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DIARIO SPIRITUALE

di Anonimo napoletano

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4. " Iddio ama i semplici, e tratta con essi volentieri, e comunica loro l'intelligenza delle sue verità: perché di questi ne dispone a suo piacere. Non fa così cogli spiriti grandi ed accorti. " Sales.

Di questo medesimo sentimento era ancor S. Vincenzo de Paoli, il quale dicea che l'esperienza ne conferma giornalmente la verità ; mentre pur troppo si vede, che lo spirito di Religione non tanto si trova d'ordinario fra i saggi e prudenti del secolo, quanto tra i poveri e semplici, i quali vengono da Dio arricchiti di una fede viva e pratica, che fa lor credere e gustar le parole di vita eterna. Onde si veggono comunemente soffrir le loro malattie, le loro miserie, e tutt'i loro travagli con più pazienza e con più rassegnazione, che non fanno gli altri. S. Ambrogio nell'orazione funebre, che fece al suo fratello S. Satiro, esalta molto tra le altre sue virtù la puerile semplicità, che, com'ei dice, luceva in lui come in uno specchio ; e che però non poteva egli non essere a Dio molto caro ; il quale per essere semplicissimo, ama le cose semplici, e odia e perseguita ogni adulterata misura. Si narra di S. Geltrude, che apparendo il Signore ad una Sant'Anima, le disse: Sappi, che presentemente non vi è Anima al Mondo, che per semplicità sia a me più vicina, e più congiunta di quella di Geltrude: e però io ancora a niun'altra mi sento tanto inclinato, quanto all'Anima di lei.

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