Introduzione alla sez.Misericordia di Dio

Inserito in Preghiere alla Misericordia.

 

Introduzione

 

Sia lodato Gesù Cristo. Chiediamo a Lui, nostro Signore, che ci conceda la Grazia necessaria per camminare nella sua luce, perché illumini in nostri passi per condurci sulla via del bene e della pace. Oggi parleremo della Misericordia di Dio. Partiamo da alcune domande.

 

La prima domanda che dobbiamo porci è questa :

1) la Misericordia è l’attributo più grande di Dio?

2) Perché un culto così particolare alla Misericordia?

Il termine misericordia è citato centinaia di volte nell’Antico e nel Nuovo Testamento. I santi l' hanno spesso invocata e la chiesa stessa ha predicato la misericordia per secoli; allora perché un culto così particolare al punto da istituirne una festa per tutta la Chiesa Universale?

 

Tu Signore hai fatto il cielo e la terra. Tu Signore ha fatto tutto il creato, meglio di te chi può conoscere lo spirito dell’uomo. Leggiamo in Marco Cap. 7 ver. 20-23 «Quindi soggiunse(Gesù): «Ciò che esce dall' uomo, questo sì contamina l' uomo. Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l' uomo».

Ma il Signore e Misericordioso, non guarda alle nostre colpe, ma ci ama incondizionatamente.

In Salmi 24:7 leggiamo : «Non ricordare i peccati della mia giovinezza: ricordati di me nella tua misericordia, per la tua bontà, Signore. ». In Salmi 30:17 "fa' splendere il tuo volto sul tuo servo, salvami per la tua misericordia."

Salmi 58:18 "O mia forza, a te voglio cantare, poiché tu sei, o Dio, la mia difesa, tu, o mio Dio, sei la mia misericordia."

Dalle «Lettere» di san Massimo Confessore, abate (580-662) leggiamo:

La misericordia di Dio verso coloro che si pentono dei loro peccati Tutti i predicatori della verità, tutti i ministri della grazia divina e quanti dall' inizio fino a questi nostri giorni hanno parlato a noi della volontà salvifica di Dio, dicono che nulla è tanto caro a Dio e tanto conforme al suo amore quanto la conversione degli uomini mediante un sincero pentimento dei peccati. E proprio per ricondurre a sé gli uomini Dio fece cose straordinarie, anzi diede la massima prova della sua infinita bontà. Per questo il Verbo del Padre, con un atto di inesprimibile umiliazione e con un atto di incredibile condiscendenza si fece carne e si degnò di abitare tra noi. Fece, patì e disse tutto quello che era necessario a riconciliare noi, nemici e avversari di Dio Padre. Richiamò di nuovo alla

vita noi che ne eravamo stati esclusi. Il Verbo divino non solo guarì le nostre malattie con la potenza dei miracoli, ma prese anche su di sé l' infermità delle nostre passioni, pagò il nostro debito mediante il supplizio della croce, come se fosse colpevole, lui innocente. Ci liberò da molti e terribili peccati. Inoltre con molti esempi ci stimolò ad essere simili a lui nella comprensione, nella cortesia e nell' amore perfetto verso i fratelli. Per questo disse: «Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori a convertirsi» (Lc 5, 32). E ancora: «Non sono i santi che hanno bisogno del medico, ma i malati» (Mt 9, 12). Disse inoltre di essere venuto a cercare la pecorella smarrita e di essere stato mandato alle pecore perdute della casa di Israele. Parimenti, con la parabola della dramma perduta, alluse, sebbene velatamente, a un aspetto particolare della sua missione: egli venne per ricuperare l' immagine divina deturpata dal peccato.

Ricordiamo poi quello che dice in un' altra sua parabola: «Così vi dico, ci sarà più gioia in cielo per un peccatore convertito...» (Lc 15, 7). Il buon samaritano del vangelo curò con olio e vino e fasciò le ferite di colui che era incappato nei ladri ed era stato spogliato di tutto e abbandonato sanguinante e mezzo morto sulla strada. Lo pose sulla sua cavalcatura, lo portò all' albergo, pagò quanto occorreva e promise di provvedere al resto.

Cristo è il buon samaritano dell' umanità. Dio è quel padre affettuoso, che accoglie il figliol prodigo, si china su di lui, è sensibile al suo pentimento, lo abbraccia, lo riveste di nuovo con gli ornamenti della sua paterna gloria e non gli rimprovera nulla di quanto ha commesso. Richiama all' ovile la pecorella che si era allontanata dalle cento pecore di Dio. Dopo averla trovata che vagava sui colli e sui monti, non la riconduce all' ovile a forza di spintoni e urla minacciose, ma se la pone sulle spalle

e la restituisce incolume al resto del gregge con tenerezza e amore. Dice:

Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, ed io vi darò riposo(cfr. Mt 11, 28). E ancora: «Prendete il mio giogo sopra di voi» (Mt 11, 29). Il giogo sono i comandamenti o la vita vissuta secondo i precetti evangelici. Riguardo al peso poi, forse pesante e molesto al penitente, soggiunge: «Il mio giogo è dolce e il mio carico leggero» (Mt 11, 30).

Insegnandoci la giustizia e la bontà di Dio, ci comanda: Siate santi, siate perfetti, siate misericordiosi come il Padre vostro celeste (cfr. Lc 6, 36); «Perdonate e vi sarà perdonato» (Lc 6, 37) e ancora: «Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro» (Mt 7, 12).

 

Pertanto possiamo affermare con certezza che Dio è sempre alla ricerca dell’uomo. Guardando alla storia più recente della chiesa possiamo osservare quanto questo messaggio della Misericordia si sempre più presente e pressante.

L’11 febbraio 1923 Gesù rivolgeva queste parole a suor Josefa.

Occupiamoci delle anime. Ce ne sono tante che si perdono! Ma noi possiamo sottrarne molte al cammino della perdizione!

Che la tua preghiera costante sia questa:

"Padre Eterno che, per amore delle anime, hai consegnato alla morte il tuo unico Figlio, per il suo Sangue, per i suoi Meriti e per il suo Cuore abbi pietà del mondo intero e perdona tutti i peccati che si commettono.

Accogli l' umile riparazione delle anime che ti amano e non dimenticare che il tempo della Giustizia non è ancora arrivato, ma quello della Misericordia sì!".

La stessa santa Faustina si meraviglia della richiesta di istituire una festa dedicata alla Divina Misericordia. E Gesù le dice: «Chi mai ne è informato tra la gente? Nessuno. E perfino coloro che debbono proclamare e dare delle istruzioni alla gente su questa Misericordia, spesso essi stessi non lo sanno».

Si tratta quindi non soltanto di una riaffermazione della misericordia di Dio, ma di una sua esaltazione attraverso un nuovo modo di intenderla.

Secondo la devozione indicata da Gesù a suor Faustina attraverso le rivelazioni, il termine misericordia è spesso citato senza alcuna spiegazione che possa definirne il significato, ma nella gran parte dei casi è sinonimo di amore (sei casi), di compassione (quattro casi), di bontà (quattro) e di Gesù stesso (quattro), proprio come indicato nelle sacre Scritture. La misericordia così interpretata possiede, quindi, gli attributi propri di Dio.

In taluni casi l' oggetto del culto è la misericordia di Dio Padre così come confermato nel Diario: «La Mia Misericordia è giunta alle anime attraverso il Cuore umano e divino di Gesù».

Altrove la misericordia ci viene proposta come oggetto della fiducia: «Ogni anima che crede e ha fiducia nella Mia Misericordia, la otterrà».

Altre rivelazioni ci consentono di affermare che Gesù stesso è la misericordia e, quindi, egli stesso è l' oggetto vero del culto. Inoltre, la misericordia - amore, bontà e compassione - è anche intrinsecamente legata al Cuore di Gesù al punto che egli stesso afferma: «II Mio Cuore è la Misericordia stessa».

In definitiva, il culto ha come oggetto la misericordia di Dio Padre o la misericordia divina di Gesù o Gesù stesso - in quanto Misericordia incarnata - o la misericordia divina del Cuore di Gesù. Gesù non è soltanto uno degli oggetti del culto, ma l' oggetto principale.

È infatti lui che compare a santa Faustina e che dona tutte le grazie legate alla coroncina; Gesù è il vero e principale oggetto del culto che possiamo pertanto chiamare culto di Gesù Misericordioso. «Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me» (Gv 14,6).

Circa l' oggetto principale del culto, riportiamo quanto compare nel Diario alla data del 15 novembre 1935: «La mia Misericordia è giunta alle anime attraverso il Cuore divino e umano di Gesù, come un raggio di sole attraverso un cristallo». «Sentii nell' anima e compresi - aggiunge la Santa - che ogni avvicinamento a Dio ci viene concesso per Gesù, in lui e per lui». Se potessimo ipotizzare una sorta di catechismo del culto, potremmo affermare che alla domanda su cosa sia l' oggetto del culto la risposta sarebbe: l' infinita Misericordia di Dio che ci viene concessa attraverso il Cuore di Gesù.

Ancora una volta è lo stesso Gesù a dirlo: «Le grazie della Mia Misericordia si attingono con un solo recipiente e questo è la fiducia, più un' anima ha fiducia più ottiene». L' ottenere riguarda sia le grazie spirituali sia quelle materiali.

Riguardo la fiducia da riporre in Gesù riportiamo ancora alcuni estratti dal diario di santa Fuastina.

«... Ho una predilezione particolare per l' anima che ha fiducia nella Mia bontà».

«... L' impegno tuo è una totale fiducia nella Mia bontà, il Mio impegno è quello di darti tutto ciò di cui hai bisogno. Divento Io stesso dipendente dalla tua fiducia; se la tua fiducia sarà grande, la Mia generosità non conoscerà limiti».

La fiducia è l' atto più essenziale del culto alla Divina Misericordia.

Ma che fiducia si aspetta Gesù in questo culto? Si tratta di una fiducia incrollabile come quella di Giobbe, che non teme Dio ma crede nella sua immensa bontà; del resto, secondo le promesse di Gesù, a una grande fiducia corrispondono innumerevoli grazie; Dio ci chiede di abbandonarci in lui, come il neonato nelle braccia della madre.

La fiducia, quindi, necessita della nostra retta volontà, ma esiste un' ulteriore condizione per attingere le grazie inimmaginabili che Gesù ha promesso di concederci con il culto alla Divina Misericordia. Tale condizione, come esprime molte volte la sacra Scrittura, è l' umiltà. Dio resiste ai superbi e concede agli umili.

Le due condizioni interiori, fiducia e umiltà, sono indissolubilmente legate, poiché tanto più ci si fida di Dio meno si conta su noi stessi. Molte anime si stancano facilmente di pregare e, se le grazie tardano ad arrivare, diminuiscono la loro fiducia, esse si aspettano tutto e subito. La vera fiducia è perseverante, cioè fondata sulla preghiera incessante e costante. La misericordia di Dio, essendo espressione dell' amore infinito che egli nutre per gli uomini, non può restare indifferente alla costanza di una tale fiducia. E se la grazia non fosse concessa, è nostro dovere accettare con fiducia, pienezza, serenità e amore la volontà di Dio.

Le straordinarie promesse fatte da Gesù e trascritte nel Diario meritano di essere commentate.

«Chi confida nella Mia Misericordia non perirà, poiché tutti i suoi problemi sono i Miei».

In questo caso, Gesù parla di tutto e promette di avere cura non solo della salvezza e della santificazione (scopo principale delle anime), ma anche dei problemi materiali dei devoti fiduciosi; ci consente di utilizzare il culto per attingere le grazie necessarie per i nostri bisogni terreni.

«Alle anime che si appellano alla Mia Misericordia concedo grazie più di quante ne chiedono. Anche se qualcuno è stato il più grande peccatore, non lo posso punire se egli si appella alla Mia pietà»... «L' anima che confida nella Mia Misericordia è la più felice, poiché Io stesso ho cura di lei»... «Nessun' anima, che ha invocato la Mia Misericordia, è rimasta delusa o confusa».

Tutte le anime, anche le più peccatrici, se si appellano alla misericordia di Dio confidando, cioè con fiducia, hanno diritto a ricevere grazie, a essere sereni nella propria esistenza terrena e a essere ascoltati. Straordinaria misericordia di Dio!

La fiducia, inoltre, è anche indicata come un insieme di altre virtù cristiane, quali la fede, la speranza irremovibile e costante, l' umiltà e il pentimento. L' esercizio della fiducia corrisponde pertanto anche all' esercizio di tutte le altre virtù che la rappresentano, cioè a dire che il culto ha un ruolo significativo per un' autentica vita cristiana.

Il culto alla Divina Misericordia deve avvenire ogni giorno nella nostra vita attraverso la fiducia nella misericordia di Dio; esso è un genere di vita cristiana più che una mera devozione.

Lode e gloria a nostro Dio Padre per averci donato il Sacro Cuore di Gesù nella luce dello Spirito Santo.