Il Purgatorio (78)

Santa Faustina Kowalska e il Purgatorio

Da diario di santa Faustina Kowalska.

 

Poco tempo dopo mi ammalai. La cara Madre Superiora mi mandò, assieme ad altre due suore, a passare le vacanze a Skolimòw, un po' fuori Varsavia. In quel tempo domandai al Signore Gesù: « Per chi ancora devo pregare? ». Gesù mi rispose che la notte seguente m'avrebbe fatto conoscere per chi dovevo pregare. Vidi l'Angelo Custode, che mi ordinò di seguirlo. In un momento mi trovai in un luogo nebbioso, invaso dal fuoco e, in esso, una folla enorme di anime sofferenti. Queste anime pregano con grande fervore, ma senza efficacia per se stesse: soltanto noi le possiamo aiutare. Le fiamme che bruciavano loro, non mi toccavano. Il mio Angelo Custode non mi abbandonò un solo istante. E chiesi a quelle anime quale fosse il loro maggior tormento. Ed unanimemente mi risposero che il loro maggior tormento è l'ardente desiderio di Dio. Scorsi la Madonna che visitava le anime del purgatorio. Le anime chiamano Maria « Stella del Mare ». Ella reca loro refrigerio. Avrei voluto parlare più a lungo con loro, ma il mio Angelo Custode mi fece cenno d'uscire. Ed uscimmo dalla porta di quella prigione di dolore. Udii nel mio intimo una voce che disse: « La Mia Misericordia non vuole questo, ma lo esige la giustizia ». Da allora sono in rapporti più stretti con le anime sofferenti del purgato­rio.

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PREGHIERE ALLE ANIME

PREGHIERE ALLE ANIME

Dolcissimo Signore Gesù, ti prego di voler esaudire, per i meriti della tua santissima vita, questa preghiera che ti rivolgo per tutti i defunti di tutti i tempi, sopratutto quelli per i quali non si prega mai.

Ti prego di supplire a tutto ciò che quest'anime hanno trascurato nell'esercizio delle tue lodi, del tuo amore, della riconoscenza, della preghiera, delle virtù e di tutte le altre opere buone che esse avrebbero potuto compiere e che non hanno compiuto o che hanno compiuto con troppa im­perfezione. Amen

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PREGHIERA DETTATA DA GESÙ A SANTA MATILDE in suffragio delle povere anime

PREGHIERA DETTATA DA GESÙ A SANTA MATILDE in suffragio delle povere anime

 

Padre nostro che sei nei Cieli

lo ti prego, o Padre celeste, perdona alle povere anime del purgatorio, perché esse non hanno amato Te, loro Signore e Padre, che Tu, per pura tua grazia , hai fatto tue figlie, e non ti hanno reso quell'onore, che ti dovevano, ma Ti hanno allontanato col peccato dal loro cuore, dove Tu volevi abitare sempre. Per lavare quei debiti io Ti offro quell'amore e onore, che il Tuo Unigenito Figlio Ti ha reso durante tutta la sua vita sulla terra, e tutte le azioni e gli atti di penitenza e soddisfazione, con cui Egli ha lavato i peccati degli uomini e li ha espiati. Amen!

Sia santificato il Tuo Nome

lo Ti supplico incessantemente, o buonissimo Padre, perdona alle povere anime, perché esse non sempre hanno degnamente onorato il Tuo santo Nome, ma invece così spesso lo hanno avuto superficialmente sulla bocca e con una vita di peccato si sono rese indegne del nome di cristiane. In riparazione di questi loro peccati, io Ti offro tutto l'onore, che il Tuo amatissimo Figlio Ti ha reso sulla terra con la sua predicazione e le sue opere per il Tuo Nome. Amen!

 

Venga il Tuo Regno

 

lo Ti prego, amabilissimo Padre, perdona alle povere anime, perché esse non sempre e con grande desiderio hanno cercato Te e il tuo regno con premurosa diligenza. Per riparazione della loro superficialità nel fare il bene, io Ti offro i santi desideri di Tuo figlio, con i quali Egli desidera e chiede, che anch'esse siano coeredi del suo Regno. Amen!

Sia fatta la Tua volontà come in Cielo così in terra

lo Ti prego, o benignissimo Padre, perdona alle povere anime perché non sempre hanno sottoposto la loro volontà alla Tua e non hanno cercato di compierla in tutte le cose, ma troppo spesso sono vissute secondo il proprio volere e così hanno agito. Per la loro disubbidienza io Ti offro la perfetta unione dell'amorosissimo Cuore di Tuo Figlio con la Tua santis­sima volontà, e la sua profonda sottomissione con cui Egli Ti fu ubbiediente fino alla morte in croce. Amen!

Dacci oggi il nostro pane quotidiano

lo Ti prego, Amabilissimo Padre, perdona alle povere anime, perché non sempre hanno ricevuto il Santissimo Sacramento dell'altare con profondo desiderio, ma spesso senza devozione o perfino indegnamente, oppure hanno trascurato di riceverlo. Per questi loro peccati io Ti offro la grande Santità e la devozione di Gesù Cristo, Tuo Figlio, come pure il suo grande amore con cui Egli ci ha fatto questo santissimo dono e ci ha dato questo altissimo Bene. Amen!

Rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori

lo Ti prego, buonissimo Padre perdona alle povere anime del purgatolo tutti i debiti, che esse si sono assunti su di se con i sette peccati capitali, e soprattutto, perché esse non hanno amato i loro nemici e non hanno voluto perdonare loro. Per questi peccati io Ti offro l'amorosa preghiera, che tuo Figlio ti ha rivolto sulla Croce per i suoi nemici. Amen!

E non ci indurre in tentazione

lo Ti prego, o benignissimo Padre, perdona alle povere anime, perché esse tanto spesso non hanno opposto alcuna resistenza alle tentazioni e alle loro passioni, ma hanno seguito il maligno nemico e hanno accontentato i desideri della carne. Per questi loro molteplici e diversi peccati io Ti offro la gloriosa vittoria di Gesù Cristo, con cui Egli ha vinto il mondo, o il suo lavoro, le sue fatiche, la sua santissima vita e Ih sua amara Passione. Amen!

Ma liberi dal male

E per tutti i castighi per I meriti del Tuo amatissimo Fi­glio, e conduci le povere anime e noi nel Regno dell'eterna gloria, che sei Tu stesso. Amen!

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Coroncina alle cinque piaghe per le anime abbandonate

 

purgatorio e sacrificio della messa


Coroncina alle cinque piaghe per le anime abbandonate

 


Meditando sulle cinque piaghe di nostro Signore Gesù Cristo Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen


O Dio, vieni a salvarmi Signore, vieni presto in mio aiuto.
Gloria al Padre

 




Mio Redentore, adoro profondamente la piaga della tua Mano destra e ti ringrazio per il dolore che in essa volesti soffrire per la nostra salvezza. In questa piaga racchiudo le anime del purgatorio abbandonate da tutti e particolarmente da coloro che utilizzano per loro fini egoistici il denaro da esse lasciato e che avrebbe dovuto essere impiegato in opere di carità o comunque in suffragi per loro sollievo. Dio Eterno, redentore e Padri delle nostre anime, ti prego di consolare con la tua infinita clemenza quelle povere anime afflitte.


Padre nostro
Ave Maria
L'eterno riposo


Mio caro Gesù, adoro profondamente la piaga della tua mano sinistra e ti ringrazio per il dolore che in essa sopportasti per la nostra salvezza. In questa piaga racchiudo le anime dei genitori abbandonati nel purgatorio dai loro figli ingrati. Abbi compassione, eterna Sapienza increata, del dolore che soffrono queste anime infelici nel vedersi abbandonate proprio da coloro che hanno amato e cresciuto.


Padre nostro
Ave Maria
L'eterno riposo


Mio Salvatore, adoro profondamente la piaga del tuo costato che fu prodotta dalla lancia di un soldato dopo la tua morte. In essa racchiudo le anime dei poveri del inondo, a qualsiasi nazionalità appartengano. Al tuo cuore squarciato affido le anime di coloro che sono vissuti nella fame e tra gli stenti e forse neppure ora hanno qualcuno che si occupi di loro e le aiuti.


Padre nostro
Ave Maria
L'eterno riposo


Eterno Figlio fatto uomo per la mia liberazione, adoro profondamente la piaga del tuo piede destro e ti ringrazio del dolore in essa sopportato per donarmi il paradiso. In questa piaga racchiudo le anime dei bambini vittime dell'aborto o comunque della violenza accoglili tra le tue braccia amorevoli e perdona anche i loro genitori e quelli che hanno perpetuato i delitti mostruosi contro gli innocenti perché come i tuoi carnefici Gesù, non sapevano valutare l'enormità del peccato che stavano commettendo. Ricorda, Padre misericordioso, che sono anch'essi tuoi figli amati.


Padre nostro
Ave Maria
L'eterno riposo


Eterno Figlio, fatto uomo per donarci la vita, adoro profondamente la piaga del tuo piede sinistro e ti un grazio del tormento in essa sofferto per renderci felici In questa piaga racchiudo le anime di coloro che hanno operato per la rovina delle famiglie, e quelle dei giovani che hanno impostato la loro vita nelle frivole/ve senza preoccuparsi dei valori sacri che la tua legge ci propone. Gesù mio, se avessero conosciuto te avrebbero potuto comprendere le meraviglie dell'amore vero e la dolcezza della tua vicinanza, ma forse nessuno ha parlato loro della felicità e della pace che solo il tuo amore sa dare. Abbi misericordia, Gesù, Dio-Amore, supplisci alle loro mancanze con il tuo amore purissimo e lavale con il tuo Sangue prezioso, affinché siano presto purificate e possano giungere a saziarsi della gioia senza fine.

Padre nostro
Ave Maria
L'eterno riposo
De profundis


Preghiamo:
Signore Gesù, per avvalorare maggiormente le nostre deboli suppliche, ti preghiamo umilmente di offrire tu stesso all'Eterno Padre il terribile dolore prodotto dalle piaghe dei piedi, delle mani e del costato, insieme col Sangue preziosissimo, con l'agonia e con la tua morte. Preghiamo anche te, addolorata Vergine Maria, di presentare al Padre insieme alla dolorosa passione del tuo luglio tanto amato, i sospiri, le lacrime e tutte le sofferenze che hai sofferto per le sue pene, affinché, per i meriti del vostro dolore e del vostro amore, le anime che si trovano tra le fiamme del purgatorio siano liberate e possano giungere in cielo per cantare in eterno la divina misericordia. Amen.

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Preghiera della tradizione siro-antiochena

Preghiera della tradizione siro-antiochena

Signore, Signore, Dio degli spiriti puri e di ogni carne, ricordai di tutti, di coloro che abbiamo ricordato e di tutti coloro di cui non ci siamo ricordati e che hanno lasciato questo mondo con la fede gloriosa. Dona il riposo alle loro anime, ai loro corpi, ai loro spiriti. Salvali dalla dannazione futura e rendili degni della gioia che è nel seno di Abramo, d'Isacco e di Giacobbe, dove risplende la luce del tuo volto, dove sono banditi i dolori, le angosce e i gemiti. Non imputare loro alcina colpa; non entrare in giudizio con i tuoi servi poichè nessun essere vivente è giustificato al tuo cospetto e perchè nessun uomo sulla terra è immune da peccato e puro da ogni sozzura se non il solo nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, per il quale anche noi speriamo di ottenere misericordia e il perdono dei nostri peccati e di quelli dei nostri defunti.

Dona il riposo alle loro anime; cancella le nostre e le loro colpe commesse davanti a te volontariamente o involontariamente, coscientemente o incosciamente.

Dona il riposo, rimetti, perdona, o Dio, i peccati volontari e involontari, commessi coscientemente o inconsciamente con parole, opere o omissioni, con pensieri segreti, pubblici, deliberati o commessi per errore e che il tuo santo Nome conosce.

Accordaci una fine cristiana senza peccato e riuniscici ai piedi dei tuoi eletti quando vorrai, dove vorrai, come vorrai senza dover arrossire per i nostri peccati perchè anche in ciò come in tutte le cose sia molto lodato e glorificato il tuo Nome santo e benedetto, il Nome di nostro Signore Gesù Cristo e dello Santo Spirito ora e sempre nei secoli. Amen.

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Orazione di San Gregorio Papa a suffragio delle anime purganti

Orazione di San Gregorio Papa a suffragio delle anime purganti

1-0 Signore Gesù Cristo, questa orazione sia fatta a lode della Tua ultima agonia, di tutte te Tue piaghe, dei Tuoi dolori, dei sudori e delle pene che Tu soffristi sul Calvario per amore nostro. Ti prego di offrire tutto il Tuo sudore, il Tuo sangue, le Tue piaghe al Celeste Padre per i peccati commessi dall'anima di.....................
Padre nostro ...
Ave Maria ...
2-0 Signore Gesù Cristo, questa orazione sia fatta a lode della Tua ultima agonia, delle grandi pene, del martirio, e di tutto ciò che per noi hai sofferto, specialmente allorché il Tuo cuore si spezzò ... Ti prego di offrire il martirio e le pene Tue al Celeste Padre per
per tutti i peccati che ha commesso l'anima di................................
in pensieri, parole, opere ed omissioni.
Padre nostro... Ave Maria ...

3-0 Signore Gesù Cristo, questa orazione sia offerta in lode al grande amore che avesti per il genere umano e che Ti sforzò a venire dai Cielo in terra a patire pene, martirio e la morte stessa.
Ti prego per quell'amore con cui apristi il Paradiso all'uomo che col peccato l'aveva perduto, degnati offrire al Tuo Padre
Celeste i Tuoi meriti infiniti per liberare l'anima dì.................
da tutte le pene del Purgatorio.
Padre nostro ... Ave Maria ...
OFFERTA:
Amabilissimo mio Gesù, Ti offro l'anima
di.....................ed imploro sopra di lei ad uno ad uno, tutti i
momenti, i patimenti, le azioni, le virtù, i meriti, le suppliche, i sospiri e i gemiti della Tua vita santissima, Passione e morte penosissima sulla Croce, il Sacro Sangue che spargesti per la nostra salute e redenzione, con tutti i meriti del Tuo Cuore Divino, di Maria, di Giuseppe e di tutti i Santi.
Dopo aver recitato per un mese intero questa preghiera, anche quell'anima condannata in   Purgatorio fino ai giorno dei giudizio, lo stesso giorno verrà liberata.

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Un Defunto

PER UN DEFUNTO

Le invocazioni seguenti sono suppliche rivolte al Signore in favore di un defunto particolare.

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1. Ti supplichiamo, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno, per l' anima fedele di (nome) che per tuo volere ha lasciato questo mondo: degnati di accoglierlo/a nel luogo del refrigerio, della luce e della pace. Gli(Le) sia concesso di passare oltre le porte di morte e di giungere alla dimora dei beati nella santa luce, che tu un giorno hai promesso ad Abramo e alla sua discendenza. Che la sua anima non soffra pena alcuna, e quando verrà il grande giorno della risurrezione e della ricompensa, degnati, o Signore, di risuscitarlo/la insieme con i tuoi santi ed eletti; perdonargli/le tutte le sue mancanze e i suoi peccati, perché in te possa ottenere la vita immortale e il regno eterno.
Per Cristo nostro Signore. Amen.

(Sacramentario Gelasiano)

O Dio, che ci hai resi partecipi del mistero del Cristo crocifisso e risorto per la nostra salvezza, fa' che il nostro fratello (nome), liberato dai vincoli della morte, sia unito alla comunità dei santi nella Pasqua eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

O Dio, vita di chi muore e beatitudine di chi crede in te, guarda con bontà al nostro fratello (nome) che la morte ha strappato all' affetto dei suoi cari, e ricevilo nella serena ospitalità della tua casa.

Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

4. Dio, nostro Padre, ascolta la preghiera della tua Chiesa e accogli nella pace il nostro fratello (nome). Tu che lo hai creato a tua immagine e nel Battesimo lo hai fatto tuo figlio di adozione, rendilo partecipe della tua eredità. Per Cristo nostro Signore. Amen.

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Uniti Eternamente

RESTATE UNITI ETERNAMENTE

Signore,

poiché nessuno può desiderare per gli altri

nulla di meglio di ciò che desidera per sé,

non mi separare, te ne prego, dopo la mia morte, da

quelli che ho teneramente amato sulla terra.

Signore,

ti chiedo che dove sarò io anche loro siano con me: anche là io possa godere di restare unito a loro,

eternamente.

(S. Ambrogio)

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Supplica a Gesù per le anime del purgatorio

GIOVANNI PAOLO II

UDIENZA GENERALE

Mercoledì, 4 agosto 1999
   


   

Il purgatorio: necessaria purificazione per l' incontro con Dio

Lettura: 1 Gv 1,5-9

1. Come abbiamo visto nelle due precedenti catechesi, in base all' opzione definitiva per Dio o contro Dio, l' uomo si trova dinanzi a una delle alternative: o vive con il Signore nella beatitudine eterna, oppure resta lontano dalla sua presenza.

Per quanti si trovano in condizione di apertura a Dio, ma in un modo imperfetto, il cammino verso la piena beatitudine richiede una purificazione, che la fede della Chiesa illustra attraverso la dottrina del "Purgatorio" (cfr Catechismo della Chiesa Cattolica, 1030-1032).

2. Nella Sacra Scrittura si possono cogliere alcuni elementi che aiutano a comprendere il senso di questa dottrina, pur non enunciata in modo formale. Essi esprimono il convincimento che non si possa accedere a Dio senza passare attraverso una qualche purificazione.

Secondo la legislazione religiosa dell' Antico Testamento, ci= che è destinato a Dio deve essere perfetto. In conseguenza, l' integrità anche fisica è particolarmente richiesta per le realtà che vengono a contatto con Dio sul piano sacrificale, come per esempio gli animali da immolare (cfr Lv 22,22) o su quello istituzionale, come nel caso dei sacerdoti, ministri del culto (cfr Lv 21,17-23). A questa integrità fisica deve corrispondere una dedizione totale, dei singoli e della collettività (cfr 1 Re 8,61), al Dio dell' alleanza nella linea dei grandi insegnamenti del Deuteronomio (cfr 6,5). Si tratta di amare Dio con tutto il proprio essere, con purezza di cuore e con testimonianza di opere (cfr ivi, 10,12s).

L' esigenza d' integrità s' impone evidentemente dopo la morte, per l' ingresso nella comunione perfetta e definitiva con Dio. Chi non ha questa integrità deve passare per la purificazione. Un testo di san Paolo lo suggerisce. L' Apostolo parla del valore dell' opera di ciascuno, che sarà rivelata nel giorno del giudizio, e dice: "Se l' opera che uno ha costruito sul fondamento [che è Cristo] resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; ma se l' opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, per= come attraverso il fuoco" (1 Cor 3,14-15).

3. Per raggiungere uno stato di perfetta integrità è necessaria talvolta l' intercessione o la mediazione di una persona. Ad esempio, Mosè ottiene il perdono del popolo con una preghiera, nella quale evoca l' opera salvifica compiuta da Dio in passato e invoca la sua fedeltà al giuramento fatto ai padri (cfr Es 32,30 e vv. 11-13). La figura del Servo del Signore, delineata dal Libro di Isaia, si caratterizza anche per la funzione di intercedere e di espiare a favore di molti; al termine delle sue sofferenze egli "vedrà la luce" e "giustificherà molti", addossandosi le loro iniquità (cfr Is 52,13-53,12, spec. 53,11).

Il Salmo 51 pu= essere considerato, secondo la visuale dell' Antico Testamento, una sintesi del processo di reintegrazione: il peccatore confessa e riconosce la propria colpa (v. 6), chiede insistentemente di venire purificato o "lavato" (vv. 4.9.12.16) per poter proclamare la lode divina (v. 17).

4. Nel Nuovo Testamento Cristo è presentato come l' intercessore, che assume in sé le funzioni del sommo sacerdote nel giorno dell' espiazione (cfr Eb 5,7; 7,25). Ma in lui il sacerdozio presenta una configurazione nuova e definitiva. Egli entra una sola volta nel santuario celeste allo scopo d' intercedere al cospetto di Dio in nostro favore (cfr Eb 9,23-26, spec. 24). Egli è Sacerdote e insieme "vittima di espiazione" per i peccati di tutto il mondo (cfr 1 Gv 2,2).

Gesù, come il grande intercessore che espia per noi, si rivelerà pienamente alla fine della nostra vita, quando si esprimerà con l' offerta di misericordia ma anche con l' inevitabile giudizio per chi rifiuta l' amore e il perdono del Padre.

L' offerta della misericordia non esclude il dovere di presentarci puri ed integri al cospetto di Dio, ricchi di quella carità, che Paolo chiama "vincolo di perfezione" (Col 3,14). 

5. Durante la nostra vita terrena seguendo l' esortazione evangelica ad essere perfetti come il Padre celeste (cfr Mt 5,48), siamo chiamati a crescere nell' amore per trovarci saldi e irreprensibili davanti a Dio Padre, "al momento della venuta del Signore nostro Gesù con tutti i suoi santi" (1 Ts 3,12s.). D' altra parte, siamo invitati a "purificarci da ogni macchia della carne e dello spirito" (2 Cor 7,1; cfr 1 Gv 3,3), perché l' incontro con Dio richiede una purezza assoluta.

Ogni traccia di attaccamento al male deve essere eliminata; ogni deformità dell' anima corretta. La purificazione deve essere completa, e questo è appunto ci= che è inteso dalla dottrina della Chiesa sul purgatorio. Questo termine non indica un luogo, ma una condizione di vita. Coloro che dopo la morte vivono in uno stato di purificazione sono già nell' amore di Cristo, il quale li solleva dai residui dell' imperfezione (cfr Conc. Ecum. di Firenze, Decretum pro Graecis: DS 1304; Conc. Ecum. di Trento, Decretum de iustificatione: DS 1580; Decretum de purgatorio: DS 1820).

Occorre precisare che lo stato di purificazione non è un prolungamento della situazione terrena, quasi fosse data dopo la morte un' ulteriore possibilità di cambiare il proprio destino. L' insegnamento della Chiesa in proposito è inequivocabile ed è stato ribadito dal Concilio Vaticano II, che così insegna: "Siccome poi non conosciamo né il giorno né l' ora, bisogna, come ci avvisa il Signore, che vegliamo assiduamente, affinché, finito l' unico corso della nostra vita terrena (cfr Eb 9,27), meritiamo con Lui di entrare al banchetto nuziale ed essere annoverati fra i beati, né ci si comandi, come a servi cattivi e pigri, di andare al fuoco eterno, nelle tenebre esteriori, dove ' ci sarà il pianto e lo stridore dei denti' (Mt 22,13 e 25,30)" (Lumen gentium, 48).

6. Un ultimo aspetto importante che la tradizione della Chiesa ha sempre evidenziato, va oggi riproposto: è quello della dimensione comunitaria. Infatti coloro che si trovano nella condizione di purificazione sono legati sia ai beati che già godono pienamente la vita eterna sia a noi che camminiamo in questo mondo verso la casa del Padre (cfr CCC, 1032).

Come nella vita terrena i credenti sono uniti tra loro nell' unico Corpo mistico, così dopo la morte coloro che vivono nello stato di purificazione sperimentano la stessa solidarietà ecclesiale che opera nella preghiera, nei suffragi e nella carità degli altri fratelli nella fede. La purificazione è vissuta nel vincolo essenziale che si crea tra coloro che vivono la vita del secolo presente e quelli che già godono la beatitudine eterna.

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