BibbiaCei1974 (1329)

La Sacra Bibbia versione Cei 1974

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Sapienza 15

Preghiere Online - Sapienza 15

Sapienza

 

 

15 Israele preservato dall' idolatria

1 Ma tu, nostro Dio, sei buono e fedele,

sei paziente e tutto governi secondo misericordia.

2 Anche se pecchiamo, siamo tuoi,

conoscendo la tua potenza;

ma non peccheremo più, sapendo che ti apparteniamo.

3 Conoscerti, infatti, è giustizia perfetta,

conoscere la tua potenza è radice di immortalità.

4 Non ci indusse in errore

né l' invenzione umana di un' arte perversa,

né la sterile fatica dei pittori,

immagini deturpate di vari colori,

5 la cui vista provoca negli stolti il desiderio,

l' anelito per una forma inanimata di un' immagine morta.

6 Amanti del male e degni di simili speranze

sono coloro che fanno, desiderano e venerano gli idoli.

7 Un vasaio, impastando con fatica la terra molle,

plasma per il nostro uso ogni sorta di vasi.

Ma con il medesimo fango modella

e i vasi che servono per usi decenti

e quelli per usi contrari, tutti allo stesso modo;

quale debba essere l' uso di ognuno di essi

lo stabilisce il vasaio.

8 Quindi con odiosa fatica plasma

con il medesimo fango un dio vano,

egli che, nato da poco dalla terra,

tra poco ritornerà là da dove fu tratto,

quando gli sarà richiesto l' uso fatto dell' anima sua.

9 Ma egli non si preoccupa di morire

né di avere una vita breve;

anzi gareggia con gli orafi e con gli argentieri,

imita i lavoratori del bronzo

e ritiene un vanto plasmare cose false.

10 Cenere è il suo cuore,

la sua speranza più vile della terra,

la sua vita più spregevole del fango,

11 perché disconosce il suo creatore,

colui che gli inspirò un' anima attiva

e gli infuse uno spirito vitale.

12 Ma egli considera un trastullo la nostra vita,

l' esistenza un mercato lucroso.

Egli dice: «Da tutto, anche dal male,

si deve trarre profitto».

13 Costui infatti più di tutti sa di peccare,

fabbricando di materia terrestre

fragili vasi e statue.

14 Ma sono tutti stoltissimi

e più miserabili di un' anima infantile

i nemici del tuo popolo, che lo hanno oppresso.

15 Essi considerarono dèi anche tutti gli idoli dei pagani,

i quali non hanno né l' uso degli occhi per vedere,

né narici per aspirare aria,

né orecchie per sentire,

né dita delle mani per palpare;

e i loro piedi sono incapaci di camminare.

16 Un uomo li ha fatti,

li ha plasmati uno che ha avuto il respiro in prestito.

Ora nessun uomo può plasmare un dio a lui simile;

17 essendo mortale, una cosa morta produce con empie mani.

Egli è sempre migliore degli oggetti che adora,

rispetto a essi possiede la vita, ma quelli giammai.

18 Venerano gli animali più ripugnanti,

che per stupidità

al paragone risultan peggiori degli altri;

19 non sono tanto belli da invogliarsene,

come capita per l' aspetto di altri animali,

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Sapienza 14

Preghiere Online - Sapienza 14

Sapienza

 

 

14 E' Dio che salva!

1 Anche chi si dispone a navigare e a solcare onde selvagge

implora un legno più fragile della barca che lo porta.

2 Questa, infatti, fu inventata dal desiderio di guadagni

e fu costruita da una saggezza artigiana;

3 ma la tua provvidenza, o Padre, la guida

perché tu hai predisposto una strada anche nel mare,

un sentiero sicuro anche fra le onde,

4 mostrando che puoi salvare da tutto,

sì che uno possa imbarcarsi anche senza esperienza.

5 Tu non vuoi che le opere della tua sapienza siano inutili;

per questo gli uomini affidano le loro vite

anche a un minuscolo legno

e, attraversando i flutti con una zattera, scampano.

6 Anche in principio, mentre perivano giganti superbi,

la speranza del mondo, rifugiatasi in una barca,

lasciò al mondo la semenza di nuove generazioni,

grazie alla tua mano che la guidava.

7 È benedetto il legno con cui si compie un' opera giusta,

8 ma maledetto l' idolo opera di mani e chi lo ha fatto;

questi perché lo ha lavorato,

quello perché, corruttibile, è detto dio.

9 Perché sono ugualmente in odio a Dio

l' empio e la sua empietà;

10 l' opera e l' artefice saranno ugualmente puniti.

11 Perciò ci sarà un castigo anche per gli idoli dei pagani,

perché fra le creature di Dio son divenuti un abominio,

e scandalo per le anime degli uomini,

laccio per i piedi degli stolti.

12 L' invenzione degli idoli fu l' inizio della prostituzione,

la loro scoperta portò la corruzione nella vita.

13 Essi non esistevano al principio né mai esisteranno.

14 Entrarono nel mondo per la vanità dell' uomo,

per questo è stata decretata per loro una rapida fine.

15 Un padre, consumato da un lutto prematuro,

ordinò un' immagine di quel suo figlio così presto rapito,

e onorò come un dio chi poco prima era solo un defunto

ordinò ai suoi dipendenti riti misterici e di iniziazione.

16 Poi l' empia usanza, rafforzatasi con il tempo,

fu osservata come una legge.

17 Le statue si adoravano anche per ordine dei sovrani:

i sudditi, non potendo onorarli di persona a distanza,

riprodotte con arte le sembianze lontane,

fecero un' immagine visibile del re venerato,

per adulare con zelo l' assente, quasi fosse presente.

18 All' estensione del culto

anche presso quanti non lo conoscevano,

spinse l' ambizione dell' artista.

19 Questi infatti, desideroso di piacere al potente,

si sforzò con l' arte di renderne più bella l' immagine;

20 il popolo, attratto dalla leggiadria dell' opera,

considerò oggetto di culto

colui che poco prima onorava come uomo.

21 Ciò divenne un' insidia ai viventi,

perché gli uomini,

vittime della disgrazia o della tirannide,

imposero a pietre o a legni un nome incomunicabile.

22 Poi non bastò loro sbagliare circa la conoscenza di Dio;

essi, pur vivendo in una grande guerra d' ignoranza,

danno a sì grandi mali il nome di pace.

23 Celebrando iniziazioni infanticide o misteri segreti,

o banchetti orgiastici di strani riti

24 non conservano più pure né vita né nozze

e uno uccide l' altro a tradimento

o l' affligge con l' adulterio.

25 Tutto è una grande confusione:

sangue e omicidio, furto e inganno,

corruzione, slealtà, tumulto, spergiuro;

26 confusione dei buoni, ingratitudine per i favori,

corruzione di anime, perversione sessuale,

disordini matrimoniali, adulterio e dissolutezza.

27 L' adorazione di idoli senza nome

è principio, causa e fine di ogni male.

28 Gli idolatri infatti

o delirano nelle orge o sentenziano oracoli falsi

o vivono da iniqui o spergiurano con facilità.

29 Ponendo fiducia in idoli inanimati

non si aspettano un castigo per avere giurato il falso.

30 Ma, per l' uno e per l' altro motivo,

li raggiungerà la giustizia,

perché concepirono un' idea falsa di Dio,

rivolgendosi agli idoli,

e perché spergiurarono con frode,

disprezzando la santità.

31 Infatti non la potenza di coloro per i quali si giura,

ma il castigo dovuto ai peccatori

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Sapienza 13

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Sapienza

 

 

13 Stoltezza di chi adora le creature

1 Davvero stolti per natura tutti gli uomini

che vivevano nell' ignoranza di Dio,

e dai beni visibili non riconobbero colui che è,

non riconobbero l' artefice, pur considerandone le opere.

2 Ma o il fuoco o il vento o l' aria sottile

o la volta stellata o l' acqua impetuosa

o i luminari del cielo

considerarono come dèi, reggitori del mondo.

3 Se, stupiti per la loro bellezza, li hanno presi per dèi,

pensino quanto è superiore il loro Signore,

perché li ha creati lo stesso autore della bellezza.

4 Se sono colpiti dalla loro potenza e attività,

pensino da ciò

quanto è più potente colui che li ha formati.

5 Difatti dalla grandezza e bellezza delle creature

per analogia si conosce l' autore.

6 Tuttavia per costoro leggero è il rimprovero,

perché essi forse s' ingannano

nella loro ricerca di Dio e nel volere trovarlo.

7 Occupandosi delle sue opere, compiono indagini,

ma si lasciano sedurre dall' apparenza,

perché le cose vedute sono tanto belle.

8 Neppure costoro però sono scusabili,

9 perché se tanto poterono sapere da scrutare l' universo,

come mai non ne hanno trovato più presto il padrone?

10 Infelici sono coloro le cui speranze sono in cose morte

e che chiamarono dèi i lavori di mani d' uomo,

oro e argento lavorati con arte,

e immagini di animali,

oppure una pietra inutile, opera di mano antica.

11 Se insomma un abile legnaiuolo,

segato un albero maneggevole,

ne raschia con diligenza tutta la scorza

e, lavorando con abilità conveniente,

ne forma un utensile per gli usi della vita;

12 raccolti poi gli avanzi del suo lavoro,

li consuma per prepararsi il cibo e si sazia.

13 Quanto avanza ancora, buono proprio a nulla,

legno distorto e pieno di nodi,

lo prende e lo scolpisce per occupare il tempo libero;

senza impegno, per diletto, gli dà una forma,

lo fa simile a un' immagine umana

14 oppure a quella di un vile animale.

Lo vernicia con minio, ne colora di rosso la superficie

e ricopre con la vernice ogni sua macchia;

15 quindi, preparatagli una degna dimora,

lo pone sul muro, fissandolo con un chiodo.

16 Provvede perché non cada,

ben sapendo che non è in grado di aiutarsi da sé;

esso infatti è solo un' immagine e ha bisogno di aiuto.

17 Eppure quando prega per i suoi beni,

per le sue nozze e per i figli,

non si vergogna di parlare a quell' oggetto inanimato;

per la sua salute invoca un essere debole,

18 per la sua vita prega un morto:

per un aiuto supplica un essere inetto,

per il suo viaggio chi non può neppure camminare;

19 per acquisti, lavoro e successo negli affari,

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Sapienza 12

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Sapienza

 

 

12 Le pene dei Cananei

1 poiché il tuo spirito incorruttibile è in tutte le cose.

2 Per questo tu castighi poco alla volta i colpevoli

e li ammonisci ricordando loro i propri peccati,

perché, rinnegata la malvagità, credano in te, Signore.

3 Tu odiavi gli antichi abitanti della tua terra santa,

4 perché compivano delitti ripugnanti,

pratiche di magia e riti sacrileghi.

5 Questi spietati uccisori dei loro figli,

divoratori di visceri in banchetti di carne umana,

iniziati in orgiastici riti,

6 genitori carnefici di vite indifese,

tu li hai voluti distruggere per mano dei nostri antenati,

7 perché ricevesse una degna colonia di figli di Dio

la regione da te stimata più di ogni altra.

8 Ma anche con loro, perché uomini, fosti indulgente

mandando loro le vespe come avanguardie del tuo esercito,

perché li distruggessero a poco a poco.

9 Pur potendo in battaglia dare gli empi in mano dei giusti,

oppure distruggerli con bestie feroci

o all' istante con un ordine inesorabile,

10 colpendoli invece a poco a poco,

lasciavi posto al pentimento,

sebbene tu non ignorassi che la loro razza era perversa

e la loro malvagità naturale

e che la loro mentalità non sarebbe mai cambiata,

11 perché era una stirpe maledetta fin da principio.

Non certo per timore di alcuno

lasciavi impunite le loro colpe.

12 E chi potrebbe domandarti: «Che hai fatto?»,

o chi potrebbe opporsi a una tua sentenza?

Chi oserebbe accusarti

per l' eliminazione di genti da te create?

Chi si potrebbe costituire contro di te

come difensore di uomini ingiusti?

13 Non c' è Dio fuori di te, che abbia cura di tutte le cose,

perché tu debba difenderti

dall' accusa di giudice ingiusto.

14 Né un re né un tiranno potrebbe affrontarti

in difesa di quelli che hai punito.

15 Essendo giusto, governi tutto con giustizia.

Condannare chi non merita il castigo

lo consideri incompatibile con la tua potenza.

16 La tua forza infatti è principio di giustizia;

il tuo dominio universale ti rende indulgente con tutti.

17 Mostri la forza se non si crede nella tua onnipotenza

e reprimi l' insolenza in coloro che la conoscono.

18 Tu, padrone della forza, giudichi con mitezza;

ci governi con molta indulgenza,

perché il potere lo eserciti quando vuoi.

19 Con tale modo di agire hai insegnato al tuo popolo

che il giusto deve amare gli uomini;

inoltre hai reso i tuoi figli pieni di dolce speranza

perché tu concedi dopo i peccati

la possibilità di pentirsi.

20 Se gente nemica dei tuoi figli e degna di morte

tu hai punito con tanto riguardo e indulgenza,

concedendole tempo e modo

per ravvedersi dalla sua malvagità,

21 con quanta attenzione hai castigato i tuoi figli,

con i cui padri concludesti, giurando,

alleanze di così buone promesse?

22 Mentre dunque ci correggi,

tu colpisci i nostri nemici in svariatissimi modi,

perché nel giudicare riflettiamo sulla tua bontà

e speriamo nella misericordia, quando siamo giudicati.

23 Perciò quanti vissero ingiustamente con stoltezza

tu li hai tormentati con i loro stessi abomini.

24 Essi s' erano allontanati troppo sulla via dell' errore,

ritenendo dèi i più abietti e i più ripugnanti animali,

ingannati come bambini senza ragione.

25 Per questo, come a fanciulli irragionevoli,

hai mandato loro un castigo per derisione.

26 Ma chi non si lascia correggere da castighi di derisione,

sperimenterà un giudizio degno di Dio.

27 Infatti, soffrendo per questi animali, si sdegnavano,

perché puniti con gli stessi esseri che stimavano dèi,

e capirono e riconobbero il vero Dio,

che prima non avevano voluto conoscere.

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Sapienza 11

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Sapienza

 

 

11 La Sapienza e Israele nel deserto

1 Essa fece riuscire le loro imprese

per mezzo di un santo profeta:

2 attraversarono un deserto inospitale,

fissarono le tende in terreni impraticabili,

3 resistettero agli avversari, respinsero i nemici.

4 Quando ebbero sete, ti invocarono

e fu data loro acqua da una rupe scoscesa,

rimedio contro la sete da una dura roccia.

5 Ciò che era servito a punire i loro nemici,

nel bisogno fu per loro un beneficio.

6 Invece della corrente di un fiume perenne,

sconvolto da putrido sangue

7 in punizione di un decreto infanticida,

tu desti loro inaspettatamente acqua abbondante,

8 mostrando per la sete di allora,

come avevi punito i loro avversari.

9 Difatti, messi alla prova, sebbene puniti con misericordia,

compresero quali tormenti avevan sofferto gli empi,

giudicati nella collera,

10 perché tu provasti gli uni come un padre che corregge,

mentre vagliasti gli altri come un re severo che condanna.

11 Lontani o vicini erano ugualmente tribolati,

12 perché un duplice dolore li colse

e un pianto per i ricordi del passato.

13 Quando infatti seppero che dal loro castigo

quegli altri ricevevano benefici,

sentirono la presenza del Signore;

14 poiché colui che avevano una volta esposto

e quindi respinto con scherni,

lo ammiravano alla fine degli eventi,

dopo aver patito una sete ben diversa da quella dei giusti.

15 Per i ragionamenti insensati della loro ingiustizia,

da essi ingannati, venerarono

rettili senza ragione e vili bestiole.

Tu inviasti loro in castigo

una massa di animali senza ragione,

16 perché capissero che con quelle stesse cose

per cui uno pecca, con esse è poi castigato.

17 Certo, non aveva difficoltà la tua mano onnipotente,

che aveva creato il mondo da una materia senza forma,

a mandare loro una moltitudine di orsi e leoni feroci

18 o belve ignote, create apposta, piene di furore,

o sbuffanti un alito infuocato

o esalanti vapori pestiferi

o folgoranti con le terribili scintille degli occhi,

19 bestie di cui non solo l' assalto poteva sterminarli,

ma annientarli anche l' aspetto terrificante.

20 Anche senza questo potevan soccombere con un soffio,

perseguitati dalla giustizia

e dispersi dallo spirito della tua potenza.

Ma tu hai tutto disposto con misura, calcolo e peso.

21 Prevalere con la forza ti è sempre possibile;

chi potrà opporsi al potere del tuo braccio?

22 Tutto il mondo davanti a te, come polvere sulla bilancia,

come una stilla di rugiada mattutina caduta sulla terra.

23 Hai compassione di tutti, perché tutto tu puoi,

non guardi ai peccati degli uomini,

in vista del pentimento.

24 Poiché tu ami tutte le cose esistenti

e nulla disprezzi di quanto hai creato;

se avessi odiato qualcosa, non l' avresti neppure creata.

25 Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi?

O conservarsi se tu non l' avessi chiamata all' esistenza?

26 Tu risparmi tutte le cose,

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Sapienza 10

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Sapienza

 

 

10 La Sapienza nella storia da Adamo a Noè

1 Essa protesse il padre del mondo, formato per primo da Dio,

quando fu creato solo;

poi lo liberò dalla sua caduta

2 e gli diede la forza per dominare su tutte le cose.

3 Ma un ingiusto, allontanatosi da essa nella sua collera

perì per il suo furore fratricida.

4 A causa sua la terra fu sommersa,

ma la sapienza di nuovo la salvò

pilotando il giusto e per mezzo di un semplice legno.

5 Essa, quando le genti furono confuse,

concordi soltanto nella malvagità,

riconobbe il giusto

e lo conservò davanti a Dio senza macchia

e lo mantenne forte

nonostante la sua tenerezza per il figlio.

6 E mentre perivano gli empi, salvò un giusto,

che fuggiva il fuoco caduto sulle cinque città.

7 Quale testimonianza di quella gente malvagia

esiste ancora una terra desolata, fumante

insieme con alberi che producono frutti immaturi

e a memoria di un' anima incredula,

s' innalza una colonna di sale.

8 Allontanandosi dalla sapienza,

non solo ebbero il danno di non conoscere il bene,

ma lasciarono anche ai viventi un ricordo di insipienza,

perché le loro colpe non rimanessero occulte.

9 Ma la sapienza liberò i suoi devoti dalle sofferenze:

10 essa condusse per diritti sentieri

il giusto in fuga dall' ira del fratello,

gli mostrò il regno di Dio

e gli diede la conoscenza delle cose sante;

gli diede successo nelle sue fatiche

e moltiplicò i frutti del suo lavoro.

11 Lo assistette contro l' avarizia dei suoi avversari

e lo fece ricco;

12 lo custodì dai nemici,

lo protesse da chi lo insidiava,

gli assegnò la vittoria in una lotta dura,

perché sapesse che la pietà è più potente di tutto.

13 Essa non abbandonò il giusto venduto,

ma lo preservò dal peccato.

14 Scese con lui nella prigione,

non lo abbandonò mentre era in catene,

finché gli procurò uno scettro regale

e potere sui propri avversari,

smascherò come mendaci i suoi accusatori

e gli diede una gloria eterna.

15 Essa liberò un popolo santo e una stirpe senza macchia

da una nazione di oppressori.

16 Entro nell' anima di un servo del Signore

e si oppose con prodigi e con segni a terribili re.

17 Diede ai santi la ricompensa delle loro pene,

li guidò per una strada meravigliosa,

divenne loro riparo di giorno

e luce di stelle nella notte.

18 Fece loro attraversare il Mar Rosso,

guidandoli attraverso molte acque;

19 sommerse invece i loro nemici

e li rigettò dal fondo dell' abisso.

20 Per questo i giusti spogliarono gli empi

e celebrarono, Signore, il tuo nome santo

e lodarono concordi la tua mano protettrice,

21 perché la sapienza aveva aperto la bocca dei muti

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Sapienza 9

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Sapienza

 

 

9 Preghiera di Salomone

1 «Dio dei padri e Signore di misericordia,

che tutto hai creato con la tua parola,

2 che con la tua sapienza hai formato l' uomo,

perché domini sulle creature fatte da te,

3 e governi il mondo con santità e giustizia

e pronunzi giudizi con animo retto,

4 dammi la sapienza, che siede in trono accanto a te

e non mi escludere dal numero dei tuoi figli,

5 perché io sono tuo servo e figlio della tua ancella,

uomo debole e di vita breve,

incapace di comprendere la giustizia e le leggi.

6 Se anche uno fosse il più perfetto tra gli uomini,

mancandogli la tua sapienza, sarebbe stimato un nulla.

7 Tu mi hai prescelto come re del tuo popolo

e giudice dei tuoi figli e delle tue figlie;

8 mi hai detto di costruirti un tempio sul tuo santo monte,

un altare nella città della tua dimora,

un' imitazione della tenda santa

che ti eri preparata fin da principio.

9 Con te è la sapienza che conosce le tue opere,

che era presente quando creavi il mondo;

essa conosce che cosa è gradito ai tuoi occhi

e ciò che è conforme ai tuoi decreti.

10 Inviala dai cieli santi,

mandala dal tuo trono glorioso,

perché mi assista e mi affianchi nella mia fatica

e io sappia ciò che ti è gradito.

11 Essa infatti tutto conosce e tutto comprende,

e mi guiderà prudentemente nelle mie azioni

e mi proteggerà con la sua gloria.

12 Così le mie opere ti saranno gradite;

io giudicherò con equità il tuo popolo

e sarò degno del trono di mio padre.

13 Quale uomo può conoscere il volere di Dio?

Chi può immaginare che cosa vuole il Signore?

14 I ragionamenti dei mortali sono timidi

e incerte le nostre riflessioni,

15 perché un corpo corruttibile appesantisce l' anima

e la tenda d' argilla grava la mente dai molti pensieri.

16 A stento ci raffiguriamo le cose terrestri,

scopriamo con fatica quelle a portata di mano;

ma chi può rintracciare le cose del cielo?

17 Chi ha conosciuto il tuo pensiero,

se tu non gli hai concesso la sapienza

e non gli hai inviato il tuo santo spirito dall' alto?

18 Così furono raddrizzati i sentieri di chi è sulla terra;

gli uomini furono ammaestrati in ciò che ti è gradito;

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Sapienza 8

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Sapienza

 

 

8 La Sapienza procura tutti i beni

1 Essa si estende da un confine all' altro con forza,

governa con bontà eccellente ogni cosa.

2 Questa ho amato e ricercato fin dalla mia giovinezza,

ho cercato di prendermela come sposa,

mi sono innamorato della sua bellezza.

3 Essa manifesta la sua nobiltà,

in comunione di vita con Dio,

perché il Signore dell' universo l' ha amata.

4 Essa infatti è iniziata alla scienza di Dio

e sceglie le opere sue.

5 Se la ricchezza è un bene desiderabile in vita,

quale ricchezza è più grande della sapienza,

la quale tutto produce?

6 Se l' intelligenza opera,

chi, tra gli esseri, è più artefice di essa?

7 Se uno ama la giustizia,

le virtù sono il frutto delle sue fatiche.

Essa insegna infatti la temperanza e la prudenza,

la giustizia e la fortezza,

delle quali nulla è più utile agli uomini nella vita.

8 Se uno desidera anche un' esperienza molteplice,

essa conosce le cose passate e intravede le future,

conosce le sottigliezze dei discorsi

e le soluzioni degli enigmi,

pronostica segni e portenti,

come anche le vicende dei tempi e delle epoche.

9 Ho dunque deciso di prenderla a compagna della mia vita,

sapendo che mi sarà consigliera di bene

e conforto nelle preoccupazioni e nel dolore.

10 Per essa avrò gloria fra le folle

e, anche se giovane, onore presso gli anziani.

11 Sarò trovato acuto in giudizio,

sarò ammirato di fronte ai potenti.

12 Se tacerò, resteranno in attesa;

se parlerò, mi presteranno attenzione;

se prolungherò il discorso,

si porranno la mano sulla bocca.

13 Per essa otterrò l' immortalità

e lascerò un ricordo eterno ai miei successori.

14 Governerò i popoli e le nazioni mi saranno soggette;

15 sentendo il mio nome sovrani terribili mi temeranno,

tra il popolo apparirò buono e in guerra coraggioso.

16 Ritornato a casa, riposerò vicino a lei,

perché la sua compagnia non dà amarezza,

né dolore la sua convivenza,

ma contentezza e gioia.

17 Riflettendo su tali cose in me stesso

e pensando in cuor mio

che nell' unione con la sapienza c' è l' immortalità

18 e nella sua amicizia grande godimento

e nel lavoro delle sue mani una ricchezza inesauribile

e nell' assiduità del rapporto con essa prudenza

e nella partecipazione ai suoi discorsi fama,

andavo cercando come prenderla con me.

19 Ero un fanciullo di nobile indole,

avevo avuto in sorte un' anima buona

20 o piuttosto, essendo buono,

ero entrato in un corpo senza macchia.

21 Sapendo che non l' avrei altrimenti ottenuta,

se Dio non me l' avesse concessa,

- ed era proprio dell' intelligenza

sapere da chi viene tale dono -

mi rivolsi al Signore e lo pregai,

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Sapienza 7

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Sapienza

 

 

7 Salomone come uomo

1 Anch' io sono un uomo mortale come tutti,

discendente del primo essere plasmato di creta.

Fui formato di carne nel seno di una madre,

2 durante dieci mesi consolidato nel sangue,

frutto del seme d' un uomo e del piacere compagno del sonno.

3 Anch' io appena nato ho respirato l' aria comune

e sono caduto su una terra uguale per tutti,

levando nel pianto uguale a tutti il mio primo grido.

4 E fui allevato in fasce e circondato di cure;

5 nessun re iniziò in modo diverso l' esistenza.

6 Si entra nella vita e se ne esce alla stessa maniera.

7 Per questo pregai e mi fu elargita la prudenza;

implorai e venne in me lo spirito della sapienza.

8 La preferii a scettri e a troni,

stimai un nulla la ricchezza al suo confronto;

9 non la paragonai neppure a una gemma inestimabile,

perché tutto l' oro al suo confronto è un po' di sabbia

e come fango sarà valutato di fronte ad essa l' argento.

10 L' amai più della salute e della bellezza,

preferii il suo possesso alla stessa luce,

perché non tramonta lo splendore che ne promana.

11 Insieme con essa mi sono venuti tutti i beni;

nelle sue mani è una ricchezza incalcolabile.

12 Godetti di tutti questi beni, perché la sapienza li guida,

ma ignoravo che di tutti essa è madre.

13 Senza frode imparai e senza invidia io dono,

non nascondo le sue ricchezze.

14 Essa è un tesoro inesauribile per gli uomini;

quanti se lo procurano si attirano l' amicizia di Dio,

sono a lui raccomandati per i doni del suo insegnamento

15 Mi conceda Dio di parlare secondo conoscenza

e di pensare in modo degno dei doni ricevuti,

perché egli è guida della sapienza

e i saggi ricevono da lui orientamento.

16 In suo potere siamo noi e le nostre parole,

ogni intelligenza e ogni nostra abilità.

17 Egli mi ha concesso la conoscenza infallibile delle cose,

per comprender la struttura del mondo

e la forza degli elementi,

18 il principio, la fine e il mezzo dei tempi,

l' alternarsi dei solstizi e il susseguirsi delle stagioni,

19 il ciclo degli anni e la posizione degli astri,

20 la natura degli animali e l' istinto delle fiere,

i poteri degli spiriti e i ragionamenti degli uomini,

la varietà delle piante e le proprietà delle radici.

21 Tutto ciò che è nascosto e ciò che è palese io lo so,

poiché mi ha istruito la sapienza,

artefice di tutte le cose.

22 In essa c' è uno spirito intelligente, santo,

unico, molteplice, sottile,

mobile, penetrante, senza macchia,

terso, inoffensivo, amante del bene, acuto,

23 libero, benefico, amico dell' uomo,

stabile, sicuro, senz' affanni,

onnipotente, onniveggente

e che pervade tutti gli spiriti

intelligenti, puri, sottilissimi.

24 La sapienza è il più agile di tutti i moti;

per la sua purezza si diffonde e penetra in ogni cosa.

25 È un' emanazione della potenza di Dio,

un effluvio genuino della gloria dell' Onnipotente,

per questo nulla di contaminato in essa s' infiltra.

26 È un riflesso della luce perenne,

uno specchio senza macchia dell' attività di Dio

e un' immagine della sua bontà.

27 Sebbene unica, essa può tutto;

pur rimanendo in se stessa, tutto rinnova

e attraverso le età entrando nelle anime sante,

forma amici di Dio e profeti.

28 Nulla infatti Dio ama se non chi vive con la sapienza.

29 Essa in realtà è più bella del sole

e supera ogni costellazione di astri;

paragonata alla luce, risulta superiore;

30 a questa, infatti, succede la notte,

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Sapienza 6

Preghiere Online - Sapienza 6

Sapienza

 

 

6 La sapienza e l' autorità

1 Ascoltate, o re, e cercate di comprendere;

imparate, governanti di tutta la terra.

2 Porgete l' orecchio, voi che dominate le moltitudini

e siete orgogliosi per il gran numero dei vostri popoli.

3 La vostra sovranità proviene dal Signore;

la vostra potenza dall' Altissimo,

il quale esaminerà le vostre opere

e scruterà i vostri propositi;

4 poiché, pur essendo ministri del suo regno,

non avete governato rettamente,

né avete osservato la legge

né vi siete comportati secondo il volere di Dio.

5 Con terrore e rapidamente egli si ergerà contro di voi

poiché un giudizio severo si compie

contro coloro che stanno in alto.

6 L' inferiore è meritevole di pietà,

ma i potenti saranno esaminati con rigore.

7 Il Signore di tutti non si ritira davanti a nessuno,

non ha soggezione della grandezza,

perché egli ha creato il piccolo e il grande

e si cura ugualmente di tutti.

8 Ma sui potenti sovrasta un' indagine rigorosa.

9 Pertanto a voi, o sovrani, sono dirette le mie parole,

perché impariate la sapienza e non abbiate a cadere.

10 Chi custodisce santamente le cose sante sarà santificato

e chi si è istruito in esse vi troverà una difesa.

11 Desiderate, pertanto, le mie parole;

bramatele e ne riceverete istruzione.

12 La sapienza è radiosa e indefettibile,

facilmente è contemplata da chi l' ama

e trovata da chiunque la ricerca.

13 Previene, per farsi conoscere, quanti la desiderano.

14 Chi si leva per essa di buon mattino non faticherà,

la troverà seduta alla sua porta.

15 Riflettere su di essa è perfezione di saggezza,

chi veglia per lei sarà presto senza affanni.

16 Essa medesima va in cerca di quanti sono degni di lei,

appare loro ben disposta per le strade,

va loro incontro con ogni benevolenza.

17 Suo principio assai sincero è il desiderio d' istruzione;

la cura dell' istruzione è amore;

18 l' amore è osservanza delle sue leggi;

il rispetto delle leggi è garanzia di immortalità

19 e l' immortalità fa stare vicino a Dio.

20 Dunque il desiderio della sapienza conduce al regno.

21 Se dunque, sovrani dei popoli,

vi dilettate di troni e di scettri,

onorate la sapienza, perché possiate regnare sempre.

22 Esporrò che cos' è la sapienza e come essa nacque;

non vi terrò nascosti i suoi segreti.

Seguirò le sue tracce fin dall' origine,

metterò in luce la sua conoscenza,

non mi allontanerò dalla verità.

23 Non mi accompagnerò con l' invidia che consuma,

poiché essa non ha nulla in comune con la sapienza.

24 L' abbondanza dei saggi è la salvezza del mondo;

un re saggio è la salvezza di un popolo.

25 Lasciatevi dunque ammaestrare dalle mie parole

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