelle, terra, fiumi, giorno, notte e tutte le creature che sono sottoposte al potere dell'uomo o disposte per la sua utilità si rallegrano, o Signora, di essere stati per mezzo tuo in certo modo risuscitati allo splendore che avevano perduto, e di avere ricevuto una grazia nuova inesprimibile. Erano tutte come morte le cose, poiché avevano perduto la dignità originale alla quale erano state destinate. Loro fine era di servire al dominio o alle necessità delle creature cui spetta di elevare la lode a Dio.

La Corona d'Avvento

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La Corona d'Avvento è un simbolo usato per scandire le domeniche del Tempo d'Avvento. È costituita da una ghirlanda di rami verdi (senza fiori) nella quale sono poste quattro candele o ceri, sei per il Rito ambrosiano, che verranno accesi uno dopo l'altro nelle varie domeniche della preparazione al Natale. A partire dal 1600 cattolici e protestanti tedeschi iniziarono a usare questo simbolo per rappresentare Gesù, che è la luce venuta nel mondo.

Simbolismo
Le quattro candele che collocate all’interno della ghirlanda vengono accese una per volta nelle quattro domeniche di Avvento. Esse hanno un nome ed un significato peculiari.
•    La prima candela è detta "del Profeta", poiché ricorda le profezie sulla venuta del Messia.
•    La seconda candela è detta "di Betlemme", per ricordare la città in cui è nato il Messia.
•    La terza candela è detta "dei pastori", i primi che videro ed adorarono il Messia. Poiché nella terza domenica d'Avvento la Liturgia permette di utilizzare i paramenti color rosa al posto di quelli viola, tale candela può avere un colore diverso dalle altre tre.
•    La quarta candela è detta "degli Angeli", i primi ad annunciare al mondo la nascita di Gesù.
•    L'eventuale quinta candela rappresenta il giorno di Natale, cioè la nascita di Gesù nella grotta di Betlemme.
Secondo un'altra tradizione assai diffusa le quattro candele rappresentano invece la Speranza, la Pace, la Gioia e l'Amore.
L'accensione di ciascuna candela indica la progressiva vittoria della Luce sulle tenebre dovuta alla sempre più prossima venuta del Messia.
La forma circolare della Corona d'Avvento è simbolo di unità e di eternità.
I rami di sempreverdi che ne costituiscono la base rappresentano la speranza della vita eterna.

Importanza delle Indulgenze

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DELLE INDULGENZE

Si dice Indulgenza la remissione della pena temporale di cui il peccatore resta debitore alla giustizia di Dio per i peccati che gli sono stati perdonati quanto alla colpa, e quanto alla pena eterna se i suoi peccati la meritavano. Questa remissione si fa con l'applicazione delle soddi­sfazioni, racchiuse nel tesoro spirituale della Chiesa. L'Indulgenza non rimette nè i peccati mortali, nè i peccati veniali e castighi eterni; essa non opera dunque la giustificazione; la suppone, al contrario, e la segue. Il tesoro spi­rituale della Chiesa, nella quale sono poste le Indulgenze, è composto delle sovrabbondanti soddisfazioni di Gesù Cristo, alle quali si ag­giungono le soddisfazioni della santissima Ver­gine e dei Santi.