Preghiere Gesù Crocifisso (35)

ORAZIONE ALLA PIAGA DELLA SPALLA DI NOSTRO SIGNORE

Gesù abbraccia la CroceORAZIONE ALLA PIAGA DELLA SPALLA DI NOSTRO SIGNORE

S.Bernardo di Chiaravalle in preghiera chiese a Nostro Signore quale fosse stato il maggior dolore sofferto nel corpo durante la sua passione. Gli fu risposto: "lo ebbi una piaga sulla spal­la, profonda tre dita, e tre os­sa scoperte per portare la croce, questa piaga mi ha dato maggior pena e dolore di tutte le altre e dagli uomi­ni non è conosciuta. Ma tu ri­velala ai fedeli cristiani e sap­pi che qualunque grazia che mi chiederanno in virtù di questa piaga verrà loro concessa; ed a tutti quelli che per amore di Essa mi onoreranno con tre Pater, Ave e Gloria al giorno, per­donerò i peccati veniali, non ricorderò più i mortali e non morranno di morte subita­nea, ed in punto di morte sa­ranno visitati dalla Beata Ver­gine e conseguiranno anco­ra la grazia e misericordia".

ORAZIONE

Dilettissimo Signore Ge­sù Cristo, mansuetissimo Agnello di Dio, io povero peccatore, adoro e venero la Santissima tua Piaga che ricevesti sulla Spalla nel portare   la   pesantissima

Croce al Calvario nella qua­le restarono scoperte tre sacratissime Ossa, tolle­rando in essa un immenso dolore: ti supplico in virtù e meriti di detta Piaga ad avere di me misericordia col perdonarmi tutti i miei peccati sia mortali che ve­niali e ad assistermi nell'o­ra della morte, e di condur-mi nel tuo Regno beato. Amen.

3 Padre nostro,

Ave, o Maria, Gloria al Padre.

Leggi tutto...

Via Crucis

VIA CRUCIS

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

 

Prima di meditare sulla passione di Gesù, riconosciamoci umilmente peccatori dinnanzi a Dio e purifichiamoci dai nostri peccati.

 

(Pausa di silenzio)

 

AD OGNI STAZIONE:

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

 

DOPO OGNi STAZIONE:

 

"Eterno Padre, riceve. te, per mezzo del Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, il Sangue divino che Gesù Cristo Figlio vostro ha sparso nella sua Passione: per le sue Piaghe, per il suo Capo trapassato di spine per il suo Cuore, per tutti i Meriti suoi divini perdonate alle anime e salvatele".

 

"Sangue divino del mio Redentore, io ti adoro con profondo rispetto e grande amore e per riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime".

 

Gesù, Maria vi amo! Salvate anime e salvate i consacrati.

 

Padre nostro,

Ave, o Maria,

Gloria al Padre.

Canto Ti saluto, o croce santa

 

 

Ritornello

Ti saluto, o croce santa, che portasti il Redentor; gloria, lode, onor ti canta ogni lingua ed ogni cuor .

 

Sei vessillo glorioso di Cristo, sua vittoria e segno d' amor:

il suo sangue innocente fu visto come fiamma sgorgare dal cuor.

 

Tu nascesti fra braccia amorose d' una vergine Madre, Gesù. Tu moristi fra braccia pietose d' una croce che data ti fu.

 

O Agnello divino immolato sulla croce crudele, pietà!

Tu, che togli dal mondo il peccato, salva l' uomo che pace non ha.

 

Del giudizio nel giorno tremendo sulle nubi del cielo verrai; piangeranno le genti vedendo qual trofeo di gloria sarai.

 

 

PRIMA STAZIONE

Gesù e condannato a morte.

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

 

Pilato, riuniti i sommi sacerdoti, le autorità e il popolo, disse: "Mi avete portato quest' uomo come sobillatore del popolo; ecco, l' ho esaminato davanti a voi, ma non ho trovato in lui nessuna colpa di quelle di cui l' accusate; e neanche Erode, infatti ce l' ha rimandato. Ecco, egli non ha fatto nulla che meriti la morte. Perciò dopo averlo severamente castigato, lo rilascerò". Ma essi si misero a gridare tutti insieme: "A morte costui! Dacci libero Barabba! ' , Questi era stato messo in carcere per una sommossa scoppiata in città e per omicidio.

Pilato parlò loro di nuovo, volendo rilasciare Gesù. Ma essi urlavano: "Crocifiggilo, crocifiggilo!" Ed egli, per la terza volta, disse loro: "Ma che male ha fatto costui? Non ho trovato nulla in lui che meriti la morte. Lo castigherò severamente e poi lo rilascerò". Essi però insistevano a gran voce, chiedendo che venisse crocifisso; e le loro grida crescevano. Pilato allora decise che la loro richiesta fosse eseguita. Rilasciò colui che era stato messo in carcere per sommossa e omicidio e che essi richiedevano, e abbandonò Gesù alla loro volontà." (Lc23,13-25).

 

Ascolta come pronuncia. no contro di me la sentenza di morte. Considera con quale silenzio, con quale pazienza e con quale mansuetudine la riceve il mio Cuore. Anime che cercate d' imi. tare la mia condotta, imparate a mantenere il silenzio e la serenità di fronte a ciò che vi mortifica e contraria.

 

Padre nostro,

Ave, o Maria, Gloria al Padre.

 

Abbi pietà di noi, Signore. Abbi pietà di noi.

 

Santa Madre, deh! Voi fate Che le piaghe del Signore, Siano impresse nel mio cuore.

 

"Eterno Padre, ricevete, per mezzo del Cuore Immacolato e Addolorato di Maria, il Sangue divino che Gesù Cristo Figlio vostro ha sparso nella sua Passione: per le sue Piaghe, per il suo capo trapassato di spine, per il suo Cuore, per tutti i meriti suoi divini perdonate alle anime e salvatele".

 

"Sangue divino del mio Redentore, io ti adoro con profondo rispetto e grande amore, per riparare gli oltraggi che ricevi dalle anime".

 

 

Gesù, Maria vi amo! Salvate anime e salvate i consacrati.

SECONDA STAZIONE

Gesù prende la croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua Santa Croce hai redento

il mondo.

Gesù dice: "Se qualcuno vuoi venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà" (Lc 9,23-24).

Guarda la Croce che mettono sulle mie spalle. Il suo peso è grande, ma l' amore che sento verso le anime è molto più grande.

Anime che mi amate, confrontate la vostra sofferenza con l' amore che mi portate e non permettete che l' abbattimento spenga la fiamma di questo amore.

TERZA STAZIONE

Gesù cade la prima volta.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua Santa Croce hai redento

il mondo.

"Voi tutti che passate per la via, considerate e osservate se c' è un dolore simile al mio dolore, al dolore che ora mi tormenta". (Lamentazioni 1,12)

 

Il peso della Croce mi fa cadere a terra, ma lo zelo per la salvezza delle anime mi fa risollevare, prendere nuovamente animo e proseguire il cammino. Anime che ho invitato a dividere il peso della mia Croce, vedete un po' se il vostro zelo per le anime vi infonde nuova energia per andare avanti nel cammino dell' abnegazione e della rinuncia di voi stesse, oppure se il soverchio amor proprio atterra le vostre forze e non vi lascia sopportare il peso della Croce.

 

QUARTA STAZIONE

Gesù incontra sua madre.

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

 

Simeone li benedisse e parlò a Maria, sua madre: «Egli è qui per la rovina e la risurrezione di molti in Israele, segno di contraddizione Perché siano svelati i pensieri di molti cuori. E anche a te una spada trafiggerà l' anima. (Lc 2,34-35)

...Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. (Lc 2,34-35; 1.38)

 

Gesù, pur soffrendo così atrocemente, hai avuto un grande conforto. Ti sei incontrato, occhi negli occhi, con tua Madre, che ti stava seguendo. La sua vicinanza si trasforma ora in un incontro reale. Lei non ti ha tolto la Croce dalle spalle, ma per il tuo ulteriore cammino, è stato importante per te l' averla incontrata. O Maria, questo momento è stato reso possibile, perché sei stata fedele e perché non ti sei sottratta alla sofferenza personale, ne hai avuto timore nel vedere le sofferenze del tuo Figlio. Grazie, perché con la tua mano delicata, accarezzandolo, gli hai dato coraggio. Grazie, Gesù, che hai contraccambiato con la dolcezza la dolcezza di tua Madre. Tu sapevi quanto lei soffriva. Gesù e Maria, grazie del vostro camminare insieme attraverso la sofferenza. Gesù, ti prego adesso, insieme a Maria, per tutti i papà e le mamme che soffrono a causa dei loro figli. Ti prego per quelli che non si possono più incontrare, perché ne sono impediti dalle ingiustizie umane e dalle persecuzioni. Ti prego inoltre per quelli che non desiderano incontrarsi

 

più, perché in loro l' amore e la fiducia sono venuti completamente a mancare. O Maria, Madre cara, posa la tua mano affettuosa su tutti coloro che ti cercano, e anche su coloro che non Ti cercano, perché è peno. so essere senza mamma. Ottieni a tutte le mamme dl essere fedeli alla loro maternità. Abbraccia e rinnova ognuno di noi e tutta la Chiesa, poiche la Chiesa guarda a te come a Stella di ultima salvezza. Amen. Qui incontro la mia Santissima e diletta Madre. Considera il martirio che soffrono i nostri due Cuori! Tuttavia il dolore dell' uno e dell' altro si uniscono vicendevolmente e l' amore, per quanto doloroso, trionfa. Anime che camminate per lo stesso sentiero e che avete di mira gli stessi intenti, la vista delle vostre sofferenze vicendevolmente vi animi e vi fortifichi affinché l' amore trionfi. L ' unione nel dolore vi sostenga, e vi faccia abbracciare generosamente le spine del cammino.

 

Qui incontro la mia Santissima e diletta Madre. Considera il martirio che soffrono i nostri due Cuori! Tuttavia il dolore dell' uno e dell' altro si uniscono vicendevolmente e l' amore, per quanto doloroso, trionfa.

Anime che camminate per lo stesso sentiero e che avete di mira gli stessi intenti, la vista delle vostre sofferenze vicendevolmente vi animi e vi fortifichi affinché l' amore trionfi. L ' unione nel dolore vi sostenga, e vi faccia abbracciare generosamente le spine del cammino.

 

QUINTA STAZIONE

Il cireneo aiuta Gesù

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua Santa Croce hai redento

il mondo.

 

Mentre lo conducevano via, presero un certo Simone di Cirene, che veniva dalla campagna e gli misero addosso la croce da portare dietro a Gesù (Lc 23,26).

 

Considera come Simeone di Cirène accetta questo peso crudele e penoso per un meschino interesse e come il mio Corpo va perdendo le forze.

O anime, se vi vengono meno le forze alla vista della lotta continua contro la propria natura, considerate che portate la mia Croce non già per un piccolo premio o per un godimento terreno e passeggero, ma per acquistare la vita eterna e per procurare la stessa felicità ad altre anime.

 

SESTA STAZIONE

La Veronica asciuga il a volto di Gesù.

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

 

Non ha apparenza ne bellezza per attirare i nostri sguardi, non splendore per provare in lui diletto. Disprezzato e reietto dagli uomini, uomo del dolori che ben conosce il patire, come uno davanti al quale ci si copre la faccia era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima (Is 53,2-3).

 

Considera la carità con cui questa donna (la Veronica) viene a tergere il mio volto, e come per amore vince ogni rispetto umano. Ah! non permettete che un futile timore di perdere la reputazione O la fama vi impedisca ora di tergere il mio volto con atti di generosità e di amore! Vedete come il sangue lo inonda!

 

SETTIMA STAZIONE

Gesù cade la seconda volta.

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

 

Noi tutti eravamo sperduti come un gregge, ognuno di noi seguiva la sua strada; il

Signore fece ricadere su di lui l' iniquità di noi tutti. Maltrattato, si lasciò umiliare e non aprì la sua bocca; era come agnello condotto al macello, come pecora muta di fronte ai suoi tosatori, e non aprì la sua bocca (Is 53,6-7).

La Croce va esaurendo le mie forze. Il cammino è lungo e penoso; nessuno si avvicina per porgermi aiuto: e il mio affanno è tale che cado una seconda volta. Anime che camminate alla mia sequela, non perdetevi di coraggio se nella vostra vita senza consolazioni umane e piena di aridità vi vedete private di ogni consolazione spirituale. Prendete animo alla vista del vostro Modello sul cammino del Calvario. Vedete, è la seconda volta che cade, ma si rialza e prosegue il cammino fino al termine. Se volete attingere un po' di forza, venite e baciategli i piedi!

OTTAVA STAZIONE.

Gesù incontra alcune donne piangenti.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

Lo seguiva una gran folla di popolo e di donne che si battevano il petto e facevano lamenti su di lui. Ma Gesù,

voltandosi verso le donne, disse: «Figlie di Gerusalemme, non piangete su di me, ma piangete su voi stesse e sui vostri figli. Ecco, verranno giorni nei quali si dirà: Beate le sterili e i grembi che non hanno generato e le mammelle che non hanno allattato. Allora cominceranno a dire ai monti: Cadete su di noi! e ai colli: Copriteci! Perché se trattano così il legno verde, che avverrà del legno secco?». (Lo 23,27-31)

Vedendomi in tale stato di ignominia le donne di Gerusalemme piangono.

Il mondo piange dinanzi alla sofferenza: ma lo vi dico, o anime che mi seguite per il cammino stretto, che un giorno, il mondo vi vedrà camminare per ampie e fiorite praterie, mentre lui ed i suoi seguaci cammineranno sopra il fuoco che essi stessi si preparano coi loro godimenti.

 

NONA STAZIONE

Gesù cade la terza volta.

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua Santa Croce hai redento

il mondo.

Noi che siamo i forti abbiamo il dovere di Sopportare l' infermità dei deboli, senza i compiacere noi stessi. Ciascuno di noi cerchi di com

piacere il prossimo nel bene, per edificarlo. Cristo infatti non cercò di piacere a se stesso, ma come sta scritto: "gli insulti di coloro che ti insultano, sono caduti sopra di me" (Am 15,1-3).

 

Considera che quasi sono prossimo al Calvario e cado per la terza volta. Così darò forza a quelle povere anime che, in pericolo di morte eterna, si ravvederanno col sangue delle ferite che produce questa terza caduta: otterrò loro grazia per rialzarsi e giungere ad ottenere la vita eterna. Anime che desiderate imitarmi, non ricusate mai il più piccolo atto, anche se vi produce nuove ferite. Non importa! Questo sangue darà la vita ad un' anima! Imitate il vostro Gesù che avanza verso il calvario!

 

DECIMA STAZIONE

Gesù viene spogliato

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

 

l soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne fecero quattro parti, una per ciascun soldato e la tunica. Ora quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d' un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca. Così si adempiva la Scrittura:

"Si son divise tra loro le mie vesti e sulla mia tunica han gettato la sorte". E i soldati fecero proprio così. (Gv 19,23-24)

 

Considera con quanta crudeltà mi spogliano delle vesti! Contempla come lo rimango in silenzio e in un totale abbandono! Lasciatevi spogliare di quanto possedete, sia dei beni che della propria volontà. In cambio lo vi rivestirò con la tunica della purezza e coi tesori del mio Cuore.

 

UNDICESIMA STAZIONE

Gesù è inchiodato alla croce

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua Santa Croce hai redento

il mondo.

 

"Giunti sul luogo detto Cranio, là crocifissero lui e i due malfattori, uno a destra e l' altro a sinistra. Gesù diceva: Padre perdonali perché non sanno quello che fanno" (Lc 23,33-34).

 

Già sono giunto sulla cima dove mi daranno la morte. Già mi stendono e mi inchiodano sulla Croce! Non ho più nulla. Neppure la libertà di muovere una mano, un piede. Non sono i chiodi che mi trattengono, ma l' amore! Perciò dalle mie labbra non cade ne un lamento ne un sospiro. Voi siete inchiodati sulla croce esiste trattenuti dai chiodi? Non lagnatevi, non mormorate quando questi chiodi benedetti vi lacerano le mani e i piedi. Venite e baciate i Miei: qui troverete la forza!

 

DODICESIMA STAZIONE

Gesù muore dopo tre ore di agonia.

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché Con la tua Santa CroCe hai redento il mondo.

 

"Venuto mezzogiorno, si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. "Alle tre Gesù gridò con voce forte: Eloì, Eloì, lemà sabactàni? , che significa: Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato? Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: "Ecco, chiama Elia!". Uno corse a inzuppare di aceto una spugna e, postala su una canna, gli dava da bere, dicendo: "Aspettate, vediamo se viene Elia a toglierlo dalla croce". Ma Gesù, dando un forte grido, spirò.(Mc 15,33-37)

 

La Croce è la mia compagna sul cammino del Calvario, sulla Croce esàlo l' ultimo respiro.

 

Anime che avete avuto la croce per compagna inseparabile durante la vostra vita, siate certe che su di essa esalerete il vostro ultimo respiro: ma è anche certo che essa sarà la porta per cui entrerete alla vita. Baciate costantemente questo pegno sacro e benedetto: abbracciatelo con tenerezza ed amatelo come Il più grande dei vostri tesori.

 

TREDICESIMA STAZIONE

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché Con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

 

"C' era un uomo di nome Giuseppe, membro del sinedrio, persona buona e giusta. Non aveva aderito alla decisione e all' operato degli altri. Egli era di Arimatea, una città di Giudei, e aspettava il regno di Dio. Si presentò a Pilato, chiese il corpo di Gesù. E lo calò dalla croce" (Lc 23,50-53).

 

Considera la carità con cui Giuseppe d' Arimatea si incarica di calare il mio Corpo dalla Croce. Lo depone fra le braccia di mia Madre. Essa lo adora e lo bacia; la scia cadere le sue lacrime sul mio volto e su tutte le mie membra. Poi lo consegna a quelli che dovranno imbalsamarlo e deporlo nel sepolcro.

O anime tutte venite. Prendete il mio corpo, imbalsamatelo con gli aromi delle vostre virtù! Adorate le sue piaghe! Baciatele e lasciate che le vostre lacrime cadano sul mio volto! E poi mettetemi nel sepolcro del vostro cuore.

E dite anche una parola di conforto alla cara Madre mia e vostra.

 

QUATTORDICESIMA STAZIONE

Gesù viene deposto nel sepolcro.

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo. Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

 

"Giuseppe, preso il corpo di Gesù, lo avvolse in un candido lenzuolo e lo depose nella sua tomba nuova che si era fatta scavare nella roccia; rotolata poi una gran pietra sulla porta del sepolcro, se ne andò." (MI27,59-60).

 

Considera con quanta delicatezza mi mettono nel sepolcro. È nuovo e quindi puro senza la più leggera macchia.

Anime che mi siete unite cercate tutte le delicatezze che vi suggerirà l' amore, affinché il vostro cuore sia

 

puro e ben adorno per seppellirmi nell' amore tenero, forte, costante e generoso. Ora bacia e adora le mie Piaghe, e recita il "Miserere",

 

SALMO 50 (miserere)

 

1) Pietà di me,

o Dio, secondo la tua misericordia;

nel tuo grande amore cancella il mio peccato.

 

2) Lavami da tutte le mie colpe,

mondami dal mio peccato. Riconosco la mia colpa

il mio peccato mi sta sempre dinanzi.

 

3) Contro di te, contro te solo ho peccato,

quello che è male ai tuoi occhi, io l' ho fatto;

perciò sei giusto quando parli,

retto nel tuo giudizio.

 

4) Ecco, nella colpa sono stato generato,

nel peccato mi ha concepito mia madre.

Ma tu vuoi la sincerità del cuore

e nell' intimo m' insegni la sapienza.

 

5) Purificami con issòpo e sarò mondato;

lavami e sarò più bianco della neve.

Fammi sentire gioia e letizia,

esulteranno le ossa che hai spezzato.

 

6) Distogli lo sguardo dai miei peccati, cancella tutte le mie colpe.

Crea in me, o Dio, un cuore puro,

rinnova in me uno spirito saldo.

7) Non respingermi dalla tua presenza

e non privarmi del tuo santo spirito.

Rendimi la gioia di essere salvato,

sostieni in me un animo generoso.

8) Insegnerò agli erranti le tue vie e i peccatori a te ritorneranno.

Liberami dal sangue, Dio, Dio, mia salvezza,

la mia lingua esalterà la tua giustizia.

 

9) Signore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lode;

poiché non gradisci il sacrificio

e se offro olocausti, non li accetti.

 

10) Uno spirito contrito

è sacrificio a Dio,

un cuore affranto e umiliato tu, o Dio, non disprezzi.

 

11) Nel tuo amore fa' grazia a Sion, rialza le mura

di Gerusalemme.

 

12) Allora gradirai i sacrifici prescritti,

l' olocausto e l’intera oblazione,

allora immoleranno vittime sopra il tuo altare.

 

Padre nostro, Ave, o Maria, Gloria al Padre.

 

(secondo le intenzioni del Papa)

 

Ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo.

Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo.

 

"Passato il sabato, all' alba del primo giorno della settimana, Maria di Màgdala e l' altra Maria andarono a visitare il sepolcro. Ed ecco che vi fu un gran terremoto: un angelo del Signore, sceso dal cielo, si accostò, rotolò la pietra e si pose a sedere su di essa. Il suo aspetto era come la folgore e il suo vestito bianco come la neve. Per lo spavento che ebbero di lui le guardie tremarono tramortite. Ma l' angelo disse alle donne: Non abbiate paura! So che cercate Gesù, il crocifisso. Non è qui. È risorto, come aveva detto; venite a vedere il luogo dove era deposto. Presto, andate a dire ai suoi discepoli: E risuscitato dai morti e ora vi precede in Galilea; là lo vedrete. Ecco, io ve l' ho detto" (M t 28.1-7).

Leggi tutto...

San Paolo della Croce

San Paolo della Croce

Nacque da Luca e Anna Maria Massari, cattolici; venne battezzato il 6 gennaio e gli vennero posti i nomi di Francesco Paolo (o Paolo Francesco).

Nel 1701 l' intera famiglia si trasferì a Castellazzo Bormida e comprò casa (ancora oggi esistente) nell' attuale vicolo Daneo.

Ricevette la sua prima educazione da un sacerdote carmelitano che teneva una scuola per ragazzi a Cremolino.

 

Fin da ragazzo trascorreva molto tempo in preghiera, partecipava ogni giorno alla messa, si accostava spesso ai sacramenti, attendeva ai suoi doveri di studente e dedicava i suoi ritagli di tempo libero alla lettura e alla visita alle chiese, dove trascorreva parecchio tempo in adorazione prima di ricevere l' eucaristia, nei confronti della quale serbava un' ardente devozione.

All' età di quindici anni lasciò la scuola e tornò a casa sua a Castellazzo. Nel 1713, secondo la tradizione devozionale, un "intervento della grazia" avrebbe operato la sua conversione spirituale.

Durante la sua prima giovinezza rinunciò a un matrimonio vantaggioso e a una cospicua eredità lasciatagli da un suo zio sacerdote. Tenne per sé solamente il libro della Liturgia delle Ore.

Nel 1720 si sentì ispirato a fondare l' Istituto Missionario dei Passionisti. Egli stesso scrisse:

«In questo tempo mi vidi in spirito vestito di nero sino a terra, con una croce bianca in petto e sotto la croce il nome SS. di Gesù in lettere bianche.»

Nel 1721, rivestito di una tunica nera dal vescovo di Alessandria, suo padre spirituale, portando l' emblema della passione di Gesù, scalzo e a capo scoperto, si ritirò in un' angusta cella dietro la chiesa dei Santi Carlo ed Anna in Castellazzo Bormida. In questa cella trascorse tutto l' inverno 1721-1722, vi stese la Regola della nuova congregazione sulla base delle indicazioni che avrebbe ricevute in una visione, come riporta nell' introduzione alla copia originale della Regola stessa.

Il 7 giugno 1727 papa Benedetto XIII lo ordinò sacerdote nella basilica di San Pietro.

La Congregazione venne approvata da Benedetto XIV il 15 maggio 1741.

Dopo l' approvazione della Regola e dell' Istituto, il primo capitolo si tenne al Ritiro della Presentazione sul monte Argentaro (GR) il 10 aprile 1747. Durante questo capitolo, Paolo, che era accompagnato dal fratello Giovanni Battista, contro la sua volontà fu eletto all' unanimità primo superiore generale, la quale carica ricoprì fino al giorno della sua morte.

«Nonostante fosse continuamente occupato dalla premura di governare la sua società religiosa, e di fondare ovunque nuove case, tuttavia mai smise di pregare con la Parola di Dio, ardente com' era del mirabile desiderio della salvezza delle anime.»

(Lettera di papa Pio IX per la beatificazione di Paolo, 1 ottobre 1852)

Il 3 maggio 1771 Paolo, con la collaborazione della venerabile madre Crocifissa Costantini, fondò le Claustrali Passioniste.

Fu instancabile nei suoi doveri apostolici e mai, fino alla sua ultima ora, rigettò qualche aspetto del suo austero modo di vivere. Infine, succube di una grave malattia, morì per le austerità e per l' età avanzata, a Roma, il 18 ottobre 1775.

Il culto

La devozione alla Croce, la passione per Dio e lo zelo nella pratica delle virtù di vita cristiana sono le caratteristiche principali della venerazione di Paolo come santo.

Secondo i credenti, i numerosi miracoli attribuitigli dimostrano che Paolo godeva del favore di Dio. Per cinquant' anni pregò per la conversione dell' Inghilterra e lasciò la sua devozione come eredità spirituale.

I primi compagni

Tra i compagni di Paolo che si distinsero nel formare e nel portare avanti la congregazione ricordiamo:

· Giovanni Battista, suo fratello più piccolo e fedele amico sin dalla fanciullezza, che condivise le sue fatiche e sofferenze, e la pratica delle virtù cristiane;

· Marco Aurelius (Pastorelli);

· Tommaso Struzzieri, diventato in seguito vescovo di Amelia e poi di Todi;

· Fulgenzio di Gesù

· Vincenzo Maria Strambi, vescovo di Macerata-Tolentino e agiografo di Paolo.

Beatificazione e Canonizzazione

Il 1º ottobre 1852 (o il 10 maggio 1853) venne proclamato beato da Pio IX, e il 29 giugno 1867 lo stesso Pio IX lo annoverò nell' albo dei Santi, e venne eretta in San Pietro una monumentale statua dello scultore Iaconetti.

Altro

Dal 25 aprile 1880 i resti mortali del Santo si conservano a Roma, nella cappella della Basilica dei Santi Giovanni e Paolo. Dal 3 al 6 maggio 2006 sono state portate a Novoli (LE), nell' ambito di una Peregrinatio nel Sud-Italia per festeggiare il Centenario della Provincia religiosa di Puglia, Calabria e Basilicata[1].

Viene commemorato il 19 ottobre. Anteriormente veniva celebrato il 28 aprile.

Nel 1988 è stato inaugurato nella stessa Ovada il Santuario di San Paolo della Croce.

Leggi tutto...

Santa Messa

LA SANTA MESSA
di P. Martino de Cochem O.M.C.

Da www.floscarmeli.org



CAPITOLO OTTAVO
NELLA SANTA MESSA GESÙ CRISTO RINNOVA LA SUA PASSIONE

Fra i misteri di Gesù, non ve n' è alcuno la cui memoria sia più efficace né più degna di rispetto quanto la dolorosa Passione, per la quale ci ha riscattati. I santi Padri non si stancano di celebrarla e promettono, da parte di Dio, una grande ricompensa a quelli che onorano questo mistero.
Benché i mezzi per onorare la Passione di Gesù Cristo siano numerosi, non penso che ne esista uno più perfetto della pia abitudine di ascoltare la santa Messa, perché sull' altare, appunto, si rinnova la Passione. Eí vero che non ci è dato di vedere coi nostri occhi la riproduzione delle sofferenze di Cristo, ma tutto ci ricorda quelle sofferenze, in tutto esse sono simboleggiate. Il più espressivo dei segni, quello della Croce, si ripete spessissimo. Lo troviamo inciso cinque volte sulla pietra sacra, lo vediamo al di sopra dell' altare, è disegnato sul messale nella pagina che precede il Canone, è ricamato sull' amitto, sul manipolo, sulla stola, sulla pianeta ed è cesellato sulla patena. Il Sacerdote fa il segno della Croce sedici volte su di sé e ventinove volte sull' offerta. Quale significativa rappresentazione! Benché nell' ultima Cena, nostro Signore abbia detto: "Fate questo in memoria di me", il Sacrificio della Messa non è una semplice memoria, ma una rinnovazione della Passione. Il sacro Concilio di Trento lo insegna in questi termini: "Se qualcuno dice che il Sacrificio della Messa è solo il ricordo del Sacrificio consumato sulla Croce, sia anatema!" [1] e ancora: "Nel divin Sacrificio è presente e immolato in una maniera incruenta lo stesso Cristo che un tempo si offrì con effusione di sangue" [2]. Anche se non avessimo altro che questa testimonianza, essa dovrebbe essere sufficiente, essendo noi obbligati a credere senza discussione, a quanto la Chiesa ci insegna.

La S. Messa ci fa partecipi dei frutti della redenzione

Il sacro Concilio aggiunge, per maggior chiarezza, le seguenti parole: "La vittima che si offre, attraverso il ministero del sacerdote, è la stessa che si offrì un giorno sull' altare della Croce; solamente la maniera in cui si compie il Sacrificio è differente". Sul Calvario Gesù è stato immolato dalle mani degli empi, mentre sull' altare si offre, in modo mistico, attraverso quelle del sacerdote. La Chiesa adopera spesso nel messale la parola immolare. Sant' Agostino si esprime in modo analogo: "Gesù Cristo - dice - non è stato immolato fisicamente che una sola volta, ma si immola sacramentalmente ogni giorno per il popolo" [3]. E da notare che questa parola si trova frequentemente nella Sacra Scrittura, per designare l' oblazione degli animali. Se la Chiesa ne fa uso a proposito della Messa è perché vuole mostrarci che il santo Sacrificio non consiste semplicemente nelle parole che il sacerdote pronuncia nel momento della consacrazione, né nell' elevazione delle specie sacramentali, ma in una immolazione vera, benché mistica, del divino Agnello.
"La Passione di Cristo - dice san Cipriano - è il Sacrificio stesso che noi offriamo" [4]. Questo vale a dire che noi rinnoviamo, celebrando la santa Messa, i fatti avvenuti durante la Passione del Salvatore. San Gregorio lo afferma ancor più chiaramente: "Il Salvatore non muore più, - dice - tuttavia soffre ancora per noi nel santo Sacrificio, in una maniera misteriosa" [5]. Teodoreto non è meno esplicito: "Noi non offriamo altro Sacrificio che quello che è stato offerto sulla Croce" [6].
Potrei moltiplicare le testimonianze, ma per abbreviare riferirò solo quella della Chiesa, che è infallibile. Leggiamo nella Segreta della IX domenica dopo la Pentecoste: "Permettici o Signore, te ne preghiamo, di celebrare degnamente questo Sacrificio, poiché quante volte si celebra, altrettante si compie l' opera della nostra Redenzione". Qui sorge ancora una domanda: che cos' è l' opera della nostra Redenzione? I bambini stessi potrebbero rispondere. Domandate loro da che cosa siamo stati riscattati e senza esitare diranno: "Dalla Passione di Gesù Cristo". Ed infatti la Chiesa afferma che l' opera della santa Messa si compie nella Passione; dunque possiamo concludere che nella Messa viene rinnovata la stessa Passione. La Chiesa, nella Segreta dei martiri dice inoltre: "La tua benedizione discenda abbondantemente sopra i tuoi doni, affinché tu li riceva e ne faccia il sacramento di nostra Redenzione".
Queste parole non significano che nella Messa siamo nuovamente riscattati, ma che partecipiamo alla virtù della Redenzione, come insegna la Chiesa in un altro ufficio: "Per questo sacramento, applicateci l' effetto della Redenzione" [7]. "Che cos' è la santa Messa - domanda il p. Mansi - se non la rinnovazione della nostra Redenzione?" [8]. Il p. Molina aggiunge: "La santa Messa sorpassa in una maniera incommensurabile tutti gli altri sacrifici, perché non è una semplice rappresentazione, ma l' opera stessa della nostra Redenzione, piena di misteri e realmente compiuta" [9]. Confermerò queste testimonianze con qualche esempio.

Mirabile fatto che dimostra l' immolazione reale di Gesù sull' altare

Amerumné, capo dei saraceni, inviò il figlio di suo fratello ad Ampelon in Siria, dove c' era una chiesa magnifica dedicata a san Giorgio. Appena l' infedele vide la chiesa ordinò alle sue genti di condurvi i cammelli e di mettere il foraggio sull' altare. Mentre i servi si disponevano ad obbedire, i sacerdoti gli dissero con tutto il rispetto: "Signore, ricordatevi che questa casa è consacrata a Dio e niente deve profanarla". Ciò nonostante il saraceno fece introdurre le bestie da soma in chiesa, ma appena gli animali furono entrati caddero colpiti a morte sotto i suoi occhi. Allora egli ordinò, tutto spaventato, di portare via le carogne. Era un giorno solenne e molte persone assistevano alla Messa. Il sacerdote la cominciò pieno di inquietudine, perché temeva che il principe idolatra commettesse qualche grave irriverenza davanti al SS. Sacramento. Il saraceno si mise vicino all' altare per rendersi conto del culto dei cristiani e quando, secondo il rito greco, l' officiante con l' aiuto di un coltello speciale divise in quattro parti il pane consacrato, vide fra le sue mani un piccolo bambino le cui carni fatte in pezzi coprivano la patena e il cui sangue colava nel calice. Ne fu talmente indignato che avrebbe immediatamente ucciso il sacerdote, se non l' avesse trattenuto il desiderio di sapere ciò che stava accadendo. Alla Comunione vide lo stesso sacerdote mangiare una parte del bambino e berne il sangue nel calice e che tutti quelli che si avvicinavano alla santa Mensa partecipavano della carne del medesimo bambino. Pensò fra sé: "I cristiani sono dei barbari che immolano un bambino nel loro culto e che, simili alle bestie, divorano la carne umana. Vendicherò di mia propria mano l' assassinio di quell' innocente, punirò con la morte quei feroci antropofagi". Dopo la Messa, il sacerdote benedisse il pane e distribuendolo al popolo, ne dette un pezzo al saraceno. Questi domandò in arabo: "Che cos' è?". "È pane benedetto" rispose il sacerdote. "No, questo non è il pane che tu hai sacrificato, cane spudorato, barbaro assassino! Ti ho visto io, con i miei propri occhi, immolare un bambino! Non ho io visto il suo sangue colare in una coppa e il suo corpo diviso in quattro parti, da te posato sopra un piatto? Non ho io visto tutto questo, empio, immondo, abominevole omicida? Non ti ho io visto mangiare la carne di questo bambino, bere il suo sangue e darne ad altri?". Il sacerdote sorpreso gli rispose: "Sono un peccatore indegno di contemplare tali misteri e poiché voi li avete visti, io credo che voi siete grande davanti a Dio". Il saraceno continuò: "Non è forse un bambino quello che ho visto io?". Il sacerdote ribatté: "Certamente, ma io non vedo questo gran mistero perché sono un peccatore, io non vedo che il pane e il vino che, consacrati, diventano il Corpo e nel Sangue del Salvatore". Il principe spaventato, ordinò ai servitori ed ai fedeli di uscire.
Quando fu solo col sacerdote, gli prese le mani e gli disse: "Ora riconosco che la religione cristiana è grande: vogliate dunque, o padre, istruirmi e battezzarmi". Il sacerdote si schernì dicendo: "Perdonatemi, signore, non posso farlo, perché se vostro zio lo sapesse mi metterebbe a morte e distruggerebbe questa chiesa. Ma se desiderate essere battezzato, andate dal vescovo che si trova sul monte Sinai e raccontategli quello che è successo. Quando vi avrà istruito nella fede, vi darà il Battesimo". Il saraceno si ritirò, ma al cadere della notte, ritornò dal sacerdote, lasciò gli abiti sontuosi, si rivestì d' un cilicio e fuggì sul Sinai. Raccontò al vescovo i motivi della sua conversione, fu istruito, battezzato e si fece monaco sotto il nome di Pacomio. Dopo tre anni ritornò da suo zio, sperando di convertirlo. Fu imprigionato, tormentato in mille modi e morì lapidato [10]. questa storia prova che Gesù Cristo è immolato realmente sull' altare. Notiamo, però, che la divisione in pezzi del Bambino, non fu una cosa reale, ma una visione miracolosa destinata a convertire al cristianesimo il pagano del tutto ignaro della religione cristiana, prima con lo stupore, poi con il desiderio di ricerca della verità e infine per la luce che emanava dal fatto.
Dio ha voluto che questo avvenimento fosse tramandato per fortificare la nostra fede. Senza dubbio il modo col quale il Salvatore si immola nella Messa, non è né sanguinoso né doloroso, tuttavia si mostra al Padre suo sotto l' aspetto di un sofferente, come al momento della flagellazione, dell' incoronazione di spine e della crocifissione ed in una maniera così viva, come se tutti quei crudeli supplizi si rinnovassero realmente.
Il Lancizio dice a questo proposito: "La santa Messa è una rappresentazione della Passione e della morte di Gesù Cristo, non a parole, come nelle tragedie, ma in verità. Per questa ragione i Padri la chiamano una ripetizione della Passione del Salvatore e dicono che in essa Gesù Cristo viene nuovamente messo a morte, in maniera spirituale" [11]. Lasciate che citi ancora un nuovo esempio non meno importante del precedente.
Nella Vita dei Padri del deserto si legge che un vecchio monaco solitario, semplice e ignorante, aveva dei dubbi sulla presenza reale di nostro Signore nell' Eucaristia e diceva a tutti quelli che andavano a trovarlo: "Il SS. Sacramento non contiene il Corpo del Salvatore, esso non è che un' immagine o un simulacro". Avendolo saputo, due altri monaci andarono a visitarlo e per convincerlo dell' errore gli parlarono così: "Padre, sembra che un certo incredulo affermi che il pane col quale ci comunichiamo non sia il Corpo di Cristo". L' eremita cadde nel tranello e rispose: "L' ho detto io". I due ripresero: "Padre non lo credete, ma credete, come noi, ciò che la santa Chiesa insegna". Gli spiegarono allora la dottrina cattolica e gliela dimostrarono con numerosi passi della Sacra Scrittura. Il vecchio monaco replicò: "Voi siete più istruiti di me, ed è per questo che parlate bene. Ma non posso accettare la vostra dottrina, se non me ne persuade l' esperienza". Essi continuarono: "Ebbene, pregheremo Dio durante tutta questa settimana, con la ferma fiducia che vi illuminerà". Pregarono, tutti e tre, con gran fervore e la domenica seguente andarono insieme alla chiesa. Si inginocchiarono in una panca, davanti all' altare, continuando ad innalzare a Dio la loro ardente invocazione. Appena il celebrante ebbe pronunciato le parole della Consacrazione, essi videro riposare, sul corporale, invece dell' Ostia, un grazioso bambino. Colmi di gioia e di stupore, lo contemplarono con delizia. Quando il sacerdote stava per rompere l' Ostia, un Angelo discese dal Cielo e con un coltello parve tagliasse il bambino, il cui sangue colò nel calice. Furono presi da spavento, credendo che l' Angelo avesse realmente ucciso il bambino.
Al momento della Comunione, il monaco si alzò costernato, si avvicinò all' altare e allorché gli venne presentato il Sacramento, non vide che carne sanguinolenta. Allora fu preso da tale spavento che non poté guardare l' Ostia, né avvicinarsi, e gridò al colmo dell' emozione: "O Signore Gesù, confesso il mio errore e rigetto la mia perfidia. Ora credo fermamente che il pane consacrato è realmente il tuo Corpo e che il tuo Sangue è nel calice. Comanda, o mio Dio, che questo sacro Corpo riprenda la sua forma sacramentale, affinché possa riceverlo per la salute dell' anima mia!". Il suo voto fu subito esaudito e si comunicò con grande devozione. Ringraziò Dio e i padri che l' avevano condotto alla verità e raccontò a tutti ciò che durante la santa Messa aveva visto ed imparato.
Dio permise che quel solitario dubitasse anche per la nostra utilità, perché tutto quello che è avvenuto nei primi secoli della Chiesa è utile a noi, come fu utile ai cristiani di quel tempo. Ma Dio, che con un mezzo così straordinario, si è degnato illuminare un uomo, non può rendere più ferma la nostra fede in modo più facile? E che cosa non hanno mai fatto i santi e i Dottori per raggiungere lo stesso fine? "La santa Messa - dice Marchant - non è solamente una rappresentazione, è anche una rinnovazione incruenta della Passione di nostro Signore. Come, durante la sua vita, prese sopra di sé tutti i peccati del mondo per cancellarli col suo sangue, così giornalmente il Salvatore assume le nostre colpe, come il vero Agnello di Dio incaricato di espiarle sull' altare" [12]. Comprenderemo molto meglio questa dottrina nelle pagine seguenti.

Motivi che spingono nostro Signore a rinnovare la sua passione nella S. Messa

Abbiamo dimostrato che nostro Signore rinnova veramente la sua Passione nella santa Messa. Ora parleremo dei motivi che l' ispirano. Il p. Segneri ci fornisce eccellenti considerazioni su questo soggetto: "Cristo, durante la sua vita terrena - dice - in virtù della sua prescienza divina, vedeva già che milioni di peccatori si sarebbero dannati, nonostante la sua dolorosa Passione. La pietà che provò per la loro infelicità, fu tale che domandò al Padre suo di restare sospeso alla Croce fino all' ultimo giudizio, per potere con lacrime continue, con le sue preghiere e con i suoi sospiri, placare la giusta collera di Dio, muovere la sua misericordia e procurare infine a questo immenso numero di anime, un mezzo per sfuggire all' abisso" [13].
San Bonaventura nelle sue meditazioni, il beato Avila nei suoi sermoni, il p. Gautier e il p. Andries mettono la stessa preghiera sulle labbra del Salvatore. Ma c e ancora di più: nostro Signore ha manifestato molte volte che era pronto a soffrire, per la salute di ogni individuo, tutto ciò che Egli ha sofferto per la redenzione del mondo.
L' eterno Padre non acconsentì affatto a questo desiderio. Rispose che un' agonia di tre ore era già mille volte di più di quanto era necessario e chi non avesse ricavato profitto dai meriti della Passione avrebbe dovuto attribuire a se stesso la colpa della sua eterna dannazione.
Non stanco di questo rifiuto, l' amore del Salvatore attinse da esso nuovo ardore: il divino Maestro fu maggiormente spinto dalla generosità del suo cuore a venire in aiuto dei peccatori. Nella sua eterna sapienza trovò un altro mezzo per restare sopra la terra, dopo la morte, per continuare la sua Passione e pregare incessantemente per la nostra salute, come avrebbe fatto sullo strumento del suo supplizio. Questo ammirabile mezzo è il santo Sacrificio.
I Bollandisti raccontano che santa Coletta ascoltava ogni giorno la Messa con grande devozione. Una volta assisteva a quella celebrata dal suo confessore, che arrivato alla Consacrazione la sentì gridare: "O mio Dio, o Gesù! O Gesù! O voi angeli e santi e voi, uomini peccatori, guardate e ascoltate!" Queste esclamazioni ripetute per qualche momento commossero e sorpresero i presenti. Dopo la Messa il sacerdote domandò alla santa come mai aveva pianto e gridato in quel modo. Ella rispose: "Ho visto e sentito cose tanto ammirabili che se vi fosse stato concesso altrettanto avreste, forse, gridato più di me". "Che cosa avete visto, dunque?". "Nonostante che le meraviglie che ho ammirato siano così alte, così divine che nessuno possa descriverle, vi dirò quello che di esse può comprendere la ragione umana. Quando avete innalzato il santo Sacramento ho visto Cristo sospeso, con le sue ferite sanguinanti, alla Croce". In quell' atteggiamento supplicava Dio, dicendo: "Guarda, Padre mio, come sono stato sulla Croce, vedi in quale stato ho sofferto per il mondo. Considera le mie piaghe, l' effusione del mio sangue e lasciati commuovere dalla mia Passione e morte! Ho sopportato tutto questo per la salute dei peccatori; vuoi che il diavolo si impadronisca di loro? A che servono, allora, tutti i miei tormenti? Se gli uomini si perderanno non solo saranno ingrati, ma bestemmieranno il mio nome, invece se si salveranno mi benediranno per tutta l' eternità. Padre mio, ti prego, abbi pietà di loro per amor mio e salvali dall' inferno".

Gesù mediatore nostro nel S. Sacrificio dell' altare

Così durante la Messa, Gesù implora la divina misericordia continuando la preghiera che fece sulla Croce: "Padre, perdona loro, perché non sanno quello che fanno". Nel suo nuovo stato di vittima prega per tutti i peccatori, con la differenza che la sua voce ora non è debole, né stanca, ma forte e onnipotente. San Paolo dice: "Gesù Cristo morto e risorto è seduto alla destra di Dio e prega per noi" [14]. Nel cielo prega, ma sull' altare più che mai, perché lì esercita veramente il suo ministero sacerdotale. Ce lo insegna san Lorenzo Giustiniani: "Mentre Gesù Cristo viene offerto sull' altare - dice - grida verso suo Padre e gli mostra le sue piaghe, perché si degni di salvare gli uomini dalle pene eterne" [15]. Prega per tutti, ma specialmente per quelli che assistono al suo Sacrificio. Quale salutare effetto hanno quelle grida di Gesù!
Quante volte le nazioni e gli individui sarebbero stati precipitati in fondo all' abisso se nostro Signore non avesse pregato per loro! Quante migliaia di quei beati che sono in Cielo sarebbero ora all' inferno se non li avesse salvati Gesù Cristo con le sue onnipotenti suppliche! Peccatori, andate dunque alla Messa, per partecipare agli effetti di questa preghiera divina, cioè per essere preservati dai mali temporali e spirituali ed ottenere con questo mezzo tutto quello che vi sarebbe impossibile ottenere con le vostre proprie forze.

Gesù applica a noi, nel sacrificio della S. Messa, i meriti della sua passione

La ragione principale per la quale Gesù Cristo rinnova la sua Passione sull' altare è quella di pregare per noi e di commuovere il Cuore del Padre suo. E inoltre Gesù con il Sacrificio della Messa ci applica i meriti del Sacrificio del Calvario.
Per meglio comprendere questa verità bisogna sapere che il Signore, durante tutta la sua vita mortale e particolarmente sulla Croce, ha acquistato un tesoro infinito di meriti, che allora ha dato soltanto ad un piccolo numero di persone e che oggi prodiga in una infinità di occasioni, e in particolar modo nella Messa. "Quello che si è operato sulla Croce è un Sacrificio di Redenzione, - dice san Giovanni Damasceno - e la santa Messa è un Sacrificio di appropriazione, per il quale ogni uomo entra in possesso dei meriti e delle virtù del Sacrificio della Croce" [16]. In altre parole: se assistiamo alla Messa con le disposizioni richieste, sarà applicato, ad ognuno in particolare, il valore della Passione di Gesù Cristo.
Le parole di nostro Signore a santa Matilde ci faranno comprendere meglio ancora questo mistero di grazie. "Ecco, ti do tutte le amarezze della mia Passione, affinché tu le consideri come tuo proprio bene e le offra al Padre mio" [17]. E per insegnarci che questa applicazione avviene proprio nella santa Messa, nostro Signore aggiunge: "Colui che offrirà la mia Passione, della quale gli ho fatto dono, sarà ricompensato due volte e ciò tanto spesso quante volte l' offrirà e così, come ho detto nel mio Vangelo, riceverà il centuplo e possederà la vita eterna" [18]. Quale felicità ricevere dalle mani del Salvatore un frutto così grande e che noi possiamo aumentare tanto facilmente! Se voi direte: "O Gesù mio, offro la tua dolorosa Passione, o mio Gesù, offro il tuo sangue prezioso". Gesù vi risponderà: "Figlio mio, te ne rendo due volte il valore". Così, tutte le volte che offrirete qualcuna delle sue sofferenze, altrettanto sarete ricambiati con la stessa liberalità. quale generosa mercede e quale facile prezzo per arricchirvi!
Ecco un' altra ragione della rinnovazione mistica della Passione. Poiché non tutti i fedeli poterono essere presenti al Sacrificio della Croce, coloro che non hanno avuto questa grazia divina saranno forse meno favoriti? No, il Salvatore ha voluto che essi raccogliessero durante la Messa, purché vi assistano con devozione, gli stessi frutti come se fossero stati sul Calvario. La stessa cosa dice il Belei: "Vedete quanto è prezioso il nostro Sacramento! Non è un semplice memoriale del Sacrificio della Croce, ma è il Sacrificio stesso del quale produce tutti gli effetti" [19]. Il p. Molina conferma queste belle parole, dicendo: "Conforme all' istituzione di Gesù Cristo, la Chiesa offrirà sempre lo stesso Sacrificio che fu offerto sulla Croce, nello stesso modo reale, anche se in una maniera incruenta" [20].
La Messa è dunque una sorgente infinita di grazie. E evidente che i due Sacrifici sono uno stesso ed unico Sacrificio, poiché tanto la vittima che il sacerdote sono gli stessi, sono offerti allo stesso Dio ed hanno la stessa ragione di essere. Tutta la differenza consiste nel modo in cui si compiono. Sulla Croce Gesù Cristo era grondante di vivo sangue e vittima sofferente per gli atroci dolori, mentre oggi nella santa Messa si offre in modo incruento senza sofferenze. Pensate bene a queste energiche parole, pensate all' inestimabile valore della santa Messa e convincetevi della sua efficacia, ricordatevi la decisione del Concilio di Trento che ho citato prima.
Quindi è evidente che, con la vostra presenza ai piedi dell' altare, purché siate animati dai sentimenti richiesti, non piacerete meno al Salvatore e non meriterete meno di coloro che assistettero al Sacrificio del Calvario. Considerate l' inestimabile favore, che avete ogni giorno, di poter essere testimone della Passione di Gesù Cristo e di riceverne i frutti! Che felicità poterci stringere amorosamente alla Croce, vedere Gesù, pailargli, consolarlo, confidargli le nostre pene e attendere da Lui soccorso e consolazione, come una volta hanno fatto Giovanni e Maria Maddalena! O cristiani, stimate nel loro vero valore queste grazie ammirabili e ogni mattina andate a Messa per partecipare al tesoro che il Salvatore è sempre pronto a distribuirvi!

NOTE

1 Sess. XXII, c. 3.
2 Sess, XXII, c. 2.
3 Epist. 98 ad Bonif.
4 Epist 68 ad Coecil.
5 Homil. 137
6 In Ebr., cap. 8
7 Feria III post Dom. III Quadrag
8 Alla par. Missa Disces, 5, 1.
9 De Missa Tract., IV, c. 9.
10 Boll., Vita Sancti Georgii MArt., 23 apr.
11 De Miss., n. 223.
12 Hort. past. cand. myst., passim.
13 II, Christ ist. Rag., XII, c 14.
14 Rom., VIII, 34.
15 Serm. de Corp. Chr.
16 Paedag. Christ. II.
17 Lib. I, cap II.
18 Matt., XIX, 29
19 In Lan., Lect. 55.
20 De miss., VI, 5.

Leggi tutto...

Ti Saluto o Croce Santa

Ti saluto, o croce santa

 

Ritornello

Ti saluto, o croce santa, che portasti il Redentor; gloria, lode, onor ti canta ogni lingua ed ogni cuor .

 

Sei vessillo glorioso di Cristo, sua vittoria e segno d' amor:

il suo sangue innocente fu visto come fiamma sgorgare dal cuor.

 

Tu nascesti fra braccia amorose d' una vergine Madre, Gesù. Tu moristi fra braccia pietose d' una croce che data ti fu.

 

O Agnello divino immolato sulla croce crudele, pietà!

Tu, che togli dal mondo il peccato, salva l' uomo che pace non ha.

 

Del giudizio nel giorno tremendo sulle nubi del cielo verrai; piangeranno le genti vedendo qual trofeo di gloria sarai.

Leggi tutto...

Rosario alle sante piaghe II

Rivelazione alla Serva di Dio  suor Maria Marta Chambon

sulla devozione alle Sante Piaghe 

ROSARIO DELLE SANTE PIAGHE di nostro Signore Gesù Cristo

Promesse di nostro Signore trasmesse a Suor Maria Marta Chambon.

1- "Io accorderò tutto ciò che Mi si domanda con l’invocazione delle Mie sante Piaghe. Bisogna spargerne la devozione.".
2- "In verità questa preghiera non è della terra, ma del cielo… e può ottenere tutto".
3- "Le mie sante Piaghe sostengono il mondo… chiedimi di amarle costantemente, perché Esse sono sorgente di ogni grazia. Bisogna invocarle spesso, attirarvi il prossimo ed imprimerne la devozione nelle anime".
4- "Quando avete delle pene da soffrire portatele prontamente nelle Mie Piaghe, e saranno addolcite".

5- "Bisogna ripetere spesso vicino agli ammalati: ‘Gesù mio, perdono, ecc.’ Questa preghiera solleverà l’anima e il corpo".
6- "E il peccatore che dirà: ‘Eterno Padre, Vi offro le Piaghe, ecc…’ otterrà la conversione". "Le Mie Piaghe ripareranno le vostre".
7- "Non vi sarà morte per l’anima che spirerà nelle Mie Piaghe. Esse danno la vera vita".
8- "A ogni parola che pronunciate della Corona della misericordia, Io lascio cadere una goccia del Mio Sangue sull’anima di un peccatore".
9- "L’anima che avrà onorato le Mie sante Piaghe e le avrà offerte all’Eterno Padre per le anime del Purgatorio, sarà accompagnata in morte dalla santissima Vergine e dagli Angeli; e Io, risplendente di gloria, la riceverò per incoronarla".
10- "Le sante Piaghe sono il Tesoro dei tesori per le anime del Purgatorio".
11- "La devozione alle Mie Piaghe è il rimedio per questo tempo di iniquità".
12- "Dalle Mie Piaghe escono i frutti di Santità. Meditandole vi troverete sempre nuovo alimento di amore".
13- "Figlia mia, se immergi le tue azioni nelle Mie sante Piaghe acquisteranno valore, le vostre minime azioni ricoperte del Mio Sangue appagheranno il Mio Cuore".


Questa coroncina si recita servendosi di una comune corona del Santo Rosario e si comincia con le seguenti preghiere:

Nel Nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto.
GLORIA AL PADRE, CREDO:Io credo in Dio, Padre onnipotente, creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore, il quale fu concepito da Spirito Santo, nacque da Maria Vergine, patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di la verrà a giudicare i vivi e i morti. Credo nello Spirito Santo, la santa Chiesa cattolica, la comunione dei santi, la remissione dei peccati, la risurrezione della carne, la vita eterna.
Amen.

1 O Gesù, divin Redentore, abbi misericordia di noi e del mondo intero. Amen.

2 Dio santo, Dio forte, Dio immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero. Amen.

3 O Gesù, per mezzo del Tuo Sangue preziosissimo, donaci grazia e misericordia nei pericoli presenti. Amen.

4 O Padre Eterno, per il Sangue di Gesù Cristo, Tuo unico Figlio, ti scongiuriamo di usarci misericordia. Amen. Amen. Amen.

Sui grani del Padre nostro si prega: Eterno Padre, Ti offro le Piaghe di nostro Signore Gesù Cristo. Per guarire quelle delle anime nostre. Sui grani dell’Ave Maria si prega: Gesù mio, perdono e misericordia. Per i meriti delle Tue sante Piaghe.

Terminata la recita della Corona si ripete tre volte: "Eterno Padre, Ti offro le Piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo. Per guarire quelle delle anime nostre".

Leggi tutto...

Rosario alle sante piaghe

Rosario delle Sante Piaghe di Nostro Signore Gesù Cristo o della Misericordia

 

Questa Corona comincia con le seguenti preghiere:

1. O Gesù, divin Redentore, siate misericordioso per noi e per il mondo intero. Amen.

2. Dio Santo, Dio forte, Dio immortale, abbiate pietà di noi e del mondo intero. Amen.

3. Grazia e misericordia, o mio Gesù, nei pericoli presenti; copriteci con il Vostro Sangue preziosissimo. Amen.

4. O Padre Eterno, usateci misericordia per il Sangue di Gesù Cristo Vostro unico Figlio; usateci misericordia, noi Ve ne scongiuriamo. Amen.

 

SUI GRANI PICCOLI:

Gesù mio, perdono e misericordia.

-- Per i meriti delle Vostre Sante Piaghe.

 

SUI GRANI GROSSI:

Eterno Padre, Vi offro le Piaghe di Nostro Signor Gesù Cristo.

-- Per guarire quelle delle anime nostre.

 

Terminato la Corona si ripete tre volte:

Eterno Padre, Vi offro le Piaghe di Nostro Signor Gesù Cristo.

-- Per guarire quelle delle anime nostre.

Leggi tutto...

Preghiera alla santissima croce

Preghiera al Santissimo Crocifisso di Monreale.

Questa è la preghiera che viene recitata da tutti i fedeli durante i giorni della "novena" e ogni qual volta si recano in chiesa ai piedi del simulacro del SS. Crocifisso.

Santissimo Crocifisso! Protettore particolare della Città di Monreale. Riuniti presso il tuo miracoloso simulacro, inneggiamo con fede a Te, nella ricorrenza della nostra tradizionale festa. Innumerevoli sono le grazie che dal tuo trono di misericordia hai sempre ed a tutti elargito. Veniamo ancora una volta, fiduciosi, ad implorarti la grazia dell’anima ed il perdono dei peccati. Accogli la preghiera che umilmente ti rivolgiamo, ben sapendo che volentieri ascolti coloro che a te si rivolgono. Ti raccomandiamo le nostre famiglie, perché in esse regni la pace, rinsalda i vincoli della fedeltà e dell’unione coniugale. Ti raccomandiamo i nostri cari morti perché venga loro concessa la gioia eterna. Conforta e guarisci gli ammalati d’ogni specie, affinché trovino in te coraggio per sopportare ogni sofferenza. Fai crescere sani i nostri ragazzi, docili ai buoni richiami dei genitori e infiammati d’amore per te. Proteggi la gioventù da ogni vizio insano e fai che ogni giovane trovi occupazione e lavoro. Concedi salute e lavoro agli emigrati. Assistili perché non affievoliscano o perdano la fede, ma possano essere vanto della Santa Chiesa Cattolica. Benedici la terra, benedici il mare, perché producano il necessario pane quotidiano. Ricompensa con le tue grazie coloro che praticano e diffondono in Italia ed all’estero la devozione verso di te, Cristo Crocifisso. Ci mettiamo tutti sotto la tua paterna protezione e fai che, per mezzo della Santa Vergine, madre tua e madre nostra, possiamo ricongiungerci tutti nella gloria del Santo Paradiso. Amen

Leggi tutto...

Preghiera elle anime del purgatorio

PREGHIERE A GESU CROCIFISSO PER LIBERARE LE ANIME DAL PURGATORIO

OFFERTA DELLA SS. PASSIONE PER DIVERSE ANIME DEL PURGATORIO 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen. 

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Gloria al Padre. 

Gesù, per il sudore di Sangue che versasti nell' Orto degli Ulivi, quando Ti vedesti ricoperto del cumulo dei peccati degli uomini di tutti i tempi e ne avesti un grande ribrezzo, ma per nostro amore li accettasti su di Te, Vittima espiatoria dell' umanità, abbi misericordia delle Anime dei miei parenti che soffrono in Purgatorio. Pater, Ave, Gloria… 

Gesù, per la crudele flagellazione che soffristi legato alla colonna, docile bersaglio di un' umanità empia e scellerata, abbi misericordia delle Anime dei miei amici e conoscenti che penano in Purgatorio. Pater, Ave, Gloria… 

Gesù, per il casco di spine che Ti procurò terribili fitte alla testa e abbondanti perdite di sangue, abbi misericordia dell' Anima più abbandonata, priva di suffragi, e di quella che è più lontana ad essere liberata dalle pene del Purgatorio. Pater, Ave, Gloria… 

Gesù, per quei dolorosi passi che facesti con la Croce sulle spalle che Ti procurò una piaga dolorosissima, abbi misericordia dell' Anima più prossima ad uscire dal Purgatorio, e per le pene che provasti insieme alla tua Santissima Madre quando Vi incontraste lungo la via del Calvario, libera dalle pene del Purgatorio le Anime che furono devote della più tenera e addolorata delle madri. Pater, Ave, Gloria… 

Gesù, per il tuo santissimo corpo steso sulla Croce, per i piedi e le mani trafitte da grossi chiodi, per la morte crudele e per il tuo santissimo Cuore aperto dalla lancia, abbi pietà e misericordia delle Anime del Purgatorio; liberale dalle pene che soffrono, chiamale a Te, accoglile finalmente tra le tue braccia in Paradiso. Pater, Ave, Gloria… 

Preghiamo Padre misericordioso, che nella tua grande bontà e nel tuo immenso amore, non hai abbandonato le Anime che soffrono in Purgatorio, anzi, sei felice di alleviarne le pene per mezzo delle nostre preghiere, Ti preghiamo di sollevarle dai tormenti e di esaudirne le preghiere e le suppliche. Ti ricordiamo, Padre, il Sangue versato da Gesù nella dolorosa Passione e Morte che sostenne per noi e per loro. Per tutti i peccati che le Anime che ora soffrono in Purgatorio commisero, Ti offro in riparazione la sua vita santissima e per le pene a cui soggiacciono con tanto dolore, Ti offro tutte le penitenze, i digiuni, i sacrifici, le preghiere, le fatiche, le afflizioni, i colpi, le ferite, la Passione e la Morte che Gesù, innocente e santo, volontariamente sostenne, e Ti prego, per tali offerte, di condurle alla gioia eterna. Amen. 

Leggi tutto...
Sottoscrivi questo feed RSS