Preghiere Santi di Dio (78)

Introduzione sezione Santi di Dio

Introduzione

Chiniamo il capo e chiediamo la benedizione del Signore Nostro Gesù Cristo affinché nella Sua Misericordia ci conceda pace e soprattutto la luce del Suo Spirito perché da Essa illuminati possiamo comprendere ciò che ci accingiamo ad investigare.

E' lecito o no rivolgere le proprie preghiere ad un essere che non sia Dio. Per arrivare alla risposta occorre necessariamente partire da altre tre domande. Le quali sono :

Chi sono i Santi di Dio?

Chi è chiamato alla santità?

Che cosa è la Comunione dei Santi?

 

Chi sono i Santi? A questa domanda si potrebbe rispondere con una similitudine. Una maestra di una scuola materna aveva portato la sua classe a visitare una chiesa con le figure dei santi sulle vetrate luminose. Al ritorno dalla gita il parroco domanda ai bambini: "Chi sono i santi?". Un bambino risponde: "Sono quelli che fanno passare la luce". Stupenda definizione: i santi fanno passare la luce di Dio che continua ad illuminare la terra. I bambini sono molto più attenti di noi alle realtà spirituali e questo c’è l’ha insegnato anche Gesù. Quindi dovremmo liberarci dai vari modelli di santità a cui siamo abituati. Il santo stimmatizzato, il santo che fa miracolo, il santo che fa prodigi. Il santo serafico in continua orazione, il santo dai tratti gentili, nel piedistallo da guardare con affetto e ammirazione, il santo nella vara, un santo da osannare e di cui fare i migliori panegirici, un santo alto, angelico, un santo che sia l’espressione  di un’umanità celeste.  Ed occorre precisare che i santi non sono tali per loro volontà. Nessuno su questa terra si può far santo e nessuno può far santo qualcun altro, ma sicuramente il santo e colui che facendo la volontà di Dio su questa terra gode a tal punto della vicinanza di Dio da, per cosi dire, assorbirne la santità e pertanto trasmetterla ad altri. Ma non è soltanto questo. Il Santo è colui che ama. Non c’è santità senza amore verso Dio. Da vangelo di Giovanni al cap.14, 23 leggiamo " Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui." Ma questa parola di Gesù da dove viene? Essa parte da una domanda di san Giuda Taddeo che è proprio del versetto precedente " Gli disse Giuda, non l' Iscariota: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi e non al mondo?»." Ecco il Signore si manifesta a coloro che lo amano. Lui quale Dio misericordioso ama tutti indistintamente ma si manifesta solo a coloro che desiderano avere un rapporto con Lui. Non obbliga nessuno ad avere un rapporto con Lui. Che Dio veramente Misericordioso! Che Dio grande abbiamo. Lui il creatore di ogni cosa, Lui l’onnipotente, Lui a cui nulla è impossibile si piega ad aspettare noi sue creature "Ecco, sto alla porta e busso. Se qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da lui, cenerò con lui ed egli con me." Ap 3,20. Ecco chi sono i santi sono coloro che hanno aperto la porta a Cristo e lo amano. Più lo amano e più aumenta la loro santità. Il nostro Dio non è un dio lontano, insensibile alle miserie umane, un dio da tragedia greca. Egli ci ama, così pazzamente da avere dato suo figlio per noi. "In questo si è manifestato l' amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui."1Gv 4,9. Ma allo stesso tempo non ci forza la mano, non impone nulla. Egli ci coinvolge per quanto noi vogliamo essere coinvolti. Quindi il santo è colui che ama. Da tutto questo si arriva alla seconda domanda.

Chi è chiamato alla santità?

Alla santità siamo chiamati tutti, nessuno escluso, proprio perché abbiamo parlato di amore. E’l’amore che porta alla santità. Più si ama Dio e i propri fratelli e più si è santi. La santità non è soltanto quella dei santi messi in vetrina. Alla santità siamo chiamati tutti proprio come il Signore Gesù ci conosce uno per uno. La santità è fare bene ciò che il Signore ci ha dato da compiere. Se il Signore ci ha affidato una famiglia da accudire, ci santificheremo attraverso tale compito. Se il Signore ci ha chiamati all’esercizio di un determinato mestiere o professione ci santificheremo compiendo al meglio quello che ci è chiesto di espletare. Qualsiasi cosa si compie se la si compie come se si stesse facendo un servizio a Gesù acquisisce una qualità sublime che la rende unica. A coloro che accorrevano a chiedere lumi sul modo migliore di compiere la volontà di Dio Giovanni il Battista rispondeva così: " Le folle lo interrogavano: «Che cosa dobbiamo fare?». Rispondeva: «Chi ha due tuniche, ne dia una a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto». Vennero anche dei pubblicani a farsi battezzare, e gli chiesero: «Maestro, che dobbiamo fare?». Ed egli disse loro: «Non esigete nulla di più di quanto vi è stato fissato». Lo interrogavano anche alcuni soldati: «E noi che dobbiamo fare?». Rispose: «Non maltrattate e non estorcete niente a nessuno, contentatevi delle vostre paghe». " Lc 3,10-14. La santità è fatta di gesti concreti. Leggendo la biografia di molti santi si desume come loro si siano santificati attraverso il duro lavoro. Quindi alla santità siamo chiamati tutti e tutti possiamo arrivarvi proprio in virtù del fatto che è Dio che alimenta la santità in noi, purché noi siamo disposti ad ascoltarlo.

Che cosa è la Comunione dei Santi?

Al momento del nostro battesimo alla ricezione di questo sacramento accade qualcosa di meraviglioso. Entriamo a far parte della comunità dei salvati. La comunione dei santi è precisamente la Chiesa. A san Paolo nell’evento, forse più importante della sua vita, Dio rivolge queste parole "Saulo, Saulo, perché mi perseguiti". "Saulo" come ci riferisce egli stesso negli Atti degli Apostoli al capito 26,4 "Io perseguitai a morte questa nuova dottrina, arrestando e gettando in prigione uomini e donne,". Quando noi entriamo a far parte della comunità dei salvati diventiamo un sol corpo con Cristo. Questo ragionamento ci è testimoniato da questi versetti. Noi siamo le membra e Gesù è il capo del corpo. Gesù è il membro più importante della Chiesa, esso ne è il capo come ci riferisce sempre san Paolo in Colossesi al capito 1 versetto 18 "Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa". Uniti tutti dall’unico Spirito di Dio siamo tutti partecipi dei beni di questo corpo. Così il bene compiuto da un membro di questo corpo è trasmesso a tutti i suoi membri. Nella prima comunità di Gerusalemme, i discepoli « erano assidui nell' ascoltare l' insegnamento degli Apostoli e nell' unione fraterna, nella frazione del pane e nelle preghiere » (At 2,42). La comunione nella fede. La fede dei fedeli è la fede della Chiesa ricevuta dagli Apostoli, tesoro di vita che si accresce mentre viene condiviso. Vi è pertanto una comunione di beni spirituali. Che si attua soprattutto attraverso i sacramenti Lo Spirito Santo dispensa fra i fedeli i carismi per l’edificazione di tutto il corpo. Infatti in 1 Cor 12,7 leggiamo« a ciascuno è data una manifestazione particolare dello Spirito per l' utilità comune ». Inoltre come leggiamo in Rm 14,7 « nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso » ed ancora « Se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte » (1 Cor 12,26-27). Bisogna specificare che la Chiesa quale comunità di salvati vive in tre stadi differenti i quali si compenetrano fra loro e che si possono definire nella chiesa pellegrina, nella chiesa purgante e nella chiesa glorificata. Dal Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 49: AAS 57 (1965) 54-55 leggiamo quanto segue : « Tutti però, sebbene in grado e modo diverso, comunichiamo nella stessa carità di Dio e del prossimo e cantiamo al nostro Dio lo stesso inno di gloria. Tutti quelli che sono di Cristo, infatti, avendo il suo Spirito formano una sola Chiesa e sono tra loro uniti in lui L' unione quindi di coloro che sono in cammino coi fratelli morti nella pace di Cristo non è minimamente spezzata, anzi, secondo la perenne fede della Chiesa, è consolidata dalla comunicazione dei beni spirituali ».

Il 20 giugno 1940 Gesù spiegava a suor Consolata Betrone che l' invocazione in favore delle anime, contenuta nella formula dell' incessante atto d' amore, si estende a tutte le anime « Gesù, Maria, Vi amo, salvate anime », comprende tutto: le anime del Purgatorio come quelle della Chiesa militante; l' anima innocente e quella colpevole; i moribondi, gli atei ecc..

Tutto questo meraviglio tesoro lasciato da Cristo è a nostra disposizione ed è sempre stato presente alla coscienza dei primi cristiani. Infatti a noi è lecito pregare per i defunti come per loro lo è intercedere per noi che siamo ancora in cammino su questa terra. Gli Apostoli scrissero alcune cose che per noi sono misteriose, ma che per i loro primi lettori dovevano essere chiare. S. Pietro dice che Cristo predicò agli spiriti che erano in prigione e che avevano atteso la pazienza di Dio al tempo di Noè. Per questo motivo veniva predicato il Vangelo ai morti, che se essi dovevano essere giudicati secondo gli uomini nella carne, potessero anche vivere secondo Dio nello spirito (1 Pt 3,19-20). Da sant’Agostino(n.354 e m. 430) apprendiamo in una risposta data ad un fratello cristiano di nome Paolino che aveva chiesto delucidazioni sull’argomento relativo alle preghiere per i defunti :" Per quello che mi hai domandato potrebbe bastare questa mia risposta, per quanto breve, Ma prestami ancora un po’ di attenzione su alcuni problemi che ne derivano e a cui mi par giusto di dare una risposta. Nei libri dei Maccabei si legge che venne offerto un sacrificio per i defunti Ma anche se in nessun luogo delle antiche Scritture si leggesse qualcosa di simile, non poca cosa sarebbe l’autorità della Chiesa universale che si manifesta in questa usanza quando, tra le preghiere che dal sacerdote vengono innalzate al Signore nostro Dio davanti al suo altare, c’è un posto preminente la preghiera per i defunti." Dal documento del Concilio Vaticano II, Cost. dogm. Lumen gentium, 49: AAS 57 (1965) 55. A causa infatti della loro più intima unione con Cristo, i beati rinsaldano tutta la Chiesa nella santità [...]. Non cessano di intercedere per noi presso il Padre, offrendo i meriti acquistati in terra mediante Gesù Cristo, unico mediatore tra Dio e gli uomini. [...] La nostra debolezza quindi è molto aiutata dalla loro fraterna sollecitudine ».

San Domenico ad i suoi frati che lo assistevano in punto di morte diceva: « Non piangete. Io vi sarò più utile dopo la mia morte e vi aiuterò più efficacemente di quando ero in vita ». E lo stesso Santa Teresa del Bambin Gesù« Passerò il mio cielo a fare del bene sulla terra ». Nel Catechismo della Chiesa Cattolica al punto 2683 leggiamo : I testimoni che ci hanno preceduto nel Regno, 166 specialmente coloro che la Chiesa riconosce come « santi », partecipano alla tradizione vivente della preghiera, mediante l' esempio della loro vita, la trasmissione dei loro scritti e la loro attuale preghiera. Essi contemplano Dio, lo lodano e non cessano di prendersi cura di coloro che hanno lasciato sulla terra. Entrando nella « gioia » del loro Signore, essi sono stati stabiliti « su molto ». 167 La loro intercessione è il più alto servizio che rendono al disegno di Dio. Possiamo e dobbiamo pregarli di intercedere per noi e per il mondo intero.Santa Faustina scrive nel suo diario: Desidero annotare un sogno che feci su Santa Teresa del Bambino Gesù. Ero ancora novizia ed avevo certe difficoltà, che non mi riusciva di risolvere. Erano difficoltà interne collegate con difficoltà esterne. Avevo fatto parecchie novene a vari santi, ma la situazione diveniva sempre più pesante. Le mie sofferenze per questa ragione erano talmente grandi, che non sapevo più come continuare a vivere, ma improvvisamente mi venne l' idea di pregare Santa Teresa del Bambino Gesù. Cominciai la novena a questa santa, poiché prima di entrare in congregazione avevo molta devozione per lei. Adesso l' avevo un po' trascurata, ma trovandomi in questa necessità, di nuovo cominciai a pregarla con grande fervore. Il quinto giorno della novena sogno Santa Teresa, ma come se fosse stata ancora sulla terra. Mi nascose la consapevolezza che era santa e cominciò a dirmi parole di conforto; che non mi rattristassi a motivo di quella questione, ma avessi più fiducia in Dio. Mi disse: « Anch' io ho sofferto molto ». Ma io non ero molto convinta che lei avesse sofferto molto e le dissi: «A me sembra che tu non soffra per niente ». Ma Santa Teresa rispose assicurandomi che aveva sofferto molto e mi disse: « Sappia, sorella, che fra tre giorni lei risolverà la sua questione nel modo migliore». Dato che io non ero molto propensa a crederle, tutto ad un tratto si fece conoscere come santa. Allora la gioia inondò la mia anima e le dissi: « Tu sei santa? ». Ed essa mi rispose: « SI, sono santa ed abbi fiducia che quella questione la risolverai fra tre giorni ». E io le dissi: « Santa Teresina, dimmi, andrò in paradiso? ». Mi rispose: « Sorella, lei andrà in paradiso ». « E sarò santa? ». Mi rispose: « Sarai santa ». « Ma, Teresina, sarò santa come te, sugli altari? ». Ed essa mi rispose: « Sì, sarai santa come me, ma devi avere molta fiducia in Gesù ». E poi le chiesi se mio padre e mia madre andranno in paradiso, se [frase non ultimata]. Mi rispose: « Ci andranno». E domandai ancora: « E le mie sorelle ed i miei fratelli andranno in paradiso? ». Mi rispose che dovevo pregare molto per loro e non mi diede una risposta precisa. Compresi che avevano bisogno di molte preghiere. Questo è un sogno e come dice un proverbio polacco « Sen mara, a Bég wiara - il sogno è una chimera, mentre Dio è certezza ». Però, come mi aveva detto, il terzo giorno risolsi quella difficile questione con grande facilità. Per quanto concerne quella questione, si avverò tutto alla lettera come mi aveva detto. Questo è un sogno, ma ha avuto un suo significato.

Da un’altra parte Santa Faustina annota : Avverto bene che la mia missione non finirà con la mia morte, ma incomincerà. O anime dubbiose, solleverò per voi il velo del paradiso, per convincervi della bontà di Dio, perché non continuiate a ferire con la diffidenza il Cuore dolcissimo di Gesù.

Dio è amore e Misericordia! Una volta il Signore mi disse: « Il Mio Cuore è stato scosso da tanta compassione per te, bambina Mia carissima, quando ti ho vista ridotta a brandelli dal gran dolore che provavi, mentre deploravi i tuoi peccati. Ecco, io vedo il tuo amore così puro e sincero, che ti do la precedenza fra le vergini. Tu sei l' onore e la gloria della Mia Passione. Vedo ogni umiliazione della tua anima e nulla sfugge alla Mia attenzione. Innalzo gli umili fino al Mio trono, perché così voglio». O Dio Unico nella SS.ma Trinità! Desidero amarTi quanto ancora nessun anima umana Ti ha amato. Sebbene io sia particolarmente misera e piccolina, ho gettato l' àncora della mia fiducia molto profondamente nell' abisso della Tua Misericordia, o Dio e Creatore mio. Nonostante la mia grande miseria, non ho paura di nulla, ma ho fiducia di cantare eternamente l' inno della gloria. Nessun' anima deve avere dubbi finché vive, anche fosse la più miserabile. Ognuna può diventare una grande santa, poiché è grande la potenza della grazia di Dio. Concludendo possiamo dire che noi non preghiamo i "Santi" o i defunti e che questo non è neanche necessario in quanto come ci ricorda sant’Ambrogio "Cristo è la nostra bocca, con la quale parliamo al Padre; il nostro occhio, con il quale vediamo il Padre; la nostra mano destra con la quale ci offriamo al Padre. Senza questa mediazione non c' è nessuna possibilità di avvicinarsi a Dio, né a noi, né a nessun santo" (S. Ambrogio Liber de Isaac et Anima; cit. da: J. Rilliet, Le pierres d' achoppement, 1935, p.35). Ma riguardo alla intercessione ed alla mediazione occorre precisare quanto segue :

 

a) Mediazioni.

Nell' A.T. si riscontra qualche cosa di fermamente costante: la trascendenza di Dio, infinitamente elevato sopra l' uomo e sopra tutte le realtà cosmiche, ma anche la Sua condiscendenza per cui Dio non è lontano dall' uomo e dalla sua storia. Anzi Dio è sempre vicino all' uomo. Dio e i Patriarchi operano senza alcun intermediario. Tuttavia la figura misteriosa di Melchisedec che come sacerdote dell' Altissimo benedisse Abramo (cf Gen 14,18), la scala di Giacobbe popolata di Angeli che salivano e scendevano dal cielo alla terra (cf Gen 28,12) proludevano ad un abbozzo del sistema di mediazione che vigerà nella economia della salvezza.

b) Intercessione.

Tali protagonisti (ossia Melchisedec, Angeli, ...) esercitano la mediazione di intercessori. Teniamo presente che la mediazione e l' intercessione si completano. Così Abramo tenta di ottenere da Dio il perdono di Sodoma e intercede per la salute di Abimelek di Gerar (cf Gen 18,22-32; 20,17). Ugualmente Giuseppe è motivo di salvezza per i suoi fratelli e per la famiglia di Putifarre (Gen 39,3).

- Con l' elezione, il popolo di Israele ha bisogno di una maggiore quantità di mediatori che lo rappresentino davanti a Dio. Dopo che l' esilio babilonese aveva provocato la sgretolazione di tutte le istituzioni comunitarie, il giudice e sacerdote Eli potè dire angosciato: "Se l' uomo peccherà contro Jahwè, chi intercederà per lui?" (1 Sam 2,25).

- Il primo e più grande mediatore dell' A.T. è Mosè.

Le diverse fonti e tradizioni ci hanno trasmesso la complessa e difficile missione mediatrice di Mosè: le mani alzate nella preghiera mentre Giosuè combatteva contro Amalek (cf Es 17,11).
Dopo Mosè, i Giudici e i Re, i sacerdoti ed i profeti furono mediatori e intercessori a favore del popolo.
La mediazione-intercessione sacerdotale fu soprattutto ascendente (dal popolo a Dio), mentre quella dei profeti (bocca di Dio) fu principalmente discendente, come apportatrice di rivelazione.
- Fino ad un' epoca molto tardiva, non vi sono allusioni agli Angeli mediatori.

L’Apostolo Paolo domanda ai fedeli orazioni per sè e per gli altri (Rm 15,30; Ef 6,18-19).
In 1 Tm 2,1-6, dice: "... la preghiera infatti, è cosa buona e accetta al Salvatore nostro Dio, il quale vuole che tutti gli uomini si salvino e giungano alla cognizione della verità".
La preghiera dei fedeli è utile non soltanto ai vivi, ma giova pure ai morti. Perciò l' Apostolo, riconoscente per i benefici ricevuti dal defunto Onesiforo, cristiano di Efeso, per lui prega "che il Signore gli doni di trovare misericordia presso Dio in quel giorno" (2 Tm 1,18). S. Giacomo insiste: "Pregate l' uno per l' altro per essere salvi; molto può la preghiera intensa del giusto" (Gc: 5,16).

Da quanto detto, e conoscendo ormai bene la distinzione tra adorazione e venerazione, possiamo dedurre che la parola "pregare", intesa nel senso vero e profondo, definisce essenzialmente il nostro modo di rivolgerci a Dio. Non si possono pregare i Santi nello stesso modo con cui si prega Dio. Essi sono più vicini a Dio, e, quindi, possono intercedere efficacemente presso di Lui per noi. Infatti, i Santi sono in cielo con Cristo: "Chi ama la propria vita la perderà. Chi è pronto a perdere la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire mi segua, e dove sono io ci saranno anche quelli che mi servono. E CHI SERVE ME SARA’ ONORATO DAL PADRE" (Gv 12,26).
QUANTO ONORE, VENERAZIONE, RISPETTO, AMORE NON DOVREMO DARE NOI AI GIUSTI SANTI SE IL PADRE CELESTE LI ONORA?

Gv 17,24: "Padre, voglio che dove sono io siano anche quelli che tu mi hai dato, perché vedano la gloria che Tu mi hai dato: Infatti, Tu mi hai amato prima della creazione del mondo". 2 Cor 5,6-8: "Coraggio, dunque. E' certo che finché viviamo in questa vita terrena siamo lontani da Casa (Paradiso), lontani dal Signore... Però abbiamo fiducia e preferiamo lasciare questa vita pur di essere vicini al Signore". Fil 1,23-34: "Sono spinto da opposti desideri: da una parte desidero lasciare questa vita per essere con Cristo, e ciò sarebbe certamente per me la cosa migliore; dall' altra è molto più utile per voi che io continui a vivere. Questa intercessione o mediazione dei Santi NON INTACCA MINIMAMENTE la posizione di Gesù Cristo quale unico mediatore fra Dio e gli uomini (1 Tm 2,5). Infatti tutte le preghiere che sono rivolte a Dio - comprese quelle della intercessione dei Santi - sono tutte rivolte a Lui per mezzo del nostro Signore Gesù Cristo". Così ha sempre pregato e continua a pregare la S. Madre Chiesa.
Queste precisazioni restano sempre vere, anche quando un fedele, per ignoranza o per semplicità, dovesse intendere o fare diversamente. La Chiesa interviene ed è sempre intervenuta per correggere qualunque deviazione al riguardo. (da Il Culto dei Santi e la comunione dei Santi a cura di fra Tommaso Maria di Gesù dei frati minori rinnovati)

Quindi l’unico mediatore fra noi e il Padre è Gesù ma noi tutti come comunità dei salvati sia che ci troviamo in questa vita che nell’altra siamo uniti nello Spirito Santo e tutti insieme preghiamo il Padre affinché possiamo ritrovarci al suo cospetto a lodarlo e benedirlo ed amarlo per quello che merita il nostro Dio così Grande e Misericordioso. A lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Leggi tutto...

Preghiere nel giorno del proprio onomastico

NEL GIORNO DELL' ONOMASTICO
O Dio, Padre buono, che chiami ciascuno per nome,
aiutami a crescere nella fede, nella speranza e nell' amore,
con l' esempio e l' intercessione di San.........
che mi fu dato come patrono.
Fa che io sappia assumere pienamente gli impegni battesimali,
e riconoscere in ogni momento della vita i segni del tuo Spirito,
che mi hai donato in Cristo Gesù nostro Signore. Amen.

Leggi tutto...

Coroncina del fateci santi

LA DEVOZIONE ALLA SACRA FAMIGLIA

La devozione alla Sacra Famiglia è una volontà ferma, risoluta ed efficace di fare tutto ciò che piace a Gesù, Maria e Giuseppe e di fuggire ciò che possa loro dispiacere.

Essa ci porta a conoscere, amare ed onorare nel miglior modo possibile la Famiglia di Nazareth per meritarcene i fàvori, le grazie, le benedizioni, il patrocinio, ed è perciò la devozione per noi più efficace, più dolce e più tenera.

La devozione più efficace

Chi mai in cielo e in terra è più potente della Sacra Famiglia? Gesù Cristo-Dio è onnipotente come il Padre. Egli è la sorgente di ogni favore, il padrone di ogni grazia, il datore di ogni dono perfetto; come Uomo-Dio è l' avvocato per eccellenza, che in ogni momento intercede per noi presso Dio Padre.

Maria e Giuseppe per l' altezza della loro santità, per l' eccellenza della loro dignità, per i meriti che acquistarono nel perfetto compimento della loro missione divina, per i vincoli che li stringono alla SS. Trinità, godono presso il trono dell' Altissimo una potenza di intercessione infinita; e Gesù, riconoscendo in Maria sua Madre e in Giuseppe il suo custode, a tali intercessori, nulla mai nega.

Gesù, Maria e Giuseppe, padroni delle divine grazie possono aiutarci in qualsiasi bisogno, e chi li prega ottiene tatto e tocca con mano che la devozione alla Sacra Famiglia è fra le più efficaci, effìcissimta.

La devozione più dolce

Gesù Cristo è nostro fratello, nostro capo, nostro Salvatore e nostro Dio; Egli ci amò tanto che morì sulla croce, ci diede se stesso nell' Eucarestia, ci lasciò sua Madre come Madre nostra, ci destinò come protettore il suo stesso custode; e ci ama tanto che è sempre pronto a darci ogni grazia, ad ottenerci ogni favore dal suo divin Padre, perciò ha detto: «Tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, tutto vi sarà dato».

Maria ci è due colte Madre: tale divenne quando diede al mondo Gesù, nostro fratello primogenito e quando ci generò fra i dolori sul Calvario. Ella ha un Cuore tutto simile al Cuore di Gesù e ci ama immensamente.

Grande è anche l' amore che ci porta San Giuseppe come a fratelli di Gesù e a figli di Maria, come a devoti consacrati. E non è forse la cosa più dolce intrattenersi con delle persone che ci amano e che ci vogliono fare molto bene? Ma chi può mai amarci e farci più bene di Gesù, Maria e Giuseppe, i quali ci amano infinitamente e sogliono fare tutto per noi?

La devozione più tenera

I Cuori antantissimi di Gesù, Maria e Giuseppe tanto più si sentono intenerire verso di noi, quanto più grandi sotto le nostre miserie spirituali e temporali; allo stesso modo che una madre più si intenerisce, quanto più grave è il pericolo in cui versa un suo figlio.

La sacra Famiglia non solo può e vuole aiutarci, ma è trascinata a soccorrerci dalla sua tenerezza e dai molti bisogni che ci circondano, perché essa in ogni momento scorge in noi dei membri e dei figli suoi carissimi, e vede in quali strettezze e in quali pericoli viviamo. Questo affaccendarsi di Gesù, Maria e Giuseppe per aiutarci nelle nostre molteplici miserie, non è forse la cosa più tenera, la più consolante? Sì, nella devozione alla Sacra Famiglia, si trova davvero il balsamo del conforto e della consolazione per i nostri cuori!

CONSACRAZIONE ALLA SACRA FAMIGLIA

(Approvata dal Papa Alessandro VII, 1675)

Gesù, Maria, Giuseppe, che avete composto la più casta, la più perfetta, la più Santa Famiglia che ci sia mai stata, per essere il modello di tutte le altre, io (nome) alla presenza della Santissima Trinità, Padre e Figlio e Spirito Santo e di tutti i Santi e Sante del Paradiso, oggi scelgo voi e i santi Angeli per miei protettori, patroni e avvocati e mi dono e consacro interamente a voi, facendo un fermo proposito e una forte risoluzione di non abbandonarvi mai né di permettere che sia detta o fatta alcuna cosa contro il vostro onore, per quanto è in mio potere. Vi supplico dunque di ricevermi per vostro servitore, o servo perpetuo; assistetemi in tutte le mie azioni e non abbandonatemi nell' ora della morte. Amen.

Leggi tutto...

Coroncina del fateci santi

CORONCINA DEL "FATECI SANTI"

Fu composta da San G. Cottolengo e giova a togliere il pregiudizio che la santità sia troppo difficile e quasi impossibile a conseguirsi: molti non vi aspirano, anzi credono di peccare di superbia coltivandone il desiderio. San Paolo ci ricorda: «È volontà di Dio che vi facciate santi». Recitiamo con fervore questa coroncina e sentiremo il desiderio di diventare santi e di praticare ciò che è necessario: otterremo così dalla Regina di tutti i Santi le grazie necessarie per realizzare questo desiderio. Si recita sulla corona del Rosario.

- 0 Dio, vieni a salvarmi...

- Signore, vieni presto in mio aiuto.

- Gloria al Padre...

Sui grani piccoli:

- Vergine Maria, Madre di Gesù, fateci santi.

sui grani grossi:

- Gloria al Padre...

Leggi tutto...

Colletta a Santo Curato d Ars

COLLETTA DELLA MEMORIA LITURGICA
AL SANTO CURATO D' ARS

4 agosto

O Dio onnipotente e misericordioso,
che in San Giovanni Maria Vianney,
ci hai offerto un mirabile pastore,
pienamente consacrato al servizio del tuo popolo,
per la sua intercessione e il suo esempio
fa che dedichiamo la nostra vita per guadagnare a Cristo i fratelli
e godere insieme con loro la gioia senza fine.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio che è Dio
e vive e regna con te nell’unità dello Spirito Santo
per tutti i secoli dei secoli.
Amen.

Leggi tutto...

Preghiera a sant Andrea Avellino

PREGHIERE A SANT' ANDREA AVELLINO

protettore contro la morte improvvisa

Nel nome del padre...

I. Gloriosissimo Sant' Andrea Avellino, che siete venerato come protettore contro la morte improvvisa, fiduciosamente vi preghiamo di preservarci da un male così pericoloso e frequente.

Padre nostro, Ave, Gloria.

-Per intercessione di Sant' Andrea

-O Signore, liberaci dalla morte improvvisa.

II. Gloriosissimo Santo, se mai per giusti giudizi di Dio dovessimo essere colpiti da malattie che mettono improvvisamente in pericolo la nostra vita, vi preghiamo di ottenerci almeno tempo di ricevere i santi Sacramenti e morire in grazia di Dio.

Padre nostro, Ave, Gloria.

- Per intercessione di Sant' Andrea

- O Signore, liberaci dalla morte improvvisa.

III. Gloriosissimo santo, che patiste prima di morire, per gli assalti del demonio, una fiera agonia, dalla quale vi liberarono la beatissima Vergine e san Michele Arcangelo: devotamente vi preghiamo di aiutarci nel punto tremendo della morte nostra. Padre nostro, Ave, Gloria.

 

-Per intercessione di Sant' Andrea

-O Signore, liberaci dalla morte improvvisa.

COLLOQUIO

 

Amorosissimo santo, che con due voti così sublimi, uno di crescere ogni giorno nella perfezione e l' altro di negare ogni cosa anche minima alla vostra volontà; e con tante fatiche sostenute, fino allo spargimento del sangue, a gloria di Dio e per la salute delle anime, nella riforma dei monasteri, nella santificazione dei popoli, nella conversione dei peccatori con la parola, con gli scritti, con le orazioni, con l' esempio: vi meritaste ancora vivente che Gesù Cristo vi mandasse i suoi angeli ad assistervi, i suoi santi a visitarvi, la sua dolcissima madre a consolarvi e che Egli stesso venisse a beatificarvi; Voi che foste arricchito dì lumi celesti e profetici, della cognizione delle cose segrete e lontane, della potenza di far miracoli sino a risuscitare i morti: assisteteci presso il clementissimo Signore, perché salvi queste anime nostre redente col suo preziosissimo sangue. E perché conosciamo che a perderle non vi è cosa più facile della morte improvvisa oggi tanto frequente! vi supplichiamo a difendercene come protettore; sicché, muniti dei santissimi Sacramenti e con la perfetta contrizione dei nostri peccati, possiamo passare all' altra vita, dove speriamo in vostra compagnia di amare e benedire Iddio per i secoli eterni. Così sia.

A te della Lucania

A te della Lucania preclaro figlio e vanto si innalza il nostro canto sull' ali dell' amor.

Salve, deh salve o inclito serafico Avellino del tuo ardor divino infiamma i nostri cuor, infiamma i nostri cuor.

 

Dispregiator magnanimo del mondo traditore sol vivi per l’amore del mondo di lassù.

Ascendere, ascendere ognor e senza posa all’ardua e luminosa vetta della virtù.

 

Leggi tutto...

A Sant Agnese

A SANT' AGNESE

O vergine e martire, Sant' Agnese,

che ancora adolescente, sei stata così affascinata dall' amore di Cristo, da preferirlo ad ogni altro progetto terreno, fino ad accettare il martirio per non tradirlo, ti supplichiamo di intercedere per noi presso Colui che sceglie le creature più miti e più deboli per confondere la potenza del mondo.

Ottienici di credere che la vita non è perduta ma guadagnata, quando è donata all' amore di Cristo;

supplica per tutti, ma specialmente per le giovani e i giovani, la stima, il coraggio, la gioia della castità;

invocaci dalla sapienza dello Spirito la chiarezza della fede per riuscire a compiere anche oggi scelte generose in risposta alle chiamate di Dio;

prega perché possiamo sentire sempre vicino, anche nei momenti delle prove più dure, quel Gesù che è morto per noi e ha dato a te la forza di morire per Lui, a lode della gloria di Dio, il Padre. Amen.

(composta da Mons. Giovanni Saldarini Arcivescovo di Torino)

Leggi tutto...

Atto di Affidamento a sant'Antonio

Atto di affidamento a Sant’Antonio di Padova

O caro sant’Antonio, lungo il cammino di questa vita, con le sue asperità e i suoi ostacoli, io mi raccomando alla tua potente intercessione e riconoscendo la tua opera di bontà nei confronti dei tuoi devoti, mi affido fiduciosamente a te per tutto il corso della mia vita.

A te affido tutto me stesso, la mia famiglia e i miei cari. Ti chiedo che ci preservi da ogni male e che tu ci sia guida verso la casa del Padre, nel fedele compimento dei suoi voleri, in una fede pura e semplice nella serenità del corpo e dello spirito e nella pace che solo Dio pu= dare.

Degnati di accogliere la mia preghiera e di farmi giungere nella dimora celeste dove tu contempli la gloria di Dio con tutti i santi per tutti i secoli dei secoli. Amen

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS