Geremia (52)

Geremia 52

Geremia

 

 

52 Catastrofe di Gerusalemme

1 Sedecìa aveva ventun' anni quando divenne re e regnò undici anni a Gerusalemme; sua madre si chiamava Camitàl figlia di Geremia ed era di Libna.

2 Egli fece ciò che dispiace al Signore, proprio come aveva fatto Ioiakìm.

3 Ma, a causa dell' ira del Signore, in Gerusalemme e in Giuda le cose arrivarono a tal punto che il Signore li scacciò dalla sua presenza. Sedecìa si era ribellato al re di Babilonia.

4 Allora nel decimo mese dell' anno nono del suo regno, il dieci del mese, venne Nabucodònosor re di Babilonia con tutto l' esercito contro Gerusalemme. Costoro si accamparono intorno ad essa e costruirono attorno opere d' assedio.

5 La città rimase assediata fino all' undecimo anno del re Sedecìa.

6 Nel quarto mese, il nove del mese, mentre la fame dominava nella città e non c' era più pane per la popolazione,

7 fu aperta una breccia nella città. Allora tutti i soldati fuggirono, uscendo dalla città di notte per la via della porta fra le due mura, che era presso il giardino del re e, mentre i Caldei erano intorno alla città, presero la via dell' Araba.

8 Le truppe dei Caldei però inseguirono il re e raggiunsero Sedecìa nelle steppe di Gerico; allora tutto il suo esercito lo abbandonò e si disperse.

9 Il re fu catturato e condotto a Ribla nel paese di Amat presso il re di Babilonia che pronunziò la sentenza contro di lui.

10 Il re di Babilonia fece sgozzare i figli di Sedecìa sotto i suoi occhi e fece sgozzare anche tutti i capi di Giuda in Ribla;

11 cavò gli occhi a Sedecìa e lo fece legare con catene e condurre a Babilonia, dove lo tenne in carcere fino alla sua morte.

12 Nel quinto mese, il dieci del mese, essendo l' anno decimonono del regno di Nabucodònosor re di Babilonia, Nabuzaradàn, capo delle guardie, che prestava servizio alla presenza del re di Babilonia, entrò a Gerusalemme.

13 Egli incendiò il tempio del Signore e la reggia e tutte le case di Gerusalemme, diede alle fiamme anche tutte le case dei nobili.

14 Tutto l' esercito dei Caldei, che era con il capo delle guardie, demolì tutte le mura intorno a Gerusalemme.

15 Il resto del popolo che era stato lasciato in città, i disertori che erano passati al re di Babilonia e quanti eran rimasti degli artigiani, Nabuzaradàn, capo delle guardie, li deportò:

16 dei più poveri del paese Nabuzaradàn, capo delle guardie ne lasciò una parte come vignaioli e come campagnoli.

17 I Caldei fecero a pezzi le colonne di bronzo che erano nel tempio, le basi a ruote e il mare di bronzo che era nel tempio e ne portarono tutto il bronzo in Babilonia.

18 Essi presero ancora le caldaie, le palette, i coltelli, i bacini per l' aspersione, le coppe e tutti gli arredi di bronzo che servivano al culto.

19 Il capo delle guardie prese ancora i bicchieri, i bracieri, i bacini, le caldaie, i candelabri, le coppe e i calici, quanto era d' oro e d' argento.

20 Quanto alle due colonne, all' unico mare, ai dodici buoi di bronzo che erano sotto di esso e alle basi a ruote, cose che aveva fatto il re Salomone per il tempio del Signore, non si poteva calcolare quale fosse il peso del bronzo di tutti questi arredi.

21 Delle colonne poi una sola era alta diciotto cubiti e ci voleva un filo di dodici cùbiti per misurarne la circonferenza; il suo spessore era di quattro dita, essendo vuota nell' interno.

22 Su di essa c' era un capitello di bronzo e l' altezza di un capitello era di cinque cùbiti; tutto intorno al capitello c' erano un reticolato per lato e melagrane, il tutto di bronzo; così era anche l' altra colonna.

23 Le melagrane erano novantasei; tutte le melagrane intorno al reticolato ammontavano a cento.

24 Il capo delle guardie fece prigioniero Seraià, sacerdote capo, e il secondo sacerdote Sofonia insieme con tre custodi della soglia.

25 Dalla città egli fece prigionieri un funzionario, che era a capo dei soldati, e sette uomini fra i più familiari del re, i quali furono trovati in città, e l' aiutante del capo dell' esercito che arruolava la gente del paese, e sessanta uomini della gente del paese, che furono trovati nella città.

26 Nabuzaradàn, capo delle guardie, li prese e li condusse presso il re di Babilonia, a Ribla.

27 Il re di Babilonia li fece percuotere e uccidere a Ribla, nel paese di Amat. Così fu deportato Giuda dal suo paese.

28 Questa è la gente che Nabucodònosor deportò: nell' anno settimo tremilaventitré Giudei;

29 nell' anno decimo ottavo di Nabucodònosor furono deportati da Gerusalemme ottocentotrentadue persone;

30 nell' anno ventitreesimo di Nabucodònosor, Nabuzaradàn capo delle guardie deportò settecentoquarantacinque Giudei: in tutto quattromilaseicento persone.

31 Ora, nell' anno trentasettesimo della deportazione di Ioiachìn re di Giuda, nel decimosecondo mese, il venticinque del mese, Evil-Merodàch re di Babilonia, nell' anno della sua ascesa al regno, fece grazia a Ioiachìn re di Giuda e lo fece uscire dalla prigione.

32 Gli parlò con benevolenza e pose il seggio di lui al di sopra dei seggi dei re che si trovavano con lui a Babilonia.

33 Gli cambiò le vesti da prigioniero e Ioiachìn mangiò sempre il cibo alla presenza di lui per tutti i giorni della sua vita.

34 Il suo sostentamento, come sostentamento abituale, gli era fornito dal re di Babilonia ogni giorno, fino al giorno della sua morte, per tutto il tempo della sua vita.

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Geremia 51

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Geremia

 

 

51 Il Signore contro Babilonia

1 Così dice il Signore:

«Ecco susciterò contro Babilonia

e contro gli abitanti della Caldea

un vento distruttore;

2 io invierò in Babilonia spulatori che la spuleranno

e devasteranno la sua regione,

poiché le piomberanno addosso da tutte le parti

nel giorno della tribolazione».

3 Non deponga l' arciere l' arco

e non si spogli della corazza.

Non risparmiate i suoi giovani,

sterminate tutto il suo esercito.

4 Cadano trafitti nel paese dei Caldei

e feriti nelle sue piazze,

5 perché la loro terra è piena di delitti

davanti al Santo di Israele.

Ma Israele e Giuda non sono vedove

del loro Dio, il Signore degli eserciti.

6 Fuggite da Babilonia,

ognuno ponga in salvo la sua vita;

non vogliate perire per la sua iniquità,

poiché questo è il tempo della vendetta del Signore;

egli la ripaga per quanto ha meritato.

7 Babilonia era una coppa d' oro in mano del Signore,

con la quale egli inebriava tutta la terra;

del suo vino hanno bevuto i popoli,

perciò sono divenuti pazzi.

8 All' improvviso Babilonia è caduta, è stata infranta;

alzate lamenti su di essa;

prendete balsamo per il suo dolore,

forse potrà essere guarita.

9 «Abbiamo curato Babilonia, ma non è guarita.

Lasciatela e andiamo ciascuno al proprio paese;

poiché la sua punizione giunge fino al cielo

e si alza fino alle nubi.

10 Il Signore ha fatto trionfare la nostra giusta causa, venite, raccontiamo in Sion l' opera del Signore nostro Dio».

11 Aguzzate le frecce,

riempite le faretre!

Il Signore suscita lo spirito del re di Media,

perché il suo piano riguardo a Babilonia

è di distruggerla;

perché questa è la vendetta del Signore,

la vendetta per il suo tempio.

12 Alzate un vessillo contro il muro di Babilonia,

rafforzate le guardie,

collocate sentinelle,

preparate gli agguati,

poiché il Signore si era proposto un piano

e ormai compie quanto aveva detto

contro gli abitanti di Babilonia.

13 Tu che abiti lungo acque abbondanti,

ricca di tesori,

è giunta la tua fine,

il momento del taglio.

14 Il Signore degli eserciti lo ha giurato per se stesso:

«Ti ho gremito di uomini come cavallette,

che intoneranno su di te il canto di vittoria».

15 Egli ha formato la terra con la sua potenza,

ha fissato il mondo con la sua sapienza,

con la sua intelligenza ha disteso i cieli.

16 Al rombo della sua voce rumoreggiano le acque nel

cielo.

Egli fa salire le nubi dall' estremità della terra,

produce lampi per la pioggia

e manda fuori il vento dalle sue riserve.

17 Resta inebetito ogni uomo, senza comprendere;

resta confuso ogni orefice per i suoi idoli,

poiché è menzogna ciò che ha fuso

e non ha soffio vitale.

18 Esse sono vanità, opere ridicole;

al tempo del loro castigo periranno.

19 Non è tale l' eredità di Giacobbe,

perché egli ha formato ogni cosa.

Israele è la tribù della sua eredità,

Signore degli eserciti è il suo nome.

20 «Un martello sei stata per me,

uno strumento di guerra;

con te martellavo i popoli,

con te annientavo i regni,

21 con te martellavo cavallo e cavaliere,

con te martellavo carro e cocchiere,

22 con te martellavo uomo e donna,

con te martellavo vecchio e ragazzo,

con te martellavo giovane e fanciulla,

23 con te martellavo pastore e gregge,

con te martellavo l' aratore e il suo paio di buoi,

con te martellavo governatori e prefetti.

24 Ma ora ripagherò Babilonia e tutti gli abitanti della Caldea di tutto il male che hanno fatto a Sion, sotto i vostri occhi. Oracolo del Signore.

25 Eccomi a te, monte della distruzione,

che distruggi tutta la terra.

Io stenderò la mano contro di te,

ti rotolerò giù dalle rocce

e farò di te una montagna bruciata;

26 da te non si prenderà più né pietra d' angolo,

né pietra da fondamenta,

perché diventerai un luogo desolato per sempre».

Oracolo del Signore.

27 Alzate un vessillo nel paese,

suonate la tromba fra le nazioni;

preparate le nazioni alla guerra contro di essa,

convocatele contro i regni

di Araràt, di Minnì e di Aschenàz.

Nominate contro di essa un comandante,

fate avanzare i cavalli come cavallette spinose.

28 Preparate alla guerra contro di essa le nazioni, il re della Media, i suoi governatori, tutti i suoi prefetti e tutta la terra in suo dominio.

29 Trema la terra e freme,

perché si avverano contro Babilonia

i progetti del Signore

di ridurre il paese di Babilonia

in luogo desolato, senza abitanti.

30 Hanno cessato di combattere i prodi di Babilonia,

si sono ritirati nelle fortezze;

il loro valore è venuto meno,

sono diventati come donne.

Sono stati incendiati i suoi edifici,

sono spezzate le sue sbarre.

31 Corriere corre incontro a corriere,

messaggero incontro a messaggero

per annunziare al re di Babilonia

che la sua città è presa da ogni lato;

32 i guadi sono occupati, le fortezze bruciano,

i guerrieri sono sconvolti dal terrore.

33 Poiché dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele:

«La figlia di Babilonia è come un' aia

al tempo in cui viene spianata;

ancora un poco e verrà per essa

il tempo della mietitura».

34 «Mi ha divorata, mi ha consumata

Nabucodònosor, re di Babilonia,

mi ha ridotta come un vaso vuoto,

mi ha inghiottita come fa il coccodrillo,

ha riempito il suo ventre,

dai miei luoghi deliziosi, mi ha scacciata.

35 Il mio strazio e la mia sventura ricadano su

Babilonia!»

dice la popolazione di Sion,

«il mio sangue sugli abitanti della Caldea!»

dice Gerusalemme.

36 Perciò così parla il Signore:

«Ecco io difendo la tua causa,

compio la tua vendetta;

prosciugherò il suo mare,

disseccherò le sue sorgenti.

37 Babilonia diventerà un cumulo di rovine,

un rifugio di sciacalli,

un oggetto di stupore e di scherno,

senza abitanti.

38 Essi ruggiscono insieme come leoncelli,

rugghiano come cuccioli di una leonessa.

39 Con veleno preparerò loro una bevanda,

li inebrierò perché si stordiscano

e si addormentino in un sonno perenne,

per non svegliarsi mai più.

Parola del Signore.

40 Li farò scendere al macello come agnelli,

come montoni insieme con i capri».

41 Sesac è stata presa e occupata,

l' orgoglio di tutta la terra.

Babilonia è diventata un oggetto di orrore

fra le nazioni!

42 Il mare dilaga su Babilonia

essa è stata sommersa dalla massa delle onde.

43 Sono diventate una desolazione le sue città,

un terreno riarso, una steppa.

Nessuno abita più in esse

non vi passa più nessun figlio d' uomo.

44 «Io punirò Bel in Babilonia,

gli estrarrò dalla gola quanto ha inghiottito.

Non andranno più a lui le nazioni».

Perfino le mura di Babilonia sono crollate,

45 esci da essa, popolo mio,

ognuno salvi la vita dall' ira ardente del Signore.

46 Non si avvilisca il vostro cuore e non temete per la notizia diffusa nel paese; un anno giunge una notizia e l' anno dopo un' altra. La violenza è nel paese, un tiranno contro un tiranno.

47 Per questo ecco, verranno giorni nei quali punirò gli idoli di Babilonia. Allora tutto il suo paese sentirà vergogna e tutti i suoi cadaveri le giaceranno in mezzo.

48 Esulteranno su Babilonia cielo e terra e quanto contengono, perché da settentrione verranno i suoi devastatori. Parola del Signore.

49 Anche Babilonia deve cadere per gli uccisi di Israele, come per Babilonia caddero gli uccisi di tutta la terra.

50 Voi scampati dalla spada partite, non fermatevi; da questa regione lontana ricordatevi del Signore e vi torni in mente Gerusalemme.

51 «Sentiamo vergogna nell' udire l' insulto; la confusione ha coperto i nostri volti, perché stranieri sono entrati nel santuario del tempio del Signore».

52 «Perciò ecco, verranno giorni - dice il Signore - nei quali punirò i suoi idoli e in tutta la sua regione gemeranno i feriti.

53 Anche se Babilonia si innalzasse fino al cielo, anche se rendesse inaccessibile la sua cittadella potente, da parte mia verranno i suoi devastatori». Oracolo del Signore.

54 Udite! Un grido da Babilonia, una rovina immensa dal paese dei Caldei.

55 È il Signore che devasta Babilonia e fa tacere il suo grande rumore. Mugghiano le sue onde come acque possenti, risuona il frastuono della sua voce,

56 perché piomba su Babilonia il devastatore, sono catturati i suoi prodi, si sono infranti i loro archi. Dio è il Signore delle giuste ricompense, egli ricompensa con precisione.

57 «Io ubriacherò i suoi capi e i suoi saggi, i suoi governatori, i suoi magistrati e i suoi guerrieri; essi dormiranno un sonno eterno e non potranno più svegliarsi» dice il re, il cui nome è Signore degli eserciti.

58 Così dice il Signore degli eserciti:

«Il largo muro di Babilonia sarà raso al suolo,

le sue alte porte saranno date alle fiamme.

Si affannano dunque invano i popoli,

le nazioni si affaticano per nulla».

59 Ordine che il profeta Geremia diede a Seraià figlio di Neria, figlio di Maasia, quando egli andò con Sedecìa re di Giuda in Babilonia nell' anno quarto del suo regno. Seraià era capo degli alloggiamenti.

60 Geremia scrisse su un rotolo tutte le sventure che dovevano piombare su Babilonia. Tutte queste cose sono state scritte contro Babilonia.

61 Geremia quindi disse a Seraià: «Quando giungerai a Babilonia, abbi cura di leggere in pubblico tutte queste parole

62 e dirai: Signore, tu hai dichiarato di distruggere questo luogo così che non ci sia più chi lo abiti, né uomo né animale, ma sia piuttosto una desolazione per sempre.

63 Ora, quando avrai finito di leggere questo rotolo, vi legherai una pietra e lo getterai in mezzo all' Eufrate

64 dicendo: Così affonderà Babilonia e non risorgerà più dalla sventura che io le farò piombare addosso».

Fin qui le parole di Geremia.

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Geremia 50

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Geremia

 

 

50 Caduta di Babilonia

1 Parola che il Signore pronunziò contro Babilonia, contro il paese dei Caldei, per mezzo del profeta Geremia.

2 «Proclamatelo fra i popoli e fatelo sapere,

non nascondetelo, dite:

Babilonia è presa,

Bel è coperto di confusione,

è infranto Marduch;

sono confusi i suoi idoli,

sono sgomenti i suoi feticci.

3 Poiché dal settentrione sale contro di essa un popolo che ridurrà la sua terra a un deserto, non vi abiterà più nessuno; uomini e animali fuggono, se ne vanno.

4 In quei giorni e in quel tempo - dice il Signore - verranno gli Israeliti insieme con i figli di Giuda; cammineranno piangendo e cercheranno il Signore loro Dio.

5 Domanderanno di Sion, verso cui sono fissi i loro volti: Venite, uniamoci al Signore con un' alleanza eterna, che non sia mai dimenticata.

6 Gregge di pecore sperdute era il mio popolo, i loro pastori le avevano sviate, le avevano fatte smarrire per i monti; esse andavano di monte in colle, avevano dimenticato il loro ovile.

7 Quanti le trovavano, le divoravano e i loro nemici dicevano: Non commettiamo nessun delitto, perché essi hanno peccato contro il Signore, pascolo di giustizia e speranza dei loro padri.

8 Fuggite da Babilonia,

dalla regione dei Caldei,

uscite e siate come capri

in testa al gregge.

9 Poiché, ecco io suscito e mando contro Babilonia

una massa di grandi nazioni

dal paese del settentrione;

queste le si schiereranno contro,

di là essa sarà presa.

Le loro frecce sono come quelle di un abile arciere,

nessuna ritorna a vuoto.

10 La Caldea sarà saccheggiata,

tutti i suoi saccheggiatori saranno saziati.

Parola del Signore.

11 Gioite pure e tripudiate,

saccheggiatori della mia eredità!

Saltate pure come giovenchi su un prato

e nitrite come destrieri!

12 La vostra madre è piena di confusione,

e coperta di vergogna colei che vi ha partorito.

Ecco è l' ultima delle nazioni,

un deserto, un luogo riarso e una steppa.

13 A causa dell' ira del Signore non sarà più abitata,

sarà tutta una desolazione.

Chiunque passerà vicino a Babilonia rimarrà stupito

e fischierà davanti a tutte le sue piaghe.

14 Disponetevi intorno a Babilonia,

voi tutti che tendete l' arco;

tirate contro di essa, non risparmiate le frecce,

poiché essa ha peccato contro il Signore.

15 Alzate il grido di guerra contro di essa, da ogni

parte.

Essa tende la mano,

crollano le sue torri,

rovinano le sue mura,

poiché questa è la vendetta del Signore.

Vendicatevi di lei,

trattatela come essa ha trattato gli altri!

16 Sterminate in Babilonia chi semina

e chi impugna la falce al momento della messe.

Di fronte alla spada micidiale

ciascuno ritorni al suo popolo

e ciascuno fugga verso il suo paese.

17 Una pecora smarrita è Israele,

i leoni le hanno dato la caccia;

per primo l' ha divorata il re di Assiria,

poi il re di Babilonia ne ha stritolato le ossa.

18 Perciò, dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Ecco, io punirò il re di Babilonia e il suo paese, come già ho punito il re di Assiria,

19 e ricondurrò Israele nel suo pascolo, pascolerà sul Carmelo e sul Basàn; sulle montagne di Efraim e di Gàlaad si sazierà.

20 In quei giorni e in quel tempo - dice il Signore - si cercherà l' iniquità di Israele, ma essa non sarà più, si cercheranno i peccati di Giuda, ma non si troveranno, perché io perdonerò a quanti lascerò superstiti.

21 Avanza nella terra di Meratàim,

avanza contro di essa

e contro gli abitanti di Pekòd.

Devasta, annientali - dice il Signore -

eseguisci quanto ti ho comandato!

22 Rumore di guerra nella regione,

e grande disastro.

23 Perché è stato rotto e fatto in pezzi

il martello di tutta la terra?

Perché è diventata un orrore

Babilonia fra le nazioni?

24 Ti ho teso un laccio e ti ci sei impigliata,

Babilonia, senza avvedertene.

Sei stata sorpresa e afferrata,

perché hai fatto guerra al Signore.

25 Il Signore ha aperto il suo arsenale

e ne ha tratto le armi del suo sdegno,

perché il Signore Dio degli eserciti

ha un' opera da compiere nel paese dei Caldei.

26 Venite ad essa dall' estremo limite,

aprite i suoi granai;

fatene dei mucchi come covoni, sterminatela,

non ne rimanga neppure un resto.

27 Uccidete tutti i suoi tori, scendano al macello.

Guai a loro, perché è giunto il loro giorno,

il tempo del loro castigo!

28 Voce di profughi e di scampati dal paese di Babilonia

per annunziare in Sion

la vendetta del Signore nostro Dio,

la vendetta per il suo tempio.

29 Convocate contro Babilonia gli arcieri,

quanti tendono l' arco.

Accampatevi intorno ad essa

in modo che nessuno scampi.

Ripagatela secondo le sue opere,

fate a lei quanto ha fatto agli altri,

perché è stata arrogante con il Signore,

con il Santo di Israele.

30 Perciò cadranno i suoi giovani nelle sue piazze

e tutti i suoi guerrieri periranno in quel giorno».

Parola del Signore.

31 «Eccomi a te, o arrogante,

- oracolo del Signore degli eserciti -

poiché è giunto il tuo giorno,

il tempo del tuo castigo.

32 Vacillerà l' arrogante e cadrà,

nessuno la rialzerà.

Io darò alle fiamme le sue città,

esse divoreranno tutti i suoi dintorni.

33 Dice il Signore degli eserciti: Oppressi sono i figli di Israele e i figli di Giuda tutti insieme; tutti i loro deportatori li trattengono e rifiutano di lasciarli andare.

34 Ma il loro vendicatore è forte, Signore degli eserciti è il suo nome. Egli sosterrà efficacemente la loro causa, per rendere tranquilla la terra e sconvolgere gli abitanti di Babilonia.

35 Spada, sui Caldei

e sugli abitanti di Babilonia,

sui suoi capi

e sui suoi sapienti!

36 Spada, sui suoi indovini

ed essi impazziscano!

Spada, sui suoi prodi,

ed essi s' impauriscano!

37 Spada, sui suoi cavalli e sui suoi carri,

su tutta la gentaglia che è in essa,

diventino come donne!

Spada, sui suoi tesori

ed essi siano saccheggiati!

38 Spada, sulle sue acque

ed esse si prosciughino!

Poiché essa è una terra di idoli;

vanno pazzi per questi spauracchi.

39 Perciò l' abiteranno animali del deserto e sciacalli, vi si stabiliranno gli struzzi; non sarà mai più abitata, né popolata di generazione in generazione.

40 Come quando Dio sconvolse Sòdoma, Gomorra e le città vicine - oracolo del Signore - così non vi abiterà alcuna persona né vi dimorerà essere umano.

41 Ecco, un popolo viene dal settentrione, un popolo grande, e molti re sorgono dalle estremità della terra.

42 Impugnano arco e dardo, sono crudeli, non hanno pietà; il loro tumulto è come il mugghio del mare. Montano cavalli, sono pronti come un sol uomo a combattere contro di te, figlia di Babilonia.

43 Il re di Babilonia ha sentito parlare di loro e le sue braccia sono senza forza; lo ha colto l' angoscia, un dolore come di donna nel parto.

44 Ecco, come un leone sale dalla boscaglia del Giordano verso i prati sempre verdi, così in un batter d' occhio io li farò fuggire al di là e vi metterò sopra colui che mi piacerà. Poiché chi è come me? Chi può citarmi in giudizio? Chi è dunque il pastore che può resistere davanti a me?

45 Per questo ascoltate il progetto che il Signore ha fatto contro Babilonia e le decisioni che ha prese contro il paese dei Caldei. Certo, trascineranno via anche i più piccoli del gregge e per loro sarà desolato il loro prato.

46 Al fragore della presa di Babilonia trema la terra, ne risuonerà il clamore fra le nazioni».

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Geremia 49

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Geremia

 

 

49 Contro gli Ammoniti

1 Sugli Ammoniti.

Dice il Signore:

«Israele non ha forse figli,

non ha egli alcun erede?

Perché Milcom ha ereditato la terra di Gad

e il suo popolo ne ha occupate le città?

2 Perciò ecco, verranno giorni

- dice il Signore -

nei quali io farò udire a Rabbà degli Ammoniti

fragore di guerra;

essa diventerà un cumulo di rovine,

le sue borgate saranno consumate dal fuoco,

Israele spoglierà i suoi spogliatori,

dice il Signore.

3 Urla, Chesbòn, arriva il devastatore;

gridate, borgate di Rabbà,

cingetevi di sacco, innalzate lamenti

e andate raminghe con tagli sulla pelle,

perché Milcom andrà in esilio,

insieme con i suoi sacerdoti e i suoi capi.

4 Perché ti vanti delle tue valli,

figlia ribelle?

Confidi nelle tue scorte ed esclami:

Chi verrà contro di me?

5 Ecco io manderò su di te il terrore

- parola del Signore Dio degli eserciti -

da tutti i dintorni.

Voi sarete scacciati, ognuno per la sua via,

e non vi sarà nessuno che raduni i fuggiaschi.

6 Ma dopo cambierò la sorte

degli Ammoniti».

Parola del Signore.

7 Su Edom.

Così dice il Signore degli eserciti:

«Non c' è più sapienza in Teman?

È scomparso il consiglio dei saggi?

È svanita la loro sapienza?

8 Fuggite, partite, nascondetevi in un luogo segreto,

abitanti di Dedan,

poiché io mando su Esaù la sua rovina,

il tempo del suo castigo.

9 Se vendemmiatori verranno da te,

non lasceranno nulla da racimolare.

Se ladri notturni verranno da te,

saccheggeranno quanto loro piace.

10 Poiché io intendo spogliare Esaù,

rivelo i suoi nascondigli

ed egli non ha dove nascondersi.

La sua stirpe, i suoi fratelli, i suoi vicini

sono distrutti ed egli non è più.

11 Lascia i tuoi orfani, io li farò vivere,

le tue vedove confidino in me!

12 Poiché così dice il Signore: Ecco, coloro che non erano obbligati a bere il calice lo devono bere e tu pretendi di rimanere impunito? Non resterai impunito, ma dovrai berlo

13 poiché io ho giurato per me stesso - dice il Signore - che Bozra diventerà un orrore, un obbrobrio, un deserto, una maledizione e tutte le sue città saranno ridotte a rovine perenni.

14 Ho udito un messaggio da parte del Signore,

un messaggero è stato inviato fra le nazioni:

Adunatevi e marciate contro di lui!

Alzatevi per la battaglia.

15 Poiché ecco, ti renderò piccolo fra i popoli

e disprezzato fra gli uomini.

16 La tua arroganza ti ha indotto in errore,

la superbia del tuo cuore;

tu che abiti nelle caverne delle rocce,

che ti aggrappi alle cime dei colli,

anche se ponessi, come l' aquila, in alto il tuo nido,

di lassù ti farò precipitare. Oracolo del Signore.

17 Edom sarà oggetto di orrore; chiunque passerà lì vicino ne resterà attonito e fischierà davanti a tutte le sue piaghe.

18 Come nello sconvolgimento di Sòdoma e Gomorra e delle città vicine - dice il Signore - non vi abiterà più uomo né vi fisserà la propria dimora un figlio d' uomo.

19 Ecco, come un leone sale dalla boscaglia del Giordano verso i prati sempre verdi, così in un baleno io lo scaccerò di là e il mio eletto porrò su di esso; poiché chi è come me? Chi può citarmi in giudizio? Chi è dunque il pastore che può resistere davanti a me?

20 Per questo ascoltate il progetto che il Signore ha fatto contro Edom e le decisioni che egli ha prese contro gli abitanti di Teman.

Certo, trascineranno via anche i più piccoli del gregge,

e per loro sarà desolato il loro prato.

21 Al fragore della loro caduta tremerà la terra.

Un grido! Fino al Mare Rosso se ne ode l' eco.

22 Ecco, come l' aquila, egli sale e si libra,

espande le ali su Bozra.

In quel giorno il cuore dei prodi di Edom

sarà come il cuore di una donna nei dolori del parto».

23 Su Damasco.

«Amat e Arpad sono piene di confusione,

perché hanno sentito una cattiva notizia;

esse sono agitate come il mare, sono in angoscia,

non possono calmarsi.

24 Spossata è Damasco, si volge per fuggire;

un tremito l' ha colta,

angoscia e dolori l' assalgono

come una partoriente.

25 Come fu abbandonata la città gloriosa,

la città del tripudio?

26 Cadranno i suoi giovani nelle sue piazze

e tutti i suoi guerrieri periranno in quel giorno.

Oracolo del Signore degli eserciti.

27 Appiccherò il fuoco alle mura di Damasco

e divorerà i palazzi di Ben-Hadàd».

28 Su Kedàr e sui regni di Cazòr, che Nabucodònosor re di Babilonia sconfisse.

Così dice il Signore:

«Su, marciate contro Kedàr,

saccheggiate i figli dell' oriente.

29 Prendete le loro tende e le loro pecore,

i loro teli da tenda, tutti i loro attrezzi;

portate via i loro cammelli;

un grido si leverà su di loro: Terrore all' intorno!

30 Fuggite, andate lontano, nascondetevi in luoghi segreti

o abitanti di Cazòr - dice il Signore -

perché ha ideato un disegno contro di voi.

Nabucodònosor re di Babilonia

ha preparato un piano contro di voi.

31 Su, marciate contro la nazione tranquilla,

che vive in sicurezza. Oracolo del Signore.

Essa non ha né porte né sbarre

e vive isolata.

32 I suoi cammelli saranno portati via come preda

e la massa dei suoi greggi come bottino.

Disperderò a tutti i venti

coloro che si tagliano i capelli alle tempie,

da ogni parte farò venire la loro rovina.

Parola del Signore.

33 Cazòr diventerà rifugio di sciacalli,

una desolazione per sempre;

nessuno vi dimorerà più,

non vi abiterà più un figlio d' uomo».

34 Parola che il Signore rivolse al profeta Geremia riguardo all' Elam all' inizio del regno di Sedecìa re di Giuda.

35 «Dice il Signore degli eserciti:

Ecco io spezzerò l' arco dell' Elam,

il nerbo della sua potenza.

36 Manderò contro l' Elam i quattro venti

dalle quattro estremità del cielo

e li sparpaglierò davanti a questi venti;

non ci sarà nazione

in cui non giungeranno

i profughi dell' Elam.

37 Incuterò terrore negli Elamiti davanti ai loro nemici

e davanti a coloro che vogliono la loro vita;

manderò su di essi la sventura,

la mia ira ardente. Parola del Signore.

Manderò la spada a inseguirli

finché non li avrò sterminati.

38 Porrò il mio trono sull' Elam

e farò morire il re e i capi.

Oracolo del Signore.

39 Ma negli ultimi giorni

cambierò la sorte dell' Elam». Parola del Signore.

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Geremia 48

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Geremia

 

 

48 Contro i Moabiti

1 Su Moab.

Così dice il Signore degli eserciti,

Dio di Israele:

«Guai a Nebo poiché è devastata,

piena di vergogna e catturata è Kiriatàim;

sente vergogna, è abbattuta la roccaforte.

2 Non esiste più la fama di Moab;

in Chesbòn tramano contro di essa:

Venite ed eliminiamola dalle nazioni.

Anche tu, Madmèn, sarai demolita,

la spada ti inseguirà.

3 Una voce, un grido da Coronàim:

Devastazione e rovina grande!

4 Abbattuto è Moab,

le grida si fanno sentire fino in Zoar.

5 Su per la salita di Luchìt vanno piangendo,

giù per la discesa di Coronàim

si ode un grido di disfatta.

6 Fuggite, salvate la vostra vita!

Siate come l' asino selvatico nel deserto.

7 Poiché hai posto la fiducia

nelle tue fortezze e nei tuoi tesori,

anche tu sarai preso e Camos andrà in esilio

insieme con i suoi sacerdoti e con i suoi capi.

8 Il devastatore verrà contro ogni città;

nessuna città potrà scampare.

Sarà devastata la valle e la pianura desolata,

come dice il Signore.

9 Date ali a Moab,

perché dovrà prendere il volo.

Le sue città diventeranno un deserto,

perché non vi sarà alcun abitante.

10 Maledetto chi compie fiaccamente l' opera del Signore,

maledetto chi trattiene la spada dal sangue!

11 Moab era tranquillo fin dalla giovinezza,

riposava come vino sulla sua feccia,

non è stato travasato di botte in botte,

né è mai andato in esilio;

per questo gli è rimasto il suo sapore,

il suo profumo non si è alterato.

12 Per questo, ecco, giorni verranno

- dice il Signore -

nei quali gli manderò travasatori a travasarlo,

vuoteranno le sue botti

e frantumeranno i suoi otri.

13 Moab si vergognerà di Camos come la casa di Israele si è vergognata di Betel, oggetto della sua fiducia.

14 Come potete dire:

Noi siamo uomini prodi

e uomini valorosi per la battaglia?

15 Il devastatore di Moab sale contro di lui,

i suoi giovani migliori scendono al macello -

dice il re il cui nome è Signore degli eserciti.

16 È vicina la rovina di Moab,

la sua sventura avanza in gran fretta.

17 Compiangetelo, voi tutti suoi vicini

e tutti voi che conoscete il suo nome;

dite: Come si è spezzata la verga robusta,

quello scettro magnifico?

18 Scendi dalla tua gloria, siedi sull' arido suolo,

o popolo che abiti a Dibon;

poiché il devastatore di Moab è salito contro di te,

egli ha distrutto le tue fortezze.

19 Sta' sulla strada e osserva,

tu che abiti in Aroer.

Interroga il fuggiasco e lo scampato,

domanda: Che cosa è successo?

20 Moab prova vergogna, è in rovina;

urlate, gridate,

annunziate sull' Arnon

che Moab è devastato.

21 È arrivato il giudizio per la regione dell' altipiano, per Colòn, per Iaaz e per Mefàat,

22 per Dibon, per Nebo e per Bet-Diblatàim,

23 per Kiriatàim, per Bet-Gamùl e per Bet-Meòn,

24 per Kiriòt e per Bozra, per tutte le città della regione di Moab, lontane e vicine.

25 È infranta la potenza di Moab

ed è rotto il suo braccio.

26 Inebriatelo, perché si è levato contro il Signore, e Moab si rotolerà nel vomito e anch' esso diventerà oggetto di scherno.

27 Non è stato forse Israele per te oggetto di scherno? Fu questi forse sorpreso fra i ladri, dato che quando parli di lui scuoti sempre la testa?

28 Abbandonate le città e abitate nelle rupi,

abitanti di Moab,

siate come la colomba che fa il nido

nelle pareti d' una gola profonda.

29 Abbiamo udito l' orgoglio di Moab,

il grande orgoglioso,

la sua superbia, il suo orgoglio, la sua alterigia,

l' altezzosità del suo cuore.

30 Conosco bene la sua tracotanza - dice il Signore - l' inconsistenza delle sue chiacchiere, le sue opere vane.

31 Per questo alzo un lamento su Moab, grido per tutto Moab, gemo per gli uomini di Kir-Cheres.

32 Io piango per te come per Iazèr,

o vigna di Sibma!

I tuoi tralci arrivavano al mare,

giungevano fino a Iazèr.

Sulle tue frutta e sulla tua vendemmia

è piombato il devastatore.

33 Sono scomparse la gioia e l' allegria

dai frutteti e dalla regione di Moab.

È sparito il vino nei tini,

non pigia più il pigiatore,

il canto di gioia non è più canto di gioia.

34 Delle grida di Chesbòn e di Elealè si diffonde l' eco fino a Iacaz; da Zoar si odono grida fino a Coronàim e a Eglat-Selisià, poiché le acque di Nimrìm son diventate una zona desolata.

35 Io farò scomparire in Moab - dice il Signore - chi sale sulle alture e chi brucia incenso ai suoi dèi.

36 Perciò il mio cuore per Moab geme come i flauti, il mio cuore geme come i flauti per gli uomini di Kir-Cheres, essendo venute meno le loro scorte.

37 Poiché ogni testa è rasata, ogni barba è tagliata; ci sono incisioni su tutte le mani e tutti hanno i fianchi cinti di sacco.

38 Sopra tutte le terrazze di Moab e nelle sue piazze è tutto un lamento, perché io ho spezzato Moab come un vaso senza valore. Parola del Signore.

39 Come è rovinato! Gridate! Come Moab ha voltato vergognosamente le spalle! Moab è diventato oggetto di scherno e di orrore per tutti i suoi vicini.

40 Poiché così dice il Signore:

Ecco, come l' aquila egli spicca il volo

e spande le ali su Moab.

41 Le città son prese, le fortezze sono occupate.

In quel giorno il cuore dei prodi di Moab

sarà come il cuore di donna nei dolori del parto.

42 Moab è distrutto, ha cessato d' essere popolo,

perché si è insuperbito contro il Signore.

43 Terrore, trabocchetto, tranello

cadranno su di te, abitante di Moab.

Oracolo del Signore.

44 Chi sfugge al terrore cadrà nel trabocchetto;

chi risale dal trabocchetto

sarà preso nel tranello,

perché io manderò sui Moabiti tutto questo

nell' anno del loro castigo.

Oracolo del Signore.

45 All' ombra di Chesbòn si fermano

spossati i fuggiaschi,

ma un fuoco esce da Chesbòn,

una fiamma dal palazzo di Sicòn

e divora le tempie di Moab

e il cranio di uomini turbolenti.

46 Guai a te, Moab,

sei perduto, popolo di Camos,

poiché i tuoi figli sono condotti schiavi,

le tue figlie portate in esilio.

47 Ma io cambierò la sorte di Moab

negli ultimi giorni.

Oracolo del Signore».

Qui finisce il giudizio su Moab.

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Geremia 47

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Geremia

 

 

47 Contro i Filistei

1 Parola del Signore che fu rivolta al profeta Geremia

sui Filistei, prima che il faraone occupasse Gaza.

2 Così dice il Signore:

«Ecco s' avanzano ondate dal settentrione

diventano un torrente che straripa.

Allagano la terra e ciò che è in essa,

la città e i suoi abitanti.

Gli uomini gridano, urlano

tutti gli abitanti della terra.

3 Allo scalpitar dei suoi possenti cavalli,

al fragor dei suoi carri, al cigolio delle ruote,

i padri non si voltano verso i figli,

le loro mani sono senza forza

4 perché è arrivato il giorno

in cui saran distrutti tutti i Filistei

e saranno abbattute Tiro e Sidòne,

con tutti i loro ausiliari;

il Signore infatti distrugge i Filistei,

il resto dell' isola di Caftor.

5 Fino a Gaza si son rasati per lutto,

è distrutta Ascalòna.

Asdòd, povero resto degli Anakiti,

fino a quando ti farai incisioni?

6 Ah! spada del Signore,

quando dunque ti concederai riposo?

Rientra nel fodero, riposati e sta' calma.

7 Come potrà riposare,

poiché il Signore le ha ordinato di agire

contro Ascalòna e il lido del mare?

Là egli l' ha destinata».

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Geremia 46

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Geremia

 

 

46 Contro l' Egitto

1 Parola del Signore che fu rivolta al profeta Geremia sulle nazioni.

2 Per l' Egitto. Sull' esercito del faraone Necao re d' Egitto, a Càrchemis presso il fiume Eufrate, esercito che Nabucodònosor re di Babilonia vinse nel quarto anno di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda.

3 Preparate scudo grande e piccolo

e avanzate per la battaglia.

4 Attaccate i cavalli,

montate, o cavalieri.

Schieratevi con gli elmi,

lucidate le lance,

indossate le corazze!

5 Che vedo?

Sono sbigottito,

retrocedono!

I loro prodi

sono sconfitti,

fuggono a precipizio

senza voltarsi;

il terrore è tutt' intorno.

Parola del Signore.

6 Il più agile non scamperà

né il più prode si salverà.

A settentrione, sulla riva dell' Eufrate,

inciampano e cadono.

7 Chi è che trabocca come il Nilo,

come un torrente dalle acque turbolente?

8 È l' Egitto che trabocca come il Nilo,

come un torrente dalle acque turbolente.

Esso dice: «Salirò, ricoprirò la terra,

distruggerò la città e i suoi abitanti».

9 Caricate, cavalli,

avanzate, carri!

Avanti o prodi!

uomini di Etiopia e di Put,

voi che impugnate lo scudo,

e voi di Lud che tendete l' arco.

10 Ma quel giorno per il Signore Dio degli eserciti,

è un giorno di vendetta, per vendicarsi dei suoi nemici.

La sua spada divorerà,

si sazierà e si inebrierà del loro sangue;

poiché sarà un sacrificio per il Signore, Dio degli

eserciti,

nella terra del settentrione, presso il fiume Eufrate.

11 Sali in Gàlaad e prendi il balsamo,

vergine, figlia d' Egitto.

Invano moltiplichi i rimedi,

non c' è guarigione per te.

12 Le nazioni hanno saputo del tuo disonore;

del tuo grido di dolore è piena la terra,

poiché il prode inciampa nel prode,

tutti e due cadono insieme.

13 Parola che il Signore comunicò al profeta Geremia quando Nabucodònosor re di Babilonia giunse per colpire il paese d' Egitto.

14 Annunziatelo in Egitto,

fatelo sapere a Migdòl,

fatelo udire a Menfi e a Tafni;

dite: «Alzati e preparati,

perché la spada divora tutto intorno a te».

15 Perché mai Api è fuggito?

Il tuo toro sacro non resiste?

Il Signore lo ha rovesciato.

16 Una gran folla vacilla e stramazza,

ognuno dice al vicino:

«Su, torniamo al nostro popolo,

al paese dove siamo nati,

lontano dalla spada micidiale!».

17 Chiamate pure il faraone re d' Egitto:

Frastuono, che lascia passare il momento buono.

18 Per la mia vita - dice il re

il cui nome è Signore degli eserciti -

uno verrà, simile al Tabor fra le montagne,

come il Carmelo presso il mare.

19 Prepàrati il bagaglio per l' esilio,

o gente che abiti l' Egitto,

perché Menfi sarà ridotta a un deserto,

sarà devastata, senza abitanti.

20 Giovenca bellissima è l' Egitto,

ma un tafano viene su di lei dal settentrione.

21 Anche i suoi mercenari nel paese

sono come vitelli da ingrasso.

Anch' essi infatti han voltate le spalle,

fuggono insieme, non resistono,

poiché il giorno della sventura è giunto su di loro,

il tempo del loro castigo.

22 La sua voce è come di serpente che sibila,

poiché essi avanzano con un esercito

e armati di scure vengono contro di lei,

come tagliaboschi.

23 Abbattono la sua selva - dice il Signore -

e non si possono contare,

essi sono più delle locuste, sono senza numero.

24 Prova vergogna la figlia d' Egitto,

è data in mano a un popolo del settentrione.

25 Il Signore degli eserciti, Dio di Israele, dice: «Ecco, punirò Amòn di Tebe, l' Egitto, i suoi dèi e i suoi re, il faraone e coloro che confidano in lui.

26 Li consegnerò in potere di coloro che attentano alla loro vita, in potere di Nabucodònosor re di Babilonia e in potere dei suoi ministri. Ma dopo esso sarà abitato come in passato». Parola del Signore.

27 «Ma tu non temere, Giacobbe mio servo,

non abbatterti, Israele;

poiché ecco, io ti libererò da un paese lontano

e la tua discendenza dal paese del suo esilio.

Giacobbe ritornerà e godrà in pace,

tranquillo e nessuno lo molesterà.

28 Tu non temere, Giacobbe mio servo,

- dice il Signore - perché io sono con te.

Annienterò tutte le nazioni

tra le quali ti ho disperso,

ma di te non farò sterminio;

ti castigherò secondo equità,

ma non ti lascerò del tutto impunito».

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Geremia 45

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Geremia

 

 

45 Promessa di protezione a Baruc

1 Questa è la parola che il profeta Geremia comunicò a Baruc figlio di Neria, quando egli scriveva queste parole in un libro sotto la dettatura di Geremia nel quarto anno di Ioiakìm figlio di Giosia, re di Giuda:

2 «Dice il Signore, Dio di Israele, su di te, Baruc:

3 Tu hai detto: Guai a me poiché il Signore aggiunge tristezza al mio dolore. Io sono stanco dei miei gemiti e non trovo pace.

4 Dice il Signore: Ecco io demolisco ciò che ho edificato e sradico ciò che ho piantato; così per tutta la terra.

5 E tu vai cercando grandi cose per te? Non cercarle, poiché io manderò la sventura su ogni uomo. Oracolo del Signore. A te farò dono della vita come bottino, in tutti i luoghi dove tu andrai».

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Geremia 44

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Geremia

 

 

44 Ultimo ministero di Geremia

1 Questa parola fu rivolta a Geremia per tutti i Giudei che abitavano nel paese d' Egitto, a Migdòl, a Tafni, a Menfi e nella regione di Patròs.

2 «Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Voi avete visto tutte le sventure che ho mandate su Gerusalemme e su tutte le città di Giuda; eccole oggi una desolazione, senza abitanti,

3 a causa delle iniquità che commisero per provocarmi, andando a offrire incenso e a venerare altri dèi, che né loro conoscevano né voi né i vostri padri conoscevate.

4 Eppure, io vi avevo premurosamente inviato tutti i miei servi, i profeti, con l' incarico di dirvi: Non fate questa cosa abominevole che io ho in odio!

5 Ma essi non mi ascoltarono e non prestarono orecchio in modo da abbandonare la loro iniquità cessando dall' offrire incenso ad altri dèi.

6 Perciò la mia ira e il mio furore divamparono come fuoco nelle città di Giuda e nelle strade di Gerusalemme ed esse divennero un deserto e una desolazione, come sono ancor oggi.

7 Dice dunque il Signore, Dio degli eserciti, Dio di Israele: Perché voi fate un male così grave contro voi stessi tanto da farvi sterminare di mezzo a Giuda uomini e donne, bambini e lattanti, in modo che non rimanga di voi neppure un resto?

8 Perché mi provocate con l' opera delle vostre mani, offrendo incenso a divinità straniere nel paese d' Egitto dove siete venuti a dimorare, in modo da farvi sterminare e da divenire oggetto di esecrazione e di obbrobrio tra tutte le nazioni della terra?

9 Avete forse dimenticato le iniquità dei vostri padri, le iniquità dei re di Giuda, le iniquità dei vostri capi, le vostre iniquità e quelle delle vostre mogli, compiute nel paese di Giuda e per le strade di Gerusalemme?

10 Fino ad oggi essi non ne hanno sentito rimorso, non hanno provato timore e non hanno agito secondo la legge e i decreti che io ho posto davanti a voi e ai vostri padri».

11 Perciò dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: «Ecco, io rivolgo la faccia verso di voi a vostra sventura e per distruggere tutto Giuda.

12 Abbatterò il resto di Giuda, che ha deciso di andare a dimorare nel paese d' Egitto; essi periranno tutti nel paese d' Egitto; cadranno di spada e periranno di fame, dal più piccolo al più grande; moriranno di spada e di fame e saranno oggetto di maledizione e di orrore, di esecrazione e di obbrobrio.

13 Punirò coloro che dimorano nel paese d' Egitto come ho punito Gerusalemme con la spada, la fame e la peste.

14 Nessuno scamperà né sfuggirà fra il resto di Giuda che è venuto a dimorare qui nel paese d' Egitto con la speranza di tornare nella terra di Giuda, dove essi desiderano ritornare ad abitare; essi non vi ritorneranno mai, eccettuati pochi fuggiaschi».

15 Allora tutti gli uomini che sapevano che le loro donne avevano bruciato incenso a divinità straniere, e tutte le donne che erano presenti, una grande folla, e tutto il popolo che dimorava nel paese d' Egitto e in Patros, risposero a Geremia:

16 «Quanto all' ordine che ci hai comunicato in nome del Signore, noi non ti vogliamo dare ascolto;

17 anzi decisamente eseguiremo tutto ciò che abbiamo promesso, cioè bruceremo incenso alla Regina del cielo e le offriremo libazioni come abbiamo già fatto noi, i nostri padri, i nostri re e i nostri capi nelle città di Giuda e per le strade di Gerusalemme. Allora avevamo pane in abbondanza, eravamo felici e non vedemmo alcuna sventura;

18 ma da quando abbiamo cessato di bruciare incenso alla Regina del cielo e di offrirle libazioni, abbiamo sofferto carestia di tutto e siamo stati sterminati dalla spada e dalla fame».

19 E le donne aggiunsero: «Quando noi donne bruciamo incenso alla Regina del cielo e le offriamo libazioni, forse che senza il consenso dei nostri mariti prepariamo per lei focacce con la sua immagine e le offriamo libazioni?».

20 Allora così parlò Geremia a tutto il popolo, agli uomini e alle donne e a tutta la gente che gli avevano risposto in quel modo:

21 «Forse che il Signore non si ricorda e non ha più in mente l' incenso che voi bruciavate nelle città di Giuda e per le strade di Gerusalemme, voi e i vostri padri, i vostri re e i vostri capi e il popolo del paese?

22 Il Signore non ha più potuto sopportare la malvagità delle vostre azioni né le cose abominevoli che avete commesse. Per questo il vostro paese è divenuto un deserto, oggetto di orrore e di esecrazione, senza abitanti, come oggi si vede.

23 Per il fatto che voi avete bruciato incenso e avete peccato contro il Signore, non avete ascoltato la voce del Signore e non avete camminato secondo la sua legge, i suoi decreti e i suoi statuti, per questo vi è capitata questa sventura, come oggi si vede».

24 Geremia disse a tutto il popolo e a tutte le donne: «Ascoltate la parola del Signore, voi tutti di Giuda che siete nel paese d' Egitto.

25 Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Voi donne lo avete affermato con la bocca e messo in atto con le vostre mani, affermando: Noi adempiremo tutti i voti che abbiamo fatto di offrire incenso alla Regina del cielo e di offrirle libazioni! Adempite pure i vostri voti e fate pure le vostre libazioni.

26 Tuttavia ascoltate la parola del Signore, voi tutti di Giuda che abitate nel paese di Egitto. Ecco, io giuro per il mio grande nome - dice il Signore - che mai più il mio nome sarà pronunciato in tutto il paese d' Egitto dalla bocca di un uomo di Giuda che possa dire: Per la vita del Signore Dio!

27 Ecco, veglierò su di essi per loro disgrazia e non per loro bene. Tutti gli uomini di Giuda che si trovano nel paese d' Egitto periranno di spada e di fame fino al loro sterminio.

28 Gli scampati dalla spada torneranno dal paese d' Egitto nella terra di Giuda molto scarsi di numero. Tutto il resto di Giuda, coloro che sono andati a dimorare nel paese d' Egitto, sapranno quale parola si avvererà, se la mia o la loro.

29 Questo sarà per voi il segno - dice il Signore - che io vi punirò in questo luogo, perché sappiate che le mie parole si avverano sul serio contro di voi, per vostra disgrazia.

30 Così dice il Signore: Ecco io metterò il faraone Cofrà re di Egitto in mano ai suoi nemici e a coloro che attentano alla sua vita, come ho messo Sedecìa re di Giuda in mano a Nabucodònosor re di Babilonia, suo nemico, che attentava alla sua vita».

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Geremia 43

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Geremia

 

 

43 Disobbedienza

1 Quando Geremia finì di riferire a tutto il popolo tutte le parole del Signore loro Dio - tutte quelle parole per cui il Signore lo aveva inviato a loro -

2 Azaria figlio di Osaia e Giovanni figlio di Kàreca e tutti quegli uomini superbi e ribelli dissero a Geremia: «Una menzogna stai dicendo! Non ti ha inviato il Signore nostro Dio a dirci: Non andate in Egitto per dimorare là;

3 ma Baruch figlio di Neria ti istiga contro di noi per consegnarci nelle mani dei Caldei, perché ci uccidano e ci deportino in Babilonia».

4 Pertanto Giovanni figlio di Kàreca e tutti i capi delle bande armate e tutto il popolo non obbedirono all' invito del Signore di rimanere nel paese di Giuda.

5 Così Giovanni figlio di Kàreca e tutti i capi delle bande armate raccolsero tutti i superstiti di Giuda, che erano ritornati per abitare nella terra di Giuda da tutte le regioni in mezzo alle quali erano stati dispersi,

6 uomini, donne, bambini, le principesse reali e tutte le persone che Nabuzaradàn, capo delle guardie, aveva lasciate con Godolia figlio di Achikàm, figlio di Safàn, insieme con il profeta Geremia e con Baruch figlio di Neria,

7 e andarono nel paese d' Egitto, non avendo dato ascolto alla voce del Signore, e giunsero fino a Tafni.

8 Allora la parola del Signore fu rivolta a Geremia in Tafni:

9 «Prendi in mano grandi pietre e sotterrale nella mota nel quadrato dei mattoni all' ingresso della casa del faraone in Tafni, sotto agli occhi dei Giudei.

10 Quindi dirai loro: Dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele: Ecco, io manderò a prendere Nabucodònosor re di Babilonia, mio servo; egli porrà il trono su queste pietre che hai sotterrate e stenderà il baldacchino sopra di esse.

11 Verrà infatti e colpirà il paese d' Egitto, mandando a morte chi è destinato alla morte, alla schiavitù chi è destinato alla schiavitù e uccidendo di spada chi è destinato alla spada.

12 Darà alle fiamme i templi degli dèi d' Egitto, li brucerà e porterà gli dèi in esilio; ripulirà il paese di Egitto come un pastore pulisce dai pidocchi il mantello; poi se ne andrà tranquillo.

13 Frantumerà gli obelischi del tempio del sole nel paese d' Egitto e darà alle fiamme i templi degli dèi d' Egitto».

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