Agosto: il mese dedicato a Dio Padre
«Quando pregate, dite: Padre nostro...» (Lc 11,2)
La tradizione della pietà cattolica dedica il mese di agosto alla contemplazione di Dio Padre, sorgente della vita, Creatore del cielo e della terra, principio di ogni bene e meta del nostro cammino.
Ogni giorno i cristiani elevano al cielo la preghiera che Gesù stesso ha insegnato ai suoi discepoli: il Padre Nostro. In queste semplici parole è racchiuso il cuore della vita cristiana. Gesù non ci invita a rivolgerci a un Dio lontano o sconosciuto, ma ci insegna a chiamarlo con il nome più dolce e più grande: Padre.
La missione di Gesù Cristo consiste proprio nel rivelarci la paternità di Dio. Egli è il Figlio eterno inviato nel mondo per riconciliarci con il Padre, mostrarci il suo amore e aprirci la via che conduce a Lui. Per questo dice:
«Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.» (Gv 14,6)
Gesù si è presentato come l'Inviato del Padre, al quale è stata data ogni potestà, il Figlio prediletto nel quale il Padre trova ogni compiacenza e il Mediatore tra Dio e gli uomini. Egli stesso ci invita a pregare con fiducia:
«Qualunque cosa chiederete al Padre nel mio nome, Egli ve la concederà.» (cfr. Gv 16,23)
Durante tutta la sua vita terrena Gesù ha vissuto con lo sguardo costantemente rivolto al Padre. Lo adorava, lo ringraziava, cercava sempre la sua volontà e trovava nella comunione con Lui la forza per compiere la missione ricevuta. Anche noi siamo chiamati a vivere come figli, confidando nell'amore del Padre e abbandonandoci con serenità alla sua Provvidenza.
San Paolo ci ricorda la grandezza infinita dell'amore di Dio:
«A colui che, in tutto, ha potere di fare molto più di quanto possiamo domandare o pensare, secondo la potenza che opera in noi, a lui la gloria...» (Ef 3,20-21)
Ogni bene che possediamo proviene dalle sue mani: la vita, la fede, la famiglia, il lavoro, gli amici, la Chiesa e perfino le prove, che, accolte con fede, possono diventare strumenti di crescita e di santificazione. Per questo il mese di agosto è un'occasione privilegiata per ringraziare il Padre di tutto ciò che ci dona e per rinnovare la nostra fiducia nel suo amore.
La paternità di Dio secondo la Chiesa
Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci aiuta a comprendere il significato profondo del nome con cui Gesù ci ha insegnato a rivolgerci a Dio.
«Invocando Dio con il nome di "Padre", il linguaggio della fede mette in evidenza principalmente due aspetti: che Dio è origine prima di tutto e autorità trascendente, e che, al tempo stesso, è bontà e sollecitudine d'amore per tutti i suoi figli.»
(CCC 239)
Questa paternità divina supera ogni esperienza umana. Le nostre vicende personali possono averci fatto conoscere padri buoni oppure padri fragili, assenti o imperfetti. Dio, invece, è il Padre perfetto, che ama senza misura e senza venire meno alle sue promesse.
Per questo il Catechismo aggiunge:
«La purificazione del cuore riguarda le immagini paterne o materne derivanti dalla nostra storia personale e culturale, che influenzano il nostro rapporto con Dio. Dio Padre trascende le categorie del mondo creato.»
(CCC 2779)
Quando impariamo a conoscere il vero volto del Padre, la nostra fiducia cresce e la preghiera diventa un dialogo filiale, libero dalla paura.
La voce dei Padri della Chiesa
Fin dai primi secoli i santi Padri hanno contemplato con stupore l'amore del Padre.
Sant'Ireneo di Lione
«La gloria di Dio è l'uomo vivente, e la vita dell'uomo consiste nella visione di Dio.»
(Contro le eresie, IV,20,7)
Sant'Ireneo ci ricorda che il Padre desidera la piena realizzazione dei suoi figli. L'uomo raggiunge la sua vera grandezza quando vive in comunione con Dio.
Sant'Agostino
«Ci hai fatti per Te e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Te.»
(Confessioni, I,1)
Ogni ricerca di felicità trova il suo compimento soltanto nel Padre, origine e destinazione ultima della nostra vita.
San Cipriano di Cartagine
Commentando il Padre Nostro, scrive:
«Non diciamo "Padre mio", ma "Padre nostro", perché Colui che è il Dio della pace e il Maestro della concordia ha voluto che ciascuno pregasse per tutti, come Egli ha portato tutti in uno.»
(De Dominica Oratione, 8)
Ogni volta che pronunciamo il Padre Nostro ricordiamo che siamo figli dello stesso Padre e, per questo, autentici fratelli gli uni degli altri.
Come vivere il mese dedicato al Padre
Questo mese può diventare un tempo di grazia per approfondire il nostro rapporto filiale con Dio.
Possiamo:
- recitare ogni giorno il Padre Nostro, soffermandoci su ogni invocazione;
- leggere e meditare i capitoli del Vangelo nei quali Gesù parla del Padre (Mt 6; Lc 11; Gv 14-17);
- ringraziare ogni sera il Padre per i doni ricevuti durante la giornata;
- affidargli con fiducia le nostre preoccupazioni e quelle delle persone che amiamo;
- compiere un gesto concreto di carità verso qualcuno, ricordando che ogni uomo è figlio dello stesso Padre.
Per meditare
«Vedete quale grande amore ci ha dato il Padre per essere chiamati figli di Dio, e lo siamo realmente!»
(1 Gv 3,1)
Questa certezza è il fondamento della nostra speranza. Non siamo soli nel cammino della vita: siamo figli amati, custoditi dalla Provvidenza e chiamati a vivere nella libertà dei figli di Dio.
Ogni giornata di questo mese può iniziare e terminare con un semplice atto di abbandono:
Padre, mi affido a Te. Fa' di me ciò che piace a Te. Qualunque cosa Tu faccia di me, Ti ringrazio. Sono pronto a tutto, accetto tutto, purché la tua volontà si compia in me e in tutte le tue creature. Non desidero altro, mio Dio. Nelle tue mani affido la mia vita. Te la dono con tutto l'amore del mio cuore, perché Ti amo e perché per me amarti significa donarmi, rimettermi senza misura nelle tue mani, con infinita fiducia, perché Tu sei mio Padre.
(Beato Charles de Foucauld)