FILOTEA PER I DEFUNTI

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FILOTEA PER I DEFUNTI

Sancta et salubris est cogi­tatio pro Defunctis exorare, ut a peccatis solvantur.

(Lib. 2. Machab., XII, 46).

3.a EDIZIONE MILANO Tipografia della Santa Lega Eucaristica 1902.

PROTESTA

L'Autore sottopone umilmente quanto è scritto nel presente libro al giudizio della Santa Chiesa, di cui esso si professa figlio obbedientissimo. Conoscendo i de­creti emanati dalla santa memoria di Urbano VIII, egli dichiara di volere ad essi intierannente conformarsi e però non intende attribuire se non una fede pura­mente umana a tutto ciò che in questo si racconta di grazie e miracoli non ancora riconosciuti ed approvati dalla Chiesa.

IMPRIMATUR: In Curia Archiep., Mediolani, die 18 octobris 1901. S. A. M. MANTEGAZZA, Ep. Famag., Vie. gen.

 

Anima afflitta, cui l'inesorabile falce della morte ha strappato dal fianco quella cara creatura che tanto tu amavi, e che vai piangendo sconsolata, oh! rasciuga il tuo ciglio, rasserena la fronte, ti conforta e spera! Quell'essere caro non è perduto, no, ma vive ancora e tu puoi ancora essergli utile ed usare con lui tutte le tenerezze dell'amor tuo: esso forse ha bisogno di te.... ma non ti chiede, no, lacrime e ge­miti, che nulla gli valgono, per quanto legittimi e sacri; ma a te chiede l'aiuto delle tue preghiere, de' tuoi pietosi suffragi. Se tu la vedessi soffrire, che non faresti per quell'anima cara a consolarla e sol­levarla dalle sue pene? E tu possiedi un tesoro che può apportare a' tuoi cari immenso sollievo e van­taggio; è il tesoro delle preghiere, delle indulgenze, delle pratiche divote che la Santa Chiesa mette in tua mano a suffragare le Anime benedette del Pur­gatorio. Non lagrime, dunque, ma preghiere e suf­fragi.

E tu, cui il tempo ha attutito il dolore della per­dita de' tuoi cari, la cui memoria non torna che da quando a quando fugace e labile al tuo pensiero; e che a dispensarti dal suffragarli, ti vai illudendo della speranza ch'essi già sieno felici e beati nel gaudio eterno del Paradiso, pensa che ben diversi da quelli degli uomini sono i giudizii di Dio e che, da speciali rivelazioni, nelle vite dei Santi, si sa di Anime rilegate in Purgatorio per anni ed anni ed anche per secoli.

E dato pure che essi più non abbisognassero de' tuoi suffragi, pensa quante e quante Anime nel Pur­gatorio soffrono indicibili tormenti, che tu puoi soc­correre con poco dispendio e con grandissimo tuo me­rito e spirituale vantaggio. In quel carcere di espia­zione ti troverai un giorno tu pure, se Iddio ti userà misericordia. Ti sovvenga la parola di Gesù Cristo, “Beati i misericordiosi perchè troveranno miseri­cordia” e - Quella misura che avrete usato col pros­simo sarà poi usata verso di voi. Milano, il 2 novembre 1901. P. ANGELO DT GESU’ MARIA, Carmelitano Scalzo.

 

In questa Filotea pei Defunti ecco facile mezzo per sufragare le Anime benedette dei trapassati. Io spero che, per la comodità di avere qui unite e fa­cili alla mano, se non tutte le molteplici e svariate, al­meno le principali preghiere e pratiche divote ap­provate dalla Santa Chiesa in suffragio ai Defunti, questa raccolta tornerà gradita a tutte le anime pie, ed in particolar modo a quelle che, comprese dell'ec­cellenza della loro carità, sono tutto zelo e premura in far discendere in larga copia fra le fiamme espia­trici del Purgatorio il refrigerio dei loro pietosi suffragi. Milano, il 2 novembre 1901. P. ANGELO DI GESU’ MARIA, Carmelitano Scalzo.

 

IL PURGATORIO.

Dicesi Purgatorio quel luogo di pena dove le anime, sciolte dai lacci di questo corpo in istato di grazia, espiano o i peccati veniali non ancora perdonati, ovvero i veniali ed i mortali, rimessi bensì quanto alla colpa, ma non del tutto quanto alla pena.

Il dogma quindi del Purgatorio è legato al dogma della penitenza, che è la base del cri­stianesimo. Poichè, se la penitenza è necessa­ria, il più semplice buon senso ci suggerisce l'idea di una espiazione temporanea al di là di questa vita. Non accade spesso che la morte, arrivando all'improvviso, diviene un'inutile pe­nitenza, poichè è ricevuta senza essere accet­tata, e fa una vittima senza olocausto? Ed anche allorchè Dio lascia, fra il primo giorno della conversione del cuore e l'ultimo giorno della vita, un lungo spazio per l'espiazione, troppo sovente, per non dire comunemente, si giunge al termine della prova terrestre prima d'avere toccati i limiti della penitenza: bisogna bene che vi sia, al di là dei limiti di questo mondo, un'ultima stazione, ove tutto si rego­larizza e si termina. O negare Dio, negare a Lui la sua giustizia, la sua santità, le sue per­fezioni infinite, od ammettere il Purgatorio. Il premio eterno del Paradiso a chi ha operato bene, l'eterno castigo dell'inferno a chi avrà operato male, basterebbe a spiegare la giustizia di Dio se gli uomini morissero tutti perfetta­mente buoni o completamente cattivi. Ma quante anime vi hanno, le quali vissero virtuosamente, si, ma che purtroppo, quale più quale meno, si inquinarono nel fango delle umane fralezze!

Eccovi dinanzi alla salma di vostra madre: era dessa pura come un angelo da meritare im­mediatamente il Paradiso? Colle imperfezioni e coi difetti che la offuscavano, sarà essa volata tosto al Cielo o sarà precipitata nell'inferno? Che cosa avverrà dunque di queste anime, mac­chiate di tante imperfezioni nell'ora della morte? Condannarle all'Inferno non sarebbe giustizia, nè sono desse si pure da unirsi tosto eternamente con Dio.

Oh! come la fede nel Purgatorio è eminen­temente consolante, sopratutto nel momento della morte! Essa è abbracciata con amore dalle anime sante, alle quali essa permette di essere tranquille sulla loro salute, senza essere con­dannate all'orgoglioso pensiero di essere per­fettamente pure; essa e rassicurante per le anime che temono d'aver fatto poco per espiare le loro colpe. Allorchè certi ricordi della vita si presentano intorno al loro letto di morte, esse sentono che è bene per esse vi sia qualche cosa di più duro del pentimento, e meno cru­dele del rimorso. Infine, questa dottrina apre un rifugio desiderevole e consolante a quelle anime che hanno passato quasi tutta la loro vita nelle tenebre delle passioni, e per le quali la stella del pentimento non sembra levarsi che nelle ombre dell'ultima ora.

Tutto ciò che riguarda al luogo del Purga­torio, alla durata e alla qualità delle pene, non è stato definito dalla Chiesa; diversi sentimenti sono esistiti, in mezzo agli antichi Padri della Chiesa, su queste questioni. Rispettiamo le te­nebre divine che velano i misteri dell'altra vita. Questi misteri sono troppo alti e la nostra vita è troppo corta. Se le congetture che si esten­dono al di là tornano a nostra edificazione, ac­cogliamo queste, vaghe luci, ma senza troppo tenervici; e sappiamo, in ogni caso, accettare la nostra ignoranza come una parte dell'espia­zione, imposta alla nostra impazienza ed alla nostra curiosità sregolata.

Nessuna lingua saprebbe esprimere, nessun intelletto comprendere che cos'è il Purgatorio. In quanto alla grandezza della pena è uguale all'inferno, meno la separazione dall'amore di Dio e dalla sua volontà e meno la privazione della speranza. Pertanto l'anima, imbrattata anche della più piccola colpa, riceve il Purga­torio come una grande misericordia. Trovando nelle colpe, di cui ha conservato la macchia, un ostacolo che la separa da Dio, attirata nello stesso tempo dal fuoco dell'ardente carità del suo dolcissimo Signore, essa si slancia volon­tariamente nel luogo della purificazione, a fine di liberarsi da ciò che l'allontana dal Sommo Bene.

Oh! come griderei volentieri ad alta voce, per riempire di spavento tutti gli uomini che sono sulla terra: Infelici! perchè lasciarvi accie­care così dal mondo, da non prendervi pensiero alcuno della grande e terribile estremità in cui vi troverete al punto di morte?

Voi vi rassicurate sperando nella misericor­dia di Dio, che dite essere sì grande. Ma questa

immensa bontà di Dio dovrebbe spronarvi ad adempiere i suoi ordini in tutte le cose, invece che a fare il male con la speranza del perdono. Poichè, sappiatelo, la sua giustizia non può fallire; bisogna che prima o poi essa sia pie­namente soddisfatta.

Non vi rassicurate dunque dicendovi: Mi confesserò nell'ora della morte, acquisterò Indul­genza Plenaria, sarò istantaneamente purificato, per conseguenza salvo. Imprudenti! salvarvi, con la contrizione assolutamente necessaria per acquistare l'Indulgenza Plenaria, è cosa difficile a farsi. Salvarsi! sopratutto se vi sarà dato un istante, un solo istante, per gridare: grazia, mio Dio, misericordia? (S. CATERINA DA GENOVA).

 

LE ANIME DEL PURGATORIO

Avete mai riflettuto, dice il P. Félix, a que­sto fenomeno sì desolante per i nostri fratelli defunti e sì umiliante per noi: l'oblio dei morti? Ascoltate questi lamenti e domandate alla vostra coscienza se sono esagerati: O fratelli! o sorelle! o amici, che? è tanto tempo che vi aspettiamo e voi non venite; noi vi chiamiamo e non rispondete; soffriamo di quelle sofferenze alle quali niente può essere uguale, e voi non ci compatite; gemiamo e non ci consolate!

"Ohimè! ohimè! tutti coloro che abbiamo amati sulla terra con tutto il nostro affetto, ci hanno abbandonati; noi piangiamo nel seno di questa tetra notte e non c'è nessuno che ci consoli!

Ah! tutto è finito, e finito per sempre! Essi ci hanno dimenticate: ed ecco che nemmeno un solo ricordo ci riunisce alla terra!...

"Dappertutto è l'oblio: l'oblio su tutta una vita, che nessuna parola ricorda più; l'oblio sul nostro nome, che nessuno pronunzia più; sulla nostra tomba che non e più visitata; l'oblio sulla nostra morte che nessuno più pian­ge; l'oblio su tutta la terra, l'oblio dappertutto!

"Malgrado gli addii si pieni di rimpianti, malgrado le proteste si piene di tenerezza e malgrado i giuramenti si pieni d'immortalità, ecco, nonostante, ove tutto termina presso i vi­venti: nell'universale oblio dei morti! Nessuno più prega, nessuno più se ne ricorda!...

Nessuno? Ah! voi v'ingannate, care Anime! vi è sulla terra un cuore che non dimentica mai, un cuore pronto in ogni ora a venire in soccorso de' suoi morti abbandonati: è il cuore d'una madre, il cuore della Chiesa cattolica!... e tutti i giorni, durante il Santo Sacrificio, essa domanda per voi il riposo, il sollievo e la luce. Vi sono ancora dei figli che non sono insen­sibili al pensiero dei vostri dolori. Siamo noi, noi che, commossi dai vostri lamenti, veniamo a supplicare Dio in vostro favore.

Oh! come si fa piacere a Dio aiutandolo a mettere in Cielo un'Anima del Purgatorio! Po­vera Anima, ch'Egli ama e contro la quale Egli è obbligato lasciare agire la sua giustizia, fino a che essa non abbia pagato tutto ciò che Gli deve. Pagate per essa: voi lo potete.

Oh come ci si prepara una santa vita e un posto sicuro nel Cielo, quando vi si è mandata un'anima, la quale, ad ogni istante, dice a Dio: E’ a questa persona che devo la mia felicità d'avervi visto più presto: salvatela.

Tutto ciò che per carità diamo alle Anime dei Defunti, dice Sant'Amboogio, si cambia in grazie per noi, e dopo la nostra morte ne tro­veremo il merito centuplicato.

Per incoraggiarvi alla preghiera in favore delle Anime del Purgatorio, Mettete un istante sui motivi che v'impegnano ad occuparvi di esse e sacrificarvi per esse.

I. Lo dovete a Dio al quale queste Anime sono molto care, poiché Egli le ama, non sola­mente perché sono sue figlie, come tutte le altre, ma perchè Lo hanno servito sulla terra, Lo hanno amato e Lo amano ancora molto; po­vere Anime, che non hanno fatto per Dio tutto ciò che potevano e che Dio non può chiamare a Sé fino a che non abbiano espiato anche la minima negligenza. Esse sono destinate a ren­dere a Dio un onore pubblico nel Cielo; e que­sto onore, che è ritardato, è in vostro potere di anticiparlo. Esse sono destinate ad unirsi agli Angeli e ai Santi per ringraziare ed amare Dio, per esaltarne la bontà e misericordia di­vina; ed è in vostro potere anticipare il mo­mento in cui queste Anime potranno praticare questi atti sì gloriosi a Dio. Esse sono desti­nate a consolare il Cuore di Gesù Cristo, sof­ferente per l'oblio e l'ingratitudine degli uo­mini; e questa consolazione, che non possono dargli ancora, è in vostro potere anticiparne il momento. Oh! non vorrete dunque voi farlo?

II. Voi lo dovete a queste povere Anime. La pietà ve lo domanda. Ohimè! esse soffrono do­ori sì atroci che la penna non sa descrivere: dolori dell'anima, che ha sete di Dio e non può ancora possederlo; dolori d'una natura parti­colare, ma di cui il minimo sorpassa tutto ciò che i sensi possono soffrire su questa terra.

La giustizia lo domanda. Forse in mezzo a coloro che soffrono, ve ne sono di quelle con­dannate in causa vostra, che hanno peccato con voi, che il vostro esempio ha indotte a peccare.

La riconoscenza ve lo domanda. Non avete in Purgatorio nessuna persona cara? un'amica una sorella, vostro padre, vostra madre forse?

III. Lo dovete al vostro interesse. Esse non saranno ingrate alla felicità immensa che pro­curerete loro; ed esse pregheranno per voi.

Gesù Cristo stesso non dimenticherà la gloria e la felicità che avrete loro procurata, ed avrà pietà di voi, vi ricompenserà e renderà centu­plicato ciò che Gli avrete dato.

Oh! muore in pace, sicura di andare in Cielo, l'anima la quale, durante la sua vita, ha pre­gato, ha sofferto, ha espiato per le Anime del Purgatorio.

Un pensiero molto consolante è ancora quello d'esserci permesso di domandare a Dio delle grazie per intercessione delle Anime del Pur­gatorio. Si stabiliscono talvolta delle relazioni intime fra qualche anima generosa e le Anime del Purgatorio. Le prime sacrificano tutto ciò che possono per il sollievo delle seconde, e le Anime del Purgatorio ottengono da Dio il permesso di venire in aiuto ai loro benefat­tori per il loro progresso nella virtù, ed anche per i loro interessi temporali, servendo loro d'Angelo custode, e manifestando la loro pro­tezione nel modo più visibile. Spesso, scrive santa Caterina da Bologna, ciò che non avevo potuto ottenere con le preghiere ai Santi del Cielo, l'ho ottenuto suffragando queste Anime sofferenti. . Oh, si!, com'è consolante questo pensiero che ci permette di vivere ancora in società con quella persona cara che la morte ci ha rapito. Essa non si è allontanata, divenendo invisibile, dice Fénélon: essa ci vede; ci ama ed e commossa dei nostri bisogni.

Abituatevi a mettervi in rapporto con le Anime del Purgatorio, e vedrete quale conforto ne verrà a voi.

 

PENSIERI SULLE ANIME DEL PURGATORIO

Non è esagerazione il chiamare la divozione alle Anime Purganti una specie di centro in cui si incontrano tutte le divozioni cattoliche. Non una prece è pronunciata per le sante Anime, senza che Dio ne sia minimamente glo­rificato non meno dalla fede che dalla carità di quella prece.

Niun'anima è liberata dalla sua espiazione, senza che Dio immensamente ne goda.

San Tommaso dice che la preghiera pei morti è più accetta di quella pei vivi, perocchè i De­funti, che hanno grande bisogno, non possono aiutarsi da se stessi, come lo possono i vivi.

San Tommaso. afferma ancora che la pre­ghiera pei morti è fra tutte la più eccellente. San Bernardino da Siena dice, avere più me­rito chi fa qualche bene ad un'Anima del Pur­gatorio, che un altro il quale ne facesse dieci volte di più in favore di un vivente, fosse pure prigioniero, ammalato od affamato.

San Francesco di Sales insegna che la carità verso le Anime del Purgatorio abbraccia essa sola tutte le opere di carità a motivo della sua eccellenza.

Dio ritiene come fatto a Sè stesso tutto quello che si fa pei Defunti, e ce ne rende il centuplo.

Santa Teresa prova che questa divozione è assai gradita a Dio onnipotente, il quale è quasi impaziente della liberazione di quelle Anime; e che le affida nel tempo stesso alla nostra carità.

Santa Brigida ci assicura che quando coi nostri suffragi liberiamo dal Purgatorio qualche Anima, facciamo cosa tanto accetta e cara a Gesù Cristo, Suo Sposo, quanto se Egli stesso fosse riscattato.

La divozione alle Anime Purganti è un eser­cizio di amor di Dio, poichè è un amare quelli che Egli ama, un amarli perché Egli li ama, un aumentare la sua gloria, un moltiplicare le sue lodi.

La divozione alle Anime Purganti è quella da cui riceviamo la più grande utilità. Noi spe­riamo di trovare a noi stessi misericordia a ca­gione della nostra misericordia.

I mezzi per suffragare le Anime del Purgatorio sono tutte le opere della cristiana pietà. Mezzo potentissimo però è il sacrificio della santa Messa, poichè lo stesso Sangue di Cristo, che riscattò il mondo, è quello che nella Santa Messa salva e riscatta le Anime del Purgatorio.

Chi non può far celebrare la Messa, la ascolti, ne ascolti quel maggiore numero che può in suffragio delle Anime sante, ed altrettanti av­vocati avrà per sè in Cielo.

Altro mezzo anche efficace per la liberazione delle Anime dal Purgatorio è il Rosario di Maria. Arricchito com'è di tante Indulgenze, più che ogni altra preghiera è valevole al suf­fragio di quelle povere Anime.

Usiamo dunque spesso, a pro del Purgatorio, e la Messa ed il Rosario. Sono due fontane perenni atte a smorzare quelle fiamme tormen­tatrici, come quelle che sgorgano l'una dal Cuore amantissimo di Gesù, l'altra dal Cuore dolcissimo di Maria.

(…)

O Maria, pietosa Madre di tutti i redenti, intercedete pei nostri cari Defunti! Una vo­stra parola può spegnere attorno ad essi le tormentose fiamme del Purgatorio. Deh! pro­feritela quella parola, o Maria, e liberate le Anime di tutti i miei cari.

 

FORMULA per offrire le sante Indulgenze a suffragio delle Anime Purganti.

Ad onore e gloria vostra, o clementissimo Signore, e conforme alla mente di quei Som­mi Pontefici che, a beneficio universale dei Cattolici defunti, han concesso le sante In­dulgenze, intendo offerirvele in questo gior­no. Vi raccomando anche l'esaltazione della Santa Chiesa, l'estirpazione delle eresie, la concordia fra i Principi cristiani, la conser­vazione infine del Pontefice. Voi, Padre di misericordia e Dio di ogni consolazione, fate, vi prego, che in virtù dei meriti infiniti della vostra santissima Passione, godendo gli effetti benigni di queste sante Indulgen­ze, possa l'Anima, per la quale umilmente vi offro le mie preghiere e tutte le opere mie, essere dalla vostra pietà sollèvata e liberata insieme da quelle atrocissime pene del Purgatorio, acciò, volando con spedito e pronto cammino alla gloria celeste, per­petuamente vi lodi e vi benedica, come desi­dero in eterno.

Durante la giornata procura, anima pia, di suffragare i poveri morta con offrire per essi le tue azioni e, le tue pene, col fare qualche speciale mortificazione, col recitare da quando a quando giaculatorie ed altre preghiere, cui sia annessa qualche Indulgenza.

(Vedi La Giornata santificata e Miniera inesauri­bile ).

 

DIVERSE INTENZIONI da raccomandarsi a Dio in modo speciale.

1. L'Anima più prossima ad entrare nel Cielo.

2. Quella che soffre pene maggiori.

3. Quella la cui liberazione apporta maggior gloria a Dio.

4. Quella che è la più abbandonata.

5. Quella che da più lungo tempo pena in Purgatorio.

6. Quella che per più lungo tempo dovrà rimanervi.

7. Quella che è stata l'ultima ad entrarvi.

8. Quella che ha vissuto più tempo nel mondo.

9. Quella che ha vissuto minor tempo nel mondo.

10. L'Anima della quale Gesù e Maria de­siderano più presto la liberazione.

11. Quella che è stata più divota di nostro Signore.

12. Quella che è stata più divota di Maria Santissima.

13. Quella che è stata più divota di San Giuseppe.

14. Quella che è stata più divota dei santi Angeli.

15. Quella che è stata più divota di San­t'Anna.

16. Quella che ha più pregato per i peccatori.

17. Quella che ha più pregato per i tiepidi.

18. Quella che ha più pregato per gli in­fermi.

19. Quella che ha più pregato per gli ago­nizzanti.

20. Quella che ha più pregato pei Defunti.

21. Quella che ha più pregato per gli ere­tici e scismatici.

22. Quella che ha più pregato per gli in­fedeli.

23. Quella che ha più pregato pel Sommo Pontefice.

24. Quella che ha più pregato pei Vescovi.

25. Quella che ha più pregato pei Missio­narii.

26. Quella che ha più pregato pei Sacerdoti.

27. Quella che ha più pregato pe' suoi pa­renti ed amici.

28. Quella che ha più pregato pei Religiosi.

29. Quella che ha più pregato pei Sovrani.

30. Quella che ha più pregato per i magi­strati e militari.

31. Quella che ha più pregato per i suoi nemici.

32. Quella che ha più pregato pei poveri e ricchi.

33. Quella per cui ho maggior obbligo di pregare.

34. Quelle che furono meco complici nel male.

35. Quelle alle quali fui occasione di peccato.

36. Quella che mi ha fatto maggior bene spirituale.

37. Quella che mi ha fatto maggior bene temporale.

38. Quella che più si distinse nell'amar Dio.

39. Quella che più si distinse nell'amare il prossimo.

40. Quella che più si distinse nell'umiltà.

41. Quella che più si distinse nella dolcezza.

42. Quella che più si distinse nella pazienza.

43. Quella che più si distinse nella rasse­gnazione.

44. Quella che più si distinse nella tempe­ranza.

45. Quella che più si distinse nella compas­sione.

46. Quella che più si distinse nella fede.

47. Quella che più si distinse nella speranza.

48. Quella che ha più peccato per orgoglio.

49. Quella che ha più peccato per collera.

50. Quella che ha più peccato per invidia o gelosia.

51. Quella che ha più peccato per vendetta o rancore.

52. Quella che ha più peccato per vanità.

53. Quella che ha più peccato per impudicizia.

54. Quella che ha più peccato per parole dannose.

55. Quella che ha più peccato per parole inutili.

56. Quella che ha più peccato per giura­menti od imprecazioni.

57. Quella che ha più peccato per oziosità.

58. Quella che ha più peccato per acconcia­ture vane.

59. Quella che ha più peccato per bestemmie.

60. Quella che ha più peccato per rispetto umano.

61. Quella che ha più peccato per giudizii temerarii.

62. Quella che ha più peccato per cattivi pensieri.

63. Quella che ha più peccato per distra­zioni volontarie.

64. Quella che ha più peccato per la sua tiepidezza.

65. Quella che ha più peccato per la sua intemperanza.

66. Quella che ha più peccato per la sua immodestia.

67. Quella che ha più peccato per immode­stia in chiesa.

68. Quella che ha più peccato per le sue bugie.

69. Quella che ha più peccato per i suoi furti.

70. Quella che ha più peccato per cattive confessioni.

71. Quella che ha più peccato per comunioni sacrileghe.

72. Quella che ha più mancato per la non curanza de' proprii doveri.

73. Quella che ha più peccato per non aver assistito quando e come doveva alla Messa.

74. Quella che ha più peccato lavorando nei giorni festivi.

75. Quella che ha più trascurato di far ele­mosina.

76. Quella che mancò di rispetto ai parenti.

77. Quella che mancò di rispetto ai supe­riori.

78. Quella che mancò di rispetto ai maestri.

79. Quella che ha più peccato pubblicando o leggendo libri proibiti.

80. Quella che ha più peccato pubblicando o leggendo cattivi giornali.

81. Quella che differiva la sua conversione.

82. Quella che trascurava di istruirsi circa i suoi doveri.

83. Le Anime dei Sommi Pontefici.

84. Quelle dei Vescovi.

85. Quelle dei Superiori.

86. Quelle dei Sacerdoti.

87. Quelle dei Religiosi.

88. Le Anime dei proprii parenti.

89. I membri di qualche Confraternita od Associazione.

90. Quelli che hanno ammaestrata la gioventù.

91. Le Anime dei Sovrani.

92. I Principi e le Principesse.

93. Le Anime dei Militari.

94. Le persone di qualche professione: Me­dici, Avvocati, ecc.

95. Le persone di qualche arte o mestiere: Pittori, Contadini, ecc.

96. Quelli che son morti all'improvviso.

97. Quelli che han tardato a convertirsi fino al punto di morte.

98. Quelli che son morti in buona fede fuori della Chiesa Cattolica.

99. Quelli che sono vissuti nella nostra par­rocchia.

100. Quelli che sono vissuti nella nostra co­munità o famiglia.

101. Quelli che hanno esercitata la medesi­ma professione, arte o mestiere.

102. Quelli che hanno portato il nostro nome.

103. Quelli che hanno portato il nome del Santo di cui si celebra la festa.

104. Quelli che sono vissuti nello stesso no­stro paese, casa, camera, ecc.

105. L'Anima di coloro che ci hanno più amato e forse troppo amato.

106. L'Anima di coloro che abbiamo più amato.

107. L'Anima che soffre in causa degli scan­dali che le abbiamo dati.

108. L'Anima dei Sacerdoti che hanno avuto cura di noi nelle diverse epoche della nostra vita.

109. L'Anima che fu più divota della Santa Eucaristia.

110. L'Anima che ha mancato di zelo nella vocazione che aveva abbracciata.

111. L'Anima che si lasciò vincere dalle colpe che noi stessi commettiamo.

112. L'Anima che espia il tempo perduto in letture futili ed in vanità.

113. L'Anima che ha mancato di bontà, di condiscendenza, d'amabilità.

114. L'Anima maldicente, curiosar leggera.

119. L'Anima che non aveva confidenza in Dio.

116. L'Anima che pregava con troppa fretta.

117. L'Anima dei Religiosi e Religiose tie­pidi nel servizio di Dio nella Eucaristia.

118. L'Anima che propagò con zelo le buone letture.

119. L'Anima che fu troppo attaccata al suo amor proprio.

120. L'Anima che si lasciava dominare da­gli scrupoli non obbedendo ciecamente al suo Confessore.

121. Le Anime di quelli che usarono questo Manuale o si adoperarono per farlo cono­scere e diffondere.

Di queste intenzioni se ne pub scegliere una per giorno o per settimana, o di séguito, o quella che piu aggrada, offrendo a vantaggio di quel­lAnima tutte le preghiere, azioni, buone opere e Indulgenze di quel tempo.

 

LA GIORNATA SANTIFICATA a suffragio delle Anime Sante del Purgatorio.

Chi riflette quale immenso preziosissimo te­soro sia per l'Anima un'Indulgenza plenaria non si lascierà certo rincrescere l'impiego di un quarticello d'ora ogni giorno (che potrebbe anche essere nel tempo stesso della S. Messa) per la recita delle seguenti preghiere la cui pratica quotidiana apporta il prezioso vantag­gio di un'Indulgenza plenaria in ogni giorno del mese.

ATTO DI OFFERTA DA FARSI OGNI MATTINA.

Eterno mio Dio, eccomi prostrato innanzi l'immensa vostra Maestà, ed umilmente ado­randovi vi offerisco tutti i miei pensieri, parole ed opere di questo giorno ed intendo di far tutto per amor vostro, per gloria vostra, per adempire la vostra divina vo­lontà, per servirvi, lodarvi e benedirvi, per essere illuminato nei misteri della vostra santa fede, per assicurare la mia salute e sperare nella vostra misericordia, per sod­disfare la vostra divina giustizia per tanti miei gravissimi peccati, per suffragare le Anime sante del Purgatorio, per impetrare la grazia di una vera conversione a tutti i peccatori.

Insomma intendo di operare ogni cosa in unione di quelle purissime intenzioni che ebbero in vita Gesù e Maria e tutti i Santi che sono in Cielo ed i giusti che sono in terra; e vorrei poter sottoscrivere col mio sangue questa mia intenzione ed esplicarla tante volte ad ogni momento quanti saranno i momenti di tutta l'eternità. Ricevete, caro mio Dio, questo mio buon cuore, e datemi la vostra santa benedizione con una grazia efficace di non commettere peccato mortale in tutto il tempo di mia vita, ma partico­larmente in questo giorno in cui desidero ed intendo di acquistare tutte le sante In­dulgenze, delle quali posso essere capace; e di assistere a tutte le sante Messe che oggi si celebrano in tutto l'universo mondo, applicandole tutte in suffragio delle Anime sante del Purgatorio (e specialmente di N., N.) acciocché siano liberate da quelle pene. Così sia.

PREGHIERA CHE SI PUO' FARE IN PRINCIPIO DELLA GIORNATA.

Signore, Dio onnipotente, eccomi prostrato dinanzi a Voi per placare ed onorare la vostra divina Maestà a nome di tutte le creature. Ma come farlo, se io stesso sono un miserabile peccatore? Ah, si, lo posso, lo voglio, sapendo che Voi vi gloriate di essere chiamato Padre delle misericordie; e per nostro amore avete dato lo stesso Unigenito vostro Figlio che per noi si sa­crificò sulla Croce e per noi continuamente rinnova su i nostri altari il sacrificio di Se stesso. E perciò io, peccatore, ma pentito, miserabile, ma ricco in Gesù Cristo, mi presento a Voi, e col fervore degli Angeli e Santi tutti, e cogli affetti del Cuore im­macolato di Maria, vi offro a nome di tutte le creature le Messe che ora si celebrano, con tutte quelle che si sono celebrate e si celebreranno fino alla fine del mondo. In­tendo poi di rinnovare l'offerta ad ogni istante di questo giorno e di tutta la mia vita per rendere alla vostra Maestà infinita un onore ed una gloria degna di Voi, per placare il vostro sdegno e soddisfare alla vostra giustizia pei tanti nostri peccati, per rendervi grazie pari ai vostri benefizii ed implorare le vostre misericordie su di me e sui peccatori tutti, su tutti i fedeli vivi e defunti, e sulla Chiesa tutta, e principal­mente sul di lei Capo visibile, il Sommo Pontefice Romano; ed infine anche sui po­veri scismatici, eretici ed infedeli, perché si convertano e si salvino anch'essi.

OFFERTA DA FARSI IN TEMPO DELLA SANTA MESSA.

Eterno Padre, vi offro il sacrificio che di Se stesso fece sulla Croce ed ora rinnova su questo altare il vostro diletto Figlio Gesù; e ve l'offro a nome di tutte le crea­ture, colle sante Messe che si sono celebrate e si celebreranno in tutto il mondo, per adorarvi e darvi l'onore che meritate, per rendervi le debite grazie per gli innumerevoli vostri benefizii, per placare l'ira vo­stra pei tanti nostri peccati e darvene de­gna soddisfazione e per supplicarvi per me, per la Chiesa, pel mondo tutto ed in modo speciale per le Anime benedette del Pur­atorio.

ATTI DELLE VIRTÙ TEOLOGALI

Perchè Dio, infallibile verità, così ha ri­velato alla Santa Chiesa e per mezzo della Chiesa insegna a noi, io credo fermamente che vi è un Dio solo in tre persone divine uguali e distinte, Padre, Figliolo e Spirito Santo - credo la Incarnazione del divin Figliuolo e tutte le altre verità che crede ed insegna la Santa Chiesa.

Perchè Dio onnipotente, infinitamente buono e fedele, lo ha promesso, spero dalla sua misericordia la vita eterna e gli aiuti necessarii per conseguirla.

Perchè siete sommo e perfettissimo Bene, o mio Dio, vi amo con tutto il cuore e so­pra ogni cosa, e per amor vostro amo il mio prossimo come me stesso.

TRISAGIO ANGELICO

Santo, Santo, Santo è il Signore Dio de­gli eserciti. Piena è la terra della tua glo­ria. Gloria al Padre, gloria al Figlio, glo­ria allo Spirito Santo.

INVOCAZIONI E DIMANDE

O Padre, o Figlio, o Spirito Santo! o Santissima Trinità! o Gesù! o Maria! An­geli benedetti, Santi e Sante tutte del Pa­radiso, ottenetemi queste grazie che do­mando per il Sangue preziosissimo di Gesù Cristo

1. Di far sempre la volontà di Dio.

2. Di star sempre unito con Dio.

3. Di non pensare ad altro che a Dio.

4. Di amare solo Iddio.

5. Di far tutto per Iddio.

6. Di cercare solo la gloria di Dio.

7. Di farmi santo solo per Iddio.

8. Di conoscere bene il mio nulla.

9. Di conoscere sempre più la volontà del mio Dio.

10. (Si domandi una grazia particolare secondo i proprii bisogni).

Maria santissima, offerite all'eterno Pa­dre il Sangue preziosissimo di Gesù Cristo per l'anima mia, per le Anime sante del Purgatorio, per i bisogni di santa Chiesa, per la conversione dei peccatori e per tutto il mondo.

Tre Gloria Patri al Sangue preziosissimo di Gesù Cristo, un'Ave Maria a Maria santissima Addolorata e un Eterno Riposo per le sante Anime del Purgatorio.

A MARIA SANTISSIMA

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne è benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.

Mia Signora e Madre mia, tutto mi dono a Voi, e in fede della mia divozione vi offro in questo giorno gli occhi, le orecchie, la bocca, il cuore, tutto me stesso. Giacché dunque sono vostro, o buona Madre, Voi guardatemi e difendetemi come cosa e pos­sessione vostra.

 

Ricordatevi, o pietosissima Vergine Ma­ria, che non si è inteso mai al mondo che alcuno ricorrendo a Voi, implorando la vostra pietà, chiedendo il vostro aiuto, sia rimasto abbandonato. Animato io da una tale confidenza a Voi ricorro, o Madre, Ver­gine delle Vergini; a Voi vengo, e misero peccatore eccomi dinanzi a Voi colle la­grime agli occhi. Non vogliate, o Madre del divin Verbo, disprezzare le mie voci, ma begnigua ascoltatele ed esauditele.

 

Salve, Regina, madre di misericordia, vita, dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci, dopo questo esilio, Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

 

GIACULATORIE ED ASPIRAZIONI.

Sia lodato e ringraziato ogni momento il santissimo e divinissimo Sacramento.

 

Anima di Cristo, santificami. Corpo di Cristo, salvami. Sangue di Cristo, inebriami. Acqua del costato di Cristo, lavami. Passione di Cristo, confortami. O buon Gesù, esaudiscimi. Dentro le tue Piaghe, nascondimi. Non permettere ch’io mi separi da te. Dal maligno nemico, difendimi. Nell’ora della mia morte, chiamami. Fa che io venga a te, a lodarTi con i tuoi santi, nei secoli dei secoli. Amen.

 

 

Dolce Cuor del mio Gesà, fa ch'io t'ami sempre più.

 

Mio amabile Gesù, io (….) per esservi grato, e per riparare alle mie tante infe­deltà, vi dono il cuore, ed interamente mi consacro a Voi, amabile mio Gesù, e col vostro aiuto propongo di non più peccare.

A chi recita la detta offerta innanzi l'imagine del sacro Cuore di Gesù è concessa

IN RIPARAZIONE DELLE BESTEMMIE

Dio sia benedetto

benedetto il suo santo Nome.

Benedetto Gesù Cristo, vero Dio e vero Uomo.

Benedetto il Nome di Gesù.

Benedetto il suo sacratissimo Cuore.

Benedetto Gesù nel santissimo Sacra­mento dell'Altare.

Benedetta la gran Madre di Dio, Maria santissima.

Benedetta la sua santa ed immacolata, Concezione.

Benedetto il nome di Maria Vergine e Madre.

Benedetto Iddio nei suoi Angeli e nei suoi Santi.

 

Dolce Cuor di Maria, siate la salvezza mia.

 

L'Angelo del Signore portò l'annuncio a Maria. Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo. Ave Maria

Eccomi, Io sono la serva del Signore. Si compia in me la tua parola. Ave Maria.

E il Verbo si fece carne. E venne ad abitare in mezzo a noi. Ave Maria

Prega per noi, santa Madre di Dio perché siamo resi degni delle promesse di Cristo.

Si aggiungano tre Gloria Patri in ringrazia­mento dei privilegi concessi a Maria Santissima.

Nel tempo Pasquale si recita invece, stando in piedi, l'antifona seguente:

Regina dei cieli, rallegrati, alleluia

Cristo, che hai portato nel grembo, alleluia

è risorto, come aveva promesso, alleluia

Prega il Signore per noi, alleluia

Rallegrati, Vergine Maria, alleluia

il Signore è veramente risorto, alleluia

Preghiamo: O Dio, che nella gloriosa risurrezione del tuo Figlio hai ridato la gioia al mondo intero, per intercessione di Maria Vergine concedi a noi di godere la gioia della vita senza fine. Per Cristo nostro Signore. Amen

Si aggiungano tre Gloria Patri.

 

ALL'ANGELO CUSTODE.

Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. Amen.

 

PER IL SOMMO PONTEFICE.

Oremus pro Pontifico nostro N. Dominus conservet eum et vivificet eum, et beatum faciat eum in terra et non tradat eum in animam inimicórum eius.

 

OFFERTA.

Eterno Padre, vi offriamo il Sangue pre­ziosissimo di Gesù sparso per noi con tanto amore e dolore dalla piaga della sua mano destra; e per i meriti e le virtù di Esso, supplichiamo la divina vostra Maestà di concederci la santa Benediziona, affinché in forza di essa possiamo esser difesi dai nostri nemici e liberati da tutti i mali, di­cendo: Benedictio Dei omnipotentis, Patris, et Filii, et Spiritus Sancti, descendat super nos et maneat semper. Amen. Pater, Ave, Gloria.

 

PER LE ANIME SANTE DEL PURGATORIO

Si recitino cinque Pater ed Ave, ovvero con la Giacula­toria: Eterno Padre, per il prezioso Sangue di Gesù, misericordia. Eterno Riposo.

 

ATTO DI OSSEQUIO A MARIA SANTISSIMA

I. Vi venero con tutto il cuore, Vergine santissima, al di sopra di tutti gli Angeli e Santi del Paradiso come figlia dell'Eterno Padre, e vi consacro l'anima mia con tutte le sue potenze. Ave Maria

II. Vi venero con tutto il cuore, Vergine santissima, al di sopra di tutti gli Angeli e Santi del Paradiso, come Madre dell'U­nigenito Figlio, e vi consacro il mio corpo con tutti i suoi sentimenti. Ave Maria

III. Vi venero con tutto il cuore, Vergine santissima, al di sopra di tutti gli Angeli e Santi del Paradiso come Sposa diletta del divino Spirito, e vi consacro il mio cuore con tutti i suoi affetti, pregandovi di otte­nermi dalla santissima Trinità tutt'i mezzi per salvarmi. Ave Maria

PER GLI AGONIZZANTI

Il Sommo Pontefice Pio VII concesse ai fe­deli, i quali reciteranno ginocchioni, purché non impediti da qualche fisica indisposizione, tre Pater in memoria della Passione ed Agonia di nostro Signor Gesù Cristo, e tre Ave Maria in memoria dei dolori sofferti da Maria santissima nell'assistere all'agonia del suo diletto Figlio, e pregheranno pei fedeli agonizzanti:

 

Clementissimo Gesù, tutto amore per le Anime, io Te ne supplico, per l'agonia del tuo Cuore santissimo e pei dolori della tua Madre Immacolata, lava nel tuo San­gue tutti i peccatori della terra che sono in agonia e che moriranno in questo giorno.

 

VISITA AL SANTISSIMO SACRAMENTO

Signor mio Gesù Cristo, che per l'amore che portate agli uomini, ve ne state notte e giorno in questo Sacramento tutto pieno di pietà e di amore, aspettando, chiamando ed accogliendo tutti coloro che vengono a vi­sitarvi, io vi credo presente nel Sacramento dell'altare. Vi adoro nell'abisso del mio niente, e vi ringrazio di quante grazie mi avete fatte; specialmente di avermi donato Voi stesso in questo Sacramento, di aver­mi data per Avvocata la vostra santissima Madre Maria, e di avermi chiamato a visi­tarvi in questa chiesa. Io saluto oggi il vo­stro amantissimo Cuore, ed intendo salutarlo per tre fini:

1° In ringraziamento di questo gran dono;

2° Per compensarvi di tutte le ingiurie che avete ricevuto da tutti i vostri nemici in questo Sacramento;

3° Intendo, con questa visita, adorarvi in tutti i luoghi della terra, dove Voi Sacramentato ve ne state meno riverito e più abbandonato. Gesù mio, io vi amo con tutto il cuore. Mi pento di avere per lo passato tante volte disgu­stata la vostra bontà infinita. Propongo, colla grazia vostra, di non più offendervi per l'avvenire, ed al presente, miserabile qual sono, io mi consacro tutto a Voi: vi dono, e rinunzio tutta la mia volontà, gli affetti, i desiderii e tutte le cose mie. Da oggi in avanti fate Voi di me e delle mie cose tutto quello che vi piace; solo vi chiedo e voglio il vostro santo amore, la perseve­ranza finale, e l'adempimento perfetto della vostra volontà. Vi raccomando le Anime del Purgatorio; specialmente le più divote del santissimo Sacramento e di Maria san­tissima. Vi raccomando ancora tutti i po­veri peccatori. Unisco infine, Salvatore mio caro, tutti gli affetti miei cogli affetti del vostro amorosissimo Cuore e così uniti li offerisco al vostro eterno Padre, e Lo prego in nome vostro che per vostro amore li accetti e li esaudisca.

 

VISITA A MARIA SANTISSIMA

Santissima Vergine Immacolata e Madre mia Maria, a Voi che siete la Madre del mio Signore, la Regina del mondo, l'Av­vocata, la Speranza, il Rifugio dei peccatori, ricorro oggi io, che sono il più miserabile di tutti. Vi adoro, o gran Regina, e vi ringrazio di quante grazie mi avete fatte fin ora, specialmente in avermi liberato dal­l'inferno, tante volte da me meritato. Io vi amo, Signora amabilissima, e per l'amore che vi porto, vi prometto di volervi sempre servire, e di fare quanto posso, acciocché siate amata ancora dagli altri. Io ripongo in Voi tutte le mie speranze, tutta la mia fiducia; accettatemi per vostro servo, ed ac­coglietemi sotto il vostro manto Voi, Madre di misericordia. E giacchè siete così potente con Dio, Voi liberatemi da tutte le tenta­zioni, oppure ottenetemi forza di vincerle sino alla morte. A Voi domando il vero amore a Gesù Cristo. Da Voi spero di fare una buona morte. Madre mia, per l'amore che portate a Dio, vi prego ad aiutarmi sem­pre, ma più nell'ultimo punto della morte mia. Non mi lasciate, fintanto che non mi vedrete già salvo in Cielo, a benedirvi ed a cantare le vostre misericordie per tutta l'eternità. Amen. Così spero, così sia.

 

DELLE INDULGENZE

Si dice Indulgenza la remissione della pena temporale di cui il peccatore resta debitore alla giustizia di Dio per i peccati che gli sono stati perdonati quanto alla colpa, e quanto alla pena eterna se i suoi peccati la meritavano. Questa remissione si fa con l'applicazione delle soddi­sfazioni, racchiuse nel tesoro spirituale della Chiesa. L'Indulgenza non rimette nè i peccati mortali, nè i peccati veniali e castighi eterni; essa non opera dunque la giustificazione; la suppone, al contrario, e la segue. Il tesoro spi­rituale della Chiesa, nella quale sono poste le Indulgenze, è composto delle sovrabbondanti soddisfazioni di Gesù Cristo, alle quali si ag­giungono le soddisfazioni della santissima Ver­gine e dei Santi.

Le Indulgenze non dispensano dal far peni­tenza; esse suppliscono alle penitenze che non possiamo fare, ed aumentano il valore di quelle che facciamo.

Imperocchè è bensì vero che tutte le pene dovute a1 peccato possono venire rimesse con una Indulgenza plenaria, se si acquista in tutta la sua estensione; ma non essendo noi certi dell'acquisto di questa Indulgenza, e nelle debite condizioni, non dobbiamo mai stare senza timore.

Le Indulgenze parziali, d'un certo numero di anni o di giorni, non rimettono che una parte della pena. Qual'è questa parte? È il se­greto di Dio. Il numero indicato corrisponde al numero di anni o di giorni che durava in antico la penitenza pubblica.

Per acquistare un'Indulgenza è necessario compiere alla lettera le condizioni prescritte: l'ignoranza o la impotenza non ne esentano. Allorchè si compie l'ultima delle condizioni, quando molte cose sono comandate per una Indulgenza, bisogna essere in istato di grazia, cioè non avere punto peccati mortali sull'anima.

Le condizioni dell'Indulgenza plenaria sono ordinariamente, oltre la preghiera o l'atto pre­scritto, la confessione, la comunione e una preghiera secondo l'intenzione del Sommo Pon te face.

Chi è solito confessarsi e comunicarsi ogni otto giorni, basta la confessione settimanale per soddisfare alla confessione e comunione prescritte.

Colla stessa confessione e comunione si pos­sono acquistare anche più Indulgenze plenarie quando ricorrono nel medesimo giorno, appli­cabili solo alle Anime sante del Purgatorio. Si devono però fare tante visite, se sono pre­scritte, quante sono le indulgenze plenarie che si intendono acquistare.

Per acquistare un'Indulgenza plenaria che cade insieme ad una festa, la preghiera pre­scritta può farsi ordinariamente dopo la vigi­glia dall'ora in cui si cantano i primi vespri fino alla sera del giorno verso il tramonto. Le preghiere secondo l'intenzione del Sommo Pon­tefice sono rimesse alla volontà di qualunque persona. Siccome si possono dimenticare od ignorare le Indulgenze parziali unite a certe opere, è utile formarne l'intenzione ogni mat­tina con una piccola preghiera. Le anime pie che hanno costume di fare ogni giorno delle pratiche, le quali procurano la felicità di un'In­dulgenza plenaria nel giorno che si sceglie nel mese, devono, ogni volta che si comunicano, specificare la propria intenzione. Il mese è uno spazio di trenta giorni, compreso anche nei due mesi diversi, a meno che il decreto non porti: Indulgenza da acquistarsi per il tal mese, come si legge per gli esercizii del mese di Maria: durante il mese si deve fare la comu­nione in un giorno a scelta, qualunque giorno esso sia.

All'articolo della morte, se non si può nè confessarsi, nè comunicarsi, basta, per acqui­stare le Indulgenze plenarie, per le quali, du­rante la vita, si sono fatti gli atti prescritti, esser contrito, disposto a confessarsi e ricevere volontieri la santa assoluzione, e invocare, al­meno di cuore, se non si può con la bocca, il santo nome di Gesù.

Nelle concessioni di Indulgenze parziali, d'ordinario, non si prescrive la Confessione Sa­cramentale, ma si pone soltanto la clausola - con cuore almeno contrito - volendosi con ciò significare che chi si trova in peccato mor­tale, se vuol lucrare le dette indulgenze par­ziali, è necessario che faccia almeno un vero atto di contrizione con fermo proposito di con­fessarsi.

Le Indulgenze annesse alla recita di preghiere si possono lucrare, in qualunque idioma ven­gano queste recitate, purchè siano fedeli le versioni. (S. C. d. F. 17 dicembre 1870).

Gli oggetti ricchi di Indulgenze, corone, croci, medaglie, non sono che per le persone in favore delle quali essi hanno ricevuto le Indulgenze; nessun altro le può acquistare; ma le Indulgenze non si perdono prestando la propria corona (colui che la recita però non acquista niente), ne donando le corone o me­daglie, che si sono fatte benedire per regalare.

Ricordiamoci che per acquistare le Indul­genze ed applicarle ai Defunti ci vogliono tre condizioni: essere in istato di grazia, almeno quando si compie l'ultima opera ingiunta adempiere puntualmente le opere prescritte e nel modo assegnato da chi concesse 1' Indul­genza, e finalmente che nel decreto di conces­sione si permetta di applicarle ai fedeli De­funti, ovvero che chi acquista le Indulgenze abbia fatto l'Atto eroico di carità.

Consideriamo essere le sante Indulgenze un tesoro senza fondo e sempre aperto a benefi­cio dei vivi e dei defunti. E poichè noi for­miamo con le Anime Purganti un sol corpo, possiamo farle partecipare al valore soddisfat­torio delle opere buone che compiamo e delle pene che sopportiamo, nonchè del tesoro delle Indulgenze. E sebbene sia vero che la Chiesa militante non abbia veruna giurisdizione sugli abitanti del Purgatorio, e le sue Indulgenze perciò non possano applicarsi direttamente ad essi, ma offrirsi per esse al Signore a mo' di suffragio, tuttavia sarebbe un'ingiuria a Dio il non attribuire a queste Indulgenze, offerte in suffragio dei Defunti, un'efficacia eguale a quelle applicate a noi stessi per modo di re­missione. Non desidera ardentemente Gesù che noi Lo aiutiamo alla liberazione delle sante Ani­me del Purgatorio?

Siamo dunque riconoscenti a Dio del gran dono delle Indulgenze, e pensiamo quale sareb­be il nostro cordoglio se giunti al termine della vita ci trovassimo di non averne approfittato.

 

MINIERA INESAURIBILE

A tenere lo spirito raccolto in Dio, durante il giorno, giovano assai le piccole giaculatorie, le quali, come saette infuocate d'amore, vanno a ferire il Cuore santissimo di Dio e ne fanno sgorgare copiose e preziosissime grazie sull'a­nima fedele.

A facilitare l'acquisto di tante Indulgenze a spirituale profitto delle anime ed a suffragio delle Anime sante del Purgatorio, gioverà non poco l'averne riportate qui le principali, delle quali alcune hanno annessa un'Indulgenza per ogni volta che si recitano, altre per una sol volta al giorno.

 

PREGHIERE DELLA SERA.

Prima di coricarti tu sei solito, o pio Cri­stiano, dare la buona notte ai tuoi congiunti, che convivono teco; e va bene: ma dopo aver usato quel tratto di benevolenza ai vivi, pensa anche ai morti. Tu non li vedi più i tuoi cari Morti, ma essi (Dio permettendolo) vedono te, ti amano, e ti procacciano protezione e grazie da Dio e dai Santi; è troppo giusto, dunque, che, prima di abbandonarti al sonno, tu pensi anche a loro, e procuri di sollevarli dalle loro pene. Ed essi, oh, come si aspettano dal tuo buon cuore efficaci suffragi! Rivolgi dunque anche ai cari estinti il fraterno saluto ve­spertino, e consista in qualche preghiera ed offerta che valga a mitigare le loro pene.

ORAZIONE.

Padre santo, mio Creatore e mio Dio, tra le cui braccia sto per prendere il riposo di questa notte, io non posso chiudere gli oc­chi al sonno senza prima raccomandarvi i miei cari che penano nel Purgatorio. Ah, dolce Padre, ricordatevi che quelle Anime sono figlie vostre, che vi hanno amato e vi amano sopra ogni cosa, e tra gli spasimi del Purgatorio, più che la liberazione delle pene, sospirano di vedervi placato e di po­tersi unire per sempre a Voi. Deh! sten­dete loro le paterne braccia; chiamatele al vostro seno; ed a sconto dei loro debiti accettate da me l'offerta di tutti gli infi­niti meriti della vita, passione e morte di Gesù. In questa notte intendo ripetervi sì preziosa offerta ad ogni palpito del mio cuore.

O Regina dell'universo, santissima Ver­gine Maria, il cui potere ammirabile si estende anche al Purgatorio a conforto di quelle misere prigioniere; deh! fra le Ani­me che provano i dolci effetti della vostra materna protezione, vi sieno, o Maria, an­che quelle dei miei cari. Ve le raccomando per quella spada di dolore che vi trapassò la bell'Anima sotto la Croce del morente Gesù. De Profundis, Pater, Ave, Eterno Riposo.

 

ORAZIONE PEI PARENTI DEFUNTI

PEI PROPRI GENITORI.

Dio di bontà e di misericordia, che non contento di averci comandato di onorare il padre e la madre, prometteste speciali be­nedizioni a chi sarà fedele in adempiere a così rigoroso dovere, degnatevi di esaudire i miei voti per la pronta liberazione dal Purgatorio e il sollecito accoglimento nel Cielo dell'Anima de' miei genitori, a cui, dopo Voi, io sono debitore della mia vita. I tanti stenti che essi soffrirono, e la pre­mura che ebbero continuamente per il mio bene, muovano adesso la pietà vostra a far le mie parti verso di loro, col sollevarli dalle pene che soffrono sotto i rigori della vostra giustizia. In virtù della riconoscenza che loro io devo, perdonate loro quei falli che tante volte commisero per causa mia. In­trodotti poi dalla vostra misericordia nella gloria del Paradiso, fate che preghino con­tinuamente, perché io giunga presto a rive­derli, per non essere mai più separato in tutti i secoli. Tre Eterno Riposo.

 

PEL PROPRIO MARITO O LA PROPRIA MOGLIE.

Dio di tutte le virtù, che sollevando alla dignità di Sacramento il matrimonio, avete insegnato a tutti i coniugi ad amarsi vicen­devolmente con una carità simile a quella che lega Voi alla vostra Sposa la santa Chiesa, quindi a non cessare giammai di procurarsi reciprocamente il vero bene; de­gnatevi di esaudire le preghiere che io vi porgo per l'anima di quel (o di quella) con­sorte che Voi medésimo mi avete dato a sollievo delle pene di questa misera vita, e che Voi stesso richiamaste al vostro seno, per insegnarmi a mettere in Voi solo la mia speranza e la mia contentezza.

Ricevete in isconto de' suoi debiti, con­tratti forse per causa mia, quel poco bene che faccio in suo suffragio, e che intendo di unire ai meriti di tutti i Santi, a quelli di Maria ma più di tutto ai meriti infiniti di Gesù Cristo, per liberarla al più presto possibile dalle fiamme voraci del Purgatorio e farla volare al possesso de' gaudii eterni del Cielo. Si, accogliete fra le vostre brac­cia quell'Anima benedetta, ed ascoltando la preghiera che essa vi fa in mio favore, fate che io viva così santamente da meri­tarmi di essere a lei riunito per tutta l'eter­nità nella gloria. Eterno Riposo.

 

PEI FRATELLI E LE SORELLE.

Amabilissimo mio Signore Gesù Cristo, che della fraterna carità, di cui presentaste in Voi stesso il più perfetto modello, avete fatto il primo dovere ed il primo distintivo di tutti i vostri discepoli, liberate dalle pene che soffrono, e chiamate al possesso della vostra gloria, i nostri fratelli e le no­stre sorelle.

Voi, che vi degnaste di diventare il nostro fratello maggiore prendendo la nostra medesima carne ed elevandoci alla dignità di figli adottivi del vostro eterno Padre, non permettete che sieno a lungo da Voi divisi questi minori fratelli, che con gemiti inenarrabili vi domandano pietà. Coi me­riti infiniti della vostra Passione e della vostra Morte avvalorate per tal modo le nostre preghiere, le nostre buone opere, i no­stri patimenti, che servano a scontare tutti i debiti che hanno ancora colla vostra giu­stizia. Giunti poi che saranno al possesso del Paradiso, esaudite le preghiere che por­geranno per la nostra salute al trono della misericordia; affinché possiamo godere per­petuamente della loro compagnia nella glo­ria, dopo avere emulata la loro rassegna­zione e tutte le loro virtù in questa misera vita. Eterno Riposo.

PEI PARENTI, AMICI E BENEFATTORI.

Amabilissimo Redentore e nostro Signor Gesù Cristo, che colla tenerezza vostra per Lazzaro e la vostra predilezione per Gio­vanni santificaste tutti i legami delle ter­rene amicizie, affinché tutte tendessero alla comune santificazione, esaudite le suppliche che presentiamo al vostro trono per tutti i nostri parenti, amici e benefattori, che ge­mono sotto la sferza della vostra paterna giustizia nel Purgatorio. L'affetto che nu­trirono per Voi, gli aiuti che ci prestarono nei nostri diversi bisogni, e i tanti bene­ficii che essi ci fecero per solo amore a Voi, meritano pure per parte nostra la più ope­rosa riconoscenza. Ma come adempiere ad un dovere così sacro verso di loro, se si trovano rinchiusi in un carcere di fuoco di cui Voi solo avete le chiavi? Voi dun­que, che siete il comun Mediatore, il padre di tutte le consolazioni; Voi, che colla ap­plicazione della minima parte dei vostri meriti potete assicurare la remissione dei debiti più enormi di tutto il mondo, im­preziosite nella vostra misericordia il poco bene che facciamo per la liberazione di questi infelici, e rendete efficaci le nostre preghiere perché siano presto sollevati dalle loro pene. Dite su ciascuno di essi, come sulla tomba del vostro amico. Lazzaro, vieni fuori, ed ammetteteli, come già san Giovanni, alle delizie che si gustano ri­posando sul vostro seno: e fate che glori­ficati essi da Voi, ottengano a noi tutti la grazia di esser loro vicini per tutti i secoli su nel Cielo, come per naturali legami, per amichevoli affetti e per opera di santa be­neficenza, ci furono sempre vicinissimi sopra la terra. Eterno Riposo.

 

PREGHIERA NELLA PERDITA DI PERSONE CHE CI SONO CARE.

Mio Dio, Voi mi avete tolta la persona che mi era molto cara in questo mondo, io ne sono privato; degnatevi Voi stesso te­nermi luogo di tutto e rimpiazzarla nel mio cuore. Io l'amava, o Signore, e speravo go­dere per lungo tempo della sua presenza; Voi avete disposto altrimenti, e la vostra santa volontà sia eseguita su di essa e su di me. Il grande conforto che provo nella sua perdita, è la speranza che Voi l'avrete ricevuta nel seno della vostra misericordia e che vi degnerete un giorno unirmi ad essa. Se un avanzo di soddisfazione per le sue colpe la trattenessero ancora nelle pene e le impedisse di riunirsi tosto a Voi, io vi offro a suo vantaggio tutte le mie preghiere e le mie buone opere, e sopra tutto la mia ras­segnazione nella perdita che ho fatto; rendete questa rassegnazione intera e degna di Voi.

Arbitro supremo della nostra sorte, Pa­drone assoluto dei nostri destini, disponete sovranamente di noi e dei nostri giorni. Noi non viviamo per noi, ma per Voi; Voi avete preso ciò che vi apparteneva, Voi non me l'avete prestato che per un tempo: siate benedetto ed adorato in tutte le disposi­zioni della vostra provvidenza. Così sia.

 

PER QUALUNQUE DEFUNTO E DEFUNTA nel giorno della morte o dell'esequie.

Dio onnipotente, ed eterno giudice so­vrano dei vivi e dei morti, avanti al quale non avvi nessuno che possa riputarsi giusto ed innocente, abbiate pietà di quell'Anima che avete ora chiamata a Voi, degnandovi di giudicarla non secondo la vostra giu­stizia, ma secondo la vostra misericordia.

Deh! buon Gesù, non perdete quest'Anima che Voi avete creata col vostro soffio, re­denta col vostro Sangue, santificata colla vostra, grazia; compatite la sua ignoranza e la sua fragilità, e liberatela dalla, morte eterna, perdonandole tutte le colpe di cui si è macchiata, ed avvalorando coi meriti della vostra Passione tutte le buone opere di cui si è arricchita.

Santissima Trinità, ricordatevi, vi prego, di una creatura che porta il carattere di vostra figlia, perchè battezzata nel vostro nome. Essa ha sempre creduto e sperato in Voi, nè ha mai lasciato di amarvi, di onorarvi e confessarvi innanzi al mondo; e siccome fu sempre unita ai fedeli. della Chiesa militante, fate che ora goda la com­pagnia degli Eletti della Chiesa trionfante, onde arrivi finalmente a vedere ciò che credè, ad ottenere ciò che sperò, a godere in eterno quello che amò: Voi, che siete la Vita, la Risurrezione e la Speranza di tutti gli uomini, siate anche il Riposo dei morti, la Consolazione dei vivi, la Felicità e la Salute di tutti; perchè tutti abbiamo a benedirvi nei tabernacoli della vostra gloria per tutti i secoli de' secoli. Così sia. Pater, Ave, Eterno Riposo.

 

PREGHIERA PER LE ANIME PIU' DIMENTICATE del Purgatorio.

O Maria, pietà di quelle povere Anime che, chiuse nelle prigioni tenebrose del luogo di espiazione, non hanno alcuno sulla terra che pensi a loro. Degnatevi, o buona Ma­dre, abbassare su quelle abbandonate uno sguardo di pietà; ispirate a molti cristiani caritatevoli il pensiero di pregare per esse e cercate nel vostro Cuore di madre i modi di venire pietosamente in loro aiuto.

O Madre del Perpetuo Soccorso, abbiate pietà delle Anime più abbandonate del Purgatorio. Misericordioso Gesù, date loro il riposo eterno.

 

PREGHIERA RICAVATA DALLA SEQUENZA DEI MORTI.

O Giudice giustissimo de' vivi e dei mor­ti, che sarà di me nel giorno dell'ira tua, quando verrai a giudicare rigorosamente tutti i figli degli uomini? Quando suonerà la tromba a risvegliare tutti gli estinti che, rialzatisi dai loro sepolcri, saranno costretti a presentarsi al trono del supremo Giudice? Quel tremendo spettacolo farà stupire an­che la morte e la natura. E tu, povera anima mia, quando risorgerai per rispon­dere al tuo Giudice, quando ti vedrai aperto innanzi quel libro che contiene tutte le azioni della tua vita.... misera! che dirai allora? qual difensore cercherai, se appena il giusto potrà tenersi sicuro?

O Re di maestà tremenda, che sei al tempo stesso Fonte di pietà, e ci salvi per tua grazia, deh! salva anche me. Ricordati che, per andare in cerca di quest'anima traviata, sedesti stanco, e per me sacrifi­casti la vita morendo in croce; fa che tanto tuo travaglio non sia per me vano, e dam­mi remissione prima che arrivi il dì del Giudizio. Non vedi che gemo per le mie iniquità ed arrossisco pe' miei peccati? Ma Tu, che assolvesti la peccatrice Maddalena ed esaudisti il ladro pentito, concedi anche a me la dolce speranza che esaudirai le mie preci, sebbene indegne, e benignamente mi preserverai dal fuoco eterno. Anzi, spero e supplico, Signore, che in quel tremendo giorno Tu mi collochi tra le pecorelle alla tua destra; e, confusi e cacciati all'inferno i maledetti, mi chiami coi tuoi eletti al Cielo. Te ne supplico col cuore contrito come cenere, e ripeto: abbi cura del mio fine in quel giorno di lagrime e di terrore quando anche i rei dovranno risorgere per essere giudicati. E frattanto, o piissimo Gesù, Signore nostro, concedi ai Defunti l'eterno riposo. Così sia.

Invece di questa, o dopo questa, si può re­citare altra preghiera péi genitori, o parenti, o amici, o altra persona cara.

ALTRA PREGHIERA.

Dove sono, o mio Dio, quei tanti che mi vedevo un tempo dattorno, parenti, amici, fratelli, conoscenti? Ad uno ad uno sono caduti, sono scomparsi; e se voglio cercare quanto resta di loro in terra, il sepolcro non mi lascerebbe vedere che poca polvere di essi. Ah! ma le anime loro, quelle per cui essi mi erano così cari, vivono ancora, sebbene trattenute in un carcere di espia­zione, finchè in tutto purificate, bellissime quali Voi le creaste, non sieno fatte degne di salire alla purissima vostra gloria im­mortale. E forse perchè ora da me lontane, forse perchè non é possibile che la loro voce venga fino a me, io le avrò dimenticate? non sarò più il figlio amoroso, il tenero consorte, l'amico fedele? potendo sollevarle e alleggerire il peso delle loro, pene, il mio cuore sarà chiuso ad ogni sentimento di pietà per esse? No, non mai! Per quanto havvi di più santo in Cielo ed in terra, Si­gnore, siate propizio a quelle povere Anime addolorate, sospirose di Voi, e abbreviate i giorni del loro purgatorio.

Sono nostre sorelle, sono sorelle dei Santi che già esultano in Cielo. Pertanto acco­gliete a loro suffragio le preci che noi tutti concordi vi porgiamo per esse; accogliete le Ostie di espiazione che si offrono sui nostri altari; ed il Sangue preziosissimo del vostro Figlio, del nostro Salvatore, le liberi ben presto da quelle fiamme dolorose perchè presto arrivino a quella gloria che loro avete preparata. Così sia. Pater, Ave, Gloria, Eterno Riposo, De Profundis.

ATTO EROICO DI CARITA’

ossia offerta di tutte le opere satisfattorie e di tutti i suffragi a favore delle Anime Purganti.

Questo Atto eroico di carità a vantaggio delle Anime del Purgatorio consiste in una spontanea offerta, che fa il fedele a Sua Di­vina Maestà, di tutte le sue opere soddisfat­torie in vita, e di tutti i suffragi che può egli avere dopo morte, a vantaggio delle sante Ani­me del Purgatorio.

Fu questo Atto approvato dal sommo Pon­tefice Gregorio XV, quando, con sua Bolla Pa­storis Aeterni, approvò l'istituto del Consorzio dei Fratelli, fondato dal Ven. P. Domenico di Gesù Maria, Carmelitano Scalzo, in cui, tra gli altri pii esercizii a pro dei defunti, vi è quello di offrire e consacrare a loro suffragio la parte satisfattoria delle proprie opere. In séguito, questa pia pratica venne diffusa con ammira­bile successo dal Padre D. Giuseppe Gaspare Oliden Teatino, il quale suggerì inoltre di ri­mettere nelle mani della Santissima Vergine queste opere e suffragi, aflînchè ne sia la di­stributrice a favore di quelle sante Anime che Ella vuole più presto liberare dalle pene del Purgatorio. Con tale offerta per altro non si cede che il frutto speciale e personale di cia­scuno, talchè ai Sacerdoti non viene impedito di applicare la Santa Messa secondo la inten­zione di quelli che loro diedero l'elemosina; né ai fedeli vien tolta la libertà di potere offrire, quando vogliono, le loro opere buone al Si­gnore per qualche fine speciale; ad esempio, per impetrare grazie o rendere grazie per fa­vori ottenuti.

Questo Atto eroico di carità fu arricchito di molti favori, con Decreto del 23 agosto 1728, dal Sommo Pontefice Benedetto XIII, confer­mati poi da Papa Pio VII il 12 dicembre 1788; i quali favori furono quindi dal Sommo Pon­tefice Pio IX, con Decreto della Sacra Con­gregazione delle Indulgenze del 10 settembre 1852, specificati nel modo seguente:

I. I Sacerdoti che avranno fatto la detta offerta potranno godere, in tutti i giorni, l'in­dulto dell'Altare privilegiato personale.

II. Tutti i fedeli che avranno fatto la stessa offerta possono lucrare:

Indulgenza Plenaria applicabile solamente ai Defunti ìn qualunque giorno facciano la Santa Comunione, purchè visitino una Chiesa o pubblico Oratorio, ed ivi preghino per qual­che spazio di tempo secondo la intenzione del Sommo Pontefice.

III. Similmente potranno lucrare Indulgenza Plenaria tutti i lunedì dell'anno ascoltando la Santa Messa in suffragio delle Anime del Purgatorio, ed adempiendo le altre condizioni summenzionate.

IV. Tutte le Indulgenze che sono concesse o che si concederanno in appresso, le quali si lucrano dai fedeli che hanno fatto questa offerta, possono applicarsi alle Anime del Pur­gatorio.

Finalmente lo stesso Sommo Pontefice Pio IX, avendo in vista quei giovanetti che ancora

non si comunicano, e così pure gl'infermí, i cronici, i vecchi, i contadini, i carcerati ed altre persone che non possono comunicarsi, o non possono ascoltare la Santa Messa nel lu­nedì, concesse che sia valevole quella che ascol­teranno nella Domenica: e per quei fedeli che ancora non si comunicano, o sono impediti di potersi comunicare, ha rimesso all'arbitrio dei rispettivi Ordinarii di autorizzare i confessori per la commutazione delle opere.

Si avverte infine che, sebbene questo Atto eroico di carità venga indicato, in alcuni fo­glietti stampati, col nome di Voto eroico di ca­rità, e venga nei medesimi espressa anche una formula di tale offerta, pure non si intende questo voto fatto in modo che obblighi sotto peccato; come pure non è necessario di pro­nunziare l'indicata formula o un'altra qual­siasi, bastando l'obbligazione fatta col cuore per essere partecipi delle indicate Indulgenze e privilegi.

OFFERTA DI TUTTE LE BUONE OPERE in vantaggio delle Anime Purganti.

Per vostra maggior gloria, o mio Dio, Uno nell'essenza e Trino nelle Persone, e per imitare più dappresso il dolcissimo no­stro Redentore Gesù Cristo, come pure per mostrare la mia sincera servitù verso la Madre di misericordia Maria santissima, che è Madre anche delle povere Anime del Purgatorio, io propongo di cooperare alla ­redenzione e libertà di quelle Anime pri­gioniere, debitrici ancora verso la divina giustizia delle pene dovute ai loro peccati: e, nel modo che posso lecitamente (senza obbligarmi però sotto peccato alcuno), vi prometto di buon cuore e vi offro il mio spontaneo voto di volere liberare dal Pur­gatorio tutte le Anime che Maria santissima vuol liberare; e però nelle mani di questa Madre piissima pongo tutte le mie opere soddisfattorie, e quelle da altri a me appli­cate, si in vita come in morte, e dopo il mio passaggio all'eternità.

Vi prego, o mio Dio, a voler accettare e confermare questa mia offerta, siccome io ve la rinnovo e confermo ad onor vostro, e per la salute dell'anima mia.

Che se per avventura le mie opere sod­disfattorie non bastassero a pagare tutti i debiti di quelle Anime, cui la Vergine san­tissima vuol liberare, ed i miei proprii de­biti per le mie colpe, che odio e detesto di vero cuore, mi offro, o Signore, a pagarvi, se a Voi così piacerà, nelle pene del Pur­gatorio quello che manca, abbandonandomi del resto fra le braccia della vostra mise­ricordia, e tra quelle della dolcissima mia Madre Maria. Di questa mia offerta e pro­testa voglio testimonii tutti i Beati del Cielo, e la Chiesa tutta militante e la penante nel Purgatorio. Così sia.

ALTRA FORMULA PIÙ BREVE PER L'ATTO EROICO.

Io N. N., in unione ai meriti di Gesù e di Maria, depongo nelle mani di Maria santissima e vi offro, mio Dio, per le Ani­me del Purgatorio, la parte satisfattoria di tutte le buone opere che farò nel corso di mia vita, e che altri potrà applicare per me in vita e dopo morte. E ciò per vostra maggior gloria, per imitare l'esempio vo­stro, o Gesù mio, che tutto Voi deste per le anime; e per accrescere in Cielo il nu­mero dei vostri adoratori eterni e dei glo­rificatori della Madre vostra, che interce­dano per me.

VANTAGGI E PREGI DELL'ATTO EROICO.

Ah! come è vero, che la carità è la chiave, che apre a noi e agli altri la porta del Cielo! Questo voto è destinato, come dice il santo Padre Pio IX nel suo bellissimo Breve dato il 20 novembre 1854, a portare alle Anime purganti il maggior conforto, che mai si possa dar loro dagli uomini. Perchè mentre le altre devozioni, preghiere, sante Messe, elemosine, Indulgenze, ecc., sono per esse come goccie o ruscelletti di acqua fresca, che cadono di tempo in tempo sulle fiamme del Purgatorio, l'Atto eroico le riunisce tutte, scorrendo continua­mente, a guisa di un fonte perenne o di un gran fiume, nel Purgatorio, vita nostra du­rante ed anche dopo. L'Atto eroico non toglie che dobbiamo continuare a far per le Anime purganti tutti i suffragi, che possiamo; ma raddoppia il merito di essi, e raccoglie, come fa una diligente spigolatrice, anche tutte le spighe dei meriti, a cui spesso non si bada. Oh ! i bei manipoli, che si possono mandare in un giorno al Purgatorio, o, per meglio dire, al Paradiso, da chi, avendolo emesso, vive san­tamente occupato in tali suffragi!

Ma non basta; piove altresì sopra quelle Anime, assetate dal fuoco che le strugge, un'altra rugiada continua, e questa è il merito soddi­sfattorio di tutto il bene che voi farete, anche senza pensare in quel momento, ne rinnovar sempre l'intenzione, che ciò sia per le Anime purganti. Il vostro sudore nel lavorare nella vigna del Signore, nell'assistere malati, aiutare miserabili, ecc., ristora le povere Anime; le vostre elemosine ai poveri diminuiscono l'estre­ma loro penuria; i vostri dolori raddolciscono le loro pene; se voi soffrite con pazienza gli affronti, esse si sentono consolate; e le vostre penitenze le avvicinano alle gioie ed ai gaudii del Paradiso. Quanto prezioso è dunque questo voto, ossia Atto eroico! Già l'ho detto, chi ha fatto questo voto acquista: I.° ad ogni Comunione, II.° ogni lunedì, nell'a­scoltare la Santa Messa, una Indulgenza Ple­naria per i Defunti. In tal modo, senza addos­sarci molti obblighi particolari, possiamo donare ad essi cento volte più di prima che avessimo fatto un tale atto. Procuriamo dunque di star­cene in grazia di Dio, e di far costantemente delle buone opere.

Inoltre le nostre preghiere per tale via pas­sano per le mani di Maria santissima. E per le mani benedette di Maria Vergine i suffragi vanno molto più sicuri, e allo stesso tempo aumentano di valore; perchè la Madonna san­tissima unisce i suoi sommi meriti ai nostri sforzi meschini. Di più, noi siamo soggetti a dimenticarci di certe Anime e di altre non sappiamo i bisogni. Dopo questa offerta però, colla quale facciamo la Madonna, nostra am­ministratrice, Essa farà tutte le cose per noi nel miglior modo possibile; non si dimenti­cherà di nessuno, adempiendo Essa tutti i no­stri doveri verso le Anime sante del Purgatorio.

Per tale maniera l'Atto eroico rende le In­dulgenze tutte applicabili ai Defunti, e ci leva il peso di dover sempre rinnovare l'intenzione d'acquistare Indulgenze per le Anime purganti. Chi vive cristianamente può guadagnare senza paragone maggiori Indulgenze di quelle onde abbisogni per se. Ora questo voto fa si che nessuna Indulgenza vada perduta, perchè tutte vengono applicate, e fruttano alle povere Ani­me del Purgatorio. Quanti vantaggi!

Anche a noi stessi quest'Atto procura stra­ordinarii vantaggi. Difatti: Io ogni volta che facciamo un'opera buona, rinunziamo, è vero, al merito soddisfattorio, ma nelle stesso tempo aggiungiamo all'opera un nuovo grado di vir­tù, coll'Atto di carità che si fa alle Anime pur­ganti; e così noi stessi guadagnamo un merito reale che non può esserci tolto.

Siccome poi il cedere la soddisfazione per le pene del Purgatorio è un bene temporale, ed il merito che perciò si acquista verso Iddio, rende degni d'un nuovo grado di ricompensa eterna, così con tale cessione d'un minor bene acquistiamo un bene maggiore, cioè, per un bene limitato un bene infinito. Che cambio vantaggioso!

In secondo luogo l'Atto eroico, nella sua es­senza, è una nuova forma del consiglio evan­gelico della povertà volontaria, ma in grado più sublime. Gesù aveva detto: “Se vuoi es­sere perfetto va, vendi tutto quello, che hai, dàllo ai poveri e poi vieni a seguirmi”. Ora così fanno tutti quelli che emettono questo Atto eroico, in attesa di questi beni spirituali, che dalle anime pie sono stimati mille volte più pregevoli dei beni temporali.

Terzo vantaggio: la carità è il vincolo della perfezione: ora l'anima di questo Atto è ap­punto la carità. Dunque questa espropriazione ci farà necessariamente progredire nella perfe­zione cristiana. La frequente memoria delle Anime del Purgatorio ci darà il santo timore del peccato, ci distaccherà dal mondo, ci spro­nerà alle buone opere, e ci accenderà nel cuore l'amore di Dio, e il dolore di averlo offeso. Ci guarderemo maggiormente dai peccati veniali, pensando che quelle Anime soffrono tanto an­che per piccoli peccati ed imperfezioni. Ri­nunzieremo ancora più facilmente a tutti gli attacchi disordinati dei beni di questa terra, al desiderio di piacere alle genti, di essere amati, se mireremo spesso coll'occhio dell'ani­ma laggiù nelle caverne sotterranee il fuoco del Purgatorio; ed in esso tanti ricchi e dotti del mondo nella più squallida miseria; tanti eleganti, abbandonati in preda ai loro dolori; e pensando che ben presto saremo noi stessi fra quegli strazii e tormenti, cercheremo di ren­derli minori e più brevi, coll'esercizio della arità verso i Defunti, e delle altre cristiane virtù.

Per le Anime del Purgatorio è passato il tempo dei meriti!... pagano a contanti, e senza meritare nulla colla loro pazienza e col loro amore di Dio, che è pure ardentissimo. Que­sta considerazione ci animi a profittare del tempo incerto di questa vita, per fare buone opere, per liberare quelle Anime dai tormenti, e per radunare a noi stessi dei meriti, prima che ci colga la notte, secondo le parole di Gesù Cristo: “Camminate, finchè avete la luce, prima che vi colgano le tenebre, in cui non potrete più operare!”

Riflettete, inoltre, che se un tale spropria­mento fa progredire nella perfezione, ci ap­porta però insieme grazie speciali, perchè noi con questo Atto rendiamo a Dio uno speciale onore, soddisfacendo alla sua giustizia per le Anime Purganti, che così volano più presto ad aumentare il numero dei beati cittadini del Cielo. Di più mostriamo l'illimitata nostra fidu­cia in Dio, imperocchè ci gettiamo ciecamente nelle braccia della sua misericordia; atto, che il Cuor di Gesù non ti lascierà mai senza gran premio.

Anche a Maria santissima si rende con ciò un omaggio, come a Regina e Madre delle Ani­me del Purgatorio, ed Essa ben se ne ricor­derà quando saremo entrati in quel luogo di pene a scontare le nostre colpe.

Quale poi sia la ricompensa delle Anime del Purgatorio, ce lo dice santa Brigida la quale udì un giorno la voce di molte Anime Pur­ganti che gridavano: “O Dio! ricompensa co­loro che ci porgono aiuto nelle nostre pene”. - E alla fine udì una voce più forte che gri­dava: “O Signore Iddio, concedi il centuplo colla tua incomparabile onnipotenza a tutti quelli che colle loro buone opere sollecitano il momento in cui potremo vedere la tua fac­cia”. Difatti molti Santi e pie persone assi­curano d'aver ottenuto molte grazie mediante l'intercessione delle Anime penanti; perchè, sebbene non possano ottener nulla per loro, però alcuni santi Padri (e lo stesso dice santa Brigida), opinano che per gli altri possano pre­gare, perchè sono anime in grazia e amiche di Dio.

Ah sì! sono esse quelle amiche fedeli delle quali dice lo Spirito Santo: “Nessuna cosa è da paragonarsi all'amico fedele, e non è degna una massa d'oro e d'argento di essere messa in bilancia colla bontà della fede di lui. L'a­mico fedele è balsamo di vita e d'immortalità, e quelli che temono il Signore lo troveranno”.

Dunque stiamo di buon animo, nè temiamo punto, che per questo Voto, ossia Atto, ci convenga poi di stare più lungo tempo nel Purgatorio. Che se anche fosse così, il Padre Montfort, gran promotore di questa devozione, ci dice: «Mille Purgatorii sono una cosa da non valutarsi, in paragone di un solo grado di maggior gloria, che si ottenga con questo Atto». Il fuoco del Purgatorio finisce presto, ma il grado maggiore di gloria acquistato non finirà in eterno.

 

PROMESSA RECIPROCA colle Anime sante del Purgatorio.

O Anime sante, che in mezzo alle pene atrocissime del Purgatorio benedite di con­tinuo quel Dio che vi flagella e vi purga per farvi degne del Cielo, via, su, consola­tevi; chè, ge avete voi le mani legate da non potervi aiutare da voi stesse, ben vi è sulla terra chi le ha tuttora libere e sciolte, pronto a distenderle in vostro soccorso. Io vi prometto che per tutta questa settimana (mese, anno) offrirò per voi tutte le mie orazioni ed opere, avvalorate dai meriti di Gesù Cristo, e farò la tale mortificazione.... Voi però dal canto vostro non vi scordate di me: assistetemi in tutti i miei bisogni, e liberatemi da ogni pericolo di anima e di corpo. Quella poi che sarà tra Voi la prima ad entrare nel Cielo, domandi per me al Signore la grazia.... e non cessi d'interce­dere fino a tanto che non mi vedrà fatto suo perpetuo compagno in quella Patria beata. Così sia.

Eterno Padre, pei meriti infiniti di Gesù Sacra­mentato liberate le Anime Sante del Purgatorio.

LA SANTA MESSA A SUFFRAGIO DEI DEFUNTI

Il suffragio più utile alle Anime, che abbi­sognano di espiazione, è senza dubbio il santo sacrificio della Messa. Il Salvator nostro è ve­nuto in questo mondo per espiare. Immolandosi sul Calvario, Egli si è offerto vittima per le nostre colpe, ed è morto per cancellare i nostri peccati. Ora il santo sacrificio della Messa. è, quanto alla sostanza, il medesimo del Golgota. Sull'altare, come sulla Croce, il Signor nostro si offre per noi. Egli si sostituisce al peccatore, e, mercè le sue suppliche e le sue opere, cerca ottenergli perdono. Le Anime sante del Purga­torio, lungi dall'essere escluse dalle soddisfa­zioni che Gesù Cristo offre al suo divin Padre, ne raccolgono invece frutti abbondantissimi. Il Sangue della Vittima sacrosanta, scendendo come pioggia benefica nel fuoco che tormenta quelle Anime, ne tempra l'ardore e ne alibrevia la durata.

Il valore d'una Messa sola è tale che baste­rebbe a vuotare il Purgatorio se, come spiegano i sacri Dottori, Gesù medesimo non ne limitasse l'applicazione secondo i suoi altissimi fini e le disposizioni di chi l'offre e di chi deve conse­guirne il frutto. Perchè adunque tanta negli­genza in molti di noi a valersi di questo gran mezzo? Non si richiedono grandi spese per far celebrare qualche Messa; e Dio, in ricambio di questo atto di religione e di carità, dà più largamente i suoi doni. Non si richiede molto tempo per assistere al Santo Sacrificio, ed è quello il miglior tempo della giornata. Si pas­serebbero delle ore intere accanto alle persone care, se fossero ancora con noi; e si crederà onerosa, o quasi importuna od inutile, la mez­z'ora passata appiè dell'altare per ascoltare in suffragio dei defunti la Santa Messa?

Oh! promettiamo alle Anime sante del Pur­gatorio di ascoltare per loro quante più Messe potremo.

Immensi vantaggi della Messa.

A quei Cristiani vivi e defunti poi quali si celebra la Messa, e particolarmente a quelli per cui si prega in modo speciale, verrà rilassata la pena (S. GREGORIO). - Per ciascuna Messa divotamente celebrata, più Anime escono dal Purgatorio (S. GIROLAMO). - Le Anime pur­ganti per le quali il sacerdote suol pregare nella Messa, durante la celebrazione non soffrono tormento di sorta (S. GIROLAMO). - Chi ascolta divotamente la Messa, solleva le Anime dei Fe­deli defunti ed ottiene la loro remissione de' peccati (S. GREGORIO).

PREGHIERA PRIMA DELLA SANTA MESSA.

Clementissimo Iddio, che amate di infinito amore le opere delle vostre mani e compa­tite alla fragilità del nostro fango, sebbene nella vostra giustizia dobbiate punire le no­stre colpe, eccomi ai vostri piedi ad implo­rare i tesori della vostra pietosa misericordia a vantaggio di quelle Anime benedette che, nel carcere doloroso del Purgatorio, stanno purificandosi pel Cielo. Oh, non guardate, pietosissimo Iddio, alla mia indegnità, nè a' miei peccati, ch'io detesto ed abbomino e vorrei cancellar col mio sangue....

Ma, beata me! vi è già un Sangue infi­nitamente prezioso che vale a cancellare non solo i miei, ma tutti i peccati del mondo. È il Sangue che, già sparso tra ineffabili tormenti sulle cime del Calvario a nostra redenzione e salvezza, si offre di continuo sui nostri Altari ad implorare per noi miseri­cordia e perdono. È il Sangue del vostro divin Figlio Gesù, o altissimo Iddio, che io vi offro in oggi nel santo Sacrificio della Messa a vantaggio delle Anime sante del Purgatorio.

AL PRINCIPIO DELLA SANTA MESSA.

È nel nome dell' Augustissima Trinità, Padre, Figliuolo e Spirito Santo, è sotto l'egida della Croce di Gesù ch'io prendo animo e coraggio a presentarmi a Voi, o mio Dio, ad implorare pietà per le Anime sante del Purgatorio. Si, solo nel Nome vostro, o Signore, noi possiamo avere salvezza; e solo nella vostra misericordia potranno quelle Anime sante, avere refrigerio e pace.

Audiutorium nostrum in nomine Domini. Confesso dinanzi a Voi, o mio Dio, e a tutta la Corte del Cielo che i miei innu­merevoli peccati, le mie tante infedeltà ed ingratitudini mi rendono indegno de' vostri sguardi perchè ho peccato, gravemente di pensiero, di parole, di opere e di omissioni. Ma me ne pento, o Signore, ed al cospetto della mia dolcissima Madre Maria, del mio Angelo Custode, dei Santi tutti, che prego ad intercedere per me, piango e dete­sto tutte le mie colpe. In espiazione dei miei peccati e di quelli delle Anime sante del Purgatorio vi offro il Sangue di Gesù, che per noi si immola in questo santo Sacrificio.

Esaudite questa voce di infinito amore, o mio Dio, e date a quelle Anime benedette l'eterna requie dei Santi. Requiem ceternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis.

ALLE PREGHIERE DEL SACERDOTE.

Pietà, o Signore, pei vostri figli, e mise­ricordia per quelle afflitte che gemono nel Purgatorio. Scenda su di esse il Sangue pre­ziosissimo di Gesù che le refrigeri e purifichi.

Voi, o Signore, che siete la speranza, il conforto, la salute dei vivi e dei morti, con­cedete a quelle Anime benedette la remis­sione di tutte le loro colpe; e pei meriti infiniti di questo Sacrificio di amore chia­matele presto al vostro dolcissimo amplesso.

PREGHIERA PEL PADRE O PER LA MADRE DEFUNTA.

O onorare il padre e la madre, vi muova a pietà il lagrimevole stato dell'anima di mio padre (o mia madre), che forse inconsola­bile geme nel Purgatorio; rimettetele ogni suo fallo e introducetela presto nella gloria del Cielo.

Me pure aiutate perchè possa ritrovarla nella chiarezza del gaudio eterno. Ve ne prego per i meriti infiniti di Gesù Cristo Signor nostro.

PER I PARENTI E BENEFATTORI.

O Signore, che vi piacete di concedere facilmente e volontieri il perdono e che amate la salvezza del peccatore, volgete uno sguardo di misericordia alle Anime dei miei parenti, amici, benefattori; e pei meriti di Gesù Cristo, che per noi si immola in questo santo Sacrificio, per la ineffabile materna bontà di Maria, per l'interces­sione di san Giuseppe, degli Angeli, dei Santi tutti del Cielo, fate che presto si al­lietino nella eterna gioia del Paradiso.

PER UNA PERSONA CARA.

Ascoltate, o Signore, le mie voci colle quali io supplico alla vostra pietà per l'a­nima desiderata e cara di.... (si nomini) che Voi avete chiamata da questa terra di esi­lio. Il Sangue prezioso di Gesù, che io vi offro in questo santo Sacrificio, la purifichi da ogni macchia contratta nel terreno pel­legrinaggio; e per la vostra infinita mise­ricordia degnatevi concederle refrigerio e pace, e ammettendola nel consorzio dei Santi introdurla nella beatitudine eterna, nello splendore della divina vostra luce.

ALL' EPISTOLA.

Vi ringrazio, o mio Dio, delle consolanti verità che vi siete degnato rivelarci. Che sarebbe la nostra vita quaggiù se non aves­simo la certezza di una vita avvenire? quanto amara ed orribile e disperata sarebbe la separazione dai nostri cari che escono di questa vita, se la fede non ci assicurasse che la morte non è che il passaggio dal tem­po all'eternità, dalla vita dell'esilio al gau­dio della patria.

Io vi ringrazio, o mio Dio, di questa dot­trina di paradiso, che mentre ci consola e santifica, ci spinge a correre in aiuto di quelle Anime care che non sono ancora pie­namente meritevoli della gloria dei Santi: ve ne ringrazio dal cuore e vi prego a darmi aiuto e fortezza a regolare tutta la mia vita a norma delle verità di santa Fede, affinchè non abbia poi a piangere troppo lungamente nel Purgatorio le mie infedeltà e negligenze e trascuratezze a riguardo vostro.

AL VANGELO.

Come mi sento tutta commuovere, o ama­bilissimo Gesù mio, ricordando i tratti pie­tosi, di bontà e misericordia del vostro dolcissimo Cuore! e, nonostante la grande ed eccessiva mia miseria, tutta mi sento inco­raggiata e ardita a supplicarvi per quelle Anime benedette. Voi non sapeste resistere, o Gesù, al dolore di Marta e Maria, e risu­scitaste loro il quattriduano Lazzaro. Non reggeste alle lacrime della sconsolata vedova di Naim e richiamaste a vita il proprio figliuolo. L'umile fede del Centurione vi spinse a risanargli il morente figliuolo; e chiunque ricorse a Voi, non fu giammai de­luso nelle sue speranze.

Ah, Gesù, e quelle Anime benedette, vo­stre figlie e spose vostre, che non hanno altra fiducia che in Voi, andranno defraudate nella loro aspettazione? Non mai, o Signore! Sciogliete i lacci che le tengono lontane dal bel Paradiso, e, come le avete nutrite qui in terra delle immacolate vostre Carni ed abbeverate del vostro Sangue di­vino, fate che questo divin Sacrificio schiuda loro le porte dell'eterno Banchetto.

ALL'OFFERTORIO.

Accettate, o Signore, l'offerta preziosa che vi presento per le Anime de' vostri servi e serve, affinché vengano presto riunite, nel Regno dei Cieli, al consorzio dei Santi. O amabilissimo, Iddio, la cui misericordia non conosce né misura né limite, accogliete benigno la mia preghiera, ed alle Anime dei miei genitori, fratelli, sorelle, parenti, be­nefattori, amici, che nella loro vita mortale hanno fedelmente confessato il vostro san­tissimo Nome e sono morti nella vostra grazia, concedete, ve ne prego, una completa remissione delle loro colpe e della pena loro dovuta. Gettate uno sguardo di misericor­dia sull'offerta che ora vi faccio per quelle Anime benedette, e, come in vita le avete chiamate alla vera fede cristiana cattolica, così ora chiamatele a parte della ricompensa copiosa she Gesù ha promesso ai fedeli suoi servi. Ve ne prego, o Signore, poi meriti infiniti di Gesù Cristo vostro Figliuolo, che con Voi vive e regna nell'unità dello Spi­rito Santo per tutti i secoli eterni.

SAN GREGORIO.

AL PREFAZIO.

Davvero onorifico a noi e salutare, giusto e doveroso che vi lodiamo, o gran Dio, in ogni luogo e tempo e a Voi innalziamo il cantico della riconoscenza e dell'amore per gli innumerevoli beneficii che di continuo impartite alle vostre creature per riguardo del nostro Salvatore Gesù Cristo.

Per mezzo di Lui apparve la salute nel ­mondo, per suo mezzo la vera vita agli uo­mini, per Lui la risurrezione dei morti. E per mezzo suo supplico io pure, con tutta fiducia d'essere esaudito, supplico che Voi vi degnate concedere alle Anime de' miei cari.... la remissione di tutti i loro peccati, purifi­carle da ogni macchia contratta nella vita mortale ed accoglierle nel vostro Regno ce­leste. Per mezzo di Lui, vostro Unigenito Figlio, lodano la divina vostra Maestà gli Angeli e gli Arcangeli; vi supplicano i Potentati; tremano le Dominazioni; i Prin­cipati e le celesti Virtù ed i beati Cheru­bini e Serafini uniscono nel giubilo le loro voci in lodarvi e benedirvi. Così unisco io an­cora le mie povere preghiere, supplicandovi a concedermi che coi Cori degli Angeli in­tuoni io pure la mia lode dicendo:

Santo, Santo, Santo siete Voi, o Signore, Dio degli eserciti. La terra tutta è ripiena della vostra gloria. Benedetto Colui che viene nel Nome del Signore.

Osanna nell'alto dei Cieli.

AL CANONE.

O Signore e Dio nostro, che per amore al genere umano tanto vi umiliaste, e colla vostra morte ci avete redento dalla schia­vitù del demonio e del peccato, abbiate pietà di chi, pellegrinando fra i pericoli di questo esilio, vi supplica a concedergli la grazia e la pace vostra. Voi conoscete la nostra miseria e fragilità.... deh! non riget­tate la preghiera de' vostri servi, riscattati a prezzo del vostro preziosissimo Sangue, ma stendeteci la vostra mano potente ed usateci misericordia.

O Gesù, che mirate con compiacenza le preghiere dei penitenti, vi muova a com­passione la vista dei nostri peccati. Puri­ficateci dal fango delle iniquità e fate che con una vita virtuosa e pia sempre più a Voi ci accostiamo. (SANT'EFREM),

ALL'ELEVAZIONE DELL'OSTIA.

Vi adoro, Gesù mio, in quell'Ostia santa e credo che Voi siete realmente presente sul santo Altare in Corpo, Anima, Divi­nità, vivo e vero come regnate nel Cielo. Vi adoro nell'unità e ne1l' amore di tutto il Paradiso e vi supplico a rivolgere i vo­stri occhi misericordiosi sulle Anime sante del Purgatorio. Per me e per esse miseri­cordia, o Gesù; Gesù mio, misericordia.

ALL'ELEVAZIONE DEL CALICE.

Adoro, Gesù mio, in quel sacro Calice il vostro Sangue prezioso che avete sparso sulla Croce pei nostri peccati e spargete di continuo sui nostri Altari. Deh! versa­telo sulle Anime penanti del Purgatorio affinchè, fatte monde e pure, siano degne di volare ai gaudii sospirati del Paradiso.

Sia lodato e ringraziato ogni momento il santissimo e divinissimo Sacramento.

DOPO L'ELEVAZIONE.

Eterno Padre, vi offro il Sangue prezio­sissimo di Gesù in espiazione de' miei pec­cati, pei bisogni di santa Madre Chiesa ed a suffragio delle Anime sante del Pur­gatorio.

Mirate, o Signore, il sacrificio che Egli fa di Se stesso alla vostra Maestà; ed in virtù de' suoi meriti infiniti vi supplico a concedere alle Anime de' miei cari defunti e a tutti quelli che sono morti nel bacio vo­stro, il riposo, la luce, la pace eterna.

Ed a me peccatore, ma pur vostro servo che desidera amarvi e fedelmente servirvi, elargite i tesori della vostra misericordia ed aiutatemi perchè vi sia sempre fedele fino alla morte.

AL PATER NOSTER.

Amabilissimo Iddio e tenerissimo Padre, ascoltate le voci di quelle Anime che vi in­vocano con questo dolcissimo Nome, e seb­bene immerse in un mare di pene, sono però certe e sicure di godere un giorno di immensa gioia tra le vostre braccia amo­rose. Si compia la vostra volontà che ar­dentemente desidera la loro liberazione; e per la gloria del vostro Nome e pei meriti di Gesù, condonate loro le tante negligenze nel vostro servizio e liberatele dalle loro pene; e come ora regnate su di esse nella vostra giustizia, affrettate il vostro regno di misericordia chiamandole presto al di­vino banchetto dell'eterna unione con Voi.

ALL'AGNUS DEI.

O Agnello di Dio, che nel vostro Sangue prezioso avete purificato la terra dalle mac­chie del peccato, abbiate pietà delle povere Anime purganti e purificatele da ogni neo di colpa perchè siano degne dell'eterno riposo.

Agnello di Dio, che avete salvate e re­dente le Anime nostre a prezzo di tanti patimenti e ineffabili strazii, salvate dai ri­gori della vostra giustizia le povere Anime del Purgatorio.

Agnello di Dio, che giù sulla Croce ed ora sull'Altare, vi immolate per la salvezza del genere umano, offrite all'Eterno Padre il vostro sacrificio ed i vostri meriti per le Anime sante del Purgatorio, perchè possano presto entrare nel gaudio della eterna gloria.

Mio dolcissimo Gesù, misericordia per me e per i miei cari vivi e defunti.

ALLA COMUNIONE DEL SACERDOTE.

Quanto desidero, o Gesù, di ricevervi nel­l'anima mia, di cibarmi delle vostre Carni immacolate, purificarmi nel vostro Sangue divino! Ma giacchè in questi istanti non mi è dato di ricevervi sacramentalmente, venite a santificarmi colla vostra grazia.

In Voi credo, o Gesù; mi pento di tutto cuore di avervi offeso; in Voi spero, Vi amo e Vi voglio amare con tutta l'anima mia.

Accettate, o Signore, questa Comunione spirituale, che con quella del Sacerdote e di tutte le anime pie che si accostano al santo Banchetto vi offro a vantaggio delle Anime sante del Purgatorio e specialmente dell'anima.... (si nomina). Il vostro prezio­sissimo Sangue, o Gesù, schiuda loro le porte del Paradiso.

ALLE ULTIME ORAZIONI.

Perchè siete clemente e pietoso, o eterno Signore, accogliete benigno il Sacrificio del Corpo e del Sangue del vostro divin Fi­gliuolo Gesù e degnatevi applicarne i frutti copiosi e preziosissimi ed infiniti alle Anime sante del Purgatorio. Sono esse vostre figlie, vostre spose e vostro amore.... fate che vo­lino presto in seno a Voi a lodarvi e be­nedirvi coi vostri Angeli e Santi per tutti i secoli eterni.

L' ULTIMO EVANGELO.

Vi ringrazio, o mio Dio, che mi abbiate concesso di assistere a questo santo Sacri­ficio. Prima però che mi allontani dai vo­stri Altari ho bisogno di rivolgervi ancora una supplica. Vi ho pregato per le Anime sante del Purgatorio e vi offro a loro suf­fragio tutte le sante Messe che verranno in oggi celebrate sulla terra. Ma deh! fate, o Signore, che il pensiero delle pene che soffrono quelle Anime bene­dette serva a me di sprone a vieppiù suf­fragarle, e a vivere in modo da evitare, o diminuirmi almeno, quelle terribili pene.

MODO DI ASCOLTARE LA SANTA MESSA

nei giorni di lunedì a suffragio dei defunti

Il lunedì è dalla Chiesa consacrato in modo speciale alla memoria dei Morti, e però de anime pie sogliono in tal giorno dedicarsi più diligentemente a suffragare le Anime be­nedette del Purgatorio.

Chi ha fatto l'Atto eroico di carità rammenti che ogni lunedì può liberare un'Anima dal Purgatorio, applicando a di lei suffragio la santa Messa alla quale ha la felicità di assistere.

O Morti amati, venite intorno all'Altare! Quando prego per voi, quando faccio l'elemo­sina per voi, la faccio con diffidenza, perchè forse la mia intezione non è abbastanza pura, né il mio cuore assai amante; ma quando ascolto la Messa per voi, quando sull'Altare vedo il Corpo e il Sangue di Gesù Cristo; oh! mi sento potente, felice.... ed è con la fe­licità d'un bimbo, che può certamente solle­vare coloro che ama, che io vi chiamo. Voi avete sete; venite, io vi darò il Sangue di Gesù Cristo. Voi siete poveri; venite, io vi arricchirò con i meriti di Gesù Cristo.

Com'è consolante questa verità della Reli­gione Cattolica: “Io posso; malgrado la mia debolezza, procurare alle anime del Purgatorio le consolazioni di cui hanno bisogno, posso alleviare i loro dolori, abbreviare la durata delle loro pene”.

DAL PRINCIPIO DELLA MESSA FINO ALL'OFFERTORIO.

Chi ha fatto l'Atto eroico di carità, farà bene qui a rinnovarlo. Si dica poi con molta divozione la preghiera seguente:

Umilmente prostrata davanti a Voi, o Pa­drone del mondo, vengo a pregarvi per i Fe­deli, morti in grazia vostra, ma che pagano ancora alla vostra giustizia per i peccati che pon hanno espiati durante la loro vita. Que­sti Fedeli, sono parenti che mi amarono e che, nella loro vita, si sono sacrificati per me. Quando soffrivo mi consolavano; quando mi mancava qualche cosa se ne privavano per darlo a me. In ogni modo soffrono in que­sto momento, ed io voglio consolarle; essi hanno bisogno, io voglio dar loro ciò che non possono procurarsi. Questi Fedeli sono parenti, benefattori, che forse non ho amato quanto meritavano, che spesso ho fatto sof­frire con la mia indifferenza e cattiva con­dotta; voglio, o mio Dio, riparare la mia trascuratezza, la mia leggerezza, la mia in­gratitudine.­

Questi Fedeli, sono amiche che forse sof­frono per causa mia: le colpe che ho com­messe con loro, gli scandali che ho dato loro le tengono in Purgatorio; voglio, a mio Dio, riparare il male che ho fatto. Questi Fedeli sono anime che Voi amate, o mio Dio, anime che la vostra misericordia vorrebbe far sa­lire al Cielo, ma che la vostra giustizia tiene lontane, perché non hanno ancora espiate tutte le loro colpe. Mio Dio, per carità di queste Anime e per amor vostro, io vorrei espiare in vece loro; la vostra giustizia sem­bra permetterlo; la vostra bontà me ne dà i mezzi in questo santo Sacrificio.... oh! ri­cevetelo. È il Sangue di Gesù Cristo. Io mi unisco al Sacerdote che celebra, agli Angeli che circondano l'Altare, a tutte le persone che pregano con me e come me; mi unisco sopratutto alla santissima Vergine, nelle ma­ni della quale pongo, per presentarle a Voi, le mie preghiere e le mie. suppliche.

DALL'OFFERTORIO FINO AL SANCTUS.

Dopo questa, offerta, unitevi più intimamente al Sacerdote recitando qualcuna di quelle belle reghiere che la Chiesa mette sulle labbra dei fedeli:

Date, Signore, il riposo eterno alle Ani­me del Purgatorio, e fate splendere sopra di esse quella luce che non si spegne mai. Signore infinitamente buono, abbiate pietà dell'Anima per la quale vi preghiamo; pone­tela nel luogo della pace, ed asso elevatela presto alla gloria dei vostri Santi. O Dio, che per­donate ai peccatori e che desideratela salute di tutti, supplichiamo la vostra misericordia, per l'intercessione di Maria Vergine e dei vostri Santi, a far giungere alla eterna bea­titudine i nostri fratelli, parenti e benefat­tori, che avete chiamati da, questo mondo.

Liberate, Signore, da tutti i legami del peccato le anime dei Fedeli che sono morti. Fate, nella vostra misericordia, che essi non sentano gli effetti della vostra vendetta nel giorno del Giudizio.

O Dio consolatore, autore della salute delle anime, abbiate pietà di quelle che sof­frono nel Purgatorio, e accordate loro, con la liberazione dalle loro pene, la felicità che avete promessa ai Santi. Lasciatevi toccare, Signore, dalla fedeltà che hanno avuta nel servirvi durante la loro vita, e dimenticate le colpe che la fragilità della umana natura ha fatto loro commettere. Signore, esaudite i voti che la vostra Chiesa v'innalza in fa­vore delle Anime del Purgatorio. Non è, o mio Dio, alla vostra giustizia che noi ci rivolgiamo; poichè sappiamo che queste Ani­me hanno meritato tutte le pene che sof­frono. Troppo attaccate al mondo e a loro stesse, quand'erano sulla terra, vi hanno offeso spesso; poco zelanti della vostra gloria non hanno sufficientemente soddisfatta la vostra giustizia per le colpe che avevano commesse; e per essersi troppo risparmiate, soffrono giustamente pene rigorose! Ma vi ricordate, o Dio misericordioso, che Gesù loro Redentore si è offerto per esse sulla Croce; che il suo Sangue è stato sparso per esse; che il suo Cuore è stato aperto, e che la Redenzione, ch'Egli ci offre, è più abbon­dante dei peccati ch'esse hanno commessi.

O Gesù, vero specchio di tenerezza e mi­sericordia, che non disprezzate mai i sospiri degli infelici, io imploro la vostra clemenza per le. Anime del Purgatorio.

O Gesù, soddisfate per esse!

Tergete le macchie di cui sono state im­brattate le loro Anime con isguardi colpe­voli, e cancellate le colpe che hanno com­messe nella, loro curiosità di sapere.

Per la vivificante potenza delle parole si dolci della vostra sacra bocca, cancellate i peccati della loro lingua imprudente.

Per l'innocenza della vostra vita, purifi­cate quelle Anime da tutte le macchie con­tratte in vita; date loro, o Gesù, l'eterno riposo e fate risplendere, su di esse la luce che non si estingue mai!

DAL SANCTUS ALLA COMUNIONE.

Signore Gesù, Re di gloria, liberate dalle pene del Purgatorio le Anime di tutti i fedeli che sono morti; liberatele da questo lac­cio spaventevole e profondo, liberatele dalla gola del leone; che esse non siano inghiot­tite nel profondo dell'abisso, nè precipitate nelle tenebre; ma che il Principe degli An­geli, san Michele, le introduca nel soggior­no della luce e della pace, che avete pro­messa ad Abramo ed alla sua posterità.

Discenderò, o giusto Giudice dei vivi e dei morti, discenderò in ispirito in questo luogo di terrore, ove Voi aggravate la mano su i vostri figli, eredi della vostra gloria. Là sospirerò, gemerò, unirò le mie preghiere al Sacrificio del vostro Figlio, affinchè Voi abbreviate le loro pene e can­giate i loro tormenti in consolazione, la loro umiliazione in gloria. Signore, nel do­lore che le opprime, la loro anima grida verso di Voi: «Abbiate misericordia di me, per­chè conosco d'avere peccato in vostra pre­genza. Io vi chiedo una sola cosa, e non cesserò di chiedervela, cioè di abitare eter­namente nella vostra casa, affine di contem­plare le bellezze del vostro tempio. Ho fer­ma speranza di vedervi nella terra dei vi­venti.

È giusto, è ragionevole, è salutare il ren­dervi grazie in ogni tempo e in ogni luogo, Padre potente, Dio eterno, per Gesù Cristo nostro Signore, per il quale Voi ci avete data la speranza di una beata risurrezione; affinchè, se il ricordo della sentenza della morte, rivolta a tutti gli uomini, ci rattrista, la promessa della immortalità incoraggi la nostra fede; poichè, per coloro che vi sono fedeli, Signore, morire è perdere una vita mortale per passare ad un'altra migliore; e allorchè questa casa di terra ove esse abi­tano deve distruggersi, ne acquisteranno una nel Cielo, che durerà eternamente; e perciò noi ci uniamo ai Beati della Corte celeste per cantare un inno alla vostra glo­ria, ripetendo incessantemente: Santo, Santo, Santo è il Signore, il Dio degli eserciti; la sua gloria riempie i Cieli e la terra. Bene­detto sia Colui che viene in nome del Si­gnore, il suo Sangue chiede misericordia, e, la sua voce s'innalza fino al trono della Cle­menza.

Dio onnipotente, la cui provvidenza si estende sopra tutte le creature, poichè Voi ne siete il Padre, gettate uno sguardo: di misericordia sulle Anime che vi amano e di cui il dolore più sensibile è di essere sepa­rate da Voi. Ricordatevi, o mio Dio, quali sono le opere delle vostre mani, e il prezzo delle sofferenze della morte e dei meriti in­finiti di Gesù, vostro Figlio divino. Potrete Voi a questo Nome non piegarvi in loro favore? Noi vi offriamo, per la loro felicità, il Sangue prezioso sparso per esse sulla Cro­ce, la potente mediazione di Maria, quella di san Giuseppe, san Pietro, san Paolo e tutti i Santi, le umili suppliche della vostra Chiesa, le preghiere e le opere meritorie dei suoi figli. Con tali appoggi speriamo nelle vostre misericordie, o mio Dio, per le Anime che ci furono care e che ci fate un dovere di amare e soccorrere. Ma la vostra tenerezza paterna disarmi la vostra giustizia. Aprite loro il vostro seno; manifestate loro la vostra gloria; mostrate ai loro occhi ciò che siete, e versate nei loro cuori quel torrente di delizie di cui Voi siete la sorgente eterna.

Ostia santa, immolata per la salute del mondo, siate propizia ai nostri voti. Sangue prezioso del nostro Salvatore, versato per cancellare i nostri peccati, santificateci e domandate misericordia per le Anime dei fedeli defunti.

O Gesù, che siete disceso nel Limbo per farne uscire le Anime dei Patriarchi e dei Profeti, che aspettavano la vostra venuta, visitate quelle dei vostri servi e delle vo­stre serve nel luogo dei tormenti. Tempe­rate l'attività del fuoco che le divora, con la rugiada della vostra grazia. Avete detto che guarderete come fatto a Voi stesso il più piccolo benefizio fatto ai vostri fratelli; posso dunque sperare che il suffragio che procureremo alle Anime dei defunti, vi sarà gradito come se lo procurassimo a Voi. La­sciatevi placare, mio Dio, dall'intercessione di Colei che è la Consolatrice degli afflitti, e dai voti di tutta la Corte celeste, che so­spira la beatitudine delle Anime del Pur­gatorio. Accordate l'eterno riposo ai nostri fratelli per i quali siamo prostrati davanti a Voi.

O Gesù, o Voi, in nome del quale ogni ginocchio si piega in Cielo, in terra e negli inferni, Voi, Giudice sovrano dei vivi e dei morti, che il vostro Nome sia santificato dalla liberazione delle Anime per le quali vi preghiamo. Che la porta del vostro Ta­bernacolo sia loro aperta e che la vostra volontà di salvarle sia compiuta in questo giorno. Fate che dopo essere state nutrite del pane del dolore esse siano saziate del Pane dei vivi, che è il possesso di Voi. Noi imploriamo la vostra misericordia per la remissione delle offese dei nostri parenti, amici e benefattori, e per la remissione dei pec­cati dei quali possiamo aver loro data oc­casione, affinchè non la imputiate loro nel rigore della vostra giustizia. Preservateci da quelle fiamme vendicatrici che abbiamo, ohimè! meritate con l'abuso delle vostre­ grazie, con la nostra tiepidezza nel vostro servizio e la nostra poca fedeltà nel resistere alle tentazioni. Liberateci dal peccato, il più grande di tutti i mali. Noi lo sappiamo; è terribile cadere nelle mani del Dio vivente.

O Gesù, com'è grande l'amore che vi ha portato ad offrirvi come agnello in sacritizio per l'espiazione dei peccati del mondo! Quale lingua può parlare degnamente di questa carità, che vi porta a farvi ancora mallevadore dei nostri debiti dopo la nostra morte? Da quale riconoscenza non dobbiamo essere penetrate per un simile benefizio! Agnello di Dio, che per la vostra morte avete atterrito il leone ruggente, vicino a divorarci, usate misericordia ai fedeli de­funti. Agnello senza macchia, immolato alla giustizia del vostro divin Padre, affinchè ci perdonasse i peccati; usate misericordia a coloro che sono morti col titolo di figli cari del vostro Cuore. Agnello di Dio, of­ferto in sacrifizio per farci passare dalla terra di maledizione alla vera terra pro­messa, Voi che avete detto: « Io sono la risurrezione e la vita; colui che crede in me, anche quando sarà morto vivrà; date alle Anime dei fedeli defunti quella vita, il cui principio è stato loro comunicato dalla grazia dei Sacramenti; concedete loro la feli­cità di cui esse hanno ricevuto tante volte il prezioso pegno, prendendo parte al vostro Banchetto divino. Io desidero parteciparvi, per meritare loro una felicità eterna presso i vostri eletti; vi offro per esse, e special­mente per N......, le preghiere e le buone opere, che avrò la felicità di fare. Non di­sprezzate la mia umile preghiera; consola­temi nella perdita che ho fatto, e sollevate quelle Anime che mi furono sì care.

Fate risplendere sopra di esse, Signore, la vostra eterna luce; che esse abitino per sempre con i vostri Santi! accordate loro questa grazia, o Dio di clemenza!

O mio Dio, il quale volete che pregando per le Anime del Purgatorio, io pensi al più essenziale de' miei interessi, fate che trovi nei vostri meriti e nella vostra carità il perdono della mia tiepidezza e trascuratez­za passata. Il ricordo della vostra giusti­zia, che le tiene in mezzo alle fiamme per colpe che mi sono sì ordinarie, m'inspiri una generosa risoluzione di entrare nella via della penitenza per espiare i miei peccati, e mi faccia camminare con più circospezio­ne, affinchè non ricada nei miei smarrimenti. Non voglio più differire nel far penitenza: voglio lavorare, finchè è tempo; voglio ri­volgervi preghiere umili e ferventi per le Anime dei fedeli defunti; mi priverò dei piaceri e dei divertimenti che permette la Religione, per ispegnere le fiamme che le divorano, e farò elemosina ai poveri. Bene­dite, o mio Dio, queste risoluzioni, e conce­detemi la grazia di compierle.

DALLA COMUNIONE ALLA FINE DELLA MESSA.

O mio dolce Salvatore, il mio più vivo desiderio è di compiere il vostro Sacrifizio nel cuor mio mediante la Comunione, e così perfezionare l'unione del mio cuore col vo­stro. Ma a tanta mia felicità sieno a parte anche le Anime purganti; ripetete per esse le parole che diceste al ladro pentito: Oggi sarai meco in Paradiso; e in un amplesso d'amore stringetevele al Cuore e conduce­tele a fare eterna beata comunione con Voi nel Cielo. O Gesù mio, Sapienza e Bontà infinita, che nella santa Messa avete mira­bilmente congiunto il Sacrifizio del Calva­rio col dolcissimo mistero del Cenacolo, volete che il Sacrifizio eucaristico sia con­sumato nel cuore del Sacerdote e dei fedeli mediante la santa Comunione, eccovi aperto il cuor mio; venite come nel luogo del vo­stro riposo, e ripetete quella soave parola: e di questa Comunione sacramen­tale (ovvero spirituale) fatene, o Signore, una Comunione permanente, col tenere per sempre congiunto il povero cuor mio al san­tissimo vostro Cuore.

PREGHIERA DI RASSEGNAZIONE E DI OFFERTA.

Dio onnipotente, Padre infinitamente buo­no, unica sorgente della divina carità, che un giorno riunirete nella gloria tutti i vo­stri figli, io vengo a portare ai vostri piedi il ricordo di coloro che amai, e che avete chiamato a Voi. La morte me li ha rapiti, essi non sono più per me! Signore perdo­natemi le lagrime, che l'affetto, la tenerezza e la riconoscenza strappano ai miei occhi. Potete esserne offeso? non, siete stato Voi che avete formato questo legame di fami­glia e di amicizia, che la morte ha rotto.

Ah! Signore! lontano dall'offendervi, rendo omaggio alla vostra bontà, quando vengo a spandere le lagrime nel vostro seno pa­terno. Piango davanti a Voi, come il vostro Figlio Gesù ha pianto il suo amico Lazzaro, come Maria il suo Figlio nella tomba, come li hanno pianto i vostri servi e i vostri amici. Le mie lagrime sono amare, è vero, ma esse non tolgono la sottomissione del mio cuore, e non vorrei mai respingere il calice che ani ha dato la vostra mano paterna.

O mio Dio! Che bella cosa è cercare le consolazioni in Voi, anzichè nei figli degli uomini! Ma non è solamente per essere sol­levata e fortificata, che sono venuta a Voi; è per implorare la vostra misericordia in favore delle persone care che piango. Forse, ohimè! esse non hanno ancora espiate le colpe delle quali si sono imbrattate; forse gemono in fondo a quelle prigioni, ove il fuoco le deve purificare fino alla minima colpa; e queste Anime mandano verso di me gridi e sospiri di dolore. O mio Dio! questo pensiero mi strazia: mentre erano in vita, tante volte avrei fatto qualunque cosa per risparmiare loro la più leggiera sofferenza; oggi che cosa farò per ritirarle dal fuoco divoratore? Mio Dio, non posso io disarmare la vostra giustizia soffrendo io invece loro? Misericordia, Signore, miseri­cordia per esse, calmate i loro dolori; fate splendere nei loro occhi la divina luce, po­nete un termine ai crudeli tormenti che sono loro causati dal loro amore per Voi, allorchè, slanciandosi verso Voi con ardore, esse sono ripudiate dalla vostra inesorabile giustizia. Mio Dio, vi offro, per appoggiare le mie umili suppliche, i meriti infiniti di Gesù mio Salvatore; vi offro le sue sacre Piaghe, il suo prezioso Sangue e tutti i suoi dolori: In unione al vostro divin Figlio, offro tutta me stessa a Voi come vittima d'espiazione e di penitenza; vi offro la risoluzione che prendo in questo momento di condurre or­mai una vita pura e santa, per attirare su di me e su coloro che mi sono cari l’ab­bondanta delle vostre misericordie. O mio Dio! per i meriti di Gesù, per l'interces­sione di Maria e di tutti i Santi, degnatevi di rendere efficaci i mezzi che imploro per piegare la vostra giustizia: santi sacrifizii, preghiere, mortificazioni, elemosine, tutto sia favorevolmente gradito dalla vostra divina Maestà, e serva a procurare alla vostra Città santa nuovi abitanti, ed a me stessa la feli­cità di essere eternamente riuniti nel vostro seno, per lodarvi e benedirvi in eterno. - Così sia.

ALTRO MODO PER ASCOLTARE LA S. MESSA in suffragio di un'Anima dei Purgatorio

OFFERTA DELLA SANTA MESSA PER LE ANIME PURGANTI.

Eterno Padre, Vi rammenti che con in­finito amore il vostro unigenito Figlio ha istituito il santo Sacrificio della Messa non solo pei vivi, ma anche pei defunti. Io vi offro questo sacrificio d'amore per l'anima di N. N. e per tutte quelle che hanno più bisogno di soccorso, acciocchè Voi, Dio d'infinita bontà, vogliate raddolcire le loro pene e concedere presto ad esse la libera­zione dal Purgatorio.

Deh! accogliete, o gran Padre delle mi­sericordie, i meriti della Vittima divina che su questo altare s'immola, accogliete le po­tentissime preghiere del vostro divin Fi­gliuolo, ed anche le mie povere preghiere, e presto liberate dalle loro acerbissime pene le Anime sante del Purgatorio. Così sia. Gesù mio, misericordia.

ALL'INTROITO.

Onnipotente eterno Iddio, io vi offro su questo altare, insieme col Corpo, Sangue, Anima e Divinità del Verbo incarnato, me stesso, tutte le potenze dell'anima mia, il mio corpo, e sopratutto il mio cuore, le mie croci e le mie pene, e il poco bene che colla vostra grazia ho potuto fare, per l'ani­ma di N. N. Vi offro insieme tutte le di­vozioni, le buone opere e i meriti di Maria santissima e di tutti i Santi comprensori ed anche di tutti i giusti viatori; offro però tutti i loro digiuni, penitenze, dolori, atti eroici, e tuttociò in unione al sacrosanto Sacrifizio, che il vostro divin Figliuolo con­sumò sul crudelissimo patibolo della Croce, che qui si rinnova in modo incruento sul­l'altare. Vi supplico, o indivisa Trinità, di far godere all'anima di N. N. che qui vi raccomando, i frutti di così santo Sacrifizio, a cui ora io assisto, e di tutte le messe, che si celebrano e celebreranno in questo giorno in tutto il mondo. Vi prego ad esaudirmi persi meriti infiniti del nostro divin Reden­tore ed Agnello misericordiosissimo, e a liberare quell'anima dal Purgatorio, affinchò venga subito a cantar in eterno le vostre misericordie.

DAL KYRIE ELEISON SINO ALL'OFFERTORIO.

O Padre celeste, Padre tutto misericordia, abbiate pietà delle povere Anime purganti. Mirate, o Padre pietosissimo, il vostro di­letto Figliuolo, che vi mostra le sue piaghe e vi offre il suo sangue per pagare i nostri de­biti, ed abbiate pietà di quelle povere Anime, che li scontano così dolorosamente. O Cuore amorosissimo di Gesù, che vieni su questo altare a darci una nuova prova del tuo in­finito amore, rammentati che Ti sei fatto uomo e che hai patito dolori incredibili per la nostra salvezza. Deh! o Cuore tutto bontà e misericordia, applica i tuoi meriti alle anime del Purgatorio, e sopratutto a quella di N. N. - Gesù mio, misericordia! Gesù anio, misericordia!

Spirito Santo, Spirito di amore e di con­solazione, ascoltate i gemiti, i sospiri e le lagrime di quelle povere Anime abbando­nate fra le fiamme, ed accorrete in aiuto dei loro bisogni. Queste Anime sono vostre, per­chè fatte da Voi, membri della Chiesa nel Battesimo, e soldati dell'armata di Gesù Cri­sto nella Cresima. Deh! consolatele colla pre­ziosa rugiada delle vostre grazie in tante pene, liberatele da così dura carcere e conducetele a godere la vista della santissima Trinità, coronandole coll'eterna gloria da tanto tempo sospirata.

O Maria, Madre di misericordia, mira quelle anime che furono tuoi servi e serve. Esse sospirano e chiamano Te in aiuto dal fondo dei loro cuori in quel carcere tre­mendo. Abbi pietà delle loro lagrime, ascol­ta le loro preghiere, ricorda al tuo divin Figliuolo tutte le cure e tutto l'amore che gli dimostrasti durante gli anni della sua infanzia: rammentagli i dolori, che hai sof­ferto per Lui in tutta la tua vita, ma spe­cialmente durante la sua Passione, ai piedi della Croce; rappresenta a Gesù gli ultimi pietosi uffici, che prestasti alla sua salma adorata; e per tutti questi tuoi meriti do­mandagli di moderare gli ardori delle fiam­me del Purgatorio, di liberare molte Anime da quel carcere tormentosissimo, o clemente, o pietosa, o dolce Vergine Maria.

O cari Angeli Custodi, a cui Iddio ha commesso la cura delle anime, mirate quante fra esse penano in quel lago di fuoco, udite i loro sospiri, e accorrete a sollevarle; chè già la vostra vista è un gran lenitivo ai oro tormenti. Ma poi pregate istantemente Dio benedetto, aflînchè loro condoni quel debito che ancor resta ad esse da pagare; andatele a liberare, e portatele voi stessi. nei gaudi sempiterni.

Anche voi, Santi e Sante del Cielo, che già contemplate il volto adorabile di Dio, gettate uno sguardo pietoso sulle vostre sorelle, le Anime del Purgatorio; esse ap­partengono alla vostra società di eletti, ma frattanto scontano nei tormenti i loro pec­cati. Deh! presentatevi al trono della san­tissima Trinità, offritele i vostri meriti unitamente a quelli infiniti di Gesù Cristo, e pregate tanto instantemente, finchè per la vostra intercessione vengano liberate e riunite a voi nel bel Paradiso. Così sia.

ALL'OFFERTORIO. (Preghiere composte da San Gregorio).

Accetta, o Signore, io te ne prego, per le Anime de' tuoi servi e serve, queste of­ferte che Ti presento, acciocchè vengano riu­nite nel regno de' Cieli alla Comunione dei Santi. O Dio! la cui misericordia non co­nosce misura nè confini, accogli nella tua grazia l'umile mia orazione, e concedi alle anime de' miei genitori, fratelli, sorelle pa­renti, benefattori, ecc., che hanno fedelmente confessato il tuo nome nella loro vita mor­tale, in virtù dei santi misteri della nostra Redenzione, una completa remissione delle loro colpe. Getta uno sguardo di miseri­cordia sull'offerta che ora ti faccio per le anime dei tuoi servi e serve; e, come in vita le hai chiamate alla vera fede cristiana cattolica, così ora chiamale a parte della copiosa ricompensa, che Gesù s'impegnò di dare, e promise ai fedeli confessori della fede; per i meriti infiniti di Gesù Cristo tuo Figliuolo e Signore nostro, che vive e regna con Te nell'unità dello Spirito Santo da tutta e per tutta l'eternità. Amen.

ALLE SECRETE.

Ascolta, o Signore, le mie suppliche. Io imploro con gran fervore e profonda umiltà la tua misericordia, acciocchè Tu voglia con­durre le Anime, che hai chiamate da que­sta vita mortale, al tuo regno di pace e di beatitudine, facendole coeredi di esso in compagnia dei Santi. Esaudisci, o Signore, la mia orazione, e fa partecipare a questi santi Misteri e Sacrificio tutti i fedeli de­funti, che patiscono in Purgatorio; Tu che co' tuoi meriti hai tolto sopra di Te i pec­cati di tutto il mondo. Gesù mio, miseri­cordia! Gesù mio, misericordial

AL PREFAZIO.

(Dal sacramentario di San Gregorio).

É giusto veramente, equo, doveroso e sa­lutare, che noi Ti lodiamo in ogni tempo, o Signore e Padrone dei Santi, onnipotente ed eterno Dio, per Gesù Cristo Signor no­stro. Per mezzo di Lui apparve la salute nel mondo, per suo mezzo la vera vita de­gli uomini, per Lui la risurrezione dei morti. Per mezzo suo imploro io pure, con tutta l'ansietà d'essere esaudito, che Tu voglia concedere alle povere anime di N, N. a cui ora io penso, la remissione di tutti peccati, da ogni macchia contratta vita mortale, e accoglierle nel tuo regno celeste. Per mezzo di Lui, tuo unigenito Figlio, lodano la tua Maestà gli Angeli e gli Arcangeli, Ti supplicano, le Potestà, tremano le Dominazioni, ed i Principati, i Troni e le Virtù de' Cieli, e i beati Cherubini e Serafini uniscono nel loro giubilo le loro voci per lodarti. Così unisco io pure le mie povere preghiere supplican­doti di concedermi, che coi cori degli An­geli intuoni io pure l'umile mia confessione dicendo: Santo, Santo, Santo sei Tu, o Si­gnore, Dio degli eserciti! La terra è ripiena i loro nella beato della tua gloria. Gloria al Padre, al Fi­gliuolo e allo Spirito Santo.)

AL CANONE. (Orazione di Sant'Efreim).

O Dio e Signore nostro, il quale per amore al genere umano, acciocchè non an­dasse perduto, abbassasti la grande tua Maestà, e colla tua morte ci hai redento dalla schiavitù del demonio e del peccato, abbi anche pietà dei viventi del tuo gregge fedele, che stanno ancora pellegrinando fra la polvere del mondo, e Ti supplicano che Tu conceda loro la tua grazia e la tua, pace. Tu sai, o gran Dio, quanto grande è la nostra miseria; porgi dunque a noi la tua mano potente, e non rigettare la pre­ghiera de' tuoi servi, che furono riscattati a costo del tuo preziosissimo Sangue. Noi abbiamo peccato e Ti abbiamo offeso in molti modi. Mostra verso di noi la tua be­nignità, e usaci misericordia. Ti muova a compassione la vista dei nostri peccati, - sii clemente verso di noi, Tu che miri con compiacenza le preghiere dei penitenti sollevaci dal fango delle iniquità, rimetti a noi i nostri debiti, e fa che con una vita pia c'innalziamo ogni giorno più verso Te. Che la tua santa Croce allontani da noi tutte le podestà delle tenebre, che vengono a tentarci di fare il male, e conservaci sem­pre nell'esercizio indefesso del tuo servizio.

ALLA ELEVAZIONE DELL'OSTIA.

O Gesù, mio Dio e mio Redentore, io credo che Tu sei nel santissimo Sacramento sopra questo altare, colla tua Divinità e Umanità a noi qui presente. Io adoro nella sacrosanta Ostia il tuo Corpo santissimo, e Ti prego a rivolgere i tuoi occhi miseri­cordiosi dall'altare al Purgatorio, per con­solare quelle tue amiche penanti con un tuo sguardo pietoso. Gesù mio, misericordia! Gesù mio, misericordia!

Sia lodato e ringraziato in ogni momento il santissimo e divinissimo Sacramento.

ALL'ELEVAZIONE DEL CALICE.

O Signore e Padre celeste, prostrato di­nanzi alla tua infinita Maestà io Ti offro per le povere Anime purganti 1' Ostia di pace, il sacrifizio impetratorio, che Gesù Cristo, tuo diletto Figliuolo, Ti ha offerto per tutti noi sulla Croce. Mira perciò il tuo unigenito Figliuolo, che è stato scarni­ficato per noi nel modo più spietato, sino a morir trafitto nelle mani e nei piedi sulla Croce; e per la sua amarissima Passione muoviti a pietà di quelle Anime che già sono vicine ad essere liberate.

Mira, o pietosissimo Padre, il Capo di Gesù, degno di portare un diadema incom­parabile, coronato di spine; i suoi occhi lan­guenti, le guancie smunte e coperte di San­gue: e per quel Sangue di valore infinito libera tutte le Anime purganti, alle cui pene posso aver contribuito!

Mira, o clementissimo Padre, le braccia del tuo santissimo Figlio stirate sulla Croce, e le mani confitte ad essa con durissimi chiodi, e i suoi piedi santissimi trafitti allo stesso modo, e perfino il suo Cuore amo­rosissimo ferito da una lancia! e alla vista di una tale vittima e di un tal Redentore, fa grazia alle povere anime, che soffrono più acerbamente nel Purgatorio.

Tenerissimo Padre, mira tutto il Corpo del tuo divin Figliuolo fatto una sola pia­ga dalla testa ai piedi, le carni squarciate, rotte le vene, i muscoli e le giunture vio­tentemente stirate; e alla vista di tale espiazione, muoviti a liberare le Anime che sono condannate a una più lunga pena.

Mira, o Padre pieno di bontà, come l'in­nocentissimo tuo Figlio combatte colla mor­te in una terribilissima agonia, con tali sofferenze fisiche, quali uomo al mondo non patì mai di simili; vedilo ingiuriato, bestem­miato da tutte le parti, abbandonato dal cielo e dalla terra, dagli uomini e dagli Angeli, e, per giusto tuo rigore verso i no­stri peccati da Gesù Cristo presi ad espiare, abbandonato da Te stesso! Deh! muoviti a compassione di quelle povere Anime, cui nes­suno pensa a suffragare, e che soffrono quindi in un grande abbandono pene lunghissime.

Tutto ciò contempla, o Padre celeste, e rimira insieme con occhio pietoso i terri­bili tormenti delle povere Anime purganti, le quali Ti si offrono con me in unione al­l'obbedienza e all'amore infinito; che Ti porta il tuo diletto Figlio Gesù Cristo. Deh esaudisci le nostre istanti preghiere, ed ac­corda ad esse la tua grazia e misericordia, liberandole da quei tormenti.

O dolcissimo Gesù, per quel sudore di Sangue, che agonizzando spargesti nell'orto di Getsemani, abbi pietà delle Anime purganti, e liberale dalle loro pene. Gesù mio, misericordia!

O dolcissimo Gesù, per gli spasimi, cui per salvare le anime nostre tollerasti nella tua crudelissima flagellazione, abbi di loro pietà. Gesù mio, misericordia!

O amorosissimo Gesù, per i tormenti della tua spietata coronazione di spine, abbi di loro pietà. Gesù mio, misericordia!

O amorosissimo Gesù, pei dolori e strazii inauditi che soffristi, quando dovesti por­tare la Croce sul Calvario, abbi pietà di loro. Gesù mio, misericordia!

O pietosissimo Gesù, per l'incomparabile supplizio della Crocefissione che volesti per noi soffrire, muoviti a pietà delle povere Anime purganti. Gesù mio, misericordia!

O pietosissimo Cuore di Gesù, per i tor­menti inesplicabili, che consumarono il tuo sacrificio nelle tre ore della tua penosis­sima agonia, muoviti a pietà delle povere Anime. Gesù mio, misericordia!

O amabilissimo Cuore di Gesù, trafitto sulla Croce, e dalla cui ferita sgorgò acqua e sangue, come emblema dei due sacra­menti che dovevano rigenerare le anime, deh! mitiga ed accorcia a tutte le Anime il loro purgatorio, ed ammettile, in virtù di questo tuo sacrificio, alla vista del tuo Volto, appagando così per sempre tutte le loro più ardenti brame. E in quanto a me, siccome non sono degna di riceverti sacra­mentalmente, lascia che mi unisca a te in ispirito, per mai più separarmene.

DOPO LA COMUNIONE.

O amabilissimo Redentore, che solo per amore a noi sei rimasto nel santissimo Sa­cramento, onde unirci cuore a cuore con Te, ed hai perfino fatto aprire il tuo cuore preziosissimo, acciocchè resti per sempre aperto a tutti i fedeli una porta del Cielo, deh! per l'infinito amore del tuo Cuore trafitto, Ti prego d'aprire a tutte le anime del Purgatorio questa porta celeste, accioc­chè giungano per essa ai gaudii sempi­terni e a godere della vista beatifica della tua Divinità. Deh! non tener più lunga­mente chiuso per esse, o caro Gesù, il tuo Cuore piagato d'amore. Io Ti supplico per le grandi angosce, e per i dolori che sof­fristi nel tuo Cuore durante tutta la tua Passione e sopratutto sulla Croce, e per il Cuore di Maria tua Madre santissima trafitto da una spada di dolore, apri la porta di salute alle povere Anime detenute, e ammettile fra gli eletti in Paradiso. A me concedi la grazia di ben vivere, e mo­rire munito dei santi Sacramenti e di en­trare un giorno per la porta del tuo divin Cuore nel Regno dei Cieli, che è Regno di pace e di beatitudine sempiterna. Così sia.

ALTARI PRIVILEGIATI.

Dicesi altare privilegiato quello al quale il Sommo Pontefice concesse, per un dato tempo od in perpetuo, un'Indulgenza Plenaria appli­cabile a quell'Anima del Purgatorio per il cui suffragio si celebra la santa Messa.

Si noti che non appena diviene privilegiato un altare, resta immutabile un tale privilegio, ancorchè o per una involontaria zuma o per legittima autorità venisse traslatato in altro locale della Chiesa, ed anche allora che del­l' imagine o mistero, in ossequio del quale fu elargita l'Indulgenza, ne fosse fatta una nuova copia, escludendo l'originale consunto; impe­rocchè moralmente si giudica sempre lo stesso altare.

Questa Indulgenza, assolutamente parlando, è tale da bastare essa sola a liberare quell'A­nima a cui viene applicata; però siccome non si può con certezza sapere se l'applicazione ottenga tutto il suo effetto, sia perchè non si adempiono le condizioni prescritte, sia per al­tro motivo, così è sempre bene far applicare non una ma più Messe per quei Defunti che si desiderano presto liberati dal Purgatorio.

CONDIZIONI PER L'ALTARE PRIVILEGIATO.

Perchè un altare sia privilegiato si richie­dono tre cose:

l. Che nella stessa Chiesa non vi sia altro altare che goda tale privilegio; così dichiararo­no i due Papi Benedetto XIII e Clemente XIII.

Però la Santa Sede qualche volta fa eccezione a questa regola per le Chiese in cui vi sono quotidianamente molte Messe.

2. Che nella stessa Chiesa si celebri ogni giorno un certo numero di Messe: Pio V voleva che vi fossero 40 Messe, e che l'altare fosse privilegiato un giorno solo per settimana se ve n'erano solamente 7, e due giorni se le Messe giungevano a 14, e così di séguito. Cle­mente XI dichiarò che bastavano 6 Messe per­chè l'altare godesse del privilegio una volta per settimana. Ma da qualche tempo questa prescrizione si ommette nell'indulto e quindi si può avere il privilegio anche senza la prescri­zione d'un numero determinato di Messe.

3. Che l'altare, cui va annesso il privilegio, sia fisso, cioè di mattoni, o di legno, con la pietra sacra in mezzo, come sono gli altari usuali delle Chiese. (Così la Sacra Congregazione delle Indulgenze il 30 gennaio 1760 e 20 marzo 1846).

Per acquistare l'Indulgenza annessa all'altare privilegiato si richiedono tre condizioni:

1. Che dal celebrante, o da chi fa celebrare, sia determinata in particolare la persona che s'intende di suffragare con l'Indulgenza; quindi non varrebbe un'applicazione vaga e generica per tutte le anime purganti, o per quelle di una tale famiglia, di una tal condizione, ecc. (BOUVIER, Tratt. delle Ind. parte I, tap. IV).

2. Che la Messa celebrata all'altare privi­legiato sia applicata esclusivamente per quel­l'Anima che si vuol suffragare con la Plenaria Indulgenza.

3. Che la Messa sia celebrata da Requiem e con paramento nero in tutti i giorni in cui le Rubriche non lo proibiscono. Così la Sacra Congregazione delle Indulgenze, 11 aprile 1840 e 10 settembre 1845. Quando poi non si può dire la Messa da morto, l'Indulgenza si acqui­sta egualmente celebrando la Messa del Mistero o Santo del giorno, qualunque sia il colore del paramento che si deve usare. (Congr. dei Riti, 22 luglio 1848).

 

MESSE DI SAN GREGORIO.

ISTRUZIONE.

Nel libro dei Dialoghi si ricorda che, essendo passato all'altra vita un certo, monaco per nome Giusto, apparve poco dopo ad un suo fratello per nome, Copioso, pregandolo di far celebrare per lui il divin Sacrifizio per trenta giorni con­tinui, se voleva liberarlo dal Purgatorio. Di questa apparizione fu avvertito San Gregorio, il quale ordinò subito un tale suffragio. Av­venne pertanto che, dopo la celebrazione, com­parve di nuovo quell'Anima a suo fratello e lo ringraziò assicurandolo che, in grazia delle trenta Messe celebrate, se ne volava gloriosa in Paradiso.

Da questo fatto ebbe origine l'uso detto delle Messe di San Gregorio, il quale, riconosciuto ed approvato dalla Chiesa, si estese presto in tutta la Cristianità.

 

ESEQUIE PER UN DEFUNTO ADULTO.

Vien chiamato esequie quell'onore che la Chiesa rende al cadavere di un suo figlio, prima di restituirlo alla terra donde venne trat­to. In questa cerimonia tiene il luogo princi­pale la Santa Messa, come quella che ha un'ef­ficacia particolare in suffragio dei Fedeli de­funti. - Si noti però che oltre il giorno della deposizione, la Chiesa permette speciali ese­quie anche nel giorno terzo, settimo, trigesimo ed anniversario della morte.

Il giorno terzo è in rimembranza della Ri­surrezione di Gesù Cristo, in virtù della quale si prega il Signore che il Defunto, dopo avere partecipato con Lui alle umiliazioni dei tre giorni nel sepolcro, sia fatto altresi partecipe della gloria nel Cielo. - Il giorno settimo si può dire derivato dal patriarca Giuseppe che per sette giorni continuò il lutto del padre suo Giacobbe. Siccome esso è simbolo del riposo, così si domanda a Dio che introduca il te­funto nell'eterna requie dei giusti. - Final­mente il giorno trigesimo, e molto più l'anni­versario, sono stati stabiliti per ricordarci che non dobbiamo mai cessare di pregare per le Anime dei nostri parenti; mentre la loro purga in mezzo a quel fuoco è spesso assai più lunga di quello che noi ci pensiamo. Quante Anime dovranno forse restarvi per centinaia di anni... fino al giorno del giudizio! (…)

 

NELLE ESEQUIE DEI BAMBINI.

Dio santissimo e sapientissimo, autore dell'innocenza, ed amante della purità, che vi degnaste preservare dalla corruzione del secolo e dalle miserie del mondo questa creatura innocente, per assicurarle il pos­sesso di quella patria, ove non entra cosa macchiata, noi non lascieremo mai di bene­dire la vostra Provvidenza, che, per i me­riti dell'Agnello di Dio, raccolse nella greg­gia celeste questo terrestre agnellino a garantirlo perpetuamente dalle insidie di lupi infernali; né mai cesseremo di pre­garvi ad accordarci la grazia di costante­mente resistere al mondo, alla carne, al demonio, perché, riparata ogni perdita del­l'innocenza, possiamo essere sempre adorni di quella battesimale giustizia per cui ag­gregaste lenza ritardo al beato consorzio degli Angeli questo bambino, del quale, se piangiamo la perdita secondo la natura, invidiamo la sorte secondo la fede. Pater, Ave, Gloria.

Preghiera per le Anime dei Fanciulli che sono in Purgatorio.

Dolce Salvatore Gesù, che durante la vostra vita avete dimostrato tanto amore pei fanciulli; noi, fanciulli come quelli e da Voi benedetti, vi supplichiamo di aprire le porte del Cielo ai nostri fratelli, che ge­mono nel luogo del dolore e della penitenza. Accordate inoltre la loro protezione a noi, ai nostri parenti ed al nostro padre comune il Sommo Pontefice. Vergine santa, nostra buona Madre, pregate per noi e pei fan­ciulli che soffrono.

Ave Maria.

LA SANTA CONFESSIONE

ESORTAZIONE.

Una confessione, fatta in apparecchio alla morte, e come se fosse l'ultima della nostra vita, suol essere una confessione ben fatta. Prendi dunque, anima pia, il consiglio che ti porgo, esortandoti a confessarti spesso colle disposizioni di chi sta per abbandonare questo mondo e presentarsi al tribunale di Dio.

Incomincia dall'innalzare fervide preci allo Spirito Santo per ottenere lume a ben conoscere lo stato della tua coscienza, e grazia di perfetto pentimento e di risoluzioni sincere di non pec­care mai più. Ricorri alle Piaghe del Croce­fisso, da cui si versò quel Sangue col quale nel Sacramento della Penitenza vien purificata l'anima tua. Ricorri al Rifugio dei peccatori, Maria; ricorri al tuo buon Angelo ed ai Santi tuoi Avvocati; poi esàminati con diligenza e come vorresti pur fare e (ma forse non potrai) nel­l'ultima tua confessione. Chi si è confessato bene in vita, non ha da temere in morte, an­corché allora gli venisse a mancare tempo e forza per apparecchiarsi con diligenza a questo Sacramento. Pensa finalmente che le confes­sioni ben fatte accorciano il Purgatorio.

Finito l'esame abbraccia in ispirito i Piedi a Gesù crocefisso, e ripensando il gran male che è l'offesa di Dio e le acerbissime pene da Gesù sopportate poi nostri peccati, piangi le tue colpe e detestale col più sincero atto di contrizione, promettendo al Signore di soste­nere qualunque male, anche la morte, piuttosto che tornare ad offenderlo. Aggiungi poi la seguente ppreghiera: O mio Dio, santità e perfezione infinita, che tanto abborrite il peccato e che, per can­cellarlo, sottoponeste a pene atrocissime ed a spietata morte di Croce l'innocentissimo vostro Figliuolo; io, colpevole di tanti pec­cati, mi getto umiliata e pentita ai vostri piedi, ed offrendovi le pene ed il Sangue di Gesù Cristo, invoco il perdono. Si, perdono, o mio Dio, perdono! Lo ha meritato Gesù per me: perdono! Io nuovamente detesto tutte le offese che vi ho fatto; mi confesso colpevole e meritevole de' vostri castighi.... Ma Gesù è morto per me sulla Croce... i suoi ultimi sospiri, le sue piaghe e i suoi spasimi parlano per me. Perdono, mio Dio, perdono. E col perdono concedetemi grazia di verace e durevole conversione, e la re­missione delle pene che ho meritato. Siate RICCO, O Spirito Santo, coi doni vostri e coll'abbondanza della vostra grazia, affineché questa mia confessione torni accettevole al Sommo Padre; ed io, qual nuovo figliuol prodigo, meriti d'esser da Lui abbracciato, benedetto, ed ammesso tra i suoi figli pre­diletti.

Anime sofferenti del Purgatorio, che co­noscete quanto importa far bene la Confes­sione, pregate per me.

Dopo la Confessione.

PREGHIERA.

Dio mio, Padre dolcissimo, quale grazia! quale amore! Avete preso i miei peccati, che, come velenosi serpenti, tormenta­vano l'anima mia, e ve li siete gettati, come dice il Profeta, dietro le spalle, cioè non volete più neanche ricordarvene. Siate mille volte benedetto per tanta misericordia! E benedetto sia Gesù che, per distruggere ed annientare il peccato, ha in certo modo an­nientato Se stesso, morendo in Croce. Be­nedetto sia lo Spirito Santo, che in questo Sacramento mi applica i meriti di Gesù, mi lava nel Sangue di Lui, poi rimette quest'anima purificata nel seno del Celeste Padre come dilettissima figlia. Oh! i prodigi di misericordia che la santissima Tri­nità opera nel Sacramento della Penitenza! Vi ringrazino per me, o mio Dio, il Cielo e la terra; vi ringrazino le Anime purganti, per le quali ora vi saranno più accette le mie preci, perchè ho l'anima pura e monda da ogni peccato.

Per mostrarvi, o Signore, come meglio posso, la mia riconoscenza, vi offro la pro­messa di voler fuggire ad ogni costo il pec­cato. Sì, o mio Dio, piuttosto i disprezzi del mondo, piuttosto mortificazioni e pene, piut­tosto tribolazioni d'ogni maniera, ed anche la morte, ma il peccato mai più! Mediante la santa assoluzione mi avete riaperto il vostro paterno seno, ed io non voglio mai più uscirne. Beneditemi, o Padre santo; beneditemi, o Gesù Salvatore; beneditemi, o divino Spirito; e mantenetemi fedele alle promesse che ho fatto.

ESORTAZIONE.

Pensando quanto è facile in vita espiare le pene meritate peccando, procura, o anima pia, di aggiungere alla penitenza imposta dal Con­fessore (la quale adempirai con esattezza e di­vozione) altre opere espiatorie. Le occasioni di mortificarti e di praticare atti di virtù s'incon­trano di frequente: profittane, se ti stanno a cuore i tuoi veri interessi, e rifletti che, nella presente vita, con lievi pene, accompagnate dal santo timor di Dio, puoi espiare molti de­biti presso la divina giustizia, e risparmiarti atroci e lunghissimi spasimi nel Purgatorio.

E vuoi sapere per qual motivo si può nella presente vita espiare molto con poco patire? Perchè essendo il cristiano, in virtù della gra­zia santificante, membro di Gesù Cristo e animato dal suo divino Spirito, le sue azioni acquistano un valore quasi infinito, perchè si possono in certo modo considerare come azioni di Gesù Cristo medesimo.

Indulgenze per chi frequenta i Sacramenti.

Tutti i fedeli che hanno la pia consuetu­dine di accostarsi una volta la settimana al tri­bunale di Penitenza (se non legittimamente im­pediti), e che non sono consci di alcuna colpa grave, commessa dopo l'ultima Confessione, pos­sono lucrare, senza confessarsi di nuovo, tutte le Indulgenze che corrono nella settimana stessa, an­che quella detta di Porziuncola; fatta eccezione solo dell' Indulgenza in forma di Giubileo,, per la quale si ricercano Confessione e Comunione speciali.

Questi stessi possono lucrare anche 1' Indulgenza ple­naria una volta all'anno, in quel giorno in cui si celebra la festa principale della città o terra dove si trovano, purché in esso confessati e co­municati preghino come sopra.

LA SANTISSIMA COMUNIONE In suffragio delle Anime Sante del Purgatorio

1. Abbiamo noi mai pensato alla ventura nostra, allorchè possediamo dentro di noi Gesù Sacramentato, l'onnipotente misericordioso Id­dio che s'incorpora con noi, mediante la santa Comunione? L'Eucaristia è Gesù Cristo. E Gesù pone Egli il pegno della celeste patria? il nostro mallevadore, la moneta nostra? Quan­do ci accostiamo alla santa Mensa, quando stringiamo al cuore Gesù Ostia, noi diven­tiamo come plenipotenziarii, e nulla ci impedisce di versare sulle Anime purganti l'abbon­danza dei divini tesori a noi comunicati. Pro­curiamo di purificarci spesso nel Sacramento della Penitenza per accostarci spesso alla santa Mensa in sollievo delle benedette poverelle dell'altra vita. Quante fra esse sentono più penosamente delle altre la lontananza da Dio, appunto perchè in vita si tennero lontane dalla, santa Comunione, o per viltà o per altri futili motivi! Adesso che meglio apprezzano il dono di Dio e che vorrebbero stringersi presto a Gesù, ne vengono allontanate, in pena della loro freddezza od indifferenza per la santissima Eucaristia. E di noi che sarà? quale avvenire ci prepariamo noi per l'altra vita?

2. Oggi le sante Anime del Purgatorio ri­petono a ciascuno di noi: «Se tu conoscessi, anima cara, il gran dono che è la santissima Eucaristia e per te e per noi afflitte in questo carcere! se tu in­tendessi l'efficacia della tua preghiera nei beati momenti in cui possiedi dentro di te Gesù, non lasceresti passare distrattamente quegli istanti preziosi, i più preziosi con quelli del patire, i più importanti momenti della tua vita. Deh! perchè non affretti per noi l'ora beata nella quale potremo fare l'eterna Comunione del Cielo?

Ascolta i nostri consigli: prepàrati con la tri­plice Comunione che ti è possibile in terra all'interminabile Comunione del Paradiso; co­munica spesso alla divina parola, alla divina volontà, alla divina Eucaristia. E questo tri­plice Pane ti farà vittoriosa dei nemici, ti ar­ricchirà di beni, ti schiuderà le porte della beata eternità. Vivi di volontà di Dio, nutri­sciti della sua parola, mangia e gusta di Lui e sarai santa, sarai Aeternamente telice.

ATTO DI PREGHIERA.

Dal profondo di questa valle di esilio oso innalzare fino a Te, o Signore, la mia voce e pregarti d'ascoltarmi benignamente. Vorrei con una degna Comunione pascere 1'anima mia, e suffragare i defunti, e principalmente N. N. e con tutta l'espansione del mio spirito Ti prego concedermi questa grazia.

Senza la tua assistenza, la santissima Co­munione che farò questa mattina come sa­rebbe? Fredda, languida e dissipata, come le tante altre che ho fatto per il passato. Eppure io oso domandare e ricevere i tuoi più distinti favori; ma la mia miseria è si grande che nemmeno il dono ineffabile della santa Comunione so ricevere come dovrei.

Per la tua misericordia, o Signore, fa che questa mattina la riceva come debbo: nuovamente Te ne prego con le parole del profeta: De profundis clamavi ad Te, Do­mine: Domine, exaudi vocem meam. Fiant aures tua; intendentes in vocem deprecatio­nis mea;.

ATTO DI FEDE.

Gesù mio, a cui sollevo queste mie voci, e che invisibile mi ascolti; Gesù, nascosto sotto le Specie Sacramentali, Tu discenderai nel mio seno. Sì, Tu che chiamasti al tuo tribunale le Anime dei defunti; Tu che le hai confinate nel carcere del Purgatorio (e là forse talune vi si trovano ancora per la mia indolenza nel suffragarle!) Tu, a cui esse sospirano con ardore vivissimo; Tu, la cui lontananza forma il loro più fiero tormento; Tu che un giorno, e forse presto, giudicherai l'anima mia; Tu, mio gaudio e mia possessione in Paradiso, Tu sarai de­posto sulla mia lingua, e io Ti tramanderò nel mio seno al banchetto eucaristico. Io lo credo con tutta l'adesione del mio intel­letto e con tutta la fermezza della volontà, pronta a morire anzichè dubitarne!

ATTO DI UMILTA’.

Io credo fermamente che nel banchetto eucaristico ricevo il mio Signore. Ma come posso avvicinarmi a Te, io?... io così mise­rabile, io così peccatrice?... Ah! la tua misericordia e redenzione, o Signore, è non solamente copiosa, ma immensa! Si, sono miserabile, sono peccatrice, ma la tua bontà nei tribunali di penitenza mi ha tolta da questo stato, ed in quello mi ha costituita, in cui trovansi le Anime purganti, che colla presente Co­munione intendo di suffragare. Tra me e loro non vi è altra differenza, io voglio sperare, cioè che esse non possono più meritarsi il perdono dei debiti di pena contratti colle loro infedeltà, ed io lo posso ancora impiegando meglio i giorni di mia vita. Ma, o Gesù mio, sebbene possa sperare d'essere purificata da gravi peccati, sono forse degna di riceverti? con tante mie imperfezioni e con tanta mia facilità ai peccati veniali, son forse de­gna di stringerti al mio cuore? Me ne ri­conosco indegna, indegnissima; ma pure perchè Tu lo vuoi, così sia fatto! eccomi pronta a riceverti: e fosse pur già arrivato un così fortunato momento! Oh misericordia, o bontà del mio Gesù! Io immeritevole, io indegnissima di un tuo sguardo, io Ti offen­derei se rifiutassi di riceverti nella santa Comunione a cui mi chiami e m'inviti colle più pressanti espressioni!

ATTO DI CONTRIZIONE.

Ed io Ti ho oltraggiato, e tante volte, e sotto i tuoi occhi, e adoperando in offen­derti le stesse tue misericordie! Che ingrata, che perversa! Me ne vergogno, o Gesù, e piango e detesto con tutta l'amarezza del mio cuore la mia iniquità; piango e de­testo principalmente.... Oh, avessi finito di vivere, prima d'aver cominciato ad offen­derti! Oh, così odiassi i miei peccati, come le Anime purganti odiano i proprii! O Gesù, se Tu vedi che io non ho de' miei peccati quella contrizione che dovrei, Ti prego, con tutta l'espansione del mio cuore, ad infon­dermela. Quest'è la grazia che prima d'ogni altra imploro dalla tua misericordia: una amarissima contrizione de' miei peccati. Dal sublime trono della tua gloria esaudisci que­sta mia supplica, che a Te innalzo dal pro­fondo di questa valle d'esilio.

ATTO DI CARITA’.

Dove si trovano, mai quelle elette figlie del Cielo e spose carissime? In un car­cere orribile, in una fornace ardentissima, in una terra di esilio, di angustie, di ago­nie fierissime. E là molte vi si trovano che coi miei suffragi poteva o doveva libe­rare! Ingrata, crudele, che sono stata con loro! Ecco dove io dovrei essere in pena delle sante mie infedeltà, se la misericordia del Signore non mi avesse conservata in vita. E se la sua giustizia mi avesse pri­vata di vita in quei giorni disgraziati in cui peccava, dove mi troverei? Me infelice! non già colle figlie elette del Cielo, ma colle, riprovate; non colle spose carissime di Gesù Cristo, ma colle schiave infedelissime del demonio; non nel fuoco del Purgatorio, ma in quello dell'inferno. Se avessi cuore in seno, a questo solo pensiero, che la miseri­cordia del mio Dio mi ha risparmiato tante volte l'inferno, da me meritato, con tanti miei gravissimi peccati, oh da quali ardori di carità non dovrei sentirmi accesa verso di Lui! Potrei lasciare di amare, e tenera­mente, chi mi avesse salvata dalla morte, o cavata dal fondo di una prigione od in altra maniera distinta beneficata? E come posso lasciare di amar Te, mio Gesù, ché mi hai liberata dalle mani dei demonii e dalle interminabili agonie dell'inferno? e che, col donarmi ancora giorni di vita, mi poni in istato di poter schivare il Purga­torio e sicuramente abbreviare la durata del mio esilio in quel luogo di tormenti?

Ah mio Gesù, è vero, non mi sento nel l'anima tutto quell'amore che io Ti debbo, e che vorrei, ma pure Ti amo; il mio cuore mi assicura di essere tutta tua, o mio dolce amore!

ATTO DI PROPONIMENTO.

E per provarti che Ti amo, io perdono ogni ingiuria, ed amo tutti coloro che mi hanno offeso: perdono ed amo, anche N. N. Ve­glierò più attentamente su di me stessa per non trascorrere in cosa che Ti dispiaccia; mi guarderò principalmente.... sarò più lar­ga in suffragi verso i fedeli Defunti; se non altro, quelle poche preghiere che andrò re­citando a loro sollievo, mi sforzerò di reci­tarle con più fervore e raccoglimento. Sapen­do quanto le Anime purganti Ti sieno care, procurerò di sollecitarne la liberazione da quel carcere, in cui la tua giustizia Ti ob­bliga a tenerle rinchiuse.

PREGHIERA A MARIA.

O Maria, il vostro Nome risuona dolce, caro e benedetto in Cielo, sulla terra, e nel carcere del Purgatorio, perchè tutti in Voi onorano ed invocano la Madre delle grazie, delle misericordie, e delle più soavi consolazioni. O sempre buona, o sempre cara e dolce Madre Maria, che giubilate tutta ogni volta che sono consolate di pietosi suf­fragi le sante Anime del Purgatorio; deh! in questi preziosi momenti confortatemi colla vostra grazia e donatemi quell'amore vivo ed ardentissimo, che Voi sentite per le benedette purganti: e poi, colle vostre mani pietose, recatemi l'amabilissimo Gesù, e quando me Lo collocherete sulla lingua e me Lo nasconderete nel cuore, dite per quelle infelicissime una parola di amore. Al suonare di questa soave parola, oh! come giubilerà il Cielo, giubilerà la terra, giubilerà il Pur­gatorio, poichè gli Angeli, obbedienti ai co­mandi della loro Regina, voleranno ad an­nunciare a quelle benedette purganti la gio­conda e sospirata novella.

ATTO DI DESIDERIO.

Desidero, o mio Gesù, d'averti presto su questa mia lingua e nel mio seno per po­terti ripetere con più efficacia: Requiem ceternam dona eis, Domine, et lux perpetua lnceat eis. E più ancora Ti desidero, o mio Gesù, Ti sospiro per saziare la brama del mio cuore di possederti nel Sacramento dell'Eu­caristia. Affrettalo questo fortunato istante! Intanto finchè giunge Ti ripeto: Requiem ceternam dona eis, Domine, et lux perpetua lnceat eis.

A me poi, nuovamente Ti prego di con­cedere che Ti riceva con un cuore, nel quale Tu possa compiacerti di abitare e di riem­pirlo de' tuoi doni.

ATTO DI FEDE.

Oh mistero! o fede! Gesù Cristo, Unige­nito del divin Padre, sei con me ed io sono con Te, Gesù mio! Le purganti, tue spose carissime, sospirano di vederti in Cielo, ed io Ti posseggo qui in terra nascosto sotto i veli eucaristici; e comunque nascosto sotto le Specie sacramentali. Tu sei lo stesso Gesù Cristo che le Anime purganti possederanno in Cielo nella pienezza della gloria, allorchè, liberate dal carcere, nel quale sono esigliate, saranno ammesse nella patria del Paradiso.

O mio Gesù, per la tua misericordia, pre­sto vi siano ammesse.

ATTO DI ADORAZIONE.

In questo momento, o mio Gesù, in cui Tu sei con me ed io sono con Te, più che ai defunti di suffragi, io sono debitrice a Te di adorazioni e Te le rendo umilissime. Mi unisco a quelle Anime che, liberate nel presente giorno dal carcere del Purgatorio, entreranno nella terra di promissione. Ah! vi sia tra esse anche quella di N. N. e con questi stessi atti, con quello stesso cuore, con quelli stessi sentimenti con cui esse, al primo giungere ai piedi del tuo trono, Ti adoreranno in Cielo, io pure Ti adoro qui in terra, riconoscendoti Re della gloria, l'Unigenito del divin Padre, il Salvatore del mondo.

ATTO DI RINGRAZIAMENTO.

Oh quanto saranno affettuosi i cantici di ringraziamento di quelle Anime infiam­mate d'amore ardentissimo per Te, che le hai ammesse a bearsi nella contemplazione del tuo volto! Accetta, o Signore, i loro can­tici di ringraziamento per quelli che Ti do­vrei rendere. Anch'io dovrei essere, princi­palmente in questo momento, tutto affetto e gratitudine per Te e proprio di quell'affetto e gratitudine compresa, ond'è compresa un'a­nima al primo entrare ne' tuoi gaudii. Se ora non mi hai tolta da questa terra di esilio, e non mi hai dato il Paradiso, mi hai dato il pegno della vita eterna e quello che forma la delizia del Paradiso, avendomi dato tutto Te stesso. Oh Signore, sento il dovere di essere tutto affetto e tutto gra­titudine verso di Te, ma non me ne sento così penetrata come io vorrei! Accresci il mio amore e la mia fede.

Oh che cuore polveroso è mai questo mio! io non posso dubitare del suo affetto e della sua gratitudine verso gli uomini, dai quali abbia ricevuto qualche beneficio, e mi lascio in dubbio sul suo affetto e sulla sua gra­titudine verso di Te, o Gesù, nel momento medesimo in cui mi hai compartito il più grande dei beneficii che Tu stesso mi possa concedere; mi sento ancora fredda, insensibi­le, indifferente! Il non sentire però vivezza di affetto e di gratitudine verso di Te è una disgrazia che io mi sono meritata con tanti miei peccati, e che sopporterò con rassegna­zione in pena di essi; ma l'idea di mancarne interamente, ah questa mi è insoffribile; Oh! mi tornasse così insoffribile da scuoter­mi, e da impegnarmi a risvegliare in me quegli ardori di carità onde le Anime purganti sono infiammate! Abbiano esse per tua misericordia l'eterna pace, Te ne prego instantemente, ed in particolar maniera lo imploro per N. N. Requiem ceternam donceis, Domine, et lux perpetua luceat eis. Men­tre, o Gesù, con queste parole Ti prego ad estinguere le fiamme che tormentano le Pur­ganti, Ti prego ad accendere nel mio cuore quel fuoco di carità che tanto le consola nelle loro pene e del quale io ho tanto bi­sogno.

No, non soffrire che un cuore offerto a Te nel Sacramento dell'Eucaristia, sia con Te freddo ed indifferente. Concedimi di amar­ti in modo che volontieri e subito abbracci quanto conoscerò essere di tua soddisfazione, nonostante qualsiasi ripugnanza dovessi sen­tire dentro di me; ed egualmente volontieri e subito tralasci, per quanto il terreno mio affetto lo sospiri, quello che conoscerò essere a Te di dispiacere.

ATTO DI PROPONIMENTO.

Io Te lo prometto, o Gesù, e Tu avva­lora cogli aiuti della tua grazia la debo­lezza della mia volontà. No, non sarò più immortificata ne' miei sentimenti, ma li rego­lerò colle leggi della modestia, frenerò la curiosità de' miei occhi, li allontanerò da qualunque oggetto seducente che mi verrà innanzi...; non perderò più il tempo in leggere libri inutili, ed in ozio; sempre ilare, sempre contenta, mi terrò sempre occupata...; non tralascerò più i doveri di pietà, meno poi la meditazione e l'esame di coscienza, li eseguirò tutti, e tutti con fervore e con raccoglimento...; non trascu­rerò più gli obblighi del mio stato, meno poi...; attenderò a tutti e col più vivo im­pegno....; non sarò più intollerante di sog­gezione a' miei Superiori...; loro professerò amore, rispetto, obbedienza; non sarò più risentita ed altiera colle mie eguali....; sop­porterò i loro difetti e perdonerò qualunque torto mi verrà da essi. E quel peccato?... Ah! prima la morte, che mai più commet­terlo; fermamente prometto di schivarlo, e con la tua grazia, che umilmente imploro, lo schiverò a qualunque costo.

Fermamente però prometto di schivare anche gli altri. Che se sarò tentata a com­metterli pensando che sono venialità, col pensiero del Purgatorio, nelle cui fiamme dovrei scontarne la pena, procurerò di rin­vigorirmi ne' miei proponimenti. Intanto quelle povere Anime che là vi gemono, e principalmente N. N., abbiano la pace e la luce sempiterna. Requiem ceternam dona eis, Domine, et lux perpetua luceat eis. De profundis clamavi ad te, Domine: Domine, exaudi vocem meam. Fiant aures tute in­tendentes in vocem deprecationis mete.

ATTO DI DOMANDA.

Sebbene ora mi sia presentata alla sacra Mensa per suffragare le Anime dei defunti, e principalmente N. N., limiterò io le mie suppliche ad implorare su di loro la pace e la luce eterna? Ah no, Signore, io le estendo anche ad implorare le tue più ampie bene­dizioni sulla mia famiglia e su questa casa, su' miei superiori e compagni, sulla Chiesa e sullo Stato, sul Sommo Pontefice e sul nostro Pastore. Ti prego principalmente a concedere la felicità a N. N....

ATTO DI SPERANZA.

Quello che, o Signore, mi muove ad im­plorare tante e così distinte grazie, si é la fiducia che la tua bontà m'ispira, e princi­palmente quella che ora mi mostrasti alla sacra Mensa dandomi tutto Te stesso. Quia apud Dominum misericordia et copiosa apud eum redemptio, speravit anima mea in Domino. Imploro da Te, o mio Gesù, queste grazie così distinte e molteplici, e le spero perché le imploro da Te, mentre Ti posseggo nascosto sotto le Specie sacramen­tali nel mio seno; per questo io spero, e spero fermamente d'essere esaudita.

ATTO DI SCUSA.

Oh! Ti avessi ricevuto, mio Gesù, con un cuore più puro e più acceso di carità. Fosse stato più fervoroso e divoto il mio appa­recchio e ringraziamento! Perdonami le man­canze dell'uno e dell'altro, e la grazia mi concedi di supplicarti nelle future mie co­munioni. Si compia la misericordia che mi hai usato questa mattina alla sacra Mensa, coll'accordarmi la grazia di accostarmivi pre­sto e di accostarmivi con migliori disposi­zioni. Esaudisci, o Signore, anche questa mia supplica, e quella pure esaudisci, che ancor una volta in questa faustissima cir­costanza della santissima Comunione Ti ri­peto, implorando pace e luce eterna alle anime Purganti.

PREGHIERA A MARIA.

O Maria, che volgete sempre i vostri mi­sericordiosi occhi alle care Anime del Pur­gatorio per consolarle con quelle ineffabili consolazioni di amore, che escono dal vostro màterno e dolcissimo Cuore; deh, mi con­cedete che la mia Comunione apra ad esse le sospirate porte del bel Paradiso: e poi, colle vostre pietose mani, offrite per ora all'Eterno Padre la vita, la Passione e la Morte del vostro Gesù, i meriti del suo beatissimo Cuore, del vostro e di quello di san Giuseppe; offrite ancora i meriti dei Santi e degli Angeli, le Comunioni e le Messe che oggi e sempre saranno celebrate in tutta la Chiesa, e le opere di pietà, di carità, di mortificazione e di penitenza delle anime giuste e fedeli, e specialmente quei fervorosissimi ossequii, coi quali la terra ed il Cielo onorano i santissimi Cuori; ed a questa offerta unite una di quelle soavi, dolci e pietose parole, che mai non escono dal vostro Cuore, senza impetrare un'eletta copia di grazie e di misericordie. Al risuo­nare della voce si commuoverà il Cuore di Gesù, e delizie di Paradiso discenderanno a consolare le sante Anime del Purgatorio che, giubilanti di riconoscenza e di amore, udranno gli Angeli da Voi mandati ripe­tere loro queste care parole: Figlie di Maria, spose di Gesù, consolatevi, consolatevi; non più gemiti, non più sospiri e pianti; solle­vate gli occhi, sollevate i cuori al Cielo; vi attendono i Santi, vi aspettano gli An­geli, vi desidera tutto il Paradiso; non ve­dete Gesù, che vi protende le braccia, vi chiama, v'invita? Correte, volate a nascon­ dervi nell'amoroso suo Cuore, e a ricevere quella corona che vi renderà beate per tutti i secoli de' secoli. Cosi sia.

Requiem ceternam dona eis, lux perpetua luceat eis. Requiescant in pace. Amen.

ALTRO APPARECCHIO E RINGRAZIAMENTO.

PREPARAZIONE.

Coll'animo ripieno di mesta tristezza ec­comi in oggi a’ vostri piedi, o Gesù! Parmi di udire la voce di quell'Anima che io amava pur tanto in vita, e che ora ho perduto, la­montarsi di me che la lascio nell'abbandono e nella dimenticanza, quando avrei pure fa­cilissimo modo di alleviare la sua pena me­diante il santo Sacrificio della Messa e la santa Comunione. O Gesù, i legami che mi stringevano a quell'Anima cara e tanto de­siderata entravano per certo nelle viste della vostra provvidenza, ed io tenterò tutti i mezzi possibili per giovare a lei e a tante altre poverette che reclamano pure da me aiuto e suffragio ai loro tormenti. Il meno ch'io possa fare, o Gesù, si è di applicare doro il Sangue vostro adorabile che Voi mettete a mia disposizione; ed io offro Voi a Voi stesso, vittima di propiziazione pei vivi e pei morti, intendendo in oggi di fare que­sta santa Comunione a suffragio delle Anime benedette del Purgatorio, e specialmente....

Deh! o mio Dio, la cui bontà sovraec­cede ogni ragion di giustizia, non guardate alle mie colpe, ma ai meriti infiniti del vo­stro divin Figlio Gesù, a quelli di Maria santissima e di tutti i Santi, e fate che a quelle Anime benedette arrida un raggio di conforto e di gioia.

Voi lo sapete, o Gesù, più chele pene sensibili, per quanto atroci, tormenta quelle poverine la lontananza e la privazione vo­stra. Potessero almeno deliziarsi dei vostri Tabernacoli! Potessero deliziarsi della santa Comunione!... Oh lasciate che salgano sino al vostro Cuore gli accenti pietosi che risuonano nel mio e degnatevi accordare sol­lievo, conforto e consolazione a quelle Anime benedette che tanto vi amano e le cui sof­ferenze commuovono Voi più di quello che non affliggano me.

Ma e chi son io, o Signore, che oso accostarmi a Voi e supplicarvi per altri, quando non merito neppure di alzare gli occhi al Cielo?... Io si tiepida e dissipata.... con si poca fede, si poca umiltà, si poco amore.... che non so cogliere mai abbastanza, come dovrei, le occasioni di vincere me stessa.... che vi offendo così sovente.... ah! no, non sono degna che Voi entriate nell'anima mia; essa non è che debolezza e miseria. Eppure Voi, o mio Dio, non mi escludete dal vostro celeste Banchetto, non isdegnàte di venire a me miserabile; ed io, confusa per tante mie macchie, mi accosto nullameno a Voi con figliale fiducia e confidenza perchè gua­riate Voi, o Gesù, i mali e le ferite di que­st'ànima mia. Tanta vostra bontà, o Signore, mi intenerisce e commuove alle lagrime: ma deh! o Gesù, poichè Voi, santità per es­senza, non isdegnate di unirvi tutto nella santa. Comunione ad una povera anima pec­catrice quale io sono.... non differite più a lungo, ve ne prego, o Gesù, ad accogliere tra le vostre braccia e donare tutto Voi stesso ad Anime di Voi meno indegne di me; a quelle Anime che più non potendo peccare, più non possono offendervi. Una goccia sola del vostro Sangue adorabile, che rende al peccatore la candida sua stola battesimale, oh! basta ad estinguere tutte le fiamme del Purgatorio. Spandete, o Gesù, come span­dete di continuo su tutta la Chiesa, spandete i meriti copiosi ed infiniti della Re­denzione su quelle Anime benedette che sono scomparse dalla terra senza punto cessare di soffrire. Esse vi amano, esse soffrono ed agonizzano per Voi.... deh! o Gesù, come vi degnate ammettere me indegnissima crea­tura alla Eucaristica unione con Voi, aprite il Cielo alle Anime sante del Purgatorio; ammettetele alla vostra eterna beatifica unione. Le vostre lagrime, i vostri obbro­brii, le vostre Piaghe, i vostri tormenti, la vostra Passione santissima sono il prezzo della nostra salvezza; io m'impossesso, fidu­ciosa nella vostra infinita bontà, dei meriti abbondantissimi che Voi mi dispensate dal sacro Altare, e ve li offro a vantaggio di quelle Anime per le quali intendo comuni­carmi questa mattina, e in particolar modo per l'Anima cara....

Per concorrere anch'io ad accelerare loro la beatitudine eterna del Paradiso, cedo loro tutta quella,parte dei vostri meriti che Voi vi degnate concedermi in questa Comunione; e per la possente intercessione della Ver­gine Immacolata vostra santissima Madre, aj uto e conforto dei tribolati, vi supplico a far discendere su quelle benedette tutte le misericordiose liberalità del vostro infinito amore.

Venite, o Gesù, o Salvatore divino, venite a quest'anima che ha sete di Voi e vi de­sidera con tutta la forza dell'amor suo.... oh! vi amassi, Gesù mio, come vi amano le vostre spose, che tra gli ardori del Purga­torio anelano a Voi più che cerva assetata alla fonte! Ma io non ho per amarvi che una volontà fiacca e volubile. Vi offro quindi, o Gesù, l'amore dei vostri Eletti del Cielo ed i sospiri infuocati che salgono a Voi dal soggiorno della espiazione, dove il peccato più non soffoca la fiamma del vostro amore. Ascoltateli questi sospiri, o Gesù, e donate tutto Voi stesso a chi ardentemente vi de­sidera. Venite, mio divin Salvatore, a puri­ficare quest'anima mia dalle sue troppe in­fedeltà, a salvarla dai mille pericoli che d'ogni intorno la minacciano, dalle tante insidie che tentano allontanarla da Voi. Sì, venite a spegnere la sete di questo cuore sitibondo di felicità e di amore e che più nulla trova quaggiù che lo appaghi, perchè a Voi solo sospira, Voi solo desidera! Stringetemi a Voi, unitemi a Voi, fatemi vostra e tutta vostra affinchè da Voi non mi separi mai più!

Si, voglio essere vostra, o Gesù, e voglio amarvi davvero. Quante anime deplorano ora di aver diviso il loro cuore tra Voi e le creature! di non aver corrisposto abba­stanza alle tante finezze del vostro amore! di aver abbandonato Voi, fonte viva di eter­na vita, per cercare le infangate pozzan­ghere di questa misera terra! Ed ora nel carcere della espiazione stanno abbellendosi. di quella santità che le faccia degne del vostro amplesso eterno. Ah, Gesù! quanto io temo per me a motivo delle mie troppe e continue infedeltà e per riguardo ai vo­stri severi giudizii! Come io temo di non raggiungere quel grado di amore per Voi, al quale mi chiama la vostra amabilissima bontà! Deh! mio Salvatore, venendo in me questa mattina, purificate l'anima mia da ogni macchia; liberate il mio cuore da ogni attacco soverchio alle creature ed a me stesso: io me ne distacco e separo, riflet­tendo al numero immenso di anime che. ogni giorno compaiono dinanzi a Voi cariche di debiti, dei quali Voi esigete rigorosissimo conto, e che sulla terra vengono ben presto dimenticate da coloro stessi pel cui troppo amore hanno contratto quei debiti colla vo­stra divina giustizia. Ma io' mi distacco e separo da tutto il creato anche e special­mente perché Voi vi donate tutto intiera­mente a me nella santa Comunione; ed io voglio riamarvi interamente, voglio essere vostra. Venite, o Gesù, o mio Dio! accor­datemi la vostra grazia non per aumentare la mia felicità nel tempo, ma per rendermi più pura, più umile, meno indegna di Voi. Fate che io vi ami, penetratemi in questa santa Comunione di un amore puro come quello delle povere prigioniere per le quali imploro la compassione del vostro, miseri­cordioso adorabile Cuore.

Venite, o Gesù, nella vostra bontà mise­ricordioso a me meschina; perché la mia in­degnità è estrema: misericordioso a quelli che amo e pei quali vi supplico. Mi accosto alla vostra Mensa, o Gesù, a domandarvi ''il Pane di vita, ad attingere alla misteriosa vostra fonte quell'acqua pura che avviva e ristora l'anima nostra ed estingue il fuoco delle passioni. Oh! scorra quell'acqua viva, o Signore, su quelle Anime benedette a tem­perare i loro tormenti; e, spargetela, o Gesù, su dell'anima mia perché sia vostra. Vi ama e vi voglio amare, o Gesù. Venite.... venite!...

RINGRAZIAMENTO.

O Gesù, eccovi a me anima meschina e peccatrice! Come arrossisco in me stessa e tremo tutta al riflesso della vostra gran­dezza e santità! Nulla in me, o Gesù, che allieti l'adorato vostro Cuore, se non vi de­gnate di accettare benigno le mie lacrime di pentimento ed il proposito di volervi amare davvero.

Vi adoro intanto con tutte le potenze del­l'anima mia in unione ai vostri Angeli santi e alla Immacolata vostra Vergine Madre. Vorrei avere i loro sentimenti, il loro amore, per esprimerli a Voi. Vi adoro, si, o Gesù, e vi amo: vi ringrazio della felicità che mi concedete in questi istanti di paradiso.... oh potessero durare in eterno! Deh, mio Salvatore pietoso, che per incomprensibile guisa vi associate, nella santa Comunione, al mio povero esilio, rimanete sempre con me, almeno colla vostra santa grazia! Aiu­tatemi e soccorretemi Voi contro me stessa, contro la mia debolezza e miseria: infiam­matemi della vostra divina carità; fate che da oggi vi sia fedele sempre, tutti i giorni di mia vita, nè mai più da Voi mi separi, perchè non abbia alla mia morte ad essere allontanata dalla vostra adorabile presenza. Io mi nascondo nel vostro sacratissimo Cuo­re, e spero sarà la mia cara dimora in vita, il mio rifugio in morte contro i rigori, ahi! troppo giustamente meritati, della divina giustizia. Gesù mio, misericordia! Mio Sal­vatore pietoso, salvatemi!

Se alla gioia di essere, unita con Voi si mescolano pensieri di tristezza e timore è perchè, o Gesù, un numero immenso di ani­me sono colpite dal bando che tanto temo il mio cuore. La loro sventura tanto più, mi affligge quanto io meno degna mi sento di godere la vostra adorata presenza. Quanto più di quelle benedette, meriterei io per le mie centuplicate infedeltà essere allontanata da Voi! Eppure nell'infinito vostro amore Voi mi invitate al Banchetto Eucaristico; Voi desiderate, volete che vi riceva nella santa Comunione. Quelle penanti vostre spose; non possono che desiderarvi; ed ai loro accesi desiderii non è chi risponda: io...., vi posseggo intieramente! Ah, Gesù! quanto dovrei esservene grata! -DehI Gesù mio, che questa finezza di amore non abbia ad essermi all'estremo di mia vita ragione di maggior dolore e tormento. Ah! se per lo passato ho corrisposto colla ingratitudine e colla freddezza, da ora innanzi voglio essere vostra sposa fedele.... vi voglio amare con tutta l'anima mia, con tutta me stessa. O Gesù, non ho nulla da offrirvi in

cambio di tanta vostra degnazione e tanta grazia. Vi offro quindi i vostri meriti stessi, La vostra Passione santissima, il Sacrificio e il Sacramento del vostro amore infinito, e ve li offro a glorificazione vostra, o mio Dio, ed a vantaggio dell'ani­ma mia. Ma in quest'oggi, che Voi avete fatto per me giorno di misericordia e di amore, ve li offro in particolar modo, per le Anime sante del Purgatorio. Deh! o Si­gnore, non prolungate più a lungo il sup­plizio di quelle anime che già hanno in­travveduto i misteri dei quali noi non godiamo che all'ombra del Tabernacolo. Esse vi desiderano ardentemente perchè vi amano tanto! Appagate alla fine, o caro Gesù, i loro sospiri, ed introducetele nella patria del­l'eterno amore, dell'eterna felicità. Voi le amate quelle Anime sante; oh! il vostro Sangue prezioso discenda su di loro, le pu­rifichi, le abbelli, le faccia degne di Voi, del vostro eterno amplesso. Il vostro amore che illumina ed allieta la mia vita, così piena di dolori, sarà esso inesorabile alle mie sup­pliche, unite alle preghiere di santa Chiesa ed ai meriti del vostro stesso Sacrificio? Adorabile Gesù, mostrate all'Eterno vostro Padre le piaghe che avete ricevute per la nostra Redenzione e salvezza: queste pia­ghe adorabili; la cui voce è così eloquente a nostro vantaggio, sono tutto il mio te­soro ed il mio bene. Io le bacio con amore, e con tutta fiducia e confidenza le presento innanzi al trono di Dio implorando pietà per me e per i miei cari morti: per quelli, o Gesù, che morti al mondo e sconiparsi da questa terra non vivono che dinanzi a Voi; ed anche per quelli che sembrano vivere agli occhi del mondo ma sono morti o addormentati alla vostra santa grazia. Per la vostra infinita misericordia, o Gesù, rendete a questi la vera vita; donate agli altri la beatitudine eterna. Vi sovvenga dell'amore che ha avuto per Voi l'anima desiderata che io rimpiango; e sebbene vi abbia offeso ha pure posto in Voi la sua fede, la sua speranza, il suo amore. Io mi unisco alle voci delle anime giuste che da ogni parte della terra si innalzano al Cielo e vi ricordano che il Sangue prezioso che avete sparso per noi sulla Croce è rimasto in nostro potere perchè potessimo sempre offrirlo a Voi. Fatelo discendere in oggi, o Signore, in larga copia sulle Anime sante del Purgatorio.

O Maria, o mia tenera dolcissima Mam­ma, venitemi Voi in aiuto e ringraziate per me il divin vostro Figliuolo della grazia grande che mi ha in oggi concessa; esprimetegli Voi la mia gratitudine e la mia volontà di amarlo, ed aiutatemi a racco­gliere da questa santa Comunione il mag­giore frutto possibile. O Madre mia, muo­vetevi a compassione di me ed aiutatemi. Le mie passioni son vive, le tentazioni fre­quenti, la mia fralezza immensa: e senza il vostro aiuto potrò io perseverare ne' miei propositi? In Voi confido: Voi accordatemi il vostro aiuto perchè io possa correggere le mie mondane abitudini, trionfare de'miei difetti e della mia passione predominante. Rendete pii i miei pensieri, informate a virtù i miei sentimenti, fatemi circospetta nelle parole, riservata ne’ miei rapporti este­riori, prudente ne' miei passi, moderata ne' miei desiderii, esatta ne' miei doveri, paziente nelle sofferenze fisiche e morali, ferma nelle mie risoluzioni. Assistetemi special­mente nella preghiera e nelle pratiche di pietà affinchè il mio fervore consoli l'ama­bilissimo vostro e mio Gesù.

Volgete anche uno sguardo, o Vergine Immacolata, rifugio degli afflitti, volgete uno sguardo di bontà anche sulle Anime sante del Purgatorio, delle quali Voi siete precipua Madre e Patrona. Gesù nulla vi niega: supplicatelo dunque, per l'amore fi­gliale che Egli ebbe verso di Voi, per le lagrime che Voi spargeste a'piè della Croce, ad esaudire le mie preghiere. Dite una sola parola, o Maria, a pro di quelle derelitte, e la Giustizia di Dio placata cederà i suoi stessi diritti. Mostrate, o Maria, di esserci Madre! - Madre mia, col liberarmi dal male che con­duce al Purgatorio e coll'ottenermi la gra­zia decisiva della perseveranza finale: Ma­dre a quelle benedette, coll'ottenere loro dall'amatissimo Iddio uno sguardo di amore che ponga fine ai loro tormenti e schiuda loro i gaudii eterni del Paradiso. Monstra te esse Matrem!

Io intanto tornerò alle mie occupazioni, a' miei doveri, ferma e risoluta di dipor­tarmi in guisa che abbia da, piacere, sem­pre ed in tutto, a Voi e al vostro santissi­mo Figlio.

O Maria, beneditemi! Gesù mio, miseri­cordia !

ALTRO MODO PIU’ BREVE di ofire la S. Comunione per le Anime purganti. ATTO PER L'APPARECCHIO.

Credo, o mio Dio, che l'infinito amore che Voi portate alle anime v'ha condotto ad ope­rare quegli ammirabili Misteri, in grazia dei quali vi siete dato a noi. Infatti, nascendo a Betlem, o Gesù, vi deste a noi come no­stro compagno, e fratello; nell'ultima cena vi deste a noi come cibo; morendovi deste come prezzo del nostro riscatto, e regnante in Cielo vi date a noi come premio, onde possiamo dire che siete nostro e sempre nostro. Credo che durante la vita mortale, possiamo godere e profittare di tanta vostra carità ed avanzare in grazia e in virtù, spe­cialmente durante il Convito Eucaristico, nel quale la mente si riempie di grazia e ci è dato il pegno della futura gloria. Credo, o Signore, che noi cristiani, finchè viviamo su questa terra, siamo come sommersi in un pelago di benedizioni e di amore, principal­mente mercè l'Eucaristia che ci portò si spesso in cuore non solo i beni di Dio, ma il Dio d'ogni bene; e per chi ha fede può cangiar questo esilio in un paradiso d'amore. Ma so e credo altresì che nel momento della morte l'anima cristiana passa dal seno del­l'amore nelle mani della giustizia, e va ad espiare in Purgatorio tutti i debiti che con­trasse durante la vita, se non li avrà prima espiati del tutto colla penitenza.

So e credo che l'amante Cuore vostro, o Gesù, vuol fare misericordia anche alle mi-sere Purganti, ma senza ledere i diritti del­ la Giustizia divina; e però prende in certo modo le chiavi di quel carcere di espiazione e le porge a noi, desiderando che con pre­ghiere, con opere espiatorie, con Messe, Co­munioni e Indulgenze, noi apriamo a quelle nobili Prigioniere le porte del Purgatorio, onde possano volare al Cielo, dove Voi le attendete per incoronarle di gloria e d'onore. So e credo, o Signore, che anch'io posso li­berare Anime dal Purgatorio, e mandarle più presto al vostro seno; so e credo che Voi mi state osservando per vedere se faccio così fruttare il mistico talento dell'interces­sione, ovvero se lo sotterrerò sotto il fango della pigrizia, come fece il servo poltrone... Mio Dio! mio Dio!... quante volte l'ho pur­troppo sotterrato! quante volte ho dimenti­cato d'avere nelle mani le chiavi del Pur­gatorio! E quelle dolenti Anime aspettava­no, aspettavano... Ma oggi voglio riguada­gnare il tempo perduto, e poichè le mie preci e le opere mie sono poca cosa, vengo a cer­care Voi, o Gesù, qui nel santo Tabernacolo, per introdurvi nella povera casa del mio cuore; e quando sarete entrato, quando non po­trete ricusare d'esaudirmi, io vi supplicherò a versare sul Purgatorio il Sangue delle vo­stre piaghe, e così spegnere quelle fiamme, purificare quelle Anime e condurle al Cielo.

Ma vi sarà accetta, o Signore, l'interces­sione di un'anima così indegna come la mia? Nol so: maso che avete promesso d'ascol­tare chi prega, so che non rigettate il cuore contrito ed umiliato, ed io mi pento, o Si­gnore, di tutti i miei peccati, mi duole di avervi tanto offeso; e tutte le mie preci ve le innalzo oggi accompagnate da ferma ri­soluzione di non offendervi più; così posso sperare) che saranno da, Voi esaudite.

Consolatevi, care Anime purganti, io vado a ricevere Gesù per voi, e quando non potrà dirmi di no, io lo supplicherò a liberarvi dalle, vostre pene. Accompagnatemi però polle vo­stre preghiere ed aiutatemi a fare oggi una comunione più devota del solito.

O Gesù, presso il quale gli intercessori sono sempre i benvenuti, apritemi il Cuor vostro, accoglietemi con grande amore, per­chè vengo ad intercedere per le vostre di­lette Spose, che si stanno purgando nel fuoco finchè, fatte pure e belle, volino al Cielo.

Dopo la Comunione.

ATTI PEL RINGRAZIAMENTO.

Quella candida Particola che il Sacerdote ha posato sulla mia lingua, e che io con tanta riverenza ed affetto ho inghiottita ed immedesimata meco, era tutto il mio Dio, immenso, onnipotente ed amante, il quale, volendo appagare l'infinito suo amore, ha messò in opera onnipotenza e sapienza per esinanire l'immensità sua, racchiudersi in una particella di pane, e così farsi cibo delle anime. O Amore, o Amore! Chi arriverà mai a comprenderti? chi giungerà a poterti ricambiare degnamente? Ma vi offre, o Gesù, accettevole ricambio chi vi dà delle anime; ed io già vi ho dato, e nuovamente vi do, tutta e per sempre l'anima mia. Ma ciò è poco. Oggi voglio aprire il Purgatorio e darvi, o buon Gesù, quelle Anime prigioniere della divina Giustizia, affinchè possiate avere la gioia di abbracciarle, purificate e gloriose, anche prima del tempo voluto dalla giustizia stessa. Dunque, o Gesù mio, giacchè avete promesso d'esaudire chi prega, ora io vi prego dicendo: Signore, liberate dalle loro pene le Anime purganti.

E se vi piace ch'io faccia di più, mi pro­stro a piè del trono del celeste Padre e dico: Padre santo, vi offro i meriti della Passione e Morte del vostro Figlio, accettateli in so­stituzione di ciò che vi debbono le Anime del Purgatorio. E così pago i loro debiti coi tesori che Voi, o mio Salvatore Gesù, ora mi mettete nelle mani, Ma se le mie mani non sono degne di presentare si pre­ziosa offerta, mi resta un altro modo d'in­tercessione, ed è il più efficace. Eccolo, Padre santo, in questi preziosi momenti della Co­munione, Gesù è con me, e fa ciò che io de­sidero; Egli stesso dunque si offre alla giu­stizia vostra per la liberazione di quelle benedette prigioniere. Si, o buon Gesù, pre­sentate al Padre la vostra obbedienza, le vostre pene, la vostra vita, la vostra morte, i vostri meriti, il vostro cuore... Ah! Padre santo, è impossibile che non siavi accettis­eima questa offerta, è impossibile che non vi muova ad usare grande misericordia a quelle care Anime; ed io della loro liberazione già vi ringrazio insieme con Gesù che è qui nel cuor mio.

O Gesù, dolce ed carissimo Ospite Amico delle anime, ora siete in me ed io mi godo la dolcissima unione con Voi; ma verrà tempo, e forse sarà presto, che questa povera ani­ma mia si troverà da Voi lontana, sepolta giù nel Purgatorio, e si slancerà verso di Voi con irresistibile impeto d'amore, ma sarà respinta dalla mano inesorabile della vostra Giustizia. Ah! buon Gesù, quand'io gemerò sotto il peso di tanto dolore, ricordatevi che ho pregato per le vostre Spose languenti nel Purgatorio, e fate che qualche anima pietosa preghi per me. Allora ricordatevi quante mortificazioni, elemosine e preghiere feci, non solo per le Anime purganti, ma anche per quelle dei peccatori e degl'infedeli, de­siderando di metterle tutte nel vostro pa­terno cuore; e con questi atti di carità, seb­bene meschini e imperfetti, ma uniti ai vo­stri meriti, degnatevi coprire la moltitudine de' miei peccati.

Anime benedette, che ora godete il frutto della Comunione che ho offerta per Voi, pregate per me che, fin che vivo, sono in pericolo, non solo di andare in Purgatorio, ma purtroppo anche di andare all'inferno: deh! fate che non sia colpito da tanta disgrazia chi vi aiutò a volare più presto in Paradiso: impetratemi anzi tanta grazia e forza, onde ió viva in modo da non più con­taminarmi di quelle macchie che si vanno dopo morte a purgare nel fuoco; e quel pur­gatorio che ho meritato, impetratemi di farlo tutto prima di morire.

ORAZIONE DA RECITARSI INNANZI AL SS CROCEFISSO DOPO LA COMUNIONE.

Eccomi, o mio amato buon Gesù, che alla santissima vostra presenza prostrato, vi prego col fervore più vivo a stampare nel mio cuore sentimenti di fede, di speranza, di carità e di dolore de' miei peccati, e di pro­ponimento di non più offendervi, mentre io con tutto l'amore e con tutta la compassione vado considerando le vostre cinque piaghe, cominciando da ciò che disse di Voi il santo Profeta David: Hanno forato le mie mani ed i miei piedi, hanno contato tutte le mie ossa. Foderunt manus meas et pedes meos; di­gaumeraverunt omnia ossa mea.

PREGHIERA

Quanto soave è la dolcezza del vostro Pane celeste! Quanto ammirabile è la tran­quillità e piena la pace di chi vi riceve, dopo avere detestate e sinceramente con­fessate le proprie colpe! Siate benedetto le mille volte, mio Gesù! Allorchè io era in peccato era infelice. Ora sento non sola­mente tranquilla l'anima mia, ma parmi di pregustare la pace del Paradiso i Ah! è pur vero che il nostro cuore è fatto per Voi, mio amato Signore, e che solamente gode àllor­chè in Voi si riposa!

Io pertanto vi rendo grazie e fermamente propongo di fuggire sempre il peccato e le sue occasioni; e di fissare la mia dimora nel vostro divin Cuore, d'onde aspetto l'aiuto per amarvi fino alla morte. Così sia.

 

Gesù mio, credo che Voi state nel Santissimo Sacramento. Vi amo sopra ogni cosa e vi desidero nell'anima mia. Giacchè ora non posso ricevervi sacramentalmente, venite almeno spiritualmente al mio cuore. Come già, venuto, io vi abbraccio e tutto mi unisco a Voi, non permettete che io mi abbia à separare da Voi.

Gesù, mio Bene, dolce mio amore, Ferisci, infiamma questo mio cuore Sicchè tutto arda sempre per Te.

Pel vostro acerbo cordoglio nella morte di Gesù, consolate, o Maria, il mio dolore e soccorrete i miei cari Morti.

 

IL SANTO ROSARIO E LE ANIME PURGANTI

PREGHIERA.

O Madre clementissima; e Consolatrice degli afflitti, Maria, degnatevi .accettare da me questa corona del Rosario che oggi vi offro, supplicandovi a liberare dal Purga­torio numerosa schiera di Anime, che voglio mandare in Cielo a farvi bella corona, o dolce Madre di misericordia e di amore. Ma Voi intanto concedetemi il più divoto rac­coglimento.

MISTERI GAUDIOSI.­

Nel primo Mistero si contempla l'Annun­ciazione di Maria Vergine e l'Incarnazione del divin Verbo.

Maria, piena di grazie, io vi saluto nell'eccelsa vostra dignità di Madre di Dio, e per amore dell'incarnato Verbo, divenuto in questo Mistero Figlio vostro, vi supplico a benedire noi miseri mortali ed a liberare dalle loro pene la Anime purganti. Pater, dieci Ave, Eterno riposo.

 

Nel secondo Mistero si contempla la visita di Maria Vergine a santa Elisabetta.

O clementissima Vergine, che appena fatta Madre di Dio andaste a comunicare ad Eli­sabetta gli ardori dello Spirito Santo ed a conferire al Battista i frutti dell'Incarna­zione, deh! visitate anche noi, o Maria, be­nediteci, ed affrettate alle Anime purganti la sospirata liberazione. Pater, dieci Ave, Eterno riposo.

 

Nel terzo Mistero si contempla la nascita di Gesù Salvator nostro nella stalla, di Be­tlemme.

O benedetta fra le donne, per quei soa­vissimi ardori di carità divina che provaste stringendovi al seno il divin Bambino, com­partite una benedizione a noi che accenda i nostri cuori d'amor santo, e una alle Anime dei defunti che estingua attorno ad esse le fiamme del Purgatorio. Pater, dieci Ave, Eterno riposo.

 

Nel quarto Mistero si contempla la Pu­rificazione di Maria Vergine e la Presen­tazione di Gesù al Tempio.

O vera Madre del Redentore, che dopo avere per noi offerto all'Eterno il dilettissimo vostro Figlio, incominciaste a parteciparne le pene, benedite i deboli nostri cuori per renderli forti al patire; e alle Anime pur­ganti applicate i meriti di quella spada di dolore, che trafisse la vostra bell'Anima in questo Mistero. Pater, dieci Ave, Eterno riposo.

 

Nel quinto Mistero si contempla il Fan­ciullo Gesù smarrito e poi ritrovato nel Tempio da Maria e da Giuseppe.

Per tanto dolore che provaste, o Maria, nella perdita del vostro Gesù, e per tanta gioia che godeste ritrovandolo, vi supplico a muovere il nostro cuore a sincera contri­zione per aver tante volte perduto Gesù peccando; ed a metterci a parte del vostro gaudio con aiutarci a ritrovarlo, e a non separarcene mai più. E le povere Anime purganti, da quanto tempo sospirano tanta grazia! Deh! consolatele, affrettando loro il bramato ingresso nel Paradiso. Pater, dieci Ave, Eterno riposo.

 

MISTERI DOLOROSI.

Nel primo Mistero si contempla Gesù Sal­vator nostro che, orando, agonizza e suda sangue nel Getsemani.

O Cuore di Gesù, straziato e gemente sotto l'abborrito peso dei nostri peccati, io vi compatisco fra le mortali agonie che sof­friste nella notte della vostra Passione; e con quel Sangue, che negl' incomprensibili vostri dolori emetteste a guisa di sudore, vi supplico a purificare l'anima mia e le Anime del Purgatorio. Pater, dieci Ave, Eterno riposo.

 

Nel secondo Mistero si contempla Gesù Signor nostro legato ad una colonna e cru­delmente flagellato.

Il cuore mio piange, o Gesù, ricordando quell'orribile e vergognoso supplizio nel quale le innocentissime vostre membra fu­rono sì crudamente dilaniate da restarne scoperte le ossa! Per quegli orrendi spasimi infondetemi, o Gesù, vero spirito di peni­tenza, e alle Purganti concedete piena re­missione di ogni pena. Pater, dieci Ave, Eterno riposo.

 

Nel terzo Mistero si contempla il Salvator nostro coronato di spine, schiaffeggiato, scher­nito e saturato di obbrobrii.

Vi adoro, o dolcissimo Salvator mio, som­merso in un abisso di obbrobrii e di pene, e per gli spasimi del vostro Capo lacerato e trafitto, e per gli schiaffi e scherni che Sopportaste in pena della nostra superbia, vi supplico ad infondermi verace umiltà, e ad applicare alle Anime purganti i meriti di questo doloroso Mistero. Pater, dieci Ave, Eterno riposo.

 

Nel quarto Mistero si contempla Gesù, che accetta la sentenza, di morte, ed abbraccia una pesante Croce.

Vi lodi e vi ringrazii il Cielo e la terra o Salvatore amantissimo, che per dare a noi l'eterna vita vi sottoponeste a cruda morte: ed abbracciaste il patibolo della Croce: deh! abbracciate ora l'anima mia e quella di tutti i peccatori, concedendoci perfetta con­versione e perdono; ed abbracciate le Anime purganti conducendole con Voi nel Cielo. Pater, dieci Ave, Eterno riposo.

 

Nel quinto Mistero si contempla la Croceeftssione, le agonie, e la morte di Gesù Sal­vator nostro.

Quanto vi costò, o gran Figlio di Dio, la nostra salvezza! Deh! almeno foste co­nosciuto ed amato da tutti gli uomini! Ma io vi adoro anche pei miscredenti, vi bene­dico e ringrazio anche per gl'ingrati, e com­patendo alle vostre acerbe agonie, vi sup­plico a stamparmi nel cuore la memoria della vostra Passione e Morte e ad appli­carne, oggi gli abbondantissimi frutti alle Anime purganti. Pater, dieci Ave, Eterno riposo.

 

MISTERI GLORIOSI.

Nel primo Mistero si contempla il Salvatore Gesù, che risuscita glorioso e trion­fante per non più morire.

Vi benedico e vi adoro negli splendori della risurrezione, o Salvatore del mondo, e baciando le gloriose vostro Piaghe, vi sup­plico a risorgere nei peccatori convertendoli tutti a santa vita, ed a risorgere nelle Anime purganti sollevandole dal carcere di espia­zione al Regno della gloria. Pater, dieci Ave, Eterno riposo.

 

Nel secondo Mistero si contempla Gesù che sale al Cielo, benedicendo i suoi cari di­scepoli.

Adorato Gesù, che dopo aver compiuto la grand'opera dell'umano riscatto saliste glorioso al Cielo, guardando però e bene­dicendo con paterna tenerezza i cari Disce­poli, uno sguardo e una benedizione, o Si­gnore, io vi chiedo anche per me e per tutti i redenti, supplicandovi che mille e mille Anime purganti vi accompagnino trionfante al Paradiso. Pater, dieci Ave, Eterno riposo.

 

Nel terzo Mistero si contempla la venuta dello Spirito Santo nel cenacolo.

Ecco il compimento di quei Misteri d'infinito amore, operati da Dio per salvarci.

O Divino Spirito, che tornate nell'uomo re­dento per santificarlo, deh! venite e sopra­venite anche in me ed in tutti i fedeli per comunicarci grazia, amore e santità. E le Anime purganti siano sottratte da Voi, o Dio-Amore, al fuoco dell'eterna Giustizia, e più non ardano che tra le beate fiamme della eterna vostra carità. Pater, dieci Ave, Eterno riposo.

 

Nel quarto Mistero si contempla l'Assun­zione della santissima Vergine Maria al Cielo.

Ave, o celeste Colomba, che nel giorno della vostra Assunzione foste dagli Angeli portata laddove sempre avea riposato il Cuor vostro, cioè in seno a Dio; fate che il mio cuore e quello di tutti i fedeli si distacchi per sempre dal mondo per sollevarsi al Cielo. E al Cielo parimente sollevate, o Maria, le Anime che languiscono in Purgatorio. Pater, dieci Ave, Eterno riposo.

 

Nel quinto Mistero si contempla l'Incoro­nazione di Maria Regina del Cielo, e la gloria di tutti i Santi.

Con le perfette lodi e gli onori che ricevete in Cielo, degnatevi gradire, o Regina, Madre nostra, anche gli onorevoli ossequi di noi miseri mortali, specialmente la corona del santo Rosario, mentre vi supplichiamo ad incoronare di gloria in Paradiso quelle Ani­me purganti, in suffragio delle quali vi ab­biamo offerto quest'ossequio a Voi si gradito. Pater, dieci Ave, Eterno riposo.

 

Il ROSARIO ALL'ETERNO PADRE PER LE ANIME PURGANTI

PRIMO MISTERO GAUDIOSO.

L'Annunciazione dell'Angelo a Maria Ver­gine, e l'Incarnazione del Verbo.

Eterno Padre, io vi offro in questo primo mistero gaudioso la preghiera della mia santissima Madre nell'atto in cui l'Arcan­gelo Gabriele Le annunziò che, per opera dello Spirito Santo, Ella sarebbe divenuta Madre di Dio; e vi prego, per i meriti di essa, liberare dal Purgatorio l'anima.... (nome o nomi) e di con­cedermi la virtù della purità e della umilta, perchè io diventi vostra degna figlia.

SECONDO MISTERO GAUDIOSO.

La visita della santissima Vergine a santa Elisabetta, e la santificazione di Battista.

Eterno Padre, vi offro in questo secondo mistero gaudioso la carità della mia san­tissima Madre nel lungo e penoso viaggio che Essa fece per portare il suo aiuto a santa Elisabetta, e liberare Giovanni dal peccato originale, ricolmandolo di grazia abbondante; vi offro le lodi splendide che Maria allora vi diede col suo sublime Ma­gnificat, insieme alle virtù che Essa praticò nella casa della sua santa Cugina ed ai me­riti dei Santi di questo secondo mistero; mentre vi prego a liberare dal Purgatorio l'anima.... (nome o nomi) e a concedermi la virtù della ca­rità verso il prossimo e l'amoro vostro.

TERZO MISTERO GAUDIOSO.

La nascita di Gesù nella squallida grotta di Betlemme.

Eterno Padre, vi offro in questo terzo mistero gaudioso la perfetta rassegnazione e pazienza della mia cara Madre e del suo fedele compagno San Giuseppe, nei rifiuti che ebbero a soffrire nella città di David, costretti a ricoverarsi in una spelonca; e vi offro ancora la loro gioia per essere stati i primi a vedere il Verbo di Dio fatto carne: per i meriti di quelle prime e purissime adorazioni che Gli resero, vi prego a libe­rare dal Purgatorio l'anima.... (nome o nomi) e a conce­dermi quelle virtù di cui Gesù mi diede il modello in questo mistero: la semplicità e il disprezzo delle ricchezze.

QUARTO MISTERO GAUDIOSO.

La Purificazione di Maria Vergine e la Presentazione di Gesù al Tempio.

Eterno Padre, vi offro in questo quarto mistero gaudioso la perfetta obbedienza della mia buona Madre e di San Giuseppe, allorché offrirono Gesù al Tempio quale vit­tima pei peccati del mondo; vi offro l'im­menso sacrificio, che allora vi fece la Ver­gine, della vita del suo Gesù, il dolore e la rassegnazione del suo Cuore nel veder scorrere, per la prima volta, quel preziosis­simo Sangue, le lodi e le benedizioni che vi rivolsero il buon Simeone ed Anna la profetessa; e vi prego a liberare dal Purgatorio l'anima.... (nome o nomi) ed a concedermi di con formarmi in ogni evento allei vostra santis­sima volontà.

QUINTO MISTERO GAUDIOSO.

Gesù smarrito e ritrovato nel Tempio.

Eterno Padre, vi offro in questo quinto mistero gaudioso i patimenti e le angosce della mia tenera Madre e di San Giuseppe nei tre giorni in cui andarono cercando Gesù, e la gioia da essi provata allorchè Lo ritrovarono nel Tempio; e per i meriti dell'angoscia dolorosa che oppresse i Cuori santissimi di Maria e di Giuseppe, per i fervidi ringraziamenti che vi rivolsero al lorché ridonaste ad essi il caro Pegno de loro amore, vi prego a liberare dal Purgatorio l'anima.... (nome o nomi) ed a farmi udire la vostra voce, acciocché ora e sempre io faccia la vostra santissima volontà.

PRIMO MISTERO DOLOROSO.

L'agonia di Gesù nel Getsemani.

Eterno Padre, vi presento in questo primo mistero doloroso ciò che soffre il vostro Gesú, il quale, nell'Orto di Getsemani, alla vista dolorosa della sua Passione, è bagnato da un sudore di Sangue; vi offro ciò che Egli soffrì allora pensando alle ingratitudini mie e di tutti gli uomini, e il conforto che ebbe dall'Angelo; vi offro il suo amore con cui accettò di bere il calice amaro della sua Passione, e vi prego, per tutto ciò che Egli soffrì in quella notte crudele, a liberare dal Purgatorio l'anima.... (nome o nomi) ed à concedermi un dolore perfetto de' miei peccati e, la perseveranza nell'orazione.

SECONDO MISTERO DOLOROSO.

La flagellazione di Gesù alla colonna.

Eterno Padre, vi offro in questo secondo mistero doloroso i patimenti del mio caro Gesù che, abbandonato da Pilato nelle mani de' suoi carnefici, viene legato ad una colonna e battuto così crudelmente, che il suo Corpo è divenuto una sola piaga, le sue Carni squarciate, scoperte le ossa, e il suo prezio­sissimo Sangue scorre a rivi nel pretorio; e vi prego, per l'amore con cui soffrì tanti mali trattamenti e pero quel desiderio che Egli ebbe di soffrire maggiormente per la salute degli uomini, a liberare dal Purgatorio l'anima.... (nome o nomi) e a concedermi il vero spirito di penitenza e di mortificazione dei sensi.

TERZO MISTERO DOLOROSO.

Gesù coronato di spine e schernito.

Eterno Padre, vi offro in questo terzo mistero doloroso i patimenti del vostro san­tissimo Figlio, divenuto Re di dolore, coro­nato di spine e d'ignominie, con una canna fra le mani, esposto ai ludibrii di un popolo insolente che, salutandolo Re dei Giudei, Gli fa subire mille oltraggi; deh! per tutto ciò che soffrì in questo terzo mistero, liberate dal Purgatorio l'anima… (nome o nomi) e concedetemi la piena vittoria sul mio orgoglio e sul rispetto umano.

QUARTO MISTERO DOLOROSO.

Gesù, condannato a morte, va al Calvario portando la Croce.

Eterno Padre, vi offro in questo quarto mistero doloroso le pene strazianti che sof­frirono Gesù e Maria vedendo l'estrema ingratitudine del popolo giudaico che con mansuetudine con cui il vostro santissimo Figlio si lasciò caricare della Croce, la tenerezza con la quale l'abbracciò, il suo dolo­roso viaggio al Calvario, in mezzo alla turba insolente, l'incontro straziante con la sua santissima Madre; e per i meriti di quelle pene e della Piaga acerbissima che fece sulla sua sacra Spalla il pesante legno della Croce, vi prego liberare dal Purgatorio l'a­nima.... (nome o nomi) e di farmi grazia di sopportare pa­zientemente le pene di questa vita.

QUINTO MISTERO DOLOROSO

Gesù crocifisso muore sulla croce.

Eterno Padre, vi offro in questo quinto mistero doloroso l'obbedienza di Gesù nel distendersi sulla Croce, quello che Egli soffrì nella barbara crocefissione, le parole che Egli pronunciò prima di morire, il dolore di Maria nel vedere il suo santissimo Fi­glio fra tanti tormenti; le santissime Piaghe di Gesù e specialmente quella del Costato, nella quale io vo' racchiudere l'anima mia durante la mia vita e nel punto di mia morte; e vi prego, per tutti questi meriti, a liberare dal Purgatorio l'anima.... (nome o nomi) ed a con­cedermi che nell'estremo di mia vita io possa ripetervi le parole di Gesù: e Padre, nelle vostre mani raccomando lo spirito mio!

PRIMO MISTERO GLORIOSO.

La Risurrezione di Gesù Cristo.

Eterno Padre, vi offro in questo primo mistero glorioso la gioia che provò Maria nel vedere circondato di gloria e d'immor­talità il suo Gesù risorto, vincitore della morte; quella gioia che fu degno compenso ai dolori sofferti dalla mia buona Madre nei tre giorni in cui pianse la morte di Gesù, sola e senza conforto; vi offro il giubilo della Maddalena e degli Apostoli ai quali il Salvatore portò la pace, e vi prego, per i meriti della Risurrezione di Gesù, a li­berare dal Purgatorio l'anima.... (nome o nomi) e a con­cedermi che risorga anch'io dalla morte del peccato alla vita della grazia e della fede.

SECONDO MISTERO GLORIOSO.

L'Ascensione di Gesù Cristo.

Eterno Padre, vi offro in questo seconda mistero glorioso il trionfo del mio Gesù che sale al Cielo per aprirne le porte a tutti i suoi seguaci, benedicendo la sua santissima Madre e gli Apostoli che, mentre gioivano del trionfo del loro Dio, piangevano pen­sando di rimanerne privi; e vi prego, per la festa che fu celebrata in Cielo dagli An­geli, dagli Arcangeli e da tutti i Giusti, all'entrata del Salvatore glorioso, di liberare dal Purgatorio l'anima.... (nome o nomi) e di render me degno della sua benedizione che cambi l'a­nima mia da peccatrice in santa, e stac­candomi da ogni affetto terreno mi accenda di desiderio del Paradiso.

TERZO MISTERO GLORIOSO.

La venuta dello Spirito Santo sopra gli Apostoli, congregati con Maria Vergine nel Cenacolo.

Eterno Padre, vi offro in questo terzo mistero glorioso le preghiere, i digiuni, le mortificazioni e le penitenze che fecero Maria santissima e gli Apostoli, congregati nel Cenacolo, aspettando la venuta dello Spirito Santo; vi offro l'amore del vostro santissimo Figlio che, dall'alto della sua gloria, non dimentica la sua Chiesa e le invia il suo Santo Spirito; e vi prego, per lo zelo che, dimostrarono poi gli Apostoli nella salvezza delle anime, a liberare dal Purgatorio l'a­nima.... (nome o nomi) ed a concedermi i doni dello Spirito Santo per conoscere i miei doveri, e spe­cialmente a darmi la forza di poterli com­piere.

QUARTO MISTERO GLORIOSO.

L'Assunzione di Maria Vergine in Cielo.

Eterno Padre, vi offro in questo quarto mistero glorioso la morte preziosa della mia santissima Madre, avvenuta in un'estasi di amore, dopo essere stata comunicata dalle mani del suo Divin Figliuolo. Vi offro il trionfo con cui essa fu, in mezzo ad angelici concerti, trasportata anima e corpo al Cielo e vi prego, per i meriti della mia buona Madre, a liberare dal Purgatorio l'anima.... (nome o nomi) e ad accordarmi la grazia di vivere come Maria, per meritare di morir bene come Lei.

QUINTO MISTERO GLORIOSO.

L'Incoronazione di Maria sopra tutti i Cori degli Angeli, e la gloria di tutti i Santi.

Eterno Padre, vi offro in questo quinto mistero glorioso l'immensa gloria che gode nel vostro celeste Regno la mia santissima Madre, assisa alla destra del suo divin Figlio e costituita Regina del Cielo e della terra; vi offro i concerti angelici, le melodie ed i cantici dei Beati in lode della loro Re­gina, e vi prego, per la grandezza sublime della mia santissima Madre, a liberare dal Purgatorio l'anima... (nome o nomi) e ad accendermi del­l'amor vostro sulla terra, perchè io possa in eterno glorificarvi nel Cielo.

 

LITANIE DEI DEFUNTI

 

ALTRO ROSARIO PER I DEFUNTI

S'incomincia col De profundis; chi l'igno­rasse potrebbe supplire con la recita di un Pater, Ave, Requiem. Indi si recita per dieci volte la giaculatoria: Dolce Cuor di Maria, siate la salvezza mia, ed un Requiem, e si ripete per quattro diecine.

Però al principio d'ogni posta si debbono recitare questi semplici atti di Fede, di Spe­ranza e di Carità: Mio Dio, credo in Voi perchè siete la stessa verità. Spero in Voi, perchè siete infinita­mente buono e fedele alle vostre promesse. Vi amo con tutto il mio cuore e sopra ogni cosa, perchè siete infinitamente perfetto. Amo poi il prossimo mio come me stesso per amor vostro. E si termina questo Rosario col De profundis ovvero col Pater, Ave, Requiem.

 

CORONA DETTA DELLA MISERICORDIA.

Questa corona è stata composta da Sua Santità Papa Pio IX.

Al cominciare la corona, tenendo la crocetta, si dica il Pater noster e l'Ave Maria. Sui grani grossi si dirà:

O buon Gesù, nostro dolcissimo Redentore, fateci salvi, Voi a cui niente è impossibile, fuorchè il non aver pietà dei peccatori!

Sui piccoli grani si dica:

O mio Gesù, misericordia.

Si deve dire per i bisogni e interessi di Santa Chiesa e per le necessità del Sommo Pontefice prima di aggiungervi le particolari intenzioni di chi le recita.

Il Sommo Pontefice Pio IX desiderava che si desse a questa corona la maggior possibile propagazione.

 

LA DIVOZIONE DEI CENTO REQUIEM

Moltissime grazie si narrano dagli scrittori delle pene del Purgatorio ottenute dai divoti delle sante Anime per mezzo della divozione dei cento Requiem e tra gli altri racconta il giornaletto mensile intitolato l'Eco del Purga­torio, che un associato del medesimo scrisse al direttore di quel periodico quanto segue: Crederei di mancare alla gratitudine verso le benedette Anime del Purgatorio se le tacessi una grazia che testé ho ricevuto per l'inter­cessione delle Anime stesse. Dedito siccome io sono al commercio, mi sono trovato per ben quattro settimane in gravissime angustie, at­tesa la scadenza in ognuna di esse di impegni commerciali, che, per ragioni imprevedute non mi trovava in grado di soddisfare. Agitato, narrai le mie angustie ad una pia persona, la quale mi consigliò di ricorrere all'assistenza delle Anime del Purgatorio, alle quali io aveva molta divozione. Questa persona m'insegnò di recitare ogni giorno cento Requiem alle sante Anime, domandando loro la grazia di essere provveduto. Praticai con grande fervore questa pia divozione; e per vie al tutto insperate, che neppur avrei potuto immaginare, mi sono tro­vato soccorso e provveduto per guisa da poter soddisfare al tempo debito agl'impegni correnti. Io continuo a recitare ogni giorno i cento Re­quiem ed ho tatto celebrare cinque Messe per i morti, e ne farò celebrare altre per attestare a quelle Anime benedette la mia gratitudine. Qualche dotto e pio scrittore dice che moltis­sime volte si ottengono più facilmente le grazie, che desideriamo, per mezzo delle sante Anime penanti che non per l'intercessione dei Santi stessi.

Metodo di praticare la pia divozione.

Per questo pio esercizio, ognuno può servirsi di una corona comune di cinque poste o diecine, percorrendola tutta due volte, per formare le dieci diecine, ossia il centinaio di Requiem.

S'incomincia col recitare un Pater noster, e poi una diecina di Requiem sui dieci grani piccoli della corona, infine della quale si dirà sul grano grosso la seguente giaculatoria:

Gesù mio, misericordia delle Anime del Pur­gatorio, e specialmente dell'Anima di N. N. e dell'Anima più abbandonata.

Indi si recita di séguito la seconda e le altre diecine di Requiem sui dieci grani piccoli se­guenti, ripetendo la suddetta giaculatoria invece del Pater noster ad ogni grano grosso, ossia al fine di ogni diecina. Terminate le diecine (ossia il centinaio) di Requiem, si dica il De profundis:

Finita così questa pia pratica, sarebbe molto utile alle sante Anime se si volessero aggiun­gere in loro suffragio le seguenti brevissime preghiere, in memoria delle sette principali ef­fusioni del preziosissimo Sangue di Gesù Cristo.

I. O dolcissimo Gesù, per il sudore di Sangue che patiste nell'Orto di Getsemani abbiate pietà di quelle Anime benedette; e specialmente dell'Anima di N. N. e dell'A­nima più abbandonata. Requiem…

II. O dolcissimo Gesù, per i dolori che soffriste nella vostra crudelissima Flagella­zione, abbiatene pietà, e specialmente del­l'Anima N. N. e dell'Anima più abbandonata. Requiem…

III. O dolcissimo Gesù, per i dolori che soffriste nella vostra dolorosissima Coronazione di spine abbiatene pietà; e special­mente dell'Anima di N. N. e dell'Anima più abbandonata. Requiem…

IV. O dolcissimo Gesù, per i dolori che soffriste in portare la Croce al Calvario, abbiatene pietà; e specialmente dell'Anima di N. N. e dell'Anima più abbandonata. Requiem…

V. O dolcissimo Gesù, per i dolori che provaste nella vostra Crocefissione, abbia­tene pietà; e specialmente dell'Anima di N. N. e dell'Anima più abbandonata. Requiem…

VI. O dolcissimo Gesù, per i dolori che soffriste nell'amarissima agonia che aveste sulla Croce, abbiatene pietà; e specialmente dell'Anima di N. N. e dell’Anima più ab­bandonata. Requiem…

VII. O dolcissimo Gesù, per quel dolore immenso che soffriste quando spiraste l'A­nima vostra benedetta, abbiatene pietà; e specialmente dell'Anima più abbandonata. Requiem…

Raccomandiamoci ora tutti alle Anime del Purgatorio, e diciamo: Anime benedette! noi abbiamo pregato per voi, ma voi che siete sì care a Dio e state sicure di non poterlo più perdere, pre­gatelo per noi miserabili, che stiamo in pe­ricolo di dannarci e di perderlo per sempre.

 

LA VIA CRUCIS.

La Via Crucis è come un compendio della Passione e Morte del Redentore, epperò que­sto esercizio è immensamente gradito a Dio ed assai vantaggioso alle anime dei vivi e dei defunti. Lo sappiamo, tutti i Santi ce lo atte­stano che val più un pio pensiero sulla Pas­sione di Gesù che molti digiuni e molti altri esercizii di pietà. Or che è mai far la Via Cru­cis, se non percorrere in ispirito i luoghi san­tificati, bagnati dal passaggio e dal Sangue preziosissimo del Salvatore. Uscito dall'Orto dopo gli insulti sofferti nel resto della notte da quei perfidi soldati e nei varii tribunali, Gesù è condannato a morte da Pilato, ed è questa la prima stazione della Via Crucis, a cui seguono altri tredici, andando così fino al sepolcro. O quante preziose lezioni possiamo imparare sulla via del Calvario! com'è facile e soave raccogliere il divin Sangue e versarlo in Purgatorio! Quante lezioni, è vero, ma fer­miamoci a questa sola: tutti nasciamo con la condanna di morte e per tutti vi è il sepolcro, nel quale si disgrega e dissolve in minima parte il corpo per poi risorgere nel dì del finale giudizio. Siamo tutti condannati a morte, e questa sentenza si eseguirà senza consultarci nè sul modo, nè per l'ora, nè per il luogo.

Nel praticare la Via Crucis, oh! come si sente nulla delle umane cose e l'incostanza degli uomini! Perchè mai idolatrate il vostro corpo? ci dicono le sante Anime del Purgato­rio; perchè siete così attaccati alla vita? Pensate spesso a Gesù condannato dalle sue crea­ture, da esse caricato di croce; compatite a Gesù che cade più volte ed imporpora del suo preziosissimo Sangue le zolle del Calvario: compatite 1'Addolorata Madre, desiderate di­venire i Cirenei, le Veroniche dell'amato Si­gnore e delle anime nostre. Si, siate i nostri cirenei, aiutateci a scontare, a portare la pe­sante croce di fuoco da noi meritata. Siate le nostre Veroniche, asciugando con copiosi suf­fragi le nostre anime! Alcune di noi gemiar me e piangiamo in queste fiamme da più se­coli... Se sapeste quanto sono acerbe le nostre pene, quanto giusto il nostro pianto. Aspette­remo invano anche ora? Gesù vi ricompenserà di quel che farete a noi come ricompensò il Cireneo e la Veronica.

Innamoriamoci della Via Crucis, facciamola spesso, sempre che possiamo andare in chiesa od in qualche cappella ove essa sia eretta ca­nonicamente. Purchè pensiamo, nel farla, alla Passione di Gesù, purchè ci muoviamo da una stazione all'altra, quando non vi sia giusto impedimento, guadagneremo le moltissime an­nessevi indulgenze, senza che vi sia obbligo di questa o quella formula di preci; ed anche un semplice quarto d'ora basta a questo eser­cizio.

Chi per infermità o indisposizione, o per le­gittimo impedimento non può recarsi in Chiesa può acquistare egualmente le Indulgenze della Via Crucis, recitando venticinque Pater, Ave e Gloria, tenendo in mano un Crocefisso be­nedetto a tale scopo da chi ne ha la facoltà, e meditando sulla Passione di nostro Signor Gesù Cristo.

PREGHIERA DI PREPARAZIONE.

Gesù, mio Dio, Ti amo sopra tutte le cose. Per questo amore, io odio e detesto tutte le mie colpe, perchè con esse Ti ho offeso. Gesù mio, misericordia. Perdonami, e lasciami prima morire che nuovamente offenderti. Per provarti la mia riconoscenza, ed in espiazione delle mie innumerevoli infedeltà, Ti domando la grazia di poter fare la Via Crucis con Te, e con vera divozione di cuore. Aumenta, o Gesù, il mio amore per Te: fammi star costante nella via de' tuoi comandamenti, e dammi la grazia che l'ultima mia ora, dalla quale dipende l'eternità, sia per me beata. Gli altri frutti e meriti di questa divozione, unitamente a tutte le annesse sante Indulgenze, intendo applicarle in suf­fragio delle povere Anime del Purgatorio, sopratutto di quelle che in vita mi furono più vicine, e per le quali sono in modo spe­ciale obbligata di pregare. Per i tuoi dolori, e per il tuo preziosissimo Sangue, siimi cle­mente, o Cuor del mio Gesù, e per mezzo della tua Morte santissima concedi loro la vita eterna, che tanto ardentemente desi­derano.

O Maria, pietosa Madre mia e Madre delle Anime Purganti, accompagnami colla tua intercessione durante questo cammino della Croce, sul quale seguisti, immersa in così immenso dolore, il tuo amabilissimo Fi­gliuolo.

O Angelo di Dio, che sei il mio custode per ordine della pietosa, sua provvidenza, custodiscimi in questo esercizio, illumina il mio intelletto, reggi i miei affetti e governa i miei sentimenti, acciocchè io non offenda il mio Signore e Dio. Così sia.

 

STAZIONE PRIMA

Gesù è condannato da Pilato alla morte di Croce.

Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

O Gesù innocentissimo, Tu ti lasci con­dannare alla morte di Croce da un giudice pagano, per liberare me dalla morte eterna! Per amor tuo voglio d'ora in poi odiare il peccato e vivere in modo, da poter ottenere un giorno da Te una sentenza di miseri­cordia, quando dovrò comparire al tribunale della tua infinita giustizia l Le povere Ani­me del Purgatorio sono già state giudicate, la tua misericordia le ha preservate dall'in­ferno, ma la tua giustizia dovette condan­narle, per i loro peccati, al castigo del fuoco

nel Purgatorio. O Cuore di Gesù, abbi pietà di loro, revoca la condanna del loro esilio, ed apri loro la porta della Patria celeste. Gesù mio, misericordia. Pater, Ave, Requiem.

Gesù, Figliuolo di Dio vivo, abbi pietà di loro.

O innocentissimo Gesù, condannato a mor­te, abbi pietà di loro.

Gesù, Giudice dei vivi e dei morti, pietà di loro.

Signore, fa che riposino in pace. Cosi sia.

STAZIONE SECONDA.

Gesù prende sulle spalle il pesantissimo legno della Croce.

Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

Salve, o sacrosanta Croce, che il Figliuolo di Dio ha salutato ed abbracciato con tanto affetto per amor nostro. Tu sei l'albero della vita, la chiave del Paradiso, la nostra sa­lute e la nostra unica speranza. Sii tu il mio appoggio nei patimenti, la mia arma nelle lotte, la mia salvezza in punto di morte. O Gesù, che porti la Croce, ricordati de' tuoi servi, che ci hanno preceduti con questo segno della fede, ma che si trovano ancora lontani dalla tua presenza santissi­ma, perché siedono nelle ombre di morte, e stanno soddisfacendo ai loro peccati fra tormenti orribili. Libera quelle povere Ani­me dai castighi meritati, e per la forza vit­toriosa della tua Croce, colla quale hai debel­lata la morte, conducile nella vita eterna. Gesù mio, misericordia! Pater, Ave, Requiem.

O Gesù, caricato della Croce, abbi pietà di loro.

Obbedientissimo e umilissimo Cuore di Gesù, muoviti a pietà di loro.

Mansuetissimo e pazientissimo Gesù, abbi pietà di loro.

STAZIONE TERZA.

Gesù cade la prima volta sotto la Croce.

Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

Per la spossatezza che Ti fece cadere la prima volta sotto la Croce, e per questa dolorosa caduta, concedimi costanza nei miei buoni proponimenti, acciocchè io cammini fedelmente sulle tue vie, guardandomi an­che dai falli leggieri e da ogni imperfezione. Le povere Anime del Purgatorio soffrono grandissimi tormenti per il tempo perduto, per le grazie trascurate e per i moltissimi peccati veniali, che ritenevano come cose leggiere e sventatamente commettevano. Ora riconoscono con gran dolore che nulla d'im­puro entrerà nel Cielo. Abbi di loro pietà, o Signore, e secondo la grande tua miseri­cordia, cancella i loro debiti. Gesù mio, misericordia! Pater, Ave, Requiem.

Abbi di loro pietà, e risparmiale, o Signore.

Abbi di loro pietà, e liberale, o Signore.

Per la tua prima caduta sotto la Croce, liberale, o Signore, e falle riposare in pace, così sia.

STAZIONE QUARTA.

Gesù che porta la Croce ed incontra la sua afflitta Madre.

Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

O Cuore di Maria, ripieno di angoscia! o addolorato Cuore di Gesù! Io, ingrato, vi ho preparato sì grandi pene. Ma ne sento un amaro dolore! Da ora in avanti voglio amarvi con tanto più affetto; vi dono la mia vita, e nell'ora della mia morte il nome di Gesù e di Maria risuonino ancora sulle mie labbra, e siano impressi nel mio cuore. O dolcis­simo Cuore di Gesù, fa che io T'ami sem­pre più. O amabilissimo Cuor di Maria, sii la salvezza mia. Madre addolorata, pie­tosa Regina delle Anime Purganti, nelle tue mani rimetto i pochi miei meriti, e Ti prego di unirli a quelli infiniti del tuo Figliuolo, e ad offrirli a Dio, specialmente per quelle povere Anime che erano congiunte a me in questa vita per vincolo di parentela. Madre pietosa, prega per loro. Addolorata Madre, consolale. Gesù mio, misericordia. Pater, Ave, Requiem.

Per intercessione della tua addolorata Ma­dre, liberale, o Signore.

Per l'amore del suo Cuore, liberale, o Signore.

Pel dolore che trafisse l'animo suo, libe­rale, o Signore.

Signore, fa che riposino in pace. Cosi sia.

STAZIONE QUINTA.

Simone di Cirene aiuta Gesù a portare la Croce.

Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

Indebolito Gesù! non forzato, come Simo­ne, ma volonteroso e di cuore, voglio aiu­tarti a portare la Croce, coll'usar pazienza in tutte le contrarietà che mi colpiranno.­

Voglio patire per amor tuo, come Tu hai patito per amor mio: voglio far penitenza de' miei peccati, perchè Tu hai tanto sofferto per essi. Quante Anime purganti piangono ora le loro passate impazienze! Con piccoli patimenti avrebbero risparmiato imminenti castighi: ed ora fanno penitenza nel fuoco! Ma Tu, o Signore, usa verso di loro la tua gene­rosità, e rimetti, per la tua pesantissima Cro­ce, quello che loro resta ancora da scontare. Gesù mio, misericordia! Pater, Ave, Requiem.

Pel tuo indebolimento sotto la Croce, li­berale, o Signore.

Per il dolore della tua spalla nel portare la Croce, liberale, o Signore.

Per il tuo Capo tormentato di spine, libe­rale, o Signore.

Signore, fa che riposino in pace. Così sia.

STAZIONE SESTA.

Gesù imprime sopra il sudario della Veronica l'effigie del suo santo volto.

Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

Signore Gesù Cristo; splendore della gloria del Padre, che hai impresso sopra il su­dario di Veronica l'effigie del tuo volto san­guinolento, fa che la memoria della tua amarissima Passione rimanga sempre impressa davanti agli occhi dell'anima mia, sopra­tutto nei momenti, in cui la tentazione della vanità o delle voglie peccaminose fosse per sedurmi. E rivolgi pure il tuo sguardo pie­toso verso le Anime del Purgatorio, create secondo la tua divina imagine e redente col tuo preziosissimo Sangue. Deh! mondale da ogni neo di peccato, acciocchè divengano degne di entrare nella società dei Santi, per contemplare il tuo bel volto, che rende beati e di cui si pascono le legioni angeliche. Gesù mio, misericordia! Pater, Ave, Requiem.

Per le tue pene ed angosce sotto la Croce, liberale, o Signore.

Pel Sangue e pel sudore da liberale, o Signore.

Pel tuo volto sanguinolento, pietà, o Signore.

Signore, fa che riposino in pace. Così sia.

STAZIONE SETTIMA.

Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

Gesù cade la seconda volta alla porta di Gerusalemme.

I miei innumerevoli peccati Ti hanno resa così pesante la Croce, o Gesù, che ricadi quasi morto di stanchezza a terra. Perciò li detesto e maledico per amor tuo, e ne pro­pongo viva emendazione. Signore, aiutami nella mia miseria, e preservami dalle rica­dute. Fammi prima morire, oh si, mille volte morire, anzichè mai più acconsentire ad un peccato grave! Muoviti a pietà altresì delle Anime, che soffrono nel fuoco del Purgatorio; sopratutto di quelle che soffrono ora i più fieri supplizii per i loro peccati mortali, con­fessati, assoluti, ma non bene scontati. O clementissimo Cuore di Gesù, abbi com­passione di loro. Misericordiosissimo Cuore di Gesù, muoviti a pietà di loro, condona loro debiti e pena.

Gesù mio, misericordia! Pater, Ave, Requiem.

Per la tua seconda caduta sotto la Croce, liberale, o Signore.

Dalla severità della tua giustizia, libe­rale, o Signore.

Falle riposare in pace. Così sia.

STAZIONE OTTAVA.

Gesù consola le donne piangenti.

Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

Cuore compassionevole di Gesù, che dice­sti alle donne piangenti: ”Non piangete sopra di me, ma sopra di voi stesse, e dei vostri figliuoli,” dammi lagrime acciocchè pianga giorno e notte le ingratitudini con cui ho corrisposto al tuo immenso amore! Intenerisci anche il mio cuore con una af­fettuosa pietà verso le Anime del Purga­torio, e specialmente verso quelle che mi appartenevano, e che non possono più in alcun modo aiutarsi, sicchè domandano in­stantemente a noi soccorso. Io propongo di zelare d'ora in poi a favore delle povere Anime del Purgatorio, voglio ricordarmene spesso, e prego Te, o amabilissimo mio Gesù, di rammentarle, per compensare, colle ricchezze della tua misericordia, quanto io trascurai di fare in loro vantaggio, per du­rezza di cuore o per dimenticanza. I miei proprii falli però li voglio piangere quag­giù, acciocchè Tu me li rimetta nell'eternità. Gesù mio, misericordia! Pater, Ave, Requiem.

Per l’infinito amore del tuo Cuore divino, liberale, o Signore.

Dai loro lunghi e profondi dolori, libe­rale, o Signore.

Metti fine ai loro penosissimi gemiti e lamenti, o Signore.

Signore, fa che riposino in pace. Così sia.

STAZIONE NONA.

Gesù cade per la terza volta sotto la Croce.

Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

Per quella crudelissima caduta, o Gesù e per tutti i dolori che per essa dovesti soffrire, Ti supplico a volermi tener lontano da una cattiva morte, che mi precipiti al­l'inferno! Dalle fauci del leone liberami, o Signore; dal potere de' miei nemici pre­serva, o Signore, l'unica anima mia immor­tale, e nella tua grazia fammi vivere e mo­rire. Rivolgi pure i tuoi occhi pietosi verso le povere Anime purganti, che fanno peni­tenza nel profondo della terra, e con ge­miti e preghiere Ti chiedono aiuto e mise­ricordia. Esaudisci i loro clamori, làsciati commuovere dalle loro affettuose orazioni, e conducile fuori di quel luogo di pena, a gioire e godere nella beata pace del Paradiso, al lume della tua chiarezza.

Gesù mio, misericordia! Pater, Ave, Requiem.

Per la tua terza caduta, liberale, o Signore.

Dalla pena del fuoco liberale, o Signore.

Dalla spaventosa oscurità liberale, o Signore.

Signore, fa che riposino in pace. Così sia

STAZIONE DECIMA.

Gesù è spogliato delle vesti ed abbeverato di fiele ed aceto.

Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

Santissimo Redentore; per amor nostro denudato, concedimi una santa vergogna, e ridonami la veste dell'innocenza. Sommo Bene e Signore del mondo tutto, denudato d'ogni cosa per cagione delle mie indiscrete voglie, liberami da tutte le inclinazioni pe­ricolose verso le cose create; fammi morire, mentre vivo, a tutte le cose della terra, acciocchè alla morte il distacco da tutto mi riesca più facile. Che cosa ne hanno mai ora le povere Anime purganti di tutti i beni e godimenti passaggeri, in cui avevano altre volte posto il cuore? I loro corpi li dovettero lasciare ai vermi, le loro sostanza agli eredi: solamente le loro opere le hanno seguite, le buone per essere ricompensate, le cattive per essere punite. Ma Tu, o Signore, cui il far grazia e misericordia è tanto proprio, metti un limite al castigo, non le segregare più a lungo dall'eredità dei Santi, esiliate come sino dalla tua mensa divina, per la quale sospirano fameliche ed arse di sete. Gesù mio, misericordia! Pater, Ave, Requiem.

Noi poveri peccatori, Ti preghiamo, ascoltaci.

Che Tu voglia rivestire le povere Anime purganti colla veste di gloria in Paradiso, noi Ti preghiamo, ascoltaci.

Accogliele, o Signore, alla mensa degli Angeli, noi Ti preghiamo, esaudiscici.

Signore, fa che riposino in pace. Così sia.

STAZIONE UNDECIMA.

Gesù è inchiodato sulla Croce.

Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

Innocentissimo Agnello di Dio, inchiodato sulla Croce per i miei peccati, io Ti supplico per quei colpi di martello, per quei spietati squarci che Ti fecero i chiodi, e per gli or­ribili spasimi che allora soffristi, a voler accorrere in mio aiuto, quando l'ultima mia malattia mi stenderà sul letto dei dolori moribondo ed agonizzante. Concedimi di ri­cevere in tempo i santi Sacramenti per mio conforto: vieni in me, o santissimo Viatico infondi in quel momento nell'anima mia la pazienza del tuo Cuore, ed a me aprine la piaga quale luogo di rifugio contro le tentazioni del nemico infernale. E Tu, o Maria, mostrati allora Madre mia, consola e raddolcisci i miei patimenti, per 1'ineffabile dolore che provasti assistendo alla cro­cefissione di Gesù. Deh! o Agnello di Dio, Cristo Gesù! muoviti pure a pietà delle povere Anime del Purgatorio, le cui pene sono più acerbe di quelle di tutti gli am­malati e moribondi. Risparmiale, e dà loro, in grazia dei tuoi dolori, i gaudii eterni. Gesù mio, misericordia! Pater, Ave, Requiem.

Dégnati liberare dalle loro pene le povere Anime, per i dolori atroci della tua croce­fissione, Ti preghiamo, ascoltaci.

Purificale nel tuo Sangue da ogni chia, noi Ti preghiamo, esaudiscici.

Abbi speciale pietà di quelle povere anime che debbono patire per la nostra negligenza­ne suffragarle, ti preghiamo, ascoltaci.

Signore, fa che riposino in pace. Così sia.

STAZIONE DUODECIMA.

Gesù muore sulla Croce.

Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

Per le tue tre ore di agonia, o Redentore divino, e per la tua amarissima morte di Croce, Ti supplico a darmi un beato fine, ­prendendomi nel miglior punto. Ispirami in quell'ora santi sentimenti di fede, di spe­ranza e di carità; concedimi una vera e perfetta contrizione de' miei peccati, e fa che, in penitenza, io patisca i dolori del­l’agonia e la stessa morte con rassegna­zione; fa che l'anima mia spiri invocando il santissimo tuo Nome, o caro mio Gesù. Addolorata Madre Maria, rifugio dei mo­ribondi, stammi al fianco nel mio ultimo combattimento, rivolgi i tuoi occhi pietosi verso di me, quando i miei si oscureranno. Ricordati pure, o mio Gesù, delle povere Anime del Purgatorio con quell'amore con cui sulla Croce dicesti al buon ladro: “Oggi sarai meco in Paradiso”. Chiama queste Anime benedette, che sospirano con tanto ardore per Te, nel Regno della tua gloria, acciocchè possano lodarti con tutti gli Angeli e i Santi, ed impetrare a me una santa morte. Gesù mio, misericordia. Pater, Ave, Requiem.

Concedi alle povere Anime, in grazia della tua morte, la vita eterna, noi Te ne preghiamo, esaudiscici.

Accorda loro la grazia della tua vista beatifica, noi Te ne preghiamo, esaudiscici.

Ascolta le loro ansiose brame d'essere con Te, noi Te ne preghiamo, ascoltaci.

Signore, fa che riposino in pace. Così sia.

STAZIONE DECIMATERZA.

Gesù deposto dalla Croce in seno alla sua santissima Madre.

Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

O Gesù, la cui santissima Anima, dopo compiuta la redenzione, discese nel limbo ad annunziare la pace ai giusti dell'antico Testamento, che stavano sospirando la loro liberazione, scendi anche adesso tra le po­vere Anime purganti che Ti sospirano; libe­rale dalle catene della loro schiavitù e met­tile nella vera libertà dei figliuoli di Dio e nella comunione degli eletti del tuo Regno. Deh! o addolorata Madre Maria, Tu che con lagrime così amorose prendesti in grembo il corpo inanimato, ma sempre ancora unito alla divinità del tuo Figliuolo, prendi anche la povera anima mia fra le tue mani nel giorno e nell'ora della mia dipartita da questo mondo; e accompagnala al tribu­nale del divin Giudice, affinchè, per la tua intercessione, ottenga una favorevole sen­tenza. Dolce Cuor di Maria, sii la salute mia. Gesù mio, misericordia! Pater, Ave, Requiem.

Libera le povere Anime dalla loro prigionia, noi Te ne preghiamo, ascoltaci.

Falle partecipi di tutte le preghiere e delle altre buone opere, che si fanno da tutto il Cristianesimo, noi Te ne preghiamo, esaudiscici.

Portale, per mezzo dei loro Angeli, nel tuo grembo a godere la pace eterna, noi Te ne preghiamo, ascoltaci.

Signore, fa che riposino in pace. Così sia.

STAZIONE DECIMAQUARTA.

Gesù è deposto nel Sepolcro.

Ti adoriamo, o Cristo, e Ti benediciamo perché con la Tua Santa Croce hai redento il mondo.

O Gesù, che incominciasti la tua sangni­nosa Passione in un giardino, e volesti al­tresì finirla coll'essere sepolto in un altro giardino, io Ti prego per tutte le pene che hai sofferto, come pure per la tua gloriosa, risurrezione il terzo giorno, muoviti a com­passione delle povere Anime purganti e con­cedi loro una felice e festosa ascensione nel beato Paradiso. Falle entrare nella pace sospirata da tanto tempo, falle contemplare gli splendori della luce perpetua e deliziarsi della tua vista, per benedire in eterno la tua misericordia. Ma, quando un giorno sarà condannato io stesso a quel dolorosissimo incarceramento, quando il mio corpo sarà sotto terra, e la mia anima fra le fiamme, oh! allora dolcissimo Cuor di Maria, sii la mia salvezza. Fedelissima Madre, salva allora il figlio tuo. Portami un pronto aiuto e liberami, per i tuoi meriti, dalle fiamme, acciocchè io possa ringraziarti in Cielo, e con Te, con tutti i Santi, adorare ed amare Gesù, il tuo diletto Figlio, che col Padre e con lo Spirito Santo, vero Dio, vive e regna nell'eternità. Così sia. Gesù mio, misericordia. Pater, Ave, Requiem.

Dona, o Signore, alle Anime dei nostri, genitori, parenti, amici e benefattori i beni eterni, Te ne preghiamo, esaudiscici.

Muoviti a pietà di quelle Anime, a cui nessuno pensa sulla terra. Te ne preghiamo, ascoltaci.

Concedi a tutti i Fedeli uefunti cristiani la pace eterna, Te ne preghiamo, esaudiscici. Signore, fa che riposino in pace.

Alcuni sono soliti di recitare qui cinque Pa­ter, Ave, Requiem alle cinque piaghe, e uno secondo l'intenzione del Sommo Pontefice, a cui sono annesse ricche Indulgenze, ma non v'è nessun obbligo.

Ultima preghiera.

O Redentore Crocefisso, io Ti offro que­sto devoto esercizio, che colla tua grazia ho terminato. Non permettere, che vadano perduti i frutti preziosi della tua morte di Croce, ne per me, nè per le povere Anime purganti. O pietoso Gesù! Io Ti prego per le tue cinque piaghe, e per tutte le prezio­sissime goccie di Sangue sparso nella tua acerbissima Passione e Morte; ristora le povere Anime del Purgatorio, specialmente quelle de' miei parenti, amici e benefattori defunti, ed anche de' miei nemici, se ve ne fossero; risana le loro piaghe crudelissime, ristora le brame accese che le consumano, e fa che godano negli eterni giubili i meriti dei martirii, che Tu soffristi per loro nella tua Passione. Addolorata Madre Maria, Ri­fugio dei peccatori e Consolatrice degli af­flitti, concedi a me e alle povere Anime pur­ganti la tua materna protezione. Poni le mio suppliche nel Cuore del tuo diletto Figlio, acciocchè io venga ammesso nel regno della grazia co' miei cari, tanto vivi che defunti, sicchè ci troviamo di nuovo insieme quali tuoi figli, per esser beati eternamente.

O Dio, Creatore e Redentore di tutti i fe­deli, largisci alle Anime de' tuoi servi e delle tue serve il perdono di tutti i loro peccati, ac­ciocché colla grazia e remissione, ch'esse hanno sempre desiderato, ottengano, dietro la nostra intercessione, la vita eterna, per i meriti di nostro Signor Gesù Cristo.

Signore, dà loro la pace eterna, e la luce eterna risplenda loro. Dalle porte dell'in­ferno salva le anime nostre: e tutti i Fe­deli defunti riposino in pace, per la misericordia di Dio.

O Anime sante del Purgatorio, che sciolte di già dal corpo, e terminato l'esiglio di questa terra, siete confinato nel fuoco, fuori della beatissima vostra patria, solo perché non camminaste quanto dovevate per pos­sederla, deh, impetratemi miglior viaggio! Ottenetemi quel dolore vivissimo, che ora vi cruccia, d'aver offeso il Signore, per cui ne siete lontane, e un ardentissimo desiderio simile al vostro di andare al Cielo; ed oggi, in ricompensa, offrirò tutte le opere mie e quanto potrò fare di buono, per suffragio vostro.

Anime benedette, alle quali il Signore ha applicato, il frutto delle mie povere preghiere e delle Indulgenze di questa Via Crucis, non vi scordate di me che ho procurato di consolarvi; ora e per tutta la mia vita e nel tempo della mia morte pregate, e pre­gate molto per la povera anima mia.

 

VISITA AL SANTISSIMO SACRAMENTO per le Anime purganti.

Adorato Salvatore Gesù che dopo aver debellato il demonio e salvato il mondo spi­rando sulla Croce, subito vi recaste coll'ani­ma esultante e vittoriosa a consolare i tra­passati, che con vivissimo desiderio aspet­tavano nel seno d'Abramo il sospirato Libe­ratore, io mi presento oggi al'isanto Taber­nacolo. per ricordarvi, o Redentore delle anime, quell'istante d' ineffabile esultanza, allorché coglieste i frutti di tante vostre pene, applicando a quelle Anime i meriti della vostra Croce, ed aprendo quel carcere dove da tanti secoli stavano aspettandovi. Oh, come suonò a Voi gradito quell'Adve­nisti, Redemptor poster: “Sei venuto, o no­stro Redentore!” Oh, come tutte vi furono giubilanti d'attorno quelle Anime belle, e con quale gioia e riconoscenza risposero ai vostri amplessi, e con quali festosi cantici vi seguirono poi nella vostra Ascensione al Cielo!

O buon Gesù, ancora vi è un carcere pieno di anime elette, che penando e piangendo sospirano il loro Liberatore.... e il Libera­tore vi è parimenti: e siete Voi, o Gesù, Voi, che col vostro Sangue avete cancellato la condanna di eterno bando dal Cielo, e colla santa vostra Croce avete a noi riaperto quel Regno beato. Si, Voi ci siete, o Libe­ratore delle anime, ma non tutte le anime sono liberate; anzi, su molte impera an­cora la vostra giustizia, ed esige dei loro debiti rigorosa soddisfazione. Voi ci siete, o Liberatore; ed anche qui dal Tabernacolo eucaristico v'immolate per le anime. Mio Dio, lo ripeto, ci siete: ed anzi ci siete, dopo aver operato il prodigio dei prodigi, che è d'esservi a noi si strettamente congiunto da fare di Voi e di noi come una medesima cosa. Dunque lasciatemi dire, o Gesù, che qui non ci siete solo; e per un effetto d'in­comprensibile carità volete mettere a parte delle opere vostre quelli che degnaste con­giungervi al cuore; anzi oso dire che volete operare colle nostre mani il prezzo della re­denzione, che è il Corpo e Sangue vostro, affinchè noi possiamo usarne in vantaggio delle Anime sofferenti. Per sì eccelso privi­legio, o Signore, io mi sento come fatto maggiore di me stesso, e non voglio che sia (…) in me tanta grazia; onde consideran­dovi non solo come Redentore, ma anche come Giudice dei vivi e dei morti, vi offro tutte le vostre pene dall'istante dell'incar­nazione fino all'estremo anelito sulla Croce; vi offro tutto il Sangue che per noi versa­ste, tutte le perfettissime riparazioni che offriste al Padre per noi, tutti quanti i vo­stri meriti, tutti i dolori della Madre vostra, tutte le messe che si celebrano sulla terra; e con questo tesoro di accettevoli espiazioni vi domando la liberazione delle Anime pur­ganti, specialmente di quelle che più mi stanno a cuore. Potrete voi negarmi questa grazia, mentre io, per ottenerla, vi offro più di quello che vi domando? Deh! sia dun­que rimesso a' miei cari Morti ogni debito; e dal Sangue vostro, o Signore, meglio che dalle fiamme del Purgatorio, restino mon­date da ogni macchia.

Dal vostro santo Tabernacolo ora, o Gesù, beneditemi, e se avete gradito, come ben credo, questa visita, concedetemi aumento di santo amore, e la grazia di vivere in modo da poter morire senza debiti colla vo­stra giustizia.

 

VISITA AL SANTISSIMO CROCEFISSO.

Si, vi adoro e vi benedico, o divino Uni­genito per noi incarnato, per noi morto sul patibolo della Croce, e vi ringrazio che con tante pene ci avete salvati da eterna morte.

L'infinita vostra carità mi incoraggia, o buon Gesù, a ricordarvi una consolantissima promessa da Voi fattaci, allorché diceste: Quand’io sarò innalzato da terra attirerò tutto a me. E si, che ora siete stato inalzato da terra; ed il primo vostro inalzamento fu sul Calvario, quando al cospetto del cielo e della, terra compiste la grand'opera di re­denzione, morendo sulla Croce. E poi non siete del continuo inalzato sui nostri altari, velato dalle Specie Eucaristiche? E in quei preziosi momenti, non attirate a Voi tutti i cuori? non congiungete a Voi le anime dei vostri fedeli?

Ma vi sono molte anime, o Signore, già passate dal regno della grazia e della mi­sericordia a quello della giustizia, le quali, sebbene sien destinate al regno della gloria, pur languiscono ancora lungi da Voi in un carcere di fuoco; e se una mano pietosa non ve le presenta, non potranno per ora godere gli effetti di quella vostra promessa. Ah! buon Gesù, vengo io oggi a presentarvi quelle Anime sfitte, vengo io ad implorare pietà per esse; vi presento le loro lagrime, i loro affannai, e l'ardentissima brama che hanno di lanciarsi tra le vostre braccia.... Deh! si avveri oggi per quelle dolenti la vostra promessa. Attiratele a Voi coll'on­nipotente forza del vittorioso vostro amore, applicando a sconto dei loro debiti le do­lorosissime vostre agonie sulla Croce.

E perché l'incomprensibile carità vostra, sempre larga dei più stupendi benefizii verso i redenti, ha voluto tanto moltiplicare il sa­lutifero vostro inalzamento sulla Croce, mol­tiplicando quasi all'infinito il Sacrifizio Eu­caristico, io vi supplico che, ogni volta ve­nite inalzato dalle mani del sacerdote qui sulla terra nella santa Messa, attiriate a Voi nel Cielo molte Anime purganti. E quan­do io sarò iu purgatorio, attiriate presto anche me dal carcere delle pene, meritate per i miei peccati, al regno della felicità che mi avete meritata Voi colla vostra morte di Croce.

 

SUPPLICA A GESÙ CRISTO

Riricordando le sette parole ch'Ei proferì sulla croce.

O Crocefisso Gesù, che pendente dal pa­tibolo della Croce, chiedeste misericordia al Padre pei vostri crocefissori, chiedetela ora per le Anime purganti, che tanto vi amano ed anelano di unirsi a Voi.

O Crocefisso Gesù, che prometteste il Pa­radiso al ladro pentito con Voi crocefisso, chiamate presto al Cielo le Anime che soffrono acerbe pene nel Purgatorio e che sono si perfettamente pentite di avervi offeso.

O Crocefisso Gesù, che ci lasciaste per Madre l'addolorata Maria; per quella spada che Le trapassò l'Anima santissima sul Cal­vario, concedete alle Purganti remissione di ogni pena.

O Crocefisso Gesù, che per noi sosteneste il desolante abbandono del Padre, non vo­gliate abbandonare le misere Purganti al rigore della giustizia, ma fate goder loro i dolci effetti della vostra misericordia.

O Crocefisso Gesù, che a ristoro di ar­dentissima sete non riceveste altro che aceto, deh! applicate alle Anime del Purgatorio il merito di tanta vostra pena, ed accorciate la durata del loro esilio.

O Crocefisso Gesù, che col consummatum est ci faceste sapere essere compiuta l'opera della Redenzione, degnatevi anticiparne alle Purganti i preziosi e felicissimi frutti.

O Crocefisso e morente Gesù, che rimet­teste il vostro Spirito nelle mani del Padre, io rimetto nelle mani vostre le Anime pur­ganti, supplicandovi a condurle con Voi nel Cielo. Così sia.

(…)

 

DEVOTE OFFERTE

dei principali patimenti di Gesù Cristo per ogni giorno della settimana.

DOMENICA.

Agonia di Gesù nell'Orto di Getsemani.

I. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio la vostra vita san­tissima, la vostra Passione amarissima, la vostra morte acerbissima, il Sangue prezio­sissimo che spargeste, i tormenti e le in­giurie che sopportaste, e tutto ciò che Voi faceste e patiste per la salute e redenzione del mondo. Requiem.

II. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le anime del Purgatorio quei gran terrori e spaventi che assalirono il vostro Cuore nell'Orto, allorchè tremando di orrore pre­vedeste tutti i martirii che doveva subire il dì seguente la vostra sensibilissima Uma­nità. Requiem.

III. Amabile mio Gesù, vi afferisco por le Anime del Purgatorio quella profonda mestizia che il timore della morte imminente cagionò in Voi, laonde poco mancó che l'eccessivo dolore non vi privasse di vita, come Voi stesso manifestaste dicendo: La mia Anima è così mesta che già sente le agonie della morte. Requiem.

IV. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quell'atto di umiltà profondissima che Voi faceste, allorchè in­ginocchiandovi per orare, cadeste con la faccia sopra la terra, assai più per l'osse­quio dovuto al Padre, che per l'affanno che vi opprimeva. Requiem.

V. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quell'edificante preghiera che Voi faceste, allorchè ad alta voce chiedeste al Padre che trasferisse da Voi l'amaro calice della vostra Passione; ma rassegnandovi al suo volere, soggiungeste umilmente: “Padre, non si faccia la mia volontà ma la vostra”. Requiem.

VI. Amabile mio Gesù; vi offro per le Anime del Purgatorio quell'ardentissima carità colla quale in mezzo a tante afflizioni vi ricordaste dei vostri discepoli, visitandoli ed esortandoli a vegliare, acciocchè non cadessero in tentazione. Requiem.

VII. Amabile mio Gesù, vi offro per le Anime del Purgatorio quella vostra santa perseveranza nella orazione, quando più vi angustiavano i vostri affanni, e la vostra perfetta rassegnazione alla volontà dell'e­terno vostro Padre. Requiem.

VIII. Amabile mio Gesù, vi offro per le Anime del Purgatorio quel conforto che ri­ceveste dall'Angelo, inviatovi dal Padre ce­leste acciocchè la vostra santissima Uma­nità non morisse di pura doglia fra tante angustie. Requiem.

IX. Amabile mio Gesù, vi offro per le Anime del Purgatorio quella santa costan­za del vostro Cuore, colla quale, superando, la ritrosia dell'uman senso, vi disponeste a morire per la comune salute. Requiem.

X. Amabile mio Gesù, vi offro per le Anime del Purgatorio quel sacro e vivo Sangue che, a forza del dolore interno, su­daste, considerando, non tanto le vostre pene, quanto la vera loro causa, cioè gli innumerevoli peccati di tutto il mondo. Requiem.

CONCLUSIONE PER OGNI GIORNO.

Vi offro finalmente, o amabile mio Gesù, per le Anime del Purgatorio, tutte le pene da Voi sofferte e che io ignoro; per i me­riti di esse vi prego a perdonarmi tutti quei peccati che per negligenza o per ignoranza io non conosco. Requiem.

Ah! guidate da aurette felici Giungan Palme sicure nel porto, L'Alme fide da venti nemici Combattute, straziate finor.

Ombre dense, caligini oscure,

Fosche notti, fuggite d'intorno;

Vivo raggio di lucido giorno

Le circondi d'eterno splendor.

LUNEDI.

I. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quella generosa prontezza che Voi mostraste di morire volontieri per nostro amore, quando, bagnato di sanguigno sudore, andaste ad incontrare i vostri nemici, placidamente significando ai medesimi esser Voi quel Gesù Nazareno ch'essi cercavano. Requiem.

II. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quell'eccessivo do­lore che vi trafisse nel vedere un vostro discepolo, da Voi tanto amato e beneficato, fatto capo dei vostri persecutori, venire sfac­ciatamente a tradirvi con un sacrilego bacio. Requiem.

III. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quell'afflizione inef­fabile cheVoi provaste quando, assalito da quei crudeli soldati, foste preso e legato con tanta rabbia, e maltrattato con tanta inu­manità. Requiem.

IV. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio la vostra meravi­gliosa pazienza nel tollerare le gravi per­cosse che quei malvagi vi davano con pugni ed aste, come anche le ingiurie che vi fa­cevano, ora afferrandovi per i capelli, ora sputandovi in faccia. Requiem.

V. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quei ferventissimi atti interni che Voi faceste in mezzo a tante oppressioni, rassegnandovi al divino volere, ed offerendo all'Eterno Padre gli affanni vostri a soddisfazione di tutti i nostri de­biti. Requiem.

VI. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quel dolore che altamente vi ferì l'Anima, quando, in così grande tribolazione, vi vedeste abbandonato da tutti, e specialmente dai vostri più cari amici, i quali allora vilmente fuggirono. Requiem.

VII. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio tutti gli oltraggi che quei soldati vi fecero nel condurvi dal­l'Orto alla casa di Anna, sempre percuotendovi ed usandovi ogni sorta di crudeltà. Requiem.

VIII. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio il travaglio e l'af­fanno che sentiste, quando quei crudeli mi­nistri vi fecero passare a guazzo il torrente Cedron, il che pel rigore della stagione fu a Voi di singolare patimento. Requiem.

IX. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quella incomparabile pazienza, umiltà e mansuetudine che Voi usaste alla presenza del Pontefice Anna, quando con tono superbo vi interrogava come se foste stato un gran reo. Requiem,

X. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quella guanciatà crudele datavi da un empio, e con tanta forza che dalla vostra sacra bocca fece uscire rivi di sangue. Requiem.

CONCLUSIONE PER OGNI GIORNO.

Vi offro finalmente, o amabile mio Gesù, per le Anime del Purgatorio, tutte le pene da Voi sofferte e che io ignoro; per i me­riti di esse vi prego a perdonarmi tutti quei peccati che per negligenza o per ignoranza io non conosco. Requiem.

Ah! guidate da aurette felici Giungan Palme sicure nel porto, L'Alme fide da venti nemici Combattute, straziate finor.

Ombre dense, caligini oscure,

Fosche notti, fuggite d'intorno;

Vivo raggio di lucido giorno

Le circondi d'eterno splendor.

MARTEDI’

Gesù in casa di Caifa.

I. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quell'amarezza ed crudescenza che provaste nell'essere igno­miniosamente condotto alla casa del ponte­fice Caifa, dove i vostri nemici e persecu­tori, come lupi rabbiosi, congregati stavano ad aspettarvi. Requiem.

II. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le mima del Purgatorio la pazienza vostra nelle tante accuse e false testimonianze che quegli scellerati avanzarono contro di Voi per opprimere la vostra innocenza. Requiem.

III. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quel santo e mi­sterioso silenzio che Voi conservaste fra tan­te calunnie così atroci e così insussistenti. Requiem.

IV. Amabile mio Gesù, vi offerisco per 1e Anime del Purgatorio la vostra pazienza nel sopportare l'arrogante scongiuro che fe­cevi il superbo Caifa, domandandovi se eravate Voi il Figlio di Dio; il che per ri­verenza del Padre Voi confermaste, soggiungendo che sareste venuto alla fine dei secoli con somma gloria e maestà a giudi­care il mondo. Requiem.

V. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio il grande affronto chi voi soffriste da quei malvagi allorchè, udita una sì alta risposta, invece di adorarvi per vero Dio, vi condannarono siccome empio bestemmiatore e degno di mille morti. Requiem.

VI. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio la mansuetudine vostra in sopportare quel rabbioso furore col quale gli iniqui Ebrei vi assalirono percuotendovi con pugni e guanciate, per aver Voi detto loro ch'eravate il vero Fi­glio di Dio. Requiem.

VII. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quella noia e quel ribrezzo da cui foste compreso quando i perversi Giudei vi caricarono di fetidissimi sputi. Requiem.

VIII. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio la vostra granda pazienza in sopportare quella ingiuria che i medesimi Ebrei vi fecero allorchè, avendovi bendati gli occhi e poi battendovi a gara, vi dicevano per maggiore scherno: Indovina chi Ti ha percosso. Requiem.

IX. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quell'immenso cor­doglio che Voi soffriste allorchè Pietro, vo­stro amantissimo discepolo, giurò tre volte di non avervi mai conosciuto; e quella vo­stra ineffabile carità, colla quale bentosto lo riguardaste, affinchè egli si pentisse e piangesse amaramente il suo peccato. Re­quiem.

X. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le anime del Purgatorio tutte le pene che patiste nel rimanente della notte, lasciato in mano di quei crudeli ministri, i quali a piacer loro con bestemmie ed oltraggi vi maltrattarono nelle maniere più indegne. Requiem.

CONCLUSIONE PER OGNI GIORNO.

Vi offro finalmente, o amabile mio Gesù, per le Anime del Purgatorio, tutte le pene da Voi sofferte e che io ignoro; per i me­riti di esse vi prego a perdonarmi tutti quei peccati che per negligenza o per ignoranza io non conosco. Requiem.

Ah! guidate da aurette felici Giungan Palme sicure nel porto, L'Alme fide da venti nemici Combattute, straziate finor.

Ombre dense, caligini oscure,

Fosche notti, fuggite d'intorno;

Vivo raggio di lucido giorno

Le circondi d'eterno splendor.

MERCOLEDÌ.

Gesù schernito da Erode, poi flagellato.

I. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio il vostro ammirabile silenzio a quelle tre falsissime accuse che vi fecero i malvagi Giudei nel presentarvi al tribunale di Pilato, cioè che Voi eravate un seduttore del popolo, che non volevate si pagasse il tributo a Cesare e che dicevate esser Voi re dei Giudei. Requiem.

II. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quell'ignominia che tolleraste nell'essere condotto e presentato al re Erode, il quale, dopo avervi orgoglio­samente interrogato, non ricevendo da Voi risposta alcuna, vi derise e licenziò come pazzo. Requiem.

III. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio l'umiliazione da voi sofferta per quel gran dispregio che a Voi fece lo stesso re, facendovi porre in dosso una veste bianca, affinchè tutti i mi­nistri della sua Corte vi beffeggiassero come stolto. Requiem.

IV. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quella gran confu­sione e vergogna che soffriste, nell'essere condotto così vestito per le contrade e piazze di Gerosolima, circondato da popolo nume­roso, ed insultato da tutti con grida e scherni. Requiem.

V. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quell'ammirabile sofferenza con cui vi lasciaste ricondurre a Pilato, e quelle orrende e spietate voci colle quali gli iniquissimi Ebrei dimanda­vano la crocefissione di Voi innocente e la liberazione di Barabba sedizioso ed omici­da. Requiem.

VI. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quell'amarezza che sentì la vostr'Anima allorchè il preside ro­mano, quantunque vi conoscesse innocente e giusto, per compiacere i vostri nemici vi condannò ad essere flagellato. Requiem.

VII. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quei dolorosi passi che Voi faceste nell'essere tratto al luogo dei malfattori, dove quegli empii si dispo­nevano a flagellarvi; e quel santo timore del senso e quella prontezza di volontà con cui andaste a così orrendo supplizio. Requiem.

VIII. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quella somma con­fusione che provaste nel vedervi spogliare ignudo, ed il dolore che quei crudeli vi cagionarono col legarvi strettamente ad una colonna. Requiem.

IX. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio il dolore di quegli innumerevoli colpi che scagliarono i manigoldi sopra di Voi, con tanto furore e per sì lungo tempo, che ne rimasero lacerate le carni, ed in varii luoghi scoperte le ossa. Requiem.

X. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quelle Piaghe che vi apersero in ogni parte del Corpo, e quel Sangue che in abbondanza versaste, ba­gnandone la colonna ed il terreno; e quello stento col quale vi rivestiste dopo si lunga e crudele flagellazione: Requiem.

CONCLUSIONE PER OGNI GIORNO.

Vi offro finalmente, o amabile mio Gesù, per le Anime del Purgatorio, tutte le pene da Voi sofferte e che io ignoro; per i me­riti di esse vi prego a perdonarmi tutti quei peccati che per negligenza o per ignoranza io non conosco. Requiem.

Ah! guidate da aurette felici Giungan Palme sicure nel porto, L'Alme fide da venti nemici Combattute, straziate finor.

Ombre dense, caligini oscure,

Fosche notti, fuggite d'intorno;

Vivo raggio di lucido giorno

Le circondi d'eterno splendor.

GIOVEDI’.

Gesù coronato di spine.

I. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quel penoso viaggio che Voi faceste, irrigando tutta la strada di Sangue, quando foste ricondotto da quei carneficî nel cortile di Pilato per essere ivi coronato di spine. Requiem.

II. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quel gran dolore che di nuovo sentiste quando quegli uomini, af­fatto privi d'ogni sentimento di umanità, esacerbarono orribilmente
le vostre piaghe togliendovi nuovamente di dosso le vostre vesti. Requiem.

III. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quell'atrocissimo scherno che voi soffriste allorchè gli iniqui, per trattarvi da Re di burla, vi ammanta­rono di una lacera porpora; e coronandovi di pungentissime spine, invece di scettro reale vi posero nelle mani una canna. Re­quiem.

IV. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quell'eccessivo do­lore che sopportaste quando vi fu posto sul Capo la crudele e tormentosa corona, e quando quei ministri spietati ve la calcarono sulle tempia a gran forza, affinchè più nel vivo vi trafiggesse. Requiem.

V. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio tutte le atroci e dolorose punture che vi fecero le acutissi­me spine, e tutto il Sangue che da quelle etillava, inondandovi gli occhi e la faccia. Requiem.

VI. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quel gran tor­mento che i manigoldi vi cagionarono rical­candovi in Capo la spinosa corona, or colla canna che Voi tenevate in pugno, ora col­l'armi ch'essi tenevano in mano. Requiem.

VII. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio tutti gli oltraggi che quei crudeli vi fecero; allorchè sputan­dovi in faccia, e battendovi empiamente colle guanciate, vi adorarono per ischerno dicendo: Dio Ti salvi, re de' Giudei. Requiem.

VIII. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quell'umiliante af­flizione che vi aggiungevano quei soldati sacrileghi, avellendovi talora la barba, ta­lora i sacri capelli e talora insultandovi con bestemmie. Requiem.

IX. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quell'ignominia e vergogna che sopportaste, allorché tutto pieno di Sangue, di lividure e di piaghe, l'oste mostrato dall'alto ai nemici vostri, dicendo Pilato quelle parole: Ecce Homo. Requiem.

X. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quell'ineffabile rammarico che provaste allorché tutto il popolo ebreo, da Voi in ogni maniera beneficato a piena voce gridava contro di Voi: Crocifiggilo, Crocifiggilo. Requiem.

CONCLUSIONE PER OGNI GIORNO.

Vi offro finalmente, o amabile mio Gesù, per le Anime del Purgatorio, tutte le pene da Voi sofferte e che io ignoro; per i me­riti di esse vi prego a perdonarmi tutti quei peccati che per negligenza o per ignoranza io non conosco. Requiem.

Ah! guidate da aurette felici Giungan Palme sicure nel porto, L'Alme fide da venti nemici Combattute, straziate finor.

Ombre dense, caligini oscure,

Fosche notti, fuggite d'intorno;

Vivo raggio di lucido giorno

Le circondi d'eterno splendor.

VENERDI’.

I. Amabile mio Gésù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quell'immensa fatica che tolleraste, allorchè, carico del pesantis­simo legno della Croce, foste strascinato al monte Calvario, per morirvi vittima di amore infra gli spasimi più atroci e gli insulti più obbrobriosi. Requiem.

II. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio tutte le ingiurie, le violenze e le percosse che patiste in così duro e lungo viaggio, il Sangue che spar­geste dalle ferite, i sudori, i sospiri e le lagrime che in mezzo a tanti affanni ver­saste. Requiem.

III. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio, quelle tre cadute mortali che Voi faceste, mancando per de­bolezza e dolore sotto il peso gravissimo della Croce; e il dolore che provaste a quei colpi che i manigoldi vi davano per farvi sorgere e ripigliare il cammino. Requiem.

IV. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quel disonore che ingiustamente patiste nell'esser tratto fuori della città, in cui avevate operato tanti mi­racoli, legato, deriso e condannato alla morte, e costituito in mezzo a due ladri, con un patibolo infame sopra le spalle, e seguito con grida e scherni da, tutto il popolo. Requiem.

V. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quel profondo sen­timento di compassione che Voi provaste in vedere la vostra pietosa Madre venire piangendo ad incontrarvi ed abbracciarvi, e la violenza usata da quei crudeli ministri nel separarvi dalla medesima. Requiem.

VI. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quella stanchezza e fiacchezza estrema che finalmente vi oppresse sotto la Croce, di modo che, non potendo Voi stare in piedi, non che salire sul monte, vi levarono i soldati quel grave peso e lo diedero a Simon Cireneo. Requiem.

VII. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quel grande affanno e travaglio che sentì il vostro Corpo affíittissimo nell'ascendere sopra il Calvario, e a quell'amara bevanda di vino, mirra e fiele colla quale quei maligni vi ristorarono dopo un viaggio si penoso. Requiem.

VIII. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quel tormento che di nuovo patiste quando gli inumani sol­dati sopra il Calvario rinnovarono tutte le vostre piaghe, staccando dalla viva carne le vesti, già attaccate dal sudore e dal San­gue. Requiem.

IX. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quella prontezza di amore e di volontà colla quale vi distende­ste sopra la Croce, offrendo le mani ed i piedi ai carnefici perchè fossero crudelmente trafitti; e quell'ineffabile dolore che soppor­taste, allorché il vostro Corpo santissimo nelle parti più nervose e più sentitive fu trapassato da chiodi orribilissimi. Requiem.

X. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quella santa ed efficace oblazione che faceste di Voi mede­simo sull'altare della Croce, in virtù della quale placossi Iddio, l'uomo fu redento e il Cielo aperto. Requiem.

CONCLUSIONE PER OGNI GIORNO.

Vi offro finalmente, o amabile mio Gesù, per le Anime del Purgatorio, tutte le pene da Voi sofferte e che io ignoro; per i me­riti di esse vi prego a perdonarmi tutti quei peccati che per negligenza o per ignoranza io non conosco. Requiem.

Ah! guidate da aurette felici Giungan Palme sicure nel porto, L'Alme fide da venti nemici Combattute, straziate finor.

Ombre dense, caligini oscure,

Fosche notti, fuggite d'intorno;

Vivo raggio di lucido giorno

Le circondi d'eterno splendor.

SABATO.

Gesù sulla Croce.

I. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio tutte le angosce e le pene che sopportaste pendente sopra la Croce, e quelle in particolare che pativano gli occhi pieni di Sangue, la bocca amareg­giata dal fiele, le orecchie travagliate dalle bestemmie, l'odorato dal fetore del Calvario e il tatto dalle spine, dai chiodi e da mille altre pene. Requiem.

II. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quei crudelissimi spasimi che pativano tutte le vostre mem­bra, il capo trafitto dalle spine, il viso pesto dalle guanciate, il petto lacerato dai flagelli, le ossa slogate, i nervi disgiunti, le mani e i piedi inchiodati, e tutto il Corpo ridotto ad una sola piaga. Requiem.

III. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio tutti i dolori e le pene che nel corso della vostra Passione provò l'innocentissima Vergine, Madre vostra, specialmente quando vi vide inchio­dare sopra la Croce; e quella tenerissima compassione che sentiva il vostro Cuore in vederla presso la stessa Croce, insieme al vostro caro discepolo Giovanni e con la vo­stra amantissima Maddalena. Requiem.

IV. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quello spasimo che tolleraste per tre ore continue pendendo dai chiodi sopra la Croce; e quelle ingiurie e bestemmie esecrande che gli empi Giudei vomitavano contro di Voi, per sempre più tormentarvi. Requiem.

V. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quella ineffabile carità con cui pregaste il Padre Eterno a perdonare ai vostri crocefissori ed a tutti coloro che vi oltraggiavano, scusandoli con quelle parole amorose: Padre, perdonate a costoro, che non sanno quello che fanno.

Requiem.

VI. Amabile mio Gesu, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quell'ardentissima sete che tormentava le vostre viscere sulla Croce, non solamente per la gran copia del Sangue sparso, ma ancora per i martirii sof­ferti, onde esclamaste: Ho sete. Requiem.

VII. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio il tormento sof­ferto per quella bevanda crudele che vi fu data con appressare alle vostre aride labbra una spugna inzuppata nell'aceto, il quale, essendo da Voi gustato, e diffondendosi per le afflitte interiora, aggiunse molta e nuova pena alla vostra penosa agonia. Requiem.

VIII. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quel doloroso la­mento che voi faceste allorché, abbandonato dal Padre e dal conforto di ogni creatura del Cielo e della terra, ve ne lagnaste con quella misteriosa esclamazione: Dio mio, Dio mio, perché mi avete abbandonato? Requiem.

IX. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le Anime del Purgatorio quel sommo ed ultimo dolore che Voi sentiste, quando si separò dal vostro santissimo Corpo la vo­stra benedetta Anima, raccomandata da Voi stesso all'eterno Padre con quella si istrut­tiva preghiera: « Padre, nelle vostre mani raccomando lo Spirito mio. » Requiem.

X. Amabile mio Gesù, vi offerisco per le, Anime del Purgatorio quella grandissi­ma desolazione e tristezza da cui fu op­pressa la vostra Madre nel vedere la vo­stra morte; quella doglia che di nuovo le ferì il Cuore, quando foste ferito con una lancia, quelle lagrime colle quali vi accolse deposto dalla. Croce nelle sue braccia, e quei gemiti coi quali vi accompagnò, quandq foste rinchiuso dentro il sepolcro. Requiem.

CONCLUSIONE PER OGNI GIORNO.

Vi offro finalmente, o amabile mio Gesù, per le Anime del Purgatorio, tutte le pene da Voi sofferte e che io ignoro; per i me­riti di esse vi prego a perdonarmi tutti quei peccati che per negligenza o per ignoranza io non conosco. Requiem.

Ah! guidate da aurette felici Giungan Palme sicure nel porto, L'Alme fide da venti nemici Combattute, straziate finor.

Ombre dense, caligini oscure,

Fosche notti, fuggite d'intorno;

Vivo raggio di lucido giorno

Le circondi d'eterno splendor.

 

OFFERTA DELLA PASSIONE DI CRISTO PER I DEFUNTI

Rivolgi lo sguardo, o Padre misericor­dioso, dall'alta sede della tua grandezza alle misere Anime rinchiuse nel Purgatorio. Rimira le pene, onde così dolorosamente sono tormentate; considera i gemiti e le la­grime che mandano a Te; odi le preci e le suppliche con le quali implorano la tua mi­sericordia, e sii propizio ai loro peccati. Tu ri­corda, o piissimo Padre, del copiosissimo San­gue che sparse il tuo Figliuolo nell'acerbis­sima Passione e morte, che sostenne per es­se, ed abbi misericordia di loro. Per tutti i peccati che commisero Ti offro in risarcimento la santissima vita del tuo dilettissimo Fi­glio; per le loro negligenze accogli i suoi ferventissimi desiderii; per le omissioni di fare il bene gradisci l'abbondanza de' suoi meriti; per ogni altra ingiuria che Ti è stata fatta, Ti offro tutte le compiacenze che Ti diede in tutte le sue opere. Finalmente per tutte le pene, a cui soggiaciono con tanto lo­ro dolore, Ti offro tutte le penitenze, i digiunii, le vigilie, le orazioni, le fatiche, le affli­zioni, le lividure, le ferite, la Passione e la Morte, che innocentissimamente e volonterosamente sostenne, pregandoti che per tali offerte le conduca agli eterni gaudii.

 

SETTE BREVI PREGHIERE sopra le parole proferite da Gesù Cristo in Croce per suffragare le Anime purganti.

PRIMA PAROLA.

Redentore amabilissimo, Voi, pendente dalla Croce, scusaste i vostri medesimi crocefissori e deste loro gratuitamente il per­dono: Pater, dimitte illis. Ma se foste così liberale a favore dei vostri nemici, io vi prego a sollevare dalle loro pene le Anime del Purgatorio, che sono pur vostre amiche e destinate ad essere un giorno vostre spose dilette. Perdonate loro, Gesù mio, le colpe commesse in questo misero mondo, affinchè, purificate col vostro Sangue prezioso, possano godere gli effetti della vostra miseri­cordia. Pater, Ave, Requiem.

SECONDA PAROLA.

Fu grande invero, o benignissimo Redentore, la contrizione del buon Ladrone, che dal suo patibolo vi pregò a ricordarvi di lui nel vostro Regno; ma la vostra bontà fu eccessiva, mentre, a lui rivolto, gli diceste: Oggi sarai meco in Paradiso: mecum eris in Paradiso.

La preghiera del buon Ladrone è pure quella stessa che a Voi fanno le Anime ad­dolorate; del Purgatorio: e questa rinno­viamo ancor'noi, prostrati innanzi al Trono della vostra misericordia. Degnatevi, o gran Dio, - di ascoltarla, perchè noi ancora l'ac­compagniamo con l'interno dolore dei nostri peccati; e donate a quelle povere Anime la liberazione dalle loro pene, onde, sciolte dai legami del Purgatorio, possano godere in Paradiso il frutto dei vostri meriti e del vostro Sangue prezioso. Pater, Ave, Requiem.

TERZA PAROLA.

Si conobbe la vostra eccessiva bontà, o pietosissimo Redentore, allorchè donaste per figlio alla vostra santissima Madre il vostro diletto Discepolo: Mulier, ecce filius tuus; e donaste al Discepolo per madre Maria: Ecce Mater tua. Ma chi non sa che lasciando Voi la vostra Madre a Giovanni, la lasciaste altresì a tutti i figli della Chiesa, che sono da Voi ricomprati col vostro Sangue pre­zioso? Dunque, anche le Anime del Purga­torio sono figli della Madre Maria santis­sima e sono Anime redente colla vostra Passione e morte. Scioglietele dunque, o Gesù mio, da quelle catene che le addolorano e rendetele a Maria cbe le aspetta in Pa­radiso, rendetele a tutti i Santi che le bra­mano cittadine del Cielo, donatele finalmente alle nostre preghiere, affinchè colla loro in­tercessione ci ottengano il perdono dei no­stri peccati. Pater, Ave, Requiem.

QUARTA PAROLA.

Qual fiducia non dovranno avere le no­bili prigioniere del Purgatorio, o dolcissimo Redentore, riflettendo che Voi nelle più pe­nose agonie raccomandaste il vostro Spirito all'Eterno Padre: Pater, in manus tuas com­mendo spiritum meum. Con queste fervorose espressioni le infelici domandano a Voi lo scioglimento dalle loro catene. Esaudite, mi­sericordioso Signore, queste fervide preghie­re, affinchè, introdotte queste Anime nella celeste Gerusalemme mediante le nostre ora­zioni, ci ottengano la grazia di camminare continuamente alla vostra presenza e perse­veranti nelle opere buone. Pater, Ave, Requiem.

QUINTA PAROLA.

Chi può intendere, o pietosissimo Reden­tore, quanto mai fosse grande la vostra pena allorchè, nell' amarissima vostra agonia, vi vedeste abbandonato dall'eterno divin Ge­nitore, onde foste costretto ad esclamare: Dio mio, Dio mio, perché mi avete abban­donato? Deus meus, Deus meus, ut quid de reliquisti me? Le Anime purganti, sebbene non siano da Voi abbandonate, pure, perché macchiate di colpa, sono allontanate da voi, e questo vostro allontanamento rende più sensibili le loro pene. Deh! risplenda una volta su quelle afflitte Anime la vostra di­vina faccia, affinchè, depurate dal vostro santo amore, possano venire a godervi per sempre in Paradiso. Pater, Ave, Requiem.

SESTA PAROLA.

Qual fosse la vostra sete, pazientissimo Redentore lo dimostra l'amore sviscerato, che fin dall'eternità portate alle anime no­stre; amore così ardente, che negli ultimi momenti della vostra Passione e Morte vi fece ripetere sulla Croce: Ho sete: Sitio. Se dunque avete sete delle anime, con più ra­gione avrete sete delle Anime sante del Pur­gatorio, che sono già dichiarate vostre di­lettissime spose. Degnatevi pertanto di li­berarle dalle pene del Purgatorio, mentre, a guisa di cerve ferite, aspirano, sitibonde ed arse, al vivo fonte della Visione beata. Pater, Ave, Requiem.

SETTIMA PAROLA

Non potrà un cuore cristiano non ispez­zarsi per tenerezza alla riflessione dell'ul­tima parola; che proferiste sulla Croce, o addolorato mio Redentore. Voi vedeste con­sumata la crudeltà dei vostri nemici, l'in­giustizia dei Principi della Sinagoga, gli oracoli delle divine Scritture, e però ripetste: Tutto è consumato: Consummatum est. Voi moriste, o Gesù mio, e con la vostra morte tiraste a Voi tutte le anime giuste che vi professano fedeltà ed amore. Ma que­ste Anime fedeli si trovano circondate, nel Purgatorio, da un mare di fuoco che giorno e notte le tormenta. Ah! dolcissimo Reden­tore, consumate una volta quel terribile fuoco, che le addolora. Io ve ne prego per quello tre ore di agonia che soffriste spasimante sulla Croce. E perchè voleste morire per tutti i peccatori, fate che la vostra morte apra le porte del Purgatorio, affinché quelle povere Anime possano venire per sempre a godervi in Paradiso. Pater, Ave, Requiem.

(…)

 

ORAZIONE DI SANTA GELTRUDE Impetratoria della libertà delle Anime purganti.

Benignissimo Signor mio Gesù Cristo, che con tanta grazia e bellezza rilucete nella gloria della maestà divina e nello splendore di una perpetua immortalità, io, infima fra tutte le creature dell'universo, ai vostri piedi umilmente mi prostro e divotamente vi adoro; non altro bramo, coll’intimo del cuore e dell'anima, che solo a Voi sia lode e glo­ria; e vi prego, amatissimo mio Gesù, che in questo giorno vi degniate introdurre nei go­dimenti eterni, sciolte dalle pene, le Anime a Voi più care.

Prego ancora umilmente la pietosa vostra clemenza a ricordarsi dell'Anima de' miei genitori, benefattori, amici e congiunti, o che a me furono raccomandate, o che si tro­vano a purgare colpe commesse per cagion mia. Degnatevi, o Signore, di mitigar loro le pene, o di smorzarle affatto colle acque della vostra misericordia; e per ottenere que­sta grazia ve ne scongiuro; o Signore, per l'acerbissima vostra Morte e dolorosissima Passione. Io, indegnissima peccatrice, con tutto l'affetto a Voi, Re dei regi, dono, finché avrò vita, tutta la sostanza del corpo e dell'anima mia, per fare la volontà vostra e cer­care la gloria della vostra adorabile Maestà. Vi offerisco ancora la tolleranza del corpo mio e del cuore nelle avversità ed infermità che ho finora patito, e dovrò in appresso pa­tire; e rassegno tutta me stessa alla vostra pietà nel soffrire, e nel corpo e nel cuore, quanto a Voi piacerà, purchè vi degniate di liberare quelle Anime dalle pene e renderle sazie di una piena beatitudine. Ecco che io, prostrata a Voi, prego umilmente per quelle perdono e misericordia.

Porgete ad esse, o Signore, refrigerio nei loro tormenti, liberatele dalle pene e sa­ziatele, con la vista desiderata della vostra divinissima faccia; acciò, così consolate e piene delle vostre lodi e delle vostre gran­dezze, benedicano il vostro santo Nome per tutta l'eternità. Amen.

 

OFFERTE DELLE PIAGHE DI N. S. G. C. all'Eterno Padre.

1. Vi offriamo, o Eterno Padre, Padre delle misericordie, per quelle Anime tanto a Voi care del Purgatorio, il Sangue pre­ziosissimo uscito dal sinistro Piede trafitto di Gesù vostro Figlio, nostro Salvatore; e il dolore di Maria, sua Madre amantissima, presente sul Calvario a questa trafittura. Pater, Ave, Requiem.

II. Vi offriamo, o Eterno Padre, Padre delle misericordie, per quelle Anime tanto a Voi care del Purgatorio, il Sangue pre­ziosissimo uscito dal Piede destro trafitto di Gesù vostro Figlio, nostro Salvatore; e il dolore di Maria, sua Madre affettuosissima, presente sul Calvario a questa tra­fittura. Pater, Ave, Requiem.

III. Vi offriamo, o Eterno Padre, Padre delle misericordie per quelle Anime tanto a Voi care del Purgatorio, il Sangue pre­ziosissimo uscito dalla sinistra Mano piagata di Gesù vostro Figliolo; e il dolore di Maria, sua Madre carissima, spettatrice sul Cal­vario di questa piaga. Pater, Ave, Requiem.

IV. Vi offriamo, o Eterno divin Padre, Padre delle misericordie, per quelle Anime tanto a Voi care del Purgatorio, il Sangue preziosissimo uscito dalla destra Mano pia­gata di Gesù vostro Figlio, nostro Salvatore; e il dolore di Maria, sua Madre dilettissima, spettatrice sul Calvario di questa piaga. Pater, Ave, Requiem,

V. Vi offriamo, o Eterno divin Padre, Pa­dre delle misericordie, per quelle Anime tanto a Voi care del Purgatorio, il Sangue pre­ziosissimo e l'acqua uscita dall'aperto Co­stato di Gesù vostro Figlio, nostro Salva­tore; e il dolore di Maria, sua Madre amo­rosissima, presente sul Calvario a questa apertura. Pater, Ave, Requiem.

PREGHIERA.

Ora, per maggiormente avvalorare le no­stre deboli suppliche, a Voi rivolti, ama­bilissimo Gesù, umilmente vi preghiamo ad offerire Voi stesso all'Eterno vostro Padre le sacre Piaghe dei Piedi, delle Mani e del Costato, insieme col Sangue preziosissimo, con l'agonia e con la morte vostra; e Voi eziandio, Vergine addolorata Maria, presentategli, con la dolorosa Passione del vostro amantissimo Figlio, i sospiri, le lagrime e tutti i vostri dolori sofferti nelle sue pene; affinchè, per i meriti di essi; ottengano re­frigerio le Anime che si ritrovano tra le fiamme ardentissime del Purgatorio, e libe­rate così da quel carcere tenebroso sieno in Cielo rivestite di gloria, ed ivi cantino in eterno le divine misericordie. Così sia.

 

Orazione alle Piaghe di Gesù in suffragio delle Anime purganti.

In nomine Patris, et Filii, et Spiritus Sancti. Amen.

I. O Gesù, amabilissimo Redentor nostro, che non meno per la redenzione dei vivi che per suffragio dei Morti spargere voleste il preziosissimo vostro Sangue, per i meriti di quella sacratissima Piaga, che i per­fidi giudei v'impressero nella Mano sinistra, supplichiamo la vostra divina bontà a solle­vare quelle povere Anime, che penano in tanto ardore nel Purgatorio; ed essendo pur vero che sebbene vi offesero non però vi ne­garono, usate con quelle meschine i soliti ef­fetti della vostra divina bontà, rimettendo ad esse benigno quanto per loro misera fragilità qui in terra commisero in vostra offesa. Pater, Ave, Requiem.

II. O Gesù, Salvator nostro, vero Dio e vero Uomo, che, per assolvere noi miseri dalla colpa in vita e dalle pene che ci erano dovute dopo morte per le nostre colpe, con tanti martirii e pene pronto vi esibiste a soddisfare alla divina Giustizia, deh! vi supplichiamo per i meriti di quella sacra­tissima Piaga, che nella Mano destra sof­friste con tanto dolore, fate che spente quelle fiamme ultrici, ove gemono in tanto ardore le Anime purganti, cessi il loro mar­tirio; e cancellato dalla vostra pietà ogni lor debito, gustino la santa pace del vo­stro divino amore, che tanto bramano. Pater, Ave, Requiem.

III. O Gesù, nostro vero Creatore e Si­gnore, che per togliere noi dalle pene del peccato in vita e dai pericoli dell'inferno in morte, a tanti strazii e tormenti amo­rosamente voleste sottoporvi; vi supplichia­mo per i meriti della sacratissima Piaga del vostro Piede sinistro, chiamate omai a correre alla volta del Cielo quelle Anime, che passate all'altra vita, si ritrovano, per qualche loro colpa non bene ancora purga­ta, tra i tormentosissimi incendi del Purga­torio; e sciolti dalla vostra clemenza i loro penosi lacci, inalzatele, felici tra gli altri vostri eletti alla beata patria del Paradiso. Pater, Ave, Requiem.

IV. O Gesù, vero celeste Sposo delle Anime, che per liberare queste dai lacci dei Principi delle tenebre e toglier ogni usurpato dominio sopra di esse, tanti do­lori e spine eleggeste soffrire, deh! per i meriti della sacratissima Piaga del vostro Piede destro, aprite il carcere ove me­schine penano le Anime del Purgatorio; e concessa loro quella santa Indulgenza, che sempre anelano, fate che ritrovino il retto cammino alla vostra santa e beata gloria e si consolino in eterno. Pater, Ave, Requiem.

V. O Gesù, amabilissimo nostro Signore, Sposo ed Amante, che per donare a noi la li­bertà e la luce, voleste assoggettarvi alle tenebre e alla schiavitù della più acerba morte; per i meriti, vi supplichiamo, della sacratissima Piaga del sacro vostro Costato concedete la gloria del Paradiso a quelle Anime sante, che tra si angosciosi sospiri ed amare lagrime, prive di Voi, penano nel fuoco del Purgatorio; ed aprendo loro le viscere dell'infinita vostra misericordia, fate che beate vengano a Voi, che' siete il vero Fonte di ogni luce e di ogni bene. Pater, Ave, Requiem.

O dolcissimo e misericordiosissimo Gesù, grande Dio d'invitta ed insuperabile pietà, col maggior fervore oggi prostrati ai vostri piedi, raccomandiamo all'infinito amor vo­stro le Anime tutte dei fedeli defunti e spe­cialmente quelle alle quali siamo noi più particolarmente obbligati, e quelle ancora che si trovano più abbandonate nel Pur­gatorio; tanto è il dolore che ci stringe per le loro pene che, sebbene non siamo balte­voli a pregarvi per il perdono dei nostri falli, pure, affidati alla divina vostra misericor­dia, ripieni di lagrime di pentimento, vi domandiamo la liberazione di quelle tormentata dolorosissime Spose, offerendovi per la loro liberazione i meriti della vostra dolo­rosa Passione e quelli di Maria santissima, degli Angeli e Santi tutti. Deh! si, o ama­bilissimo Gesù, Salvator nostro, per Voi, da Voi ed in Voi ritrovino quelle Anime gli eterni e beati riposi, e gli splendori ineffabili del Paradiso. De profundis, Requiem.

 

A GESU’ NAZARENO in suffragio delle Anime del Purgatorio.

Gesù mio, per quel copioso sudore di San­gue che spargeste nell'Orto, abbiate misericordia delle Anime dei miei più stretti parenti che penano nel Purgatorio. Pater, Ave, Requiem.

Gesù mio, per quella crudele flagellazione che soffriste legato alla Colonna, abbiate mi­sericordia delle Anime de' miei congiunti ed amici che penano nel Purgatorio. Pater, Ave, Requiem.

Gesù mio, per quella Corona di acutis­sime spine che trapassarono le vostre san­tissime Tempia, abbiate misericordia dell'A­nima più abbandonata, priva di suffragi, e di quella che A più lontana ad essere li­berata dalle pene del Purgatorio. Pater, Ave, Requiem.

Gesù mio, per quei dolorosi passi che faceste colla Croce in ispalla, abbiate Misericordia dell'Anima più vicina ad uscire dal Purgatorio; e per le pene che provaste insieme alla vostra santissima Madre Ma­ria nell'incontrarvi per le vie del Calvario, liberate dalle pene del Purgatorio le Anime che furono divote di questa cara Madre. Pater, Ave, Requiem.

Gesù mio, per il vostro santissimo Corpo steso sulla Croce, per i vostri santissimi Piedi e Mani confitti con duri chiodi, per la vostra Morte crudele e per il vostro san­tissimo Costato aperto dalla lancia, usate pietà e misericordia a quelle povere Anime; liberatele dalle atroci pene che soffrono, chiamatele a Voi, ed ammettetele fra i vo­stri dolcissimi amplessi in Paradiso. Pater, Ave, Requiem.

Anime tormentate fra mille pene le più atroci, io, perché vero vostro devoto, vi pro­metto di mai dimenticarmi di voi e di pre­gare continuamente l'Altissimo per la vo­stra liberazione: a questa offerta che io vi faccio, corrispondete, vi supplico, con impetrarmi da Dio, presso cui tanto potete solo pro' dei mortali, di liberarmi da tutti i pericoli dell'anima e del corpo; vi chiedo per me e per tutti i miei parenti, amici, benefattori e nemici il perdono dei peccati, la salvazione dell'anima e perciò la perse­veranza nel bene. Liberateci da tutte le disgrazie, miserie, malattie, angustie e tra­vagli. Impetrateci la pace dello spirito, assisteteci in tutte le azioni, soccorreteci prontamente nei nostri bisogni spirituali e temporali, consolateci, difendeteci nei nostri pericoli. Pregate per il Sommo Pontefice, per la esaltazione di Santa Chiesa, per la pace delle Nazioni, per i Principi Cristiani, per la tranquillità dei Popoli, e fate che un giorno possiamo insieme godere in Pa­radiso. Cosi sia.

 

CORONCINA alle cinque Piaghe per le Anime abbandonate.

Adoro profondamente, mio caro Salvatore la piaga della vostra Mano destra, e vi ringrazio pel dolore che in essa voleste soffrire per la nostra salute. In questa piaga io chiudo tutte quelle Anime del Purgatorio le quali trovansi in esso abbandonate da quegli ingrati; ai quali hanno affidato i loro suffragi, che non ricevono, perchè in altre cose si consuma da questi malvagi quel da­naro, che hanno esse lasciato per loro sol­lîevo. Eterno Dio, Redentore e Padre delle anime nostre, consolate colla vostra infinita clemenza quelle povere Anime afflitte. Pater, Ave, Requiem.

Adoro profondamente, o mio caro Gesù, la, piaga della vostra Mano sinistra. Vi ringrazio dello spasimo in essa tollerato per la nostra salute. In questa piaga io chiudo tutte le Anime dei poveri padri e madri abbandonate nel Purgatorio dai figli ìngrati. Abbiate compassione, eterna Sa­pienza increata, del dolore che soffrono questi disgraziati nel vedersi abbandonati dal proprio sangue. Pater, Ave, Requiem.

Adoro profondamente, o mio caro Salva­tore, la Piaga del vostro Costato. Essa fu aperta da un soldato dopo la vostra morte. In essa io chiudo le Anime tutte dei soldati morti nelle battaglie, o nei loro spedali. Vi raccomando, o mio Gesù, queste Anime alle quali forse non trovasi chi voglia pensare. Pater, Ave, Requiem.

Adoro profondamente, eterno Figlio fatto Uomo pel mio riscatto, la piaga del vostro Piede destro e vi ringrazio del martirio in essa tollerato per donarmi il Paradiso. In questa Piaga io chiudo le Anime dei po­veri marinai morti nel mare. Padre della clemenza, sollevate questi disgraziati nelle loro atroci miserie e ricordatevi che sono vostri cari ed amati figli. Pater, Ave, Requiem.

Adoro profondamente, eterno Figlio fatto Uomo per donare a noi la vita, la piaga del vostro Piede sinistro e Vi ringrazio del tormento in esso sofferto per renderci beati. In questa piaga io chiudo le Anime di tutti i nostri poveri morti negli ospedali; nelle campagne, nei deserti ed in qualunque luogo abbandonato. Ah! Gesù mio, forse non si trova chi pensi a questi meschini: Supplisca la vostra eterna clemenza all'oblio nel quale si trovano quelle disgraziate, e sollevatele col vostro Sangue prezioso dalle cocenti fiamme nelle quali trovansi abban donate. Pater, Ave, Requiem, De profundis.

 

ORAZIONI per ciascun giorno della settimana a suffragio delle Anime Sante del Purgatorio

PER LA DOMENICA.

O Signore Iddio onnipotente, io vi prego per il Sangue prezioso, che il vostro divin Figliuolo Gesù ha sparso nell'Orto, liberate le Anime del Purgatorio, e singolarmente, tra tutte, la più abbandonata, e conducetela alla vostra gloria dov'ella vi lodi e bene­dica in eterno. Cosi sia. Pater, Ave, De profundis.

PER IL LUNEDI’.

O Signore. Iddio onnipotente, io vi prego per il Sangue prezioso, che il vostro divin Figliuolo Gesù ha sparso nella dura flagel­lazione, liberate le Anime del Purgatorio, e tra tutte singolarmente la più vicina al­l'ingresso nella vostra gloria, perché ella osto incominci a lodarvi e benedirvi in eterno. Così sia. Pater, Ave, De profundis.

PER IL MARTEDI’.

O Signore Iddio onnipotente, io vi prego il Sangue prezioso, che il vostro divin Figliuolo Gesù ha sparso nella sua acerba coronazione di spine, liberate le Anime del Purgatorio, ed in particolare tra tutto quella che dovrebbe essere l'ultima ad uscire da tante pene, affinchè ella non tardi tanto a lodarvi nella vostra gloria e benedirvi per sempre. Così sia. Pater, Ave, De profundis.

PER IL MERCOLEDI’.

O Signore Iddio onnipotente, io vi prego per il Sangue prezioso, che il vostro divin Figliuolo Gesù ha sparso per le strade di, Gerosolima in portar sulle sacre sue spalle la Croce, liberate le Anime del Purgatorio, e singolarmente quella, che è più ricca di me­riti dinanzi a Voi, affinchè nel sublime po­sto di gloria che aspetta, essa vi lodi altamente e benedica in perpetuo. Così sia. Pater, Ave, De profundis.

PER IL GIOVEDI’.

O Signore Iddio onnipotente, io vi prego per il prezioso Corpo e Sangue del vostro Figliuolo Gesù, che Egli medesimo nella vigilia di sua Passione diede già in cibo e bevanda ai suoi cari Apostoli, e lasciò a tutta la Chiesa sua per Sacrifizio perpetuo e vivifico alimento de' suoi fedeli, liberate le Anime del Purgatorio, e massimamente la più divota di questo Mistero d'infinito amore, affinchè vi lodi per esso col vostro divin Figliuolo e collo Spirito Santo nella vostra, gloria in eterno. Così sia. Pater, Ave, De profundis.

PER IL VENERDI’

O Signore Iddio onnipotente, io vi sup­plico, per il Sangue prezioso, che il vostro divin Figliuolo Gesù in tal di ha sparso sull'albero della Croce, massime dalle sue mani e piedi sacratissimi, liberate le Anime del Purgatorio, e singolarmente quella, per la quale io ho più debito di pregarvi, affinchè non sia per colpa mia, che Voi non la conduciate presto a lodarvi nella vostra gloria e benedirvi per sempre. Così sia. Pater, Ave, De profundis.

PER IL SABATO.

O Signore Iddio onnipotente, io vi sup­plico per il prezioso Sangue, che scaturì dal Costato del vostro divin Figliuolo Gesù alla presenza e con estremo dolore della sua santissima Madre, liberate le Anime del Purgatorio, e specialmente, tra, tutte, quella che è stata la più divota di questa gran Signora affinchè presto venga nella vostra gloria a lodar Voi in Lei, e Lei in Voi per tutti i secoli. Cosi sia. Pater, Ave, De profundis.

 

LA PREGHIERA NEL PURGATORIO

PADRE NOSTRO.

Noi pronunziamo questo nome, o mio Dio, con i sentimenti d'un figlio colpevole sotto la mano paterna che lo percuote, e per­tanto, mai questo nome fu più dolce alle nostre Anime. Sulla terra lo dicemmo con ispe­ranza; nemmeno il timore di perderti ha mai turbato il nostro cuore. All'ora presente, siamo sicure della nostra salute, sicura di gioire de' tuoi eterni amplessi. Sì, Padre, abbiamo peccato contro il Cielo e contro "Te. Ma Tu resterai per sempre nostro Pa­dre; calma il tuo sdegno, non aggravare la tua mano, diminuisci, alleggerisci, poni fine alle nostre sofferenze. Ricòrdati che siamo tue figlie.

Voce della terra: Padre, perdona loro! Dolce Cuore di Gesù, dà loro l'eterno riposo.

CHE SEI NE' CIELI.

Tu vi sei, Padre, e noi, tue figlie, non vi siamo. Tu sei co' tuoi Angeli e Santi: essi navigano in un oceano di gioie ineffa­bili, e noi siamo confinate in uno stagno di fuoco. « Apritevi, porte eterne e noi an­dremo a contemplare il Re di gloria! Oh Dio! avvicinaci al tuo trono d'amore; facci possedere il Regno che ci hai preparato prima della costituzione del mondo.

Voce della terra: Mio Dio! i Cieli e la terra sono colmi della tua maestà. « Apri e nessuno chiude » Celeste sovrano, apri il tuo Cielo alle Anime del Purgatorio. Dolce Cuor di Gesù, dà loro l'eterno riposo!

SIA SANTIFICATO IL NOME TUO!

« Santo Padre, il mondo non Ti ha conosciuto e noi siamo stati del mondo; ab­biamo mancato di rispetto alla santità del tuo nome, abbiamo ricercata la gloria del nostro, il fumo d'una vana reputazione; lo confessiamo col più profondo dolore. È giusto che le nostre terribili sofferenze insegnino ai mortali « come Tu sei santo in tutte le tue opere» e poichè Ti sei degnato perdonarci, liberaci per la gloria del tuo nome. Il se­polcro e l'inferno non Ti loderanno; noi, cui hai data la vita eterna, desideriamo arden­temente di venire a santificare la gloria del tuo Nome.

Voce della terra: Santo, Santo, Santo, Signore, Dio degli eserciti, libera le Anime dei fedeli trapassati. Dolce Cuore di Gesù, dà loro l'eterno riposo!

VENGA IL REGNO TUO!

Noi non abbiamo sempre voluto, o Padre, che Tu regnassi su di noi, Tu, il Re pacifico" per le Anime semplici, terribile per gli usurpatori del tuo trono. Tu ora regni su di noi con la tua eterna misericordia. O Gesù Salvatore il buon ladrone Ti disse: « Si­gnore, ricordati di me quando sarai nel tuo Regno! e Tu gli rispondesti: Oggi sarai meco in Paradisq! o Gesù! dì altret­tanto con noi.

Voce della terra: « Al Re immortale ed invisibile dei secoli, a Dio solo sia onore e gloria in eterno!» Sovrano, tutta bontà e tenerezza, introduci nel tuo Regno le sante Anime del Purgatorio. Dolce Cuor di Gesù dà loro l'eterno riposo!

SIA FATTA LA TUA VOLONTA’ COME IN CIELO COSÌ IN TERRA!

Se noi avessimo fatto in tutto e per tutto la tua santa volontà, o sovrano Maestro! se avessimo adempito con fedeltà, con iscrupolo, il tuo divino volere, non gemeremmo a quest'ora nel tuo fuoco purificatore. Ma la no­stra propria volontà, le nostre immaginazioni e i nostri capricci, furono spesso le sole guide cella nostra vita leggiera e de' nostri atti inconsiderati. Siamo punite come l'abbiamo meritato; il tuo divin Figlio ce l'aveva pre­detto: « Il servo, che avrà conosciuta la volontà del suo padrone e non l'avrà secon­data, sarà punito; colui che non l'avrà conosciuta non sarà molto castigato.. Signore, è giusto; noi non siamo più sulla terra, non siamo ancora nel Cielo, ma for­miamo una regione separata, quella dell'e­spiazione e del dolore. Ebbene, o Maestro, la tua volontà sia fatta qui come in ogni luogo! ci sottomettiamo con rassegnazione e gioia; aspettiamo con pazienza l'ora della nostra liberazione.... fa che suoni presto nella tua misericordia.

Voce della terra: «Trattate Sion con be­nignità, Signore, la cui volontà è si buona. Che le Anime del Purgatorio vedano tosto avanzarsi le mura della celeste Gerusa­lemme! Dolce Cuore di Gesù, dà loro l'e­terno riposo!

DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO!

Non Ti domandiamo più, Signore, il pane della terra. Tu ce l'hai dato fedelmente fino alla nostra ultima ora, e Te ne ringraziamo sempre. Non Ti domandiamo il pane che nu­tre gli Angeli del Cielo; ma Ti domandiamo una larga partecipazione al Pane Eucaristico, al sacrifizio de' tuoi altari! Invia i tuoi An­geli, nostri celesti guardiani, perché eccitino i nostri amici, tutti i fedeli della tua Chiesa militante, a far celebrare delle Messe per noi, a ricevere per noi la santa Comunione. Se essi sapessero, o Dio, quanto soffriamo! se sapessero quanto siamo affamate del tuo Corpo, assetate del tuo Sangue; se sapes­sero quale refrigerio proviamo quando, per via di suffragio, ci applicano i tuoi meriti, essi non rispiarmierebbero niente per procu­rarci qa uesta ineffabile consolazione. Signore, s noi non saremo sazie fino a che non ci apparterrà la tua gloria!

Voce della terra: Dio, ricco di misericordie, dì, Te ne preghiamo, alle Anime del Purgatorio: Il mio banchetto è pronto: venite alle nozze eterne. Dolce Cuore di Gesù, dà loro l'eterno riposo!

RIMETTI A NOI I NOSTRI DEBITI COME NOI LI RIMETTIAMO AI NOSTRI DEBITORI!

La tua misericordia, o Dio di clemenza, ci ha perdonato i peccati. Il Sangue pre­zioso del tuo Figlio ha cancellata la colpa, ed ora ne soffriamo la pena. Essa e crudele; noi non ce ne lamentiamo, l'abbiamo meri­tata. Ma in nome di questo Sangue versato si copiosamente per noi, per l'applicazione' del suo valore infinito, rimettici questa pena. Lo sappiamo a non usciremo da questa pri­gione se non dopo aver pagato fino all'ultimo obolo. Fa che possiamo attingere nei tesori del sacro Cuore del tuo divin Figlio, di cui Maria ha la chiave. Angeli del Cielo, inspi­rate ai fedeli di pregare nostra Signora del Sacro Cuore in favor nostro. Padre! perdonali interamente. Noi fummo offese sulla terra, anche da parenti ed amici. Forse esse insultano ancora la nostra reputazione: sono nostri debitori, non applicando alla nostra liberazione le leggi che abbiamo fatto loro a questo scopo. Noi li abbiamo perdonati nel punto della nostra morte, li perdonia­mo ancora. Padre, perdona anche noi!

Voce della terra: - Agnello di Dio, che cancelli i peccati del mondo, perdona alle Anime del Purgatorio. Dolce Cuore di Gesù, dà loro l'eterno riposo!

E NON C'INDURRE IN TENTAZIONE.

Noi non abbiamo più da dare a questa preghiera il senso che le davamo sulla terra. La tua misericordia ci ha confermate nella grazia; sii eternamente benedetto! Ma ab­biamo da deplorare la poca resistenza che abbiamo opposta alle tentazioni del demonio, del mondo e della carne. Tu stesso, Signore, hai approvata la nostra fede e la nostra speranza, come hai fatto con Abramo e con gran numero de' tuoi Santi; noi non l'ab­biamo compresa. Perdono, o Signore, che hai fatto tutto per la nostra salute! Niente ora ci tenta; niente, eccetto il tuo eterno Regno, la tua gloria ineffabile: noi Te le doman­diamo con tutta l'ardore dell'anima nostra.

Voce della terra: Signore, che togli i giusti dalle loro tentazioni e dalle lore prove, togli, nella tua misericordia, le Anime del Purgatorio dalle loro terribili sofferenze, e compensale delle lotte che hanno dovuta sostenere durante la vita e sopratutto nel­l'ora della loro morte. Dolce Cuore di Gesù, dà loro l'eterno riposo!

MA LIBERACI DAL MALE, COSÌ SIA.

O Padre! Tu ci hai liberate dal più grande di tutti i mali, dal solo e vero male, il pec­cato: sii eternamente benedetto! Tu ci lai liberate da mille accidenti, malattie, avver­sità, che sono la pena del peccato; liberaci ora, nella tua tenerezza, dalle fiamme del Purgatorio. Il male della colpa non esiste per noi; ma il male della pena resta. Af­fretta, per i mezzi che Tu conosci, la nostra uscita da questo luogo di sofferenze. Notte e giorno noi Te lo demandiamo, noi sospiriamo ardentemente il refrigerio, la luce e la pace. Ciò sia presto, o Dio! Quale gioia sarà la nostra quando suonerà l'ora della liberazione! O Sacro Cuore di Gesù! noi Ti abbiamo amato, servito, fatto conoscere sulla terra; manifestati a noi in tutto lo splendore del tuo amore nel Paradiso! Beata. Margherita Maria, intercedi per noi!

Voce della terra: O Dio, nemico del male! o Dio, sommo bene! o Dio, felicità! libera dalle loro sofferenze le Anime. Amen! Nostra Signora del Sacro Giuseppe, san Michele, Angeli e Santi, intercedete amen. Dolce Cuore di Gesù, iposo! Amen!

(…)

(…)

(…)

 

TRIDUO EFFICACE ALLA B. V. DEL SUFFRAGIO per ottenere ogni grazia.

1. Vergine benedetta, alla quale tanto son care le Anime del Purgatorio, vi prego di offrire al divin vostro Unigenito le pre­ghiere che per esse noi tutti gl'indirizziamo; acciocché, per vostra intercessione, ricevano il pronto e generoso suffragio. Ave Maria.

Nostra Signora del Suffragio, pregate per noi e per le Anime pur­ganti.

2. Pietosa Madre ed Avvocata nostra, movetevi a compassione de' miei parenti, amici e benefattori, che dolorano nel fuoco del Purgatorio. In vista di quel Sangue che li ha redenti, e del santo Sacrificio che per loro si offre, deh! otteneteci che sieno presto liberati dal loro angoscioso patire. Ave Maria.

Nostra Signora del Suffragio, pregate per noi e per le Anime pur­ganti.

3. O Maria, Consolatrice di tutti gli af­flitti, consolate, vi prego, anche i nostri poveri morti. A Voi stendono le braccia, per salire all'amplesso di Dio. Aiutateli, o cara Madre, aiutateli, per modo che, sciolti dalle loro catene, vengano tosto a ringra­ziarvi in Cielo ed a possedere e lodare per sempre con Voi il divino Liberatore. Ave Maria.

Nostra Signora del Suffragio, pregate per noi e per le Anime pur­ganti.

 

PREGHIERA DI SANT'ALFONSO alla N. S. del Suffragio.

Vergine santissima del Suffragio, Voi che siete la consolatrice degli afflitti e la Madre universale dei credenti, volgete uno sguardo pietoso alle povere Anime del Purgatorio, che sono esse pure vostre figlie e più di ogni altra meritevoli di pietà, perchè inca­paci di aiutarsi da se medesime in mezzo alle ineffabili pene che soffrono. Deh! cara nostra Corredentrice, interponete presso il trono della divina misericordia tutta la po­tenza della vostra mediazione, ed offrite a sconto dei loro debiti la vita, la Passione, la Morte del vostro divin Figlio, unitamente ai meriti vostri ed a quelli di tutti i Santi del cielo e di tutti i giusti della terra, affinchè, soddisfatta pienamente la divina giustizia, vengano presto a ringraziarvi e lo­darvi nel Paradiso per tutti i secoli dei secoli. Così sia.

Maria, Madre di Dio e Madre di miseri­cordia, pregate per noi e pei trapassati.

 

TRE PREGHIERE alla Madonna del Suffragio.

I. O cara Madre Maria, che per la vostra bontà ci permettete invocarvi sotto il titolo del Suffragio, soccorreteci propizia nel cammino della vita, acciò possiamo evitare, colla pratica delle virtù, le pene del Pur­gatorio: deh! liberate, colla vostra inter­cessione, le Anime de' miei parenti e con­giunti da quel carcere doloroso. Ave Maria, Requiem.

 

II. O Vergine del Suffragio, v'invoco fin d'ora per il punto della mia morte; impe­tratemi in quell'istante un sincero dolore dei miei peccati ed un atto perfetto di carità, ac­ciò mi ottenga, prima di morire, la remissione di tutta la pena da me dovuta alla Giustizia divina; ma deh! ad un tempo, pel vostro amore a Gesù, vengano liberate dal Pur­gatorio le Anime de' miei benefattori, su­periori ed amici, e di quanti colà soffrono per cagion mia. Ave Maria, Requiem.

 

III. Nostra Signora del Suffragio, anch'io forse fra breve, caduto in quell'oscura prigione, avrò bisogno del vostro soccorso e degli altrui suffragi; deh! vi prego ad essermi sempre madre, siate anche allora la mia consolatrice e la mia liberatrice, e fate che presto giunga a vedervi in Cielo; ma vi raccomando ancora le Anime abbandonate, e quante patiscono maggiori pene; per il purissimo vostro Cuore salvatele e conducetele con Voi in Paradiso. Ave Maria, Requiem.

 

ALTRA ORAZIONE ALLA B. V. DEL SUFFRAGIO.

Nostra Signora del Suffragio, madre di misericordia, noi v'invochiamo propizia per noi e per le Anime del Purgatorio. Vorrei scampare da quel tremendo carcere, vivendo da giusto, evitando il peccato, ed ogni cosa compiendo col fervore di un'anima santa; ma che posso da me sola, senza 1'aiuto del cielo? O cara Madre, volgetemi benigna uno sguardo, ed impetratemi che l'ultimo giorno di mia vita mortale sia per me il primo del godimento celeste. Ma deh! o Speranza degli affitti, o Madre del Purgatorio, soc­correte pure quanti gemono in quel carcere espiatorio. Sento pietà per i miei congiunti, per i miei amici, poi benefattori miei, per le anime amanti di Gesù e di Voi, per le Anime abbandonate..... O Maria, per la croce su cui Gesù morì, pel Sangue preziosissimo con cui ci redense, per quel calice che ogni dì si offre all'Eterno Padre nella santa Messa, impetrate grazia e liberazione per tutte le Anime purganti. Deh! ascoltate i sospiri delle care vostre figlie del Purgatorio, ed aprite loro le porte del penoso carcere, fate che oggi tutte ascendano con Voi al Cielo. Così sia.

(…)

(…)

 

PIO ESERCIZIO ad onore del Cuore addolorato di Maria in suf­fragio delle Anime del Purgatorio.

I. Vi compatisco, addolorata Maria, per quell'afflizione che il vostro tenero Cuore soffrì nella profezia del santo vecchio Si­meone. Cara Madre, pel vostro Cuore sì af­fíitto, vi prego, che le Anime de' miei cari morti ricevano lieto annunzio e conforto nelle pene del Purgatorio. Pater, Ave, Requiem.

II. Vi compatisco, addolorata Maria, per quelle angustie che il vostro sensibilissimo Cuore soffrì nella fuga e dimora in Egitto. Cara Madre, pel vostro Cuore tanto angu­stiato, vi prego, che le Anime de' miei Fra­telli e Sorelle provino refrigerio o giubilo nelle fiamme del Purgatorio. Pater, Ave, Requiem.

III. Vi compatisco, addolorata Maria, (…) che il sollecito Cuor vostro provò nella perdita del vostro caro Gesù, Cara Madre, pel vostro Cuore sì fattamente, agitato, vi prego che le Anime de' miei cari defunti sieno liberate dal Purgatorio, e nascano alla gloria sempiterna entrando in cielo accompagnate dagli Angeli santi. Pater, Ave, Requiem.

IV. Vi compatisco, Addolorata Maria, per quella costernazione che il vostro materno Cuore sentì nell'incontrare Gesù che portava la Croce. Cara Madre, pel vostro Cuore ­in tal guisa travagliatovi prego, che le Anime de' miei Defunti sentano l'aiuto della ­vostra possente grazia con essere liberate dalle pene del Purgatorio. Pater, Ave, Requiem.

V. Vi compatisco, addolorata Maria, per quel martirio che il vostro Cuore generoso sostenne nell'assistere Gesù agonizzante. Cara Madre, pel vostro Cuore in tal ma­niera martirizzato; vi prego, che le Anime sante del Purgatorio siano liberate da ogni affanno e dolore, che soffrono in quel carcere, ed entrino nel nuovo giocondo ed interminabile stato di gloria. Pater, Ave, Requiem.

VI. Vi compatisco, addolorata Maria, per quelle ferite che il pietoso Cuor vostro soffrì nella lanciata che squarciò il Costato di Gesù e ferì l'amabilissimo suo Cuore. Cara Madre, pel vostro Cuore in tal maniera trafitto, vi prego che le Anime di tutti i miei cari de­funti siano sciolte da quelle catene del Purgatorio e trasportate da quel luogo di pene per mezzo degli Angeli santi, all'eterno gau­dio del Paradiso. Pater, Ave, Requiem.

VII. Vi compatisco, addolorata Maria, per quello spasimo, che 1'amantissimo vostro Cuore sperimentò nella sepoltura di Gesù. Cara Madre, pel vostro Cuore in estremo rammaricato, vi prego, che come Madre di Dio a cui il Figlio non può negare cosa alcuna, facciate sì che le Anime de' miei cari morti escano dalla prigione del Pur­gatorio, e, condotte in Paradiso, siano col­locate là, dove sono i vostri speciali de­voti, a godere e congratularsi in eterno con Voi del sublimissimo posto, che tenete a preferenza di tutti i Beati. Pater, Ave, Requiem, Salve Regina.

 

CORONCINA della Immacolata Concezione di Maria santissima per suffragare le Anime sante dei Purgatorio

In nome del Padre, del Figliuolo e delle Spirito Santo. Così sia.

Questa Coroncina consta di cinque poste, o diecine, così distribuite:

Si recita per dieci volte la seguente giacu­latoria:

Sia benedetta la santa ed immacolata Concezione della Beata Vergine Maria Madre di Dio

ed in fine della posta si dice il Requiem

Finite le cinque poste si dicono cin­que Pater, Ave, Gloria alle cinque piaghe di Gesù Cristo.

Questa Coroncina è di gran merito per chi la recita, di gran refrigerio alle Anime sante del Purgatorio, di sommo gradimento alla Im­macolata Vergine Maria, ed è di gran gloria a Dio, che, al dire dell'Apostolo, si pregia di esser ricco dispensatore delle sue grazie per tutti coloro che Lo invocano. Dives in omnes, qui invocant illum. (Rom. X, 12).

 

ORAZIONE in lode della Beatissima Vergine Immacolata.

Il Cielo Ti salvi, o Maria Madre di Dio, Regina del Cielo, Porta del Paradiso, Si­gnora del mondo. Tu sei singolare, Vergine purissima, concepita senza peccato origina­le, e perciò Immacolata. Tu senza macchia concepisti Gesù nostro Salvatore. Tu fosti purissima prima, durante e dopo il parto inviolata ed illibata. Ti prego, per la tua santità, fammi vivere puramente e senza pec­cati. Intercedi per me presso Gesù, tuo dilettissimo Figlio; ricevimi con Te dopo la mia morte, liberandomi da qualunque male della mente e del corpo; aiuta quelli che si rac­comandano alle mie preci, fa che adempia le opere della misericordia, e giunga a godere l'eterna gloria in Paradiso. Così sia. Pater, Ave, Gloria.

Sia benedetta la santa ed immacolata Con­cezione della beata Vergine Maria Madre di Dio.

 

MEMORARE a Nostra Signora dei Suffragio.

Ricordatevi, o pietosissima Vergine Ma­ria gloria del Libano, onore del Carmelo, della consolante vostra promessa che sareste (…) a liberare dalle pene del Purgatorio le Anime dei vostri divoti.. Animate nos da tanta promessa, veniamo ai vostri piedi, amorosissima Consolatrice, perchè volgiate pietosa gli sguardi vostri sulla povere Ani­me purganti, e specialmente su N. N. Voi, o Madre dolce e pietosa, interponetevi presso il trono della divina misericordia con tutta la potenza della vostra mediazione; offrite il Sangue prezioso del vostro santissimo Figliuolo, unito ai vostri meriti e patimenti; avvalorate le nostre preghiere e quelle della Chiesa tutta, e liberate le povere Anime dal Purgatorio e cosi sia.

Tre Ave Maria e tre Requiem.

 

L'ORA DI SUFFRAGIO da praticarsi ogni giorno in compagnia del Sacro Cuore di Gesù.

I. Che cosa è l'ora di suffragio? É una data ora del giorno, scelta ad arbitrio, durante la quale, nulla cambiando delle nostre occupa­zioni ordinarie, offriamo in modo speciale al Cuore adorabile di Gesù le opere, preghiere e sofferenze di quell'ora, in suffragio delle Anime del Purgatorio, le quali si suffragano con l'a­dempimento degli obblighi del proprio stato: i fanciulli con la docilità; gli adulti con le fatiche; i malati con la pazienza; i regolari con l'osservanza più rigorosa della regola; tutti e ciascheduno con l'unione più intima con il Cuore di Gesù.

Un atto di contrizione per purificare la co­scienza; un atto di amore di Dio; una giacu­latoria arricchita di Indulgenze; tutto ciò co­stituisce la preparazione.

La perfetta conformità del nostro volere al beneplacito del Sacro Cuore, la costante appli­cazione ai doveri che c'incombono in quell'ora, la vigilanza nell'evitare la più piccola colpa, tutto ciò arricchisce delle maggiori grazie di Dio così preziosi istanti.

Ringraziare il Signore per i favori elargitici, esprimergli il nostro rincrescimento per le in­fedeltà commesse, domandargli qualche favore spirituale e temporale per la nostra santificazione e per quella di chi ci sta più a cuore, fare proponimento di continuar bene la giornata e di essere anche migliori la dimane, tutto ció terminerà l'ora di suffragio.

Ci sorprenda quest'ora in chiesa, allo studio, tra le faccende domestiche, a tavola, in ricreazione, a passeggio, soli o in società, noi sempre possiamo farne un'ora buona, santa, meritoria, gradita al nostro Signore, e perciò utile alle care Anime purganti, se siamo tanto caritatevoli di offrirla in loro suffragio.

Se quest'ora passa dimenticata, la si può compensare con un'altra, appena ci accorgiamo della dimenticanza. Non si prescrive nulla di speciale, il cuore suggerirà ciò che bisogna fare.

II. Donde trae origine l'ora di suffragio?­Udite: “Dalle 5 alle 9 del mattino, tirerò Ani­me dal Purgatorio” scrive nel suo regolamento di ogni giorno la Beata Marianna di Gesù, soprannommata il giglio di Quito.

La sera farete un piccolo giro per il Purgatorio, in compagnia del Sacro Cuore di Gesù. E questa e la pratica proposta dalla Beata Margherita Maria alle sue novizie nell'ottavario dei morti.

Per due ore santa Maria Maddalena de' Pazzi, dietro invito del Cielo, fece il giro del Purgatorio, per vedere da vicino quanto meritino compassione le povere Anime che vi stanno soffrendo.

Tutti i Santi, tutti i buoni cristiani sono amici delle Anime del Purgatorio, ma ve ne hanno nei quali codesta amicizia maggiormente rifulge.

La Chiesa ha in ogni Messa un memento per i morti; sette volte al giorno richiama alla memoria; in ogni officio del Breviario, il ricordo dei trapassati; ed ha Messe ed ufficii proprii per i Fedeli defunti.

Sulla Croce una delle più dolorose ango­scie del mio cuore - disse Gesù alla Beata Battista Varrani - si fu quella di portare e sopportare tutte le pene cui avrebbero dovuto subire in Purgatorio un numero cotanto ster­minato di eletti, prima di giungere al Cielo. Grande adunque è il desiderio che ha il di­vino Maestro di vedere le Anime purganti presto liberate dai supplizii, nei quali le trattiene la divina Giustizia e di cui Egli stesso volle provare tutto il rigore.

Possiamo affrettare l'adempimento di tal de­siderio, se con zelo ci consacriamo al Cuore di Gesù a pro di queste anime, oggetto delle sue più vive predilezioni.

Abbiamo citato alcuni modelli; il primo so­pratutto, cioè la Beata Marianna di Gesù, è alla portata di tutti; imitiamola adunque sotto il Patrocinio del Sacro Cuore.

Certamente nessun'ora è esclusa, nella quale possiamo correre al soccorso di nobili princi­pesse detenute prigioniere prima della loro in­coronazione nella gloria: ma vi sia un'ora del giorno destinata, in modo più speciale all'insi­gne onore di servirle: sarà dessa l'ora di suf­fragio.

Tra le Anime che reclamano da noi questa pia pratica, ve ne hanno che soffrono per colpa nostra; alcune sono a noi congiunte con la riconoscenza, amicizia, di parentela: genitori, figli, fratelli, amici carissimi.

- Quando erano vivi, che cosa non avremmo noi sacrificato ben volontieri per loro? Ed adesso vorremmo forse rifiutare questa breve ora di visita, di preghiera e di consolazione?

Un'ora al giorno, a dir vero, è ben piccola cosa; ma se molti fedeli l'offrono a Dio, essa si tramuterà in giorni, in mesi, in secoli di perpetuo suffragio.

Come si propaga d'ora di suffragio? Non v'ha niente i più semplice. Ogni asso ciato prende a sua scelta una data ora del giorno. Ogni zelatrice riunisce un certo numero di as­sociate; se arriva ad averne ventiquattro, avrà formato una giornata intera di suffragi. Poco importa se le ore fissate non si succedano re­golarmente, se alcune siano ripetute, ed altre, manchino affatto. In complesso, rappresente­ranno le dodici ore del giorno e della notte, ma suoneranno sempre siccome ore di luce, di refrigerio e di pace in Purgatorio.

I promotori e le promotrici dell'opera ragrupperanno, a seconda delle proprie forze, tacendo parte loro stessi del numero, sette zelatori o zelatrici, e costituiranno un'intera setti­mana di suffragi. Se si arriva sino a trenta, an­che sino a trecentosessantacinque, si avrà un mese, un anno di suffragi perpetui.

Per ottenere un risultato così consolante, mettiamoci all'opera e facciamone presto la­ dolce esperienza.

CONSACRAZIONE DELL'ORA DI SUFFRAGIO

O divin Cuore di Gesù, noi, facendo in vostra compagnia questo piccolo giro in Purgatorio, vi consacriamo tutto ciò che ab­biamo fatto e faremo ancora di bene con 1'aiuto della vostra grazia in questo giorno, e vi preghiamo di applicare i vostri meriti alle sante Anime penanti del Purgatorio, ed in particolare a …

E voi, Anime sante del Purgatorio, im­piegate tutto il vostro potere per ottenerci la grazia di vivere e morire nell'amore e nella fedeltà al Sacro Cuore di Gesù, cor­rispondendo ai desiderii che ha su di noi, senza la menoma resistenza. Così sia.

UN PICCOLO GIRO NEL PURGATORIO ogni giorno in compagnia del Sacro Cuore di Gesù.

Questa devota pratica, consigliata dalla Beata Margherita Maria alle sue dilette novizie, es­sendo stata approvata dalla competente Auto­rità Ecclesiastica, a tenore del Rescritto della Sacra Congregazione delle Indulgenze (26 no­vembre 1876), gode delle seguenti Indulgenze: Indulgenza plenaria nel decorso del sette­nario, o in uno degli otto giorni, che immedia­tamente lo seguono; alle consuete condizioni.

Pratica quotidiana.

ATTI PREPARATORII.

Preghiera. Beata Margherita Maria, eletta da nostro Signore a manifestare al mondo tutti i tesori di amore, che si racchiudono nel suo Cuore misericordioso, Voi che ascoltaste le Anime purganti richiedervi questo nuovo rimedio della devozione al Sa­cro Cuore, sommamente efficace a lenire i loro tormenti, e con tal mezzo liberaste una moltitudine di quelle povere prigioniere, ot­teneteci la grazia di compiere devotamente la pia Pratica di un piccolo giro pel Purgatorio in compagnia del Sacro Cuore di Gesù.

Unione d'intenzione con i fedeli che com­piono ogni giorno questo santo esercizio in Roma al centro dell'Associazione.

Consacrazione della giornata. O divin Cuore di Gesù, noi, facendo in vostra compagnia questo piccolo Giro nel Purgatorio, vi consacriamo tutto ciò che abbiamo fatto e faremo ancora di bene, con l'aiuto della vostra grazia, in questo giorno; e vi preghiamo di applicare i vostri meriti alle sante Anime penanti nel Purgatorio ed in parti­colare a... (qui si possono nominare la Anime più care). E voi, Anime sante del Purgatorio, impiegate tutto il vostro potere per ottenerci la grazia di vivere e morire nell'amore e nella fedeltà al Sacro Cuore di Gesù, corrispondendo ai desiderii che ha su di noi, senza la menoma resistenza. Cosi sia.

Offerta. Eterno Padre, vi offriamo il Sangue, la Passione e Morte di Gesù Cri­sto, i dolori di Maria santissima e di san Giuseppe, in isconto de' nostri peccati, in suffragio delle Anime sante del Purgatorio, per i bisogni della Santa Madre Chiesa e per la conversione dei peccatori.

Invocazione. Amato sia il Sacro Cuore di Gesù!

Maria, Madre di Dio, e Madre di mise­ricordia, pregate per noi e per i trapassati.

San Giuseppe, modello e patrono del Sacro Cuore di Gesù, pregate per noi.

Preludio. Discendiamo per un istante col pensiero, coll'amore del Cuor di Gesù e con l'abbondanza delle sue grazie, nelle fiamme divoratrici del Purgatorio.

Quante Anime in questo momento vi entrano ed incominciano la loro dolorosa cat­tività! Quanta moltitudine già da lungo tempo vi si trova racchiusa per rimanervi lungo tempo ancora!.... Quale santa legione, già totalmente purificata, si prepara oggi stesso a volarsene in Cielo!

Come sono liete! scampate per sempre dall'inferno... sono ora sicure di giungere alla suprema felicità.... sono le amiche di Dio.... sono salve!

Come sono rattristate! Cariche di mille e mille imperfezioni.... debitrici ancora di pene temporali, dovute ai peccati perdonati.... esiliate per qualche tempo dalla patria ce­leste.... condannate al fuoco espiatorio....

Contempliamole, ascoltiamone i gemiti, rivolgiamo loro un accento di amicizia e di pietà, apprestiamo loro aiuto.

Domenica.

COLLOQUIO.

Quale cosa rimpiangi, o Anima santa del Purgatorio, della terra che lasciasti?

Io rimpiango il tempo perduto. – Non lo credevo così prezioso, così rapido, così irreparabile.... Se avessi saputo!... se potessi ancora!...

Tempo prezioso, oggi ti apprezzo come tu meriti. Mi fosti dato, perchè t'impiegassi intieramente all'amor di Dio, alla mia santi­ficazione, al soccorso ed alla edificazione del prossimo; io invece ti ho trascorso nel peccato, nel piacere, in opere che ora mi cagionano sì amaro cordoglio.

Tempo sì veloce sulla terra e sì lento in questa prigione di fuoco, scorrevi prima rapido quale baleno.... la mia vita fuggiva come un sogno: adesso le ore mi sembrano anni, e i giorni secoli.

Tempo irreparabile!:.. Sulla terra sem­brava che non dovesse mai finire! eppure lo stame dei giorni miei fu reciso nel punto in cui meno vi pensava! O tempo perduto, tu sei passato, senza speranza che ritorni mai più...

O voi, che vivete ancora sulla terra, dedi­cate per noi al Cuor di Gesù qualcuna delle ore in cui la grazia vi è offerta in tanta abbondanza e con tanta facilità!

PIE PRATICHE.

Risoluzione. Suffraghiamo oggi nel Pur­gatorio, con tutti i mezzi di cui potremo disporre, le anime degli ecclesiastici, dei religiosi e dei fedeli che nella loro vita hanno praticato questo pio esercizio del Piccolo Giro nel Purgatorio ogni giorno e raccomandiamoci a quelle che in questo momento salgono al Cielo.

Fioretto. E sì grave il dolore delle anime del Purgatorio, che un sol giorno sembra loro mille anni.

Suffragio. Consacriamo qualche mo­mento ad onore del Sacro Cuore, in sollievo delle Anime del Purgatorio.

Intenzione particolare. Preghiamo il Sacro Cuore per l'Anima più abbandonata.

Motivo. Più grande è la sua pena, più grande ancora sarà la sua riconoscenza verso di noi. Ella ci otterrà che Dio giammai ci abbandoni, ritirando da noi le sue grazie, e che non ci separiamo da Lui col peccato.

Preghiera per la Domenica. O Signore Iddio onnipotente, vi prego per il Sangue prezioso che il vostro divin Figlio ha sparso nell'orto di Getsemani, a liberare le anime, del Purgatorio, e singolarmente fra tutte la più abbandonata; conducetela alla vostra gloria dove essa vi lodi e vi benedica in eterno. Così sia. Pater, Ave e De profundis.

Giaculatoria. Dolce Cuor del mio Gesù, fa che io T'ami sempre più.

Lunedì.

COLLOQUIO.

Qual cosa rimpiangi, o Anima santa del Purgatorio, della terra che lasciasti?

Io rimpiango i beni dissipati. La for­tuna, la sanità, l'ingegno, la posizione che avevo nel mondo, tutto sarebbe stato per me un potente mezzo di salute, se avessi voluto giovarmene a gloria di Dio. Quante grazie avrei così meritate! Eppure non ho voluto, e tutti i beni mi svanirono dinanzi nell'ora della mia morte. Ah! fossi oggi ricco di duchi!

Che non farei per affrettare di uno questi beni caistante la mia liberazione, per aumentare di un solo grado la gloria che Dio mi ri­serba in Cielo, e per far conoscere a qual­che altra anima nel mondo la devozione al Sacro Cuore!

O Voi, che sulla terra disponete ancora dei beni di fortuna, voi dovete renderne conto, pensateci.... Usatene conforme ai det­tami di giustizia, di carità e di pietà.

Date generose elemosine ai poverì, affa­ticatevi per la gloria del Sacro Cuore, pro­curando colle vostre generose elargizioni la propagazione del suo culto fino agli estremi confini del mondo.

PIE PRATICHE.

Risoluzione. Suffraghiamo oggi nel Purgatorio, con tutti i mezzi di cui porre­mo disporre, le Anime dei fedeli giuntevi da tutti i punti d'Europa, e specialmente quelle d'Italia e delle città in cui dimoriamo e raccomandiamoci alle Anime, che in que­sto momento salgono al Cielo.

Fioretto spirituale. Le porte del Cielo sono dischiuse dall'elemosina.

Suffragio. Diamo qualche elemosina per il culto del Sacro Cuore.

Intenzione particolare. Preghiamo per l'Anima più vicina ad essere liberata.

Motivo. Più è vicino il termine delle sue pene, più vivo è il suo desiderio di unirsi al Sacro Cuore. Togliamo adunque ogni ostacolo; in ricambio essa ci otterrà la grazia di rompere gli ultimi legami che ci impediscono di darci intieramente a Dio.

Preghiera per il Lunedì. O Signore Iddio onnipotente, vi prego, per il Sangue prezioso che il vostro divin Figliuolo Gesù ha sparso nella sua dura fiagellazione, a liberare le Anime del Purgatorio, e fra tutte singolarmente la più vicina all'ingresso nella vostra gloria, perché ella tosto incominci a lodarvi e benedirvi in eterno. Così sia. Pater, Ave e De profundis.

Giaculatoria. Dolce Cuor siate la salvezza mia.

Martedì.

COLLOQUIO.

Qual cosa rimpiangi, o Anima santa del Purgatorio, della terra che lasciasti?

Io rimpiango la grazia disprezzata. Mi venne essa offerta in si grande Abbondanza, in ogni istante della vita, e con sì premurosi eccitamenti! rigenerazione cri­stiana, vocazione, Sacramenti, parola di Dio, sante ispirazioni, buoni esempii, insi­gni grazie di preservazione nel periglio, di aiuto nelle tentazioni, di perdono dopo la caduta. Qual numero incalcolabile di grazie elette!

Ricusai le une, accettai freddamente le altre, abusai della maggior parte delle medesime.

Oh! se mi fosse oggi concesso un solo istante di libertà, per refrigerare la mia sete alle sorgenti di misericordia, che scatu­riscono dal Sacro Cuore di Gesù, e che pur tanto disdegnano i peccatori, gl'indifferenti!

Ascoltate la Beata Margherita Maria, che vi dice dall'alto del Cielo, come noi ve lo diciamo in mezzo a queste fiamme: c’è cosa evidente non esservi alcuno al mondo a cui non darebbesi ogni sorta d'aiuto, se avesse per Gesù Cristo un amore riconoscente pari a quello che Gli si addimostra con la divo­zione al Sacro Cuore.

PIE PRATICHE.

Risoluzione. Suffraghiamo oggi nel Pur­gatorio, con tutti i mezzi di cui potremo disporre, le anime dei fedeli giuntevi da tutte le contrade dell'Asia, e più special­mente quelle della Palestina e delle nazioni più travagliate dall'idolatria, dallo scisma e dall'eresia; e raccomandiamoci a quelle che in questo momento salgono in Cielo.

Fioretto spirituale. Il bene di una sola grazia è maggiore del bene di natura del mondo intiero.

Suffragio. Applichiamo oggi a van­taggio delle Anime del Purgatorio qualche idulgenza annessa alle pratiche fatte in more del Sacro Cuore.

Intenzione particolare. Preghiamo per l’Anima del Purgatorio più lontana ad esse­re liberata.

Motivo. Abbiamo pietà della sua de­solazione e della sua umiltà nel soffrire sì lunghi patimenti. Oh! quanto essa ce ne sarà riconoscente!... Saremo invero beati, se ci otterrà l'amore all'umiltà in questo mondo, per essere poi glorificati nell'altro.

Preghiera per il il lartedì. O Signore Iddio onnipotente, vi supplico per il Sangue prezioso, che il vostro divin Figliuolo Gesù ha sparso nella sua acerba coronazione di spine, a liberare le Anime del Purgatorio, in particolare, fra tutte, quella che dovrebbe essere l'ultima ad uscire da tante pene, af­finchè essa non tardi tanto a lodarvi nella gloria e benedirvi per sempre. Così sia. Pater, Ave e De profundis.

Giaculatoria. Eterno Padare, io vi offro il Sangue preziosissimo di Gesù Cristo in isconto de' miei peccati e per i bisogni di Santa Chiesa.

Mercoledì.

COLLOQUIO.

Qual cosa rimpianga, o Anima santa del Purgatorio, della terra che lasciasti?

Io rimpiango il mate commesso. Esso mi pareva nel mondo sì lieve e gradevole! Io spegneva i miei rimorsi in seno al pia­cere...; oggi il suo peso mi opprime; la sua amarezza mi tormenta; il suo ricordo mi perseguita e mi dilania. Colpe mortali per­donate, ma non espiate; colpe veniali, im­perfezioni leggiere, troppo tardi io conosco la vostra malizia!

Oh! se ritornassi in vita: niuna pro­messa, per quanto lusinghiera, niun onore, piacere e ricchezza, niuna parola seducente sarebbe capace d'indurmi a commettere il menomo peccato.

O voi, che siete ancor liberi di scegliere tra Dio ed il mondo, volgete lo sguardo alle spine, alla Croce, alle fiamme che angu­stiarono il Cuore di Gesù; esse vi diranno quali siano le pene arrecategli dalle nostre colpe; pensate al tardo rammarico che ne avrete in Purgatorio, è nulla più vi co­sterà l'evitarle.

PIE PRATICHE.

Risoluzione. Suffraghiamo oggi nel Purgatorio, con tutti i mezzi di cui potremo disporre, le anime dei fedeli giuntevi da tutte le contrade dell'Africa, e specialmente quelle dei paesi un dì cattolici e che oggi ritornano alla verità del Vangelo, raccomandiamoci a quelle che attualmente salgono al Cielo.

Fioretto spirituale. Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde l'anima sua?

Suffragio. Facciamo un atto di con­trizione innanzi ad un'immagine del Sacre Cuore.

Intenzione particolare. Preghiamo per l'Anima più ricca di meriti.

Motivo. Più essa sarà innalzata nella gloria in Cielo e più efficacemente potrà ottenerci un vero amore di Dio, senza del quale non esiste vero merito.

Preghiera per il mercoledì. O Signore Iddio onnipotente; vi prego per il Sangue prezioso, che il vostro divin Figliuolo ha sparso per le strade di Gerosolima in por­tare sulle sacrosante sue spalle la Croce, liberare le Anime del Purgatorio, e singo­larmente quella che è più ricca di meriti innanzi a Voi, affinchè nel sublime posto di gloria, che aspetta, vi lodi altamente e benedica in perpetuo. Così sia. Pater, Ave e De profundis.

Giaculatoria. Gesù, Giuseppe e Ma­ria, vi dono il cuore e l'anima mia. Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell'ultima agonia. Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con Voi l'anima mia.

Giovedì.

COLLOQUIO. Qual cosa rimpiangi, o Anima santa del Purgatorio, della terra che lasciasti?

Io rimpiango gli scandali dati. Avessi almeno a piangere le sole mie colpe! Avessi almeno potuto, morendo, arrestare le funeste conseguenze de' miei scandali!.... Mi fosse concesso almeno da questo luogo tormen­toso ritener sul pendio dell'abisso tante po-vere Anime, seguaci de' miei tristi esempii della mia perversa dottrina!... Ma no, per mia cagione il male ancor si commette, e ciò durerà per anni e secoli.... Ora debbo render conto della parte che a me ridonda di tutte le colpe, delle quali io son la ca­gione.

Ah! se mi fosse dato di far giungere la mia parola ardente sino ai confini della terra, e di percorrere come un missionario il mondo intiero, con quale indefessa attività mi ap­presserei alle Anime, onde sviarle dal vizio e ridurle alla virtù!

Voi tutti, che vi, recate a visitarmi in unione del Sacro Cuore nel carcere tene­broso, e che a' miei sguardi fate risplendere un raggio di sua benigna luce, voi avete in Lui il più sicuro ed agevole mezzo per convertire tante Anime, quante io ne ho scandolezzate con le mie colpe.

PIE PRATICHE.

Risoluzione. Suffraghiamo oggi nel Purgatorio, con tutti i mezzi di cui potremo disporre, le Anime dei fedeli giuntevi da tutte le contrade dell'America, e più specialmente quelle dei paesi ancor selvaggi che incominciano a ricevere la luce della fede, e raccomandiamoci alle Anime che at­tualmente salgono in Cielo.

Fioretto spirituale. Si retri­buirà ad ognuno secondo le proprie opere.

Suffragio. Diamo oggi a qualche per­sona un'immagine del Sacro Cuore.

Intenzione particolare. Preghiamo per l'anima più divota del santissimo Sacra­mento.

Motivo. Ella dimanderà per noi la grazia di riceverlo degnamente nell'ora della morte, come pegno di eterna salute.

Preghiera per il giovedì. O Signore Iddio onnipotente, vi supplico per il pre­zioso Corpo e per il preziosissimo Sangue del vostro divin Figliuolo Gesù, che Egli medesimo nella vigilia di sua Passione diede già in cibo e bevanda a' suoi cari Apostoli, e lasciò a tutta la sua Chiesa in sacrificio perpetuo e vivifico alimento de' suoi fedeli liberate le Anime del Purgatorio, e massi­mamente la più divota di questo mistero di infinito amore, affinché vi lodi per esso col vostro divin Figliuolo e collo Spirito Santo nella vostra gloria in eterno.

Così sia. Pater, Ave e De profundis.

Giaculatoria. Gesù mio, misericordia..

Venerdì.

COLLOQUIO.

Qual cosa rimpiangi, o Anima santa del Purgatorio, della terra che lasciasti?

Io rimpiango la penitenza trascurata: Quanto sarebbe stata facile nel mondo! quanto è oggi penosa nel Purgatorio! Qui il più leggiero de' miei patimenti supera le più gravi sofferenze della terra! Nel mondo non avrei dovuto far altro che ac­cettare con rassegnazione la fatica, il dolore, l'avversità, privarmi di qualche bene superfluo per provvederne il misero; darmi ad opere soddisfattorie, mettere a frutto le Indulgenze e le pratiche di pietà. Qual cosa più facile?

Ah! se Dio si degnasse concedermi di ritornare al mondo, niuna regola mi sembre­rebbe austera, niun martirio sarebbe vale­vole ad atterrirmi; non vi sarebbe per me che soavità e consolazione nelle più rigide penitenze, pensando a questo fuoco divoratore, di cui con tal mezzo eviterei gli ardori.

O voi, che vi addolorate nella valle dell'esilio, rallegratevi: la pena più leggiera sofferta in isconto delle vostre colpe, per soddisfare alla divina giustizia, ed offerta al Sacro Cuore in ispirito di riparazione, può farvi evitare un Purgatorio lungo e penoso.

PIE PRATICHE.

Risoluzione. Suffraghiamo oggi nel Purgatorio, con tutti i mezzi di cui potre­mo disporre, le Anime dei fedeli giuntevi dalle remote contrade dell'Oceania, e spe­cialmente quelle delle Missioni cattoliche più travagliate, e raccomandiamoci alle Ani­me che attualmente salgono al Cielo.

Fioretto spirituale. Fate adunque degni frutti di penitenza.

Suffragio. Facciamo una piccola pe­nitenza in sollievo delle Anime del Purga­torio.

Intenzione particolare. Preghiamo per quell'Anima per cui abbiamo più obbligo di pregare.

Motivo. È questo un nostro dovere, e se riguardo a quell'Anima abbiamo qualche obbligo di giustizia, non differiamo più oltre, altrimenti attireremo su di noi i divini castighi.

Preghiera per il venerdì. O Signore Iddio onnipotente, io vi pregò per il San­gue prezioso, che il vostro divin Figliuolo in tal dì ha sparso sull'albero della Croce, massime dalle sue mani e da' suoi piedi santissimi, liberate le Anime del Purgato­rio, e singolarmente quella per la quale ho. maggior obbligo di pregarvi, affinchè non sia per colpa mia che Voi non la condu­ciate presto a lodarvi nella vostra gloria. e benedirvi per sempre. Così sia. Pater, Ave e De profundis.

Giaculatoria. Gesù, mite ed umile di Cuore, fate il mio cuore simile al vostro.

Sabato.

COLLOQUIO.

Qual cosa rimpiangi, o Anima santa del Purgatorio, della terra che lasciasti?

Io rimpiango la poca carità che ebbi sulla terra verso le Anime del Purgatorio. Avrei potuto essere loro si utile in tempo di mia vita. Preghiere, penitenze, elemosine; buone opere, comunioni, Messe, divozione al Sacro Cuore: quanti mezzi io aveva per consolare quelle povere Anime, ritenute prigioniero nel carcere del fuoco, delle tene­bre, dei tormenti!

Se io avessi ciò fatto, avrei meritato molte grazie efficaci per evitare la colpa: avrei meritato un Purgatorio meno lungo e meno penoso; ed ora mi ridonderebbe un frutto più grande dalle preghiere, che s'innalzane per noi in tutto il mondo cattolico.

Se potessi ritornare al mondo, niuno più di me si adoprerebbe a favore delle Anime penanti! Quali fervide preghiere per esse farei!... Quali caritatevoli premure userei per eccitare tutti i fedeli alla più tenera compassione verso di esse!

Ciò che io non ho fatto, quando pur le poteva, deh! non trascurate di farlo oggi voi, anime cristiane.

PIE PRATICHE.

Risoluzione. Suffraghiamo oggi nel Purgatorio, con tutti i mezzi di cui potre­mo disporre, tutte le Anime dei fedeli giun­tevi dalle missioni dell'Australia, affidate al Sacro Cuore di Gesù, e specialmente quelle della Nuova Pomerania, della Nuova Guinea e delle isole Gilbert, e raccoman­diamoci alle Anime che attualmente salgono al Cielo.

Fioretto. Meritamente ciò soffriamo....

Suffragio. Propaghiamo questa pratica; e le Anime del Purgatorio ce ne saranno riconoscenti.

Intenzione particolare. Preghiamo per l'Anima più devota alla Madonna santissima.

Motivo. Faremo con ciò cosa grata alla Vergine santa, la quale, ascoltando le preghiere di quest'Anima, ci otterrà la gra­zia di una verace divozione al Sacro Cuore, sorgente inesausta di ogni bene.

Preghiera per il Sabato. O, Signore Iddio onnipotente, io vi supplico per il San­gue prezioso che scaturì, dal Costato del vostro divin Figliuolo Gesù alla presenza e con estremo dolore della sua santissima Madre, liberate le Anime del Purgatorio, e singolarmente, fra tutte, quella che è stata la più devota di questa gran Signora, af­finchè presto venga nella vostra gloria a, lodare Voi in Lei, e Lei in Voi, per tutti i secoli. Cosi sia. Pater, Ave e De profundis.

Giaculatoria. O Maria„ che siete en­trata nel mondo senza macchia, deh! otte­netemi da Dio che io possa uscirne senza colpa.

 

MEDITAZIONI PER OGNI GIORNO DELLA SETTIMANA.

MEDITAZIONE PER LA DOMENICA.

l. Maria santissima Regina del Purgato­rio. - Una madre terrena non mai dimentica i proprii figli finché han bisogno di Lei; e Ma­ria, che tutti ci accolse quali figli tra i dolori del Golgota, ed il cui amore supera di cento tanti l'amore della più appassionata fra le ma­dri, non abbandona mai i suoi figliuoli sino a che non li vede salvi e beati su in Paradiso: e sé a tutti Ella stende il materno suo amore, non può dimenticare quelle Anime desolate che ge­mono in Purgatorio. Nel Purgatorio le Anime soffrono acutissime pene, da cui Maria può àlleviarle coll'efficacia della sua intercessione; non ripugna il pensiero che la Vergine le ab­bandoni? Quelle Anime in vita furon tutte divote della Vergine, anzi forse predilette da Lei che amarono, supplicarono ed onorarono con mille ossequii; e nel Purgatorio, perché quelle Anime hanno qualche neo a scontare, non saranno più le figlie care di Maria? Ed esse, incapaci di' sollevarsi da sé, invocando pietose 1'ajuto di Maria, onnipossente al trono di Dio, potranno temere di vedersi rigettate da Lei? A tali riflessi come appajono veridiche le ;rivelazioni da cui si rileva che la Vergine ta­lora visita le Anime purganti, talvolta tutte le libera, ed in ogni ora per esse intercede

Io sono madre a tutti quanti stanno nel car­cere del Purgatorio, rivelava Ella stessa a santa Brigida (lib. iv). Anima mia, non ti con­sola questo pensiero? Non invocherai sovente per te e per gli altri la Vergine del Suffragio? Non ti conviene crescere in tale divozione, perchè ti soccorra in Purgatorio, dove pur troppo presto devi cadere?

2. Quanto le Anime purganti sperino in Maria santissima. - La speranza cristiana insieme alla fede cessa in sul limitare del Pa­radiso, ove sola trionfa la carità; ma nel Pur­gatorio, benchè quelle Anime sieno certe di loro eterna salute, pure, lontane dal loro riposo e dal loro centro, vivono di continua speranza. Sanno di nulla meritare coi loro patimenti, nè Iddio esser obbligato a far loro grazia: tuttavia sperano nella bontà di Dio e nei meriti pre­ziosi della morte di Gesù; e con quali sospiri lo invocano propizio alle loro pene! Oh se in vita avessero avuto una simile confidenza! tutto avrebbero ottenuto! Impara, anima mia, a confidare mentre sei in tempo. Sperano quelle Anime nei nostri suffragi, ma sovente è delusa la loro speranza, vedendo, i vivi così freddi per i trapassati.... Impara, anima mia, ad accumulare per te suffragi in vita, ed a non fidarti troppo negli altri dopo morte. Ma come pel cristiano il rifugio in tutte le tribolazioni è sempre Maria, la speranza no­stra, l'avvocata presso Dio, la consolatrice degli afflitti, la porta del Cielo, tale è ancora per le Anime purganti. Oh quanta consola­zione infonde in esse il pensiero che Maria; a loro pensa, tratta la loro causa, offre per esse i suoi meriti, provvede suffragi e studia alla loro liberazione! Ed al vedere una qualche compagna sciolta per intercessione di Maria, oh quanto si ravviva la loro speranza, con qual, sospiri l'invocano propizia, e quante volte si veggono in tutto od in parte esaudite! Anima mia, ricordati che vi sono Anime nel Purga­. torio che sperano in te, ne' tuoi suffragi.... e tu farai poco o nulla? Ricordati di avere una confidenza illimitata in Maria per te e per gli altri, e ne otterrai certo qualche grazia.

3. Quanto possiamo ottenere dalla santissima. Sant'Andrea Avellino diceva di stimarsi felice, se poteva essere nel novero dei predestinati, stando in Purgatorio sino alla fine del mondo; ma la Vergine Maria venne ad accoglierne l'anima negli ultimi istanti per accompagnarla in Cielo. Se sant'Andrea lo di­ceva per umiltà, noi miseri peccatori, con tanti peccati veniali, gravi assai, ne mai compensati con salutare penitenza, qual lungo Purgatorio dovremo subire? Ma una calda devozione a Maria santissima, coll'intenzione di onorare Lei e suffragare le Anime purganti, non solo ci può ottenere quale grazia particolare la esen­zione dal Purgatorio, ma anche tutte le grazie speciali, di dolce intenso dolore per peccati com­messi, di amore grandissimo a Dio, dello spi­rito continuo di mortificazione, di desiderio incessante di guadagnare indulgenze, di purità d'intenzione in ogni nostro operare: cose tutte che giovano a liberazione totale o parziale per noi dalle pene del Purgatorio. Oh quale con­solazione per noi, e quanto vantaggio da si facile devozione! Non esclameremo con san Bonaventura: In Te, o Signora, non sarò confuso in eterno? Che se i nostri suffragi per le Anime del Purgatorio sono troppo scarsi per la nostra incapacità, la Vergine Maria ben può arricchire la miseria nostra. Ella ci suggerisce di offrire a Dio per le Anime i meriti delle virtù da Lei praticate, i dolori e la rassegna­zione di Lei, il fervore del suo cuore e l'e­roismo di carità da Lei esercitato sul Calva­rio; Ella ci suggerisce di unire le nostre preghiere alle sue, con cui impetra grazia per le dolenti sue figlie; Ella ci indica ad offrire con Lei al Padre i meriti del Sangue di Gesù, i palpiti d'amore del Cuore di Gesù.... Oh quanti tesori di grazia per liberare quelle Anime! E tu rimarrai sempre inerte nella tua tiepidezza? Aspetti forse a scuoterti quando non ci sarà più tempo?

PREGHIERA.

O Regina del Carmelo, o Maria santis­sima, io v'invoco ben volontieri con questo nome, che mi ricorda il vostro amore per le Anime pedanti nel Purgatorio, e spero che vi mostrerete pure Madre per me quando cadrò tra quelle pene. Deh! pregate Voi per i miei cari Defunti; unisco le deboli mie preghiere alle vostre, offerisco al Signore i vostri meriti, le vostre soddisfazioni, i vostri sacrifizii in compenso dei debiti di quelle Anime; ottenete ad esse una pronta libera­zione ed a me la grazia di poter giungere al Cielo con un breve Purgatorio. Così sia.

MEDITAZIONE PER IL LUNEDI.

1. L'esistenza del Purgatorio è un domma di fede. - Se Maria, Madre di Dio, Seggio di sapienza, ti affermasse esistere il Purgato­rio, non crederesti alla sua parola? Ebbene, Maria lo ha detto, assicurando i suoi devoti ch' Ella li proteggerà ed aiuterà nel Purga­torio, perciò la Chiesa, Maestra infallibile di verità, definiva nel Concilio di Trento esistere il Purgatorio: nessun fedele può dunque du­bitarne, se vuol essere cattolico. Sebbene nel Vangelo manchi la parola Purgatorio, pure Gesù parla d'un carcere, da cui non si esce (prima di avere pagato l'ultimo quadrante MATT, v, 26). Gesù ripete che vi hanno tali peccati che non saran perdonati nè in questo mondo, nè nell'altro (MATT., XIII, 82): dal che s'inferisce che, nell'altro mondo, qualche pec­cato vien rimesso, mediante le pene del Purga­torio, come spiegano i Santi Padri. San Paolo ci dice che le Anime di molti saranno salve quasi pel fuoco (I Cor., III, 15); e se fra gli Ebrei già offerivasi da Giuda Maccabeo un sacrifizio a Dio per soldati morti in battaglia a bene dell'anima loro (II Macc., XII, 46), i primi cristiani di Roma raccoglievansi nelle catacombe a pregare requie per defunti. San­t'Agostino celebra sacrifizii per obbedienza a santa Monica, che gli raccomandava di non di­menticarla nella santa oblazione. San Paolo ricorda le agapi, cioè il pane ed il vino, che portavansi sulle tombe dei trapassati da di­stribuirsi quale limosina per loro suffragio: e san Cirillo da Alessandria, san Giovanni Grisostomo, sant'Agostino, san Gregorio Magno, san Bernardo, san Tommaso d'Aquino con­cordi, descrivendone le pene, invitano a suffra­gare le Anime purganti. Anima mia, rigetta ogni pensiero di dubbio sul Purgatorio; fa un atto di viva fede su questo domma; credi alla parola di Maria santissima, all'autorità della Chiesa, e medita che in quel carcere stanno a migliaia le Anime, e forse presto anche tu ci cadrai.... Oh qual pensiero!

2. Il Purgatorio è un ritrovato della di­vina bontà. - Iddio non è obbligato a perdonare chi l'offende, nè alcuno può giustamente lagnarsi di Lui, perchè condanna un peccatore all'Inferno, dopo tanti avvertimenti e tante minaccie ai trasgressori della sua legge. E la giustizia di Dio vorrebbe appunto che ad ogni peccato conseguisse una pena eterna a ripara­zione dell'offesa infinita fatta alla divina Maestà; ma il Signore è ricco in misericordia, ed il Purgatorio è l'anello di transazione tra la san­tità e la bontà di Dio, tra la sua giustizia e la sua misericordia. Iddio santo non può vo­lere in Cielo nulla d'immondo, ma Iddio buono non può patire che tante Anime, redente col Sangue di Gesù, vadano dannate. Iddio giusto vorrebbe punizione eterna pei peccatori; ma Iddio, Padre di noi figli prodighi, tutti ci vuol in Cielo: ed Egli à salvare la giustizia ed a praticar la bontà creò il Purgatorio, ove con un'equa pena anche nell'altra vita si soddisfa a Dio, almeno pei peccati veniali, e noi saremo salvi quasi pel fuoco. Se non fosse un domma di fede il Purgatorio, non saremmo noi ten­tati a disperazione dopo un peccato, anche solo veniale, pensando che per noi non è più aperto il Cielo? Non è dunque un ritrovato della bontà di Dio il Purgatorio? Anima mia, ringrazia il Signore d'averti dato tanti mezzi di salute. E non sarà tutta volontaria la tua dannazione se non ne profitti? Rammenta però che in Purgatorio pagherai a caro prezzo ogni più piccola colpa, commessa volontariamente; quindi: 1. non abusare del tempo che hai a guadagno del Cielo; 2. non commettere pec­cati, dicendo che meritano solo il Purgatorio; 3. non abusare della bontà di Dio, perchè si volgerà in giustizia; e troppo tardi dirai: l'ho sbagliata.

3. Maria ci ottiene quale grazia il Pur­gatorio. – E’ sentenza comune che ogni Beato m Cielo deve, qual più qual meno, la propria salvezza a Maria, e ciò è vero non solo per­chè la Vergine è la dispensiera ed il canale delle grazie divine, ma ancora perchè Dessa nessuno dimentica nel suo amore materno; e se va in cerca della pecorella smarrita, cioè dei peccatori, per ricondurli a Gesù, alle Anime giuste si fa guida e conforto, ed a tutti porge una mano per giungere in Paradiso. Or bene, considera, anima mia, nella vita passata quante volte sei caduta nel peccato mortale; se allora non sei piombata nell'Inferno,. dopo Dio non devi forse ringraziare Maria, che ti ottenne la grazia ed il tempo a dimandare perdono, e che Inferno si mutasse in Purgatorio? Se ora tante inspirazioni ti si svegliano innnente ad evitare il peccato, a moltiplicarti i meriti col­l'esercizio della virtù, se provi un orrore del­l'Inferno, non è forse grazia di Maria, la quale desidera che tu fugga quell'abisso; e per grazia ti impetra dalla divina giustizia, che solo nel Purgatorio abbi a scontare la pena della tue colpe? Nel giudizio particolare vedrai la severità di Dio e quanto sia facile per un solo peccato mortale dannarsi, ed insieme conoscerai che cosa fece Maria, perchè fuggissi la colpa grave, ed in quanti modi ti sostenne, ti invitò, ti trasse per la buona via. Allora se Iddio ti condanna solo al Purgatorio è tutta grazia di Maria! Ma in­tanto se morissi in questo momento col pec­cato mortale in cuore, potresti ragionevolmente sperare di fuggire l'Inferno? Tenendo così poco conto degli inviti di Maria, moltiplicano i peccati veniali, vivendo con freddezza, quanti anni ti guadagni di Purgatorio? Anima mia, eccita in te un sentimento: l. di vera contri­zione; 2. di riparazione, mediante una conveniente penitenza. Prega la Vergine del Car­melo ad intercedere per te grazia e perdono.

PREGHIERA.

O cara Madre Maria, io credo esservi il Purgatorio, e ringrazio il Signore di averlo creato quale anticamera ardente del Cielo per chi, morendo, non ancora è degno d'en­trare nel Regno dei giusti. Sarà somma grazia per me se, scampando dall'inferno tante volte meritato col miei peccati, potrò salvarmi passando pel Purgatorio; pure, o Vergine del Carmelo, se Voi già mi otte­neste tempo e ravvedimento, compite la grazia e fate che con un sincero dolore e colla pratica della penitenza in questo mon­do, sia breve il tempo del mio soffrire in quel carcere, e presto giunga a godere con Voi e con Gesù il riposo eterno. Così sia.

MEDITAZIONE PER IL MARTEDÌ.

l. I dolori del Purgatorio sono ineffabili nella qualità. - In qual modo anime sepa­rate dal corpo possano soffrire è un mistero, scrive sant'Agostino, pure è una verità: miro modo, sed vero. San Paolo afferma essere cosa ben dura cadere nelle mani di Dio, horrendum est (Hebr., x, 31). E se su questa terra, in cui Iddio più che nella giustizia abbonda in mi­sericordia, il Signore punì una piccola curiosità nella moglie di Lot mutandola in una statua di sale, una irriverenza di Gza colla morte im­a, una bugia di Anania e Saffira col farli cader morti a pie' di san Pietro; che sarà in Purgatorio ove trionfa la giustizia punitrice?

E fuoco di quaggiù è come fuoco dipinto, a paragone del fuoco del Purgatorio, dice san­t'Anselmo. È il medesimo fuoco dell'Inferno che brucia i dannati e purifica gli eletti, sog­giunge sant'Agostino, anzi in qualche maniera, ripiglia, è più tormentoso perchè non eterno, cum non sit illis ceternus; quasichè più lenta e meno efficace operi il fuoco la sua vigoria coi dannati, che sempre saranno tormentati, e più possente si mostri cogli eletti che presto si dipartiranno. Due cose contribuiscono ad accrescere il dolore: 1. La materia disposta a bruciare; le Anime sono aride come legna che il fuoco invade in un istante; sono sciolte dalla materia e quindi le facoltà divengono più capaci di soffrire, sia perchè divenute più per­fette, sia perchè nulla più diminuisce l'azione del fuoco sopra ciascuno dei sensi; 2. L'istrumento del loro dolore è il fuoco acceso da Dio, e non a comodo delle sue creature, ma a pu­nizione; se è fuoco reale, nulla si può conto­pire in questo mondo di più penoso del fuoco; se è fuoco spirituale o metaforico, così appunto s'intitola per ricordarci la quintessenza del do­lore. Anima mia, ora è facile ridere e commet­tere peccati; ma quando cadrai in quel carcere, e oh qual dolore! E forse là per colpa tua ge­mono i tuoi cari; e tu non ci pensi.

2. Dolori incomprensibili nella quantità. ­In questo mondo l'infermo non soffre mai ad un tempo tutti i cruciati di cui è capace; nel Purgatorio il fuoco tormenta tutta l'anima. Tutte le pene che immaginare si possono in questa vita, sono un nulla a paragone della pena del Purgatorio, scrive san Bernardo: Ep­pure chi può anche solo annoverare tutti i generi di malattia, di dolori, di patimenti cui va soggetta la povera natura umana su que­sta terra? Chi sa enumerare tutti i crucci dei martiri, le austerità degli anacoreti, le peni­tenze dei confessori, le crudeltà usate dai ti­ranni o derivate dalla barbarie dei carnefici? Ma qualunque mortale, scrive san Cirillo Ales­sandrino, amerebbe d'esser tormentato fino al terminare del mondo da tutte insieme le pene, che gli uomini sopportarono fino ad ora, anzi che durarla un giorno solo in Purgatorio. Sog­giunge san Girolamo: in uno supplicia. tutti i supplizii stan raccolti in un solo fuoco nel Purgatorio; e ciò che a dismisura accresce il patire si è che questi mali non si succedono gli uni agli altri per quelle sante Anime, ma tutti insieme e nel medesimo tempo concorrono a tormentarle. E sant'Agostino con­chiude che quel fuoco è di tal natura da supe­rare tutto ciò che in questo secolo si può ve­dere, sentire ed anche solo immaginare. Anima mia, che non sai sopportare un dolore senza lamenti e grida di disperazione, che sarà di te quando piomberai in quell'abisso di pene? Non cercherai di sfuggirlo od in tutto od in parte? E se tu sai che i tuoi cari, forse tuo padre, tua madre medesima, stanno tra quelle pene, nulla farai per sollevarli? Potresti forse oggi stesso liberarli con una Messa, con una Comunione, con una limosina; e tu non appor­terai loro nemanco una goccia di refrigerio?

2. Gesù e Maria medici pietosi delle Anime Purganti. - Se il Signore tormenta cotanto le Anime Purganti, non giudicare che Esso sia crudele o si diletti dei mali altrui; Egli è come medico, che non risparmia all'infermo, per guarirlo, nè l'amara medicina, nè talvolta il ferro od il fuoco. L'anima cristiana che si co­nosce immonda del peccato, innanzi alla pu­rezza divina, ammirata nell'istante del giudizio, compresa di confusione e d'orrore, per purifi­carsi si getta essa stessa nelle fiamme e vor­rebbe anche più essere tormentata per abbellirsi più presto. Indi le Anime non chiamano Gesù giudice severo, bensì medico pietoso, che loro appresta il rimedio a salute. Gesù le tormenta, ma ad un tempo infonde loro la santa rassegnazione alla volontà divina, per cui nessun lamento, nessuna disperazione ha luogo in quel carcere; ma uniformate a Dio, solo ripetono il fiat della rassegnazione, benedicendo alla mano che le flagella. Gesù mitiga le loro pene col pensiero che presto saranno salve e che un godimento senza misura le aspetta fra breve nel seno di Dio stesso. Gesù mitiga l'amaro dei loro dolori colla dolcezza dell'amore divino, certe quali sanò d'essere in grazia di Dio ed amate da Dio stesso. Gesù per mezzo degli Angeli le consola, loro annunziando i suffragi ottenuti in terra; per cui è opinione di molti che le pene ed i dolori di quelle Anime si mi­tigano e decrescono gradatamente. A Gesù si unisce Maria; e loro mostrando quanta parte prenda al loro penare e quanto le rincresca non poter tosto sciogliere le loro catene, le consola colla sua tenerezza. Maria, qual madre pietosa, non le rimprovera, perchè non ascol­tarono in vita gl'inviti di Lei, anzi s'adopera energicamente alla loro liberazione; e lo sanno quelle Anime e si confortano.... Oh bontà di Dio e di Maria! Ma pur rifletti che queste goccie di balsamo mitigano, ma non tolgono; l'acerbità del dolore; e non è meglio evitare il male, che non dopo approfittare del medico? Anima mia, pensaci mentre sei in tempo.

PREGHIERA.

O Maria, Regina del Carmelo, il riflesso delle pene del senso in cui si trovano tante anime mi sveglia la più tenera compassione. Oh come mi rincresce potere e sapere far sì poco e, suffragio di esse! Deh, aiutatemi, o care. Madre! Per le vostre purissime mani offerisco a Voi i vostri dolori, congiunti a quelli di Gesù medesimo sulla Croce: offe­risco per esse a Dio tutte le opere buone di cui sono capace, in unione di tutto il bene cui intendo di partecipare; offerisco per esse tutte le Indulgenze che si possono da me acquistare; ma ben veggo che ciò è un nulla a placare la giustizia divina: o Maria, fate che per amor vostro si vuoti quel carcere, ed insieme ottenete a me che non ci cada. Così sia.

MEDITAZIONE PER IL MERCOLEDI.

1. Maria Vergine speranza delle Anime del Purgatorio nel lungo loro soffrire. - La spe­ranza solleva nelle nostre pene e quasi le ab­brevia, almeno nel pensiero. Maria è la speranza comune; ed oh! quale conforto apporta alle Anime nel loro lungo penare! La Chiesa, mae­stra di verità, definì che il Purgatorio cesserà dopo il giudizio universale, rimanendo solo il Paradiso e l'Inferno. Ma per quanto tempo si sta in quel carcere? Origene sostenne che nes­suno esce di colà prima dell'estremo giudizio; ma sant'Agostino combattè questa sentenza: Domenico Soto credette che nessuno stia in Purgatorio più di 10 anni, ma Alessandro VII condannò come falsa tale opinione: e chi lo potrebbe credere, ponendo a base la severa giustizia di Dio? Non è per nulla di fede che per una bugia si soffra sette anni di Purga, torio, che un menomo atto d'immodestia sia con­dannato a tre anni di fuoco, o che la pena d'un peccato mortale debba scontarsi sino alla fine del mondo. Sia pure immensa la bontà di Dio, nel risparmiarci almeno una arte della pena do­vutaci, sia pure che castighi più a legge di cle­menza che non di terrore; ma però Egli è giusto infinitamente, e chi potrebbe fare a fidanza sulla pochezza del castigo? Iddio compariste infinito si nelle massime come nelle minime co­se; un fil d'erba che nasce nel prato, una foglia rapita dal vento, un capello che cade di capo non isfugge allo sguardo di Lui, dice il Van­gelo; e se Gesù promette un premio ineffabile, eterno, per un bicchier d'acqua dato per amore di Lui, quale e di quanta durata sarà il castigo per un'offesa fatta a Lui stesso, sebbene appaia piccolo al corto nostro sguardo? Con Dio non si scherza, dice il Profeta, ed i suoi giudizii sono un profondo abisso. Quante anime stanno colà da anni, da secoli! Dal mondo sono di­menticate; Iddio pretende giustizia.... ma e Ma­ria non è la speranza di tutti? Appunto Maria fa loro sentire che pensa ad esse.... O Maria, og­gi appunto vi prego per le Anime condannate à più lungo Purgatorio; deh, salvatele! Ma, anima mia, non istare senza timore pe' tuoi peccati, an­corchè perdonati; forse una pena, più lunga di quel che tu credi, t'aspetta in Purgatorio, a meno che tu faccia penitenza su questa terra.... Pensaci.

2. Maria abbrevia il lungo penare delle Anime purganti. - E non è proprio delle madri alleviare i castighi giustamente inflitti dai padri ai figli? Maria non deve interrompere il corso della divina giustizia, impeden­do che le anime piombino in Purgatorio; ma se può diminuire anche d' un' ora sola le pe­ne, non, farà Ella, Madre nostra? Ma intanto medita su te stesso: sant'Agostino, ragionando dei peccati veniali, diceva: se non li temi quando li pesi, temili quando li numeri. Essi non me­ritano l'Inferno, perchè non ci privano dell'a­micizia di Dio, cioè della grazia santificante, ma lo sterminato loro numero a quanto tempo di Purgatorio ci condannerà? Anima mia, passa a rassegna la vita trascorsa; quanti peccati veniali hai tu commessi? Il giusto cade sette volte al giorno; e tu, freddo, negligente, non­curante, non cadi forse settanta volte nella giornata? Considera i peccati di pensiero, di desiderio, di giudizii temerarii, di cattive vo­lontà, d'ingiusti progetti, di bile, di malignità, di vendette: oh quanti, quanti sono mai! Con­sidera le parole inutili, maligne, pungenti, sa­tiriche, mancanti di rispetto, di sottomissione, di obbedienza; le parole di mormorazione, di cattivo esempio: oh in quanto numero sono? Considera le opere.... havvene una sola perfetta? le preghiere, le Messe, le Comunioni, le per­donanze, i doveri religiosi é del tuo stato tengono tutti per compagna la tiepidezza, la inesattezza volontaria; e saranno tanti debiti da, aggiustare con Dio. Aggiungi a ciò le ommis­sioni colpevoli, la noncuranza delle grazie di­vine, delle ispirazioni, delle chiamate, del non cercare la perfezione secondo il proprio stato e secondo il volere di Dio; metti pure che tutto ciò sia solo peccato veniale: ma in 20, 50, 70 anni di vita, di quanti siamo noi colpevoli?

E la giustizia divina ci condannasse ad un'ora sola di Purgatorio per ogni, peccato, quante migliaia di ore dovremmo scontare laggiù? E se vi unisci la pena dei peccati veniali più gravi e quella dovuta ai peccati mortali, non dovrà essere ben lungo il nostro Purgatorio? E sia pure che una parte ci sia stata perdonata in vita; se ciò non fosse, il nostro penare sarebbe non di anni, ma di secoli. Anima mia, riflettici sul serio. Ma frattanto quante anime trapas­sate da lunghi anni, che già credi in Cielo, perchè in apparenza giuste, forse ancor penano laggiù! Forse i tuoi genitori stanno ancora là; e tu loro non provvedi?O

Maria, vi prego oggi in ispecial modo pe' miei genitori, se ancora, soffrono in Purgatorio.... deh, liberateli! ve ne scongiuro pel purissimo vostro cuore....

3. Maria libera ogni dì Anime dalle lunghe pene del Purgatorio. - E chi ne può dubitare: se Ella mossa a pietà di noi con­verte ogni dì a centinaia i peccatori per sal­varli dall'abisso, non farà altrettanto per le predilette sue figlie del Purgatorio? Ciò è vero; ma quante volte il Signore per giusti motivi non permette che un'anima sia tosto liberata. Ed allora quanto tempo staremo in Purgatorio? Nella Bibbia sta registrato che il Signore castiga il peccato sulla terra fino alla quarta generazione. Adamo per circa 900 anni soffrì pel suo peccato. - La sorella di Mosè fu colpita di lebbra per otto giorni in castigo d'una sola mormorazione. - Davide, sebbene perdonato da Dio, pur vide i flagelli divini scaricarsi su lui e sul popolo suo per 20 anni. - Zaccaria, padre al Battista, portò per nove mesi la pena della sua diffidenza. - Per un solo peccato mortale sta preparato un inferno eterno. Quanto tempo dunque staremo noi in Purgatorio per tanti peccati? Più nessuno entra in Para­diso senza far penitenza, ma se l'abbiamo fug­gita sulla terra, non dovremo farla lunga e difficile in Purgatorio? E Signore a quanti anni di soffrire condanna le anime buone sulla terra prima di salvarle! Invia loro malattie, tribolazioni, croci, tentazioni, aridità, persecu­zioni dure, quasi le dimentichi nel crogiuolo sul fuoco delle torture.... ma le anime fredde, immortificate, godenti sulla terra, non dovranno in Purgatorio subire almeno uguali pene per essere ammesse tra i Santi? Che dico uguali? san Cipriano le chiama lunghissime pene. San­t'Agostino raccomanda la santa sua madre alle preghiere dei secoli futuri. San Césario d'Arles crede i cristiani venir ivi condannati per molti giorni, mesi ed anni. La Chiesa, maestra di verità, proibisce che si ommettano le Messe anniversarie anche dopo 4 o 5 secoli dacchè il defunto è trapassato; approva le Messe per­petue, concede migliaia d'anni d'Indulgenze: crede adunque possano, almeno alcune Anime, stare in Purgatorio lunghi secoli. Non sono dunque improbabili alcune rivelazioni di ani­me condannate al fuoco d'espiazione per 50, 60 anni; altre per intieri secoli, altre fino alla fine del mondo. E quando si pensa che un'ora di quelle pene pare un anno? Anima mia, non provvederai a te per tempo? Vorrai provare per esperienza se è vero ciò che mèditi? Deh, aggi ogni peccato, pratica molto bene, sii de­vota di Maria! Buon per le anime, cadute colà, se furon figlie di Maria, se colle devozioni del Carmine, del Rosario, della Medaglia, cercarono in vita protezione da Maria! sono come certe di venir tosto liberate da Lei: ma chi fu freddo potrà ripromettersi tale grazia da Maria? Deh, pensa per te; pensa per le Anime che soffrono....

O cara Vergine del Carmelo, Voi mi ot­teneste finora vita e liberazione dal fuoco del Purgatorio; ma considerando, i miei pec­cati, le mie freddezze.... per quanto tempo ci dovrò stare io poi? Deh! impetratemi an­cora tempo a penitenza, volontà a far bene, impegno a fuggire il peccato, acciò sia breve il mio Purgatorio. Ma per la vostra bontà soccorrete le Anime che là si trovano ed aprite a tutte le porte del Paradiso. Così sia.

MEDITAZIONE PER IL GIOVEDI’

1. Il Purgatorio è l'anticamera ardente del Cielo.- San Paolo scrive ai Corinti (III, 13) che il fuoco metterà a prova il patrimonio da ciascun eletto accumulatosi sulla terra, bru­cieranno la paglia, la legna, la stoppia; cioè quanto si raccolse di inutile, di vano, di impu­ro, patirà danno (Ibid., 15), ma pure l'anima sarà salva, in grazia del fuoco. Da questo parole, non solo Origene e Lattanzio, ma anche sant'Ambrogio ne conchiudeva tutti debbono passare per quelle fiamme. San Paolino da Nóla mette in bocca agli eletti quel testo, per giungere al premio celeste siam passati per l'acqua del batte­simo e pel fuoco del Purgatorio. San Gregorio Nazianzeno dice dei giusti che come nella Chiesa militante, in generale, non si entra che col battesimo d'acqua, così nella Chiesa trionfante non si giunge se non pel battesimo di fuoco. Dunque, su circa novantamila per­sone che muoiono ogni dì, quante Anime ca­dono in quell'abisso ad ogni ora? Quante che ci sono da anni? Tutte, col lebbroso del Vangelo, ti dicono, se vuoi, - puoi mondarmi; e tu non risponderai loro, sì lo voglio, sii mondata? Non disperare però di te stessa, che non é impossibile, coll'aiuto di Dio e di Maria, evitare il Purgatorio, o tutto od in parte; ma è d'uopo volerlo con quella volontà energica e ferma con cui tutto si può, con cui tutto si vince: lo hai tu così fermo volere?

2. Maria Vergine esente dal Purgatorio. - Potremmo noi credere che la santissima Vergine, l'Immacolata Maria, anche sol di volo sia passata per le fiamme del Purgatorio, per giungere al trono di gloria? Ah! se Ella fu pu­rificata dal fuoco, fu solo da quello dell'amore di Dio che dolcemente La consumò d'un mar­tirio di amore. Se Maria fe' eccezione alla regola generale, non avvenne mai ad altri Santi la medesima cosa, e non la posso sperare anch'io?

Considerando la giustizia e la severità di Dio, che chiamerà conto fin dell'ultimo quadrante; pensando alla nostra debolezza per cui cadiamo e ricadiamo troppo sovente ne' consueti difetti e peccati; esaminando che il medesimo giusto, sonnecchia troppo sovente nella pratica della virtù, e la poca nostra premura in questo mondo di accumularci meriti e di guadagnare indul­genze a totale remissione delle colpe commesse e della pena dovuta, non è a stupire che si possa dire: tutti passano per quel fuoco. Diceva Davide, niuno tra i viventi, al tuo cospetto sarà riputato giusto; perché, e chi nol sa? Nessuno è mondo dalle terrene sozzure. Ma Iddio è infinito in misericordia, e non il nostro patire, e volendo premiare l'ardore dei Santi, non potrà o non vorrà concedere ­di tratto il Cielo alle anime più elette, senza che passino pel fuoco purificante? E Maria non vorrà ottenere a' suoi divoti quella gra­zia che ebbe per sè? Ed infatti di quanti Santi piamente si crede non abbiano toccato le fiamme purganti! Il Bellarmino, esortato in morte a sperare tanta grazia, è vero che rispon­deva con un sospiro: ci riesce appena qualche giusto, ma non teneva impossibile. Santa Teresa nelle sue rivelazioni dice aver vedute appena tre Anime non toccar quelle fiamme, fra cui san Pier d'Alcantara, ma pure alcune ne scamparono. E che voleva significare quell'elevarsi al cielo quale candida colomba, come in morte di santa Scolastica vide il suo fratello san Benedetto? Che vuol dire quel globo splendente che s'eleva e s'immerge in un, mar immenso di fuoco e di luce, come si legge di san Giovanni della Croce? Che vuol dire, esser veduto amano degli Angeli portato al cielo sotto ricco padiglione, come si legge del beato Sebastiano Vàlfrè? E chi in morte comparve raggiante di splendida aureola; e chi disse chia­ro, come san Gaetano Thiene: ecco Maria, ecco gli Angeli, che vengono a ricevermi fra essi: questi e consimili segni non rivelano l'istan­taneo passaggio dalla terra al Cielo? Dunque se e difficile non è però impossibile l'evitare il Purgatorio. Oh, quale conforto! Oh, quale speranza mi si schiude in cuore!

3. Se oggi tu morissi, scamperesti forse dal Purgatorio? - Anima mia, medita come Iddio nessuna predestina nè all'inferno, nè al Pur­gatorio; abbondano i mezzi di grazia ad evitare la colpa ed a purificarne noi viventi. A rigore di termini potrebbe non solo il giusto, ma anche il peccatore, m un momento, in punto di morte, pagar ogni suo debito con Dio, mediante i Sa­cramenti, con atti di contrizione e di carità perfetta, e coll'acquisto delle sante Indulgenze. Ciò tutto è vero; ma tu, che mediti, se morissi oggi, potresti sperare dal tuo giudice l'elogio fatto alla Maddalena: « I tuoi peccati son per­donati, perchè molto m'hai amato!? » Ti pare di meritare quanto Gesù disse al buon ladrone sinceramente pentito: « Oggi sarai meco in Pa­radiso? » Sapendo che due soli titoli valgono a scampo dal luogo d'espiazione, cioè, o innocenza perfetta, o perfetta penitenza, ti pare forse di possederne almeno uno? Vivi tu da santo, sic­chè ti possa arridere speranza di una morte da santo? Adoperi tu i mezzi che ti sono larganiente forniti per saldare in terra ogni debito? Frequenti gli atti di contrizione e di carità, per imparare a farne almeno uno perfetto in punto di morte? Anima mia, se oggi trapas­sassi di vita, passeresti si o no nel Purgatorio? Forse sarebbe grazia somma il non essere con­dannata all'inferno, tanti sono i rendiconti che ti pesano sulla coscienza, tanta è la freddezza del cuore, tanta è la penitenza che ti rimane a fare, tanta è la negligenza nel guadagnare indulgenze.... eppure se tu vorresti, potresti scampare intieramente da quel fuoco. Altri, vo­lendo, seppero od evitarlo totalmente o dimi­nuirlo di gran lunga.... Iddio vi ti condannerà mal suo grado, costretto dalle tue, colpe, dalla tua inerzia, dalla tua noncuranza.... E pur sapendolo, nulla risolverai per evitarlo? E nulla farai per tante Anime che incautamente cad­dero nel Purgatorio?

PREGHIERA.

O Vergine santissima del Carmelo, Re­gina del Purgatorio, mentre prego e li­mando pietà per tutte le Anime purgan­ti, penso per me e desidero evitar quelle fiamme. Ne conosco tutta la difficoltà, ca­pisco che la mia vita trascorsa merita un lungo ed un terribile Purgatorio! pure, mi affido alla vostra potenza ed alla vostra bontà, o Maria. Deh! impetratemi il per­dono de' miei peccati, ardore nel bene ope­rare, capacità di eccitarmi in morte ad un atto di cavità perfetta; scampatemi Voi dal Purgatorio ed io ve ne ringrazierò per tutta l'eternità in Cielo. Così sia.

MEDITAZIONE PER IL VENERDÌ.

1. Una calda e vera devozione a Maria, primo mezzo per far il Purgatorio in vita. - Tutte le pratiche di religione si dànno a vicenda la mano, per quanto riguarda l'eterna nostra salvezza. Gli amanti del Cuor di Gesù, in quel Cuore, asilo dei bisognosi, conforto degli afflitti, e direi parafulmine delle divine vendette, rinvengono un mezzo potente per scampare dal Purgatorio. I devoti di san Giuseppe nella speranza di venire assistiti, nel loro trapasso, dalla Sacra Famiglia, colle dolcezze delle agonie toccate al gran Patriarca, confidano che san Giuseppe loro schiuderà ben tosto le porte del Paradiso; nè io punto ve' metter in dubbio la loro confidenza. Gesù ci applica i frutti del pre­ziosissimo suo Sangue o direttamente per se, o per la mediazione di Maria e dei Santi. Ma al leggere nelle storie quanti divoti di Maria eb­bero il Paradiso per le mani di Lei; nel vedere le dolci morti ottenute da una santa Teresa, da san Filippo Neri, da santo Stanislao Kostka, da san Luigi Gonzaga, da san Gaetano Thiene, da sant'Andrea Avellino, e da cento altri divotissimi di Lei, non dubito di asserire: siate veri e fervorosi divoti di Maria e voi eviterete il Purgatorio. Non è dessa tutto impegno per ciò? Tutte le grazie che Le piovono di mano, non sono tutte dirette ad ottenerci il Paradiso? Non ti diede Ella a pegno l'Abitino del Carmine, mostrando quanto Ella desideri liberare presto i suoi devoti dalle pene del Purgatorio? Non è Dessa la madre della santa speranza? Non invita chi La prega e L'ama non solo a cessare, ma a fuggire puranche ogni nèo di peccato? Non è dessa l'ispiratrice della santità, essendo la copia più perfetta della santità di Gesù? Non conforta le anime generose ad emu­lare le cime della perfezione? E mentre invita, sprona, aiuta alla santità, non allontana con ciò le anime dal Purgatorio, e non fa sì che non vi cadano? Anima mia, L'ami tu Maria? La preghi, L'ascolti, La imiti tu? Sei tu ascritta alla confraternita del Carmine e ne adempi gli obblighi? Nel fuoco del Purgatorio quanti gemono per aver trascurato sì dolce, sì facile mezzo di salvarsi dal loro martirio!

2. La vera divozione a Maria ispira lo spirito della penitenza; secondo mezzo a far il purgatorio in vita. - Non solo le anime innocenti poterono evitare il Purgatorio, ma anche ai peccatori convertiti arrise la medesima sorte: e come? colla penitenza. Maddalena nella caverna di Marsiglia, Pelagia nei deserti della Palestina, Taide in angusta celletta, Marghe­rita da Cortona in un romitaggio, Camillo negli ospedali e all'origliere del moribondo, Agostino nel sacro ministero, tutti coi patimenti studia­rono compensare la penitenza, che la fede loro rivelava dover fare in Purgatorio: e si, ci riuscirono. La penitenza è la scala d'oro del cielo, dice sant'Agostino: la penitenza, sog­giunse san Gregorio, ci mette le ali è ci rende leggieri a volare al Paradiso: la penitenza, dice il Concilio di Trento, è la tavola di scampo nel naufragio del peccato; la penitenza è il fuoco che toglie la ruggine, è il lavacro che rimbian­chisce la stola macchiata, è il denaro che sconta il debito contratto col celeste Padrone. Vuoi tu evitare il Purgatorio? E’ d'uopo, ti dice santa Caterina da Genova, morire vivo al mondo, cioè morire al peccato che regna nel mondo, fuggendolo, detestandolo se commesso, troncando i vizii che sono la parte di questo mondo; morire a noi stessi, all'amor proprio, alla superbia, mortificando le nostre passioni, mortificando la carne nostra, assoggettandola a patimenti per amor di Gesù, staccandoci dalle vanità, dalle lusinghe, dalle attrattive del mondo. Tutto ciò importa morire ogni giorno, cioè privarci dei godimenti, aggiungere ai dolori, alle spine, alle croci involontarie, vo­lontarii patimenti, che vuol dire far una vita di penitenza. Osò dire così san Gregorio: Fac­ciamo a Dio un sacrifizio di noi in vita: e dopo morte non avremo bisogno di sacrifizii. - Or bene, la divozione a Maria non ispira l'amor della croce, il desiderio d'imitarla nello spirito di sacrifizio, la rassegnazione, il tacere, il sof­frire, il pregare come Lei al Calvario? Oh se tu fossi vero divoto di Maria, ameresti, colla pazienza nelle contrarietà giornaliere, liberarti dal fuoco del Purgatorio! Invece.... non amare Maria, godi pure il mondo, gli agii, le morbi­dezze, evita pure la penitenza.... la farai in Pur­gatorio.

3. La vera
divozioue a Maria ci rende caldi nelle opere buone; terzo mezzo a far il Pur­gatorio in vita. - Sieno pur gravi i nostri peccati e gravissima la pena loro corrispondente, ma se noi moltiplichiamo le opere sante, gli atti di virtù, i meriti da contrapporre sul­l'altra parte della bilancia sicchè preponderi il bene, che ci rimarrà ancora da scontare in Purgatorio? Operare, sta scritto nell'Ecclesiastico (XIV, I7), prima della morte fatti giusto e santo. Beato l'uomo, dice Davide, i di cui peccati furono co­perti (Ps. XXXI, 1), ma come nasconderli allo sguardo infinitamente perspicace d Dio? In qual luogo Egli non li troverebbe? Nascondili sotto un mucchio di opere sante, e saranno un manto di protezione nel dì del giudizio, saranno una nube benefica tra noi e la collera divina, saranno un soave profumo che calmerà Iddio a nostro vantaggio. Ti dirà Gesù, (MATT., XXV, 21); o mio, servo, tu fosti fedele nelle piccole cose, nei piccoli atti di virtù, di carità, di pazienza, di ras­segnazione, di giaculatorie, di sacrifizii, di in­dulgenze, di amor di Dio, di comunioni, di desiderii di purificarti, di sante intenzioni, di caldi sospiri.... oh, buon per te! io ti, approvo, io ti perdono, io ti amo, entra nel gaudio del tuo Signore. Oh dolce parola di Gesù! Non ti piacerebbe sentirtela ripetere nel momento del giudizio? Ma non si richieggono perciò nè mi­racoli, nè estasi, nè rivelazioni; bensì una santa fame di operar il bene, una volontà costante di non lasciar sfuggire occasioni di meriti, un non dire mai basta nel praticare virtù, un ane­lare incessante di piacere a Dio, di crescere nel suo amore, compiendo ogni nostro dovere di religione e di stato con esattezza e per amor di Dio. Tacere e operare. (Eccl., IX, 10). Così fecero i Santi, ed al punto della morte già era fatto il Purgatorio. E tu, anima mia, trovi ciò troppo, gravoso? Ah, se le Anime del Purgatorio, con preghiere, con limosine, coll'assistenza agli in­fermi, col sollievo ai bisognosi, col conforto agli afflitti, con una vita di edificazione, colla frequenza ai Sacramenti, con una vita fervo­rosa, potessero ora evitare quelle fiamme; che non farebbero? Anima mia, ti lamenterai an­che tu un giorno, se non ci rifletti: deh! non tardare....

PREGHIERA.

O cara Madre del Carmelo, Maria, quanto spero da Voi per far in vita il mio Purga­torio! Mi ricordo d'essere vostro figlio, godo propagare la vostra divozione, sempre vi ho amata, ma voglio amarvi ognor più; deh! fate ch'io ami e pratichi la penitenza, otte­netemi l'amor di Dio, la purità d'intenzio­ne, un santo ardore di moltiplicare le opere di virtù, acciò pagato il mio debito con Dio in vita, possa venire liberato in morte dalle pene del Purgatorio. Così sia.

MEDITAZIONE PER IL SABATO.

1. Il Cuor di Maria tenero e riconoscente rimprovera la nostra ingratitudine nel suf­fragare le Anime.

La tradizione registra come Maria, giovinetta, uscisse due volte dal tempio, e fu per accompagnare a sepoltura i suoi genitori Anna e Gioacchino. Amava Ella Dio di tutto cuore, ma sentiva pure il più te­nero affetto per gli Autori de' suoi giorni; e la riconoscenza non solo estraeva dagli occhi di Maria una larga vena di pianto nel loro tra­passo, ma la sua calda preghiera si univa a quella del sacerdote, pel santo riposo delle anime loro nel seno di Abramo. Maria lo credette un dovere, e non sarà pure per noi? L'ingratitu­dine venne sempre riprovata da tutti i popoli come cosa vergognosa; e non sarà tale, anzi talvolta un vero delitto, allorchè si tratta delle Anime del Purgatorio? Chi sulla terra paga di noncuranza, e peggio di disprezzo, i proprii ge­nitori, chi non li aiuta ne' loro bisogni, è sti­mato colpevole; ma forsechè dessi non son più tali perchè trapassati? Chi abbandona un pa­dre, una madre moribondi, vien detto un mostro, e non sarà peggio l'abbandonarli nel fuoco ar­dente? Il comando della legge di Dio: honora patrem et matrem, che prescrive l'onore, il ri­spetto, 1'aiuto ai nostri genitori, non cessa sul limitare dell'eternità; è dovere nostro di soc­correrli finchè ne hanno bisogno: e se questo è grande, stringente per essi nel Purgatorio, non peccheremo noi nel non soccorrerli? Dopo Dio, vi ha forse qualcuno cui debbasi maggiore gratitudine che ai genitori? Da essi la vita, le cure innumerevoli della tua infanzia, le premure per la tua sanità, pel tuo benessere; chi può pensare alle veglie, agli affanni, alle lagrime di: una madre accanto alla culla, senza provare un palpito di amore? Quante premure per l'educa­zione, per l'istruzione, per mantenerti, per pro­cacciarti un po' di patrimonio! E se ai bene­nefizii fisici aggiungi i morali, del battesimo appena nati, dell'impartirti la dottrina cristia­na, insegnandoti colle massime del Vangelo la strada dell'eterna salvezza, correggendoti nella tua inesperienza, pensando giorno e notte al tuo bene temporaneo ed eterno, non potrai a meno di confessare che sono senza numero i benefizii ricevuti da' tuoi genitori. Ma se essi co' tuoi maestri, superiori, direttori, gemono in Purgatorio e ti domandano per gratitudine non la metà del tuo patrimonio, come offriva Tobia per riconoscenza all'Angelo Raffaele, ma solo una qualche Messa, a loro suffragio, qualche opera buona, e tu gliela nieghi, non sei dunque un ingrato, e non pecchi mancando al tuo do­vere? E tu non hai forse promesso, anzi giu­rato sul loro letto di morte, di assisterli? E non è più peccato mancare ai fatti giuramenti?

2. La Vergine santissima ti fa vedere molti in Purgatorio per causa tua.

Maria mai donò cattivo esempio ad altri, nè giammai fu oc­casione di male al prossimo; ma tu, mettendo mano alla coscienza, puoi tu dire d'essere in­nocente sui patimenti di quelle Anime? Colà forse ancor si trova tuo padre, che per troppo amore per te, per lasciarti più pingue patri­monio, trascorse in frodi, in ingiustizie, in cenno bugie! Là forse vi ha tua madre, che cadde in mille impazienze per cagion tua, che per troppa bontà di cuore mancò al suo do­vere di correzione, di severa riprensione, ed i tuoi valli furono aggiudicati a lei: dovette ella render conto a Dio della tua superbia non mor­tificata, della tua vanità non repressa, della tua freddezza in religione non isvegliata.... dun­que in gran parte per causa tua ella soffre; e tu non sarai obbligata à riparare e starai tran­quillo in coscienza come se non avessi obbligo alcuno verso di essi? Oh se potessi vedere i mesti loro sguardi! Non ti maledicono; ma vuoi tu che ti benedicano, mentre, come i fratelli di Giuseppe sulla cisterna di Sichem, tu ti godi il frutto delle loro fatiche, e li lasci sof­frire in quel baratro profondo? - Si trovanti laggiù gli scandelizzati da noi! Quanti, al ve­dervi mal fare, imitarono i vostri difetti ed i vostri peccati! Quanti, al vedere la vostra in­differenza alla preghiera in chiesa, ai Sacra­menti, si fecero forti dei vostri esempii e vi imitarono. Quanti impararono da voi il godi­mento dei piaceri, l'immodestia, la vanità nel vestire, l'attacco alla roba, lo spirito di immor­tificazione! Anzi quante perfide lezioni uscirono dal vostro labbro e furono causa di cento pec­cati! Quell'amico, quel parente, quel compagno, già trapassati, commisero peccato per farvi piacere; ma ora nell'abisso vi guardano, e non dr cono al Giudice supremo: non vogliamo vendetta; bensì desiderano ricordarvi il dovere di restituzione della innocenza loro rubata, della purità di cuore loro tolta; e voi, potendo coi suffragi compensare il danno spi­rituale loro arrecato, non facendolo, sareste disumani, ingrati, ingiusti, anzi quasi i loro tormentatori; e ne renderete un dì stretta conto al Signore. Anima mia, pensaci appiù, di Maria santissima; è un dovere ben grade per te!

3. Maria santissima ti rimprovera per (…) non soddisfatti.

Quante Anime, questo motivo, Maria non può vedere tosto in cielo! Quanto onore e gloria a Dio ed a Lei non si toglie colle Messe non dette, colle pre­ghiere non fatte dai poveri, per le limosine omesse! Ha ben ragione Maria di rimprove­rarti.... Più volte regna somma negligenza nei figli e negli eredi, per quanto spetta ai legati lasciati dal testatore. Sono Messe da dirsi nel più breve tempo possibile: ma colla scusa delle grandi spese, trascorrono i lunghi mesi, e ben lungi dall'anticiparne la celebrazione si differisce... Ma non pensi tu che l'Anima del defunto è tra pene crudeli, ed i giorni per lei sembrano secoli? Non impedire ai morti la grazia di o, dice lo Spirito Santo. Quelle limosine alle opere pie erano forse restituzioni, compensi, riparazioni necessarie; l'Anima sta forse tra le pene finchè non sieno fatte; e tu differisci a tuo bell'agio, finché ti torni comodo.... dov'è la tua giustizia? Tu godi il patrimonio di lui, e chi è morto, aspetti.... Non dice così il de­funto, che fidavasi in te vedere compiute le sue volontà ed avere suffragi: invece che dirà dal Purgatorio? Peggio chi non adempie ai legati senza una legittima scusa. Sono lasciti antichi, sono pesi di altre eredità avute, sono talvolta prezzi di peccati, legati di stretta giu­stizia, per cui le Anime dei defunti porteranno pena non avendovi soddisfatto in vita. Ma avendone pur danno le Opere pie defraudate dei loro redditi, le chiese cui vengono negati i sussidii loro largiti, e talvolta intiere popola­zioni private di Messe, di catechismi, di limo­sine, di assistenza dei sacerdoti, chi può scusare questi tali da grave peccato e dall'obbligo della restituzione? Anima mia, non hai nulla a rimproverarti per questo riguardo? Non hai Messe da far celebrare? Hai soddisfatto esat­tamente alla volontà del testatore? La roba dei morti sterminò ben molte famiglie....

PREGHIERA.

O cara Madre Maria, ai vostri piedi mi riconosco colpevole d'ingratitudine, e forse di vera ingiustizia, verso le Anime de' miei parenti, delle Anime da me scandolezzate, o di quelle che m'imposero obblighi per te­stamento. Desidero rimediarvi quest'oggi, unisco i miei deboli suffragi ai vostri me­riti per le Anime dei miei benefattori; farò oggi una penitenza per liberare le Anime che soffrono per colpa mia; ma dirò con Zaccheo, se defraudai qualche legato, lo compenso con un'abbon­dante restituzione. O Maria, ottenetemi la benedizione di Dio sul fermo mio volere. Così sia.

Mezzo efficace e potente alla nostra eterna salvezza e ad affrettarci i gaudii eterni del Pa­radiso è la divozione sincera del Santo Abitino del Carmine. Beato chi va rivestito di questa santa livrea di Maria, contrassegno di sua con­fratellanza, privilegio a tutti i Carmeliti, i quali morendo con questo Santo Abito NON ANDRANNO AL FUOCO ETERNO: pegno di salute, scampo dai pericoli, segno di alleanza e di pace in sempiterno.

Nè paga di tanta liberalità, l'eccelsa Regina del Cielo, Maria, compariva al Sommo Ponte­fice Giovanni XXII ingiungendogli di pubbli­care al mondo intero che, Essa, proteggendo in singolar modo l'Ordine e i Confratelli del Carmelo, solleverà e libererà dalle fiamme del Purgatorio le Anime dei Religiosi e Confra­telli defunti, specialmente nel PRIMO SABATO dopo LA LORO MORTE, se avranno recitato in vita il Suo PICCOLO UFFICIO tutti i giorni, o, non sapendo leggere, avranno osservato l'asti­nenza dalle carni nel mercoledì e nel sabato e i digiuni della Chiesa; e saranno vissuti ca­sti secondo il proprio stato. Ciò che egli fece pubblicando una Bolla detta perciò Sobatina, la quale fu poi approvata e confermata da altri Pontefici suol successori.

Io, loro Madre, discenderò benigna nel sa­bato dopo la loro morte e le libererò dal Purgatorio.

UFFIZIO DEI MORTI

SACRO SETTENARIO da farsi in suffragio dei sette stati delle Anime sante dei Purgatorio. Efficacissimo mezzo di ot­tenere da Dio a loro intercessione ogni grazia.

PREGHIERA.

Dio mio, considerando le ardentissime fiamme tra le quali stanno penando tante Anime elette vostre figlie, vengo ad implo­rare dalla vostra misericordia suffragi per esse, in virtù dei meriti del vostro divin Figliuolo, la cui vita, Passione e morte voglio qui interporre presso Voi a pro di quelle Anime.

E voi, glorioso san Nicola da Tolentino, che faste di quelle Anime tanto largo sov­venitore in terra, deh! siatemi ora dal Cielo avvocato ed intercessore presso Dio; avvalorate voi queste mie deboli preci e suffragi, per ottenere dalla divina clemenza la liberazione e il sollievo di quelle Anime dalle quali tanto mi riprometto.

1. Signor mio Gesù Cristo, per quella ca­rità che vi condusse nel mondo ad incar­narvi nel seno di una Vergine per amore delle Anime, io vi prego a volere ora soc­correre lo stato di quelle, che da più lungo tempo stanno penando fra le pene del Pur­gatorio, e fra esse specialmente vi prego a soccorrere la più antica. Pater, Ave, Requiem.

2. Signor mio Gesù Cristo, per quella ca­rità che vi condusse a nascere in una stalla per amore delle Anime, vi prego a volere ora soccorrere lo stato di quelle, che stanno da più tempo ad ardere fra quelle fiamme, e specialmente dell'ultima che vi è entrata ed è come novizia fra le altre. Pater, Ave, Requiem.

3. Signor mio Gesù Cristo, per quella ca­rità che vi condusse a vivere fra tanti stenti nel mondo per amore delle Anime, vi prego a volere ora soccorrere lo stato di quelle che sono più abbandonate, e specialmente di quella che è più di tutte bisognosa. Pater, Ave, Requiem.

4. Signor mio Gesù Cristo, per quella carità che vi condusse a predicare con tanti segni e miracoli la vera fede nel mondo per amore delle Anime, io vi prego a soccorrere lo stato di quelle che sono state dalla vo­stra giustizia condannate a più gravi pene e per più lungo tempo nel Purgatorio, spe­cialmente di quella che ora sta penando maggiormente sotto il vostro pesante fla­gello. Pater, Ave, Requiem

5. Signor mio Gesù Cristo, per quella ca­rità che vi condusse a farvi tanto maltrat­tare, vituperare e condannare per amore delle Anime, io vi prego a voler soccor­rere lo stato di quelle che sono le più vi­cine ad uscire dal Purgatorio, e special­mente di quella che potesse liberarsi questo suffragio. Pater, Ave, Requiem.

6. Signor mio Gesù Cristo, per quella ca­rità che vi condusse a farvi flagellare e coronare di spine per amore delle Anime, io vi prego a voler soccorrere lo stato di quelle che sono più sante e destinate a maggior gloria, specialmente di quella che è a Voi più cara. Pater, Ave, Requiem.

7. Signor. Mio Gesù Cristo, per quella ca­rità che vi condusse a morire sopra una croce per amore delle Anime, io vi prego a voler soccorrere lo stato di quelle alle quali io sono più tenuto, specialmente di quella per la quale mi sono più inclinata e la quale Voi conoscete. Pater, Ave, Requiem.

AVVERTIMENTO.

Si avverte qui il devoto lettore che a questa prece si sogliono unire, quando si possa, sette successive Messe, che si fanno celebrare per sette giorni per i sette stati distinti delle Anime sante del Purgatorio, ad imitazione di quello che fece san Nicola da Tolentino, il quale, celebrate sette Messe a loro suffragio, ne li­berò una moltitudine grandissima.

Non potendo farle celebrare, almeno almeno si ascolti la santa Messa per sette giorni.

 

LA NOVENA DEI MORTI

La dîvozione verso le Anime del Purgatorio col raccomandarle a Dio, acciocchè le sollevi nelle grandi pene che patiscono, e presto le chia­mi alla sua gloria, è molto cara al Signore, ed insieme è molto giovevole a noi: poichè quelle Anime benedette sono sue eterne spose, ed al­l'incontro elle sono gratissime verso chi loro ottiene la liberazione da quel carcere, o almeno qualche sollievo nei loro tormenti; onde, giunte che saranno in Cielo, non si scorderanno cer­tamente di chi ha pregato per esse. E piamente si crede che Dio loro palesi le nostre orazioni; affinchè esse anche preghino per noi. E’ vero che quelle Anime benedette non sono in istato di pregare per sè, perchè stanno ivi come ree soddisfacendo le loro colpe; nondimeno, perchè sono molto care a Dio, ben possono pregare per noi, ed ottenerci le grazie. Santa Caterina di Bologna, quando voleva qualche grazia, ricorreva alle Anime del Purgatorio, e tosto si vedeva esaudita; ed attestava che più grazie, non ottenute ricorrendo ai Santi, le avea con­seguite ricorrendo alle anime del Purgatorio. Del resto sono innumerevoli le grazie che nar­rano i devoti aver ricevute per mezzo di queste sante Anime.

Ma se noi vogliamo il soccorso delle loro orazioni, è giusto, anzi è dovere, che noi le soccorriamo colle nostre. Ho detto: anzi è dovere perché la carità cristiana richiede, che noi sovvveniamo i prossimi che stanno in necessità del nostro aiuto. Ma quali prossimi sono più bi­sognosi del nostro aiuto se non le Anime del Purgatorio le quali, prive della vista di Dio, soffrono una pena maggiore di qualunque altra? E pensiamo che ivi facilmente penano anche le Anime dei nostri genitori, o fratelli, o di altri parenti ed amici, ed aspettano il nostro soccorso. Pensiamo inoltre che quelle sante regine non possono aiutarsi da sè, mentre sono in istato di debitrici delle loro mancanze; questo pensiero deve maggiormente infiammarci a sollevarle quanto più possiamo. Ed in ciò non solo daremo gran gusto a Dio, ma ci acqui­steremo grandi meriti, e quelle Anime bene­dette non lasceranno di ottenerci molte gra­zie da Dio e specialmente la salute eterna. Io giudico per certo che un'Anima, la quale è liberata dal Purgatorio per i suffragi di qual­che divoto, giunta che è in Paradiso non lascierà di dire a Dio: “Signore, non permettete che si perda quegli che mi ha fatto venire più presto a godervi”.

Considerazione e Preghiere per la Novena.

Raccomandiamo a Gesù Cristo ed alla sua santa Madre tutte le Anime del Purgatorio, e specialmente quelle dei nostri parenti, benefat­tori, amici e nemici, e più particolarmente 1'Anima di coloro per cui siamo obbligati di pregare. Ed offriamo a Dio in loro suffragio le seguenti orazioni, considerando le grandi pene che patiscono quelle sante Spose di Gesù Cristo.

 

I. Molte sono le pene che quelle Anime benedette patiscono; ma la maggiore è il pensiero che esse coi loro peccati commessi in vita sono state la causa dei dolori che soffrono.

O Gesù Salvatore, io tante volte ho me­ritato l'inferno; che grande pena sarebbe la mia, se io fossi già dannato, in pensare di avermi io stesso causata la mia dannazione? Vi ringrazio della pazienza che avete avuto con me. Mio Dio, perchè Voi siete bontà infinita, io vi amo sopra ogni cosa e mi pento con tutto il cuore di avervi offeso. Vi pro­metto prima morire che mai più offendervi datemi Voi la perseveranza, abbiate pietà di me, ed abbiate pietà ancora di quelle Anime benedette che ardono in quel fuoco.

Madre di Dio, Maria, soccorretele Voi colle vostre potenti preghiere. Pater, Ave.

Quelle figlie e quelle spose, Che son tanto tormentate, O Gesù, ché Voi l'amate, Consolate per pietà.

 

II. L'altra pena, che molto affligge quelle Anime benedette, è il tempo perduto in que­sta vita, in cui potevano acquistare più me­riti pel Paradiso; e che a questa perdita non vi possono più rimediare, poichè, finito il tempo della vita, è finito ancora il tempo di meritare.

Ah! povero me, Signore, che da tanti anni vivo su questa terra, e non ho acquistato altro che meriti per l'inferno; Vi ringrazio che mi diate ancora tempo di rimediare al mal fatto. Mi pento, mio Dio così buono, di avervi dato disgusto; datemi il vostro aiuto, acciocchè la vita che mi resta la spenda solo a servirvi ed amarvi: abbiate pietà di me, ed abbiate ancor pietà di quelle Anime sante che ardono nel fuoco.

O Madre di Dio, Maria, soccorretele Voi colle vostre potenti preghiere. Pater, Ave.

Quelle figlie e quelle spose, Che son tanto tormentate, O Gesù, ché Voi l'amate, Consolate per pietà.

 

III. Un'altra gran pena tormenta quelle Anime benedette, ed è la vista spaventosa dei loro peccati che stanno purgando. Al pre­sente in questa vita non si conosce la brut­tezza dei peccati, ma ben si conosce nell'altra vita, e questa è una delle maggiori pene che patiscono le Anime del Purgatorio.

O mio Dio, perchè Voi siete bontà infi­nita, io vi amo sopra ogni cosa, e mi pento con tutto il cuore di avervi offeso. Vi pro­metto di prima morire che mai più offender­vi; datemi Voi la santa perseveranza, ab­biate pietà di me, ed abbiate pietà ancora di quelle Anime che ardono nel fuoco.

E Voi, Madre di Dio, soccorretele colle vostre potenti preghiere. Pater, Ave.

Quelle figlie e quelle spose, Che son tanto tormentate, O Gesù, chè Voi l'amate, Consolate per pietà.

 

IV. La pena che poi affligge maggior­mente quelle Anime, spose di Gesù Cristo, è pensare che in vita con le loro colpe han dato disgusto a quel Dio che ora amano tanto. Alcuni, penitenti, anche su questa terra, pensando d'aver offeso un Dio così buono, sono arrivati a morire di dolore. Le Anime del Purgatorio conoscono assai più di noi quanto è amabile Dio, e Lo amano con tutte le forze; ond' è che pensando di averlo dis­gustato in vita, provano un dolore che su­pera ogni altro dolore.

O mio Dio, perché Voi siete bontà infi­nita, mi pento con tutto il cuore di avervi offeso. Vi prometto di prima morire che più offendervi; datemi la santa perseveranza, abbiate pietà di me, ed abbiate ancora pietà di quelle sante Anime che ardono nel fuoco e vi amano con tutto il cuore.

O Madre di Dio, Maria, soccorretele Voi colle vostre potenti preghiere. Pater, Ave.

Quelle figlie e quelle spose, Che son tanto tormentate, o Gesù, chè Voi l'amate, Consolate per pietà.

 

V. Un'altra gran pena di quelle Anime benedette è lo stare in quel ruoto e patire, senza sapere quando finiranno i loro tor­menti. Sanno bensì, per certo, che saranno liberate un giorno; ma l'incertezza del quan­do giungerà il fine del loro penare è per esse un tormento ben grande.

Misero me, Signore, se m'aveste mandato all'inferno! ivi sarei certo di non uscire più da quella carcere di tormenti. Vi amo sopra ogni cosa, Bontà infinita, e mi pento con tutto il cuore di avervi offeso. Vi prometto prima morire che mai più offendervi; da­temi Voi la santa perseveranza; abbiate pie­tà di me ed abbiate pietà ancora di quelle santo Anime, che ardono nel fuoco.

O Ma­dre di Dio, Maria, soccorretele Voi colle vostre potenti preghiere. Pater, Ave.

Quelle figlie e quelle spose, Che son tanto tormentate, o Gesù, chè Voi l'amate, Consolate per pietà.

 

VI. Quelle benedette Anime, quanto sono consolate dalla memoria della Passione di Gesù Cristo e del Santissimo Sacramento dell'Altare, poichè per mezzo della Passione si trovano salve e per mezzo delle Comu­nioni e delle Messe hanno ricevuto e rice­vono tante grazie, altrettanto sono tormen­tate dal pensiero di essere state ingrate in vita a questi due grandi beneficii dell'amore di Gesù Cristo.

O mio Dio, Voi anche per me siete morto, e tante volte vi siete dato a me nella san­tissima Comunione, ed io vi ho pagato sempre d'ingratitudine! Ma ora vi amo sopra ogni cosa, mio sommo Bene, e mi pento più che di ogni male di avervi offeso. Vi prometto pri­ma morire, che mai più offendervi; datemi Voi la santa perseveranza, abbiate pietà di me ed abbiate ancora pietà di quelle sante Anime che ardono nel fuoco.

O Madre di Dio, Maria, soccorretele Voi colle vostre potenti preghiere. Pater, Ave.

Quelle figlie e quelle spose, Che son tanto tormentate, o Gesù, chè Voi l'amate, Consolate per pietà.

 

VII. Accrescono poi la pena di quelle Anime benedette tutti i beneficii particolari ricevuti da Dio; come: l'essere nate in paesi cattolici, l'essere state aspettate a penitenza e perdonate dei loro peccati; si, perchè tutti fanno conoscere maggiormente l'ingratitu­dine che hanno usato con Dio.

Ma chi più ingrato di me, o Signore? Voi mi avete aspettato con tanta pazienza, più volte mi avete perdonato con tanto amore, ed io dopo tante promesse sono tornato ad offendervi. Deh, non mi mandate all'inferno, dove non potrò più amarvi. Mi pento, Bontà infinita, di avervi offeso, prometto di prima morire che' mai più offendervi; datemi Voi la santa perseveranza, abbiate pietà di me, ed abbiate ancora pietà di quelle sante Ani­me.

O Madre di Dio, Maria, soccorretele Voi colle vostre potenti preghiere. Pater, Ave.

Quelle figlie e quelle spose, Che son tanto tormentate, o Gesù, chè Voi l'amate, Consolate per pietà.

 

VIII. Di più è una pena troppo amara per quelle Anime benedette, il pensare che Dio in vita ha loro usato tante misericordie speciali, non usate con gli altri; ed esse coi loro peccati l'hanno costretto ad odiarle e condannarle all'inferno, benchè poi, per sua sola misericordia, abbia loro perdonato e le abbia salvate.

Eccomi, Dio mio! uno di que­sti ingrati sono io: ho disprezzato il vostro amore e vi ho costretto a condannarmi al­l'inferno. Bontà infinita, ora vi amo sopra ogni cosa e mi pento con tutta l'anima di avervi offeso; vi prometto prima morire che mai più offendervi; datemi Voi la santa per­severanza; abbiate pietà di me, ed abbiate ancora pietà di quelle sante Anime che ar­dono nel fuoco.

O Madre di Dio, Maria, soc­corretele Voi colle vostre potenti preghiere. Pater, Ave,

Quelle figlie e quelle spose, Che son tanto tormentate, o Gesù, chè Voi l'amate, Consolate per pietà.

 

IX. Grandi. sono insomma tutte le pene di quelle Anime benedette: il fuoco, il tedio, l'oscurità, l'incertezza del quando saranno li­berate da quel carcere: ma fra tutte, la pena. maggiore di quelle sante spose è lo star lontane dal loro Sposo, e private di vederlo.

O Dio mio, come ho potuto io viver tanti anni lontano da Voi e privo della vostra grazia? Bontà infinita, io vi amo sopra ogni cosa e mi pento con tutto il cuore di avervi offeso; vi prometto prima morire che mai più offendervi; datemi la santa perseveran­za, e non permettete ch'io abbia a vedermi un'altra volta in disgrazia vostra. Abbiate pietà, vi prego, di quelle sante Anime; alleggerite le loro pene, ed abbreviate il tempo del loro esilio, chiamatele presto ad amarvi a faccia a faccia in Paradiso.

O Madre di Dio, Maria, soccorretele Voi colle vostre potenti preghiere e pregate anche per noi che siamo ancora in pericolo di dannarci. Pater, Ave,

Quelle figlie e quelle spose, Che son tanto tormentate, o Gesù, chè Voi l'amate, Consolate per pietà.

 

NOVENA E OTTAVA PEI MORTI. Orazioni da recitarsi anche ad una ad una

I. ALL'ETERNO PADRE.

Padre onnipotente ed eterno; innanzi al quale vivono i morti non meno che i vivi, io adoro la vostra infinita santità che niente ammette di immondo nel regno della gloria, e ammiro la vostra sapienza e rin­grazio la vostra misericordia, che colla crea­zione del Purgatorio ha preparato un mezzo sicuro per purificare da ogni macchia e rendere degne del Cielo tutte quelle anime che escono di questa vita prima di avere intieramente scontati i debiti da loro contratti colla vostra giustizia. E giacché, come Padre amorosissimo ed amantissimo Sposo di tutti i fedeli rinchiusi in quella grande fornace di fuoco, niente più vivamente de­siderate che di vederle perfettamente ricon­ciliate con Voi onde ammetterle nel Paradiso, accettate, di grazia, in unione dei me­riti di Gesù Cristo, i suffragi e le preghiere che noi vi offriamo per quegli esuli infelicis­simi. Fate che vedano ciò che credettero, che possedano ciò che sperarono e che si riempiano di ciò che amarono. Degnatevi ancora di perdonare a noi tutte quelle colpe, colle quali abbiamo meritato, non solo il Purgatorio, ma ancora l'inferno, e di aiu­tarci a profittare in avvenire di tutti i travagli della vita ed a tenere costantemente una condotta santa, da poter alla morte pas­sare senza ritardo al gaudio del Cielo. Maria Addolorata, offerite i vostri meriti ed avva­lorate le nostre preghiere per liberare dalle loro pene le povere Anime del Purgatorio. Pater, Ave, Requiem.

II. A GESU’ CRISTO.

Amorosissimo Redentore, che per la salvezza delle anime sosteneste nientemeno che la croce, e fino all'ultima goccia ver­saste il vostro Sangue divino, affinché tutti avessero in pronto una soddisfazione, sem­pre maggiore dei proprii debiti, degnatevi di riguardare con occhio di misericordia le povere Anime del Purgatorio, affine di estinguere del tutto, o almeno mitigare in gran parte, l'ardore di quel fuoco che le tormenta. Noi vorremmo essere così fervo­rosi da meritare presso di Voi una grazia così distinta, e che Voi stesso desiderate vi sia chiesta da noi, per così secondare i consigli della vostra misericordia, senza nulla togliere ai diritti della vostra giu­stizia. Ma dacché le nostre preghiere non sono degne di esaudimento, ascoltate nelle nostre quelle delle affliittissime vostre spose, che vi furono sempre fedeli fino all'ultimo respiro, ed ora sospirano incessantemente di volare fra le vostre braccia per non al­lontanarsene mai più. Come potete Voi non commuovervi ai loro gemiti, non esaudire i loro voti, se continuamente benedicono la vostra destra nell'atto che le respinge da Voi in un baratro di inesprimibili pene? Ah! come nel giorno della vostra morte discendeste in tutti i luoghi inferiori non solo per trionfare dei vostri nemici, ma an­cora per consolare i vostri credenti, scen­dete adesso nel carcere del Purgatorio, e annunciando la pace a quanti vi si trovano rinchiusi, traeteli tutti con Voi alla parte­cipazione del vostro Regno. Maria Addo­lorata, offrite i vostri meriti ed avvalorate le nostre preghiere per liberare dalle loro pene le povere Anime del Purgatorio. Pater, Ave, Requiem.

III. ALLO SPIRITO SANTO.

Divino Spirito, creatore e santifi­catore delle anime, la cui natura non è che bontà, e il cui maggior piacere è l'usare misericordia, riguardate con occhio di com­passione le povere Anime del Purgatorio, le quali, se sono addoloratissime per le fiam­me, che nella maniera più atroce le tor­mentano continuamente, sono assai più af­flitte per essere disgiunte da Voi, che siete, l'unico loro sommo Bene; e tanto più si accorano in quanto che non possono non conoscere che stava in mano loro evitare tanti mali, col fare, mentre erano in vita, una maggior penitenza dei loro pec­cati; e con lo schivare con maggior solle­citudine ogni anche piccola trasgressione della vostra santissima legge. Deh! Voi che siete il Padre di ogni consolazione, mi­tigate le pene di quelle infelici, compite nelle nostre suppliche i loro voti. In visto della fedeltà con cui vi servirono sopra la terra, dimenticate quei falli che la fragi­lità della nostra natura ha fatto loro com­mettere; fate che senza ritardo succeda 1a luce alle tenebre, il riposo al travaglio, il giubilo alla tristezza, accordando loro quel­l'eterna felicità che avete promessa: ad Abramo e a tutta la sua discendenza. De­gnatevi ancora di fare a noi tutti conoscere quanto grande sia il debito che si contrae colla vostra giustizia per ogni menoma colpa, affinchè viviamo in modo da soddis­fare a tutti i delitti finora contratti, e da non farne mai più dei nuovi. Maria Addo­lorata, offrite i vostri meriti ed avvalorate le nostre preghiere per liberare dalle loro pene le povere Anime del Purgatorio. Pater, Ave, Requiem.

IV. A MARIA.

Amorosissima Consolatrice di tutti quanti gli afflitti, Madre di tutti i fedeli così vivi come defunti, Maria santissima, volgete i vostri occhi pietosi sulle povere Anime del Purgatorio, che sono cosi meri­tevoli della comune pietà, perchè incapaci di aiutarsi da sé medesime. Interponete presso il trono della divina misericordia tutta la potenza della vostra mediazione; offerite, a sconto dei loro debiti, la Vita, la Passione, la Morte, il Sangue preziosis­simo di Gesù, e i meriti vostri e quelli di tutti i Santi del Cielo e di tutti i giusti della terra; finalmente tutti i sacrificii, le comunioni, le penitenze, le orazioni, le li­mosine e tutte quante le buone opere che si sono fatte finora, e si faranno in avve­nire nella cattolica Chiesa, onde, soddisfa­cendo compiutamente alla divina giustizia, siano più presto sollevate dalle atrocissime pene, che soffrono non solo pel fuoco in cui sono immerse, e per la lontananza del loro unico Bene, ma anche per la dimenticanza in cui sono lasciate dalla maggior parte defili uomini. Tre Ave e tre Requiem.

V. A SAN MICHELE,

Glorioso Arcangelo san Michele, che, come principale protettore del popolo ebreo; per una vita tutta seminata di prodigi e di vittorie, lo traeste dall'Egitto ov'era schiavo e lo rendeste possessore di quella felicissi­ma terra che era da tanto tempo l'oggetto de' suoi sospiri; e come specialissimo pro­tettore del mistico gregge evangelico, fate sempre vostra delizia il liberarlo da tutti i pericoli, il consolarlo in ogni affanno, e il procurargli l'appagamento di tutti i santi suoi voti, degnatevi di ottenere alle povere Anime del Purgatorio la mitigazione e l'ab­breviamento delle tormentosissime pene in cui gemono, come giù consolaste i tre fan­ciulli nella fornace, rendendo innocue colla vostra presenza le fiamme da cui erano cir­condati. Colla vostra benigna presenza, voi le rendeste trionfatrici di ogni assalto ne­mico, quando stavano per uscire da questo esilio, e perorando la loro causa presso il divin tribunale, otteneste loro la sentenza assicuratrice del Cielo. Compite adunque l'opera vostra coll'impetrar loro sollecita la liberazione da quel carcere in cui si tro­vano ancora rinchiuse. E, se è ufficio vostro l'introdurre le Anime sante nel Regno della luce, solennemente promesso ai veri figli di Abramo, non tardate a sollevare agli splendori della gloria chi ora geme fra ogni sorta di pene. Noi ve ne scongiuriamo colle suppliche più fervorose; e sicuri della vostra accondiscendenza ai nostri piissimi desiderii, vi promettiamo fin d'ora la più viva riconoscenza alla divina misericordia, non meno che a voi, che ne siete, dopo la Vergine Maria, il dispensatore munifico e il più caritatevole ministro. Tre Angelo di Dio tre Requiem.

VI. A SAN GIUSEPPE.

Gloriosissimo Patriarca san Giuseppe, alla vostra autorevole intercessione racco­mando vivamente il riposo e la pace eterna di tutte le Anime penanti nel Purgatorio. Voi non potete non avere tenerezza per loro dacché sono figlie dilettissime di Maria vostra Sposa, e spose di Gesù che a voi volle esser subordinato e riputato vostro figliuolo. Oltre di che, se voi siete così generoso nel sovve­nire a chi languisce in questa valle di pianto, molto più sarete tale nel sovvenire a chi pena in quel torrente di fuoco. Vi supplico dunque, o grande Amministratore delle gra­zie e dei tesori di Dio, ad interporre fre­quentemente per quelle Anime le vostre ef­ficaci preghiere; tanto più che niente a voi nega su in Cielo Chi si compiacque di esser vostro suddito qui sulla terra. Tre Gloria e tre Requiem.

VII. ALLE ANIME PURGANTI.

Anime sante del Purgatorio, che in mezzo alle pene più atroci di quella orrenda fornace benedite di continuo quella spada che vi strazia, quella mano che vi flagella per farvi degne del Cielo, consolatevi, poi­ché se avete legate le mani ed i piedi, e non potete aiutarvi da Voi stesse, vi é però in terra chi le ha tutt'ora libere e sciolte per levarle al Cielo in vostro soccorso. Conso­latevi, che, se finora foste addolorate ed af­flitte, non andrà molto che il Signore, ri­conciliato con voi per mezzo dei nostri suf­fragi, rasciugherà di propria mano le vostre lagrime, e allontanando da voi la spada, che vi strazia per purificarvi, vi introdurrà nel Regno della luce e della pace, donde sono eternamente banditi l'affanno ed il dolore. Noi ci ricordiamo di voi per suffragarvi; voi ricordatevi di noi per aiutarci; perocché, sebbene per voi nulla possiate, per altri po­tete assaissimo. Deh! per pietà, appena sa­rete arrivate alla gloria a cui aspirate con tanti gemiti, ricordatevi di chi, soddisfacendo per voi, ve ne ha anticipato il possesso. E siccome noi siamo tuttavia in un mare sem­pre burrascoso, il quale ad ogni istante ne minaccia naufragio, fate colla vostra me­diazione che evitiamo tutti gli scogli, supe­riamo tutte le tempeste; onde camminando sicuri per la strada da voi già percorsa, giun­giamo un giorno con voi al porto sospira­tissimo della beatitudine sempiterna. Requiem.

 

ALFABETO DELLE ANIME PURGANTI.

Quelle Anime benedette:

ADORANO la Triade augustissima, Padre, Figliuolo e Spirito Santo, adorano il Verbo incarnato il divin Redentore, le cui adora­bili piaghe furono fonti inesauribili di gra­zie: adorano i divini decreti e le divine disposizioni che loro non permettono an­cora l'ingresso nel Cielo.

AMANO con amore puro ed ardente il loro, Dio: amano il Padre celeste con affetto fi­liale, amano lo Sposo divino con amore di simpatia e di compiacenza, amano l'Amico vero e fedelissimo con amore sincero d'ami­cizia. Amano ancora con amore riconoscente chi le aiuta e suffraga nelle loro acerbis­sime pene.

AMMIRANO le ineffabili perfezioni e gli infiniti attributi di Dio che sono certe di godere eternamente; ammirano l'intreccio stupendo delle grazie copiose e delle mille circostanze onde Iddio le ha guidate al porto della eterna salvezza.

BRAMANO con accesissimo desiderio di vedere Iddio, di possederlo, di goderlo eter­namente e bramano ancora che noi andia­mo in loro soccorso ed acceleriamo coi no­stri suffragi la loro eterna beatitudine.

CANTANO la bontà e la misericordia di Dio che le ha liberate da mille pericoli e le ha poste in luogo di salvazione.

CONFESSANO l'altissima giustizia di Dio riconoscendo che ben troppo hanno meri­tato le pene che soffrono.

DETESTANO con tutto l'orrore e 1'abbo­minio non solo il peccato grave e mortale che sebbene assolto nel tribunale di peni­tenza pur le fa gemere nel Purgatorio, ma altresì ogni pur lieve colpa e difetto che là tiene lontane dal loro sommo desidera­tissimo Bene.

DESIDERANO di possederlo.

ESPIANO Con ardentemente di vedere Dio, amore puro e disinteressato ogni pensiero men retto, ogni desiderio men puro, ogni affetto men santo, ogni parola non cauta ed oziosa, ogni atto non rego­lato dalla legge santa di Dio.

FISSANO continuamente il loro sguardo in Dio, nel beneplacito suo, nel glorioso suo regno; solo a Dio é rivolta la loro mente, solo per Dio palpita il loro cuore.

FIDANO In Dio solo, nella fedeltà della sua parola e delle sue promesse, fidano nella Onnipotenza del Padre, nella Sapienza del Figlio e nell'Amore dello Spirito Santo. GEMONO per le pene atroci che soffrono, per il desiderio e le ansie amorose di presto vedere Gesù, di contemplarlo e goderlo in eterno.

GUARDANO e GIUDICANO molto diversa­mente da quello che facevano sulla terra; guardano le croci, la povertà ed i tollerati disprezzi come una scala per cui Dio mise­ricordiosamente li fe' salire in cielo; giudi­cano le ricchezze, l'ingegno, la sanità, il tempo, non come motivi di vanto e di va­nagloria, ma come talenti da trafficare, come monete per acquistarci il cielo.

INVOCANO la nostra pietà, i nostri suf­fragi, chieggono a noi una stilla che refri­geri gli ardori di quel fuoco che le abbru­cia. Invocano aiuto, chi dai figli, chi dai genitori, chi dagli amici, invocano una tua preghiera che discenda come un angelo a liberarle da quelle fiamme.

INTERCEDONO per noi e per la nostra sa­lute, sono mediatrici fra noi e Dio per ot­tenerci da Lui benefici e grazie nell'ordine spirituale e corporale, c'intercedono grazie di vittoria sulle passioni; intercedono lumi per la conversione d'alcuni e forza di per­severare per altri.

LODANO Dio, i suoi ammirabili attributi, le amabili sue perfezioni, Lo lodano con tutto l'impeto della mente e del cuore, desideran­do di compensarlo dell'onore di cui lo de­fraudarono in terra col peccato; lodano Maria sovrana loro benefattrice.

MEDITANO! Meditano sugli attributi di Dio, sul suo amore infinito per le anime, sulla vita di Gesù, sui patimenti atroci da Lui sofferti per loro amore; meditano la terra che lasciarono, il Purgatorio ove sof­frono, il Paradiso che le aspetta.

NOBILITANO in quelle fiamme purgatrici, come l'oro nel fuoco; ed abbelliscono l'im­magine di Dio che portano in sé scolpita, e che Dio aveva creato candida ed imma­colata, ma ch'esse macchiarono col peccato.

OFFRONO con verace amore, con affettuo­sa riconoscenza offrono a Dio le nostre preghiere, i nostri voti, offrono a Dio gli atti della nostra carità, offrono continua­mente l'omaggio di tutto il loro essere, e le pene che soffrono per soddisfare alla divina giustizia.

PREGANO! Qual modello di preghiera umi­le, amorosa, fidente e continua ci viene dalla santa scuola del Purgatorio! La preghiera di anime che soffrono commove il cuore di Dio e sarà certo esaudita.

RIPARANO i falli commessi in vita, ripa­rano l'orgoglio con accettare l'umiliazione del castigo, riparano la disobbedienza con­formando perfettamente il loro volere a quello di Dio, riparano l'infedeltà al divino amore, amando ardentemente.

RALLEGRANSI perché hanno evitato l'in­ferno e sono confermate in grazia, ralle­gransi perché sanno indubitatamente di dovere entrare in Paradiso per essere eter­namente felici; rallegransi perché vedranno quanto prima l'amabilissimo volto di Gesù, e la tenerissima loro madre Maria.

SOFFRONO immensamente per la priva­zione della vista di Dio, soffrono per la impotenza di affrettare questo beatissimo istante; soffrono nel fuoco che le circonda e le pu­rifica e questa sola pena sorpassa tutte le sofferenze e tutti i dolori del mondo uniti insieme.

UMILIANSI sotto il flagello di Dio che le purifica, sotto la paterna sua mano, che in quelle fiamme purgatrici viene mondandole dalle macchie contratte per il peccato.

VOGLIONO solo quello che Iddio vuole, perché la loro volontà é diventata una cosa sola con quella di Dio.

 

PARTE SECONDA

La divozione verso i Morti non è solamente l'espressione d'un domma e la manifestazione di una credenza; è un incanto della vita, una consolazione del cuore. Che vi ha infatti, di più soave pel cuore, che questo culto pio il quale ci riunisce alla memoria ed alle soffe­renze dei Morti? Credere alla efficacia della pre­ghiera e delle buone opere per sollievo di coloro che si sono perduti: credere, quando si piango­no, che le lagrime versate sopra di essi pos­sono ancora soccorrerli, credere finalmente che anche in quel mondo invisibile ove essi abitano, il nostro amore può ancora visitarli con i suoi beneficii: quale dolce e quale amabile credenza! E, in questa credenza, quale consolazione per coloro che hanno vista la morte entrare sotto il loro tetto e battere al loro cuore! Se questa credenza e questo culto non esistessero, il cuore umano, con la voce dei più intimi bisogni e de' suoi più nobili istinti, direbbe a tutti co­loro che li comprendono che bisognerebbe in­ventarli, non fosse altro che per mettere la dolcezza nella morte e la solennità nei nostri funerali. Niente, infatti, trasforma e trasfigura l'amore che prega sopra una tomba, o piange vicino ad un feretro, come questa devozione del ricordo delle sofferenze dei morti. Questa mescolanza di religione e dolore, di preghiera e d'amore ha, insieme, un non so che di squi­sito e di tenero. La tristezza che piange vi diviene un ausiliare della pietà che prega; la pietà, a sua volta, vi diviene per la tristezza il più delizioso balsamo; e la fede, la speranza e la carità non s'incontrano mai meglio, per con­solare gli uomini onorando Dio, e per mettere nel sollievo dei morti la consolazione dei vivi.

Questo incanto sì dolce, che troviamo nel commercio fraterno coi Morti, come diventa più dolce ancora, allorchè ci persuadiamo che Dio, senza dubbio, non lascia i nostri fratelli defunti affatto ignoranti del bene che loro fac­ciamo. Chi non si è detto, asciugandosi le lagrime vicino al feretro d'un parente o di un amico perduto: « Se almeno m'intendesse!... Allorchè il mio amore offre per lui fra le lagrime ed i singhiozzi la preghiera ed il sacrifi­zio, se fossi sicuro ch'egli lo sa e che il suo amore comprende sempre il mio!... Se potessi persuadermi ch'egli sa come questo sollievo gli viene da me!... Oh! Dio, buono per coloro che piangono, qual balsamo alla mia ferita! quale consolazione nel mio dolore! »

La Chiesa, è vero, non ci obbliga a credere che i nostri fratelli trapassati sappiano, in­fatti, nel Purgatorio, ciò che facciamo per essi sulla terra; ma essa non lo proibisce; sembra anzi volercene persuadere coll'insieme del suo culto e delle sue cerimonie. Comunque sia del resto, se i morti non hanno la conoscenza pre­sente e distinta delle preghiere e delle opere che facciamo per essi, è certo però che ne sen­tono gli effetti: e questa ferma credenza non basta ad un amore, che vuol consolarsi del dolore e del benefizio e fecondare le sue lagrime co' suoi sacrificii?

 

IL PURGATORIO.

Iddio, che è infinitamente grande, onnipo­tente, buono, è ancora giusto e santo. Egli è giusto così, che, obbedendo alla sua avversione al male, richiede che anche dopo la morte gli sia pagato il debito di una pena temporale, contratto dall'uomo, quando vivea. Egli è santo così, che innanzi a Lui non sono puri abbastanza gli Angeli stessi. Oseresti tu credere con certezza, che co­loro, che ti precessero nell'uscire di questo mondo, già godano del possedimento di Dio, quando sai che anch'essi ebbero le loro mi­serie, e non furono al tutto immuni dal contagio del male? Sebbene tu sii pieno di fiducia nell'infi­nita misericordia di Dio e nei meriti di Cresù Cristo, e sebbene quelle buone anime già le desideri in Paradiso, pure te le pre­senti spesso innanzi alla tua fantasia come esuli dal Cielo, e cruciate ciel Purgatorio. Niun cattolico potrebbe dubitare dell'esi­stenza del Purgatorio, senza offendere la sua fede e la sua ragione. Tuttavolta il Purgatorio, ave ben si guar­di, ti parla, più che della giustizia, della bontà di Dio. Il Purgatorio indica lo stato di alcune anime; ed è propriamente lo stato di quelle, che, sciolte dai corpi, soggiacciono ad una ultima pena di temporanea espiazione, colla quale finiscono a purgarsi. Questa opera di purgazione ha il suo cominciamento in terra. Ed infatti a quali angosce ed a quali dolori non va soggetta la vita umana? Dal dì che si nasce a quello che si muore, ogni anno ha la sua misura di lagrime. Quale stato o condizione di uomo ne va immune? È fuori dubbio che, dopo il peccato, il dolore ci è mandato da Dio, perchè esso ci riesca un tesoro di perfezione. Ma, essendo noi miserabili, noi non sap­piamo trarre sempre profitto dal rimedio; anzi sovente il rimedio noi lo mutiamo in male peggiore. E cupidi che siamo del piacere e ripu­gnanti al soffrire, non sappiamo convertire a nostra salute il farmaco che solo potrebbe risanarci. Ammira intanto l'infinita bontà, del Si­gnore, che, conoscendo di quale argilla siamo formati, pago del poco che possiamo render­gli, supplisce Egli alla nostra debolezza, ac­cettando anche il più debole germe della nostra buona volontà, raffermandola, con la morte, nelle vie del Cielo, e compiendo Egli la nostra santificazione nel Purgatorio con le pene che c'infligge, e che pure ci fa amare.

I SUFFRAGI.

Tu leggi talora, o odi, che strazianti sono le pene del Purgatorio.

E però davanti alla mente l'idea del male ti si fa sempre più paurosa ed orrida; e ciò è a tua salute.

Ma talvolta ti si gela il sangue nelle vene, pensando, che persone a te dilettissime deb­bano tanto soffrire ed essere cruciate.

Rallenta pure il freno alla tua immagi­nazione; dipingiti ancora innanzi agli occhi tutte le possibili pene, che soffrir possano quelle care anime lontane dal sommo Bene.

Rappresentati eziandio i tuoi diletti in atto di stenderti da quel carcere tenebroso con supplichevoli voci le mani, affinchè tu voli in loro soccorso.

Siffatta supposizione, che sarebbe fuor di modo straziante, se nulla tu far potessi a benefizio loro, si volge per te in fonte di soavissima consolazione, quando la Religione t'insegna, che il Signore, infinito nella bontà, ti ha costituito in certo modo arbitro delle loro sorti.

Nelle tue mani sono i modi, non pure di alleviare, ma di cessare affatto le loro pene.

Leggesi nel Libro di Tobia, che quell'uo­mo venerando e carissimo a Dio, esortava il figliuolo ad offerire sacrificio sulla tom­ba del giusto. (Tob. IV, 18).

Altresì nel libro dei Maccabei è detto, essere santo e salutare pensiero quello di orare pe' defunti, acciocchè sieno dai loro peccati prosciolti. (II Macc., XII, 46).

Il suffragare i defunti è una verità che si prova per molte testimonianze di Scrit­ture, di Padri, di concilii)

Ma è pure una verità che risponde ai pensieri, ai desiderii, agli affetti che vivono dentro di te.

Quando tu ti ripieghi un poco sopra di te, sapresti persuaderti dell'opposto? Altrimenti come varresti a spiegare certi segreti ed improvvisi moti dell'animo? certe arcane ispirazioni, che, a guisa di lampo, rischiarano talvolta il buio de' tuoi pensieri? Come ti renderesti ragione di quella pa­rola interiore, che è il senso interno, e che è altresì parola di Dio?

È indubbiamente volere di Dio stesso, che l'affetto che lega l'anima al corpo, uni­sca pure i vivi ai defunti, e mantenga tra loro una corrispondenza di amore, che, co­minciata nel tempo, duri anche oltre la tomba.

Ami tu i tuoi morti? Questo amore ti spinga a beneficarli.

E sapendo che Gesù Cristo ti concede di beneficarli per diverse guise, beneficali con le elemosine, con le opere di misericor­dia, con la vita secondo Dio, con la santa Comunione, e sopratutto con l'oblazione del­l'Ostia divina che s'immola per essi e per noi.

Questo è amore più fruttuoso che l'amore delle sole lagrime; questo è piacere più vero che quello di pascersi soltanto del proprio dolore.

Le onoranze funebri, le splendide esequie, la sepoltura magnifica, i grandiosi monumenti sono un conforto pei superstiti, non un giovamento agli estinti.

E tu giova alle loro anime; nè rendere vani a pro di esse i benefizi del Signore.

Mons. MOLA.

 

 

PENSIERI A RASSEGNAZIONE.

Dio prende ciò che è suo e non nostro. Chi oserà dirgli: Perchè lo fate? Certa­mente voi non glielo dite. Il suo piacere è la suprema ragione. Ohimè! noi non vedia­mo nelle tenebre presenti nè il vero bene, nè il vero male; ma nell'altra vita, oh! ve­dremo meraviglie che ora ci sfuggono! Al­lora canteremo il cantico di gioia e di eterna riconoscenza per gli avvenimenti che qui ci fanno piangere.

Dio non colpisce che per amore, e non toglie che per dare; noi intravvediamo sem­pre nei colpi più rigorosi della sua mano pa­terna un segreto disegno di misericordia. Che possiamo volere per noi e per i nostri, da questo mondo vano e contagioso? Ci la­menteremo poichè allontana dalla tentazione e dal peccato coloro che ci sono cari? Ci fa Egli del male, abbreviando per essi i giorni di miseria, di combattimento, di se­duzione e di scandalo? Che cosa vorremmo? Dio salva tutto, spez­zando i nostri legami e facendoci mandare alti gemiti. Bisogna adorarlo e tacere.

Voglia Iddio mettere in fondo al nostro cuore ferito la sua consolazione! La piaga è orribile, ma la mano del Consolatore ha una virtù potente. No, non vi sono che il senso e l'immaginazione che abbiano per­duto il loro oggetto. Colui che non possia­mo più vedere, più strettamente unito. Egli ci vede e ci procura soccorsi; conosce meglio di noi le nostre infermità; non ha più le sue, e domanda i rimedii necessarii per la guarigione. Io non posso vederlo, ma in ogni luogo gli parlo, gli offro il mio cuore, credo di trovarlo davanti a Dio, e, quantunque l'abbia pianto amaramente, pure non posso più credere di averlo perduto. Oh! quante realtà vi sono in questa società sì intima.

I buoni amici sono nella vita una risorsa pericolosa; perdendoli, si perde troppo. Ma la religione ci consola, insegnandoci che essi non sono perduti, e che vi è una patria, alla quale ci avviciniamo ogni giorno e che ci riunirli, tutti. Non ci affliggiamo dunque, come coloro che non hanno speranza! Co­loro che muoiono non sono, a' nostri sguardi, che assenti per poco tempo, e forse per qual­che mese. La loro perdita, apparente, deve servirci per farci disgustare del luogo ove tutto si perde, e farci amare quello in cui tutto si ritrova. Oh! come saremo felici un giorno, tutti insieme nel Cielo, davanti a Dio, non amandoci più che del suo solo amore, non rallegrandoci che della sua sola gioia, e non potendo più separarci gli uni dagli altri! Noi siamo già felici, in mezzo alle nostre pene, per l'aspettativa di que­sta prossima felicità. La speranza d'un sì gran bene, è il più gran bene di questa stessa vita.

Siam noi che moriamo; quelli che amiamo vivono e non morranno più. Ecco ciò che crediamo; ma lo crediamo male. Se lo cre­dessimo bene, saremmo, per le persone più care, come Gesù Cristo volle che i Disce­poli fossero per Lui, quando salì al Cielo. Se mi amate, disse, vi rallegrerete della mia gloria. Ma si piange piangendo coloro che rimpiangiamo. Bisogna perdonare all'umanità questa tenerezza su se stessa. Si può stare in pena sulla perdita delle persone che hanno condotta una vita mondana; ma per un vero amico di Dio, che è stato fe­dele ed umile, non si può vedere che la sua felicità, e le grazie che attirerà su coloro che restano sulla terra.

Quando il cuore è malato tutto il corpo ne soffre. Abbiate cura della vostra salute in questa dura prova; abbiatene cura per la vostra famiglia che ha bisogno di voi. Calmate lo spirito davanti a Dio; lasciate calmare il vostro dolore dalla stessa mano di Dio che vi colpisce. Colui che piangete vuole il vostro suffragio; lo domanda a Dio, e voi entrerete nel suo spirito, moderando la vostra tristezza. Vi è una consolazione che il vostro cuore non vede, e con ragione; essa è vana e indegna dello spirito di gra­zia. Ma vi è un'altra consolazione che viene da Dio solo. Egli calma la natura desolata; Egli ci fa sentire che non si perde niente, e che si ritrova in Lui tutto ciò che ci sembra perduto; ce lo rende presente con la fede e l'amore; asciuga di sua mano le nostre lagrime; felice colui che non vuole altra'consolazione! questa è pura ed inesau­ribile!

Mio Dio! com'è ingannatrice questa vita, e come sono brevi le sue gioie! Esse com­paiono un momento, e un altro momento ci sono rapite. Poco a poco Dio ci toglie le consolazioni di questo mondo e ci attira così ai desiderii del Cielo, ritirandoci tutto ciò che ci era di più caro quaggiù. Bisogna dunque aspirare ardentemente alle gioie del­l'immortalità, e tenere i nostri cuori elevati al Cielo, ove presentemente abbiamo una parte di Anime care. Oh! se almeno una buona volta avessimo il nostro cuore attac­cato a questa santa e felice eternità! Anda­te! diremmo allora ai nostri amici; andate, cari amici, all'Eternità, allorchè il Re del Cielo vi chiamerà a sè. Noi vi verremo dopo di voi. E poichè il tempo non ci è dato che per questo, e il mondo non si po­pola che per popolare il Cielo, quando noi andremo là, non faremo che ciò che si do­veva fare.

Mettiamo il nostro cuore ai piedi della Croce, e accettiamo così la morte come la vita di tutto ciò che amiamo, per amore di Co­lui che dà la sua vita per noi. Conformiamoci alla volontà divina nelle perdite dolo­rose, se perdita si deve dire l'assenza per un po' di tempo, che, con 1'aiuto di Dio; sarà riparata da una unione eterna. O Dio! noi chiamiamo la morte una cosa spaven­tevole; poichè si dice: Vostro padre è morto, vostro figlio è morto: e non è bene parlare così fra noi cristiani; bisognerebbe dire: vostro padre si è ritirato nel suo e nostro paese; e, poichè doveva farlo, vi è passato per mezzo della morte, alla quale non si è arrestato. E noi quando andremo nella no­stra patria? Pochi giorni, prima o poi, pochi anni, noi li seguiremo in questo passaggio, e le amicizie cominciate in questo mondo, si riprenderanno per non lasciarle mai più. Tutte le nostre perdite e separazioni, non sono che per breve momento. Oh! veramen­te, per sì poco, bisogna aver pazienza.

Mi si dice che piangete continuamente su questa vera e sensibile separazione; non bisogna che sia così! O Dio! non ho, però il coraggio di dirvi: Non piangete; no: poichè è giusto e ragionevole che piangiate un po', in testimonianza del sincero affetto che gli portavate, e ad imitazione del nostro Maestro che pianse un po' sulla morte del suo amico Lazzaro; ma non molto, come l'anno coloro che, ponendo tutti i pensieri in questa miserabile vita, non si ricordano che noi pure andremo all'eternità, ove, se viviamo bene in questo
mondo, ci riuniremo ai nostri cari morti, per non lasciarli mai più. Ora abbiamo pazienza, ed aspettiamo coraggiosamente che suoni l'ora della nostra partenza, per andare ove sono già i nostri cari amici; e, poichè li abbiamo tanto amati, perseveriamo nel nostro affetto, facendo per loro amore ciò che hanno desiderato che si facesse, e che ora ci augurano, che è di moderare il nostro dolore, conservando i no­stri occhi ad un soggetto migliore delle la­grime, e il nostro spirito a più desiderevoli occupazioni che la tristezza. E poichè la vera amicizia si compiace di contentare le persone amate, sollevate il vostro spirito e rinforzate il vostro coraggio. Immaginatevi che ve ne preghi nel momento della sua partenza colui che piangete. (San Francesco di Sales)

 

Sulla morte di un bambino.

I pensieri degli uomini sono vani e inu­tili in se stessi. Dio solo è il padrone e il consolatore dei cuori. Egli solo dice al cuore afflitto, che ricorre alla sua bontà, parole interne più dolci del miele, più sa­lutari del balsamo, più preziose per guarire ogni sorta di ferite.

Ecco dunque il vostro bambino in Cielo, con gli Angeli e i santi Innocenti! Eccolo là fuggito al pericolo di perdersi, ove dimo­rano esposti tanti altri; eccolo là al sicuro; egli possiede l'eterna salute; Dio l'ha riti­rato da tutti i pericoli; gli ha fatto racco­griere il trionfo senza combattimento, e mie­tere i frutti della gloria senza lavoro.

I vostri voti e le vostre preghiere non sono stati ricompensati bene? Li facevate per lui, ma finche dimorò qui, in questa valle di miseria. Nostro Signore, che cono­sce meglio ciò che è bene per noi più che noi stessi, ha esaudite le vostre preghiere in favore del bimbo per il quale le faceva­te, ma in iscapito dei vostri beni temporali.

No, non è per castigarvi, è per favorire il vostro bimbo, che Dio l'ha salvato. Voi avete un gran dolore di questa morte, ma egli ne ha un gran profitto; voi soffrite per un po' di tempo, ma egli ne gode un'eterna gioia. Oh! come è felice questo bimbo d'essere vo­lato al Cielo prima d'aver toccata la terra!

Qual pegno avete lassù! Egli prega Dio per voi, egli vi ricompensa delle cure che avete avuto per lui in quel po' di tempo che è stato la vostra occupazione; e in com­penso egli sparge sulla vostra vita mille augurii, affinchè sia sempre più conforme alla volontà divina e che vi serva ad ac­quistare la stessa felicità che egli ora gode. Restate dunque in pace, e tenete il vostro cuore al Cielo ove avete questo piccolo Santo.

È tanto tempo che servite a Dio, e che siete nella scuola della Croce, che dovete accettare questa, non solamente con pazien­za, ma con amore e dolcezza, in considera­zione di Colui che portò la sua, e la portò fino alla morte; e al ricordo di Colei che, non avendo che un Figlio, ma un Figlio d'amore incomparabile, Lo vide morire sulla Croce, con gli occhi pieni di lagrime e il cuore di dolce e soave dolore.

Dio ci dà, Dio ci toglie. Sia benedetto il suo santo Nome! (San Francesco di Sales)

 

Preghiera di una madre dopo la morte di suo figlio.

O mio Salvatore! che avete sofferto per amor mio i tormenti della Passione e fino la morte più crudele, io non rifiuto, quan­tunque mi costi, di prendere parte al vostro calice amaro: io vi offro il mio cuore spez­zato; ma sottomesso. Voi mi deste, in que­sto figlio sì amato, la maggiore felicità che fosse al mondo; io sottoscrivo, finchè mi sarà possibile farlo nella mia desolazione estrema, l'arresto col quale me l'avete ra­pito. Si, mio Dio, mio Creatore, Padrone di tutte le cose, io mi sforzo, col vostro servo Giobbe, a benedire il vostro santo Nome in questa prova e ad abbandonarmi senza riserva alla vostra volontà che non voglio mai chiamare crudele. O mio Conso­latore! Voi non condannerete le lagrime di una madre, Voi, che avete pianto sulla morte di un amico! Scusatemi se sfugge al mio dolore una parola che possa dispiacervi. Io ritratto ogni lamento, ed anche ogni pen­siero, che non sia conforme alla sottomis­sione cristiana e assoluta che vi debbo, o mio Dio! Fate che il mio dolore non sia di disperazione; che non mi faccia trascurare i miei doveri, nè che il dispiacere di ciò che ho perduto mi renda ingiusta con chi mi resta. Datemi la forza d'essere sempre premurosa della felicità di coloro che mi circondano, vigilante a frenare la mia im­maginazione quando il dolore sopraggiunge, e coraggiosa a sollevare la mia anima ab­battuta.

Vergine santa, Madre dei dolori! unisco la mia sofferenza alla vostra, apritemi il vostro Cuore, rifugio e modello delle madri desolate; ottenete, con le vostre preghiere, o Maria, che accetti come Voi il peso che ha aggravata l'anima mia, che resti pro­strata ai piedi. della Croce, che vi viva e vi muoia sottomessa e rassegnata. (L’Abate L. Duval)

 

Sulla morte d'un giovane.

Dio l'ha permesso, bisogna tacere; non ci resta che pregare per colui che abbiamo perduto. Io sono persuaso che avete sacri­ficato a Dio questo caro figlio che Gli è pia­ciuto riprendere, e non saprò dubitare che non siate nella vera pace, che è sempre inseparabile dall'amore di tutte le volontà di Dio. Vi compiango solamente in questa piaga segreta ove il cuore dimora come fe­rito; ma la sofferenza è la vita segreta delle anime quaggiù; poichè non è ché per un sentimento di morte che si forma in noi il principio di una nuova vita.

Del resto, non bisogna abbandonarsi a pensieri troppo mesti. La fragilità di un'età si tenera e d'una vita si dissipata non hanno un sì gran veleno come certi vizii dello spirito che si raffinano e si mascherano di virtù in un'età più avanzata. Dio vede il fango di cui ci ha composti ed ha pietà dei suoi poverì figli. D'altronde, quan­tunque il torrente delle passioni e degli esempii trascini un po' il giovane, noi pos­siamo pertanto dire di lui ciò che la Chiesa dice nelle preghiere degli agonizzanti: Egli ha, mio Dio, creduto e sperato in Voi. Un fondo di fede e di principii di religione, che dormono al rumore delle passioni ecci­tate, e si ridestano ad un tratto nel mo­mento d'un estremo pericolo, a questa estre­mità dissipa tutte le illusioni della vita, tira una specie d'imposta, apre gli occhi all'eternità e richiama tutte le verità. Quan­tunque Dio poco agisca in questo momento, il primo moto del cuore, abituato altre volte a rivolgersi a Lui, è di ricorrere alla sua, misericordia. Egli non ha bisogno nè di tempo nè di soccorsi per farsi intendere e sentire. Egli non disse alla Maddalena che questa sola parola: Alaria! Ed essa non Gli rispose che quest'altra parola: Maerol Ciò fu tutto. Chiama la sua creatura per nome ed essa è già, corsa a Lui. Questa parola ineffabile è potente: forma un cuor nuovo ed un nuovo spirito nelle sue viscere. Gli uomini deboli e che non vedono che le apparenze, vogliono preparazíoni atti acco­modati, risoluzioni espresse; Dio non ha bi­sogno che d'un istante, in cui fa tutto e vede ciò che fa.

Vi sarebbe una presunzione orribile l'a­spettare miracoli di grazia; ma colui che tralascia d'aspettarli si compiace qualche volta di farli. Sant'Agostino dice che la vita stessa è una grazia, poichè Dio non la prolunga che per invitarci fino all'ulti­mo momento a convertirci. Dunque non du­bitiamo: Colui che vuol salvare i peccatori non li aspetta che per salvarli, e invano li aspetterebbe se rifiutasse loro, nell'ultima ora del combattimento decisivo, il soccorso necessario per rendere la loro salute possi­bile. Consoliamoci con queste verità. (Fanalon)

 

Sulla morte d'una giovanetta.

Bisognava ch'essa morisse sul fiore del­l'età e della grazia, poichè non le restava che questa morte che potesse aggiungere pregio alla sua corona. L'uomo stesso lascia egli ad un fiore perfetto il tempo di sboc­ciare? Ahimè! noi dimentichiamo sempre che ciò che amiamo è amato da un altro, e che Dio si è chiamato nella Sacra Scrittura il Dio geloso. Dimentichiamo nei nostri amori Colui che ha amato più di tutte le creature insieme, e che, a fine di togliere loro ogni diritto di lamentarsi di Lui, ha voluto mo­rire per esse, quantunque fosse eterno di sua natura. Levate gli occhi verso 1e re­gioni senza confini, è là che conoscerete il segreto delle vostre lagrime. Vi vedrete, negli amplessi di Dio, l'Anima che si era divisa fra Dio e voi in una misura sì giu­sta, che le stesse attrattive del Cielo non l'avrebbero rapita, se non le fosse stato dato un argine potente. Vi vedrete la ragione di quest'ordine che vi sembra si crudele, e come la bellezza senza macchia di un'ani­ma cristiana fa violenza a Colui che fu il suo primo Sposo nel Battesimo. Come siamo infelici! noi non crediamo a questi divini misteri! Chiamiamo col nome di morte la nascita e la vita; facciamo una tomba del­l'entrata al Cielo, e vi piangiamo come uo­mini che non hanno speranza.

Ma, se è vero che siamo nell'errore noi, e che non è Dio che s'inganna, compren­dete allora ciò che passa nel cuore di una sposa, di una madre, allorchè essa legge il Vangelo in Dio stesso, e che in Lui vede anche il mondo con tutto ciò che vi ha lasciato... Ah! se potessimo comprendere bene la sublimità di questa trasformazione, in­tenderemmo meglio ciò che chiamiamo sven­tura. Che cos'è il monco paragonato all'in­finito? Che cos'è il mondo paragonato alla pace eterna? Che cos'è il mondo in vista dell'alto, della castità, della carità? Che cos'è il mondo confrontato al cuore dei Santi e degli Angeli? Che cos'è il mondo parago­nato alle viscere del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo? Un luogo basso, il più basso, posto nelle miserie e nelle tenebre, sotto il potere del demonio. Un'Anima bat­tezzata, ma tremante ancora dei pericoli ai quali la strappa la morte, riguarda la sua casa, i suoi figli, il suo sposo. Il suo sguar­do sarà riempito della gloria che lo riempì, o rischiarato dalle false luci di questo mon­do? Peserà essa la sua felicità nella bilan­cia degli uomini, o in quella di Dio?

E noi che, senza dubbio, dovremo attra­versare tempi severi, avremo spesso occa­sione di pensare che molto meglio è morira che vivere. E quando, rivolti gli occhi verso l'orizzonte doloroso che va ogni giorno sten­dendosi davanti a noi, riconosceremo, forse, che vi sono più pene' risparmiate che gioje rapite, a coloro di cui deploriamo la per­dita, benediremo la mano incomprensibile che benedice sempre quando essa si stende sui suoi servi e sui suoi eletti. (P. Lacordaihe)

 

Preghiera dopo la morte d'una persona cara.

Ohimè! se Voi l'aveste voluto, Signore, non cadrebbero da' miei occhi queste lagri­me che spargo oggi in vostra presenza; se Lo aveste voluto, egli vivrebbe ancora, sa­rebbe ancora vicino a me questo essere si teneramente amato, la cui morte ha spez­zato il mio cuore. Ma io adoro la vostra volontà, i cui disegni sono impenetrabili, e che è sempre misericordiosa, anche in que­sti apparenti rigori; io mi sottometto senza mormorazione; abbasso la testa ed accetto, mio Dio, unendola alla vostra, la croce do­lorosa di cui mi caricate. Io vi scongiuro solamente d'aiutarmi a portarla a fine di rendere possibile al mio povero coraggio un sacrificio che mi sembra superiore alle mie forze. Oh Signore! sostenete il mio cuore abbattuto; rianimatelo con pensieri conso­lanti di fede, affinchè non mi rattristi come coloro che sono senza speranza. Poichè lo so, mio Salvatore! Voi avete vinta la morte; colui che ha creduto in Voi non morirà in eterno; e questa morte passaggiera,che non é che un sonno, ci fa entrare nella vita eterna. Lo credo' ancora: i legami che Voi stesso avete formati, gli affetti che avete benedetti, possono essere separati per un tempo su questa triste terra; ma essi de­vono ritrovarsi in Cielo, là ove si ama me­glio, poichè non si ama che in Voi, o mio Dio: là, ove le famiglie disperse qui dalla morte, si riuniscono per non lasciarsi mai più. Ricevete dunque nel vostro Regno colui che piango, o Padre mio; dimenticate le sue colpe, usategli misericordia, dategli la vostra pace. E concedetemi, o Signore, finchè vi parrà che viva, di santificarmi in tal modo colla sofferenza, che sia un giorno unita a colui che ho tanto amato, e a Voi, mio Dio, che devo amare più d'ogni cosa. Così sia.

 

Preghiera dopo la morte della madre.

Vi ringrazio, mio Dio! Voi mi avete tolta una buona, una incomparabile madre; ma io so ch'essa non era mia. Ora, mio Signore, l'avete ritirata a Voi, e la vostra Provvi­denza l'ha voluto. É vero che l'amavo più di tutte le creature del mondo; ma poichè Voi voleste tale la sua sorte, sia fatta la vostra adorabile volontà!

Mio Dio, il vostro Nome sia sempre eter­namente benedetto!.

 

Preghiera per il riposo dell'Anima della madre.

O mio Dio, io non lascio di piangere in vostra presenza per colei che vi ha si te­neramente servito, per colei che, dopo aver­mi portato nel suo seno per farmi nascere alla luce passaggiera di questo mondo, mi portò poi nel suo cuore, per farmi nascere alla vostra luce eterna.

O Dio del mio cuore, Dio di misericordia, quantunque io abbia di che gioire in Voi e rendervi grazia di tutto il bene che fece mia madre durante la sua vita, voglio la­sciar da parte, al presente, tutte le buone opere, e vengo ad implorare da Voi il per­dono de' suoi peccati. Esauditemi, ve ne scongiuro, per i meriti di Colui che mori in Croce per noi, e che, ora, sedendo alla vo­stra destra, non cessa d'intercedere per noi.

So che la vostra serva ha praticate le opere di misericordia e ch'ella ha perdonato dal fondo del suo cuore a coloro che l'hanno offesa; perdonatele dunque, mio Dio, le colpe che ha potuto commettere verso di Voi du­rame tutto il tempo che ha passato dopo il suo battesimo fino alla sua morte. Per­donatele, Signore, ve ne supplico; la vo­stra misericordia trasporti la vostra giu­stizia; perché Voi siete fedele nelle vostre promesse ed avete assicurato misericordia a coloro che saranno stati, misericordiosi. Io credo che Voi avrete già fatto per mia ma­dre tutto ciò che vi domando, e pertanto. Signore, possano le preghiere che vi offro essere piacevoli ai vostri occhi. Essa mi comandò d'inalzarvele, e di ricordarmi di lei all'altare del Signore.

Non dimenticate, mio Dio, che colei, per la quale vi prego, aveva fortemente unita la sua Anima, coi legami della fede, a questo adorabile mistero della nostra redenzione. Che niente possa separarla dalla protezione del suo Dio; che il nemico non riesca né con l'astuzia né con la forza a separarla da Voi. Che la sua Anima riposi nella pace eterna. Così sia. (Sant’Agostino)

 

Dolore che si deve provare per la perdita eterna delle Anime.

O mio Dio! mio Dio! quale inesprimibile tormento provo allorchè considero ciò che deve avvenire in un'Anima la quale, dopo es­sere stata sempre amata quaggiù, servita, sti­mata, festeggiata, comprende, esalando il suo ultimo sospiro, ch'essa è perduta per sempre, e che la sua sventura non avrà termine. Quale spaventevole momento per questa povera Anima! Ad un tratto le ap­paiono quelle verità di fede, di cui non può più, come altre volte, allontanarne gli sguar­di. Essa si sente rapita senza ritorno a pia­ceri che le sembra, e con ragione, non aver gustati che appena, poichè tutto quaggiù passa con la vita che non è che un sogno.

Essa si vede, con orrore, circondata da questa società orrida con la quale ha da vivere un'eternità! Essa entra poi, e per sempre, in questa oscurità lamentevole ove il suo occhio non può scoprire che ciò che aumenta la sua pena ed il suo supplizio.

Ah! come queste parole sono poca cosa paragonate alla realtà! O Signore, chi dun­que ha messo un velo sì fitto sugli occhi di questa creatura sfortunata, la quale non ha compresa la sorte che l'aspettava, se non al momento irrevocabile, in cui essa si vede precipitata nell'abisso? O Signore! chi dun­que ha chiuse le sue orecchie, si ch'essa non ha udito ciò che le si era tante volte ripe­tuto sulla grandezza di questi tormenti e sulla loro eterna durata? O vita crudele e senza termine! o supplizio senza fine! come non siete lo spavento di queste persone de­licate, di questi schiavi de' loro corpi che tremano solamente a passare una notte in un letto un po' duro?

O Signore, mio Dio! io piango il tempo in cui non ho comprese queste verità. E poichè Voi vedeste, mio Dio, la pena che provò alla vista di tanti sfortunati che non vogliono ascoltarle, degnate, ve ne scongiuro, di rischiarare con la vostra luce almeno un'anima, almeno una, Signore! la quale possa rischiararne molte altre alla sua volta: o Padre celeste, io non sono degna d'ottenere questa grazia; non è in mio nome che ve la domando, ma per i meriti del vostro Figlio divino. Considerate le sue sacre ferite, e poichè Egli ha perdonato a coloro che gliele hanno fatte, anche Voi, mio Dio, perdonateci. (Santa Teresa).

 

IL CAMPOSANTO.

La morte spezza ogni vincolo quaggiù sulla terra, rompe le relazioni più simpatiche e care, e sulla soglia del sepolcro si arrestano e finiscono le cure, le sollecitudini, i pensieri del­l'uomo riguardo a' suoi simili.

Ma la Chiesa Cattolica no, non abbandona i suoi figli neppure tra le ombre di morte, e mentre raccomanda alla misericordia, infinita di Dio l'anima già entrata nei misteri dell' e­ternità e si studia per ogni guisa di allegge­rire ed abbreviare le pene dell'espiazione, ultramondana, prende sotto le materne sue cure anche la parte materiale dell'uomo, il corpo di lui, e la affida all'Angelo della risurrezione perchè ne custodisca il sepolcro fino a quel giorno tremendo in cui risuonerà l'angelica tromba: a Sorgete, o morti, venite al giudizio; surgite, morti, venite ad judicium.

È sublime la preghiera che il Sacerdote, in nome della Chiesa, inalza a Dio sulla fossa del Camposanto, prima che vi sia calata la cassa mortuaria.

O Dio, per la cui misericordia riposano le Anime dei fedeli, degnati di benedire­ questa sepoltura e di assegnarle un tuo santo Angelo custode; e di tutti quelli che verranno qui sepolti, le loro Anime siano sciolte dai lacci del peccato, affinché in eterno si rallegrino in te, insieme a' tuoi Santi.

O Dio onnipotente, che sei il Custode delle anime, la tutela della salute e la fede dei credenti, riguarda propizio il ministero della nostra servitù, perché al nostro in gresso rimanga purgato, bene etto, santificato e consacrato questo Cimitero, affnché i corpi umani, che qui riposano, terminata­la mortale carriera, possano nel gran giorno del giudizio ottenere i gaudii della vita per renne insieme alle anime felici.

Se entrando nel Camposanto, riflettessero tutti che ad ogni tomba vi è un Angelo a cu­stodia, quanta maggiore venerazione si avrebbe per sacri cimiteri, così profanati e manomessi ai nostri giorni.

Come è bella, come è commovente la bene­dizione solenne colla quale la Santa Chiesa Cattolica, a mezzo del Vescovo, consacra e santifica il mesto recinto destinato ad acco­gliere i corpi dei nostri cari trapassati.

Come sono sublimi le preghiere che in questa circostanza salgono al Dio delle misericordie!

Signore Gesù Cristo, che, per la ripa­razione degli Angeli, formasti il corpo dalla terra e lo assumesti in te per redimerlo, e che per necessaria condizione della carne lo ritorni in terra e dalla terra lo risusci­terai per l'immortalità, degnati di consa­crare, con la benedizione del tuo Corpo se­polto, questa terra destinata ad uso di se­poltura; e ci concedi che coloro che qui giacciono, per destino dell'umanità, a Te uniti col battesimo, dormano in pace con la speranza della risurrezione, appoggiati alla misericordia della tua redenzione.

O Signore santo, Padre onnipotente, eterno Iddio, santificatore di tutti i luoghi e rifor­matore in meglio del medesimo, da cui e per cui ogni benedizione discende dal cielo sopra la terra, dégnati di benedire questo luogo, affinché diventi ricettacolo e cimi­tero, dolce riposo e dimora dei morti; e le anime di coloro, i cui corpi sono qui se­polti, o dovranno seppellirsi, godano della dolcezza della tua giocondità e sieno frat­tanto giulive nella suprema Gerusalemme, finché non riprendano nel giorno del gran giudizio i proprii corpi dai loro sepolcri, e così vadano incontro al Giudice venturo col frutto delle loro opere buone.

 

VISITA AL CIMITERO.

Ecco dove hanno termine glil affanni non meno che le dolcezze della vita! Ecco a che si riduce il fàsto, la gloria, la superbia dell'uo­mo: un ammasso di vermi! un pugno di ce­nere. Fatti di polvere, in polvere ritorniamo. Qui le umane consolazioni sono mute, solo la voce della religione può suggerire una parola di conforto e di speranza. Queste croci, che soprastanno alle tombe, ci dicono che i nostri cari morirono nella speranza di Gesù, il quale spirò sulla Croce, pregando a tutti perdono.

Io mi prostro davanti a quella Croce, che protegge dell'ombra sua la tomba dove riposa la salma di chi fu tanta parte della mia vita. O Gesù, per la tua Croce santa, pei tuoi dolori, per la tua passione e mor­te, pei dolori della Madre tua santissima, abbi pietà de' miei poveri morti. Tra breve una Croce s'inalzerà anche sopra la poca terra che racchiuderà il mio corpo; qual­che anima amica visiterà l'asilo del conio riposo, lascierà farse cadere una lagrima sulla fredda pietra del mio sepolcro.... Deh! mi concedi, o Signore, che mentre i viventi leggeranno il mio nome inscritto fra quello dei morti, l'anima mia viva della beata eternità nel gaudio ineffabile del Paradiso.

 

RIFLESSIONI INSPIRATE DA UNA CERIMONIA FUNEBRE.

Ecco tutto ciò che resta in questo mondo di colui che vi fu e vi sarà sempre tanto amato! Ecco ove finisce una vita, che, forse, si pro­metteva ancora molti giorni!

Adoriamo la volontà di Dio intorno a que­sta fossa, ed eleviamo i nostri pensieri verso il solo soggiorno che non è luogo di passag­gio...: Ti diciamo qui con viva fede che non facciamo che confidare alla terra un germe d'immortalità.... Questo povero corpo va presto a sciogliersi; ma benchè la mano della morte lo scomponga, ve ne è una invisibile e onni­potente, una mano che lavora a ripararlo. Noi seppelliamo in questa tomba un corpo corrut­tibile evi escirà ineórruttibile; lo seppelliamo in basso e vi uscirà nella gloria; lo sotterriamo nell'infermità e vi escirà nella potenza; sotter­riamo un corpo animale e uscirà un corpo spi­rituale.... Così questa fossa, che diciamo l'ul­tima dimora di questo corpo, non è l'ultima; egli non farà che passarvi. Non vi sono che due delle dimore ove niente passa: l'una uma­na, nel cuore di coloro che amano e sperano; l'altra divina, nel seno dell'Eterno Amore.

 

RITORNANDO DA UNA FUNZIONE FUNEBRE.

Fortificate, o mio Dio, le sante risoluzioni che mi ha inspirato il triste spettacolo al quale ho assistito, e non permettete che di­ventino sterili ed inutili per l'anima mia. Ciò che ho veduto è forse un salutare av­viso del vicino mio termine, acciò mi pre­pari a morire della morte dei giusti. Sia fatta, o Signore, in ogni, cosa la vostra san­tissima volontà, purchè la vostra grande e pietosa misericordia mi accompagni fino al­l'estremo di mia vita ed accolga in pace l'ultimo mio respiro. Fate, o Signore, che io abbia di continuo presente il pensiero del mio ultimo fine, e tutta diriga la mia vita a rendere sicuro e beato l'ultimo istante. Oh! momento da cui dipende l'eternità! Mo­mento che non sarà seguito da alcun altro, nè lascierà più luogo a penitenza!

Momento incerto, al quale dobbiamo sem­pre pensare per non essere sorpresi dalla morte all'improvviso. O morte! o eternità! Gesù mio, misericordia!

 

APPARECCHIO ALLA MORTE.

Ottima cosa e vantaggiosissima pratica la divozione alle Anime sante del Purgatorio, e chi avrà suffragato in vita quelle Anime bene­dette sarà aiutato e suffragato a sua volta.

Ma non confidare di troppo, anima pia, ne­gli altrui suffragi; piuttosto pensa ad arric­chire vieppiù la tua corona pel Cielo, mentre hai tempo e facilità di acquistare meriti pel Paradiso. Ti sia fisso al pensiero l'ultimo istante della tua vita e provvedi in tempo perchè ti sia felice e beato.

Ognuno sa che ha da morire: però molti ravvisano la morte in tanta lontananza, che la perdono quasi di vista. Anche i vecchi più de­crepiti e le persone più infermiccie si lusin­gano d'aver a vivere ancora tre o quattro anni di più; e da questo ne viene che poche sono le morti che non riescono improvvise, e tutti muoiono, come suol dirsi, colla testa nel sac­co: tanto più che nessuno in quel pento osa darne l'avviso. Affînchè non succeda anche a te una si grande disgrazia, accetta e pratica questi tre mezzi:

I. - A seconda della tua età e delle ma­lattie che ti molestano, figùrati che il Signore ti abbia rivelato che vuol concederti soli altri.... anni o mesi di vita, ed incomincia subito a prepararti alla morte. Riflettendo come il tem­po scorre con impercettibile rapidità, immàgi­nati che ad ogni istante Gesù, Maria, l'An­gelo Custode ed il tuo santo protettore ti ri­petano: Opera mentre hai luce, da qui a poco ton potrai più operare; e ad ogni azione che fai, pensa che tra breve dovrai renderne a Dio strettissimo conto.

II. - Scegliti un amico fedele, il confes­sore od il parroco, e pregalo che nelle infer­mità gravi ti avverta per tempo del pericolo di morte, e non t'inganni in affare di tanto rilievo; digli che l'avviso, benchè disgustoso in sè, ti sarà carissimo e lo riceverai con rin­graziamento.

III. - Siccome è certo che un mese del­l'anno ha da essere l'ultimo di nostra vita, per questo consacra almeno un giorno di ogni mese (possibilmente la IV Domenica) per ap­parecchiarti a ben morire. A questo fine:

1. La sera innanzi quando sarai in letto, preso nelle mani il Crocefisso, mettiti in posi­tura di moribondo, pensando per breve tempo che cosa vorresti aver fatto se fossi allora in punto di morte, e, risolvi di volerlo fare senza ritardo.

2. La mattina nello svegliarti figurati che l'Angelo ti dica come al re Ezechia: Dispone domzti tute, quia morieris tu. E perciò lévati con santo ardore, accòstati ai Sacramenti come fosse l'ultima volta e fa il tuo ritiro spirituale.

3. Nel resto del di va considerando di quante settimane, di quanti giorni, di quante ore siasi abbreviata la tua vita; e leggi qualche buon libro spirituale. Oh con qual bella disposizione tu morrai, se ogni mese ti sarai preparato con questo impegno alla morte! E poi chi sa che non abbi a morire anche tu all'improvviso? Chi sa che questo non sia un avvertimento

Le vittime della morte.

Son diversi anni dacchè un celebre profes­sore dell'Università di Berlino, dopo un lungo ed accurato lavoro di statistica, potè rilevare che nel mondo in media muoiono ogni giorno oltre a ottantamila persone, e quindi in ogni anno circa trenta milioni, tre milioni ogni mese, mezzo milione ogni settimana, ogni ora quattro mila; in breve, muore una persona, ogni minuto secondo, ogni battito di polso. Mio Dio, che numero spaventoso di vittime! E per conseguenza quante anime di continuo si presentano al divin tribunale e cominciano un'eternità di gaudi o di tormenti infiniti!

Tra tutte queste vittime, mietute già dalla falce inesorabile della morte, quante non ve ne saranno della stessa vostra età e condizio­ne? E chi vi assicura che tra quelle che mie­terà in quest'anno, in questo mese, in que­st'ora, non vi sarete compreso anche voi?

 

PROTESTA DELLA BUONA MORTE.

Mio Dio, prostrato alla vostra presenza, vi adoro, ed intendo far la seguente prote­sta, come già mi trovassi vicino a passare da questa vita all'eternità.

Signor mio, perchè Voi siete verità in­fallibie e l'avete rivelato alla santa Chiesa, credo il mistero della santissima Trinità, Padre, Figliuolo e Spirito Santo, tre per­sone ma un solo Dio, il quale premia nell'eternità i giusti col Paradiso, e castiga i peccatori coll'inferno. Credo che la seconda persona, cioè il Figliuolo di Dio, si è fatto uomo, ed è morto per salvare gli uomini; e credo tutto ciò che crede la Santa Chiesa. Vi ringrazio di avermi fatto Cristiano, e mi protesto che in questa santa Fede vo­glio vivere e morire.

Mio Dio, speranza mia, io, fidato nelle vostre promesse, spero dalla vostra mise­ricordia, non per li meriti miei, ma per li meriti di Gesù Cristo, il perdono dei pec­cati, la perseveranza nella grazia vostra, e, dopo questa misera vita, la gloria del Paradiso. E se il demonio mi tentasse in morte per farmi disperare alla vista de' miei peccati, mi protesto ch'io voglio sem­pre sperare in Voi, mio Signore, e voglio morire abbandonato nelle braccia amorose della vostra bontà.

O Dio, degno d'infinito amore, io vi amo con tutto il cuore, vi amo più di me stesso, e mi protesto che voglio morire formando un atto di amore, per cosi seguire ad amarvi in eterno in Paradiso, che perciò vel do­mando e lo desidero. E se per lo passato, invece di amarvi, ho disprezzata la vostra bontà infinita, Signore, me ne pento con tutto il cuore, e mi protesto di voler mo­rire piangendo e detestando sempre le of­fese che vi ho fatte. Propongo per l'avve­nire prima morire che mai più peccare. E per amor vostro perdono a tutti coloro che mi hanno offeso.

Accetto, mio Dio, la morte e tutte le pene che l'accompagneranno; le unisco ai dolori ed alla morte di Gesù Cristo, e ve le offe­risco in onore del vostro supremo dominio ed in soddisfazione de'miei peccati. Accet­tate Voi, o Signore, questo sacrificio ch'io vi fo della mia vita, per amore di quel gran sacrificio che vi fece il vostro divin Fi­gliuolo di Se stesso sull'altare della croce. Io da ora, per l'ora della mia morte, tutto mi rassegno nella vostra divina volontà protestandomi di voler morire dicendo: Si­gnore, sia sempre fatta la vostra volontà!

Vergine santissima, Avvocata e Madre mia Maria, Voi dopo Dio siete e sarete la mia speranza e il mio conforto nel punto `della mia morte. Da ora a Voi ricorro e vi prego ad assistérmi in quel passaggio. Cara mia Regina, non mi abbandonate in quel­l'ultimo punto; venite allora a prendervi l'anima mia ed a presentarla al vostro Fi­glio. Io da ora vi aspetto, e spero di mo­rire sotto il vostro manto e stretto ai vostri piedi. Mio protettore san Giuseppe, san Michele Arcangelo, Angelo Custode, Santi miei avvocati, aiutatemi voi tutti in quell'ultimo contrasto coll'inferno.

E Voi, Amor mio Crocefisso, Voi, Gesù mio, che per ottenere a me una buona morte, avete voluto eleggervi una morte così amara, ricordatevi allora ch'io sono una di quelle pecorelle che avete comprate col vostro Sangue. Voi che, quando tutti quelli della terra mi avranno abbandonato e niuno potrà più ajutarmi, Voi sole potete consolarmi í salvarmi, fatemi allora degno di ricevervi per Viatico; e non permettete ch'io vi perda per sempre, e vada per sem­pre a star lontano da Voi nell'inferno. No, amato mio Salvatore, accoglietemi Voi al­lora nelle vostre sante piaghe: mentre io da ora a Voi mi abbraccio, e nell'ultimo respiro della mia vita intendo di spirare l'anima mia dentro la piaga amorosa del vostro Costato, dicendo adesso per allora Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nel­l'ultima agonia. Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace fra Voi l'anima mia.

 

ASPIRAZIONI PER LA BUONA MORTE.

Signor mio Gesù Cristo, per quell'ama­rezza che Voi soffriste in Croce, quando la benedetta vostra Anima si divise dal vostro sacrosanto Corpo, abbiate pietà dell'anima mia peccatrice quando dovrà uscire dal mio miserabile corpo ed entrare nell'eternità.

O Maria, per quel dolore che provaste sul Calvario in vedere spirare Gesù in Croce, innanzi agli occhi vostri, impetratemi una buona morte; acciocchè amando Gesù e Voi, Madre mia, in questa terra, venga ad amarvi eternamente in Paradiso.

 

PREGHIERA PER LA BUONA MORTE.

Gesù Signore, Dio di bontà, Padre di misericordia, io mi presento innanzi a Voi con un cuore umiliato, contrito e confuso; vi raccomando la mia ultima ora, e ciò che dopo di essa mi attende.

Quando i miei piedi immobili mi avver­tiranno che la mia carriera in questo mondo è presso a finire: misericordioso Gesù, ab­biate pietà di me.

Quando le mie mani tremolo e intorpi­dite non potranno più stringervi Crocefisso, e mio malgrado lascerovvi cadere sul letto del mio dolore: misericordioso Gesù, abbiate pietà di me.

Quando i miei occhi offuscati e, stravolti all'orror della morte imminente, fisseranno in Voi gli sguardi languidi e moribondi.: misericordioso Gesù, abbiate pietà di me. Quando le mie labbra fredde e tremanti pronunzieranno per l'ultima volta il vostro nome adorabile: misericordioso Gesù, abbiate pietà di me.

Quando le mie guancie pallide e livide inspireranno agli astanti la compassione ed il terrore, e i miei capelli bagnati dal su­dore della morte, sollevandosi sulla mia te­sta, annunzieranno prossimo il mio fine: misericordioso Gesù, abbiate pietà di me.

Quando le mie orecchie, presso a chiu­dersi per sempre ai discorsi degli uomini, si apriranno per intendere la vostra voce che pronunzierà l'irrevocabile sentenza, on­de verrà fissata la mia sorte per tutta la eternità: misericordioso Gesù, abbiate pietà di me.

Quando la mia immaginazione, agitata da orrendi e spaventevoli fantasmi, sarà immersa in mortali tristezze, ed il mio spi­rito turbato dall'aspetto delle mie iniquità e dal timore della vostra giustizia, lotterà contro l'angelo delle tenebre che vorrà to. gliermi la vista consolatrice delle vostre misericordie, e precipitarmi in seno alla disperazione: misericordioso Gesù, abbiate pietà di me.

Quando il mio debole onore, oppresso dal dolore della malattia, sarà sorpreso dagli orrori di morte, e spossato dagli sforzi che avrà fatto contro i nemici della mia, salute: misericordioso Gesù, abbiate pietà di me.

Quando verserò le mie ultime lagrime, sintomi della mia distruzione, ricevetele in sacrifizio della mia espiazione, affinché io spiri come una vittima di penitenza; ed in quel terribile momento: misericordioso Gesù, abbiate pietà di me.

Quando i miei parenti ed amici stretti a me dintorno si inteneriranno sul dolente mio stato e v'invocheranno per me: mise­ricordioso Gesù, abbiate pietà di me.

Quando avrò perduto l'uso di tutti i sensi, ed il mondo intero sarà sparito da me, ed io gemerò nelle angosce dell'estrema agonia e negli affanni di morte: misericordioso Gesù, abbiate pietà di me.

Quando gli ultimi sospiri del cuore sfor­zeranno la mia anima ad uscire dal corpo, accettateli come figli di una santa impa­zienza di venire a Voi; e Voi, misericor­dioso Gesù, abbiate pietà di me.

Quando la mia anima sull'estremità dello labbra uscirà per sempre da questo mondo, e lascierà il mio corpo pallido, freddo e senza vita, accettate la distruzione del mio essere, teme un omaggio, che io vengo a rendere alla vostra divina Maestà: ed allora, misericordioso Gesù, abbiate pietà di me.

Finalmente, quando la mia anima com­parirà innanzi a Voi, e vedrà per la prima volta lo splendore immortale della vostra Maestà, non la rigettate dal vostro cospetto, degnatevi di ricevermi nel seno amoroso della vostra misericordia, affinché io canti eternamente le vostre lodi: misericordioso Gesù, abbiate pietà di me.

ORAZIONE.

O Dio, che condannandoci alla morte ce ne avete occultato il momento e l'ora; fate che io, passando nella giustizia e nella san­tità tutti i giorni della mia vita, possa me­ritare di uscire da questo mondo nel vostro santo amore, per i meriti del nostro Signor Gesù Cristo, che vive e regna con Voi nel­l'unità dello Spirito Santo. Cosi sia.

Indulgenza di cento giorni una volta al di. Si reciti un De profundis per l'anima pro­pria per quando passerà da questa vita. Gesù mio, misericordia!

 

COMMEMORAZIONE DI TUTTI I FEDELI DEFUNTI.

Dove trovare una madre più amorosa e sol­lecita della Chiesa Cattolica?... Ella ieri con pompa solenne onorava quei beati suoi Figli che regnano collo Sposo divino; ma in mezzo alla sua gioia le balenò al pensiero che altri suoi figli, non avendo abbastanza espiate le loro colpe, gemono nel fuoco del Purgatorio. A tale spettacolo non seppe reggere il suo cuore materno; e quindi prima ancora che finisse la solennità, volendo in certo modo impegnare per la liberazione delle povere prigioniere tutti i Santi del Cielo, ordinò ai Religiosi e Sacerdoti suoi ministri, che sin dai Vesperi cominciassero a suffragarle. Anzi, non paga di questo, volle che sùbito se ne avvertissero pure tutti gli altri fedeli; e la campana in nome suo con flebili rintocchi ci disse fin d'allora ed oggi ci ripete ad ogni istante: Pregate per i vostri confra­telli defunti! Santo e salutare è il pensiero di pregare per essi.

Tertulliano, nel libro De Corona militum, ci assicura che già dai primi tempi i Cristiani celebravano un'annuale Commemorazione dei Fedeli defunti; però questa, come l'abbiano al presente, ha avuto origine verso la fine del se­colo X, da sant'Odilone, Abbate di Cluny. De­votissimo com'era delle Anime del Purgatori, egli ordinò che ogni anno nel giorno 2 novembre si recitassero dai Monaci in loro suffragio preghiere speciali e si applicassero Messe e le­mosine; di là poi questa pia consuetudine propagossi nelle vicine Diocesi, e finalmente venne approvata ed estesa a tutto il mondo cattolico. Si noti che lo spirito della Chiesa è che oggi si preghi, non tanto per alcune anime in par­ticolare, ma per tutte in generale.

 

IL DÌ DEI MORTI.

Gli alberi sono privi del loro verde, le foglie ingiallite cadono qua e là; il vento le disperde. Tetra e squallida è la campagna.

In questo tempo, in cui l'aspetto della natura sembra ammonirci essere brevi e fu­gaci le umane cose, ecco, sopraggiunge un giorno solenne e mesto, il giorno della com­memorazione dei defunti.

I funebri rintocchi delle campane discen­dono nel cuore; in quel lento e lugubre suono pare a ciascuno di udire la voce dei cari trapassati.

In questo di i giovani e i vecchi, i ricchi ed i poveri sono congiunti insieme da un solo affetto.

Moltissimi dalla città si recano al camposanto; e lì, immersi col pensiero nel mondo invisibile, si aggirano pietosamente tra i se­polcri; ciascuno prega eterna requie alle anime degli estinti, mentre il sacerdote di Cristo con l'acqua lustrale asperge e bene­dice quei miseri avanzi, nei quali è pure un germe di gloria e d'immortalità.

Chiunque non ama e non spera stia lungi dal cimitero cristiano: non turbi la pace e il riposo dei defunti, non rechi offesa alla comune mestizia.

In questi sacri recessi vedi quante innume­revoli tombe e fosse, tutte piene di cadaveri! Vedi che ogni di (e chi sa per quanti secoli!) d'ora in ora la città de' vivi manda il suo tributo alla città dei morti?

Ma non è essa la terra tutta ricoperta dell'uman cenere?

Le sorti dell'umanità saranno maturate: il giorno della risurrezione della universa
carne verrà.

Non è abbreviata la mano onnipotente del Signore; il quale crea e distrugge, ed insieme distrugge e crea, secondo che vuole.

E poi, ignori forse che mille anni sono, al cospetto del Signore, come l'alba d'un giorno? In questo dì, fiori, ghirlande e fiammanti ceri adornano gli orli delle tombe.

Come sono eloquenti queste dimostrazioni di affetto, che i vivi rendono alla memoria dei loro parenti ed amici defunti!

I fiori sono simbolo di speranza e d'im­mortalità; le lampade e i doppieri sono il segno della luce sempiterna.

Credi e spera. Beati quelli che sperano nel Signore.

In questo mestissimo giorno volgi ancora i tuoi passi alla Casa del Signore.

Quivi ti troverai in mezzo al popolo fe­dele e ai molti, che, al pari di te, vivono di dolorose memorie.

Oggi i sacri riti, assai più dell'usato, le­veranno in alto l'occhio della tua anima. I pochi lumi sull'altare, il segno santis­simo della croce, il suono cupo e lontano dell'organo, che accompagna un coro di fle­bili voci, tutto ti fa discendere in cuore una ineffabile malinconia.

Talvolta un brivido insolito ti corre per le vene; ed una forza arcana ti scuote, e meglio ti fa sentire la maestà, la grandezza e la infinita pietà di quel Signore innanzi a cui tu preghi.

Più che atterrito, tu preghi consolato: preghi, e a poco a poco ti senti rinnovato e rifatto; quasi più non riconosci te stesso di guisa che un nuovo e più vasto orizzonte si rivela ai tuoi occhi, e alla luce divina, onde esso splende, tu ti rallegri.

Onde la letizia nel pianto?

O Dio, Signore di tutte le cose e di quanto si muove e vive sulla terra, sii benedetto, perchè potentissima è la tua misericordia. Deh! non rigettare la mia preghiera, ed in­sieme accogli quella della tua Chiesa, la quale ti offre in pro dei Defunti il sacrifizio della salute.

O benedetto mio Signore, o Figliuolo del Dio vivo, io Ti prego pei passati di questa vita, ed in modo speciale pei miei amici e congiunti.

Spero che la tua pietà, che io invoco per essi, sia per loro fonte di benedizione e di pace; spero, che, poichè moristi anche per loro, vorrai ora dimenticare ogni loro colpa, e liberare le loro Anime da ogni pena.

Fàlle deh! entrare nel numero dei beati spiriti, collocandole alla tua destra.

Che esse veggano faccia a faccia Te, loro Redentore, e che beino gli occhi della loro mente di Te, che sei il gaudio perenne degli Angeli e dei Santi.

Che cantino in perpetuo a Te, o Signore, il cantico della loro benedizione e del loro amore. Amen. (Mons. Mola).

PREGHIERA.

Dio, Creatore e Redentore di tutti i fedeli, innanzi a cui vivono non meno i morti che i vivi, e che non volete ricevere nella vostra Casa celeste nulla di macchiato e d'imperfetto, io adoro con profondissimo ossequio la vostra purità e santità. Dio sapientissimo e misericordioso, che per purifi­care le anime che escono da questa vita con qualche macchia di peccato, benchè leggiero, avete stabilito il Purgatorio, io ne ringrazio infinitamente la vostra sapienza e miseri­cordia. Dio di bontà e di consolazione, che desiderate coronare nella gloria quelle vostre figlie predilette, accettate, vi supplico, i no­stri prieghi e i suffragi della vostra Chiesa che vi sono, oggi offerti per loro, e rimettete benignamente ad esse tutti i debiti che contrassero verso la vostra divina giustizia.

Re della gloria, degnatevi chiamare nella Patria celeste quelle cittadine esiliate. Pa­dre delle misericordie, accettate nella vo­stra Casa e nella vostra grazia quelle figlie sconsolate. Giudice giusto si, ma pietoso, dei vivi e dei morti, liberate dalle carceri tormentose del Purgatorio quelle vostre spose fedeli.

Dio clementissimo, fate sentire a quelle povere Anime, vostre figlie e mie sorelle, gli effetti della vostra clemenza.

Insomma; fate che presto vedano ciò che credettero, che posseggano ciò che spera­rono, e siano riempite di ciò che amarono, Così sia.

 

ALTRA ORAZIONE in suffragio delle Anime purganti.

Dio mio! Oh quanto sono atroci le pene destinate a purgare quelle Anime sante! Tanto è dovuto, lo confesso, dalla vostra giustizia al gran male che è il peccato.

Ma deh! ricordatevi dell'infinita vostra misericordia e concedete loro la sospirata luce dell'adorato vostto cospetto. Ve ne pre­go, Dio mio, e con me vi prega tutta la co­munione dei fedeli militanti.

Quelle vostre creature, da Voi già tanto predilette in vita, sono le tenere vostre fi­glie destinate a far gloriosa corona al più amoroso dei Padri; sono le vostre caste spose che ansiosamente sospirano a Voi.

eh! non ritardate loro il prezioso godi­mento della beatifica vostra visione. Vi offro a loro favore i meriti della Vergine, dei Santi tutti del Paradiso e di tutti i giusti della vostra Chiesa.

Data uno sguardo al vostro Figliuolo, strappato per la nostra salute dal vostro seno, nato in una povera capanna, perse­guitato ancora fanciullo, calunniato, inse­guito; maltrattato dalla giudaica perfidia, flagellato, coronato di spine, condannato a morte, confitto ad una croce e deposto nel sepolcro; ed accettate, a pro di quelle Anime, i meriti infiniti del dilettissimo vostro Fi­glio, ed insieme affrettate la mistica rap­presentazione della sua Passione e Morte, che tante volte in un sol giorno si fa sugli altari di pace.

Vi plachi il prezioso Sangue dell'imma­colato Agnello, e ricada su quelle Anime, a lavarle da ogni macchia ed a renderle de­gne del vostro bacio di pace. Per tutte vi prego, ed in particolar modo per quelle, per le quali Voi stesso più lo desiderate. De profundis.

 

PREFAZIONE AL MESE DI NOVEMBRE.

I NOSTRI MORTI.

La Religione Cattolica possiede, al grado su­premo, la scienza delle armonie. Noi siamo nel mese di novembre. Il cielo è nuvoloso, gli al­beri spogliati e la terra ricoperta dalle loro foglie. Freddo e melanconico, il vento soffia attraverso queste rovine. Niente sorride; tutto sembra piangere. La Chiesa sceglie questo mo­mento per farci piangere sui nostri morti. Essi pure hanno vissuto; essi hanno viste dolci au­rore e contati giocondi soli; gli uni furono le speranze delle culle, gli altri la gioia del foco­lare, tutti ora sono preda della tomba. Ma la tomba non è abbastanza profonda per derubare l'uomo ai rigori della divina giustizia. Avanti di attraversare un passo irrevocabile, la soglia si ardentemente desiderata dell'eterna beatitu­dine, migliaia di Anime hanno da purificarsi nelle fiamme espiatrici. Una regione dolorosa le aspetta, le riceve e le custodisce con una sorveglianza gelosa. Nessuno uscirà senza aver pagato con moneta d'angoscia sino al suo ulti­mo spicciolo. Nel numero di questi esiliati dal Cielo e dalla terra, languiscono i nostri amici e nostri fratelli. Le loro voci lamentevoli sal­gono verso noi notte e giorno. Anima in an­qustiis et spiritus anxius clamat ad te. Ma il rumore degli affari, del lusso e delle allegrie, il chiasso de' nostri piaceri. coprono questi voci, stupefatte di non essere ascoltate da coloro che pretendevano amarle ed avevano loro giu­rato, nel momento della separazione, un eterno ricordo.

Compassionevole per le dimenticate e i di­menticati, la Chiesa impone silenzio ai suoni festevoli, alle cadenze del ballo, ai rumori della vita. Attraverso ad un manto di dolore, essa tende la mano alle nostre elemosine e ci dice singhiozzando: Per le Anime del Purgatorio! Ma quali viscere non fanno commovere ? Vi è forse una miseria più grande ? Ove trovare miserabili più sfortunati e più. simpatici? Non siamo loro uniti con i legami dell'umanità, della Religione, della società, della famiglia, e del sangue? Saranno esse lontane dai nostri cuori, perchè non sono davanti a' nostri occhi?

La minima delle loro sofferenze qui ci fa piangere; ed ora che esse provano un immenso dolore, restiamo insensibili!

Un giorno, non sarà più per gli altri che la nostra Santa Madre Chiesa tenderà la mano; sarà per noi. Qual diritto avremo alla compas­sione de' nostri fratelli, se noi siamo stati senza pietà? Crudeli ci saranno allora i dolori del­l'oblio. Terra oblivionis. L'amicizia, la giustizia, l'interesse ci obbligano dunque a pregare per le Anime del Purgatorio. Diamo loro larga­mente; grandi sono i loro bisogni, e noi siamo tanto potenti per suffragarle, mentre esse sono capaci di farlo. Noi abbiamo tesori fra le no­stee mani, e basta aprire queste per effondere quelli.

Oh, si! preghiamo molto per le Anime del Pur­gatorio. Ogni preghiera, sopratutto se è arricchita d'Indulgenza, ogni buona opera fatta a loro intenzione, diminuisce l'intensità dei loro dolori, abbreviano - la durata delle loro pene anticipando la loro liberazione. Un'ora di più in Paradiso, un'ora di più per possedere Dio, per amare Dio in tutta la potenza dell'affetto, chi può dire ciò che dà di gioia e di felicità? Se abbiamo qualche influenza intorno a noi, sacerdoti, religiosi, madri di famiglia, superiori di comunità, stabiliamo l'uso di pregare, soffri­re e operare per i morti. Ciò che stabiliremo, se Dio gli dà la durata, sarà per noi una sorgente di felicità, anche dopo la nostra morte' La teologia c'insegna che ogni volta in cui si fa un'opera pia, della quale abbiamo posto la causa durante la nostra vita, la nostra gloria accidentale si aumenta nel Cielo, e se siamo in Purgatorio, la nostra pena diminuisce. Così ab­biamo in una parrocchia stabilito ìl Rosario? abbiamo abituati i nostri figli a pregare Dio sera e mattina, a visitare gli spedali, e fare l'elemosina ai poveri? abbiamo insegnata qual­che preghiera ad un ignorante? ogni volta che in questa parrocchia sarà recitato il Rosario, ogni volta che i nostri figli praticheranno una delle virtù che abbiamo loro insegnate, risen­tiamo una nuova gioia, la gioia di vedere Dio glorificato a causa nostra.

 

BREVE MESE DI NOVEMBRE

PELLEGRINAGGIO AL PURGATORIO.

Il mese di novembre, che la pietà dei fedeli consacra alle sante Anime purganti, ci offre propizia occasione per poter liberare qualcuna di esse da quelle terribili pene, e procurarci qualche mediatore e intercessore nel Cielo. Se in questo mondo, ove sono si grandi le mise­rie e le infermità umane, che le anime più per­fette non saprebbero evitarne ogni macchia, la preghiera dei giusti è si potente presso Dio, che sarà delle suppliche dirette verso il Cielo dalle Anime del Purgatorio, non più soggette a commettere imperfezioni o peccati? Quelle Anime, come scrisse il dottissimo Suarez, co­noscono, almeno in generale, i nostri pericoli, e quanto bisogno abbiamo del divino soccorso. Perchè non si crederà dunque che esse pre­ghino, quantunque trattenute fra i tormenti, ed espiino i loro debiti? Imperocchè anche noi nella vita presente, gítantunque debitori, pre­ghiamo per gli altri, ed i Padri, che dimora­vano nel seno di Abramo, pregavano per i vi­venti, come si legge di Oma e di Geremia. E di questi fu efficacissima la preghiera, la quale, come narra il libro dei Maccabei, valse ad ot­tenere al fortissimo Giuda ed al suo pugno di prodi, una piena vittoria contro l'empio Nica­nore e l'innumerevole suo esercito.

Dopo ciò, non è a meravigliare che i Santi abbiano nutrito una si gran confidenza verso le Anime del Purgatorio, e che siansi indiriz­zati ad esse quando avevano bisogno di ajuto pronto e possente.

Santa Brigida, la venerabile madre di Saint­ Barthélemy, che per quattordici anni fu la compagna inseparabile di santa Teresa, santa Francesca delle Cinque Piaghe, canonizzata da Pio IX nel 1867, per tacere di tanti altri Santi, ci tramandarono le più esplicite attestazioni circa la esperimentata efficacia delle preghiere fatte a Dio dalle Anime del Purgatorio in van­taggio dei loro liberatori o benefattori.

Ma valga per tutti quel che ne scrisse, an­ch'essa per propria esperienza, santa Caterina da Bologna: Quando io voglio (diceva) una grazia dall'Eterno Padre. volontieri tolgo le Anime del Purgatorio in mio aiuto e le faccio mie ambasciatrici, e mi trovo essere esaudita per mezzo loro.

Pellegriniamo adunque in ispirito ciascun giorno nel mise di novembre al Purgatorio:

1'orridezza di quel càrcere, la veemenza di quel fuoco, le grida supplichevoli di quelle Anime, renderanno più fervida la nostra preghiera per esse. Preghiamo per tutte indistintamente, che tutte hanno bisogno dei nostri suffragi, e tutte possono giovarci presso Dio. Ma in mezzo a quella moltitudine di Anime penanti, dirigiamo più specialmente il nostro sguardo, a quelle verso le quali siamo più tenuti per debito di giustizia o di carità, alle Anime di coloro che in vita appartennero all'Ordine sacerdotale, o furono in varia guisa più devoti e benemeriti della Chiesa Cattolica, della Santa Sede e del Romano Pontefice, o più premurosi a dilatare il regno di Dio sulla terra. Queste Anime in ispecie, distribuite come in altrettanti drappelli, quanti sono i giorni del mese, facciamole no­stre ambasciatrici presso Dio; affinchè, deposto i flagelli della giustizia, affretti al popold cri­stiano i sospirati giorni della clemenza, lo pro­sciolga da' suoi peccati e si coanmuova alla sua desolazione; ed alla Santa Chiesa Cattolica, fie­ramente oppressa e perseguitata, ridoni presto la libertà e la pace.

 

PREGHIERA PER CIASCUN GIORNO del mese di novembre

Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

I. Signor nostro Gesù Cristo, che per redimere il mondo dalla schiavitù dell'in­ferno voleste nascere fra noi passibile e mortale, essere circonciso, riprovato e per­ seguitato dai Giudei, tradito da Giuda vo­stro discepolo con un sacrilego bacio, e qual agnello mansueto ed innocente, legato con funi ed obbrobriosamente trascinato ai tri­bunali di Anna, Caifasso, Pilato ed Erode, voleste da falsi testimonii essere accusato, straziato dai flagelli, incoronato di spine, percosso da schiaffi, insultato con isputi, e velato per ischerno il vostro divin Volto, in mille guise vilipeso, oltraggiato, stra­ziato da obbrobrii e da ignominie, e final­mente spogliato delle vostre vesti, confitto ed elevato in croce tra due ladroni, abbeverato di fiele ed aceto, e con una lancia trafitto consumar voleste la grande opera della nostra Redenzione; deh! pietosissimo Redentore, per queste tante e si atroci pene da Voi per amor nostro tollerate, le quali noi benché indegnissimi andiamo considerando, e per la santa Croce e morte vostra ama­rissima, liberate dalle atrocissime loro pene le sante Anime del Purgatorio e special­mente.... (qui si accenni l'intenzione di cia­scun giorno) e degnatevi di accoglierle in Pa­radiso con Voi, Gesù nostro, che col Padre e collo Spirito Santo vivete e regnate Dio per tutti i secoli dei secoli. E così sia. 5 Pater, 5 Ave, 5 Eterno riposo.

II. Vergine Maria, Madre di Dio, martire di amore e di dolore nel vedere gli strazii e le pene di Gesù: Voi concorreste al be­nefizio della nostra Redenzione con le affli­zioni senza numero, e coll'offerta all'Eterno Padre del suo e vostro Unigenito in olocau­sto e vittima di propiziazione per i nostri peccati: vi compatiamo del dolore acerbis­simo sofferto, vi ringraziamo dell'amore quasi infinito di privarvi del Frutto delle vostre viscere, vero uomo e vero Dio, per salvare noi peccatori, e vi supplichiamo ad inter­porre la vostra intercessione non mai vana presso del Figlio e del Padre, in favore delle sante Anime del Purgatorio e spe­cialmente.... affinché liberate dal carcere di espiazione, siano ammesse al godimento della beatitudine celeste. Così sia. 5 Pater, 5 Ave, 5 Eterno riposo.

Regina dei Martiri, prega per loro.

Anime benedette, noi abbiamo pregato per voi; ma voi, che siete si care a Dio e sicure di non poterlo più perdere, pregatelo per noi miserabili, che stiamo in pericolo di dannarci e di perdere Dio per sempre. Pregatelo altresì, ve ne scongiuriamo con tutto l'affetto del nostro cuore, pregatelo affinché, deposti i flagelli della giustizia, affretti al popolo cristiano i sospirati giorni della clemenza, lo prosciolga da' suoi pec­cati e si commuova alla sua desolazione; ed alla santa Chiesa Cattolica, fieramente oppressa e perseguitata, ridoni presto la libertà e la pace. Cosi sia.

Considerazione che può servire dì chiusa per il mese di novembre.

La speranza diffusa sui nostri volti, il palpito frequente del nostro cuore, i sospiri che escono ardenti dal nostro petto nel chiu­dersi di questo santo esercizio, troppo vi attestano, o Dio di misericordia, la nostra fede nel Purgatorio, e il desiderio vivissi­mo, con cui aneliamo di apprestare soccorso alle Anime addolorate dei nostri più cari, le quali, finita la mortale carriera, furono chiuse in quel carcere, per tornare belle a Colui che le fece. Deh! sia soddisfatto il nostro voto, siano le nostre brame appagate. Spedite, o Signore, il vostro Angelo sulle ali del per­dono tra questa divota famiglia, che, pro­strata dinanzi al Sacramento di amore, im­plora per quelle Anime dalla vostra clemenza il sospirato riscatto. Esso accolga nell'aureo vaso della divina Misericordia i sospiri, le preghiere, i digiuni, l'elemosine e i sacrificii nostri coi quali vogliamo riscattare le Anime dei nostri cari congiunti, e rivolando a Voi, li offra alla divina Giustizia in espiazione dei falli di quelle misere. Aprite, o Signore, quell'aureo vaso, ed accogliete le domande dei figli per il riscatto dei loro genitori: accogliete i sospiri dei padri che implorano da Voi pace e riposo alle Anime dei figli: accogliete le preghiere dei congiunti e degli amici, che vogliono liberati da quell'orrido carcere i congiunti e gli amici: accogliete i sacrifizii dei vostri fedeli che vi suppli­cano per la liberazione dei loro Defunti: sciogliete loro quelle catene che li tengono lontani dal loro unico Bene: liberateli dagli acerbi dolori che tanto li affliggono: richia­mateli in Patria dalla terra dell'esilio ove sì lungamente penarono; e fate, che sulle ali della letizia e del gaudio volino a Voi, unico vero, unico buono, unico bello, cui tanto avidamente aspirarono.

Cinte di splendore, e aumentate di gloria, si assidàno, mercè la vostra pietà, quelle Anime avventurate negli scanni del Para­diso. Esulti il Cielo, ed inni di gaudio in­nalzi alla vostra divina clemenza nel vedersi adorno di nuove schiere di Santi: esulti il Purgatorio, e cantici di ringraziamento in tuoni al vostro Cuore paterno per aver chia­mato ai sempiterni splendori della Patria beata quelle Anime che ivi gemevano nell'e­silio: esulti la terra cui concedeste i mezzi più efficaci per riscattare le Anime dei De­funti; e tutti insieme le tre Chiese, Mili­tante, Purgante e Trionfante, celebrino la vostra clemenza, la vostra pietà, l'infinita vostra misericordia. Così sia.

 

FLORILEGIO DI RICORDI per mantenerci costanti nel suffragare le Anime del Purgatorio.

Eccovi alcune massime, che, rilette di tanto in tanto, risveglieranno in noi i bei sentimenti, che ci animeranno a suffragare costantemente e diligentemente le Anime del Purgatorio, e ad acquistare per loro Indulgenze. Esse inoltre manterranno noi stessi inondi da ogni colpa, e ci ecciteranno a purificar sempre meglio colla penitenza le nostre macchie: poichè ci torna a conto il farlo con si poca fatica piuttosto in questo mondo, anrichè scontare tuttò dopo la morte, quando si dovrà pagare secondo giustizia e senza misericordia. - Ecco le massime.

1. Il peccato appare un piccolo male in vita, grande alla morte, immenso dopo la morte.

2. Ogni cosa che faremo per le Anime pur­ganti, Gesù Cristo la riterrà come fatta a Sè.

3. Col suffragare le Anime siamo certi di far piacere al Cuore di Gesù.

4. Se tutti i momenti, che si passano a fare o a dire cosa di poca utilità, si impiegassero nell'acquistare Indulgenze, quante Anime si salverebbero!

5. Col condurre Anime del Purgatorio a Dio ci assicuriamo intercessori invita ed' in morte. 6. E’ di fede, che le Anime possano interce­dere per noi, giunte che sieno per merito nostro in Paradiso.

7. Ogni dolore e patimento, offerto in suf­fragio delle Anime del Purgatorio, perde della sua agrezza, e diviene più dolce.

8. A schivare il fuoco del Purgatorio giova il liberare le anime degli altri, perchè Gesù Cristo disse: Colla misura onde avrete mi­surato, sarete misurati voi stessi.

9. Nel pregare per i Defunti ponete sempre la Madonna quale Avvocata, e come pegno i meriti di Gesù Cristo, del suo preziosissimo Sangue, e il valore dei santi Sacrifizii.

10. Se voi chiederete con istanza al Cuore di Gesù la gloria del Cielo per le Anime pur­ganti, il divin Cuore la chiederà con istanza al Padre per voi.

11. Chi è mai, il quale, ricordandosi.sempre delle due voragini di fuoco che ci stanno sotto i piedi, scordi poi di batter la via, che conduse al monte santo di Dio?

12. La memoria continua di quanto scontano i nostri conoscenti, sebbene morti da buoni cristiani, in pena dei passatempi, del lusso, della vanità e di altri peccati, c'infonderà quel timore di Dio che forma i Santi.

13. Se il meditar sempre la legge di Dio, il contrariare sempre le vostre voglie naturali, il combatter sempre contro il mondo e il demonio vi stanca, pensate che cosa non vorrebbero fare le Anime purganti, se potessero tornare in que­sta vita.

14. Fate l'elemosina ai poveri con tre inten­zioni, cioè: 1. Per amor di Dio; 2. In suffragio delle Anime purganti; 3. per soddisfare alla di­vina giustizia pei vostri peccati. In tal modo vi aprirà le porte del Cielo.

15. Dopo aver suffragato le Anime, incari­catele affmchè preghino pel Papa, per la Chiesa, per gl'infedeli e per tutti i poveri peccatori.

16. Abbiate voi stesso, ed infondetelo negli altri, specialmente nei giovanetti, un grande orrore al peccato veniale, m cui si spesso si cade, perchè non lo si odia come il peccato mortale.

17. Il demonio istiga i mondani a sempre aumentare gli studii di cose curiose ed inutili, afnchè i poveri giovanetti non abbiano nè tempo ne mente di pensare all'unico necessario.

18. Se impareremo a farci sante, avremo acquistato ricchezze che nemmeno la morte potrà strapparci di mano, ma che dopo di essa, ci saranno rese a mille doppi.

19. Una vita in catene, in un carcere oscuro flagellati, e a pane ed acqua, è un paradiso a confronto del Purgatorio.

20. La pena della lontananza da Dio è quella che più aggrava il castigo delleAnime penanti. Perchè subito dopo che vien separata dal cor­po, l'anima anela con ansietà, impossibile a descriversi, alla unione con Dio, da cui viene respinta.

21. La cara Madonna e gli Angeli vengono a confortare le Anime del Purgatorio, ma nien­te le soddisfa del tutto, finchè sono separate da Dio.

22. Fissiamo quante volte al giorno vogliamo suffragare le Anime, e in quanti modi ogni set­timana e ogni mese; e Dio ce lo rimeriterà a cento doppi.

23. Siamo industriosi, come sono i poveri nel riunir limosine, nell'acquistare Indulgenze per le Anime purganti, sopratutto accostan­doci ai santi Sacramenti.

24. È stato calcolato che in tutto il mondo muojono ogni giorno quasi cento mila persone: quante di esse andranno in Purgatorio? Pregate ogni giorno per gli agonizzanti che in quel giorno debbono morire.

25. Chi gode immeritatamente riputazione di santo, si troverà burlato, se va in Purga­torio, perchè non si pregherà per lui creden­dolo in Paradiso.

26. Nella vita umana, se si fugge un inco­modo s'incappa in un altro; ma, se si soffre qualche cosa per le Anime, non accade mai senza un guadagno.

27. Non cessiamo mai dal purificarci, perchè la morte è forse alla porta, e tanti muojono all'improvviso; guai a coloro, che come già le vergini stolte, non sono preparate per l'arrivo dello Sposo.

28. Nella sacra Scrittura è detto, che la ca­rità cuopre tutta la moltitudine dei peccati. Usiamola dunque abbondantemente per com­passione di noi stessi, del nostro prossimo bi­sognoso, e delle Anime purganti, a cui sempre dovremo applicare il frutto delle nostre opere.

29. San Paolo dice: = Sia che mangiate, sia che beviate, o facciate altra cosa, tutto fate a gloria di Dio; e noi aggiungiamo: ricor­dandoci pure delle Anime purganti.

30. Per ultimo vi raccomando ciò che dice pure san Paolo, che noi siamo tutti un corpo m Gesù Cristo; quindi, se un membro patisce, patiscono tutti i membri; e se un membro gode, godono tutti i membri. Soffriamo dunque qual­che cosa per i fedeli della Chiesa purgante, e per i fedeli della militante, e godiamo coi mem­bri della Chiesa trionfante, a cui ci condurranno i meriti di nostro Signore Gesù Cristo. Così sia.

 

 

Ultima modifica il Domenica, 22 Giugno 2014 11:14
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