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Ottobre, il mese del Rosario: con Maria preghiamo per la pace

Ottobre, il mese del Rosario: con Maria preghiamo per la pace

Ottobre è tradizionalmente il mese dedicato al Santo Rosario, una preghiera semplice e nello stesso tempo profondissima, che da secoli accompagna il cammino della Chiesa e la vita quotidiana di milioni di cristiani.

Scorrere tra le dita i grani della corona significa mettersi in cammino con Maria per contemplare Cristo. Il Rosario, infatti, non è soltanto una successione di Ave Maria: al centro di ogni mistero c'è Gesù. Con gli occhi e con il cuore della Madre siamo condotti dentro i grandi avvenimenti della sua vita: l'Incarnazione, la predicazione del Regno, la Passione, la morte e la Risurrezione.

Per questo il Rosario può diventare anche la preghiera dei nostri giorni, delle nostre famiglie, delle nostre sofferenze e delle ferite del mondo.

Perché ottobre è il mese del Rosario?

Il legame particolare tra il mese di ottobre e il Rosario trova uno dei suoi riferimenti principali nella festa della Beata Vergine Maria del Rosario, celebrata il 7 ottobre.

Nel corso dei secoli la Chiesa ha continuamente incoraggiato questa forma di preghiera, soprattutto nei momenti difficili della storia. Il Rosario è entrato così nelle case, nelle parrocchie, nei santuari e nella preghiera personale dei fedeli.

È una preghiera che non richiede molte cose. Basta una corona — e in realtà bastano anche le nostre dita — un po' di tempo e soprattutto un cuore disposto a lasciarsi condurre da Maria verso suo Figlio.

La ripetizione dell'Ave Maria non vuole riempire il silenzio di parole. Al contrario, crea lentamente uno spazio interiore nel quale possiamo contemplare il mistero di Cristo.

Mentre le labbra pregano, il cuore impara a fermarsi.

Un Rosario per un mondo ferito

Quest'anno il mese del Rosario assume un significato ancora più particolare.

Il 27 settembre 2026, al termine della celebrazione presso il Santuario di Nostra Signora di Lourdes, Papa Leone XIV ha rivolto ai fedeli e alle comunità cristiane un appello molto preciso: pregare il Santo Rosario durante tutto il mese di ottobre con una particolare intenzione, perché cessino le guerre e si faccia pace tra i popoli in conflitto.

Non è casuale che questo invito sia risuonato proprio a Lourdes.

Nella Grotta di Massabielle, Maria apparve a santa Bernadette con la corona del Rosario. Da quel luogo, che da generazioni raccoglie il dolore e la speranza di milioni di persone, il Papa ha voluto ancora una volta affidare alla preghiera della Chiesa le sofferenze dell'umanità.

Davanti alle guerre possiamo sentirci piccoli e impotenti.

Non possiamo sederci ai tavoli delle trattative. Non possiamo fermare con le nostre mani le armi. Non possiamo decidere le scelte dei governi e delle nazioni.

Ma il cristiano sa che questa impotenza non significa inutilità.

Possiamo pregare.

E pregare significa affidare a Dio ciò che supera le nostre forze, chiedendogli di entrare là dove il cuore dell'uomo sembra essersi chiuso alla fraternità.

La pace comincia anche dal nostro cuore

Papa Leone XIV, però, ha aggiunto qualcosa di fondamentale al suo appello.

La preghiera deve essere accompagnata da atti concreti di penitenza e di misericordia e dall'impegno a favorire il dialogo e la riconciliazione.

È una precisazione importante.

Sarebbe facile chiedere a Dio la pace nel mondo continuando a custodire piccole guerre dentro di noi: rancori mai superati, parole che feriscono, giudizi, divisioni familiari, inimicizie, incapacità di perdonare.

La pace che chiediamo per i popoli deve cominciare a trovare spazio anche nella nostra vita.

Ogni Ave Maria può allora diventare anche una domanda rivolta a noi stessi:

sono disposto ad essere un uomo o una donna di pace?

Forse non possiamo fermare una guerra lontana, ma possiamo interrompere una catena di rancore vicino a noi.

Possiamo chiedere perdono.

Possiamo fare il primo passo verso qualcuno.

Possiamo rinunciare a una parola dura.

Possiamo ascoltare invece di rispondere immediatamente.

Possiamo compiere un gesto di misericordia verso chi soffre.

È così che la preghiera comincia a trasformare prima di tutto colui che prega.

Con Maria davanti a Gesù

Pregare il Rosario per la pace non significa rivolgersi a Maria al posto di Dio.

Maria ci conduce a Cristo.

In ogni mistero ci invita quasi silenziosamente a guardare suo Figlio. E guardando Gesù comprendiamo che la logica del Vangelo è diversa dalla logica della violenza.

Gesù proclama beati gli operatori di pace.

Insegna il perdono.

Chiede di amare perfino i nemici.

Sulla croce risponde alla violenza non con altra violenza, ma consegnando se stesso al Padre.

Pregando il Rosario entriamo lentamente dentro questa scuola del Vangelo.

E forse è proprio questa una delle grazie che possiamo chiedere durante il mese di ottobre: che Dio disarmi non soltanto le mani degli uomini, ma anche i loro cuori.

A cominciare dal nostro.

Prendiamo in mano la corona

Accogliamo allora l'invito del Papa.

Durante questo mese proviamo a trovare ogni giorno un momento per prendere in mano la corona del Rosario.

Possiamo recitarlo interamente oppure, quando il tempo non lo permette, fermarci almeno per una decina.

Possiamo farlo da soli, in famiglia, nelle nostre comunità o insieme a una persona cara.

E possiamo mettere dentro ogni Ave Maria un volto, un popolo, una città ferita dalla guerra, una famiglia che ha perso qualcuno, un bambino che ha paura, chi è costretto ad abbandonare la propria casa, chi ha la responsabilità di prendere decisioni dalle quali dipende la vita di tante persone.

Il Rosario diventerà allora una lunga intercessione che attraversa il mondo.

Un'Ave Maria dopo l'altra.

Un grano dopo l'altro.

Un piccolo atto di fede dopo l'altro.

E mentre chiediamo a Maria di intercedere per la pace tra i popoli, chiediamole anche di insegnarci ad essere noi stessi artigiani di pace nelle case, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro e nelle comunità in cui viviamo.

Preghiera

Maria, Regina della Pace,
in questo mese a te particolarmente dedicato
prendici per mano e conducici a Gesù.

Accogli il grido dei popoli feriti dalla guerra,
consola chi piange i propri cari,
proteggi i bambini, gli anziani e gli innocenti,
sostieni coloro che cercano vie di dialogo
e illumina chi ha responsabilità sulle sorti dei popoli.

Ottienici un cuore disarmato,
capace di perdonare,
di ricominciare,
di compiere gesti di misericordia
e di costruire riconciliazione.

Fa' che ogni Ave Maria
che eleveremo in questo mese
diventi una piccola luce accesa nella notte del mondo.

Maria, Regina del Santo Rosario e Regina della Pace,
prega per noi e per il mondo intero.
Amen.