Il Perdono di Assisi: la porta della misericordia sempre aperta

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Il Perdono di Assisi: la porta della misericordia sempre aperta

Il Perdono di Assisi non è semplicemente un'indulgenza, ma un invito a riscoprire il volto misericordioso di Dio. Quando san Francesco pregava nella piccola Porziuncola, vide il Signore Gesù insieme alla Vergine Maria. Alla domanda del Signore: «Quale grazia desideri per la salvezza delle anime?», Francesco non chiese nulla per sé. Domandò che tutti coloro che, pentiti e riconciliati con Dio, fossero entrati in quella chiesetta ricevessero il pieno perdono dei loro peccati.

È il cuore del Vangelo. Dio non cerca uomini perfetti, ma figli disposti a lasciarsi amare e perdonare.

Per questo il Perdono di Assisi conserva ancora oggi tutta la sua forza. Attraverso la confessione, l'Eucaristia, la preghiera e il desiderio sincero di convertirsi, Cristo continua ad aprire le braccia a chiunque ritorni a Lui. L'indulgenza non è una "scorciatoia" spirituale, ma il frutto della misericordia di Dio accolta con un cuore che desidera cambiare vita.

Questa grazia assume un significato ancora più profondo, perché inaugura il mese di agosto, tradizionalmente dedicato a Dio Padre. Non è forse il Padre della parabola del figlio prodigo ad attendere ogni giorno il ritorno del figlio perduto? Il Perdono di Assisi ci ricorda proprio questo: il Padre non si stanca mai di aspettarci. Ogni passo verso di Lui è già preceduto dal suo amore che ci viene incontro.

Forse oggi il Signore ci invita semplicemente a compiere un passo: entrare in una chiesa, accostarci al sacramento della Riconciliazione, partecipare all'Eucaristia e lasciarci rinnovare dalla sua grazia. Il mondo ha bisogno di uomini e donne riconciliati con Dio, perché solo chi ha sperimentato il perdono può diventare strumento di pace e di misericordia verso gli altri.

«Dove c'è perdono, lì rifiorisce la speranza; dove c'è misericordia, lì il cuore ritrova la pace; dove c'è Cristo, nessuna colpa è più forte del suo amore.»

Preghiera

Padre misericordioso, nel Perdono di Assisi ci ricordi che il tuo amore è più grande di ogni nostro peccato. Donaci un cuore umile, capace di riconoscere le proprie miserie e di accogliere con gratitudine il tuo perdono. Fa' che, riconciliati con Te, diventiamo testimoni della tua misericordia nel mondo. Amen.

Perdono di Assisi, 1 e 2 agosto: significato e condizioni per ottenere l'indulgenza plenaria
Il Perdono di Assisi: dal mezzogiorno del 1° agosto alla mezzanotte del 2 agosto.

Agosto: il mese dedicato a Dio Padre

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Agosto: il mese dedicato a Dio Padre

«Quando pregate, dite: Padre nostro...» (Lc 11,2)

La tradizione della pietà cattolica dedica il mese di agosto alla contemplazione di Dio Padre, sorgente della vita, Creatore del cielo e della terra, principio di ogni bene e meta del nostro cammino.

Ogni giorno i cristiani elevano al cielo la preghiera che Gesù stesso ha insegnato ai suoi discepoli: il Padre Nostro. In queste semplici parole è racchiuso il cuore della vita cristiana. Gesù non ci invita a rivolgerci a un Dio lontano o sconosciuto, ma ci insegna a chiamarlo con il nome più dolce e più grande: Padre.

La missione di Gesù Cristo consiste proprio nel rivelarci la paternità di Dio. Egli è il Figlio eterno inviato nel mondo per riconciliarci con il Padre, mostrarci il suo amore e aprirci la via che conduce a Lui. Per questo dice:

«Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.» (Gv 14,6)

Gesù si è presentato come l'Inviato del Padre, al quale è stata data ogni potestà, il Figlio prediletto nel quale il Padre trova ogni compiacenza e il Mediatore tra Dio e gli uomini. Egli stesso ci invita a pregare con fiducia:

«Qualunque cosa chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve la concederà.» (cfr. Gv 16,23)

Durante tutta la sua vita terrena Gesù ha vissuto con lo sguardo costantemente rivolto al Padre. Lo adorava, lo ringraziava, cercava sempre la sua volontà e trovava nella comunione con Lui la forza per compiere la missione ricevuta. Anche noi siamo chiamati a vivere come figli, confidando nell'amore del Padre e abbandonandoci con serenità alla sua Provvidenza.

San Paolo ci ricorda la grandezza infinita dell'amore di Dio:

«A colui che, in tutto, ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare, secondo la potenza che opera in noi, a lui la gloria...» (Ef 3,20-21)

Ogni bene che possediamo proviene dalle sue mani: la vita, la fede, la famiglia, il lavoro, gli amici, la Chiesa e perfino le prove, che, accolte con fede, possono diventare strumenti di crescita e di santificazione. Per questo il mese di agosto è un'occasione privilegiata per ringraziare il Padre di tutto ciò che ci dona e per rinnovare la nostra fiducia nel suo amore.


La paternità di Dio secondo la Chiesa

Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci aiuta a comprendere il significato profondo del nome con cui Gesù ci ha insegnato a rivolgerci a Dio.

«Invocando Dio con il nome di "Padre", il linguaggio della fede mette in evidenza principalmente due aspetti: che Dio è origine prima di tutto e autorità trascendente, e che, al tempo stesso, è bontà e sollecitudine d'amore per tutti i suoi figli.»
(CCC 239)

Questa paternità divina supera ogni esperienza umana. Le nostre vicende personali possono averci fatto conoscere padri buoni oppure padri fragili, assenti o imperfetti. Dio, invece, è il Padre perfetto, che ama senza misura e senza venire meno alle sue promesse.

Per questo il Catechismo aggiunge:

«La purificazione del cuore riguarda le immagini paterne o materne derivanti dalla nostra storia personale e culturale, che influenzano il nostro rapporto con Dio. Dio Padre trascende le categorie del mondo creato.»
(CCC 2779)

Quando impariamo a conoscere il vero volto del Padre, la nostra fiducia cresce e la preghiera diventa un dialogo filiale, libero dalla paura.


La voce dei Padri della Chiesa

Fin dai primi secoli i santi Padri hanno contemplato con stupore l'amore del Padre.

Sant'Ireneo di Lione

«La gloria di Dio è l'uomo vivente, e la vita dell'uomo consiste nella visione di Dio.»
(Contro le eresie, IV,20,7)

Sant'Ireneo ci ricorda che il Padre desidera la piena realizzazione dei suoi figli. L'uomo raggiunge la sua vera grandezza quando vive in comunione con Dio.

Sant'Agostino

«Ci hai fatti per Te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te.»
(Confessioni, I,1)

Ogni ricerca di felicità trova il suo compimento soltanto nel Padre, origine e destinazione ultima della nostra vita.

San Cipriano di Cartagine

Commentando il Padre Nostro, scrive:

«Non diciamo "Padre mio", ma "Padre nostro", perché Colui che è il Dio della pace e il Maestro della concordia ha voluto che ciascuno pregasse per tutti, come Egli ha portato tutti in uno.»
(De Dominica Oratione, 8)

Ogni volta che pronunciamo il Padre Nostro ricordiamo che siamo figli dello stesso Padre e, per questo, autentici fratelli gli uni degli altri.


Come vivere il mese dedicato al Padre

Questo mese può diventare un tempo di grazia per approfondire il nostro rapporto filiale con Dio.

Possiamo:

  • recitare ogni giorno il Padre Nostro, soffermandoci su ogni invocazione;
  • leggere e meditare i capitoli del Vangelo nei quali Gesù parla del Padre (Mt 6; Lc 11; Gv 14-17);
  • ringraziare ogni sera il Padre per i doni ricevuti durante la giornata;
  • affidargli con fiducia le nostre preoccupazioni e quelle delle persone che amiamo;
  • compiere un gesto concreto di carità verso qualcuno, ricordando che ogni uomo è figlio dello stesso Padre.

Per meditare

«Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!»
(1 Gv 3,1)

Questa certezza è il fondamento della nostra speranza. Non siamo soli nel cammino della vita: siamo figli amati, custoditi dalla Provvidenza e chiamati a vivere nella libertà dei figli di Dio.

Ogni giornata di questo mese può iniziare e terminare con un semplice atto di abbandono:

Padre, mi affido a Te. Fa' di me ciò che piace a Te. Qualunque cosa Tu faccia di me, Ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto, purché la tua volontà si compia in me e in tutte le tue creature. Non desidero altro, mio Dio. Nelle tue mani affido la mia vita. Te la dono con tutto l'amore del mio cuore, perché Ti amo e perché per me amarti significa donarmi, rimettermi senza misura nelle tue mani, con infinita fiducia, perché Tu sei mio Padre.

(Beato Charles de Foucauld)

Pentecoste – Il dono dello Spirito che rinnova ogni cosa

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La Pentecoste segna il compimento della Pasqua. È il giorno in cui lo Spirito Santo discende sugli apostoli, radunati con Maria nel cenacolo. Da uomini impauriti, diventano coraggiosi testimoni del Risorto. Lo Spirito non è solo memoria, ma forza viva, presenza che rinnova, guida e infiamma.

 

Mese di Maggio: dedicato alla Vergine Maria

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Mese di Maggio: dedicato alla Vergine Maria

Madonna di Pompei e i giorni mariani del mese

Il mese di maggio, nella tradizione della Chiesa, è il mese per eccellenza dedicato alla Vergine Maria, Madre di Dio e Madre nostra. È un tempo in cui il cuore dei fedeli si apre con particolare intensità alla contemplazione di Maria, modello perfetto di fede, umiltà e amore.

San Giuseppe, uomo senza inquietudine

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«Occupati sì, preoccupati no».
Questa semplice espressione, attribuita a San Giovanni Bosco, racchiude una verità profonda che trova in San Giuseppe una delle sue incarnazioni più luminose.

Giuseppe è l’uomo delle responsabilità vere, non delle inquietudini inutili. La sua vita è segnata da eventi che, umanamente, avrebbero potuto generare ansia, paura, smarrimento: la gravidanza misteriosa di Maria, la nascita in povertà, la fuga in Egitto, il ritorno in una terra non sicura. Eppure, nei Vangeli, Giuseppe non appare mai agitato, mai dominato dall’angoscia.

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