Daniele (14)

Daniele 14

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Daniele

 

 

14 Daniele smaschera i sacerdoti di Bel

1 Il re Astiage si riunì ai suoi padri e gli succedette nel regno Ciro il Persiano.

2 Ora Daniele viveva accanto al re, ed era il più onorato di tutti gli amici del re.

3 I Babilonesi avevano un idolo chiamato Bel, al quale offrivano ogni giorno dodici sacchi di fior di farina, quaranta pecore e sei barili di vino.

4 Anche il re venerava questo idolo e andava ogni giorno ad adorarlo. Daniele però adorava il suo Dio e perciò il re gli disse: «Perché non adori Bel?».

5 Daniele rispose: «Io non adoro idoli fatti da mani d' uomo, ma soltanto il Dio vivo che ha fatto il cielo e la terra e che è signore di ogni essere vivente».

6 «Non credi tu - aggiunse il re - che Bel sia un dio vivo? Non vedi quanto beve e mangia ogni giorno?».

7 Rispose Daniele ridendo: «Non t' ingannare, o re: quell' idolo di dentro è d' argilla e di fuori è di bronzo e non ha mai mangiato né bevuto».

8 Il re s' indignò e convocati i sacerdoti di Bel, disse loro: «Se voi non mi dite chi è che mangia tutto questo cibo, morirete; se invece mi proverete che è Bel che lo mangia, morirà Daniele, perché ha insultato Bel».

9 Daniele disse al re: «Sia fatto come tu hai detto». I sacerdoti di Bel erano settanta, senza contare le mogli e i figli.

10 Il re si recò insieme con Daniele al tempio di Bel

11 e i sacerdoti di Bel gli dissero: «Ecco, noi usciamo di qui e tu, re, disponi le vivande e mesci il vino temperato; poi chiudi la porta e sigillala con il tuo anello. Se domani mattina, venendo, tu riscontrerai che tutto non è stato mangiato da Bel, moriremo noi, altrimenti morirà Daniele che ci ha calunniati».

12 Essi però non se ne preoccuparono perché avevano praticato un passaggio segreto sotto la tavola per il quale passavano abitualmente e consumavano tutto.

13 Dopo che essi se ne furono andati, il re fece porre i cibi davanti a Bel:

14 Daniele ordinò ai servi del re di portare un po' di cenere e la sparsero su tutto il pavimento del tempio alla presenza soltanto del re; poi uscirono, chiusero la porta, la sigillarono con l' anello del re e se ne andarono.

15 I sacerdoti vennero di notte, secondo il loro consueto, con le mogli, i figli, e mangiarono e bevvero tutto.

16 Di buon mattino il re si alzò, come anche Daniele.

17 Il re domandò: «Sono intatti i sigilli, Daniele?». «Intatti, re» rispose.

18 Aperta la porta, il re guardò la tavola ed esclamò: «Tu sei grande, Bel, e nessun inganno è in te!».

19 Daniele sorrise e, trattenendo il re perché non entrasse, disse: «Guarda il pavimento ed esamina di chi sono quelle orme».

20 Il re disse: «Vedo orme d' uomini, di donne e di ragazzi!».

21 Acceso d' ira, fece arrestare i sacerdoti con le mogli e i figli; gli furono mostrate le porte segrete per le quali entravano a consumare quanto si trovava sulla tavola.

22 Quindi il re li fece mettere a morte, consegnò Bel in potere di Daniele che lo distrusse insieme con il tempio.

23 Vi era un gran drago e i Babilonesi lo veneravano.

24 Il re disse a Daniele: «Non potrai dire che questo non è un dio vivente; adoralo, dunque».

25 Daniele rispose: «Io adoro il Signore mio Dio, perché egli è il Dio vivente; se tu me lo permetti, o re, io, senza spada e senza bastone, ucciderò il drago».

26 Soggiunse il re: «Te lo permetto».

27 Daniele prese allora pece, grasso e peli e li fece cuocere insieme, poi ne preparò focacce e le gettò in bocca al drago che le inghiottì e scoppiò; quindi soggiunse: «Ecco che cosa adoravate!».

28 Quando i Babilonesi lo seppero, ne furono molto indignati e insorsero contro il re, dicendo: «Il re è diventato Giudeo: ha distrutto Bel, ha ucciso il drago, ha messo a morte i sacerdoti».

29 Andarono da lui dicendo: «Consegnaci Daniele, altrimenti uccidiamo te e la tua famiglia!».

30 Quando il re vide che lo assalivano con violenza, costretto dalla necessità consegnò loro Daniele.

31 Ed essi lo gettarono nella fossa dei leoni, dove rimase sei giorni.

32 Nella fossa vi erano sette leoni, ai quali venivano dati ogni giorno due cadaveri e due pecore: ma quella volta non fu dato loro niente perché divorassero Daniele.

33 Si trovava allora in Giudea il profeta Abacuc il quale aveva fatto una minestra e spezzettato il pane in un recipiente e andava a portarlo nel campo ai mietitori.

34 L' angelo del Signore gli disse: «Porta questo cibo a Daniele in Babilonia nella fossa dei leoni».

35 Ma Abacuc rispose: «Signore, Babilonia non l' ho mai vista e la fossa non la conosco».

36 Allora l' angelo del Signore lo prese per i capelli e con la velocità del vento lo trasportò in Babilonia e lo posò sull' orlo della fossa dei leoni.

37 Gridò Abacuc: «Daniele, Daniele, prendi il cibo che Dio ti ha mandato».

38 Daniele esclamò: «Dio, ti sei ricordato di me e non hai abbandonato coloro che ti amano».

39 Alzatosi, Daniele si mise a mangiare, mentre l' angelo di Dio riportava subito Abacuc nel luogo di prima.

40 Il settimo giorno il re andò per piangere Daniele e giunto alla fossa guardò e vide Daniele seduto.

41 Allora esclamò ad alta voce: «Grande tu sei, Signore Dio di Daniele, e non c' è altro dio all' infuori di te!».

42 Poi fece uscire Daniele dalla fossa e vi fece gettare coloro che volevano la sua rovina ed essi furono subito divorati sotto i suoi occhi.

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Daniele 13

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Daniele

 

 

13 Susanna e i perfidi anziani

1 Abitava in Babilonia un uomo chiamato Ioakìm,

2 il quale aveva sposato una donna chiamata Susanna, figlia di Chelkìa, di rara bellezza e timorata di Dio.

3 I suoi genitori, che erano giusti, avevano educato la figlia secondo la legge di Mosè.

4 Ioakìm era molto ricco e possedeva un giardino vicino a casa ed essendo stimato più di ogni altro i Giudei andavano da lui.

5 In quell' anno erano stati eletti giudici del popolo due anziani: erano di quelli di cui il Signore ha detto: «L' iniquità è uscita da Babilonia per opera di anziani e di giudici, che solo in apparenza sono guide del popolo».

6 Questi frequentavano la casa di Ioakìm e tutti quelli che avevano qualche lite da risolvere si recavano da loro.

7 Quando il popolo, verso il mezzogiorno, se ne andava, Susanna era solita recarsi a passeggiare nel giardino del marito.

8 I due anziani che ogni giorno la vedevano andare a passeggiare, furono presi da un' ardente passione per lei:

9 persero il lume della ragione, distolsero gli occhi per non vedere il Cielo e non ricordare i giusti giudizi.

10 Eran colpiti tutt' e due dalla passione per lei,

11 ma l' uno nascondeva all' altro la sua pena, perché si vergognavano di rivelare la brama che avevano di unirsi a lei.

12 Ogni giorno con maggior desiderio cercavano di vederla. Un giorno uno disse all' altro:

13 «Andiamo pure a casa: è l' ora di desinare» e usciti se ne andarono.

14 Ma ritornati indietro, si ritrovarono di nuovo insieme e, domandandosi a vicenda il motivo, confessarono la propria passione. Allora studiarono il momento opportuno di poterla sorprendere sola.

15 Mentre aspettavano l' occasione favorevole, Susanna entrò, come al solito, con due sole ancelle, nel giardino per fare il bagno, poiché faceva caldo.

16 Non c' era nessun altro al di fuori dei due anziani nascosti a spiarla.

17 Susanna disse alle ancelle: «Portatemi l' unguento e i profumi, poi chiudete la porta, perché voglio fare il bagno».

18 Esse fecero come aveva ordinato: chiusero le porte del giardino ed entrarono in casa dalla porta laterale per portare ciò che Susanna chiedeva, senza accorgersi degli anziani poiché si erano nascosti.

19 Appena partite le ancelle, i due anziani uscirono dal nascondiglio, corsero da lei e le dissero:

20 «Ecco, le porte del giardino sono chiuse, nessuno ci vede e noi bruciamo di passione per te; acconsenti e datti a noi.

21 In caso contrario ti accuseremo; diremo che un giovane era con te e perciò hai fatto uscire le ancelle».

22 Susanna, piangendo, esclamò: «Sono alle strette da ogni parte. Se cedo, è la morte per me; se rifiuto, non potrò scampare dalle vostre mani.

23 Meglio però per me cadere innocente nelle vostre mani che peccare davanti al Signore!».

24 Susanna gridò a gran voce. Anche i due anziani gridarono contro di lei

25 e uno di loro corse alle porte del giardino e le aprì.

26 I servi di casa, all' udire tale rumore in giardino, si precipitarono dalla porta laterale per vedere che cosa stava accadendo.

27 Quando gli anziani ebbero fatto il loro racconto, i servi si sentirono molto confusi, perché mai era stata detta una simile cosa di Susanna.

28 Il giorno dopo, tutto il popolo si adunò nella casa di Ioakìm, suo marito e andarono là anche i due anziani pieni di perverse intenzioni per condannare a morte Susanna.

29 Rivolti al popolo dissero: «Si faccia venire Susanna figlia di Chelkìa, moglie di Ioakìm». Mandarono a chiamarla

30 ed essa venne con i genitori, i figli e tutti i suoi parenti.

31 Susanna era assai delicata d' aspetto e molto bella di forme;

32 aveva il velo e quei perversi ordinarono che le fosse tolto per godere almeno così della sua bellezza.

33 Tutti i suoi familiari e amici piangevano.

34 I due anziani si alzarono in mezzo al popolo e posero le mani sulla sua testa.

35 Essa piangendo alzò gli occhi al cielo, con il cuore pieno di fiducia nel Signore.

36 Gli anziani dissero: «Mentre noi stavamo passeggiando soli nel giardino, è venuta con due ancelle, ha chiuse le porte del giardino e poi ha licenziato le ancelle.

37 Quindi è entrato da lei un giovane che era nascosto, e si è unito a lei.

38 Noi che eravamo in un angolo del giardino, vedendo una tale nefandezza, ci siamo precipitati su di loro e li abbiamo sorpresi insieme.

39 Non abbiamo potuto prendere il giovane perché, più forte di noi, ha aperto la porta ed è fuggito.

40 Abbiamo preso lei e le abbiamo domandato chi era quel giovane, ma lei non ce l' ha voluto dire. Di questo noi siamo testimoni».

41 La moltitudine prestò loro fede poiché erano anziani e giudici del popolo e la condannò a morte.

42 Allora Susanna ad alta voce esclamò: «Dio eterno, che conosci i segreti, che conosci le cose prima che accadano,

43 tu lo sai che hanno deposto il falso contro di me! Io muoio innocente di quanto essi iniquamente hanno tramato contro di me».

44 E il Signore ascoltò la sua voce.

45 Mentre Susanna era condotta a morte, il Signore suscitò il santo spirito di un giovanetto, chiamato Daniele,

46 il quale si mise a gridare: «Io sono innocente del sangue di lei!».

47 Tutti si voltarono verso di lui dicendo: «Che vuoi dire con le tue parole?».

48 Allora Daniele, stando in mezzo a loro, disse: «Siete così stolti, Israeliti? Avete condannato a morte una figlia d' Israele senza indagare la verità!

49 Tornate al tribunale, perché costoro hanno deposto il falso contro di lei».

50 Il popolo tornò subito indietro e gli anziani dissero a Daniele: «Vieni, siedi in mezzo a noi e facci da maestro, poiché Dio ti ha dato il dono dell' anzianità».

51 Daniele esclamò: «Separateli bene l' uno dall' altro e io li giudicherò».

52 Separati che furono, Daniele disse al primo: «O invecchiato nel male! Ecco, i tuoi peccati commessi in passato vengono alla luce,

53 quando davi sentenze ingiuste opprimendo gli innocenti e assolvendo i malvagi, mentre il Signore ha detto: Non ucciderai il giusto e l' innocente.

54 Ora dunque, se tu hai visto costei, di' : sotto quale albero tu li hai visti stare insieme?». Rispose: «Sotto un lentisco».

55 Disse Daniele: «In verità, la tua menzogna ricadrà sulla tua testa. Già l' angelo di Dio ha ricevuto da Dio la sentenza e ti spaccherà in due».

56 Allontanato questo, fece venire l' altro e gli disse: «Razza di Canaan e non di Giuda, la bellezza ti ha sedotto, la passione ti ha pervertito il cuore!

57 Così facevate con le donne d' Israele ed esse per paura si univano a voi. Ma una figlia di Giuda non ha potuto sopportare la vostra iniquità.

58 Dimmi dunque, sotto quale albero li hai trovati insieme?». Rispose: «Sotto un leccio».

59 Disse Daniele: «In verità anche la tua menzogna ti ricadrà sulla testa. Ecco l' angelo di Dio ti aspetta con la spada in mano per spaccarti in due e così farti morire».

60 Allora tutta l' assemblea diede in grida di gioia e benedisse Dio che salva coloro che sperano in lui.

61 Poi insorgendo contro i due anziani, ai quali Daniele aveva fatto confessare con la loro bocca di aver deposto il falso, fece loro subire la medesima pena alla quale volevano assoggettare il prossimo

62 e applicando la legge di Mosè li fece morire. In quel giorno fu salvato il sangue innocente.

63 Chelkìa e sua moglie resero grazie a Dio per la figlia Susanna insieme con il marito Ioakìm e tutti i suoi parenti, per non aver trovato in lei nulla di men che onesto.

64 Da quel giorno in poi Daniele divenne grande di fronte al popolo.

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Daniele 12

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Daniele

 

 

12 Risurrezione e ricompensa

1 Or in quel tempo sorgerà Michele, il gran principe, che vigila sui figli del tuo popolo. Vi sarà un tempo di angoscia, come non c' era mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarà salvato il tuo popolo, chiunque si troverà scritto nel libro.

2 Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per l' infamia eterna.

3 I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento; coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre.

4 Ora tu, Daniele, chiudi queste parole e sigilla questo libro, fino al tempo della fine: allora molti lo scorreranno e la loro conoscenza sarà accresciuta».

5 Io, Daniele, stavo guardando ed ecco altri due che stavano in piedi, uno di qua sulla sponda del fiume, l' altro di là sull' altra sponda.

6 Uno disse all' uomo vestito di lino, che era sulle acque del fiume: «Quando si compiranno queste cose meravigliose?».

7 Udii l' uomo vestito di lino, che era sulle acque del fiume, il quale, alzate la destra e la sinistra al cielo, giurò per colui che vive in eterno che tutte queste cose si sarebbero compiute fra un tempo, tempi e la metà di un tempo, quando sarebbe finito colui che dissipa le forze del popolo santo.

8 Io udii bene, ma non compresi, e dissi: «Mio Signore, quale sarà la fine di queste cose?».

9 Egli mi rispose: «Va' , Daniele, queste parole sono nascoste e sigillate fino al tempo della fine.

10 Molti saranno purificati, resi candidi, integri, ma gli empi agiranno empiamente: nessuno degli empi intenderà queste cose, ma i saggi le intenderanno.

11 Ora, dal tempo in cui sarà abolito il sacrificio quotidiano e sarà eretto l' abominio della desolazione, ci saranno milleduecentonovanta giorni.

12 Beato chi aspetterà con pazienza e giungerà a milletrecentotrentacinque giorni.

13 Tu, va' pure alla tua fine e riposa: ti alzerai per la tua sorte alla fine dei giorni».

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Daniele 11

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Daniele

 

 

11 Lotta fra la Grecia e la Persia

1 e io, nell' anno primo di Dario, mi tenni presso di lui per dargli rinforzo e sostegno.

2 Ed ora io ti manifesterò la verità. Ecco, vi saranno ancora tre re in Persia: poi il quarto acquisterà ricchezze superiori a tutti gli altri e dopo essersi reso potente con le ricchezze, muoverà con tutti i suoi contro il regno di Grecia.

3 Sorgerà quindi un re potente e valoroso, il quale dominerà sopra un grande impero e farà ciò che vuole;

4 ma appena si sarà affermato, il suo regno verrà smembrato e diviso ai quattro venti del cielo, ma non fra i suoi discendenti né con la stessa forza che egli possedeva; il suo regno sarà infatti smembrato e dato ad altri anziché ai suoi discendenti.

5 Il re del mezzogiorno diverrà potente e uno dei suoi capitani sarà più forte di lui e il suo impero sarà grande.

6 Dopo qualche anno faranno alleanza e la figlia del re del mezzogiorno verrà al re del settentrione per fare la pace, ma non potrà mantenere la forza del suo braccio e non resisterà né lei né la sua discendenza e sarà condannata a morte insieme con i suoi seguaci, il figlio e il marito.

7 In quel tempo, da un germoglio delle sue radici sorgerà uno, al posto di costui, e verrà con un esercito e avanzerà contro le fortezze del re del settentrione, le assalirà e se ne impadronirà.

8 Condurrà in Egitto i loro dèi con le loro immagini e i loro preziosi oggetti d' oro e d' argento, come preda di guerra, poi per qualche anno si asterrà dal contendere con il re del settentrione.

9 Questi muoverà contro il re del mezzogiorno, ma se ne ritornerà nel suo paese.

10 Poi suo figlio si preparerà alla guerra, raccogliendo una moltitudine di grandi eserciti, con i quali avanzerà come una inondazione: attraverserà il paese per attaccare di nuovo battaglia e giungere sino alla sua fortezza.

11 Il re del mezzogiorno, inasprito, uscirà per combattere con il re del settentrione, che si muoverà con un grande esercito, ma questo cadrà in potere del re del mezzogiorno,

12 il quale dopo aver disfatto quell' esercito si gonfierà d' orgoglio, ma pur avendo abbattuto decine di migliaia, non per questo sarà più forte.

13 Il re del settentrione di nuovo metterà insieme un grande esercito, più grande di quello di prima, e dopo qualche anno avanzerà con un grande esercito e con grande apparato.

14 In quel tempo molti si alzeranno contro il re del mezzogiorno e uomini violenti del tuo popolo insorgeranno per adempiere la visione, ma cadranno.

15 Il re del settentrione verrà, costruirà terrapieni e occuperà una città ben fortificata. Le forze del mezzogiorno, con truppe scelte, non potranno resistere, mancherà loro la forza per opporre resistenza.

16 L' invasore farà ciò che vuole e nessuno gli si potrà opporre; si stabilirà in quella magnifica terra e la distruzione sarà nelle sue mani.

17 Quindi si proporrà di occupare tutto il regno del re del mezzogiorno, stipulerà un' alleanza con lui e gli darà sua figlia per rovinarlo, ma ciò non riuscirà e non raggiungerà il suo scopo.

18 Poi volgerà le mire alle isole e ne prenderà molte, ma un comandante straniero farà cessare la sua arroganza, facendola ricadere sopra di lui.

19 Si volgerà poi verso le fortezze del proprio paese, ma inciamperà, cadrà, scomparirà.

20 Sorgerà quindi al suo posto uno che manderà esattori nella terra perla del suo regno, ma in pochi giorni sarà stroncato, non nel furore di una rivolta né in battaglia.

21 Gli succederà poi un uomo abbietto, privo di dignità regale: verrà di nascosto e occuperà il regno con la frode.

22 Le forze armate saranno annientate davanti a lui e sarà stroncato anche il capo dell' alleanza.

23 Non appena sarà stata stipulata un' alleanza con lui, egli agirà con la frode, crescerà e si consoliderà con poca gente.

24 Entrerà di nascosto nei luoghi più fertili della provincia e farà cose che né i suoi padri né i padri dei suoi padri osarono fare; distribuirà alla sua gente preda, spoglie e ricchezze e ordirà progetti contro le fortezze, ma ciò fino ad un certo tempo.

25 La sua potenza e il suo ardire lo spingeranno contro il re del mezzogiorno con un grande esercito e il re del mezzogiorno verrà a battaglia con un grande e potente esercito, ma non potrà resistere, perché si ordiranno congiure contro di lui:

26 i suoi stessi commensali saranno causa della sua rovina; il suo esercito sarà travolto e molti cadranno uccisi.

27 I due re non penseranno che a farsi del male a vicenda e seduti alla stessa tavola parleranno con finzione, ma senza riuscire nei reciproci intenti, perché li attenderà la fine, al tempo stabilito.

28 Egli ritornerà nel suo paese con grandi ricchezze e con in cuore l' avversione alla santa alleanza: agirà secondo i suoi piani e poi ritornerà nel suo paese.

29 Al tempo determinato verrà di nuovo contro il paese del mezzogiorno, ma quest' ultima impresa non riuscirà come la prima.

30 Verranno contro lui navi dei Kittìm ed egli si sentirà scoraggiato e tornerà indietro. Si volgerà infuriato e agirà contro la santa alleanza, e nel suo ritorno se la intenderà con coloro che avranno abbandonato la santa alleanza.

31 Forze da lui armate si muoveranno a profanare il santuario della cittadella, aboliranno il sacrificio quotidiano e vi metteranno l' abominio della desolazione.

32 Con lusinghe egli sedurrà coloro che avranno apostatato dall' alleanza, ma quanti riconoscono il proprio Dio si fortificheranno e agiranno.

33 I più saggi tra il popolo ammaestreranno molti, ma cadranno di spada, saranno dati alle fiamme, condotti in schiavitù e saccheggiati per molti giorni.

34 Mentre così cadranno, riceveranno un po' di aiuto: molti però si uniranno a loro ma senza sincerità.

35 Alcuni saggi cadranno perché fra di loro ve ne siano di quelli purificati, lavati, resi candidi fino al tempo della fine, che dovrà venire al tempo stabilito.

36 Il re dunque farà ciò che vuole, s' innalzerà, si magnificherà sopra ogni dio e proferirà cose inaudite contro il Dio degli dèi e avrà successo finché non sarà colma l' ira; poiché ciò che è stato determinato si compirà.

37 Egli non si curerà neppure delle divinità dei suoi padri né del dio amato dalle donne, né di altro dio, poiché egli si esalterà sopra tutti.

38 Onorerà invece il dio delle fortezze: onorerà, con oro e argento, con gemme e con cose preziose, un dio che i suoi padri non hanno mai conosciuto.

39 Nel nome di quel dio straniero attaccherà le fortezze e colmerà di onori coloro che lo riconosceranno: darà loro il potere su molti e distribuirà loro terre in ricompensa.

40 Al tempo della fine il re del mezzogiorno si scontrerà con lui e il re del settentrione gli piomberà addosso, come turbine, con carri, con cavalieri e molte navi; entrerà nel suo territorio invadendolo.

41 Entrerà anche in quella magnifica terra e molti paesi soccomberanno. Questi però scamperanno dalla sua mano: Edom, Moab e gran parte degli Ammoniti.

42 Metterà così la mano su molti paesi; neppure l' Egitto scamperà.

43 S' impadronirà di tesori d' oro e d' argento e di tutte le cose preziose d' Egitto: i Libi e gli Etiopi saranno al suo seguito.

44 Ma notizie dall' oriente e dal settentrione lo turberanno: egli partirà con grande ira per distruggere e disperdere molti.

45 Pianterà le tende del suo palazzo fra il mare e il bel monte santo: poi giungerà alla fine e nessuno verrà in suo aiuto.

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Daniele 10

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Daniele

 

 

10 Visione dell' uomo vestito di lino

1 L' anno terzo di Ciro re dei Persiani, fu rivelata una parola a Daniele, chiamato Baltazzàr. Vera è la parola e la lotta è grande. Egli comprese la parola e gli fu dato d' intendere la visione.

2 In quel tempo io, Daniele, feci penitenza per tre settimane,

3 non mangiai cibo prelibato, non mi entrò in bocca né carne né vino e non mi unsi d' unguento finché non furono compiute tre settimane.

4 Il giorno ventiquattro del primo mese, mentre stavo sulla sponda del gran fiume, cioè il Tigri,

5 alzai gli occhi e guardai ed ecco un uomo vestito di lino, con ai fianchi una cintura d' oro di Ufàz;

6 il suo corpo somigliava a topazio, la sua faccia aveva l' aspetto della folgore, i suoi occhi erano come fiamme di fuoco, le sue braccia e le gambe somigliavano a bronzo lucente e il suono delle sue parole pareva il clamore di una moltitudine.

7 Soltanto io, Daniele, vidi la visione, mentre gli uomini che erano con me non la videro, ma un gran terrore si impadronì di loro e fuggirono a nascondersi.

8 Io rimasi solo a contemplare quella grande visione, mentre mi sentivo senza forze; il mio colorito si fece smorto e mi vennero meno le forze.

9 Udii il suono delle sue parole, ma, appena udito il suono delle sue parole, caddi stordito con la faccia a terra.

10 Ed ecco, una mano mi toccò e tutto tremante mi fece alzare sulle ginocchia, appoggiato sulla palma delle mani.

11 Poi egli mi disse: «Daniele, uomo prediletto, intendi le parole che io ti rivolgo, alzati in piedi, poiché ora sono stato mandato a te». Quando mi ebbe detto questo, io mi alzai in piedi tutto tremante.

12 Egli mi disse: «Non temere, Daniele, poiché fin dal primo giorno in cui ti sei sforzato di intendere, umiliandoti davanti a Dio, le tue parole sono state ascoltate e io sono venuto per le tue parole.

13 Ma il principe del regno di Persia mi si è opposto per ventun giorni: però Michele, uno dei primi prìncipi, mi è venuto in aiuto e io l' ho lasciato là presso il principe del re di Persia;

14 ora sono venuto per farti intendere ciò che avverrà al tuo popolo alla fine dei giorni, poiché c' è ancora una visione per quei giorni».

15 Mentre egli parlava con me in questa maniera, chinai la faccia a terra e ammutolii.

16 Ed ecco uno con sembianze di uomo mi toccò le labbra: io aprii la bocca e parlai e dissi a colui che era in piedi davanti a me: «Signor mio, nella visione i miei dolori sono tornati su di me e ho perduto tutte le energie.

17 Come potrebbe questo servo del mio signore parlare con il mio signore, dal momento che non è rimasto in me alcun vigore e mi manca anche il respiro?».

18 Allora di nuovo quella figura d' uomo mi toccò, mi rese le forze

19 e mi disse: «Non temere, uomo prediletto, pace a te, riprendi forza, rinfrancati». Mentre egli parlava con me, io mi sentii ritornare le forze e dissi: «Parli il mio signore perché tu mi hai ridato forza».

20 Allora mi disse: «Sai tu perché io sono venuto da te? Ora tornerò di nuovo a lottare con il principe di Persia, poi uscirò ed ecco verrà il principe di Grecia.

21 Io ti dichiarerò ciò che è scritto nel libro della verità. Nessuno mi aiuta in questo se non Michele, il vostro principe,

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Daniele 9

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Daniele

 

 

9 Profezia delle 70 settimane

1 Nell' anno primo di Dario figlio di Serse, della progenie dei Medi, il quale era stato costituito re sopra il regno dei Caldei,

2 nel primo anno del suo regno, io Daniele tentavo di comprendere nei libri il numero degli anni di cui il Signore aveva parlato al profeta Geremia e nei quali si dovevano compiere le desolazioni di Gerusalemme, cioè settant' anni.

3 Mi rivolsi al Signore Dio per pregarlo e supplicarlo con il digiuno, veste di sacco e cenere

4 e feci la mia preghiera e la mia confessione al Signore mio Dio: «Signore Dio, grande e tremendo, che osservi l' alleanza e la benevolenza verso coloro che ti amano e osservano i tuoi comandamenti,

5 abbiamo peccato e abbiamo operato da malvagi e da empi, siamo stati ribelli, ci siamo allontanati dai tuoi comandamenti e dalle tue leggi!

6 Non abbiamo obbedito ai tuoi servi, i profeti, i quali hanno in tuo nome parlato ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri e a tutto il popolo del paese.

7 A te conviene la giustizia, o Signore, a noi la vergogna sul volto, come avviene ancor oggi per gli uomini di Giuda, per gli abitanti di Gerusalemme e per tutto Israele, vicini e lontani, in tutti i paesi dove tu li hai dispersi per i misfatti che hanno commesso contro di te.

8 Signore, la vergogna sul volto a noi, ai nostri re, ai nostri prìncipi, ai nostri padri, perché abbiamo peccato contro di te;

9 al Signore Dio nostro la misericordia e il perdono, perché ci siamo ribellati contro di lui,

10 non abbiamo ascoltato la voce del Signore Dio nostro, né seguito quelle leggi che egli ci aveva date per mezzo dei suoi servi, i profeti.

11 Tutto Israele ha trasgredito la tua legge, s' è allontanato per non ascoltare la tua voce; così si è riversata su di noi l' esecrazione scritta nella legge di Mosè, servo di Dio, perché abbiamo peccato contro di lui.

12 Egli ha messo in atto quelle parole che aveva pronunziate contro di noi e i nostri governanti, mandando su di noi un male così grande quale mai, sotto il cielo, era venuto a Gerusalemme.

13 Tutto questo male è venuto su di noi, proprio come sta scritto nella legge di Mosè. Tuttavia noi non abbiamo supplicato il Signore Dio nostro, convertendoci dalle nostre iniquità e seguendo la tua verità.

14 Il Signore ha vegliato sopra questo male, l' ha mandato su di noi, poiché il Signore Dio nostro è giusto in tutte le cose che fa, mentre noi non abbiamo ascoltato la sua voce.

15 Signore Dio nostro, che hai fatto uscire il tuo popolo dall' Egitto con mano forte e ti sei fatto un nome, come è oggi, noi abbiamo peccato, abbiamo agito da empi.

16 Signore, secondo la tua misericordia, si plachi la tua ira e il tuo sdegno verso Gerusalemme, tua città, verso il tuo monte santo, poiché per i nostri peccati e per l' iniquità dei nostri padri Gerusalemme e il tuo popolo sono oggetto di vituperio presso quanti ci stanno intorno.

17 Ora ascolta, Dio nostro, la preghiera del tuo servo e le sue suppliche e per amor tuo, o Signore, fa' risplendere il tuo volto sopra il tuo santuario, che è desolato.

18 Porgi l' orecchio, mio Dio, e ascolta: apri gli occhi e guarda le nostre desolazioni e la città sulla quale è stato invocato il tuo nome! Non presentiamo le nostre suppliche davanti a te, basate sulla nostra giustizia, ma sulla tua grande misericordia.

19 Signore, ascolta; Signore, perdona; Signore, guarda e agisci senza indugio, per amore di te stesso, mio Dio, poiché il tuo nome è stato invocato sulla tua città e sul tuo popolo».

20 Mentre io stavo ancora parlando e pregavo e confessavo il mio peccato e quello del mio popolo Israele e presentavo la supplica al Signore Dio mio per il monte santo del mio Dio,

21 mentre dunque parlavo e pregavo, Gabriele, che io avevo visto prima in visione, volò veloce verso di me: era l' ora dell' offerta della sera.

22 Egli mi rivolse questo discorso: «Daniele, sono venuto per istruirti e farti comprendere.

23 Fin dall' inizio delle tue suppliche è uscita una parola e io sono venuto per annunziartela, poiché tu sei un uomo prediletto. Ora sta' attento alla parola e comprendi la visione:

24 Settanta settimane sono fissate

per il tuo popolo e per la tua santa città

per mettere fine all' empietà,

mettere i sigilli ai peccati, espiare l' iniquità,

portare una giustizia eterna,

suggellare visione e profezia e ungere il Santo dei

santi.

25 Sappi e intendi bene,

da quando uscì la parola

sul ritorno e la ricostruzione di Gerusalemme

fino a un principe consacrato,

vi saranno sette settimane.

Durante sessantadue settimane

saranno restaurati, riedificati piazze e fossati,

e ciò in tempi angosciosi.

26 Dopo sessantadue settimane,

un consacrato sarà soppresso senza colpa in lui;

il popolo di un principe che verrà

distruggerà la città e il santuario;

la sua fine sarà un' inondazione e, fino alla fine,

guerra e desolazioni decretate.

27 Egli stringerà una forte alleanza con molti

per una settimana e, nello spazio di metà settimana,

farà cessare il sacrificio e l' offerta;

sull' ala del tempio porrà l' abominio della

desolazione

e ciò sarà sino alla fine,

fino al termine segnato sul devastatore».

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Daniele 8

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Daniele

 

 

8 Visione del montone e del capro

1 Il terzo anno del regno del re Baldassàr, io Daniele ebbi un' altra visione dopo quella che mi era apparsa prima.

2 Quand' ebbi questa visione, mi trovavo nella cittadella di Susa, che è nella provincia dell' Elam, e mi sembrava, in visione, di essere presso il fiume Ulai.

3 Alzai gli occhi e guardai; ecco un montone, in piedi, stava di fronte al fiume. Aveva due corna alte, ma un corno era più alto dell' altro, sebbene fosse spuntato dopo.

4 Io vidi che quel montone cozzava verso l' occidente, il settentrione e il mezzogiorno e nessuna bestia gli poteva resistere, né alcuno era in grado di liberare dal suo potere: faceva quel che gli pareva e divenne grande.

5 Io stavo attento ed ecco un capro venire da occidente, sulla terra, senza toccarne il suolo: aveva fra gli occhi un grosso corno.

6 Si avvicinò al montone dalle due corna, che avevo visto in piedi di fronte al fiume, e gli si scagliò contro con tutta la forza.

7 Dopo averlo assalito, lo vidi imbizzarrirsi e cozzare contro di lui e spezzargli le due corna, senza che il montone avesse la forza di resistergli; poi lo gettò a terra e lo calpestò e nessuno liberava il montone dal suo potere.

8 Il capro divenne molto potente; ma quando fu diventato grande, quel suo gran corno si spezzò e al posto di quello sorsero altre quattro corna, verso i quattro venti del cielo.

9 Da uno di quelli uscì un piccolo corno, che crebbe molto verso il mezzogiorno, l' oriente e verso la Palestina:

10 s' innalzò fin contro la milizia celeste e gettò a terra una parte di quella schiera e delle stelle e le calpestò.

11 S' innalzò fino al capo della milizia e gli tolse il sacrificio quotidiano e fu profanata la santa dimora.

12 In luogo del sacrificio quotidiano fu posto il peccato e fu gettata a terra la verità; ciò esso fece e vi riuscì.

13 Udii un santo parlare e un altro santo dire a quello che parlava: «Fino a quando durerà questa visione: il sacrificio quotidiano abolito, la desolazione dell' iniquità, il santuario e la milizia calpestati?».

14 Gli rispose: «Fino a duemilatrecento sere e mattine: poi il santuario sarà rivendicato».

15 Mentre io, Daniele, consideravo la visione e cercavo di comprenderla, ecco davanti a me uno in piedi, dall' aspetto d' uomo;

16 intesi la voce di un uomo, in mezzo all' Ulai, che gridava e diceva: «Gabriele, spiega a lui la visione».

17 Egli venne dove io ero e quando giunse, io ebbi paura e caddi con la faccia a terra. Egli mi disse: «Figlio dell' uomo, comprendi bene, questa visione riguarda il tempo della fine».

18 Mentre egli parlava con me, caddi svenuto con la faccia a terra; ma egli mi toccò e mi fece alzare.

19 Egli disse: «Ecco io ti rivelo ciò che avverrà al termine dell' ira, perché la visione riguarda il tempo della fine.

20 Il montone con due corna, che tu hai visto, significa il re di Media e di Persia;

21 il capro è il re della Grecia; il gran corno, che era in mezzo ai suoi occhi, è il primo re.

22 Che quello sia stato spezzato e quattro ne siano sorti al posto di uno, significa che quattro regni sorgeranno dalla medesima nazione, ma non con la medesima potenza di lui.

23 Alla fine del loro regno, quando l' empietà avrà raggiunto il colmo, sorgerà un re audace, sfacciato e intrigante.

24 La sua potenza si rafforzerà, ma non per potenza propria; causerà inaudite rovine, avrà successo nelle imprese, distruggerà i potenti e il popolo dei santi.

25 Per la sua astuzia, la frode prospererà nelle sue mani, si insuperbirà in cuor suo e con inganno farà perire molti: insorgerà contro il principe dei prìncipi, ma verrà spezzato senza intervento di mano d' uomo.

26 La visione di sere e mattine, che è stata spiegata, è vera. Ora tu tieni segreta la visione, perché riguarda cose che avverranno fra molti giorni».

27 Io, Daniele, rimasi sfinito e mi sentii male per vari giorni: poi mi alzai e sbrigai gli affari del re: ma ero stupefatto della visione perché non la potevo comprendere.

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Daniele 7

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Daniele

 

 

7 Visione delle quattro bestie

1 Nel primo anno di Baldassàr re di Babilonia, Daniele, mentre era a letto, ebbe un sogno e visioni nella sua mente. Egli scrisse il sogno e ne fece la relazione che dice:

2 Io, Daniele, guardavo nella mia visione notturna ed ecco, i quattro venti del cielo si abbattevano impetuosamente sul Mar Mediterraneo

3 e quattro grandi bestie, differenti l' una dall' altra, salivano dal mare.

4 La prima era simile ad un leone e aveva ali di aquila. Mentre io stavo guardando, le furono tolte le ali e fu sollevata da terra e fatta stare su due piedi come un uomo e le fu dato un cuore d' uomo.

5 Poi ecco una seconda bestia, simile ad un orso, la quale stava alzata da un lato e aveva tre costole in bocca, fra i denti, e le fu detto: «Su, divora molta carne».

6 Mentre stavo guardando, eccone un' altra simile a un leopardo, la quale aveva quattro ali d' uccello sul dorso; quella bestia aveva quattro teste e le fu dato il dominio.

7 Stavo ancora guardando nelle visioni notturne ed ecco una quarta bestia, spaventosa, terribile, d' una forza eccezionale, con denti di ferro; divorava, stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava: era diversa da tutte le altre bestie precedenti e aveva dieci corna.

8 Stavo osservando queste corna, quand' ecco spuntare in mezzo a quelle un altro corno più piccolo, davanti al quale tre delle prime corna furono divelte: vidi che quel corno aveva occhi simili a quelli di un uomo e una bocca che parlava con alterigia.

9 Io continuavo a guardare,

quand' ecco furono collocati troni

e un vegliardo si assise.

La sua veste era candida come la neve

e i capelli del suo capo erano candidi come la lana;

il suo trono era come vampe di fuoco

con le ruote come fuoco ardente.

10 Un fiume di fuoco scendeva dinanzi a lui,

mille migliaia lo servivano

e diecimila miriadi lo assistevano.

La corte sedette e i libri furono aperti.

11 Continuai a guardare a causa delle parole superbe che quel corno proferiva, e vidi che la bestia fu uccisa e il suo corpo distrutto e gettato a bruciare sul fuoco.

12 Alle altre bestie fu tolto il potere e fu loro concesso di prolungare la vita fino a un termine stabilito di tempo.

13 Guardando ancora nelle visioni notturne,

ecco apparire, sulle nubi del cielo,

uno, simile ad un figlio di uomo;

giunse fino al vegliardo e fu presentato a lui,

14 che gli diede potere, gloria e regno;

tutti i popoli, nazioni e lingue lo servivano;

il suo potere è un potere eterno,

che non tramonta mai, e il suo regno è tale

che non sarà mai distrutto.

15 Io, Daniele, mi sentii venir meno le forze, tanto le visioni della mia mente mi avevano turbato;

16 mi accostai ad uno dei vicini e gli domandai il vero significato di tutte queste cose ed egli me ne diede questa spiegazione:

17 «Le quattro grandi bestie rappresentano quattro re, che sorgeranno dalla terra;

18 ma i santi dell' Altissimo riceveranno il regno e lo possederanno per secoli e secoli».

19 Volli poi sapere la verità intorno alla quarta bestia, che era diversa da tutte le altre e molto terribile, che aveva denti di ferro e artigli di bronzo e che mangiava e stritolava e il rimanente se lo metteva sotto i piedi e lo calpestava;

20 intorno alle dieci corna che aveva sulla testa e intorno a quell' ultimo corno che era spuntato e davanti al quale erano cadute tre corna e del perché quel corno aveva occhi e una bocca che parlava con alterigia e appariva maggiore delle altre corna.

21 Io intanto stavo guardando e quel corno muoveva guerra ai santi e li vinceva,

22 finché venne il vegliardo e fu resa giustizia ai santi dell' Altissimo e giunse il tempo in cui i santi dovevano possedere il regno.

23 Egli dunque mi disse: «La quarta bestia significa che ci sarà sulla terra un quarto regno diverso da tutti gli altri e divorerà tutta la terra, la stritolerà e la calpesterà.

24 Le dieci corna significano che dieci re sorgeranno da quel regno e dopo di loro ne seguirà un altro, diverso dai precedenti: abbatterà tre re

25 e proferirà insulti contro l' Altissimo e distruggerà i santi dell' Altissimo; penserà di mutare i tempi e la legge; i santi gli saranno dati in mano per un tempo, più tempi e la metà di un tempo.

26 Si terrà poi il giudizio e gli sarà tolto il potere, quindi verrà sterminato e distrutto completamente.

27 Allora il regno, il potere e la grandezza di tutti i regni che sono sotto il cielo saranno dati al popolo dei santi dell' Altissimo, il cui regno sarà eterno e tutti gli imperi lo serviranno e obbediranno».

28 Qui finisce la relazione. Io, Daniele, rimasi molto turbato nei pensieri, il colore del mio volto si cambiò e conservai tutto questo nel cuore.

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Daniele 6

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Daniele

 

 

6 Gelosia contro Daniele

1 Volle Dario costituire nel suo regno centoventi sàtrapi e ripartirli per tutte le province.

2 A capo dei sàtrapi mise tre governatori, di cui uno fu Daniele, ai quali i sàtrapi dovevano render conto perché nessun danno ne

3 soffrisse il re. Ora Daniele era superiore agli altri governatori e ai sàtrapi, perché possedeva uno spirito eccezionale, tanto che il re pensava di metterlo a capo di tutto il suo regno.

4 Perciò tanto i governatori che i sàtrapi cercavano il modo di trovar qualche pretesto contro Daniele nell' amministrazione del regno.

5 Ma non potendo trovare nessun motivo di accusa né colpa, perché egli era fedele e non aveva niente da farsi rimproverare,

6 quegli uomini allora pensarono: «Non possiamo trovare altro pretesto per accusare Daniele, se non nella legge del suo Dio».

7 Perciò quei governatori e i sàtrapi si radunarono presso il re e gli dissero: «Re Dario, vivi per sempre!

8 Tutti i governatori del regno, i magistrati, i sàtrapi, i consiglieri e i capi sono del parere che venga pubblicato un severo decreto del re secondo il quale chiunque, da ora a trenta giorni, rivolga supplica alcuna a qualsiasi dio o uomo all' infuori di te, o re, sia gettato nella fossa dei leoni.

9 Ora, o re, emana il decreto e fallo mettere per iscritto, perché sia irrevocabile, come sono le leggi di Media e di Persia, che non si possono mutare».

10 Allora il re Dario fece scrivere il decreto.

11 Daniele, quando venne a sapere del decreto del re, si ritirò in casa. Le finestre della sua stanza si aprivano verso Gerusalemme e tre volte al giorno si metteva in ginocchio a pregare e lodava il suo Dio, come era solito fare anche prima.

12 Allora quegli uomini accorsero e trovarono Daniele che stava pregando e supplicando il suo Dio.

13 Subito si recarono dal re e gli dissero riguardo al divieto del re: «Non hai tu scritto un decreto che chiunque, da ora a trenta giorni, rivolga supplica a qualsiasi dio o uomo, all' infuori di te, re, sia gettato nella fossa dei leoni?». Il re rispose: «Sì. Il decreto è irrevocabile come lo sono le leggi dei Medi e dei Persiani».

14 «Ebbene - replicarono al re - Daniele, quel deportato dalla Giudea, non ha alcun rispetto né di te, re, né del tuo decreto: tre volte al giorno fa le sue preghiere».

15 Il re, all' udir queste parole, ne fu molto addolorato e si mise in animo di salvare Daniele e fino al tramonto del sole fece ogni sforzo per liberarlo.

16 Ma quegli uomini si riunirono di nuovo presso il re e gli dissero: «Sappi, re, che i Medi e i Persiani hanno per legge che qualunque decreto firmato dal re è irrevocabile».

17 Allora il re ordinò che si prendesse Daniele e si gettasse nella fossa dei leoni. Il re, rivolto a Daniele, gli disse: «Quel Dio, che tu servi con perseveranza, ti possa salvare!».

18 Poi fu portata una pietra e fu posta sopra la bocca della fossa: il re la sigillò con il suo anello e con l' anello dei suoi grandi, perché niente fosse mutato sulla sorte di Daniele.

19 Quindi il re ritornò alla reggia, passò la notte digiuno, non gli fu introdotta alcuna donna e anche il sonno lo abbandonò.

20 La mattina dopo il re si alzò di buon' ora e sullo spuntar del giorno andò in fretta alla fossa dei leoni.

21 Quando fu vicino, chiamò: «Daniele, servo del Dio vivente, il tuo Dio che tu servi con perseveranza ti ha potuto salvare dai leoni?».

22 Daniele rispose: «Re, vivi per sempre.

23 Il mio Dio ha mandato il suo angelo che ha chiuso le fauci dei leoni ed essi non mi hanno fatto alcun male, perché sono stato trovato innocente davanti a lui; ma neppure contro di te, o re, ho commesso alcun male».

24 Il re fu pieno di gioia e comandò che Daniele fosse tirato fuori dalla fossa. Appena uscito, non si riscontrò in lui lesione alcuna, poiché egli aveva confidato nel suo Dio.

25 Quindi, per ordine del re, fatti venire quegli uomini che avevano accusato Daniele, furono gettati nella fossa dei leoni insieme con i figli e le mogli. Non erano ancor giunti al fondo della fossa, che i leoni furono loro addosso e stritolarono tutte le loro ossa.

26 Allora il re Dario scrisse a tutti i popoli, nazioni e lingue, che abitano tutta la terra: «Pace e prosperità.

27 Per mio comando viene promulgato questo decreto: In tutto l' impero a me soggetto si onori e si tema il Dio di Daniele,

perché egli è il Dio vivente,

che dura in eterno;

il suo regno è tale che non sarà mai distrutto

e il suo dominio non conosce fine.

28 Egli salva e libera,

fa prodigi e miracoli in cielo e in terra:

egli ha liberato Daniele dalle fauci dei leoni».

29 Questo Daniele prosperò durante il regno di Dario e il regno di Ciro il Persiano.

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Daniele 5

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Daniele

 

 

5 Il convito di Baldassar

1 Il re Baldassàr imbandì un gran banchetto a mille dei suoi dignitari e insieme con loro si diede a bere vino.

2 Quando Baldassàr ebbe molto bevuto comandò che fossero portati i vasi d' oro e d' argento che Nabucodònosor suo padre aveva asportati dal tempio, che era in Gerusalemme, perché vi bevessero il re e i suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine.

3 Furono quindi portati i vasi d' oro, che erano stati asportati dal tempio di Gerusalemme, e il re, i suoi grandi, le sue mogli e le sue concubine li usarono per bere;

4 mentre bevevano il vino, lodavano gli dèi d' oro, d' argento, di bronzo, di ferro, di legno e di pietra.

5 In quel momento apparvero le dita di una mano d' uomo, le quali scrivevano sulla parete della sala reale, di fronte al candelabro. Nel vedere quelle dita che scrivevano,

6 il re cambiò d' aspetto: spaventosi pensieri lo assalirono, le giunture dei suoi fianchi si allentarono, i ginocchi gli battevano l' uno contro l' altro.

7 Allora il re si mise a gridare, ordinando che si convocassero gli astrologi, i caldei e gli indovini. Appena vennero, il re disse ai saggi di Babilonia: «Chiunque leggerà quella scrittura e me ne darà la spiegazione sarà vestito di porpora, porterà una collana d' oro al collo e sarà il terzo signore del regno».

8 Allora entrarono nella sala tutti i saggi del re, ma non poterono leggere quella scrittura né darne al re la spiegazione.

9 Il re Baldassàr rimase molto turbato e cambiò colore; anche i suoi grandi restarono sconcertati.

10 La regina, alle parole del re e dei suoi grandi, entrò nella sala del banchetto e, rivolta al re, gli disse: «Re, vivi per sempre! I tuoi pensieri non ti spaventino né si cambi il colore del tuo volto.

11 C' è nel tuo regno un uomo, in cui è lo spirito degli dèi santi. Al tempo di tuo padre si trovò in lui luce, intelligenza e sapienza pari alla sapienza degli dèi. Il re Nabucodònosor tuo padre lo aveva fatto capo dei maghi, degli astrologi, dei caldei e degli indovini.

12 Fu riscontrato in questo Daniele, che il re aveva chiamato Baltazzàr, uno spirito superiore e tanto accorgimento da interpretare sogni, spiegare detti oscuri, sciogliere enigmi. Si convochi dunque Daniele ed egli darà la spiegazione».

13 Fu quindi introdotto Daniele alla presenza del re ed egli gli disse: «Sei tu Daniele un deportato dei Giudei, che il re mio padre ha condotto qua dalla Giudea?

14 Ho inteso dire che tu possiedi lo spirito degli dèi santi e che si trova in te luce, intelligenza e sapienza straordinaria.

15 Poco fa sono stati condotti alla mia presenza i saggi e gli astrologi per leggere questa scrittura e darmene la spiegazione, ma non sono stati capaci.

16 Ora, mi è stato detto che tu sei esperto nel dare spiegazioni e sciogliere enigmi. Se quindi potrai leggermi questa scrittura e darmene la spiegazione, tu sarai vestito di porpora, porterai al collo una collana d' oro e sarai il terzo signore del regno».

17 Daniele rispose al re: «Tieni pure i tuoi doni per te e da' ad altri i tuoi regali: tuttavia io leggerò la scrittura al re e gliene darò la spiegazione.

18 O re, il Dio altissimo aveva dato a Nabucodònosor tuo padre regno, grandezza, gloria e magnificenza.

19 Per questa grandezza che aveva ricevuto, tutti i popoli, nazioni e lingue lo temevano e tremavano davanti a lui: egli uccideva chi voleva, innalzava chi gli piaceva e abbassava chi gli pareva.

20 Ma, quando il suo cuore si insuperbì e il suo spirito si ostinò nell' alterigia, fu deposto dal trono e gli fu tolta la sua gloria.

21 Fu cacciato dal consorzio umano e il suo cuore divenne simile a quello delle bestie; la sua dimora fu con gli ònagri e mangiò l' erba come i buoi; il suo corpo fu bagnato dalla rugiada del cielo, finché riconobbe che il Dio altissimo domina sul regno degli uomini, sul quale innalza chi gli piace.

22 Tu, Baldassàr suo figlio, non hai umiliato il tuo cuore, sebbene tu fossi a conoscenza di tutto questo.

23 Anzi tu hai insolentito contro il Signore del cielo e sono stati portati davanti a te i vasi del suo tempio e in essi avete bevuto tu, i tuoi dignitari, le tue mogli, le tue concubine: tu hai reso lode agli dèi d' oro, d' argento, di bronzo, di ferro, di legno, di pietra, i quali non vedono, non odono e non comprendono e non hai glorificato Dio, nelle cui mani è la tua vita e a cui appartengono tutte le tue vie.

24 Da lui fu allora mandata quella mano che ha tracciato quello scritto,

25 di cui questa è la lettura: mene, tekel, peres,

26 e questa ne è l' interpretazione: Mene: Dio ha computato il tuo regno e gli ha posto fine.

27 Tekel: tu sei stato pesato sulle bilance e sei stato trovato mancante.

28 Peres: il tuo regno è diviso e dato ai Medi e ai Persiani».

29 Allora, per ordine di Baldassàr, Daniele fu vestito di porpora, ebbe una collana d' oro al collo e con bando pubblico fu dichiarato terzo signore del regno.

30 In quella stessa notte Baldassàr re dei Caldei fu ucciso:

31 Dario il Medo ricevette il regno, all' età di circa sessantadue anni.

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