Sacro Cuore di Gesù (69)

Sezione interamente dedicata al Sacro Cuore di Gesù

Categorie figlie

I nove primi venerdì del mese

PREGHIERA PER LA NOSTRA PATRIA AL SACRO CUORE DI GESÙ

Cuore di Gesù, che hai posto a Roma la sede del tuo dolce Vicario in terra, il Papa, e il centro della cattolicità, Tu ci hai dato 1'Italia, terra da Te prediletta, e ci chiedi di amarla. Proteggi la nostra patria e conservala degna delle sue nobili tradizioni religiose e civili. Tu nei secoli 1'hai voluta terra di Santi, di geni e di eroi, maestra di fede e civiltà tra i popoli, fa' che non venga mai meno alla sua nobile missione.

Benedici, proteggi ed illumina chi ci governa e tutti glI italiani. Tieni lontani dai suoi confini gli egoismi, il terrorismo, la guerra e le discordie. Dalla patria della terra, per l'intercessione dei Santi Patroni Francesco d' Assisi e Caterina da' Siena, possiamo tutti raggiungere la patria del cielo.

Cuore di Gesù, proteggi il Papa, difendilo da chi lo avversa, assistilo nelle difficoltà del suo supremo ministero pastorale. Illuminato dallo Spirito Santo, sia maestro e padre infallibile dei tuoi fedeli nella pace e nell'unità di tutti gli uomini.

Amen.

(P. Giuliano Ferrini, "Al Cuore di Gesù")

 

 

 

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I nove primi venerdì del mese

I NOVE PRIMI VENERDI’ DEL MESE

1° Venerdì:

ATTIRACI A TE

1. Invocazione

Ti ringraziamo, Padre, perché in Gesù Cristo ci riveli il mistero del tuo immenso amore e in lui ci chiami a testimoniare la tua carità. Tu che benedici chi ti benedici e santifichi chi confida in te, salvaci da ogni male, conservaci nella tua comunione e fa' che ti vediamo presente nel nostro cammino.

 

2. Lettura (Gv 12,20-33)

Tra quelli che erano saliti a Gerusalemme per il culto durante la festa, c'erano anche alcuni greci. Questi si avvicinarono a Filippo, che era di Betsalda di Galilea, e gli chiesero: "Signore, vogliamo vedere Gesù". Filippo andò a dirlo ad Andrea, e poi Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù. Gesù rispose: "E’ giunta l'ora che sia glorificato il Figlio dell'uomo. ln verità, in verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo. Se invece muore, produce molto frutto. Chi ama la sua vita la perde e chi odia la sua vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna. Se uno mi vuol servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servo. Se uno mi serve, il Padre lo onorerà. Ora l'anima mia è turbata. E che devo dire? Padre, salvami da questa ora? Ma per questo sono giunto a questa ora! Padre, glorifica il tuo nome". Venne una voce dal cielo: "L'ho glorificato e di nuovo glorificherò!". La folla che era presente e aveva udito, diceva che era stato un tuono. Altri dicevano: "Un Angelo gli ha parlato". Gesù rispose: "Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora è il giudizio di questo mondo; ora il principe di questo mondo sarà gettato fuori. Io, quando sarò elevato da terra, attirerò tutti a me". Questo Gesù diceva per indicare di qual morte doveva morire.

 

3. Meditazione

Gesù indica la sua croce: "Quando sarò elevato da terra attirerò tutti a me" (Gv 12,32). Già nel colloquio con Nicodemo, Gesù gli aveva confidato: "Come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell'uomo, perché chiunque crede in Lui abbia la via eterna" (Gv 3,14). Questa affermazione, come aveva lasciato Nicodemo nel mistero, così ora lascia nella conflisione anche la folla di Gerusalemme, la quale non sa trovare un nesso logico tra l'ingresso trionfale del Maestro nella città santa e l'annuncio della sua morte in croce. Bisogna imparare a contemplare Gesù nel Crocifisso, con la fede del discepolo, che non vede su quel patibolo, riservato agli schiavi e al turbolenti, un uomo "fallito" e tolto definitivamente dalla storia, ma il Figlio "glorificato" dal Padre, aver dato tutto: la parola, le fatiche, l'obbedienza, la vita, per amore. Dobbiamo fissare il nostro sguardo nel Crocifisso, con la certezza di essere stati ritrascritti nel libro della Vita, a causa di quel sangue uscito dal suo costato aperto e dal suo cuore trafitto. È un amore che ci ha purificati e salvati; un amore che ci ha rigenerati alla vera vita e ci ha riuniti nella comunione con Dio; un amore che ci ha infiammati e inebriati, fino al dono di noi stessi agli altri. Noi non possiamo guardare colui che hanno trafitto, con semplici occhi umani, ma con la mente e il cuore ripieni di fede. Dobbiamo annunciare che l'amore misericordioso di Dio, che si è manifestato nel Gesù di Nazaret, nel Verbo fatto carne, morto e risorto, ha scritto la pagina di storia più stupenda e convincente sulle alture del Calvario. Lasciamoci attrarre dal volto di Cristo! Fissiamo con fiducia il nostro sguardo nel suo Cuore! Egli ci attira a sé, perché siamo suoi.

 

4. Preghiamo

Ti presentiamo, Padre, la povertà del nostro cuore, perché lo riempia della tua misericordia. Rendici abili a scoprire la tua volontà nelle situazioni della vita e rendici docili alla voce di Cristo, perché possiamo essere, a sua imitazione, veri servi dei nostri fratelli. Donaci la mitezza del Cuore di Cristo, perché possiamo annunciare la tua misericordia, con la generosità del perdono. Veglia sui nostri pensieri, parole e azioni; custodiscici, perché le nostre opere siano volute e compiute a gloria del tuo nome e per la salvezza del mondo. Amen.

 

2° Venerdì:

TU SEI LA VERA VITE

1. Invocazione

Padre di bontà e Dio di consolazione, tu ci ami sempre nel tuo Figlio Gesù, che si umilia per noi e ci risolleva dalle cadute del peccato e dalla morte; rinnovaci dunque nella gioia e nella sicura speranza perché non soccombiamo sotto il peso delle colpe, ma sappiamo risollevarci per poter partecipare alla felicità eterna. Amen.

 

2. Lettura (Gv 15,1-14)

In quel tempo Gesù disse: "Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie, e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto. Voi siete già mondi, per la parola che vi ho annunziato. Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può far frutto da se stesso, se non rimane nella vite, così anche voi, se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci. Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla. Chi non rimane in me viene gettato via come il tralcio e si secca, e poi lo raccolgono e lo gettano nel fuoco e lo bruciano. Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quel che volete e vi sarà dato. In questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto e diventiate miei discepoli. Come il Padre ha amato me, così anch'io ho amato voi. Rimanete nel mio amore! Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Questo vi ho detto perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena. Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io vi ho amati. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici. Voi siete miei amici, se farete ciò che io vi comando.

 

3. Meditazione

Con l'immagine biblica della vite e dei tralci, Gesu ci sottolinea la necessità della sua presenza nel mondo del nostro cuore, della nostra famiglia, della nostra comunità. Senza la sua presenza, saremmo incapaci di opere buone. Nel linguaggio dei profeti, la vigna rappresentava il popolo d'Israele: vigna amata e curata dalle mani del Signore. Sradicata quella vigna, vale a dire, scomparsa quella porzione di increduli, Gesù è diventato la nuova vigna e i cristiani i nuovi tralci, destinati a produrre frutti di opere buone. Noi siamo veramente tralci produttivi? Ci lasciamo veramente potare dei nostri difetti? Ogni cristiano dovrebbe essere un tralcio, docile all’amore del Padre, che è il coltivatore del suo popolo. Diversamente diventa un tralcio inutile, che viene tagliato e gettato via. Non è il vignaiolo, che ci toglie dalla sua vigna, ma siamo noi a staccarci, per innestarci nell'albero della morte. Gesù ha spalancato la porta dei suo cuore. Tutti possiamo varcare quella soglia per saziare la nostra sete di amore e di speranza; tutti possiamo beneficiare dei tesori di grazia, che fluiscono dal suo costato aperto, la cui sorgente inesauribile è il suo cuore. Come raggiungere questa fonte inesauribile di vita? Ricevendo i sacramenti con fede. Con il battesimo siamo diventati figli adottivi di Dio; con la cresima abbiamo avuto la forza di essere testimoni della nostra fede; con l'eucaristia riceviamo il nutrimento, che alimenta la nostra vita spirituale; con la penitenza riceviamo il perdono dei nostri peccati. Siamo tralci docili nelle mani di Dio!

4.Preghiamo

Padre buono e santo, tu sei vicino ai tuoi figli e ti riveli a noi in ogni modo: ci sostenga sempre la forza e la pazienza del tuo immenso amore; porti frutto la tua parola, seme e lievito della Chiesa, perché si ravvivi la speranza di una umanità nuova, che il Signore al suo ritorno farà splendere nel tuo regno. Ascolta nel tuo Spirito e in nome del Signore Gesù.

 

3° Venerdì:

ECCO L’AGNELLO DI DIO

1. Invocazione

Signore, Dio dell'universo, che crei per esigenza d'amore, hai dato come modello di vita per tutti gli uomini del mondo il tuo Figlio Gesù, il Cristo, venuto nella fragilità umana e offerto in sacrificio per noi fino all'umiliazione in croce: fa' che rimanga presente il grande insegnamento della sua volontaria passione, per partecipare tutti insieme alla gloria della risurrezione. Ascoltaci nella tua bontà.

 

2. Lettura (Gv 1,29-34)

In quel tempo, Giovanni vedendo Gesù venire verso di lui disse: "Ecco l'Agnello di Dio, ecco colui che toglie il peccato del mondo! Ecco colui del quale io dissi: Dopo di me viene un uomo, che mi è passato avanti, perché era prima di me. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare con acqua, perché Egli fosse fatto conoscere a Israele". Giovanni rese testimonianza dicendo: "Ho visto lo Spirito scendere come una colomba dal cielo e posarsi su di lui. Io non lo conoscevo, ma chi mi ha inviato a battezzare con acqua, mi aveva detto: L'uomo sul quale vedrai scendere e rimanerc lo Spirito è colui che battezza in Spirito santo. E io ho visto e ho reso testimonianza che questi è il Figlio di Dio.

 

3. Meditazione

Giovanni Battista è il profeta che ha avuto da Dio il compito di presentare a Israele e al mondo intero Gesù di Nazaret, Figlio di Dio nato da Maria. Egli l'ha presentato nell'immagine dell'agnello: l'Agnello pasquale, che dà il via, nel segno del suo sangue, alla Nuova Alleanza tra Dio e l'umanità. Con l'avvento di Gesù, cessano tutti gli altri sacrifici dell'Antico Testamento. Ha fine anche la cena pasquale degli ebrei, da essi celebrata mangiando l'agnello, in memoria della liberazione del popolo dalla schiavitù d'Egitto. Gesù è il nuovo Agnello, che è stato immolato per la liberazione dal male del peccato, che rende l'uomo schiavo delle sue stesse mani, incapace di allargarsi per innalzare a Dio una preghiera di lode e di ringraziamento, di supplica e di riconciliazione. Per questo l'autore dell'Apocalisse canta: "L'Agnello che fu immolato è degno di ricevere potenza e ricchezza, sapienza e forza, onore, gloria e benedizione" (Ap 5,12). Gesù è l'Agnello immolato, che ci ha ridato fiducia nella vita, togliendoci dalle tenebre del male per riportarci alla luce del bene. Ora Gesù spera di trovare in noi una risposta d'amore e di solidarietà, nell'offerta della nostra stessa vita per togliere il peccato del mondo. Ognuno di noi, pensando nei propri e negli altrui peccati, deve sentirsi solidale con Cristo che prega: "Padre, perdonali, perché non sanno quello che fanno" (Lc 23,33). Impariamo a tenere vivi nella memoria gli eventi della nostra salvezza. Giustamente è stato scritto: "Non bisogna considerare i misteri della vita di Cristo come avvenimenti passati, ma come cose vive e presenti, di cui si deve raccogliere, in ogni tempo, un frutto presente ed eterno". Chi aderisce a Cristo impara a gustare le ricchezze umane e divine, che Egli contiene nel suo.

 

4. Preghiamo

Signore Dio, nostro Padre, noi vaghiamo ancora lontani nel deserto di questo mondo; ora ci rivolgiamo a te con l'estrema fiducia di figli: rendici fedeli discepoli della tua infinita sapienza che ha in Gesù crocifisso il suo maestro e la sua cattedra, perché impariamo a vincere le tentazioni e le paure che sorgono dal nostro cuore e possiamo camminare sicuri verso la vita che ci hai data.

 

4° Venerdì:

IMPARATE DA ME!

1. Invocazione

Padre buono e santo, volgi il tuo sguardo a noi tuoi figli di elezione e mostra anche oggi la tua continua benevolenza verso il tuo popolo che ti ritiene pastore e guida, rinnova l'opera stupenda della tua creazione e custodisci nell'amore ciò che hai rinnovato col sacrificio del tuo Figlio. Ascoltaci nel tuo Spirito e in nome di Gesù. Amen.

 

2. Lettura (Mt 11,25-30)

In quel tempo Gesù disse: "Ti benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così è piaciuto a te. Tutto mi è stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conoscesse il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerò. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo, infatti, è dolce e il mio carico leggero".

 

3. Meditazione

Gesù si è rivelato ai piccoli, agli umili, ai semplici. Egli ha trovato un ostacolo insormontabile in chi presume di risolvere tutti i problemi della vita, appellandosi a una scienza, che mai potrà penetrare nel mistero dell' amore di Dio. Ci sono tanti umili tra gli uomini di scienza e tanti presuntuosi tra il numero degli sprovveduti. Chi rivolge seriamente il suo sguardo verso il Cuore di Gesù non può certo cadere nel languore di un vago sentimentalismo, né esaurire la sua devozione in pratiche formalistiche, senza l'impegno di una risposta d'amore, attiva e permanente. Non si può rimanere insensibili di fronte a chi ha dato tutto, fino al sacrificio cruento della propria vita. Qual è, infatti, il Gesù caro alla nostra mente e al nostro cuore? E’ il Gesù che mostra le piaghe delle mani e dei piedi, la ferita del costato aperto e del cuore trafitto, il volto da cui traspare mitezza e comprensione. Egli continuamente ci invita a cercare ristoro nella sua parola, nella sua presenza nella nostra storia, che viviamo spesso con fatica e nella sofferenza. Gesù ha detto di avere un cuore mite e umile! Dire cuore e penetrare nell'essere di una persona, e aprire il libro dove si annidano i suoi pensieri, è leggere negli occhi i sentimenti più occulti, è scorgere nei gesti e nelle parole l'autenticità del suo dire, senza barriere e senza finzioni. E dire "Sacro Cuore" è chiamare sulla scena umana lo stesso Gesù, nel cui petto "batte un cuore animato da sentimenti pienamente umani di mitezza e di religiosa umiltà". Mosso da questo amore divino e umano, Gesù volle e seppe vivere, con mitezza e umiltà, con obbedienza e servizio, tutta la sua vita terrena, nella quiete domestica di Nazaret, con Maria e Giuseppe; nelle operose e dinamiche peregrinazioni apostoliche, tra folle esultanti e persone ostili; negli innumerevoli prodigi operati a favore dei bisognosi; nelle sue situazioni di sofferenza, imposta dalla fame e dalla sete, dalla fatica e dalla stanchezza, dalle incomprensioni e dalle persecuzioni. La bontà del suo cuore superò ogni attesa, quando, dal patibolo della croce, chiese al Padre di perdonare a quanti lo avevano crocifisso e affidò alle cure materne di Maria la fragilità umana della sua chiesa. Egli raggiunse il culmine della sua generosità, quando promise al ladrone, condannato dalla giustizia umana, di portarlo con sé in paradiso, riconciliato con Dio e con gli uomini. Ora Gesù è rimasto in mezzo a noi, carico di quello stesso amore di pietà e di misericordia.

 

4. Preghiamo

Ci rivolgiamo fiduciosi a te, Padre, Figlio e Spirito Santo, fonte della vita e della santità, certi che tu rimani fedele e non abbandoni chi t’invoca: infrangi la nostra durezza della mente e del cuore perché sappiamo accogliere con semplicità di fanciulli i tuoi insegnamenti paterni e portiamo frutti copiosi di vera e continua conversione, per vivere nella libertà e nella gioia promesse. Amen.

 

 

5° Venerdì:

IO SONO IL BUON PASTORE

1. Invocazione

Signore Dio, grande e buono, ti glorifica la tua Chiesa contemplando il mistero della tua infinita sapienza con la quale hai creato e ordinato il nostro mondo; tu ci hai riconciliati in Gesù e santificati nel tuo Spirito: concedi a tutti noi che, nella pazienza e nella speranza, possiamo giungere alla piena conoscenza di te che sei amore, verità e vita. Ascoltaci nella tua bontà.

 

2. Lettura (Gv 10,11-18)

In quel tempo Gesù disse: "Io sono il buon pastore. Il buon pastore offre la vita per le pecore. Il mercenario invece, che non è pastore e al quale le pecore non appartengono, vede venire il lupo, abbandona le pecore e fugge, e il lupo le rapisce e le disperde. Egli è mercenario e non gli importa delle pecore. Io sono il buon pastore, conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me, come il Padre conosce me e io conosco il Padre; e offro la vita per le pecore. E ho altre pecore, che non sono di questo ovile; anche queste io devo condurre; ascolteranno la mia voce e diventeranno un solo gregge e un solo pastore. Per questo il Padre mi ama: perché io offro la mia vita per poi riprendermela di nuovo. Nessuno me la toglie, ma la offro da me stesso, poiché ho il potere di offrirla e il potere di riprenderla di nuovo. Questo comando ho ricevuto dal Padre mio".

 

3. Meditazione

L'immagine di Gesù, "Buon Pastore", avrà certo fatto presa nel cuore della gente del suo tempo, poiché le colline, la pianura e persino il deserto erano ancora percorsi da umili e semplici pastori, uniti al loro gregge, come l'anima al corpo. Si distingueva il vero pastore dal salariato: il pastore, padrone e signore del gregge, lo difendeva anche a rischio della propria vita, mentre il salariato, più interessato a se stesso, nel momento del pericolo era più propenso ad abbandonare le pecore alla mercé dei ladri o dei lupi. Nella cultura biblica, la figura del pastore era il simbolo del legislatore saggio e giusto, della guida sicura e prudente, del padre buono e attento. Tutto questo proveniva dalla nobiltà del suo cuore: un cuore vigilante e benevolo, generoso e fedele. Per questo, il pastore per eccellenza era Dio, che si era preso a cuore la vita del suo popolo. Gesù indica in se stesso il buon pastore annunciato da Ezechiele nell'oracolo del Signore: "Susciterò per loro un pastore che le pascerà, Davide mio servo. Egli le condurrà al pascolo, sarà il loro pastore" (Ez 34,23). Gesù ha saputo dare tutto sé stesso per ricondurre le pecore al pascoli rigogliosi sui monti d'Israele, per riportare all'ovile quelle smarrite, per fasciare quelle ferite, per curare le ammalate. È la descrizione chiara e realistica della nostra situazione umana: a volte noi stessi ci sentiamo smarriti, feriti dal nostri stessi difetti, colpiti da una crisi di fede, da momenti di scoraggiamento, da sensazioni di vuoto spirituale. Chi ci può far uscire da questo stato di depressione morale e spirituale? Gesù, il Buon Pastore: è suo compito ricondurci alla fiducia, alla pace, alla riconciliazione. Gesù vive in mezzo a noi, è immerso nei nostri problemi, è l'amico fedele della nostra vita, il maestro che non abbandona i suoi discepoli. Gesù è il pastore instancabile, che non si accontenta delle novantanove pecore docili alla sua voce, ma va in cerca della smarrita, che non sempre si lascia trovare. Solo il Cuore di Gesù, pastore divino, ha la capacità e il potere di liberarci da un cuore di "pietra", freddo e insensibile, per far posto a un cuore di "carne", vale a dire, a un cuore umano che, a detta di S. Agostino, non ha pace finché non trova riposo in Dio. Rivestiamoci di umiltà e di fiducia, per uscire dallo stato di indifferenza di cui spesso siamo vittime. Viviamo nella certezza della misericordia di Dio.

 

4. Preghiamo

Signore Dio, Padre nostro, fonte della gioia e della pace, tu continui a rivelarti in Gesù e affidi al suo potere regale le sorti dei singoli uomini e di tutti i popoli del mondo: sostieni la nostra fragilità con la forza del tuo Spirito e fa' che nelle varie vicende vissute nel corso del tempo non ci separiamo mai dal nostro buon pastore che ci guida con sicurezza alle sorgenti della vita.

 

6° Venerdì:

TU SEI LA NOSTRA SPERANZA

1. Invocazione

Padre onnipotente e santo; ti ringraziamo per averci dato Gesù come Redentore: in lui, tuo unico Figlio, hai vinto la nostra morte e ci hai aperto il passaggio alla gioia della vita eterna; concedi a noi cristiani, che celebriamo con esultanza la risurrezione, di essere rinnovati nel cuore dalla forza del tuo Spirito, per rinascere ogni giorno nella luce del Signore risorto.

 

2. Lettura (Lc 24,13-35)

Quello stesso giorno (in cui Gesù era risorto), due discepoli stavano andando a Emmaus. Lungo la via parlavano e discutevano tra di loro di quello che era accaduto in quei giorni a Gernsalemme. Mentre ne discutevano, Gesù si avvicinò e si mise a camminare con loro. Essi però non lo riconobbero, perché i loro occhi erano come accecati. Gesù domandò loro: "Di che cosa state discutendo tra di voi mentre camminate?". Essi allora si fermarono, tristi. Uno di loro, un certo Cleopa, disse a Gesù: "Sei tu l'unico a Gernsalemme a non sapere quello che è successo in questi ultimi giorni?". Gesù domandò: "Che cosa è successo?", e quelli risposero: "Il caso di Gesù, il Nazareno! Era un profeta potente davanti a Dio e agli uomini, sia per quel so che faceva, sia per quel che diceva. Ma i capi dei sacerdoti e del popolo lo hanno condannato a morte e l'hanno fatto crocifiggere. Noi speravamo che fosse lui a liberare il popolo d'Israele"... Gesù disse loro: "Voi capite poco davvero. Il Messia non doveva forse soffrire queste cose prima di entrare nella sua gloria?". Quindi Gesù spiegò ai due discepoli i passi della Bibbia, che lo riguardavano... Intanto arrivarono al villaggio dove erano diretti, e Gesù fece finta di voler continuare il viaggio. Ma quei due discepoli lo trattennero dicendo: "Resta con noi, perché il sole ormai tramonta". Perciò Gesù entrò nel villaggio per rimanere con loro. Poi si mise a tavola, prese il pane e pronunciò la preghiera di benedizione; lo spezzo e cominciò a distribuirlo. In quel momento gli occhi dei due discepoli si aprirono e riconobbero Gesù, ma lui spari dalla loro vista.

 

3. Meditazione

È impossibile descrivere la tristezza e l'amarezza del cuore: "Speravamo che fosse lui a liberare Israele". E una speranza delusa, forse perché troppo umana; una incredulità amara, forse perché erano penetrati con fede nel cuore di Gesù, una tristezza profonda, perché sentivano di non poter vivere senza di lui. Eppure Gesù era con loro, camminava con loro, ma non riuscivano a riconoscerlo. Lo riconobbero quando Gesù spezzò il pane. La risurrezione di Gesù è stato l'evento fondamentale che ha riunito nella fede il gruppo dei discepoli e ha dato il via alle prime comunità cristiane. È indispensabile per la nostra vita cristiana non perdere mai di vista il Cristo risorto, modello esemplare e definitivo della nostra esistenza umana. Per questo dobbiamo costruire la nostra vita a imitazione della sua, curando di avere i suoi stessi sentimenti: la costanza di offrire al Padre le cose quotidiane farle in allegria e quelle vissute nella sofferenza. Chi pensa realmente di vivere in sintonia con il Cuore di Gesù non può esimersi dall'impegno di unirsi a lui nella stessa opera di espiazione e di redenzione. Non gli è possibile fuggire dal Calvario e dal miraggio della croce, poiché in essa "la rivelazione dell'amore misericordioso raggiunge il culmine". Dopo le ore oscure nel silenzio del sepolcro, Gesù ne è uscito vivo. Per noi, se siamo fedeli discepoli di Cristo, anche questo mondo assume un altro volto: non quello di una sofferenza insopportabile e assurda, ma quello della speranza che ci fa affrontare con coraggio anche la sofferenza inevitabile di ogni giorno.

 

4. Preghiamo

Padre di bontà e misericordia, che nella risurrezione di Gesù hai ridato senso alla vita, accresci in noi la luce della fede perché nei segni sacramentali presenti nella tua Chiesa riconosciamo il tuo Figlio, che continua a manifestarsi anche oggi ai suoi discepoli, ed effondi in noi il tuo Spirito perché abbiamo la fierezza di testimoniare davanti a tutti che Gesù è il Signore e vive e regna in eterno. Amen.

 

7° Venerdì:

IO SONO IL PANE DI VITA

1. Invocazione

Signore Dio, nostro Padre, che ci chiami alla vita e raduni noi tuoi figli intorno alla tua mensa per celebrare in comunione il sacramento del Corpo e Sangue del tuo Figlio, donaci il tuo Spirito, perché nella partecipazione al bene di tutta la Chiesa, la nostra vita diventi un continuo ringraziamento, espressione della lode data a te da tutto il creato.

 

2. Lettura (Gv 6,48-58)

In quel tempo Gesù disse: "Io sono il pane della vita. I vostri padri hanno mangiato la manna nel deserto e sono morti. Questo è il pane che discende dal cielo, perché chi ne mangia non muoia. Io sono il pane vivo, disceso dal cielo. Se uno mangia di questo pane vivrà in eterno e il pane che io darò è la mia carne per la vita del mondo". Allora i giudei si misero a discutere tra di loro: Come può costui darci la sua carne da mangiare?". Gesù disse: "In verità, in verità vi dico: se non mangiate la carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno, perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno".

 

3. Meditazione

Gesù è il pane vivo disceso dal cielo. Ce l'ha donato il Padre per saziare la nostra fame di Dio, che è fame di vita; quella vita che va oltre la morte, illuminata dalla presenza di Dio e beatificata dalla stessa gloria di Cristo. Questo Gesù noi ora l'abbiamo in modo particolare nell'Eucaristia, che è "il compendio di tutti i doni che il Dio della misericordia ci ha lasciato, donandoci questo pane di vita" (Padre Dehon). Pio XII ci ha ricordato, nella sua enciclica, che questi "sono doni palesi del Cuore sacratissimo di Gesù", che noi riceviamo nel sacramento dell'Eucaristia. E’ impensabile un devoto del Cuore di Gesù, che non trovi nell'Eucaristia l'espressione più viva del culto cristiano. Di qui nasce l'imperativo della partecipazione attiva alla messa e all'adorazione eucaristica, quale segno irrinunciabile della pietà cristiana, sollecitata dal Cuore stesso di Gesù quando, nel momento supremo della sua vita terrena, prese il pane, rese grazie, lo spezzò e lo diede ai suoi discepoli, dicendo: "Questo è il mio corpo, che è dato per voi. Fate questo in memoria di me" (Lc 22,19-20). L'Eucaristia è il grande sacramento dell'amore, che dà continuità al mistero dell'Incarnazione e fa rivivere ovunque il mistero di Betlemme e di Nazaret: è il sacramento che ci avvicina al Signore più dell'incarnazione stessa. Se siamo convinti di questa verità, non possiamo fare a meno della messa, per un imperativo che sgorga irresistibile dal cuore. Perché la messa ci offre il momento privilegiato dell'incontro di Gesù con la comunità cristiana, sue membra. La pratica della comunione nei primi nove venerdì del mese dimostra la sua reale efficacia, se ha fatto crescere in noi la fedeltà alla partecipazione attiva della messa, mediante la quale noi celebriamo la gioia di sentirci salvati e risorti in Cristo.

 

4. Preghiamo

Signore Dio, Padre di bontà, tanto generoso nel perdono che non ti rassegni a perdere alcuno dei tuoi figli, accogli nell'abbraccio del tuo amore tutti quelli che tornano a te con animo umile e contrito; ricoprili della tua tenerezza e dello splendore di salvezza perché possiamo tutti amarti e gustare l'ebbrezza della gioia intorno alla cena pasquale. Ascoltaci nello Spirito santo e in nome del Signore Gesù.

 

8° Venerdì:

LA NOSTRA BEATITUDINE

1. Invocazione

Signore, nostro Dio e Padre, luce di verità e guida sicura nel cammino verso di te, in Gesù ci hai promesso di stabilire la tua dimora in quanti ascoltano la tua parola di vita e la mettono in pratica: manda a noi il tuo Spirito perché richiami al nostro cuore tutto ciò che il tuo Cristo ha fatto e insegnato, e ci renda capaci di testimoniarlo con le parole e con le opere.

 

2. Lettura (Mt 5, 1-12)

In quel tempo, Gesù, vedendo le folle, salì sulla montagna e, messosi a sedere, gli si avvicinarono i suoi discepoli. Prendendo allora la parola, li ammaestrava dicendo: "Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli. Beati gli afflitti, perché saranno consolati. Beati i miti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perché saranno saziati. Beati i misericordiosi, perché troveranno misericordia. Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio. Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia perché di essi è il regno dei cieli. Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli".

 

3. Meditazione

Le beatitudini sono la descrizione della felicità di Dio e sono l'augurio più squisito che si possa fare ad una persona. Dio è felice, perché è mite, è misericordioso, è operatore di pace, è amante della giustizia, nonostante l'opposizione di quanti lo rifiutano e l'offendono. Gesù, nel proclamare le beatitudini, ha pure descritto il suo cuore, mite e umile; ha illustrato al mondo la sua missione di pace e di riconciliazione; ha manifestato il suo desiderio di penetrare nel cuore di ogni uomo per renderlo simile al suo: mite, misericordioso, operatore di pace, pronto al perdono, al dono di sé, a beneficio degli altri. L'uomo che si è lasciato conquistare dall' amore di Cristo ha, a sua volta, ripreso il suo posto di privilegio nell'universo creato: non vi è nulla al mondo al di sopra della dignità della persona umana. Quale può essere il frutto del culto al Cuore di Gesù? L'esperienza ci insegna che la nostra psicologia umana ha bisogno di richiami particolari, di gesti specifici, di segni distintivi da ripetersi nel tempo, per toglierci dall'usura dell'abitudine, che troppo spesso ci porta alla freddezza e all'indifferenza anche verso le cose più importanti e sublimi da credere e da vivere. Il vero devoto del Cuore di Gesù non si rifugia certo nella comunione dei primi venerdì del mese per ottenere una salvezza, che non abbia anche il merito di un impegno quotidiano nella vita di grazia. Non trascura mai la partecipazione attiva alla messa domenicale, non tralascia di compiere i suoi doveri di cristiano e di cittadino. Cerchiamo di dimostrare il nostro amore al Cuore di Gesù, promovendo sempre la pace in famiglia; affrontando con mitezza di cuore ogni situazione di sofferenza; confermando in ogni circostanza la nostra fiducia nella bontà e nella misericordia di Dio.

 

4. Preghiamo

Padre onnipotente e santo, la tua Chiesa esulta di gioia per la tua opera di salvezza realizzata nel nostro mondo con la santa umanità di Gesù: ora che egli è asceso al cielo anche la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella certa speranza di raggiungerlo nella gloria. È questo che dà il senso alla nostra flebile vita, che ti offriamo con amore.

 

9° Venerdì:

SERVITORI DELLA RICONCILIAZIONE

1. Invocazione

Signore nostro e Dio nostro, tu non accetti il peccato e in Gesù rinnovi ogni cosa: egli non viene a condannare, ma a salvare il mondo facendosi profeta dell'amore e servo della riconciliazione; guarda la nostra fragilità e perdonaci ogni errore perché rifiorisca in ciascuno il canto della riconoscenza e l'esultanza della gioia. Ascoltaci nel tuo Spirito e nel nome del Signore Gesù.

 

2. Lettura (Gv 15,18-25)

In quel tempo Gesù disse ai suoi discepoli: "Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma io vi ho scelti dal mondo, per questo il mondo vi odia. Ricordatevi della parola che vi ho detto: un servo non è più del suo padrone. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo vi faranno a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero alcun peccato; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. Chi odia me, odia anche il Padre mio. Se non avessi fatto in mezzo a loro opere che sun altro mai ha fatto, non avrebbero alcun peccato. Ora invece hanno visto e hanno odiato me e il Padre mio. Questo perché si adempisse la parola scritta nella loro Legge: Mi hanno odiato senza ragione".

 

3. Meditazione

Nel culto al Cuore di Gesù acquista un grande valore il senso della riparazione: Cristo è stato il primo grande riparatore delle rovine causate dal peccato nel cuore dell'uomo. Come ci dice l'apostolo Pietro: "Egli stesso portò i nostri peccati nel proprio corpo, sopra il segno della croce" (1Pt 2,24). Allo stesso tempo, Paolo scrive ai Colossesi: "Ogni cristiano deve compiere nel proprio corpo quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo, che è la chiesa" (Col 1,24). Gesù, poi, ci ha avvertiti che se hanno perseguitato lui, perseguiteranno anche coloro che veramente l'hanno conosciuto, amato e seguito. Gesù ci ha associati alla causa della redenzione del mondo. Egli ci ha chiesto un contributo, che gli possiamo dare nella preghiera e nel servizio apostolico. Chiamati ad avere gli stessi sentimenti di Cristo, che umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte, anche noi dobbiamo nutrire verso il Padre la stessa obbedienza e la stessa fiducia, che ha avuto Cristo. Verso il prossimo dobbiamo saper "perdere la nostra vita", come Cristo l'ha saputo donare nel sacrificio della croce. Nella costruzione del Regno di Dio dobbiamo dare la nostra collaborazione attiva, per stabilire nel mondo la "civiltà dell 'amore", in contrasto con la "civiltà della violenza", ad ogni livello. Riparare, quindi, vuol dire ridare il primato all'amore, che domanda giustizia e riconciliazione, fraternità e pace, disposti anche a pagare di persona, memori di quanto Gesù ci ha ricordato: "Il mondo vi odia, perché non siete dalla sua parte" (cf Gv 15,19). Il primo gesto di una riparazione attiva lo dobbiamo esprimere nel desiderare il bene di ogni uomo, anche del più lontano da Dio. Questo porta a un secondo gesto, che è quello dell'impegno di ridurre il male nell'uomo, sia in colui che lo provoca sia in colui che lo subisce. La carità ci porta all'esigenza di essere profeti dell'amore e servitori della riconciliazione degli uomini in Cristo. Lasciamoci conquistare dall'amore del Cuore di Gesù: diventeremo capaci di sacrificio e di solidarietà con gli ultimi; capaci di riparazione e di donazione, per venire incontro ai bisogni degli altri.

 

4. Preghiamo

Veniamo a te con fiducia, Padre della luce e della gioia, che nel tuo Figlio Gesù rinnovi gli uomini e le cose: fa' che sappiamo accogliere come norma della nostra vita il comandamento della carità, per amare te sopra ogni cosa e i fratelli come tu li ami. Donaci di ben testimoniare con la nostra vita quotidiana la grande forza rinnovatrice del tuo santo Spirito. Ascoltaci nel Signore Gesù. Amen.

 

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I nove uffici in onore del Sacro Cuore

I NOVE UFFICI IN ONORE DEL SACRO CUORE DI GESU'

PROMESSE fatte da N S. Gesù Cristo alla SANTA MARGHERITA M. ALACOQUE per le persone devote del Sacro Cuore:

1. Io darò loro tutte le grazie necessarie nel loro stato.

2. Io metterò la pace nelle loro famiglie.

3. Io le consolerò nelle loro afflizioni.

4. Io sarò loro sicuro asilo in vita, e specialmente in morte.

5. Io spargerò abbondanti benedizioni sopra tutte le loro imprese.

6. I peccatori troveranno nel mio cuore la fonte e l'oceano della misericordia.

7. Le anime tiepide s'infervoreranno.

8. Le anime fervorose giungeranno rapidamente a grande perfezione.

9. Io benedirò le case, ove l'immagine del mio Sacro Cuore verrà esposta e onorata.

10. Io darò ai Sacerdoti il dono di commuovere i cuori più induriti.

11. Le persone che propagheranno questa devozione avranno il loro nome scritto nel mio Cuore, e non ne sarà cancellato giammai.

12. Nell'eccesso della misericordia del mio Cuore, prometto che spargerò gli influssi del mio amore onnipotente su tutti quelli, i quali si comunicheranno nel primo venerdì di ogni mese per nove mesi consecutivi, e concederò loro la grazia della perseveranza finale, onde non moriranno nella mia disgrazia, né senza avere ricevuti i Santissimi Sacramenti: e il mio Cuore sarà per essi, in quell'ora estrema, sicuro asilo contro gli assalti dell'infernale infernale.

Allettati da sì consolanti promesse, ricorriamo con fiducia, in ogni nostro bisogno, al Cuore di Gesù; nelle tentazioni rivolgiamoci a Lui per aiuto; nelle fribolazioni, nelle afflizioni a Lui domandiamo rassegnazione e conforto. Al Cuore di Gesù il primo pensiero dell'alba, a Lui l'ultimo pensiero della giornata. Tutte le azioni, anche le più ordinarie, siano fatte a gloria sua. Quando dobbiamo assoggettarci a un lavoro pesante, a una occupazione noiosa, invece di aprire la bocca a un lamento, apriamola per pronunciare una piccola preghiera al Cuore di Gesù. Regola di ogni nostra azione sia: Tutto per il Cuore di Gesù, e da questo Cuore Sacratissimo saremo assistiti e consolati in vita e in morte.

I NOVE UFFICI in onore del Sacro Cuore di Gesù Cristo

OFFERTA QUOTIDIANA DA RECITARSI DA CIASCUNO

Mio Dio, Padre, Figliuolo e Spirito Santo, io vi offro, in unione dei meriti di Gesù Cristo, tutte le orazioni, azioni e patimenti miei di questo giorno alla maggior vostra gloria, in adempimento della vostra santissima volontà; a onore di Maria Santissima mia cara Madre, del mio santo Angelo Custode e di tutti i miei santi Avvocati; in piena remissione e soddisfazione dei miei peccati; per la conversione dei peccatori e perseveranza dei giusti; secondo le intenzioni dei Sommi Pontefici, per l'acquisto delle sante Indulgenze, a vantaggio e perfezione spirituale de' miei fratelli adoratori e figli del Divin Cuore, e di tutti quelli per i quali sono obbligato di pregare; in ringraziamento di tutte le grazie che finora mi avete concesse e che mi concederete per i meriti di Gesù Cristo. Così sia.

UFFICIO PRIMO

Il RIPARATORE

     Affetti - Concedeteci, Eterno Padre, il necessario lume affinché sia conosciuto da tutti il SS. Cuore di Gesù vostro Figliuolo. Infiammate, o Santo Spirito, i nostri cuori, affinché ardentemente lo amiamo. E Voi, SS. Vergine, interponete la validissima mediazione vostra, onde provino il potere di questo Cuore divino tutti quelli che ricorrono alla infinita sua misericordia.

     Ritirato spesso durante il giorno nel divin Cuore ripeterà: Vi adoro o mio Gesù Sacramentato e adoro il Cuore vostro così infiammato di amore per me. Voi siete il luogo del mio dolce il ritiro, il caro obiettivo dell'amor mio. Gesù mio, desidero che in questo punto entriate nell'anima mia, e mi abbruciate, o divin Cuore, del divin vostro fuoco. Mi unisco a Voi, o augusto coro di Troni, per onorare in compagnia vostra il divin Cuore del mio Gesù.

     Visita al SS Sacramento - Vi supplico per i meriti del vostro Cuore dolcissimo, o mio Sacramentato Signore, che vi degniate di regnare sopra di noi poveri adoratori vostri, e che operiate in noi secondo gli amorosi vostri disegni.

(5 Gloria Patri).

     Ripeterà cinque volte la seguente Orazione: Concedetemi, o Gesù mio, che io possa trarre qualche anima alla devozione del vostro Cuore Sacratissimo: e se tanto non mi vien fatto, deh! almeno infiammate sempre più le nime che la professano, del vostro santo amore.

     Orazione - Per la infinita bontà, o amabile mio Gesù, fate che tutti conoscendo i fallaci piaceri del mondo, vengano a gustare le ineffabili delizie che Voi tenete preparate a quelli che sinceramente vi amano.

Si cerchi di tirar qualcuno alla devozione del SS. Cuore.

UFFICIO SECONDO

IL RIPARATORE

     Affetti - Vi domando perdono, o mio Dio, delle ingiurie che ricevete continuamente.

     Spesso durante il giorno chiusosi dentro al SS. mo  Cuore dirà: Augusto coro delle Podestà celestiali, venite in mio aiuto a risarcire il Cuore dolcissimo di Gesù delle Messe  mal  celebrate,  delle Comunioni fatte in stato di freddezza dalle anime che gli sono in modo speciale consacrate, principalmente da me e dai miei fratelli adoratori del divin Cuore, e finalmente di tutto quello da noi commesso che avesse a Voi dispiaciuto. 

     Visita al SS Sacramento - Mi chiudo nella piaga del SS. Cuore di Gesù, per non separarmi mai da lui. Offro, o mio Dio, alla divina vostra Maestà questo SS. Cuore in soddisfazione dei tanti oltraggi che ricevete continuamente dài peccatori.

Orazione - Amorosissirno Cuore del mio Gesù, quanti oltraggi ricevete mai nell'adorabile Eucaristia! Voi qui date la più bella prova del vostro amore e gli uomùii mostrano l'eccesso della loro ingratitudine. Ah! Potessi io cancellare col mio sangne così orribili iniquità! Voglio, o Gesù mio, usare ogni possibile mezzo per riparare tante offese. Voglio a Voi consacrare tuffi i giorni del vivere mio; e per amore del vostro dolcissimo Cuore voglio rendere a Voi e in Voi l'ultimo respiro della mia vita. Così sia.      

Esatta osservanza degli obblighi del proprio stato.

UFFICIO TERZO

L'ADORATORE

    Affetti - Vi adoro profondamente, o SS.ma Trinità, e in unione del SS. Cuore di Gesù vi benedico e vi lodo con tutte le forze dell'anima mia. Ah! Quanto desidero di potere coi deboli affetti miei in qualche modo supplire all'universale dimenticanza che di Voi mio Dio, regna tanto nel mondo.    

     Spesso durante il giorno: Sanctus, Sanctus, Sanctus Dominus Deus exercituum; Plena est omnis terra gloria tua; Gloria Patri, gloria Filio, gloria Spiritui Sancto.

     Visita al SS. Sacramento - Concedetemi, o Sacramentato mio Bene, e con me a tutti i miei fratelli adoratori e figli del divin Cuore, e a tutti i Sacerdoti e Religiosi, spirito di fervore e di santo zelo per ben adempiere gli obblighi del nostro stato particolare. O Cuore divino, che veramente amate e adorate il grande Iddio, abbiate pietà di noi.

     (Questa stessa giaculatoria si ripeta ancora per tre volte).

     Offerta - O eccelso coro delle celestiali Dominazioni, offrite meco all'augnsto Cuore di Gesù tutto il bene che vien fatto nel mondo cattolico, e consacratelo alla sua maggior gloria.

     Orazione - O mio Gesù, degno adoratore della divina Maestà, io mi unisco con tutto il mio spirito alle adorazioni che Voi rendete al vostro divin Padre nel segreto del vostro Sacratissimo Cuore; brame rei di poter riunire nella mia fede e nel mio cuore tutti gli affetti che Voi medesimo ispirate a Maria Santissima e ai vostri Santi, per adorarvi e glorificarvi, come Voi meritate, per tutta l'eternità.

Profondo rispetto in chiesa.

UFFICIO QUARTO

L'AMANTE

     Affetti - O beati Serafini del Paradiso, ottenete a me quelle fiamme d'amore verso il SS. Cuore di Gesù, di cui Voi tanto ardete, e supplite colle incessanti adorazioni vostre alla mia somma freddezza.

     Visita al SS. Sacramento - Cuore adorabile del mio Gesù Sacramentato, io vi consacro i momenti tutti della mia vita. Lascio il mio cuore entro a questo sacro Tabernacolo con Voi rinchiuso, perché in unione col coro dei Serafini vi adori e vi ami ora e sempre. Così sia.

     Ripeterà tre volte: Vi amo, Cuore amabilissimo del mio Gesù, si, vi amo, ma con amore, ahi!, troppo freddo. Deh! Fatemi ardere e con me tutte le creature, del fuoco dell'amor vostro ora e in eterno.

     Prima di dormire - Io dormo, ma il mio cuore veglia in quello dell'amato mio Bene.

     Svegliandosi la notte - Vi amo, Cuore dolcissimo del mio Gesù, in compagnia dei Serafini e singolarmente con Maria Santissima.

     La mattina appena svegliato - Vi ringrazio delle adorazioni che Voi, o beati Serafini, per me presentaste al cuore adorabile del mio buon Gesù.

     Orazione - O SS. Cuore del mio Gesù, divina fornace di quell'amoroso fuoco che veniste ad accendere in terra, e che tanto bramate che si accenda in tutti, deh!, fate che i nostri cuori si consumino in fiamme si belle. Serafini della corte celeste, io vi supplico e vi scongiuro di dire all'Autore della vita mia che desidero vivamente di ardere e di languire d'amore per lui.

Diligentissimo adempimento dei più minuti doveri.

UFFICIO QUINTO

IL DISCEPOLO

     Affetti - Ah! Signore, fate che tutti e specialmente i Sacerdoti, che sono maestri dei fedeli, approfittino degli esempi luminosi del vostro Cuore divino, né mai si allontanino dalla vostra celeste dottrina.

     Spesso durante il giorno: Cuore di Gesù, scuola di santo amore, in Voi mi ritiro, acciò, tolte da me tutte le vane scienze del mondo, mi accendiate il cuore di santi affetti.

     Visita al SS. Sacramento - Dio mio, che illuminate ogni uomo che viene in questo mondo e dirigete ogni volontà, diffondete gli splendori celestiali della vostra increata sapienza sopra di tutti i seguaci dell'errore, e fate che accolgano con docilità nel loro cuore le sublimi verità del vostro santo Vangelo. - Oh! Quante lezioni di perfezione ci vengono dal vostro Cuore divino. Deh! Fate che, da noi accolte e ben custodite, producano frutti ubertosi di cristiane virtù. E voi, Cherubini, ricevetemi in compagnia vostra, onde possa esser a parte degli splendori celesti che escono dal Cuore Sacratissimo del mio Gesù.

     Aspirazioni - Dolce Cuore del mio Gesù, fa' ch'io t'ami sempre più. -Cara Maria, Madre del mio Signore, fatemi amante del suo Sacro Cuore.

     Orazione - Ben presto resta ammaestrato quegli di cui Voi, o Divino Cuore, vi fate maestro. Deh! Istruite anche me, Cuore amabile: e perché vi siete degnato di accettarmi per vostro discepolo, aprite l'udito del mio cuore, fatelo docile alle vostre lezioni e convertite tutti quelli che resistono alla verità.

Si osservi più che si può il raccoglimento fra la giornata.

UFFICIO SESTO

LA VITTIMA

     Affttti - Mio Dio, desidero ardentemente di sacrificare tutto me stesso in unione del SS. Cuore di Gesù, per placare lo sdegno vostro contro dei poveri peccatori.

     Offerta - Mi offro a Voi, o Sacratissimo Cuore del mio Gesù, affinché vi degniate di farmi partecipe dello stato vostro di vittima nel SS. Sacramento e conformiate gli affetti miei coi movimenti dell'ardentissima vostra carità. Così sia.

     Visita al SS. Sacramento - Vi adoro in unione del santo coro delle Virtù, o divina Giustizia, che per nostra salute foste soddisfatta da questo divin Cuore per nostro amore sacrificato.

     Nella S. Messa - Vi offro, o Eterno Padre, in unione di questo Cuore divino, che adesso per mio amore sacrifica tutto se stesso, l'anima mia, il mio cuore, il mio corpo e tutte le azioni mie presenti e future. Deh! Abbiate pietà di me e di tutti quanti i peccatori.

     Orazione - O Sacratissimo Cuore, che sopra i nostri altari vi fate vittima di amore, che altro desiderate, che altro chiedete, se non che ci uniamo a Voi come vittime partecipi del vostro Sacrificio? Eccomi qui, o Signore; prendete possesso di me, affinché io sia un'ostia sacrificata e consumata nelle fiamme del vostro amore, a maggior gloria dell'Eterno vostro Padre e per la salvezza dei peccatori. Padre celeste, che mi avete eletto per vittima, ricevetemi benignamente nel SS. Cuore del vostro unico Figlio sacrificato per me.

Qualche atto di interna o esterna mortificazione ogni giorno.

UFFICIO SETTIMO

IL SERVO FEDELE

     Affetti - O Cuore dolcissimo del mio Gesù, qual gloria non è la mia nel portar le catene del tenero e generoso amore, che volontariamente mi tengono stretto a Voi Sacramentato mio Bene!

     Al suono delle ore - Sia fatta, lodata e in eterno esaltata la giustissima,  altissima,  amabilissima volontà di Dio in tutte le cose.

     Visita al SS. Sacramento -Accettate, o Signor mio Gesù Cristo, l'offerta che vi fa il vostro servo di tutto se stesso per ottenere dall'infinita vostra misericordia che siate più spesso e più degnamente visitato in questo adorabile Sacramento, e che produciate in tutti i cuori frutti di grazia e di salute, di cui Voi siete la inesausta sorgente. Arcangeli Santi, chiamate i convitati alla Mensa del divin Agnello e vestiteli della veste nuziale.

     Aspirazioni - Dolce Cuore del mio Gesù, fa' ch'io t'ami sempre più. Cara Maria, Madre del mio Signore, fatemi amante del suo Sacro Cuore.     

     Orazione - Onnipotente amore del mio Dio, che avete rotto le catene che mi tenevano schiavo lontano da Voi, oh!, se mi fosse dato trarre a seguirmi tutti quelli che al pari di me sono fuggiti, e far loro gustare come io gusto, ai piedi de' vostri altari, le delizie di questa nuova schiavitù che fa altrettanti felici quanti sono stati i suoi schiavi! O misteriosa soggezione di Gesù nel Sacramento dell'amor suo! Io mi consacro tutto ad onorarvi e a procurare o desiderare almeno di trarre a Voi tutti i cuori.

Obbedienza alle divine ispirazioni.

UFFICIO OTTAVO

IL SUPPLICANTE

     Affetti - Eterno divin Padre, animato io da viva fede e da piena confidenza nei meriti del SS. Cuore di Gesù vostro Figliuolo, ve li offro per ottenere la pienezza delle grazie vostre tanto sopra di me, quanto sopra quelli che si trovano in qualche pericolo di anima e di corpo. Concedete, o misericordioso Iddio, la grazia vostra pel Cuore SS. di Gesù ai poveri agonizzanti, e liberate dalle pene che soffrono le Anime sante del Purgatorio.

     Spesso durante il giorno: Eterno Padre, pel Cuore Sacratissimo di Gesù Cristo vostro Figliuolo, unico oggetto delle vostre compiacenze, concedetemi la grazia...

     Visita al SS. Sacramento - Amabile Coro degli Angeli, e Voi in particolare, Angelo mio custode accompagnatemi in questa visita al nostro Sacramentato Signore, e insieme col SS. Cuore di Gesù offrite all'eterno Padre tutte le orazioni, azioni e patimenti miei di questo giorno alla maggior gloria e a suffragio delle Anime sante del Purgatorio. Pater noster.     

     Orazione - Ascoltate, o Cuore divino, le voci dei bisognosi, e siate il consolatore dei tribolati, giacché fu sempre vostro piacere, o Cuore misericordioso, il perdonare e il far bene a tutti.

Qualche atto di carità o di umiltà col prossimo, ogni giorno.

UFFICIO NONO

LO ZELANTE

     Affttti - O Cuore SS.mo di Gesù, deh!, glorificatevi per Voi stesso, facendo coll'aiuto vostro arrivare tutti alla perfezione delle cristiane virtù; in special modo però noi, che siamo vostri amati fighuoli. E voi, o Principati della corte celeste, presentatevi in unione di tutti gli altri angelici cori a sua divina Maestà, e colla vostra intercessione ottenete che sia riconosciuto in tutte le parti della terra il Cuore SS.mo del mio Gesù, e che Egli tragga al suo amore tanti idolatri e infedeli che non lo conoscono, e tanti cristiani che gli negano le dovute adorazioni.

     Spesso durante il giorno: O Cuore adorabile, quanto è mai grande il mio desiderio di poter degnamente risarcire l'amor vostro per i difetti che abbiano potuto commettere quelli tra i miei fratelli che fossero stati negligenti nel ben adempiere i loro uffizi.

     Visita al SS. Sacramento - Vi adoro, o mio Gesù Sacramentato; e adoro il Cuor vostro così infiammato di amore per me; desidero che in questo punto entriate, o Gesù mio, nell'anima mia e mi abbruciate, o divin Cuore, del divin vostro fuoco. - Nove Gloria Patri.

     Orazione - O SS. Cuore di Gesù, tanto di noi amante, quanto siete in Voi amabile e quando sarà che io vi vegga amato ardentemente da tutti! Oh se potessi pubblicare le meraviglie del vostro amore e procurarvene fedele corrispondenza da tutti i cuori!

     Impedire con prudenza, se si può, gli oltraggi a Dio. Io per esservi grato, e per riparare alla mia infedeltà, vi dono il cuore e interamente mi consacro a Voi, amabilissimo Gesù, e col vostro aiuto propongo di non più peccare.

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Novena al Sacro Cuore

NOVENA RIPARARATRICE IN ONORE DEL SACRO CUORE DI GESÙ

 

Da recitarsi per nove giorni consecutivi a partire dall'ultimo mercoledì del mese, o tutte le volte che si desidera esprimere la propria devozione al Sacro Cuore di Gesù o si desidera chiedere una grazia.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

O Dio, vieni a salvarmi, Signore, vieni presto in mio aiuto.

Gloria al Padre

Invocazioni allo Spirito Santo (vedi sezione dedicata allo  Spirito Santo) Credo (vedi preghiere quotidiane)

Primo giorno

Inizierò la mia giornata, unendomi subito al Sacro Cuore di Gesù, in modo da entrare nel suo Cuore Sacratissimo con un atto di intenso amore. Consacrerò in maniera responsabile tutto me stesso, perché già tutto gli appartengo. A lui, durante tutta la giornata, onore, amore e gloria!

 

Padre nostro Ave Maria Gloria a Padre

 

Secondo giorno

Orienterò ogni mia pratica di pietà e di devozione al divin sacrificio della Messa, unendomi a Gesù Cristo che rinnova la sua Passione e Morte. Se ho modo di partecipare alla Santa Messa mi unirò intimamente con Cristo, in atteggiamento di immolazione, dall'Offertorio alla Comunione, con atto di puro amore, per riparare gli oltraggi diretti al suo Divin Cuore non riamato dagli uomini.

 

Padre nostro Ave Maria Gloria al Padre

 

Terzo giorno

Seguendo durante la Messa ogni preghiera del sacerdote, mi unirò a Gesù che si immola e che offre se stesso al Padre, per la salvezza delle anime e la pace nel mondo. Queste due intenzioni mi accompagneranno durante l'intera giornata.

 

Padre nostro Ave Maria Gloria al Padre

 

Quarto giorno

Partecipando alla Santa Messa mi unirò alle intenzioni e ai desideri del Cuore divino e umano di Cristo, supplicandolo di applicare i suoi meriti per farmi capire ciò che desidera da me e dalle altre anime che lo amano. Sarà la giornata dominata dalla preoccupazione di essere fedele esecutore della volontà di Dio.

 

Padre nostro Ave Maria Gloria al Padre

 

Quinto giorno

Durante la giornata, anche nelle azioni più ordinarie,

I sarò unito sempre alle azioni della vita pubblica di Gesù. Lo supplicherò di offrire al Padre il frutto del mio impegno e di ogni sacrificio, perché si realizzino i suoi disegni in favore dei sacerdoti e delle anime consacrate.

 

Padre nostro Ave Maria Gloria al Padre

 

Sesto giorno

Sarà la giornata nella quale resterò sempre dentro alla fornace fiammeggiante di amore del Divin Cuore. Facendo la Comunione supplicherò Gesù, con voce di amore, di infondere la sua grazia nell'anima mia e il suo puro amore nel mio cuore. Tutta la giornata sarà costellata di frequenti comunioni spirituali.

 

Padre nostro Ave Maria Gloria al Padre

 

Settimo giorno

Passerò tutta la giornata nella massima serenità, accettando ogni difficoltà e contrasto, come prova da presentare generosamente a Gesù, sommo amore. Esprimerò il vivo desiderio di mettere in pratica il Santo Vangelo, meditandone qualche pagina.

 

Padre nostro Ave Maria Gloria al Padre

 

 

Ottavo giorno

Questa sarà la giornata del Fuoco Divino. Mi lascerò $prima di tutto bruciare, entrando interamente nel Cuore di Gesù. Pregherò per la Santa Chiesa e per il mondo intero, perché divampi ovunque e mai più si spenga quel fuoco che Gesù ha portato sulla terra.

 

Padre nostro Ave Maria Gloria al Padre

 

Nono giorno

Sarà la giornata nella quale, coltivando uno speciale clima di silenzio, riparerò per I 'ingrata umanità. Sarò dominato, inoltre, da sentimenti di lode e di ringraziamento per avermi Gesù Cristo dato di scoprire la grandezza, l'immensità, la profondità del suo Cuore divino e umano.

 

Padre nostro Ave Maria Gloria al Padre

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Novena al Sacro Cuore

NOVENA AL SACRO CUORE DI GESÙ

 

La novena si inizia con il segno della croce.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

O Dio, vieni a salvarmi, Signore, vieni presto in mio aiuto.

 

Gloria al Padre

Invocazioni allo Spirito Santo (vedi la sezione dedicata allo Spirito Santo)

Credo (vedi la sezione dedicata alle preghiere quotidiane)

 

Cuore adorabile di Gesù, dolce mia vita, nei miei presenti bisogni ricorro a te e affido alla tua potenza, alla tua sapienza, alla tua bontà, tutte le sofferenze del mio cuore, ripetendo mille volte: "O Cuore Sacratissimo, fonte di amore, per i miei presenti bisogni pensaci tu".

 

Gloria al Padre

Cuore di Gesù, mi unisco alla tua intima unione con il Padre Celeste.

 

Cuore Amatissimo di Gesù, oceano di misericordia, ricorro a te per aiuto nelle mie presenti necessità e con pieno abbandono affido alla tua potenza, alla sapienza, alla tua bontà, la tribolazione che mi opprime ripetendo ancor mille volte: "O Cuore tenerissimo, unico mio tesoro, per i miei presenti bisogni pensaci tu".

 

Gloria al Padre

 

Cuore di Gesù, mi unisco alla tua intima unione con il Padre Celeste.

 

Cuore Amorosissimo di Gesù, delizia di chi t'invoca! Nell'impotenza in cui mi trovo ricorro a te, dolce conforto dei tribolati, affido alla tua potenza, alla tua , sapienza, alla tua bontà tutte le mie pene e ripeto ancor mille volte: "O Cuore generosissimo, riposo unico di chi spera in te, per i miei presenti bisogni pensaci tu".

 

Gloria al Padre

 

Cuore di Gesù, mi unisco alla tua intima unione con il Padre Celeste.

 

O Maria, Mediatrice di tutte le grazie, una tua parola mi salverà dalle mie presenti difficoltà. Dì questa parola, o Madre di misericordia, e ottienimi la grazia dal Cuore di Gesù.

 

Ave Maria

 

 

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Novena al Sacro Cuore

Novena o Coroncina al Sacro Cuore di Gesù

Recitata ogni giorno da Padre Pio per tutti quelli che si raccomandavano alle sue preghiere.

Iniziamo la preghiera con il segno della croce.

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

1. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, chiedete e riceverete, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto". Ecco che io busso, io cerco, io chiedo la grazia...

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.

 

2. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, tutto quello che chiederete al Padre mio nel mio nome, ve lo concederà". Ecco che al Padre tuo, nel tuo nome, io chiedo la grazia...

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.

 

3. O mio Gesù, che hai detto: "In verità vi dico, il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno". Ecco che, appoggiato all'infallibilità delle tue sante parole, io chiedo la grazia...

Padre Nostro, Ave Maria, Gloria al Padre.

Sacro Cuore di Gesù, confido e spero in te.

 

O Sacro Cuore di Gesù, cui è impossibile non aver compassione degli infelici, abbi pietà di noi, poveri peccatori, e concedici la grazia che ti domandiamo per intercessione del Cuore Immacolato di Maria, tua e nostra tenera Madre.

 

San Giuseppe, padre putativo del Sacro Cuore di Gesù, prega per noi.

 

Salve Regina.

 

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

 

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Novena al Sacro Cuore

 

Novena di fiducia al Sacro Cuore di Gesù


Gesù, al tuo Cuore affido... (esporre l’intezione per cui si sta pregando).

Lascio fare al tuo Cuore, Gesù, confido in Te.

Ho fiducia in Te.

Mi abbandono a Te.

Sono sicuro di Te.

Cuore di Gesù, ho fiducia in Te.

Cuore di Gesù, credo al tuo Amore per me.

Cuore di Gesù, venga il tuo regno.

Amen.

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Novena al Sacro Cuore

Novena al Sacro Cuore di Gesù

Composta da San Alfonso Maria de Liguori

Tratta dalla Novena del S.Natale pubblicata per la prima volta a Napoli nel 1758

 

MEDITAZIONE I.

Cuore amabile di Gesù.

Chi fa conoscersi in tutto amabile si fa necessariamente amare. Oh se noi ci applicassimo a conoscere tutte le belle parti che ha Gesù Cristo d'essere amato, tutti saressimo nella felice necessità di amarlo. E qual cuore fra tutti i cuori può ritrovarsi più amabile del Cuore di Gesù? Cuore tutto puro, tutto santo, tutto pieno d'amore verso di Dio e verso di noi; mentre tutti i suoi desideri non sono che della divina gloria e del nostro bene. Questo è quel Cuore in cui trova Iddio tutte le sue delizie, tutte le sue compiacenze. Regnano in questo Cuore tutte le perfezioni, tutte le virtù: un amore ardentissimo a Dio suo Padre, unito alla maggiore umiltà e rispetto che possa esservi: una somma confusione per li nostri peccati, de' quali egli si è caricato, unita ad una somma confidenza d'un tenerissimo figlio; un sommo abborrimento alle nostre colpe, unito ad una viva compassione delle nostre miserie: una somma pena unita ad una perfetta uniformità alla volontà divina. Sicché in Gesù ritrovasi tutto ciò che può esservi di amabile. Taluni son tirati ad amare gli altri per la bellezza, altri per l'innocenza, altri per la consuetudine, altri per la divozione. Ma se vi fosse una persona in cui fossero raccolte tutte queste ed altre virtù, chi potrebbe non amarla? Se anche da lontano noi sentiamo esservi un principe straniero bello, umile, cortese, divoto, pieno di carità, mansueto con tutti, che rende bene a chi gli fa male, anche senza conoscerlo e bench'egli non ci conosca né noi conosciamo lui né ci abbiamo che fare, pure c'innamora e ci vediamo costretti ad amarlo. E Gesù Cristo poi, il quale tiene con sé tutte queste virtù e tutte in grado perfetto, e ci ama così teneramente, com'è possibile che sia poco amato dagli uomini e non sia tutto l'oggetto del nostro amore? Oh Dio, che Gesù ch'è solo amabile e che ci ha dati tanti contrassegni dell'amore che ci porta, egli solo - diciam così - par che sia il mal fortunato con noi, che non può giungere a vedersi da noi amato, come se non fosse a bastanza degno del nostro amore! Questo è quel che faceva piangere le Rose di Lima, le Catterine da Genova, le Terese, le Marie Maddalene de' Pazzi, le quali considerando questa ingratitudine degli uomini, esclamavano piangendo: L'amore non è amato, l'amore non è amato.

 

Affetti e preghiere.

Mio amabile Redentore, quale oggetto più degno d'amore poteva il vostro Eterno Padre comandarmi d'amare fuori di voi? Voi siete la bellezza del paradiso, voi l'amore di vostro Padre, nel vostro Cuore hanno la sede tutte le virtù. O Cuore amabile del mio Gesù, voi ben meritate l'amore di tutti i cuori; povero ed infelice quel cuore che non v'ama! Tale infelice, oh Dio, è stato il cuor mio, in tutto quel tempo che non vi ha amato. Ma io non voglio seguire ad essere così infelice; io v'amo, e voglio sempre amarvi, o Gesù mio.

 

O Signore, per lo passato io mi son dimenticato di voi; ed ora che aspetto? aspetto forse di obbligarvi colla mia ingratitudine a scordarvi affatto di me e ad abbandonarmi? No, mio caro Salvatore, non lo permettete. Voi siete l'amore d'un Dio, e non avrete da essere poi l'amor d'un misero peccatore quale son io così beneficato e amato da voi? O belle fiamme, voi che ardete nel Cuore innamorato del mio Gesù, deh accendete voi nel mio povero cuore quel santo e beato fuoco che venne Gesù dal cielo ad accendere in terra. Voi incenerite e distruggete tutti gli affetti impuri che vivono nel mio cuore e l'impediscono d'essere tutto suo. - Fate, mio Dio, ch'egli non viva che per amare solo solo voi, caro mio Salvatore. Se un tempo vi ho disprezzato, ora sappiate che voi siete l'unico mio amore. Io v'amo, io v'amo, io v'amo né voglio amare altro che voi. Amato mio Signore, deh non isdegnate di accettare ad amarvi un cuore che un tempo vi ha amareggiato. Sia gloria vostra il far vedere agli angeli ardere per voi d'amore un cuore che un tempo vi ha fuggito e vilipeso.

 

Vergine SS. Maria, Madre e speranza mia, aiutatemi voi; pregate Gesù che mi renda colla sua grazia quale egli mi desidera.

 

 

MEDITAZIONE II.

Cuore amante di Gesù.

Oh se intendessimo l'amore che arde nel Cuore di Gesù verso di noi! Egli ci ha tanto amati, che se si unissero tutti gli uomini, tutti gli angeli, e tutti i santi con tutte le loro forze, non giungerebbero alla millesima parte dell'amore che ci porta Gesù. Egli ci ama immensamente più che noi stessi. Egli ci ha amati sino all'eccesso: Dicebant excessum eius, quem completurus erat in Ierusalem (Luc. IX, 31). E qual maggior eccesso che un Dio morire per le sue creature? Egli ci ha amati sino all'estremo: Cum dilexisset suos... in finem dilexit eos (Io. XIII, 1). Poiché, dopo averci amato questo Dio da un'eternità, sicché non vi è stato momento nell'eternità che Iddio non ha pensato a noi e non ha amato ciascuno di noi in caritate perpetua dilexi te;1 - egli per nostro amore si è fatto uomo ed ha eletta una vita penosa e una morte di croce per noi. Ond'è ch'egli ci ha amati più del suo onore, più del suo riposo e più della sua vita, avendo sacrificato tutto per dimostrarci l'amor che ci porta. E questo non è eccesso di carità che farà stupire gli angeli e 'l paradiso per tutta l'eternità?- Quest'amore l'ha indotto ancora a restarsene con noi nel SS. Sagramento come in trono di amore: poiché ivi se ne sta in vista di poco pane, chiuso in un ciborio, dove par che rimanga in un pieno annientamento della sua maestà, senza moto e senza uso dei sensi; sicché ivi par che non faccia altro officio che di amare gli uomini.

 

L'amore fa desiderare la continua presenza della persona amata: quest'amore e questo desiderio fe' restar Gesù Cristo con noi nel SS. Sagramento. Parve troppo breve a questo innamorato Signore l'essere stato per soli trentatre anni cogli uomini in questa terra; onde per dimostrare il suo desiderio di stare sempre con noi, stimò necessario di fare il più grande di tutti i miracoli, quale fu l'istituzione della santa Eucaristia. Ma l'opera della Redenzione era già compita, gli uomini già erano stati riconciliati con Dio, a che serviva il restarsi Gesù in terra in questo sagramento? Ah ch'egli vi resta, perché non sa separarsi da noi, dicendo che con noi trova le sue delizie. Quest'amore ancora l'ha indotto sino a farsi cibo delle anime nostre, affin di unirsi con noi e fare de' cuori nostri e del suo una stessa cosa. Qui manducat meam carnem... in me manet et ego in illo (Io. VI, 57). O stupore! o eccesso dell'amor divino! Diceva un servo di Dio: Se qualche cosa potesse smuovere la mia fede circa il mistero dell'Eucaristia non sarebbe già il dubbio come il pane diventi carne e come Gesù stia in più luoghi e tutto ristretto in sì poco spazio, perché risponderei che Dio può tutto; ma se mi si chiede com'egli ami tanto l'uomo, che sia giunto a farsi suo cibo, altro non ho che rispondere, che questa è verità di fede superiore alla mia intelligenza e che l'amore di Gesù non può comprendersi.2 Oh amore di Gesù fatevi conoscere dagli uomini e fatevi amare!

 

 

Affetti e preghiere.

O Cuore adorabile del mio Gesù, Cuore innamorato degli uomini, Cuore creato a posta per amare gli uomini, deh come potete esser dagli uomini così mal corrisposto e vilipeso? Ah me miserabile, che anch'io sono stato uno di questi ingrati che non vi ho saputo amare! Perdonatemi, Gesù mio, questo gran peccato di non aver amato voi che siete così amabile e tanto avete amato me, che non avete più che fare per obbligarmi ad amarvi. Vedo ch'io per aver un tempo rinunziato al vostro amore meriterei d'esser condannato a non potervi più amare. Ma no, mio caro Salvatore, datemi ogni castigo, ma non questo. Concedetemi la grazia d'amarvi e poi datemi qualunque pena voi volete. Ma come posso temere di tal castigo, mentre sento che voi seguite ad intimarmi il dolce, il caro precetto di amare voi mio Signore e Dio? Diliges Dominum Deum tuum ex toto corde tuo.3 Sì, mio Dio, voi volete esser amato da me ed io voglio amarvi; anzi non voglio amare altri che voi che tanto mi avete amato. O amore del mio Gesù, voi siete l'amor mio. O Cuore infiammato di Gesù, infiammate ancora il cuore mio. Non permettete ch'io per l'avvenire abbia neppure per un momento da vivere privo del vostro amore, uccidetemi prima, distruggetemi; non fate vedere al mondo quest'orrenda ingratitudine, ch'io così amato da voi, dopo tante grazie e lumi da voi ricevuti abbia di nuovo a disprezzare il vostro amore. No, Gesù mio, non lo permettete. Spero al sangue che avete sparso per me, ch'io sempre v'amerò e voi sempre mi amerete: e quest'amore fra me e voi non si scioglierà mai più in eterno.

 

O madre del bell'amore Maria, voi che tanto desiderate di vedere amato Gesù, legatemi, stringetemi col vostro Figlio; ma stringetemi tanto ch'io non abbia a vedermene più separato.

 

MEDITAZIONE III.

Cuore di Gesù anelante d'esser amato.

Gesù non ha bisogno di noi; egli col nostro amore e senza di quello è ugualmente felice, ugualmente ricco e potente; e pure, dice S. Tommaso, Gesù Cristo, perché ci ama, tanto desidera il nostro amore, come se l'uomo fosse suo Dio, e la sua felicità dipendesse da quella dell'uomo.

1 Ciò facea stupire il Santo Giobbe che dicea: Quid est homo, quia magnificas eum? aut quid apponis erga eum cor tuum? (Iob VII, 17). Come? un Dio desiderare e chiedere con tante premure l'amore d'un verme! Gran favore sarebbe stato solamente che Dio ci avesse permesso l'amarlo. Se un vassallo dicesse al suo re: Signore, io v'amo; passerebbe per un temerario. Ma che si direbbe se il re dicesse al vassallo: Io voglio che m'ami? A ciò non si abbassano i principi della terra, ma Gesù ch'è il re del cielo, è quello che con tanto impegno ci domanda il nostro amore: Diliges Dominum Deum tuum ex toto corde tuo.

2 Con tanta premura ci chiede il cuore: Praebe, fili mi, cor tuum mihi (Prov. XXIII, [26]). E se mai si vede discacciato da un'anima, egli non si parte, ma si mette fuori della porta del cuore e chiama e bussa per entrare: Sto ad ostium et pulso (Apoc. III, [20]); e la prega ad aprirgli, chiamandola sorella e sposa: Aperi mihi, soror mea sponsa (Cant. V).

3 Egli in somma trova le sue delizie in vedersi amato da noi, e tutto si consola quando un'anima gli dice e spesso glielo replica: Mio Dio, io v'amo. Tutto ciò è effetto del grande amore che ci porta. Chi ama, necessariamente desidera d'esser amato. Il cuore dimanda il cuore: l'amore cerca amore. Ad quid diligit Deus, nisi ut ametur? disse S. Bernardo;

4 e prima lo disse Dio stesso: Quid Dominus Deus tuus petit a te, nisi ut timeas... et diligas eum? (Deut. X, 12). Perciò ci fa sapere ch'egli è quel pastore, che trovando la pecorella smarrita, chiama tutti a consolarsene seco: Congratulamini mihi quia inveni ovem meam quam perdideram (Luc. XV, 6).

5 Ci fa sapere ch'egli è quel padre, che quando torna un figlio perduto a' suoi piedi, non solo gli perdona, ma teneramente l'abbraccia. Ci fa sapere che chi non l'ama resta condannato a morte: Qui non diligit manet in morte (I Io. III, [14]). Ed all'incontro che chi l'ama lo tiene con se e lo possiede: Qui manet in caritate in Deo manet et Deus in eo (I Io. IV, 16). Or tante dimande, tante premure, tante minacce e promesse non ci moveranno ad amare un Dio che tanto desidera d'esser amato da noi?

 

 

Affetti e preghiere.

Caro mio Redentore, vi dirò con S. Agostino,6 voi mi comandate ch'io vi ami, e se non v'amo mi minacciate l'inferno; ma qual inferno più orribile, qual disgrazia più grande può succedermi che l'esser privo del vostro amore? Se dunque volete atterrirmi, minacciatemi solamente ch'io vivrò senza amarvi, che questa sola minaccia mi spaventerà più che mille inferni. Se in mezzo alle fiamme dell'inferno potessero i dannati, o mio Dio, ardere del vostro amore, l'inferno diventerebbe un paradiso; e se all'incontro i beati nel cielo non potessero amarvi, il paradiso diventerebbe un inferno. Così S. Agostino.

 

Vedo già, amato mio Signore, ch'io per li miei peccati meriterei d'esser abbandonato dalla vostra grazia e con ciò condannato a non potervi più amare; ma intendo che voi seguite a comandarmi ch'io v'ami e sento in me un gran desiderio d'amarvi. Questo mio desiderio è dono della grazia vostra, voi me lo date; datemi dunque ancora la forza d'eseguirlo; e fate che da vero e con tutto il cuore da oggi avanti io vi dica e vi replichi sempre: Mio Dio, io v'amo, io v'amo, io v'amo. Voi desiderate il mio amore, io desidero il vostro.

 

 

Scordatevi dunque, o Gesù mio, de' disgusti che per lo passato vi ho dati; amiamoci sempre: io non vi lascerò, voi non mi lascerete. Voi sempre mi amerete, io sempre vi amerò. Caro mio Salvatore, i meriti vostri sono la speranza mia. Deh fatevi amare sempre e fatevi amare assai da un peccatore che assai v'ha offeso.

 

Vergine immacolata Maria, aiutatemi voi, pregate Gesù per me.

 

 

MEDITAZIONE IV.

Cuore addolorato di Gesù.

Non è possibile considerare quanto fu in questa terra addolorato il Cuore di Gesù per nostro amore, e non compatirlo.

Egli stesso ci fe' intendere che giunse il suo Cuore ad essere afflitto da tanta mestizia, che quella sola sarebbe bastata a torgli la vita e farlo morire di puro dolore, se la virtù della sua divinità non avesse per miracolo impedito la morte: Tristis est anima mea usque ad mortem (Marc. XIV, 34). Il maggior dolore che tanto afflisse il Cuore di Gesù non fu già la vista de' tormenti e de' vituperi che gli uomini gli preparavano, ma il vedere la loro ingratitudine all'immenso suo amore. Distintamente egli previde tutt'i peccati che noi avevamo a commettere dopo tante sue pene e dopo una morte così amara ed ignominiosa. Previde specialmente le ingiurie orrende che aveano a fare gli uomini al suo adorabile Cuore ch'egli ci lasciava per testimonio del suo affetto nel SS. Sagramento.- Oh Dio, e quali oltraggi non ha ricevuto Gesù Cristo in questo Sagramento d'amore dagli uomini! Chi l'ha calpestato, chi l'ha gittato nelle cloache, chi se n'è avvaluto per fare ossequio al demonio! E pure la vista di tutti questi dispregi non l'impedì di lasciarci questo gran pegno del suo amore. Egli odia sommamente il peccato, ma l'amore verso di noi sembra che in esso avesse superato l'odio ch'egli porta al peccato; mentre si contentò più presto di permettere tanti sacrilegi, che di privare di questo cibo divino l'anime che l'amano. Tutto ciò non ci basterà a renderci ad amare un Cuore che tanto ci ha amati? Forse Gesù Cristo non ha fatto quanto bastava per meritarsi il nostro amore? Ingrati lasceremo noi ancora abbandonato Gesù sull'altare, come fanno la maggior parte degli uomini? e non ci uniremo più presto con quelle poche anime divote che lo san riconoscere, a struggerci d'amore più che non si struggono le faci che ardono d'intorno a' sagri cibori? Il Cuore di Gesù ivi sta ardendo d'amore per noi; e noi alla sua presenza non arderemo d'amore per Gesù?

 

Affetti e preghiere.

O adorato e caro mio Gesù, ecco a' piedi vostri chi ha tanto addolorato il vostro amabilissimo Cuore. Oh Dio, e come ho potuto io tanto amareggiare quel Cuore che mi ha tanto amato e che non ha risparmiato niente per farsi amare da me! Ma consolatevi, dirò così, mio Salvatore, sappiate che il mio cuore ferito per grazia vostra del vostro santo amore al presente prova tanto rincrescimento de' disgusti che vi ha dati, che vorrebbe morirne di dolore. Oh chi mi dasse, Gesù mio, quel dolore de' miei peccati che voi ne aveste nella vostra vita!

Eterno Padre, io v'offerisco la pena e l'abborrimento ch'ebbe il vostro Figlio delle mie colpe e per questo vi prego a darmi un dolore così grande dell'offese che vi ho fatte, che mi faccia vivere sempre afflitto e addolorato, pensando d'aver disprezzato un tempo la vostra amicizia.

E voi, Gesù mio, da ogg'innanzi donatemi un tale orrore al peccato, che mi faccia abborrire anche le colpe più leggiere, pensando che dispiacciono a voi che non meritate d'essere disgustato né poco né assai, ma meritate un infinito amore. Amato mio Signore, ora io detesto tutto ciò che a voi dispiace, e per l'avvenire non voglio amare se non voi e quello che amate voi. Aiutatemi, datemi forza; datemi la grazia d'invocarvi sempre, o Gesù mio, e di sempre replicarvi questa dimanda: Gesù mio, datemi il vostro amore, datemi il vostro amore, datemi il vostro amore.

E voi Maria santissima, impetratemi la grazia di pregarvi sempre e dirvi: Madre mia, fatemi amare Gesù Cristo

 

MEDITAZIONE V.

Cuore pietoso di Gesù.

E dove mai possiamo trovare un cuore più pietoso e più tenero del Cuore di Gesù, che abbia avuta maggior compassione delle nostre miserie? Questa pietà lo fe' scendere dal cielo in terra. Questa gli fe' dire ch'egli era quel buon pastore venuto a dar la vita per salvare le sue pecorelle. Egli per ottenere il perdono a noi peccatori, non perdonò a se stesso, e volle sacrificarsi sulla croce, per soddisfare colla sua pena il castigo a noi dovuto. Questa pietà e questa compassione gli fa dire anche al presente: Quare moriemini, domus Israel? Revertimini et vivite (Ezech. II).1 Uomini, dice, poveri figli miei, perché vi volete dannare, fuggendo da me? non vedete che da me separandovi voi correte alla morte eterna? Io non voglio vedervi perduti; non diffidate, sempre che volete a me tornare, ritornate e ricupererete la vita. Revertimini et vivite. Questa pietà gli fa anche dire ch'egli è quel padre amoroso che benché si veda disprezzato dal figlio, se quello ritorna pentito egli non sa discacciarlo, ma teneramente l'abbraccia e si scorda di tutte le ingiurie ricevute: Omnium iniquitatum eius... non recordabor.2 Non fanno così gli uomini; questi ancorché perdonano, sempre nonperò ritengono la memoria dell'offesa ricevuta e si sentono mossi a vendicarsi; e se non si vendicano perché temono Dio, almeno provano sempre una gran ripugnanza a conversare e trattenersi con quelle persone che l'hanno vilipesi. - Ah Gesù mio, voi perdonate ai peccatori pentiti e non ricusate in questa terra di darvi loro tutto nella santa comunione in questa vita, e tutto nell'altra in cielo poi per mezzo della gloria, senza ritenere alcuna minima ripugnanza a tenervi abbracciata quell'anima che vi ha offeso, per tutta l'eternità. E dove può trovarsi un cuore più amabile e più pietoso come il vostro, o mio caro Salvatore?

 

Affetti e preghiere.

Cuore pietoso del mio Gesù, abbiate pietà di me: Iesu dulcissime, miserere mei. Ve lo dico ora, e voi datemi la grazia di dirvelo sempre: Iesu dulcissime, miserere mei. Prima ch'io vi offendessi, o mio Redentore, io certamente non meritava alcuna di tante grazie che mi avete fatte. Voi mi avete creato, voi mi avete donati tanti lumi: tutto senza merito mio. Ma dopo ch'io v'ho offeso, non solo io non meritava favori, ma ho meritato il vostro abbandono e l'inferno. La vostra pietà ha fatto che voi mi aspettaste e mi conservaste in vita quando io già stava in disgrazia vostra. La vostra pietà mi ha illuminato ed invitato al perdono, ella mi ha dato dolore de' miei peccati, ella il desiderio d'amarvi; ed ora spero già per la vostra pietà di stare in grazia vostra. Deh non lasciate, o Gesù mio, di seguire ad usarmi pietà. La misericordia che vi domando è che mi diate luce e forza di non esservi più ingrato. No, amor mio, non pretendo che mi abbiate a perdonare s'io ritorno a voltarvi le spalle: questa sarebbe presunzione che v'impedirebbe d'usarmi più misericordia. E qual pietà io dovrei più aspettare da voi, se ingrato di nuovo disprezzassi la vostra amicizia e mi separassi da voi? No, Gesù mio, io v'amo e vi voglio sempre amare. E questa è la misericordia che spero e cerco da voi: Ne permittas me separari a te; ne permittas me separari a te.

Ne prego anche voi, o madre mia Maria, non permettete ch'io m'abbia da separare più dal mio Dio.

 

MEDITAZIONE VI.

Cuore liberale di Gesù Cristo.

È proprio delle persone di buon cuore il desiderare di far contenti tutti, e specialmente i più bisognosi ed afflitti. Ma dove potrà mai trovarsi una persona di più buon cuore di Gesù Cristo? Egli perch'è bontà infinita ha un sommo desiderio di comunicare a noi le sue ricchezze: Mecum sunt divitiae..., ut ditem diligentes me (Prov. VIII, [18, 21]). Egli a questo fine si è fatto povero, dice l'Apostolo, per fare noi ricchi: Propter vos egenus factus est... ut illius inopia [vos] divites essetis (II Cor. VIII, 9). A questo fine ancora ha voluto restarsene con noi nel SS. Sagramento, dove in ogni tempo sta colle mani piene di grazie, come fu veduto dal padre Baldassarre Alvarez, per dispensarle a chi viene a visitarlo.1 A questo fine inoltre egli si dona tutto a noi nella santa comunione, facendo con ciò intendere che non saprà negarci i suoi beni, mentre giunge a darci tutto se stesso: Quomodo non etiam cum illo omnia nobis donavit? (Rom. VIII, [32]). Sicché nel Cuore di Gesù noi troviamo ogni bene, ogni grazia che desideriamo: In omnibus divites facti estis in Christo... ita ut nihil vobis desit in ulla gratia (I Cor. I).2 Ed intendiamo che al Cuore di Gesù noi siam debitori di tutte le grazie ricevute della Redenzione, della vocazione, de' lumi, del perdono, dell'aiuto a resistere nelle tentazioni, della sofferenza nelle cose contrarie: sì, perché senza il suo soccorso non potevamo far niente di bene: Sine me nihil potestis facere (Io. XV, [5]). E se per lo passato, dice il Signore, voi non avete ricevute più grazie, non vi lagnate di me, lagnatevi di voi che avete trascurato di cercarmele. Usque modo non petistis quidquam;... petite et accipietis (Io. XVI, 24). Oh com'è ricco e liberale il Cuore di Gesù per ognuno che a lui ricorre. Dives in omnes qui invocant illum (Rom. X, 12). Oh le gran misericordie che ricevono l'anime che sono attente a chiedere aiuto a Gesù Cristo! Dicea Davide: Quoniam tu, Domine, suavis et mitis, et multae misericordiae omnibus invocantibus te (Ps. LXXXV, 5). Andiamo dunque sempre a questo Cuore, domandiamo con confidenza, ed otterremo tutto.

 

Affetti e preghiere.

Ah Gesù mio, voi non avete ripugnato di darmi il vostro sangue e la vita, ed io ripugnerò di darvi il miserabile mio cuore? No, mio caro Redentore, io ve l'offerisco tutto, tutta vi dono la mia volontà; accettatela voi e disponetene a vostro piacere. Io non ho né posso niente, ma ho questo cuore donatomi da voi, del quale niuno può privarmi: posso esser privato delle robe, del sangue, della vita, ma non già del cuore. Con questo cuore io posso amarvi, con questo io voglio amarvi.

Deh insegnatemi voi, o mio Dio, la perfetta dimenticanza di me stesso; insegnatemi ciò che debbo fare per giungere al vostro puro amore, del quale voi per vostra bontà me ne avete ispirato il desiderio. Io sento in me una volontà risoluta di piacervi; ma per eseguirla da voi aspetto e domando l'aiuto. A voi tocca, o amante Cuore di Gesù, di render tutto vostro il mio povero cuore, che per lo passato è stato a voi così ingrato, e per sua colpa privo del vostro amore. Deh fate che questo mio cuore sia tutto acceso per voi, come il vostro è acceso per me. Fate che la mia volontà sia tutta unita alla vostra, sicché io non voglia se non quello che volete voi; e da ogg'innanzi la vostra santa volontà sia la regola di tutte le mie azioni, di tutti i pensieri, e di tutti i desideri miei. Io spero, Signore, che non mi negherete la grazia vostra per eseguire questa mia risoluzione ch'io fo oggi a' vostri piedi, di abbracciare con pace quanto di me e delle mie cose voi disponerete, così nella mia vita, come nella mia morte.

Beata voi, o Maria immacolata, che aveste il cuore sempre e tutto uniforme al Cuore di Gesù! Deh impetratemi voi, madre mia, che per l'avvenire altro io non voglia né desideri se non quel che vuole Gesù e volete voi.

 

MEDITAZIONE VII.

Cuore grato di Gesù.

È così grato il Cuore di Gesù, ch'egli non sa vedere alcuna minima nostra opera fatta per suo amore, alcuna minima parola detta per sua gloria, alcun buon pensiero deliberato di suo compiacimento, senza darne a ciascuno la sua mercede. Egli inoltre è così grato, che rende sempre il centuplo per uno, Centuplum accipietis.1 Gli uomini che son grati, se ricompensano alcun beneficio loro fatto lo ricompensano una volta; si tolgon, come suol dirsi, l'obbligazione e poi non vi pensano più. Gesù Cristo non fa così con noi: ogni nostro buon atto fatto per dargli gusto, non solo centuplicatamente lo ricompensa in questa vita, ma nell'altra lo ricompensa infinite volte in ogni momento per tutta l'eternità. E chi sarà così trascurato che non faccia quanto può per contentare questo Cuore così grato? Ma oh Dio, come attendono gli uomini a compiacere Gesù Cristo? Dirò meglio, come possiamo noi essere così ingrati con questo nostro Salvatore? S'egli non avesse sparsa che una sola goccia di sangue, una lagrima sola per la nostra salute, pure noi gli saressimo infinitamente obbligati; poiché questa goccia e questa lagrima anche sarebbe stata d'infinito valore appresso Dio per ottenerci ogni grazia. Ma Gesù ha voluto impiegare per noi tutti i momenti della sua vita, ha donati a noi tutti i suoi meriti, tutte le sue pene, le ignominie, tutto il sangue e la vita; sicché non una, ma infinite obbligazioni abbiamo noi d'amarlo. Ma oimè, che noi siamo grati anche colle bestie: se un cagnolino ci dimostra qualche segno d'affetto, par che ci costringa ad amarlo; e poi come possiamo esser così ingrati con Dio? I benefizi di questo Dio sembra che cogli uomini mutino natura e diventino maltrattamenti, mentre in vece di gratitudine e d'amore non riportano che offese ed ingiurie. Illuminate, o Signore, questi ingrati a conoscere l'amore che voi loro portate.

 

 

Affetti e preghiere

O amato mio Gesù, ecco a' piedi vostri l'ingrato. Io sono stato ben grato colle creature, solamente con voi sono stato un ingrato. Con voi dico, che siete morto per me e non avete avuto più che fare per mettermi in obbligo d'amarvi. Mi consola e mi dà animo l'aver che fare con un Cuore di bontà e di misericordia infinita, che si protesta di scordarsi di tutte le offese di quel peccatore che si pente e l'ama.

 

Caro mio Gesù, per lo passato io v'ho offeso, v'ho disprezzato: ma ora v'amo più d'ogni cosa, più di me stesso. Ditemi quel che volete da me, che tutto son pronto a farlo colla grazia vostra. Io credo che voi mi avete creato, voi avete dato il sangue e la vita per amor mio: credo ancora che per me vi siete lasciato nel SS. Sagramento; ve ne ringrazio, amor mio; deh non permettete ch'io di tanti benefici e testimoni del vostro amore ve ne sia più ingrato per l'avvenire. Legatemi, stringetemi al vostro Cuore, e non permettete ch'io nella vita che mi resta abbia da darvi più disgusto ed amarezze. Basta, Gesù mio, quanto vi ho offeso, ora vi voglio amare. Oh ritornassero gli anni miei perduti! Ma no, che quei non tornano più e poca sarà la vita che mi resta; ma o sia poca o sia molta, mio Dio, il tempo che mi rimane a vivere tutto lo voglio spendere in amar voi, sommo bene, che meritate un amore eterno ed infinito.

Maria, madre mia, non permettete ch'io abbia da essere più ingrato al vostro Figlio; pregate Gesù per me.

 

 

MEDITAZIONE VIII.

Cuore di Gesù disprezzato.

Non v'è pena maggiore ad un cuore che ama quanto vedere disprezzato il suo amore; e tanto più quando i contrassegni dimostrati di questo amore sono stati grandi, ed all'incontro è grande l'ingratitudine. Se ogni uomo rinunziasse a tutti i suoi beni e se ne andasse a vivere in un deserto, a cibarsi d'erbe, a dormir sulla terra, a macerarsi colle penitenze, ed in fine si facesse trucidare per Gesù Cristo; qual compenso renderebbe alle pene, al sangue, alla vita che questo gran Figlio di Dio ha data per suo amore? Se noi ci sagrificassimo ogni momento alla morte, certamente neppure ricompenseressimo in minima parte l'amore che Gesù Cristo ci ha dimostrato nel darsi a noi nel SS. Sagramento. Un Dio mettersi sotto le specie di poco pane e farsi cibo d'una sua creatura! Ma, oh Dio, qual è la ricompensa e gratitudine che rendono gli uomini a Gesù Cristo? Qual è? maltrattamenti, disprezzo delle sue leggi e delle sue massime, ingiurie tali che non le

farebbero a un loro nemico o loro schiavo o peggior villano della terra. E possiamo noi pensare a tutti questi maltrattamenti che ha ricevuti e riceve tutto giorno Gesù Cristo e non sentirne pena? e non cercare col nostro amore di compensare l'amore immenso del suo Cuore divino che sta nel SS. Sagramento acceso del medesimo amore verso di noi, e desideroso di comunicarci i suoi beni e di donarci tutto se stesso, pronto a riceverci nel suo Cuore sempre che andiamo a lui? Qui venit ad me, non eiiciam foras (Io. VI, 37).

-Abbiam fatto l'uso a sentir nominare Creazione, Incarnazione, Redenzione: Gesù nato in una stalla, Gesù morto in croce. Oh Dio, se sapessimo che un altro uomo ci avesse fatto alcuno di questi benefici, non potressimo far di meno di amarlo. Solo Iddio par che abbia, diciam così, questa mala sorte cogli uomini, che non avendo più che fare per farsi da loro amare, non può giungere a questo intento; e in vece d'essere amato si vede vilipeso e posposto. Tutto nasce dalla dimenticanza che hanno gli uomini dell'amor di questo Dio.

 

Affetti e preghiere.

O Cuore del mio Gesù, abisso di misericordia e d'amore, come a vista della bontà che mi avete usata e della mia ingratitudine, io non muoio e non mi struggo di dolore? Voi, Salvator mio, dopo avermi dato l'essere, mi avete dato tutto il vostro sangue e la vita, abbandonandovi alle ignominie ed alla morte per amor mio; e di ciò non contento, avete di più inventato il modo di sagrificarvi ogni giorno per me nella santa Eucaristia, non ricusando di esporvi alle ingiurie che dovevate ricevere - e che già voi prevedevate - in questo Sagramento d'amore. O Dio, come posso vedermi poi così ingrato a voi senza morir di confusione! Ah Signore, date fine alle mie ingratitudini con ferirmi il cuore del vostro amore e farmi tutto vostro. Ricordatevi del sangue e delle lagrime che avete sparse per me e perdonatemi. Deh non siano perdute per me tante vostre pene.

Ma voi, benché m'abbiate veduto così ingrato ed indegno del vostro amore, non avete lasciato d'amarmi ancora quando io non v'amava e neppure desiderava che voi mi amaste; quanto più dunque io debbo sperare il vostro amore ora che non voglio né sospiro altro che amarvi ed esser amato da voi? Deh contentate appieno questo mio desiderio; dirò meglio questo desiderio vostro, perché voi siete che me lo date. Fate che questo giorno sia il giorno della mia total conversione, sicch'io cominci ad amarvi, per non cessare mai più d'amare voi sommo bene. Fate ch'io muoia in tutto a me stesso, per non vivere che a voi e per ardere sempre del vostro amore.

O Maria, il vostro cuore fu quell'altare beato che fu sempre acceso dal divino amore; madre mia cara, rendetemi simile a voi; pregatene il vostro Figlio, che gode di onorarvi col non negarvi niente di quanto gli domandate.

 

 

MEDITAZIONE IX.

Cuore fedele di Gesù.

Oh quanto è fedele il bel Cuore di Gesù Cristo con coloro che chiama al suo santo amore! Fidelis est qui vocavit vos, qui etiam faciet (I Thess. V, 24). La fedeltà di Dio porge a noi la confidenza di sperar tutto, ancorché non meritiamo niente. Se abbiam discacciato Dio dal nostro cuore, apriamogli la porta ed egli subito entrerà secondo la promessa fatta: Si quis... aperuerit mihi ianuam, intrabo ad illum et caenabo cum illo (Ap. III, 20). Se vogliamo grazie, domandiamole a Dio in nome di Gesù Cristo, ed egli ci ha promesso che l'otterremo: Si quid petieritis Patrem in nomine meo, dabit vobis (Io. XV, 16).1 Se siamo tentati, confidiamo ne' suoi meriti, ed egli non permetterà che i nemici ci combattano oltre le nostre forze: Fidelis autem Deus est qui non patietur vos tentari supra id quod potestis (I Cor. X, 13). Oh quanto è meglio trattar con Dio, che cogli uomini! Quante volte gli uomini promettono e poi mancano, o perché mentiscono nel promettere, o dopo la promessa mutano volontà? Non est Deus quasi homo, dice lo Spirito Santo, ut mentiatur; nec ut filius hominis, ut mutetur (Num. XXIII, 19). Iddio non può essere infedele nelle sue promesse, perché egli non può mentire essendo la stessa verità; né può mutar volontà, perché tutto ciò che vuole è giusto e retto. Ha promesso dunque di ricevere ognuno che a lui viene, di dare aiuto a chi glielo domanda, di amare chi l'ama, e poi non lo farà? Dixit ergo et non faciet?2 - Oh fossimo fedeli con Dio com'egli è fedele con noi! Noi per lo passato quante volte gli abbiam promesso d'esser suoi, di servirlo e d'amarlo; e poi l'abbiamo tradito, e licenziandoci dalla sua servitù ci siamo venduti per ischiavi al demonio! Deh preghiamolo che ci dia fortezza per essergli fedeli in avvenire. Oh beati noi se saremo fedeli con Gesù Cristo in quelle poche cose che ci comanda! Egli sarà ben fedele nel rimunerarci con premi troppo grandi; e ci farà sentire ciò che ha promesso a' suoi servi fedeli: Euge, serve bone et fidelis, quia super pauca fuisti fidelis, super multa te constituam; intra in gaudium Domini tui (Matth. XXV, 21).

 

Affetti e preghiere.

Caro mio Redentore, oh foss'io stato fedele con voi come voi siete stato fedele con me! Sempre ch'io ho aperto il mio cuore, voi siete entrato a perdonarmi ed a ricevermi nella vostra grazia: sempre che vi ho chiamato voi siete accorso ad aiutarmi. Voi siete stato fedele con me, ma io sono stato troppo infedele con voi; vi ho promesso servirvi, e poi tante volte vi ho voltate le spalle; vi ho promesso il mio amore, e poi tante volte ve l'ho negato: come se voi mio Dio che mi avete creato e redento, foste men degno di esser amato, che le creature e quei miseri miei gusti per cui v'ho lasciato.

Perdonatemi, Gesù mio. Conosco la mia ingratitudine e l'abborrisco. Conosco che voi siete una bontà infinita che meritate un infinito amore specialmente da me che dopo tante offese da me ricevute voi avete tanto amato. Povero me se mi dannassi! Le grazie che m'avete fatte ed i contrassegni dell'affetto speciale che mi avete dimostrati sarebbero, oh Dio, l'inferno del mio inferno. Ah no, amor mio, abbiate pietà di me; non permettete ch'io vi torni a lasciare, e che poi dannandomi, come meriterei, io avessi da seguir nell'inferno a pagare con ingiurie e odio l'amore che voi m'avete portato.

 

Deh Cuore innamorato e fedele di Gesù, infiammate il misero mio cuore acciocché arda per voi come voi ardete per me. Gesù mio, al presente mi pare che v'amo, ma v'amo poco, fate voi che v'ami assai e che vi sia fedele sino alla morte. Questa grazia vi cerco insieme colla grazia di seguire sempre a cercarvela. Fatemi morire prima ch'io v'abbia di nuovo a tradire.

O Maria, madre mia, aiutatemi ad esser fedele al vostro Figlio. 

 

Gloria al Padre

Dolce cuor del mio Gesù, fa' ch'io t'ami sempre più.

 

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Novena al Sacro Cuore

Novena al Sacro Cuore di Gesù

Da iniziare il 18 giugno o in presenza di qualsiasi necessità.

O Gesù, il cui Cuore divino è simbolo vivente di amore infinito, attira le nostre anime alla tua dolce intimità. Tu che ti sei consumato per la gloria del Padre e per la salvezza degli uomini, rendi anche la nostra vita una continua testimonianza d I amore per te. Ti offriamo I nostri sensi, così pronti alla dissipazione; il nostro cuore, così incostante; la nostra carne, così fragIle. Tutto ciò che abbiamo e siamo, offriamo a te perché diveniamo un gradito olocausto d'amore.

 

Gloria al Padre

Dolce cuor del mio Gesù, fa' ch'io t'ami sempre più.

 

O Gesù, il cui Cuore dIvino ha sentito fino all'agonia il peso e la gravità del peccato, rendi il nostro cuore sensibile alla tragedia dell'umanità che resiste al tuo amore. Per i peccati nostri e per tutti i peccati che si commettono nel mondo, noi vogliamo offrirti la nostra generosa riparazione, unendola al tuo sacrificio redentore. Accetta dalle mani della Vergine riparatrice come un atto di fede e di amore.

Gloria al Padre

Dolce cuor del mio Gesù, fa' ch'io t'ami sempre più.

O Gesù, il cui Cuore divino arde dal desiderio di portare tutti gli uomini all'amore del Padre, accendi anche in noi la fiamma dell'apostolato. La nostra vita diventi una testimonianza del Vangelo, con l'ardore della parola e l'efficacia dell'esempio. La tua grazia ci aiuti ad attirare le anime nel regno del tuo .more, dove l'umanità, unificata. nel tuo nome, formerà una sola famiglia nell'amplesso eterno del Padre.

 

Gloria al Padre

Dolce cuor del mio Gesù, fa' ch'io t'ami sempre più.

 

 

 

 

 

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Nella Malattia

NELLA MALATTIA

 

O Cuore di Gesù, che hai tanto amato e beneficato i malati incontrati nella tua vita terrena, ascolta la mia preghiera.

Rivolgi su di noi il tuo sguardo di bontà e ti commuova la mia sofferenza: "Se vuoi, puoi guarirmi". Te lo ripetiamo, pieni di fiducia, e allo stesso tempo ti diciamo "Sia fatta la tua volontà".

Ti offriamo le sofferenze del corpo e dello spirito, in espiazione dei nostri peccati. Le uniamo alle tue sofferenze, perché diventino fonte di santificazione e di vita. Donaci la forza sufficiente per non smarrirci nel buio dello sconforto e fa' che sentiamo continua la tua presenza nella nostra vita. Amen.

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