Preghiera a Maria Regina

PREGHIERA A MARIA SANTISSIMA REGINA

 

Siamo qui riunite in gioia, o Mamma bella, per celebrare un’altra tua festa, un’altra tua Gloria. Grazie perché il calendario liturgico è pieno delle tue feste, in tuo onore, e noi quest’anno le stiamo vivendo accanto a Te, con la stessa gioia che provi Tu nel Paradiso.

 

Abbiamo ricordato con Te la visita a Santa Elisabetta, e per quel tuo cammino e per le tue fatiche in questa valle di lacrime, già messi al servizio di Dio e dell’umanità, ringraziamo già il Padre Celeste per averci donato una Mamma.

 

Nel giorno della tua gloriosa Assunzione abbiamo gioito con Te, abbiamo festeggiato la tua Gloria, e abbiamo benedetto Te, abbiamo ricordato le beatitudini di cui l’Eterno Padre ti ha arricchita sin da questa Terra, e con gli Angeli ti abbiamo glorificato nel Paradiso.

 

Oggi il mondo intero – il mondo cristiano – ricorda ancora la Mamma: la Regina del Cielo e della Terra!

 

E – a questo titolo – i nostri cuori traboccano di gioia: prima per la Gloria e per la Potenza immensa che il Creatore ha dato alla Sua più privilegiata Creatura; e poi perché oggi noi sentiamo particolarmente nei nostri cuori quale grande onore, quale grande dignità, Dio ha voluto dare ai Suoi figli: farli figli di un Padre Governatore dell’Universo e figli di una Madre e di una Regina potente, clemente, pietosa!

 

E’ per questo che i nostri cuori, esultanti di gioia, elevano ancora al Dio Potente i nostri ringraziamenti e le nostre lodi e le nostre benedizioni, perché ha provveduto alla nostra gioia sin da questa Terra, perché ci ha fatto la grazia di sperimentare la Potenza di questa Regina, di questa Mamma che ci ha strappato con tutta la forza del suo Amore, ci ha strappato al maligno, e ci ha rifugiato nel suo Cuore Immacolato. Ci sta facendo già pregustare in questa vita la sua materna protezione, la sua gioia, la sua Presenza accanto a noi, e tutto questo è già preavviso della gioia del Paradiso.

 

Sì, Mamma, Madre e Regina, noi ti ringraziamo e ti glorifichiamo, perché siamo certe che Tu non ci abbandonerai più.

 

E adesso, Mamma e Regina, l’augurio più bello che possiamo farti – e che a Te risulta il più gradito – è quello di essere al più presto la Regina di tutti, tutti i figli: di tutti i figli ingrati che ancora non conoscono questa gioia. E noi questo vogliamo: che il tuo Trionfo, che la tua Potenza di Regina sia al completo, che la Regina regni sovrana su tutti i suoi sudditi!

 

Te lo auguriamo con tutto il nostro cuore e con tutte le forze della nostra mente.

 

Mamma, aumenteremo i nostri sforzi e aumenteremo i nostri sacrifici per essere degni figli al tuo seguito, perché per merito nostro, per il nostro piccolo merito, tanti figli, tanti figli ritornino a te pentiti e si stringano anch’essi fiduciosi al tuo Manto per essere portati nel Paradiso, dove tutti insieme potremo ringraziarti e cantarti senza fine le nostre lodi, e farti finalmente felice per le lacrime che ancora stai versando per recuperare tutti i tuoi figli.

 

E Tu sii sempre infinitamente benedetta e glorificata sulla Terra come nel Cielo!

 

E ora, Mamma, nel giorno glorioso della tua festa di Regina del Cielo e dell’Universo intero, fai scendere anche su di noi la tua particolare benedizione e benedici anche i nostri figli, i nostri familiari vivi e defunti, e i nostri cari tutti.

 

Ci sono fratelli e sorelle, Mamma, che hanno bisogno ancora della tua Potenza di Regina per ordinare al nemico di allontanarsi: hanno bisogno che la Regina mandi una schiera di Angeli a liberarli dal nemico che ha preso possesso della loro anima e ancora non vuole andarsene.

 

La Potenza della tua Regalità si scateni su queste anime e sconfigga il nemico, perché anch’esse possano ritornare pentite ai tuoi piedi e ringraziarti per averle salvate dall’Inferno.

 

Così sia.

 

 

 

Data ad una fedele di Latina il 22 agosto 1989, Festa della Beata Vergine Maria Regina

 

 

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Maria SS della Provvidenza

Maria SS della Provvidenza

 

 

O Augusta Regina, Madre piena di clemenza, di bellezza e di amore, ben si pu=  dire di Voi come del Signore:

Che quanta avete di potenza altrettanto avete di misericordia. Se sulla terra una squisita bontà vi condusse a do­mandare ed ottenere dal Vostro Divin Figlio il miracolo del cangiamento dell' acqua in vino, quale deve essere nel cielo l' estensione prodigiosa di siffalta bontà e potenza verso di noi, quando dal fondo di questa valle di lagrime vi supplichiamo di venire in aiuto degli infelici redenti dal sangue adorabile di Gesù! quando vi innalziamo il grido chiamandovi: Madre di Misericordia e Madre di Provvidenza! Oh, si, siate sempre per noi, per le nostre famiglie, per la nostra Città, Madre di Misericor­dia, Madre di Provvidenza, e dateci la grazia di esservi sempre devotamente fedeli, fino al giorno nel quale ci sarà dato ringraziarVi nelle gloria del Para­diso.

Salve Regina.

(200 giorni d' indulgenza. Card.

ALESSANDRO LUALDI).

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Maria e i primi cristiani


Maria e i primi cristiani

di Roberto Lanzilli

Il Rosario è la principale devozione mariana oggi in uso tra i cattolici. Ma fin dai tempi della Chiesa primitiva, i seguaci di Cristo praticavano il culto a Maria, che in seguito viene ad arricchirsi di nuove pratiche, contestate dai protestanti, ma in sintonia con quanto i veri cristiani hanno sempre creduto, Già nel Vangelo di san Giovanni viene messo in risalto il ruolo di mediatrice tra Gesù e gli uomini, svolto da Maria. Ci riferiamo al primo miracolo di Gesù, compiuto a Cana di Galilea. Nell’occasione, è proprio l’intercessione di Maria che fa sì che Gesù trasformi l’acqua in vino, Dal Vangelo all’archeologia, le tracce del culto mariano sono numerose.

Consideriamo l’epitaffio di un tale di nome Vericundus nelle catacombe di Priscilla, a Roma, databile secondo la compianta studiosa Margherita Guarducci alla fine del II secolo. Ebbene, all’interno del nome si trova inserita una "M", che sta ad indicare Maria, con lo scopo di augurare al defunto la sua protezione nell’al di là, Ciò dimostra come fin dall’antichità il nome di Maria fosse invocato a protezione delle anime dei defunti.

La più antica preghiera rivolta a Maria, Sub tuum praesidium, è stata trovata in un papiro egiziano, copto, databile, secondo diversi studiosi, al III secolo. Ecco il testo: "Sotto la tua protezione cerchiamo rifugio santa Madre di Dio. Non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta".

Del medesimo periodo troviamo, ancora nelle catacombe di Priscilla, a Roma, una rappresentazione dove si vede bene la figura di un vescovo che, nell’atto di imporre il sacro velo ad una vergine cristiana, le addita come modello Maria Santissima, dipinta col bambino Gesù in braccio.

Un’altra preziosa testimonianza la rintracciamo nel famoso "muro G", in Vaticano, In quel luogo, dove sono state identificate dalla Guarducci le ossa di Pietro, vi è un graffito, del IV secolo, in cui il nome di Maria appare per intero.

Si ricordi, infine, che lo stesso concilio di Efeso dell’anno 431, nel quale Maria fu proclamata Madre di Dio, fu celebrato in un edificio a Lei dedicato segno di una devozione mariana preesistente concilio stesso. Ma possiamo dire di più. Esistono bellissime preghiere rivolte a Maria da Atanasio, san Giovanni Crisostomo, sant’Ambrogio, san Gerolamo e sant’Agostino. Inoltre, è certo che prima del concilio di Efeso Maria fosse festeggiata anche liturgicamente a Betlemme, a Gerusalemme e a Nazareth. Alla luce di questi riferimenti, possiamo concludere che ciò che i cattolici continuano a fare nel tempo e a credere ancora oggi riguardo a Maria, corrisponde a ciò che i cristiani, fin dai primi tempi, hanno sempre fatto e creduto. È quanto basta per confermarci nella verità cattolica riguardo al culto mariano.

E non c’è da stupirsi. In fondo, Maria lo aveva già detto chiaramente: D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata" (Lc 1,48).

© Il Timone – n. 25 Maggio/Giugno 2003

 

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Maria donna dei giorni feriali

MARIA, DONNA DEI GIORNI FERIALI

O Maria, donna dei giorni feriali,
parlaci delle cose piccole e semplici
nelle quali si sente il sapore vero
del pane buono di un tempo,
impastato dalle mani della mamma.

O Maria, donna dei giorni feriali,
liberaci dalla tentazione della bontà
che cerca il palcoscenico
e si spegne insieme ai riflettori.
Aiutaci ad essere veri sempre e dovunque!

O Maria, donna dei giorni feriali, aiutaci
a riscoprire il fascino delle giornate normali:
fa che i nostri sguardi siano messaggi,
i nostri sorrisi siano abbracci di pace
e i nostri gesti siano regali colmi di gioia.

O Maria, donna dei giorni feriali,
aiutaci ad aprire la porta di casa
per condividere la festa della nostra vita
e per diffondere il canto dei figli di Dio
sulle strade della fatica di ogni giorno.

O Maria, aiutaci a capire
che la festa è Dio:
Accolto e amato nella casa
dei giorni feriali. Amen.


+ ANGELO COMASTRI
Vicario di Sua Santità per la Città del Vaticano

 

 

 

 

 

 

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Preghiera a Maria nella casa di Loreto

 

PREGHIERA NEL SANTUARIO DI LORETO

            Santa Maria, Madre di Dio, ti salutiamo nella tua casa.

            Qui l’arcangelo Gabriele ti ha annunciato che dovevi diventare la Madre del Redentore; che in te il Figlio eterno del Padre, per la potenza dello Spirito Santo, voleva farsi uomo.

            Qui dal profondo del tuo cuore hai detto: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto” (Lc.1,38). Così in te il Verbo si è fatto carne (Gv.1,14).

          Così tu sei diventata tempio vivente, in cui l’Altissimo ha preso dimora corporalmente; sei diventata porta per la quale Egli è entrato nel mondo.

          Dopo il ritorno dall’Egitto qui, sotto la fedele protezione di san Giuseppe, hai vissuto insieme con Gesù fino all’ora del Suo battesimo nel Giordano.

         Qui hai pregato con Lui, con le antichissime preghiere d’Israele, che allora diventavano parole del Figlio rivolte al Padre, cosicché ora noi, in queste preghiere, possiamo pregare insieme col Figlio e siamo uniti al tuo pregare, santa Vergine Madre.

           Qui avete letto insieme le Sacre Scritture e certamente avete anche riflettuto sulle parole misteriose del libro del profeta Isaia: “Egli è stato trafitto per i nostri delitti, schiacciato per le nostre iniquità... Con oppressione e ingiusta sentenza fu tolto di mezzo... Il giusto mio servo giustificherà molti, egli si addosserà la loro iniquità” (Is.53,5.8.11). Già poco dopo la nascita di Gesù, il vecchio Simeone nel tempio di Gerusalemme ti aveva detto, che una spada avrebbe trafitto la tua anima (Lc.2,35).

       Dopo la prima visita al tempio con il Dodicenne siete tornati in questa casa a Nazaret, e qui per molti anni hai sperimentato quello che Luca riassume nelle parole: “... e stava loro sottomesso” (Lc.2,51). Tu hai visto l’obbedienza del Figlio di Dio, l’umiltà di Colui che è il Creatore dell’universo e dai Suoi connazionali veniva chiamato ed era “il carpentiere” (Mc.6,3).

          Santa Madre del Signore, aiutaci a dire “sì” alla volontà di Dio anche quando non la comprendiamo. Aiutaci a fidarci della Sua bontà anche nell’ora del buio. Aiutaci a diventare umili come lo era il tuo Figlio e come lo eri tu. Proteggi le nostre famiglie, perché siano luoghi della fede e dell’amore; perché cresca in esse quella potenza del bene di cui il mondo ha tanto bisogno. Proteggi il nostro Paese, perché rimanga un Paese credente; perché la fede ci doni l’amore e la speranza che ci indica la strada dall’oggi verso il domani. Tu, Madre buona, soccorrici nella vita e nell’ora della morte. Amen.

Benedetto XVI 

Per la notte della Veglia della “VENUTA MIRACOLOSA” della Santa Casa di Nazareth a Loreto, del 9-10 dicembre 2005, il Santo Padre Benedetto XVI ha inviato all’Arcivescovo di Loreto la seguente preghiera, composta appositamente per la Santa Casa di Loreto, perché la si reciti nel Santuario e nelle case.

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Preghiera a Maria assunta in cielo

 

PREGHIERA A MARIA SANTISSIMA ASSUNTA IN CIELO

 

 

 

 

Vieni, Spirito Santo, e suggerisci le parole che dobbiamo dire alla carissima, alla dolcissima nostra Mamma per farle gli auguri più graditi al suo Cuore.

 

Spirito Santo, prendi possesso della mia mente e del mio cuore, e fammi lodare ed esaltare la Regina del Cielo e della Terra nel giorno della sua gloriosissima ascesa al Cielo, accolta dal Figlio Re che la faceva sedere alla Sua destra e la incoronava Regina degli Angeli, dei Santi e dell’umanità.

 

Ave e benedetta, infinitamente benedetta, o Vergine tutta bella e tutta pura, destinata ad essere l’Innamorata di Dio!

 

Ave, o Vincitrice del demonio, perché per il tuo Corpo Immacolato nel quale non ha mai albergato il solo pensiero del peccato, che tu non hai per niente conosciuto, e per quel tuo candore hai schiacciato e schiacci continuamente la testa all’iniquo tentatore dei figli tuoi.

 

Ave e benedetta, infinitamente benedetta, o Vergine diventata Madre Divina per l’assoluta obbedienza alla Volontà di Dio!

 

Ave e benedetta, o Martire che ai piedi della Croce partoristi l’umanità, che hai salvato col tuo Dolore, con le tue stesse carni, perché la Carne e il Sangue di Gesù sono stati formati solamente dalla tua carne e dal tuo sangue verginale.

 

Oggi – in Cielo e in Terra - risuona quest’unico, questo bellissimo augurio: "Ave Maria! Benedetta tu fra tutte le donne, prescelta ad essere la Madre di Dio e la Prescelta che ha fatto innamorare di sé le tre Persone della Santissima Trinità, di cui è diventata il Giardino profumato delle Loro delizie".

 

Ave e benedetta ti proclamò l’Angelo, e benedetta ti ripeterono gli Angeli in Cielo e la cugina Elisabetta, quando rispondesti "sì" alle parole dell’Angelo, e lo Spirito Santo, che scendeva nel tuo Cuore per darti il Verbo che doveva incarnarSi, ti riempiva di beatitudine e di dolore.

 

Ma tu, umile ancella del Signore, tutte le beatitudini non le conoscevi sulla Terra!

 

Il dolore che fu infuso nel tuo Cuore fu superiore a tutte le beatitudini, perché per la Sapienza divina donatati dal tuo Sposo purissimo, lo Spirito Santo, tu sapevi già quale futuro era riservato alla tua Creatura. E appena pronunciato il "sì", incominciò per te la vita di dolore, un dolore che ti è stato compagno in tutta la tua vita terrena e che ha toccato il vertice nell’ora in cui lo strazio incommensurabile del tuo Cuore ti squarciò l’anima nell’ora del Calvario e della sepoltura, quando i Cieli si chiusero sul Morente e sulla Trafitta, e tu rimanesti priva, abbandonata, senza il Figlio e senza il tuo Dio, dal quale non si era disgiunta per un solo attimo la tua comunione con Lui.

 

Solamente dopo tanto dolore e dopo tanto martirio, tu sei arrivata alla vera gloria, alla Beatitudine, nel giorno della tua gloriosa Assunzione al Cielo.

 

Solamente in Cielo tu hai capito quanto tu fossi veramente beata, perché quando eri sulla Terra, più l’eterno Iddio ti innalzava al tuo Trono altissimo, più tu ti umiliavi, ti annullavi alla Sua Presenza, e cresceva, cresceva in te l’amore ardente per Lui.

 

Mamma cara, abbiamo capito da questo esempio e dall’esempio di Gesù – che solamente dopo il martirio della Croce è potuto arrivare alla gloriosa resurrezione – abbiamo capito che anche noi su questa Terra non avremo nessuna gioia, nessuna beatitudine vera: su questa Terra noi dobbiamo passare per la via del dolore e della croce, se anche noi vogliamo avere la gloria della resurrezione nel Paradiso.

 

E allora, Mamma cara, mentre ci uniamo al coro degli Angeli e dei Santi e di tutte le anime pie della Terra, che in questo giorno incessantemente ti proclamano beata, anche noi con loro vogliamo dirti: "Benedetta, infinitamente e miliardi di volte benedetta, o Mamma cara, prescelta da Dio per la nostra salvezza!". E con questa benedizione di miliardi di volte, Mamma, vogliamo riparare a tutti i Dolori, a tutte le bestemmie dei figli che non conoscono la tua Potenza, il tuo Amore, la tua immensa Gloria.

 

Insegnaci a camminare sulla tua via, perché vogliamo e dobbiamo raggiungerti nel Paradiso per cantare le tue lodi senza fine.

 

Così sia.

 

 

 

Data ad una fedele di Latina il 15 agosto 1989

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Preghiera a Maria Addolorata

PREGHIERA A MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA

 

 

Mamma cara, la tua vita sulla Terra è stata solamente cosparsa di dolore. Dall’infanzia fino alla giovinezza, la tua vita è trascorsa nella solitudine del Tempio e della tua casa, in continua e ascetica preghiera.

 

Da quando divenisti Sposa dello Spirito Santo, la tua vita doveva commutarsi in una gioia senza fine, perché stavi per divenire la Madre del tuo Dio, la Madre del Salvatore: e invece quello che avrebbe dovuto essere una gioia fu un annuncio di dolore.

 

Tu, illuminata dalla Sapienza divina, capisti immediatamente che dovevi essere la Madre di un Crocifisso. Capisti subito, anzi vedevi già la tua Creatura che si andava formando nel tuo seno: tu la vedevi già sulla croce e, con la croce, vedevi tutto il cammino della tua vita e della Sua vita per arrivare a quel momento.

 

Quanto dolore, quanto dolore ha riempito il tuo Cuore umano!

 

La profezia di Simeone, che Giuseppe non aveva capito, ma che tu già sapevi… e già in quel momento una spada si conficcava nel tuo umile Cuore verginale.

 

Piccola fanciulla! Piccola fanciulla, quanto dolore hai dovuto sopportare ancora nella tua età giovanissima per arrivare, al termine della tua vita, alla gloria del Cielo!

 

Quanta strada col tuo Bambino sulle braccia per portarlo in salvo in Egitto! Quanta strada, e quanti sacrifici, per vivere in una terra straniera solamente per compiere la Santa Volontà del tuo Padre e Creatore!

 

Quanto dolore, Mamma, nella perdita di Gesù a Gerusalemme, e quanta trepidazione amorosa per quel Figlio tuo, del quale non conoscevi bene quando sarebbe arrivata la Sua ora! E il tuo Cuore era in continua sofferenza e in continua attesa, perché sapevi e vedevi continuamente quel tuo Figlio inchiodato sulla Croce.

 

E poi… e poi quel Figlio ti fu portato via dagli sgherri nell’Orto degli Ulivi, quel tuo orto a te e a Lui tanto caro.

 

E poi, la flagellazione, l’incoronazione, il carico della croce, il cammino angoscioso per salire fino al Calvario.

 

Quanto dolore in quel tuo Cuore di Madre, Madre amorosa, Madre pura, Madre lacrimosa e nascosta per tutta la tua vita!

 

E questo dolore, questa vita fatta di miseria, di povertà, di nascondimento, di abbandono degli uomini, di incomprensioni, di tradimenti, di delitti, Madre, tutto questo tu ora lo presenti alle tue figlie. Ora tu vieni a confermarci: "Figlie mie, non sono la Madre della gioia! Sono la Madre delle lacrime e dei dolori, e questi sono i doni che io offro ai figli che vogliono seguirmi, ai figli che vogliono consolarmi per dividere le mie stesse pene".

 

Mamma cara, sì, abbiamo passato in rassegna – in rassegna rapida – il quadro della tua vita terrena, e vediamo nella tua figura dolce, umile, cara, solamente tanta, tanta pazienza nella sopportazione del dolore, del sacrificio e delle lacrime.

Vogliamo percorrere la tua stessa strada: la strada del dolore, delle privazioni, dell’abbandono anche dei nostri cari, perché tutto questo non avrà importanza per noi, se lo faremo con gioia per essere unite a te, come tu sopportavi con gioia tutte le sofferenze della vita terrena, perché sapevi che quelle sofferenze venivano offerte e sopportate con amore, perché erano gradite a Dio, Padre e Sposo.

 

Sì, Mamma, continua a darci sofferenze per il tuo Amore. E per essere aggrappate a te, per non lasciarti mai su questa Terra e per raggiungerti nel Paradiso, per non abbandonarti più per l’eternità, noi accettiamo con gioia tutte le prove che l’Eterno Padre vorrà ancora mandarci per essere sempre più degne figlie tue, al tuo completo servizio, per la tua gioia, per la tua gloria, per il tuo Trionfo sull’umanità.

 

Così sia.

 

 

 

Data ad una fedele di Latina il 16 settembre 1989

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A Maria

MARIA

Maria, tu che hai detto, nel tuo cantico di lode al Padre:

"Hai ricolmato di beni gli affamati, hai rimandato i ricchi a mani vuote", guarda a questo mondo che è ancora diviso, affamato, preoccupato del suo avvenire e dell' avvenire dei suoi figli.

Tu che hai glorificato colui che ricolma di beni gli affamati, aiuta ciascuno di noi ad essere promotore dello sviluppo dei popoli, della giustizia tra le nazioni, ad essere servitore della pace tra tutti gli uomini.

Suscita, Maria, nell' umanità desideri e propositi di pace, e per questo suscita desideri di giustizia e di perdono, suscita capacità di dono e di servizio.

Con il tuo aiuto, o Maria, non temiamo le sofferenze, le difficoltà e i momenti oscuri e difficili, purché l' umanità arrivi al duemila nella pace e nella giustizia. Non temeremo perché ci doniamo a te, ci lasceremo condurre da te e il tuo cuore immacolato ci ispirerà e ci donerà vittoria. Amen.

 

 

 

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Manda il tuo Spirito(La Signora di tutti i popoli)

Manda ora il tuo Spirito sulla terra.


Già nel primo messaggio del 25 marzo 1945, la Madre di Dio accenna alla sua PREGHIERA come se fosse già nota: "La preghiera deve essere divulgata!". Tuttavia, solo sei anni dopo, il "Giorno di Lourdes", l’11 febbraio 1951, in occasione di una visita in Germania, la veggente apprende questa preghiera dalla bocca della Madre, rimanendone fortemente impressionata. Ciò avviene allorché la veggente Ida Peerdeman ha la profetica visione del Concilio Vaticano Secondo. Già da sé questo fatto costituisce una chiara indicazione dell’importanza universale di questa preghiera trinitaria.

Nel messaggio, Maria richiede dapprima: "Che tutti ritornino alla croce; allora soltanto può esserci pace e quiete!". (11.02.1951)
Dalle annotazioni di Ida: "Mentre sto ancora davanti alla croce, la Signora mi dice: ‘Ripeti quello che dico!’". Questo è per me un po’ strano. Penso: ‘Ripeto in ogni caso sempre quello che lei mi dice’. Ma tutto ad un tratto vedo che la Signora diventa ancora più bella. La luce che sempre l’avvolge diventa più chiara e così abbagliante che quasi non la si può più guardare. Alza le mani, che normalmente tiene verso il basso, e le congiunge. Il suo viso diventa così celeste, così sublime, che non lo si può descrivere. La sua figura si fa ancora più trasparente e bella; io la guardo estasiata. Poi la Signora dice: ‘Prega così davanti alla croce: Signore Gesù Cristo, Figlio del Padre, ...’ La Signora proferisce queste parole con una devozione tale che nessuno al mondo potrebbe imitarla. Accentua la parola ORA nel ‘manda ora il tuo Spirito’ e TUTTI nel ‘fa abitare lo Spirito Santo nei cuori di tutti i popoli’, come pure AMEN, che pronuncia solennemente. Mi trovo sempre ancora davanti alla croce, dove ho ripetuto le parole della Signora. Ora le vedo scritte a grandi lettere:

SIGNORE GESÙ CRISTO,
FIGLIO DEL PADRE,
MANDA ORA IL TUO SPIRITO SULLA TERRA.
FA ABITARE LO SPIRITO SANTO
NEI CUORI DI TUTTI I POPOLI,
AFFINCHÉ SIANO PRESERVATI
DALLA CORRUZIONE, DALLE CALAMITÀ
E DALLA GUERRA.
CHE LA SIGNORA DI TUTTI I POPOLI,
CHE UNA VOLTA ERA MARIA,
SIA LA NOSTRA AVVOCATA.
AMEN.

 

Per comprendere meglio il messaggio della Madonna si rimanda alla seguente pagina La Signora di tutti i popoli

 

 

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Magnificat II

MAGNIFICAT

L' anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore.

Ha guardato l' umiltà della sua serva. Tutte le generazioni mi chiameranno beata, perchè grandi cose ha fatto in me l' Onnipotente.

E' una costante nella storia della salvezza, che identica si ritrova in Maria. Ci= che non vale agli occhi del mondo, diventa, nella disponibilità, potenza, sapienza e lode di Dio.

Ti offriamo, Signore, le nostre risorse e i nostri limiti, compi attraverso le nostre, le grandi opere d' amore.

 

L' anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore.

Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore.

Di fronte alle strutture livellatrici, oppressive, emarginanti dei superbi, solo la potenza semplice e dirompente della carità che viene da Dio pu= innescare, sul territorio, un processo di vero rinnovamento che coinvolga la gente e le istituzioni.

Concedi, Signore, alle nostre comunità tanta forza di profezia.

 

L' anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore.

Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili.

Dio è dalla parte degli ultimi per innalzarli dalla loro condizione di miseria e di emarginazione. Così Dio si rende riconoscibile a tutti nella storia.

Signore, fa' che le nostre comunità si schierino decisamente dalla parte degli ultimi, facendosene carico e voce, al servizio di te che ti prendi cura della vedova e difendi la causa dell' orfano.

L' anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore.

Ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato, a mani vuote, i ricchi.

 

I criteri del mondo costituiscono tentazione per la Chiesa quando questa tende ad arricchirsi e ad occupare il suo posto con i ricchi.

Ma tu, Signore, converti i cuori ed imprimi una svolta nello stile delle nostre comunità perchè, povere tra i poveri, portino a tutti i doni della fraternità, della gioia, della pace, doni che i ricchi, sordi al tuo vangelo, non conoscono.

L' anima mia magnifica il Signore e il mio spirito esulta in Dio mio salvatore.

 

Accogli le suppliche dei tuoi fedeli, o Dio clemente: rendili capaci di imitare la carità della santa vergine Maria e di rivivere la sua fedele obbedienza alla tua parola. Per Cristo nostro Signore.

 

 

 

 

 

 

 

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