Geremia (52)

Geremia 24

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Geremia

 

 

24 Il ritorno prefigurato

1 Il Signore mi mostrò due canestri di fichi posti davanti al tempio, dopo che Nabucodònosor re di Babilonia aveva deportato da Gerusalemme Ieconia figlio di Ioiakìm re di Giuda, i capi di Giuda, gli artigiani e i fabbri e li aveva condotti a Babilonia.

2 Un canestro era pieno di fichi molto buoni, come i fichi primaticci, mentre l' altro canestro era pieno di fichi cattivi, così cattivi che non si potevano mangiare.

3 Il Signore mi disse: «Che cosa vedi, Geremia?». Io risposi: «Fichi; i fichi buoni sono molto buoni, i cattivi sono molto cattivi, tanto cattivi che non si possono mangiare».

4 Allora mi fu rivolta questa parola del Signore:

5 «Dice il Signore Dio di Israele: Come si ha riguardo di questi fichi buoni, così io avrò riguardo, per il loro bene, dei deportati di Giuda che ho fatto andare da questo luogo nel paese dei Caldei.

6 Io poserò lo sguardo sopra di loro per il loro bene; li ricondurrò in questo paese, li ristabilirò fermamente e non li demolirò; li pianterò e non li sradicherò mai più.

7 Darò loro un cuore capace di conoscermi, perché io sono il Signore; essi saranno il mio popolo e io sarò il loro Dio, se torneranno a me con tutto il cuore.

8 Come invece si trattano i fichi cattivi, che non si possono mangiare tanto sono cattivi - così parla il Signore - così io farò di Sedecìa re di Giuda, dei suoi capi e del resto di Gerusalemme, ossia dei superstiti in questo paese, e di coloro che abitano nel paese d' Egitto.

9 Li renderò oggetto di spavento per tutti i regni della terra, l' obbrobrio, la favola, lo zimbello e la maledizione in tutti i luoghi dove li scaccerò.

10 Manderò contro di loro la spada, la fame e la peste finché non scompariranno dal paese che io diedi a loro e ai loro padri».

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Geremia 23

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Geremia

 

 

23 Pastori d' Israele

1 «Guai ai pastori che fanno perire e disperdono il gregge del mio pascolo». Oracolo del Signore.

2 Perciò dice il Signore, Dio di Israele, contro i pastori che devono pascere il mio popolo: «Voi avete disperso le mie pecore, le avete scacciate e non ve ne siete preoccupati; ecco io mi occuperò di voi e della malvagità delle vostre azioni. Oracolo del Signore.

3 Radunerò io stesso il resto delle mie pecore da tutte le regioni dove le ho lasciate scacciare e le farò tornare ai loro pascoli; saranno feconde e si moltiplicheranno.

4 Costituirò sopra di esse pastori che le faranno pascolare, così che non dovranno più temere né sgomentarsi; di esse non ne mancherà neppure una». Oracolo del Signore.

5 «Ecco, verranno giorni - dice il Signore -

nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto,

che regnerà da vero re e sarà saggio

ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra.

6 Nei suoi giorni Giuda sarà salvato

e Israele starà sicuro nella sua dimora;

questo sarà il nome con cui lo chiameranno:

Signore-nostra-giustizia.

7 Pertanto, ecco, verranno giorni - dice il Signore - nei quali non si dirà più: Per la vita del Signore che ha fatto uscire gli Israeliti dal paese d' Egitto,

8 ma piuttosto: Per la vita del Signore che ha fatto uscire e che ha ricondotto la discendenza della casa di Israele dalla terra del settentrione e da tutte le regioni dove li aveva dispersi; costoro dimoreranno nella propria terra».

9 Contro i profeti.

Mi si spezza il cuore nel petto,

tremano tutte le mie membra,

sono come un ubriaco

e come chi è inebetito dal vino,

a causa del Signore e a causa delle sue sante parole.

10 «Poiché il paese è pieno di adùlteri;

a causa della maledizione tutto il paese è in lutto,

si sono inariditi i pascoli della steppa.

Il loro fine è il male

e la loro forza è l' ingiustizia.

11 Perfino il profeta, perfino il sacerdote sono empi,

perfino nella mia casa ho trovato la loro malvagità.

Oracolo del Signore.

12 Perciò la loro strada sarà per essi

come sentiero sdrucciolevole,

saranno sospinti nelle tenebre e cadranno in esse,

poiché io manderò su di essi la sventura,

nell' anno del loro castigo.

Oracolo del Signore.

13 Tra i profeti di Samaria

io ho visto cose stolte.

Essi profetavano in nome di Baal

e traviavano il mio popolo Israele.

14 Ma tra i profeti di Gerusalemme

ho visto cose nefande:

commettono adultèri e praticano la menzogna,

danno mano ai malfattori,

sì che nessuno si converte dalla sua malvagità;

per me sono tutti come Sòdoma

e i suoi abitanti come Gomorra».

15 Perciò dice il Signore degli eserciti contro i

profeti:

«Ecco farò loro ingoiare assenzio

e bere acque avvelenate,

perché dai profeti di Gerusalemme

l' empietà si è sparsa su tutto il paese».

16 Così dice il Signore degli eserciti: «Non ascoltate le parole dei profeti che profetizzano per voi; essi vi fanno credere cose vane, vi annunziano fantasie del loro cuore, non quanto viene dalla bocca del Signore.

17 Essi dicono a coloro

che disprezzano la parola del Signore:

Voi avrete la pace!

e a quanti seguono la caparbietà del loro cuore

dicono: Non vi coglierà la sventura.

18 Ma chi ha assistito al consiglio del Signore, chi l' ha visto e ha udito la sua parola? Chi ha ascoltato la sua parola e vi ha obbedito?

19 Ecco la tempesta del Signore, il suo furore si scatena,

una tempesta travolgente

si abbatte sul capo dei malvagi.

20 Non cesserà l' ira del Signore,

finché non abbia compiuto e attuato

i progetti del suo cuore.

Alla fine dei giorni comprenderete tutto!

21 Io non ho inviato questi profeti

ed essi corrono;

non ho parlato a loro

ed essi profetizzano.

22 Se hanno assistito al mio consiglio,

facciano udire le mie parole al mio popolo

e li distolgano dalla loro condotta perversa

e dalla malvagità delle loro azioni.

23 Sono io forse Dio solo da vicino - dice il Signore -

e non anche Dio da lontano?

24 Può forse nascondersi un uomo nei nascondigli

senza che io lo veda?

Non riempio io il cielo e la terra? Parola del Signore.

25 Ho sentito quanto affermano i profeti che predicono in mio nome menzogne: Ho avuto un sogno, ho avuto un sogno.

26 Fino a quando ci saranno nel mio popolo profeti che predicono la menzogna e profetizzano gli inganni del loro cuore?

27 Essi credono di far dimenticare il mio nome al mio popolo con i loro sogni, che si raccontano l' un l' altro, come i loro padri dimenticarono il mio nome per Baal!

28 Il profeta che ha avuto un sogno racconti il suo sogno; chi ha udito la mia parola annunzi fedelmente la mia parola.

Che cosa ha in comune la paglia con il grano?

Oracolo del Signore.

29 La mia parola non è forse come il fuoco

- oracolo del Signore -

e come un martello che spacca la roccia?

30 Perciò, eccomi contro i profeti

- oracolo del Signore -

i quali si rubano gli uni gli altri le mie parole.

31 Eccomi contro i profeti - oracolo del Signore -

che muovono la lingua per dare oracoli.

32 Eccomi contro i profeti di sogni menzogneri - dice il Signore - che li raccontano e traviano il mio popolo con menzogne e millanterie. Io non li ho inviati né ho dato alcun ordine; essi non gioveranno affatto a questo popolo». Parola del Signore.

33 Quando dunque questo popolo o un profeta o un sacerdote ti domanderà: «Qual è il peso del messaggio del Signore?», tu riferirai loro: «Voi siete il peso del Signore! Io vi rigetterò». Parola del Signore.

34 E il profeta o il sacerdote o il popolo che dica: «Peso del Signore!», io lo punirò nella persona e nella famiglia.

35 Direte l' uno all' altro: «Che cosa ha risposto il Signore?» e: «Che cosa ha detto il Signore?».

36 Non farete più menzione di peso del Signore, altrimenti per chiunque la sua stessa parola sarà considerata un peso per avere travisato le parole del Dio vivente, del Signore degli eserciti, nostro Dio.

37 Così dirai al profeta: «Che cosa ti ha risposto il Signore?» e: «Che cosa ha detto il Signore?».

38 Ma se direte «Peso del Signore», allora così parla il Signore: «Poiché ripetete: Peso del Signore, mentre vi avevo ordinato di non dire più: Peso del Signore,

39 ecco, proprio per questo, io mi caricherò di voi come di un peso e getterò lontano dal mio volto voi e la città che ho dato a voi e ai vostri padri.

40 Vi coprirò di obbrobrio perenne e di confusione perenne, che non sarà mai dimenticata».

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Geremia 22

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Geremia

 

 

22 Ammonizione al re

1 Così dice il Signore: «Scendi nella casa del re di Giuda e là proclama questo messaggio.

2 Tu dirai: Ascolta la parola del Signore, o re di Giuda che siedi sul trono di Davide, tu, i tuoi ministri e il tuo popolo, che entrano per queste porte.

3 Dice il Signore: Praticate il diritto e la giustizia, liberate l' oppresso dalle mani dell' oppressore, non fate violenza e non opprimete il forestiero, l' orfano e la vedova, e non spargete sangue innocente in questo luogo.

4 Se osserverete lealmente quest' ordine, entreranno ancora per le porte di questa casa i re che siederanno sul trono di Davide, montati su carri e cavalli, essi, i loro ministri e il loro popolo.

5 Ma se non ascolterete queste parole, io lo giuro per me stesso - parola del Signore - questa casa diventerà una rovina.

6 Poiché così dice il Signore

riguardo alla casa del re di Giuda:

Come Gàlaad eri per me,

come le vette del Libano;

ma io ti ridurrò a deserto, a città disabitata.

7 Io preparerò contro di te i distruttori,

ognuno con le armi.

Essi abbatteranno i migliori dei tuoi cedri,

li getteranno nel fuoco.

8 Molte genti passeranno su questa città e si diranno l' un l' altro: Perché il Signore ha trattato così questa grande città?

9 E risponderanno: Perché essi hanno abbandonato l' alleanza del Signore, loro Dio, hanno adorato altri dèi e li hanno serviti».

10 Non piangete sul morto e non fate lamenti per lui,

ma piangete amaramente su chi parte,

perché non tornerà più,

non rivedrà il paese natio.

11 Poiché dice il Signore riguardo a Sallùm figlio di Giosia, re di Giuda, che regna al posto di Giosia suo padre: «Chi esce da questo luogo non vi farà più ritorno,

12 ma morirà nel luogo dove lo condurranno prigioniero e non rivedrà più questo paese».

13 Guai a chi costruisce la casa senza giustizia

e il piano di sopra senza equità,

che fa lavorare il suo prossimo per nulla,

senza dargli la paga,

14 e dice: «Mi costruirò una casa grande

con spazioso piano di sopra»

e vi apre finestre

e la riveste di tavolati di cedro

e la dipinge di rosso.

15 Forse tu agisci da re

perché ostenti passione per il cedro?

Forse tuo padre non mangiava e beveva?

Ma egli praticava il diritto e la giustizia

e tutto andava bene.

16 Egli tutelava la causa del povero e del misero

e tutto andava bene;

questo non significa infatti conoscermi?

Oracolo del Signore.

17 I tuoi occhi e il tuo cuore,

invece, non badano che al tuo interesse,

a spargere sangue innocente,

a commettere violenza e angherie.

18 Per questo così dice il Signore su Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda:

«Non faranno il lamento per lui, dicendo:

Ahi, fratello mio! Ahi, sorella!

Non faranno il lamento per lui, dicendo:

Ahi, signore! Ahi, maestà!

19 Sarà sepolto come si seppellisce un asino,

lo trascineranno e lo getteranno

al di là delle porte di Gerusalemme».

20 Sali sul Libano e grida

e sul Basàn alza la voce;

grida dagli Abarìm,

perché tutti i tuoi amanti sono abbattuti.

21 Ti parlai al tempo della tua tranquilla prosperità,

ma tu dicesti: «Io non voglio ascoltare».

Tale è stata la tua condotta fin dalla giovinezza:

non hai ascoltato la mia voce.

22 Tutti i tuoi pastori saranno pascolo del vento

e i tuoi amanti andranno schiavi.

Allora ti dovrai vergognare ed essere confusa,

a causa di tutte le tue iniquità.

23 Tu che dimori sul Libano,

che ti sei fatta il nido tra i cedri,

come gemerai quando ti coglieranno le doglie,

dolori come di partoriente!

24 «Per la mia vita - oracolo del Signore - anche se Conìa figlio di Ioiakìm, re di Giuda, fosse un anello da sigillo nella mia destra, io me lo strapperei.

25 Ti metterò nelle mani di chi attenta alla tua vita, nelle mani di coloro che tu temi, nelle mani di Nabucodònosor re di Babilonia e nelle mani dei Caldei.

26 Sbalzerò te e tua madre che ti ha generato in un paese dove non siete nati e là morirete.

27 Ma nel paese in cui brameranno tornare, là non torneranno.

28 È forse questo Conìa un vaso spregevole, rotto, oppure un vaso che non piace più a nessuno? Perché sono dunque scacciati, egli e la sua discendenza, e gettati in un paese che non conoscono?».

29 Terra, terra, terra! Ascolta la parola del Signore!

30 Dice il Signore: «Registrate quest' uomo come uno senza figli, un uomo che non ha successo nella sua vita, perché nessuno della sua stirpe avrà la fortuna di sedere sul trono di Davide né di regnare ancora su Giuda».

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Geremia 21

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Geremia

 

 

21 Ambasciata di Sedecia

1 Questa parola fu rivolta a Geremia dal Signore quando il re Sedecìa gli mandò il sacerdote Pascùr figlio di Malchìa, e Sofonìa figlio di Maasìa, per dirgli:

2 «Intercedi per noi presso il Signore perché Nabucodònosor re di Babilonia ci muove guerra; forse il Signore compirà a nostro vantaggio qualcuno dei suoi tanti prodigi, così che egli si allontani da noi».

3 Geremia rispose loro: «Riferite a Sedecìa:

4 Così dice il Signore, Dio di Israele: Ecco io farò rientrare le armi di guerra, che sono nelle vostre mani, con le quali combattete il re di Babilonia e i Caldei che vi assediano fuori delle mura e le radunerò in mezzo a questa città.

5 Io stesso combatterò contro di voi con mano tesa e con braccio potente, con ira, furore e grande sdegno.

6 Percuoterò gli abitanti di questa città, uomini e bestie; essi moriranno di una grave peste.

7 Dopo ciò - dice il Signore - io consegnerò Sedecìa, re di Giuda, i suoi ministri e il popolo, che saranno scampati in questa città dalla peste, dalla spada e dalla fame, in potere di Nabucodònosor, re di Babilonia, in potere dei loro nemici e in potere di coloro che attentano alla loro vita. Egli li passerà a fil di spada; non avrà pietà di loro, non li perdonerà né risparmierà.

8 Riferirai a questo popolo: Dice il Signore: Ecco, io vi metto davanti la via della vita e la via della morte.

9 Chi rimane in questa città morirà di spada, di fame e di peste; chi uscirà e si consegnerà ai Caldei che vi cingono d' assedio, vivrà e gli sarà lasciata la vita come suo bottino.

10 Poiché io ho volto la faccia contro questa città a suo danno e non a suo bene. Oracolo del Signore. Essa sarà messa nelle mani del re di Babilonia, il quale la brucerà con il fuoco».

11 Alla casa del re di Giuda dirai:

«Ascoltate la parola del Signore!

12 Casa di Davide, così dice il Signore:

Amministrate la giustizia ogni mattina

e liberate l' oppresso dalla mano dell' oppressore,

se no la mia ira divamperà come fuoco,

si accenderà e nessuno potrà spegnerla,

a causa della malvagità delle vostre azioni.

13 Eccomi a te, o abitatrice della valle,

roccia nella pianura, dice il Signore.

Voi che dite: Chi scenderà contro di noi?

Chi entrerà nelle nostre dimore?

14 Io vi punirò come meritano le vostre opere

- dice il Signore -

e accenderò il fuoco nel suo bosco,

che divorerà tutti i suoi dintorni».

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Geremia 20

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Geremia

 

 

20 Geremia e Pascur

1 Pascùr figlio di Immèr, sacerdote e sovrintendente-capo del tempio, udì Geremia predire tutte queste cose.

2 Pascùr fece fustigare il profeta Geremia e quindi lo mise in ceppi nella prigione che si trovava presso la porta superiore di Beniamino, nel tempio del Signore.

3 Quando poi il giorno dopo Pascùr fece liberare dai ceppi Geremia, questi gli disse: «Il Signore non ti chiama più Pascùr, ma Terrore all' intorno».

4 Perché così dice il Signore: «Ecco io darò in preda al terrore te e tutti i tuoi cari; essi cadranno per la spada dei loro nemici e i tuoi occhi lo vedranno. Metterò tutto Giuda nelle mani del re di Babilonia, il quale li deporterà a Babilonia e li colpirà di spada.

5 Consegnerò tutte le ricchezze di questa città e tutti i suoi prodotti, tutti gli oggetti preziosi e tutti i tesori dei re di Giuda in mano ai suoi nemici, i quali li saccheggeranno e li prenderanno e li trasporteranno a Babilonia.

6 Tu, Pascùr, e tutti gli abitanti della tua casa andrete in schiavitù; andrai a Babilonia, là morirai e là sarai sepolto, tu e tutti i tuoi cari, ai quali hai predetto menzogne».

7 Mi hai sedotto, Signore, e io mi sono lasciato sedurre;

mi hai fatto forza e hai prevalso.

Sono diventato oggetto di scherno ogni giorno;

ognuno si fa beffe di me.

8 Quando parlo, devo gridare,

devo proclamare: «Violenza! Oppressione!».

Così la parola del Signore è diventata per me

motivo di obbrobrio e di scherno ogni giorno.

9 Mi dicevo: «Non penserò più a lui,

non parlerò più in suo nome!».

Ma nel mio cuore c' era come un fuoco ardente,

chiuso nelle mie ossa;

mi sforzavo di contenerlo,

ma non potevo.

10 Sentivo le insinuazioni di molti:

«Terrore all' intorno!

Denunciatelo e lo denunceremo».

Tutti i miei amici spiavano la mia caduta:

«Forse si lascerà trarre in inganno,

così noi prevarremo su di lui,

ci prenderemo la nostra vendetta».

11 Ma il Signore è al mio fianco come un prode valoroso,

per questo i miei persecutori

cadranno e non potranno prevalere;

saranno molto confusi perché non riusciranno,

la loro vergogna sarà eterna e incancellabile.

12 Signore degli eserciti, che provi il giusto

e scruti il cuore e la mente,

possa io vedere la tua vendetta su di essi;

poiché a te ho affidato la mia causa!

13 Cantate inni al Signore, lodate il Signore,

perché ha liberato la vita del povero

dalle mani dei malfattori.

14 Maledetto il giorno in cui nacqui;

il giorno in cui mia madre mi diede alla luce

non sia mai benedetto.

15 Maledetto l' uomo che portò la notizia

a mio padre, dicendo:

«Ti è nato un figlio maschio», colmandolo di gioia.

16 Quell' uomo sia come le città

che il Signore ha demolito senza compassione.

Ascolti grida al mattino

e rumori di guerra a mezzogiorno,

17 perché non mi fece morire nel grembo materno;

mia madre sarebbe stata la mia tomba

e il suo grembo gravido per sempre.

18 Perché mai sono uscito dal seno materno

per vedere tormenti e dolore

e per finire i miei giorni nella vergogna?

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Geremia 19

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Geremia

 

 

19 Simbolo della brocca

1 Così disse il Signore a Geremia: «Va' a comprarti una brocca di terracotta; prendi alcuni anziani del popolo e alcuni sacerdoti con te

2 ed esci nella valle di Ben-Hinnòn, che è all' ingresso della Porta dei cocci. Là proclamerai le parole che io ti dirò.

3 Riferirai: Ascoltate la parola del Signore, o re di Giuda e abitanti di Gerusalemme. Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Ecco io manderò su questo luogo una sventura tale che risuonerà negli orecchi di chiunque la udrà,

4 poiché mi hanno abbandonato e hanno destinato ad altro questo luogo per sacrificarvi ad altri dèi, che né essi né i loro padri né i re di Giuda conoscevano. Essi hanno riempito questo luogo di sangue innocente;

5 hanno edificato alture a Baal per bruciare nel fuoco i loro figli come olocausti a Baal. Questo io non ho comandato, non ne ho mai parlato, non mi è mai venuto in mente.

6 Perciò, ecco, verranno giorni - dice il Signore - nei quali questo luogo non si chiamerà più Tofet e valle di Ben-Hinnòn, ma piuttosto valle della Strage.

7 Io renderò vani i piani di Giuda e di Gerusalemme in questo luogo. Li farò cadere di spada davanti ai loro nemici e per mezzo di coloro che attentano alla loro vita e darò i loro cadaveri in pasto agli uccelli dell' aria e alle bestie selvatiche.

8 Ridurrò questa città a una desolazione e a oggetto di scherno; quanti le passeranno vicino resteranno stupiti e fischieranno davanti a tutte le sue ferite.

9 Farò loro mangiare la carne dei figli e la carne delle figlie; si divoreranno tra di loro durante l' assedio e l' angoscia in cui li stringeranno i nemici e quanti attentano alla loro vita.

10 Tu poi, spezzerai la brocca sotto gli occhi degli uomini che saranno venuti con te

11 e riferirai loro: Così dice il Signore degli eserciti: Spezzerò questo popolo e questa città, così come si spezza un vaso di terracotta, che non si può più accomodare. Allora si seppellirà perfino in Tofet, perché non ci sarà più spazio per seppellire.

12 Così farò - dice il Signore - riguardo a questo luogo e ai suoi abitanti, rendendo questa città come Tofet.

13 Le case di Gerusalemme e le case dei re di Giuda saranno impure come il luogo di Tofet; cioè tutte le case, sui tetti delle quali essi bruciavano incenso a tutta la milizia del cielo e facevano libazioni ad altri dèi».

14 Quando Geremia tornò da Tofet dove il Signore lo aveva mandato a profetizzare, si fermò nell' atrio del tempio del Signore e disse a tutto il popolo:

15 «Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Ecco io manderò su questa città e su tutte le sue borgate tutto il male che le ho preannunziato, perché essi si sono intestarditi, rifiutandosi di ascoltare le mie parole».

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Geremia 18

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Geremia

 

 

18 Diritti e bontà di Dio

1 Questa parola fu rivolta a Geremia da parte del Signore:

2 «Prendi e scendi nella bottega del vasaio; là ti farò udire la mia parola».

3 Io sono sceso nella bottega del vasaio ed ecco, egli stava lavorando al tornio.

4 Ora, se si guastava il vaso che egli stava modellando, come capita con la creta in mano al vasaio, egli rifaceva con essa un altro vaso, come ai suoi occhi pareva giusto.

5 Allora mi fu rivolta la parola del Signore:

6 «Forse non potrei agire con voi, casa di Israele, come questo vasaio? Oracolo del Signore. Ecco, come l' argilla è nelle mani del vasaio, così voi siete nelle mie mani, casa di Israele.

7 Talvolta nei riguardi di un popolo o di un regno io decido di sradicare, di abbattere e di distruggere;

8 ma se questo popolo, contro il quale avevo parlato, si converte dalla sua malvagità, io mi pento del male che avevo pensato di fargli.

9 Altra volta nei riguardi di un popolo o di un regno io decido di edificare e di piantare;

10 ma se esso compie ciò che è male ai miei occhi non ascoltando la mia voce, io mi pentirò del bene che avevo promesso di fargli.

11 Ora annunzia, dunque, agli uomini di Giuda e agli abitanti di Gerusalemme: Dice il Signore: Ecco preparo contro di voi una calamità e medito contro di voi un progetto. Su, abbandonate la vostra condotta perversa, migliorate le vostre abitudini e le vostre azioni».

12 Ma essi diranno: «È inutile, noi vogliamo seguire i nostri progetti; ognuno di noi agirà secondo la caparbietà del suo cuore malvagio».

13 Perciò così dice il Signore:

«Informatevi tra le nazioni:

chi ha mai udito cose simili?

Enormi, orribili cose ha commesso

la vergine di Israele.

14 Scompare forse dalle alte rocce

la neve del Libano?

Forse si inaridiscono

le acque delle montagne

che scorrono gelide?

15 Eppure il mio popolo mi ha dimenticato;

essi offrono incenso a un idolo vano.

Così hanno inciampato nelle loro strade,

nei sentieri di una volta,

per camminare su viottoli,

per una via non appianata.

16 Il loro paese è una desolazione,

un oggetto di scherno perenne.

Chiunque passa ne rimarrà stupito

e scuoterà il capo.

17 Come fa il vento d' oriente io li disperderò

davanti al loro nemico.

Mostrerò loro le spalle e non il volto

nel giorno della loro rovina».

18 Ora essi dissero: «Venite e tramiamo insidie contro Geremia, perché la legge non verrà meno ai sacerdoti, né il consiglio ai saggi, né l' oracolo ai profeti. Venite, colpiamolo per la sua lingua e non badiamo a tutte le sue parole».

19 Prestami ascolto, Signore,

e odi la voce dei miei avversari.

20 Si rende forse male per bene?

Poiché essi hanno scavato una fossa alla mia vita.

Ricordati quando mi presentavo a te,

per parlare in loro favore,

per stornare da loro la tua ira.

21 Abbandona perciò i loro figli alla fame,

gettali in potere della spada;

le loro donne restino senza figli e vedove,

i loro uomini siano colpiti dalla morte

e i loro giovani uccisi dalla spada in battaglia.

22 Si odano grida dalle loro case,

quando improvvisa tu farai piombare su di loro

una torma di briganti,

poiché hanno scavato una fossa per catturarmi

e hanno teso lacci ai miei piedi.

23 Ma tu conosci, Signore,

ogni loro progetto di morte contro di me;

non lasciare impunita la loro iniquità

e non cancellare il loro peccato dalla tua presenza.

Inciampino alla tua presenza;

al momento del tuo sdegno agisci contro di essi!

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Geremia 17

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Geremia

 

 

17 Colpa e castigo

1 Il peccato di Giuda è scritto

con uno stilo di ferro,

con una punta di diamante

è inciso sulla tavola del loro cuore

e sugli angoli dei loro altari,

2 come per ricordare ai loro figli

i loro altari e i loro pali sacri presso gli alberi verdi,

sui colli elevati,

3 sui monti e in aperta campagna.

«I tuoi averi e tutti i tuoi tesori

li abbandonerò al saccheggio,

a motivo di tutti i peccati

che hai commessi in tutti i tuoi territori.

4 Tu dovrai ritirare la mano dall' eredità

che ti avevo data;

ti farò schiavo dei tuoi nemici

in un paese che non conosci,

perché avete acceso il fuoco della mia ira,

che arderà sempre».

Così dice il Signore:

5 «Maledetto l' uomo che confida nell' uomo,

che pone nella carne il suo sostegno

e dal Signore si allontana il suo cuore.

6 Egli sarà come un tamerisco nella steppa,

quando viene il bene non lo vede;

dimorerà in luoghi aridi nel deserto,

in una terra di salsedine, dove nessuno può vivere.

7 Benedetto l' uomo che confida nel Signore

e il Signore è sua fiducia.

8 Egli è come un albero piantato lungo l' acqua,

verso la corrente stende le radici;

non teme quando viene il caldo,

le sue foglie rimangono verdi;

nell' anno della siccità non intristisce,

non smette di produrre i suoi frutti.

9 Più fallace di ogni altra cosa

è il cuore e difficilmente guaribile;

chi lo può conoscere?

10 Io, il Signore, scruto la mente

e saggio i cuori,

per rendere a ciascuno secondo la sua condotta,

secondo il frutto delle sue azioni.

11 Come una pernice che cova uova da lei non deposte

è chi accumula ricchezze, ma senza giustizia.

A metà dei suoi giorni dovrà lasciarle

e alla sua fine apparirà uno stolto».

12 Trono di gloria, eccelso fin dal principio,

è il luogo del nostro santuario!

13 O speranza di Israele, Signore,

quanti ti abbandonano resteranno confusi;

quanti si allontanano da te saranno scritti nella polvere,

perché hanno abbandonato

la fonte di acqua viva, il Signore.

14 Guariscimi, Signore, e io sarò guarito,

salvami e io sarò salvato,

poiché tu sei il mio vanto.

15 Ecco, essi mi dicono:

«Dov' è la parola del Signore?

Si compia finalmente!».

16 Io non ho insistito presso di te nella sventura

né ho desiderato il giorno funesto, tu lo sai.

Ciò che è uscito dalla mia bocca è innanzi a te.

17 Non essere per me causa di spavento,

tu, mio solo rifugio nel giorno della sventura.

18 Siano confusi i miei avversari ma non io,

si spaventino essi, ma non io.

Manda contro di loro il giorno della sventura,

distruggili, distruggili per sempre.

19 Il Signore mi disse: «Va' a metterti alla porta dei Figli del popolo, per la quale entrano ed escono i re di Giuda, e a tutte le porte di Gerusalemme.

20 Dirai loro: Ascoltate la parola del Signore, o re di Giuda e voi tutti Giudei e abitanti di Gerusalemme, che entrate per queste porte.

21 Così dice il Signore: Per amore della vostra vita guardatevi dal trasportare un peso in giorno di sabato e dall' introdurlo per le porte di Gerusalemme.

22 Non portate alcun peso fuori dalle vostre case in giorno di sabato e non fate alcun lavoro, ma santificate il giorno di sabato, come io ho comandato ai vostri padri.

23 Ma essi non vollero ascoltare né prestare orecchio, anzi indurirono la loro cervice per non ascoltarmi e per non accogliere la lezione.

24 Ora, se mi ascolterete sul serio - dice il Signore - se non introdurrete nessun peso entro le porte di questa città in giorno di sabato e santificherete il giorno di sabato non eseguendo in esso alcun lavoro,

25 entreranno per le porte di questa città i re, che siederanno sul trono di Davide, su carri e su cavalli, essi e i loro ufficiali, gli uomini di Giuda e gli abitanti di Gerusalemme. Questa città sarà abitata per sempre.

26 Verranno dalle città di Giuda e dai dintorni di Gerusalemme, dalla terra di Beniamino e dalla Sefèla, dai monti e dal meridione presentando olocausti, sacrifici, offerte e incenso e sacrifici di lode nel tempio del Signore.

27 Ma se non ascolterete il mio comando di santificare il giorno di sabato, di non trasportare pesi e di non introdurli entro le porte di Gerusalemme in giorno di sabato, io accenderò un fuoco alle sue porte; esso divorerà i palazzi di Gerusalemme e mai si estinguerà».

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Geremia 16

Preghiere Online - Geremia 16

Geremia

 

 

16 La vita del profeta è un segno

1 Mi fu rivolta questa parola del Signore:

2 «Non prendere moglie, non aver figli né figlie in questo luogo,

3 perché dice il Signore riguardo ai figli e alle figlie che nascono in questo luogo e riguardo alle madri che li partoriscono e ai padri che li generano in questo paese:

4 Moriranno di malattie strazianti, non saranno rimpianti né sepolti, ma saranno come letame sulla terra. Periranno di spada e di fame; i loro cadaveri saranno pasto degli uccelli dell' aria e delle bestie della terra».

5 Poiché così dice il Signore: «Non entrare in una casa dove si fa un banchetto funebre, non piangere con loro né commiserarli, perché io ho ritirato da questo popolo la mia pace - dice il Signore - la mia benevolenza e la mia compassione.

6 Moriranno in questo paese grandi e piccoli; non saranno sepolti né si farà lamento per essi; nessuno si farà incisioni né si taglierà i capelli.

7 Non si spezzerà il pane all' afflitto per consolarlo del morto e non gli si darà da bere il calice della consolazione per suo padre e per sua madre.

8 Non entrare nemmeno in una casa dove si banchetta per sederti a mangiare e a bere con loro,

9 poiché così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Ecco, sotto i vostri occhi e nei vostri giorni farò cessare da questo luogo le voci di gioia e di allegria, la voce dello sposo e della sposa.

10 Quando annunzierai a questo popolo tutte queste cose, ti diranno: Perché il Signore ha decretato contro di noi questa sventura così grande? Quali iniquità e quali peccati abbiamo commesso contro il Signore nostro Dio?

11 Tu allora risponderai loro: Perché i vostri padri mi abbandonarono - parola del Signore - seguirono altri dèi, li servirono e li adorarono, mentre abbandonarono me e non osservarono la mia legge.

12 Voi però avete agito peggio dei vostri padri; ognuno di voi, infatti, segue la caparbietà del suo cuore malvagio rifiutandosi di ascoltarmi.

13 Perciò vi scaccerò da questo paese verso un paese che né voi né i vostri padri avete conosciuto e là servirete divinità straniere giorno e notte, poiché io non vi userò più misericordia.

14 Pertanto, ecco, verranno giorni - oracolo del Signore - nei quali non si dirà più: Per la vita del Signore che ha fatto uscire gli Israeliti dal paese d' Egitto;

15 ma piuttosto si dirà: Per la vita del Signore che ha fatto uscire gli Israeliti dal paese del settentrione e da tutte le regioni dove li aveva dispersi. E io li ricondurrò nel loro paese che avevo concesso ai loro padri.

16 Ecco, io invierò numerosi pescatori - dice il Signore - che li pescheranno; quindi invierò numerosi cacciatori che daranno loro la caccia su ogni monte, su ogni colle e nelle fessure delle rocce;

17 poiché i miei occhi osservano le loro vie che non possono restar nascoste dinanzi a me, né si può occultare la loro iniquità davanti ai miei occhi.

18 Innanzi tutto ripagherò due volte la loro iniquità e il loro peccato, perché hanno profanato il mio paese con i cadaveri dei loro idoli e hanno riempito la mia eredità con i loro abomini».

19 Signore, mia forza e mia difesa,

mio rifugio nel giorno della tribolazione,

a te verranno i popoli

dalle estremità della terra e diranno:

«I nostri padri ereditarono soltanto menzogna,

vanità che non giovano a nulla».

20 Può forse l' uomo fabbricarsi dèi?

Ma questi non sono dèi!

21 Perciò, ecco io mostrerò loro,

rivolgerò loro questa volta

la mia mano e la mia forza.

Essi sapranno che il mio nome è Signore.

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Geremia 15

Preghiere Online - Geremia 15

Geremia

 

 

15 Supplica respinta

1 Il Signore mi disse: «Anche se Mosè e Samuele si presentassero davanti a me, io non mi piegherei verso questo popolo. Allontanali da me, se ne vadano!

2 Se ti domanderanno: «Dove andremo?» dirai loro: Così dice il Signore:

Chi è destinato alla peste, alla peste,

Chi alla spada, alla spada,

chi alla fame, alla fame,

chi alla schiavitù, alla schiavitù.

3 Io manderò contro di loro quattro specie di mali - parola del Signore -: la spada per ucciderli, i cani per sbranarli, gli uccelli dell' aria e le bestie selvatiche per divorarli e distruggerli.

4 Li renderò oggetto di spavento per tutti i regni della terra a causa di Manàsse figlio di Ezechia, re di Giuda, per ciò che egli ha fatto in Gerusalemme.

5 Chi avrà pietà di te, Gerusalemme,

chi ti compiangerà?

Chi si volterà

per domandarti come stai?

6 Tu mi hai respinto,

dice il Signore,

mi hai voltato le spalle

e io ho steso la mano su di te per annientarti;

sono stanco di avere pietà.

7 Io li ho dispersi al vento con la pala

nelle città della contrada.

Ho reso senza figli e ho fatto perire il mio popolo,

perché non abbandonarono le loro abitudini.

8 Le loro vedove sono diventate

più numerose della sabbia del mare.

Ho mandato sulle madri e sui giovani

un devastatore in pieno giorno;

d' un tratto ho fatto piombare su di loro

turbamento e spavento.

9 È abbattuta la madre di sette figli,

esala il suo respiro;

il suo sole tramonta quando è ancor giorno,

è coperta di vergogna e confusa.

Io consegnerò i loro superstiti alla spada,

in preda ai loro nemici». Oracolo del Signore.

10 Me infelice, madre mia, che mi hai partorito

oggetto di litigio e di contrasto per tutto il paese!

Non ho preso prestiti, non ho prestato a nessuno,

eppure tutti mi maledicono.

11 Forse, Signore, non ti ho servito del mio meglio,

non mi sono rivolto a te con preghiere per il mio nemico,

nel tempo della sventura e nel tempo dell' angoscia?

12 Potrà forse il ferro spezzare

il ferro del settentrione e il bronzo?

13 «I tuoi averi e i tuoi tesori

li abbandonerò al saccheggio,

non come pagamento, per tutti i peccati

che hai commessi in tutti i tuoi territori.

14 Ti renderò schiavo dei tuoi nemici

in una terra che non conosci,

perché si è acceso il fuoco della mia ira,

che arderà contro di voi».

15 Tu lo sai, Signore,

ricordati di me e aiutami,

vendicati per me dei miei persecutori.

Nella tua clemenza non lasciarmi perire,

sappi che io sopporto insulti per te.

16 Quando le tue parole mi vennero incontro,

le divorai con avidità;

la tua parola fu la gioia e la letizia del mio cuore,

perché io portavo il tuo nome,

Signore, Dio degli eserciti.

17 Non mi sono seduto per divertirmi

nelle brigate di buontemponi,

ma spinto dalla tua mano sedevo solitario,

poiché mi avevi riempito di sdegno.

18 Perché il mio dolore è senza fine

e la mia piaga incurabile non vuol guarire?

Tu sei diventato per me un torrente infido,

dalle acque incostanti.

19 Ha risposto allora il Signore:

«Se tu ritornerai a me, io ti riprenderò

e starai alla mia presenza;

se saprai distinguere ciò che è prezioso

da ciò che è vile,

sarai come la mia bocca.

Essi torneranno a te,

mentre tu non dovrai tornare a loro,

20 ed io, per questo popolo, ti renderò

come un muro durissimo di bronzo;

combatteranno contro di te

ma non potranno prevalere,

perché io sarò con te

per salvarti e per liberarti.

Oracolo del Signore.

21 Ti libererò dalle mani dei malvagi

e ti riscatterò dalle mani dei violenti».

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