Preghiere Quotidiane (14)

Lasciatevi riconciliare con Dio

 

 

Lasciatevi riconciliare con Dio

 

Questa è la volontà del Padre, che io non perda nessuno di quelli che mi hai dato" (Gv 6,39).

"Tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto anche in cielo" (Mt18,18)


"Vi supplichiamo, in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio" (2Cor 5,20).

La Festa del Perdono


A te che stai per celebrare il sacramento delta Penitenza, il sacramento della Riconciliazione, ricorda: la coso più importante non sono i peccati, non è l'accusa dettagliata dei peccati, non è il confessore...
La cosa più importante: è incontrarsi con Gesù, veramente Lui mi ama, mi perdona sempre, mi vuole felice, perciò mi pento li quanto spezza l'amicizia con "Lui". Devo lasciarmi "rifare, rinnovare da Gesù".
Attento ad alcuni rischi: fare una confessione senza pentinento, senza amore... fare una confessione senza accusa davanti al sacerdote (tonto basto io e Dio) fare una confessione senza proposito!
in concreto:
1.   Togli le maschere: esamina la tua situazione di fronte al mole, senza scoraggiarti.
2.   Precisa a te stesso il tuo male: vai dritto a ciò che è di-sordine, individua il "cruccio" più grosso che imbroglio la coscienza.
3.   Affidati a Gesù: una confessione sincera e chiara al sa-cerdote come faresti con Gesù.
4.   Impegno: concreto, deciso, preciso, senza essere generi¬co.
5.   Pregaci sopra: da solo farai poca strada!
la confessione truccata non serve a nulla, aggrava solo la tua responsabilità morale.
piuttosto di ricevere il Sacramento del perdono in modo affretta-), superficiale o indegno, è meglio rimandare.
 

Esame di Coscienza


Tutto il messaggio di Cristo può essere riassunto ìn tre stupende pagine del Vangelo:
■   Il testo delle Beatitudini (Mt 5,3-10)
■   Il testo sull'amore di Dio e del prossimo (Mc 12,29)
■    Le parabole della misericordia (Lc 15)


1.I TUOI RAPPORTI CON DIO
Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, dice Gesù (Mt 22,37).
   Senza la fede è impossibile essere graditi a Dio (Eb11,6).
Ho fede anche nel momento della prova e della sofferenza?
Ho fiducia sempre nella Provvidenza?
■   Non potete servire Dio e i soldi (Mt 6,24)
Confido in Dio o nella ricchezza, nel potere, nella carriera?
■   Nessuno eserciti la magia o consulti indovini (Dt 18,11 ).
Sono superstizioso? Partecipo a sedute spiritiche? Consulto maghi, cartomanti, ecc?
■   Cristo Gesù verrà a giudicare Ì vivi e i morti (2Tim4,l).
Credo sempre e veramente nella vita eterna?
■   Pregate incessantemente (Ef 6,18). Prego almeno mattino e sera?
   Non pronunciate invano il nome del Signore (Es 20,7). Ho detto bestemmie?
I primi cristiani erano assidui nell'ascoltare gli insegnamenti degli Apostoli, nella frazione del pane e nelle preghiere (At 2,42).
Ed io? Vado a Messa la domenica? Ricevo i Sacramenti? Partecipo alla vita parrocchiale?
    Chi si vergognerà di me io mi vergognerò di lui (Lc 9,26). Professo con coraggio e dovunque fa mìa fede cristiana?
 
2. I TUOI RAPPORTI CON IL PROSSIMO
Amatevi come io vi ho amati (Gv 13,34).
   Sei cristiano per quanto riguarda la tua vita coniugale
Sei capace di affetto, di fiducia, di amicizia, di gentilezza, di comprensione, di fedeltà (e la fedeltà non è solo non tradire: è dedicare la propria vita, è il dono di sé!)...?
   La responsabilità dì genitore
Ti dedichi ai figli, li rispetti, li lasci crescere, favorisci lo loro presa di responsabilità?
Sei più preoccupato della loro salute e del loro avvenire economico, che non della loro vera personalità?
La regolazione delle nascite
Sei egoista nel decidere di limitare il numero dei figli?
L'aborto
Qualunque sia stata la motivazione all'origine della decisione, l'aborto è un grave delitto contro la vita. Lo hai commesso o anche solo consigliato?
Le tue reazioni con parenti anziani
Accogli il loro dono, li sai ascoltare, rispettare e valorizzare?
Versa sangue chi rifiuta il salario all'operaio (Sir 34,22).

Ho defraudato ì mìei dipendenti? Ho preteso bustarelle?
Chi non vuoi lavorare neppure mangi (2 Ts 3,10).
Sul lavoro o nello studio sono sfato pigro?
Ho perso tempo? Sono sleale e arrivista?
Fuggite l'immoralità (1 Cor6,18).

Ho commesso atti impuri da solo o con altri?
Beati i puri di cuore (Mt 5,8).

Evito di vedere e leggere cose pornografiche

Chi odia il proprio fratello è omicida ( 1 Gv 3,15).

Ho sentimenti di odio, rancore, gelosia? Ho sempre perdonato?
Non mentitevi gli uni gli altri (Coi 3,9). Ho giurato il falso? Ho detto bugie?
Ho parlato dietro le spalle? Ho mormorato e detto male degli altri?
Non giudicate, non condannate (Lc 7,37).

lo invece cosa ho fatto?
Chi sa fare il bene e non lo compie commette peccato(Gc 4,17).

Ed io?
Vuoi aver sempre ragione? Sei capace - ascoltando - di cambiar parere o sei testardo?
Sei capace di collaborare, di attendere, di portare aiuto servi-zievole o di farti servire?
Aiuti i malati, i deboli, gli avviliti? Le tue scelte sociali o politiche tengono conto che il nostro debito non è verso i soldi, ma verso la fedeltà più estesa possibile, a vantaggio soprattutto degli ultimi? Qualora tu possieda case e appartamenti faciliti il gioco della speculazione?
Sei servo o padrone dei denaro?


3. I TUOI RAPPORTI CON LE COSE
Dov'è il vostro tesoro, là sarà anche il vostro cuore, dice Gesù (Lc 12,34.)
L'attaccamento al denaro è la radice di tutti i mali
(1 Tm6,10).
Sono troppo attaccato alle cose, ai soldi, ai vestiti, alle co¬modità? Penso anche agli altri?
Non abbiamo portato nulla in questo mondo e non po-tremo portar via nulla ( 1 Tim 6,7-8). Mi accontento di ciò che ho o sono avido e invidioso di chi sta meglio di me? Ho rubato? Ho pagato le tasse dovute? Ho creato liti per avere eredità, proprietà, ecc?
La fine di tutte le cose è vicina. Siate dunque moderati e sobri per dedicarvi alla preghiera ( 1 Pt 4,7). Spreco il tempo e le cose? Rispetto la natura? Uso con equili¬brio l'auto, la televisione, la musica? Mi controllo nel mangia-re? Faccio uso di droghe? Esagero negli alcolici, nel fumo...?
 

Celebrazione del Sacramento


Dopo il saluto del sacerdote puoi iniziare dicendo:
1.    Beneditemi Padre perché ho peccato.
2.    Ho fatto la mia ultima Confessione....
3.    Confesso le mie mancanze
Ascollo con attenzione lo parola del sacerdote.
"Questa è la volontà del Padre, che io non perda nessuno di quelli che mi hai dato" (Gv 6,39).

"Tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto anche in cielo" (Mt18,18)
"Vi supplichiamo, in nome di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio" (2
Cor 5,20).
4.    Ricevo la penitenza segno dello mio volontà di cominciare
una vita nuova.
5.    Esprimo ancora il mio pentimento con:
l'Atto di dolore...
oppure   Padre ho peccato contro di te, non sono più degno di es¬sere chiamato tuo figlio, abbi pietà di me peccatore.
oppure:
 Signore Gesù Cristo, Agnello di Dio, che togli i peccati
del mondo, riconciliami con il Padre nella grazia dello Spirito Santo; lavami nel tuo sangue da ogni peccato e fa di me un uomo nuovo, per la lode della tua gloria.
6.    Ricevo l'assoluzione.
7.    Sono inviato ad annunciare con i forti e con le parole la salvezza di Dio

 


Preghiera del penitente


Dio mio, mi pento con tutto il cuore e mi dolgo di tutto il male che ho fatto e del bene che ho omesso di fare, perché peccando ho offeso Te, sommamente buono e degno di essere amato sopra tutte le cose; propongo fermamente, con l'aiuto della tua grazia, di fare peni¬tenza, di non peccare più e di fuggire le occasioni di peccato. Per i meriti della passione del Salvatore no¬stro Gesù Cristo. Signore pietà.

 

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Cinque Regole d'Oro

Cinque regole d’oro

U.P. Madonna del Lavoro – S. Bartlomeo

 

Corso di formazione

per catechisti ed educatori

Pregare, vivere, raccontare e spiegare

la Parola

Un aiuto su come comportarsi di fronte alla Scrittura

 

 

 

Coma prendere in mano la Scrittura

Come si fa dunque ad accostarsi alla Bibbia, come si fa ad ascoltarla?

Un atteggiamento: "in religioso ascolto". Cioè, non come davanti ad un altro libro, ma in quell'atteggiamento nel quale ci si mette davanti a Dio, creatore e redentore. È lo stesso atteggiamento con il quale ci mettiamo davanti alla Eucaristia: la Chiesa venera le Divine Scritture come fa per il corpo stesso di Cristo (DV 21). "Atteggiamento religioso" va oltre l'interesse intellettuale, oltre la ricerca di qualcosa che serva a me, per consolarmi o scuotermi o per trattare un dato argomento: atteggiamento religioso vuole dire che davanti al contenuto della Bibbia (e non tanto davanti al libro...) bisogna mettersi in ginocchio, perché in quel testo Dio sta parlandomi. "Atteggiamento religioso" è togliersi i sandali, come Mosè nell'atto di avvicinarsi al roveto che ardeva.

Per fare un cammino: "ascoltando creda, credendo speri, sperando ami". Si ascolta perché in noi nasca la fede, si crede per vivere nella speranza e affidandosi a Dio, affidandoci a Dio possiamo vivere l'amore, la carità. La Bibbia va letta in questa prospettiva: un ascolto che non diventa atto di fede è solo un esercizio intellettuale, una fede che non diventa speranza è un sentimento sterile, una speranza che non si esprime in carità è morta in sé stessa.

 

Come percorrere questo cammino

Fare attenzione ai senso letterale. La Bibbia è Parola di Dio in parole umane, saltare questo passaggio è come negare l'incarnazione di Gesù, presenza umana di Dio. Quindi la prima cosa da fare prendendo in mano la Bibbia è cercare di capire il senso delle parole umane, del testo. Capire come quel testo è costruito, cosa effettivamente vuole dire, cercare risposte alle parti più oscure servendosi delle note o di semplici commenti. Prima di capire cosa Dio sta dicendo oggi a me con quel testo, devo capire cosa ha voluto dire l'autore del testo nel momento in cui lo ha scritto, perché l'opera dello Spirito Santo sì è inserita in questo processo letterario.

Confrontare un testo biblico con altri testi della Bibbia. Come abbiamo detto, tutta la Bibbia parla di Gesù, traccia un unico cammino di salvezza che ha in Gesù il suo culmine. Il singolo passo, che ci parla sempre del progetto di Dio, si illumina allora man mano che noi lo confrontiamo con altri passi: in particolare, quando leggiamo l'Antico Testamento dobbiamo andare al Nuovo, che spiega il vero senso di quanto in esso è scritto, e quando leggiamo il Nuovo dobbiamo tornare all'Antico, che illumina sempre più a fondo l'opera di Gesù. Per fare questo sono utili i rimandi a margine o in nota presenti nelle migliori bibbie ("Di Gerusalemme o TOB").

 

Leggere il testo nel contesto ecclesiale e sacramentale. In pratica: non può capire la Bibbia chi non celebra i sacramenti, e particolarmente l'Eucaristia e la Riconciliazione, e la stessa Bibbia rimane un libro sterile per chi non inizia a spendersi e rischiare per Dio e per i fratelli nella carità attiva. È anche limitante leggere la Bibbia "solo da soli" (e non sempre le assemblee liturgiche colmano questo vuoto).

Leggere il testo mossi dalle domande di oggi. È il collegamento Bibbia - giornale. La Bibbia è infatti Parola di Dio e quindi sempre attuale, che ha qualcosa di nuovo da dire alle nuove domande dell'uomo di oggi. Da una parte la Bibbia da delle risposte e delle provocazioni, ci aiuta a capire meglio la nostra vita, ma dall'altra la nostra vita, la nostra cultura, le nostre domande, fanno si che la Bibbia oggi possa dire cose che fino a ieri non ha avuto modo di dire; dice S. Gregorio Magno che la Scrittura "cresce con colui che la legge".

Saper correlare Bibbia e vita. Cioè, ci vuole una tecnica, una metodologia di lettura perché l'approccio alla Bibbia diventi fruttuoso. È vero che il lavoro di far penetrare la Parola di Dio in noi lo fa lo Spirito Santo, ma lo fa anche attraverso noi. Proprio perché parola scritta da uomini e rivolta a uomini, l'approccio con la Bibbia, come l'approccio con ogni cosa della realtà, non può essere casuale, ma deve essere fatto perseguendo un metodo. Si "entra" nella Bibbia attraverso un lavoro graduale, paziente, metodico, costante; una lettura "oggi sì, domani no", "oggi questo, domani quello", "oggi cosi, domani cosà", risulta sterile e ben presto frustrante. Qui entra l'esigenza della LD (Lectio Divina) come metodo per pregare la Scrittura, partendo dall'ascolto per giungere alla preghiera ed alla carità

Come fare la LD

Vi è uno schema classico, rielaborato in diversi modi: quello che presento è uno di questi modi. Suggerisco poi un modo di attuarlo.

0. Invocare lo Spirito Santo, perché è lui l'autore della Scrittura, ed è lui che può donarci di comprenderla.

1. Lettura, o lectio. La prima fase è quella di considerare la Bibbia come una qualsiasi opera letteraria, e quindi di capire cosa dice letteralmente il testo. Possono essere utili le note, leggere il testo nel contesto (il prima ed il dopo), sottolineare i soggetti, o i verbi, vedere cosa dice o fa un protagonista o l'altro, se ci sono, leggere bene le domande che nel testo compaiono, o le affermazioni di Gesù che facilmente sono la "chiave di lettura". Eccezionalmente, dei brevi commenti. Non fermarsi troppo in questa fase, ma non saltarla assolutamente.

2. La meditazione, o meditatio: Se nella lettura entra solo la testa, qui cominciano a lavorare testa e cuore.

Con la testa: cogliere quali sono i valori che il testo presenta, cosa ci dice della figura di Gesù o di Dio o riguardo ad un tema morale, etc... Per fare questo non occorrono molti strumenti: efficace è il confronto del nostro testo con altri testi della Bibbia. In questa fase iniziamo anche a rapportare quello che emerge con la nostra vita ed i temi di attualità.

Con il cuore: cercare di penetrare più a fondo quello che abbiamo percepito essere il "cuore" del testo (una affermazione di Gesù, una parola del testo, un valore che emerge...). Un metodo per fare questo è la Ruminazione: prendere quella frase o parola e cominciare a ripetercela interiormente, lentamente e ripetutamente, per gustarla come si fa con una caramella, perché "esca il sapore".

Anche questa fase non deve prenderci troppo tempo, per non ridurre la LD ad un esercizio della testa o ad una consolazione emotiva, "estatica".

3. La preghiera, o orario, e la contemplazione, o contemplano: Sono due cose che vanno intrecciate; a questo punto è difficile dire quale viene prima e quale dopo, non c'è più un ordine preciso. Da qui in poi l'azione dello Spirito Santo diventa più determinante: o entra in campo lui o non ci si cava nulla.

•La preghiera è il primo, indispensabile, frutto della LD. Se alla fine di lettura e meditazione non si prega, si è lavorato per nulla. La preghiera è la prima risposta che noi diamo alla Parola ricevuta: Dio ci ha mandato la sua Parola, noi, guidati dallo Spirito, rispondiamo con le nostre parole, che a questo punto sono parole guidate da quella Parola di Dio che abbiamo fatto entrare in noi e che generano in noi invocazione, o lode, o lamento...

•La contemplazione è il passare dal "cosa" al "chi". Cioè: se nella meditazione siamo noi, con la nostra testa, che cerchiamo di capire più a fondo cosa la Parola vuole dirci, ora la "fatica" è "solo" quella di lasciar lavorare il più liberamente possibile lo Spirito Santo perché si realizzi in noi l'incontro personale con Cristo. Contemplare vuole dire entrare in quello spazio di silenzio nel quale il Signore si fa presente a noi. Questa è opera dello Spirito, ma è anche opera nostra. È lo Spirito che decide come e quando farsi sentire, ma noi possiamo efficacemente aiutarlo creando nella nostra vita spazi concreti di silenzio, anche prolungato.

In pratica

· La Parola di Dio va "scelta", non ci si può affidare alla propria voglia passeggera. Si fa un programma o si segue il lezionario della Chiesa.

· Ci vogliono almeno 15-20' al giorno, meglio al mattino o alla sera, per fare lettura, meditazione, preghiera. Nel corso della giornata è meglio avere 2' per rileggere il brano almeno una volta.

· È difficile potersi dare ogni giorno uno spazio sufficiente di silenzio, ma si può programmare questo spazio nell'arco della settimana, magari con la lettura del vangelo della domenica. Vanno favorite anche le esperienze di ritiro o deserto, eremo, etc... Questo per predisporre il nostro cuore alla contemplazione, che è opera innanzitutto della Spirito Santo.

· Se abbiamo costanza (da chiedere con insistenza), piano piano la contemplazione si "estende" dai momenti di silenzio ad ambiti sempre più larghi della nostra vita (lavoro, impegno amicizie). Si diventa piano piano dei "contemplativi in azione".

· Il cammino è lungo, ma assai semplice; inoltre non richiede doti particolari, ed i frutti (consolazione, discernimento, deliberazione) sono assicurati dallo Spirito Santo.


Errori nell’uso della Bibbia nella catechesi

 

La Bibbia come ricettario

La più comune deformazione riguarda l'approccio al contenuto della Scrittura, spesso accostata non con l'obiettivo di far dire alla Bibbia ciò che essa intende comunicare, ma piuttosto utilizzata "a prezzemolo", cioè secondo l'opportunità, in vista di quanto si va trattando. A volte alcuni gruppi o tendenze di spiritualità fanno della Bibbia un luogo in cui andare a cercare la parola, la frase che da risposta ad ogni tipo di interrogativo o di problema. Così la Bibbia non può più annunciare il lieto messaggio dell'amore di Dio, ma diventa un libro che contiene formule magiche per risolvere i problemi di tutti i giorni.

La Bibbia per frammenti

Scelto un brano ad hoc per il tema catechistico che si va trattando, non di rado esso viene sganciato dal suo "ambiente testuale" ed isolato da tutti i riferimenti e gli agganci di cui si nutre la sua corretta comprensione. Così al testo viene imposto di assumere una sua vita autonoma, nella quale la ricerca del significato viene gravemente impoverita e spesso anche fissata in modo troppo rigido o scorretto.

La Bibbia catturata

Ogni accostamento al testo avviene a partire dalla domanda che l'uomo si porta dentro, né si può dare un accostamento neutrale, cioè assolutamente privo di soggettività.

Non di rado nella catechesi si soffre di "povertà ermeneutica", e ciò secondo due forme. Un primo modo consiste in ciò che noi chiamiamo pregiudizio, cioè la lettura nella quale si "è già certi di che cosa il testo voglia comunicare, si fissa il messaggio a partire da quanto già si conosce, non attendendosi, per così dire, nulla di nuovo da esso; ci si esula così dal difficile compito di interrogare, di indagare e dalla scomoda possibilità che il testo mi apra davanti nuove vie forse meno comode da percorrere.

Per fare attenzione al testo: alcuni metodi per iniziare un cammino di interpretazione dei testi biblici

1 - Il processo di straniamente o il "controtesto"

Lettura 'modificata' di Lc 10, 30-37

<<Un uomo saliva da Gerico a Gerusalemme e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono lasciandolo mezzo morto. Per caso un fariseo saliva per

quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche uno scriba, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un pubblicano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e ne ebbe compassione. Gli si fece vicino e gli fasciò le ferite (...). Poi caricatelo sul suo giumento, lo portò in una locanda (...). (...) E disse all'albergatore: Abbi cura di lui (...) fino al mio ritorno>>.

 

Alcune conclusioni. Il gioco con cui abbiamo trattato questo brano biblico molto conosciuto ci ha aiutati a rinnovare la nostra disponibilità ad avvicinarci ad esso. Attraverso la sua distorsione, lo abbiamo riscoperto nella sua vivacità e nella originalità del suo messaggio.

Riflettiamo un momento sul processo che abbiamo messo in atto per rileggere insieme la parabola del buon samaritano. Si può presentare un testo parabolico cambiando la conclusione; è possibile scrivere una pagina rovesciandone il senso, per esempio con Mt 5,3-10: "Beati i ricchi perché di essi è il regno dei cieli" ecc., "Io vi dico: si può servire a Dio e a mammona" (Mt 7,24), "Io vi dico: il fariseo tornò a casa sua giustificato a differenza dell'altro, perché chi si esalta sarà esaltato, e chi si umilia sarà umiliato" (Lc 18,9-14).

Il grado di contraffazione deve essere proporzionato alla capacità dell'uditorio di percepirla e quindi di rendersi nuovamente attento al testo corretto.

2 - Il confronto sinottico

Mostrare il confronto sinottico della tempesta sedata. Utile per le Beatitudini, il Padre Nostro, l'Ultima Cena, i racconti dell'infanzia di Gesù, i racconti della creazione (Gen 1-2), ecc. Utile per esempio il confronto sinottico delle due parabole sui talenti e le mine in Mt 25,14-30 e Lc 19,11-17.

3 - Il gioco dei personaggi

Un elemento che emerge chiaramente dalla lettura dei Vangeli è la quantità di relazione che Gesù ha durante il suo ministero. Esse sono sostanzialmente di quattro tipi: Gesù e i discepoli, Gesù e gli avversali, Gesù e la folla, Gesù e il Padre. E' molto utile fare attenzione a come ogni personaggio si pone davanti a Gesù per confrontarlo con l'atteggiamento di altri personaggi. Per esempio: che differenza c'è tra la curiosità di Erode e quella di Zaccheo? Tra il servizio di Marta e l'attenzione di Maria? Tra la presunzione del fariseo e l'umiltà del pubblicano? Utilissimo è vedere gli atteggiamenti dei personaggi durante la passione di Gesù.

 

4 - La narrazione

Nella narrazione l'evento narrato si rende presente nell'oggi e suscita dentro il vissuto concreto di colui che ascolta una nuova prassi, così è quando Gesù narra, "una storia a tre storie" in cui è narrata la storia di Gesù di Nazareth, la storia di colui che narra e la storia di colui che ascolta. "Raccontare, cioè ridire con parole proprie - secondo G. Von Rad - è una forma legittima di interpretazione alla quale non si può rinunciare".

Alcune indicazioni per narrare le parabole:

· Creare le condizioni favorevoli all'ascolto, magari creando un angolo apposta per il racconto;

· Occorre farsi l'orecchio al testo per poterlo narrare rispettando, per quanto è possibile, la forma narrativa originale. Perché il contenuto non è del tutto staccato dalla forma narrative in cui è presentato;

· L'interpretazione del testo originale fatta nella narrazione deve essere comprensibile nel contesto della condizione dell'ascoltatore;

· Si evitino generalizzazioni o astrazioni. Occorre dare maggior forma alle immagini che il testo contiene già, senza voler sapere quello che il racconto ignora e non dice. Eventuali elementi mancanti devono essere lasciati nella loro estraneità. Occorre evitare la cosiddetta "interpretazione anticipativa", moralizzando la narrazione.

· Il racconto non deve essere né troppo prolisso, né troppo conciso. Deve avere un suo ritmo sostenuto, non di corsa, ma neanche dilungarsi nelle parti secondarie. Un buon linguaggio narrativo è scarno, i periodi sono brevi, senza subordinate, senza pronomi che rimandano a cose dette prima. Occorre usare un linguaggio concreto. E' lecito fermarsi, cercare la parola, ripetere, collegare con richiami linguistici. Si racconta abitualmente al passato prossimo, con possibili passaggi al presente, che rinforzano il racconto, evitando invece il passato remoto.

5 - Il dialogo sul testo

Mentre la tecnica della narrazione si presenta certamente idonea per i fanciulli, quella del dialogo sul testo prevede un destinatario più maturo e disponibile ad un intervento attivo. Essa è utilizzabile con i fanciulli a condizione che si tratti di un gruppo ben preparato ed abituato al lavoro di ricerca insieme. Nell'uso di questa tecnica occorre una grande capacità di porre delle appropriate domande-stimolo che tengano conto dell'esperienza di coloro che compongono il gruppo e del contenuto reale del testo in esame. La preparazione pedagogica e biblica assicura la capacità di scegliere opportunamente gli stimoli da offrire. Si tratta in fin dei conti di costruire, attraverso la domanda, un ponte tra la vita dei ragazzi e la Parola di Dio: in tal modo si invitano i presenti a percorrere quello spazio che separa la loro esperienza di vita dall'esperienza di fede dei personaggi biblici. Solo in questo modo il loro vissuto entra in dialogo con l'esperienza di coloro che hanno interpretato nella fede il proprio vissuto personale e comunitario.

 

6 - La drammatizzazione

Questa tecnica consiste nel rappresentare un brano biblico attraverso parole e gesti davanti ad un pubblico. Il suo valore consiste principalmente nel fatto che essa permette a coloro che lavorano sul testo per riesprimerlo una appropriazione del testo stesso, che viene tolto da quella estraneità in cui troppa spesso "abita" quando viene semplicemente ascoltato. Soprattutto quando un testo è troppo familiare, ma non è interiorizzato (si vedano, ad esempio, alcune tra le più celebri parabole di Gesù, come quella del Buon Samaritano) esso rischia di rimanere muto, privo di significato, e proprio perché già noto, non interessante, non provocante.

La tecnica della drammatizzazione comporta, però, anche difficoltà e rischi.

Anzitutto questa tecnica richiede all'animatore del gruppo di catechesi la capacità di gestire un linguaggio simbolico e rappresentativo allo stesso tempo semplice ed efficace.

 

7 - Il disegno parlato

Si tratta di una tecnica che unisce insieme la narrazione dell'episodio biblico e la sua raffigurazione tramite un semplice disegno realizzato col gesso sulla lavagna. Esso è molto facile da imparare anche per coloro che non possiedano particolari attitudini artistiche. Si tratta di un disegno estremamente stilizzato e che gioca la sua capacità espressiva su semplici accorgimenti di stile e di colore. Qualsiasi fanciullo, infatti, è immediatamente capace di cogliere, tramite l'immaginazione, le situazioni pre­sentate da un semplice disegno stilizzato e di interpretare il linguaggio dei colori.

 

 


Lc 10, 30-37

«Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall'altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n'ebbe compassione. Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giumento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all'albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?». Quegli rispose: «Chi ha avuto compassione di lui». Gesù gli disse: «Va' e anche tu fa' lo stesso».

 


Is 5, 1-6

Canterò per il mio diletto

il mio cantico d'amore per la sua vigna.

Il mio diletto possedeva una vigna

sopra un fertile colle.

Egli l'aveva vangata e sgombrata dai sassi

e vi aveva piantato scelte viti;

vi aveva costruito in mezzo una torre

e scavato anche un tino.

Egli aspettò che producesse uva,

ma essa fece uva selvatica.

Or dunque, abitanti di Gerusalemme

e uomini di Giuda,

siate voi giudici fra me e la mia vigna.

Che cosa dovevo fare ancora alla mia vigna

che io non abbia fatto?

Perché, mentre attendevo che producesse uva,

essa ha fatto uva selvatica?

Ora voglio farvi conoscere

ciò che sto per fare alla mia vigna:

toglierò la sua siepe

e si trasformerà in pascolo;

demolirò il suo muro di cinta

e verrà calpestata.

La renderò un deserto,

non sarà potata né vangata

e vi cresceranno rovi e pruni;

alle nubi comanderò di non mandarvi la pioggia.


Cinque regole d’oro

· Fai attenzione al senso letterale: perché Dio parla con le nostre parole.

· Confronta sempre il testo biblico con altri testi della Bibbia, perché tutta la Bibbia parla di Gesù, ed ogni libro è spiegato dagli altri libri.

· Leggi il testo nella vita della chiesa: perché la Bibbia è nata nella Chiesa e vive nella Chiesa.

· Leggi il testo lasciandoti provocare dalle domande di oggi: perché Dio ha ancora qualcosa da dire.

· Fa entrare l’ascolto della Bibbia nella tua vita quotidiana: perché i frutti migliori si colgono dove si ha la pazienza di lavorare ogni giorno.

Quindi…

· Lettura, o lectio: è "la scienza", per capire la parola umana.

· La meditazione o meditatio: è la "conoscenza", per entrare nella Parola Divina con la testa ed il cuore.

· La preghiera o oratio: è la nostra prima e timida risposta.

· La contemplazione o contemplatio: è la risposta di Dio.

 

Invoca lo Spirito Santo

Vieni, Santo Spirito manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto; ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.

O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli.

Senza la tua forza nulla è nell'uomo, nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è gelido, drizza ciò che è sviato.

Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna.

 

Leggi il brano e fallo diventare preghiera (osserva il testo: cosa dice il brano?)

Chi sono i personaggi? Cosa fan­no? Cosa dicono? Cosa sì dice di loro?

In quale luogo geografico avvie­ne l'azione? In quale situazio­ne psicologica? In quale punto della narrazione?

Interpreta il testo (cosa vuole dire il brano?)

Cogli il tema principale del bra­no ed eventualmente altri temi secondari.

Cosa dice questo brano riguar­do a chi è Dio, a Gesù, alla chie­sa, al cristiano, alla salvezza di ogni uomo?

Prova a dare un titolo al brano.

Applica alla tua vita (cosa vuole dirmi Dio in questo brano?)

In che rapporto sta questa Pa­rola con la mia vita? In che modo Dio mi chiama a cresce­re?

Quale impegno concreto può nascere da questo brano?

Prega (cosa voglio dire a Dio?)

Loda, per esprimere gratitudine e ringraziamento.

Chiedi la luce e la forza per vi­vere ciò che Dio ha voluto co­municarti attraverso il testo biblico e per vivere l'impegno che hai pensato.

Alla fine esci dalla preghiera con calma ed in silenzio. Nel conclude­re puoi pregare con queste parole:

Mi indicherai

il sentiero della vita,

gioia piena

nella tua presenza,

dolcezza senza fine

alla tua destra.

(Sal 15)

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La vita e' preghiera

 

LA VITA È PREGHIERA

Negli atti del Concilio Vaticano II è scritto: "La famiglia ha ricevuto da Dio la missione di essere la prima e vitale cellula della società. ~ E tale missione essa adempirà se, mediante il mutuo affetto dei membri e l' adorazione fatta a Dio in comune, si mostri come il santuario domestico della Chiesa; se tutta la famiglia si inserisce nel culto liturgico della Chiesa..." (Apostolicam Actuositatem, n. 11).

Perché ciò avvenga, sono state riunite in questo volumetto le preghiere più semplici e comuni, che devono avvolgere come una atmosfera tutta la vita della famiglia e ciò che ne costituisce i problemi quotidiani all' interno di essa: l' amore, il pane, il lavoro, la salute, la gioia, le amicizie, il dolore, e anche quelle visuali che la devono aprire sulle grandi realtà, nelle quali e vicino alle quali si muove la famiglia: la Chiesa universale e locale, la società, la patria.

II libretto entra nelle famiglie cristiane come un ricordo concreto dell' Anno Santo e delle sue finalità: la riconciliazione e il rinnovamento. ~ La preghiera può essere momento privilegiato di riconciliazione: come non ricordare il precetto di Gesù: "Pregate per i vostri nemici..."? ~ E non è alla sua scuola di preghiera che si impara il "Rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori?".

E il rinnovamento proposto dall' Anno Santo può essere portato anche nella preghiera, che vuol dire rapporto con Dio, sia della famiglia, nel suo nucleo completo, sia dei membri di essa.

Come fare questa preghiera? ~ II modo è il più elementare. ~ Quando tutti i membri della famiglia possono ritrovarsi insieme, si fa l' orazione in comune: sarà prima dei pasti, a sera, o in alcune circostanze particolarmente solenni della vita familiare. - Uno dei membri della famiglia inizia l' orazione: gli altri si accordano con la loro voce in una recitazione pacata e pensosa, che aiuta a prendere consapevolezza della presenza di un Dio, che ascolta i suoi figli, che ad essi risponde, che si prende cura di essi perché li ama da sempre e li amerà per sempre. I testi non sono stati raccolti per prendere a prestito parole da altri per un momento così personale, come quello della preghiera. - Ma solo per ricordare che alcuni momenti della preghiera si collocano su uno sfondo comune nella esistenza di tutti. - E poiché a volte non sappiamo neanche cosa domandare nella preghiera, questi testi possono essere di aiuto. - Se la vita è preghiera, in alcune di queste orazioni si può trovare fotografata la propria situazione. - In esse vi è una luce e un aiuto da ricevere.

Entri in ogni famiglia, con questo libretto, la benedizione del Papa che lo ha voluto.

 

PREGHIERE COMUNI

IL SEGNO DELLA CROCE

Nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo. ~ Amen.

 

IL PADRE NOSTRO

La preghiera insegnata da Gesù ci mette dinanzi a Dio come suoi figli. Ed è una preghiera di fratelli: quanto si domanda, lo si richiede per tutti.

Padre nostro, che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua volontà come in cielo così in terra.

Dacci oggi il nostro pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male.

 

L' AVE MARIA

E' la preghiera più biblica a Maria: riunisce il saluto dell' Angelo Gabriele a Maria, e quello della sua parente Elisabetta. Al saluto è accostata, una domanda, per questo momento e per quello della morte.

Ave, o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei benedetta fra le donne, e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù..., Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell' ora della nostra morte. Amen.

 

IL GLORIA

La preghiera afferma la nostra fede nella SS.ma Trinità, e le tributa una glorificazione che inizia in questa vita e continuerà nella eternità.

Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo. Come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen.

 

L' ANGELO DI DIO

Fra gli spiriti celesti e gli uomini sulla terra esiste una relazione misteriosa: Dio ha affidato ai suoi angeli un compìto relativo alla salvezza di ciascuno. Per questo motivo onoriamo l' angelo custode, al quale la Provvidenza ci ha affidati.

Angelo di Dio, che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa me, che ti fui affidato dalla pietà celeste. - Amen.

 

L' ETERNO RIPOSO

Per il mistero della comunione dei Santi noi possiamo venire in aiuto a quanti sono morti nel Cristo. Ecco la preghiera più semplice e tradizionale per i defunti.

L' eterno riposo dona loro, o Signore. E splenda ad essi la luce perpetua. Riposino in pace. Amen.

 

IL CREDO O SIMBOLO DEGLI APOSTOLI

E' detto così, perché presenta l' espressione fedele del messaggio che gli Apostoli hanno trasmesso alla Chiesa. Per i cristiani di tutti i tempi il Credo è la tessera della loro fede.

Io credo in Dio Padre onnipotente, Creatore del cielo e della terra; e in Gesù Cristo, suo unico Figlio, nostro Signore; il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine; patì sotto Ponzio Pilato, fu crocifisso, morì e fu sepolto; discese agli inferi; il terzo giorno risuscitò da morte; salì al cielo, siede alla destra di Dio Padre onnipotente; di là verrà a giudicare i vivi e i morti. - Credo nello Spirito Santo; la santa Chiesa cattolica; la comunione dei santi; la remissione dei peccati; la risurrezione della carne; la vita eterna. Amen.

 

L' ANGELUS

Da molti secoli la pietà cristiana ama ricordare, tre volte al giorno, il mistero dell' Incarnazione del Figlio di Dio e, nello stesso tempo, lodare la Madonna, come Madre di Cristo e dell' umanità. La preghiera dell' Angelus, recitata dovunque l' attività lo consente, presenta a Dio, per intercessione di Maria, lo svolgimento della nostra vita quotidiana.

In italiano

L' Angelo del Signore portò l' annuncio a Maria " Ed ella concepì per opera dello Spirito Santo. Ave Maria.

Ecco l' ancella del Signore ' Sia fatto di me secondo la tua parola. Ave Maria.

E il Verbo si è fatto carne ' E abitò fra noi. Ave Maria.

Prega per noi santa Madre di Dio Perché siamo fatti degni delle promesse di Cristo. Preghiamo. Infondi nel nostro spirito la tua grazia, Signore: tu, che all' annunzio dell' angelo ci hai rivelato l' incarnazione del tuo Figlio, per la sua passione e la sua croce, guidaci alla gloria della risurrezione. Per Cristo nostro Signore. Amen,

 

In latino

Angelus Domini nuntiavit Mariae ' Et concepit de Spiritu Sancto. Ave Maria. Ecce ancilla Domini Fiat mihi secundum verbum tuum. Ave Maria.

Et verbum caro factum est Et habitavit in nobis. Ave Maria.

Ora pro nobis, sancta Dei Genetrix Ut digni efficiamur promissionibus Christi. remus. Gratiam tuam, quaesumus, Domine, mentibus nostris infunde, ut qui, Angelo nuntiante, Christi Filii tui incarnationem cognovimus, per passionem eius et crucem ad resurrectionis gloriam perducamur. Per Christum Dominum nostrum. Amen.

 

ATTI DELLE VIRTU' TEOLOGALI

Le formule semplici del catechismo possono aiutare a crescere in queste virtù, che sono le chiavi di volta della vita spirituale, perché hanno Dio stesso per oggetto, ci uniscono e ci conformano a lui. L' esercizio frequente aumenta in noi queste virtù, che purtroppo possono essere indebolite e distrutte dal peccato. In questo caso l' atto di dolore aiuterà a compiere una conversione del nostro interno.

 

ATTO DI FEDE

Mio Dio, perché sei verità infallibile, credo fermamente tutto quello che hai rivelato e la santa Chiesa ci propone a credere... Ed espressamente credo in te, unico vero Dio in tre Persone uguali e distinte, Padre, Figlio e Spirito Santo.

E credo in Gesù Cristo, Figlio di Dio, incarnato e morto per noi, il quale darà a ciascuno, secondo i meriti, il premio o la pena eterna. Conforme a questa fede voglio sempre vivere. .. Signore, accresci la mia fede.

 

ATTO DI SPERANZA

Mio Dio, spero dalla tua bontà, per le tue promesse e per i meriti di Gesù Cristo, nostro Salvatore, la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla con le buone opere, che io debbo e voglio fare. Signore, che io possa goderti in eterno.

 

ATTO DI CARITA'

Mio Dio, ti amo con tutto il cuore sopra ogni cosa, perché sei bene infinito e nostra eterna felicità; e per amor tuo amo il prossimo mio come me stesso, e perdono le offese ricevute. Signore, fa che io ti ami sempre più.

 

ATTO DI DOLORE

Mio Dio, mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati, perché peccando ho meritato i tuoi castighi, e molto più perché ho offeso te, infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo con il tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato. Signore, misericordia, perdonami.

 

LA GIORNATA CRISTIANA

PREGHIERE DEL MATTINO

Il cristiano fin dal momento del suo risveglio, santifica i primi istanti della giornata, ringraziando il Signore, e affidando a lui la giornata con il suo lavoro, le occupazioni e le preoccupazioni, le gioie e i lavori. Alcune formule di preghiera vogliono aiutare il cristiano a fare ciò, lasciando a lui la scelta di quel testo che meglio si adatti al momento della sua vita.

 

Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. ~ Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questa notte. ~ Ti offro le azioni della giornata: fa' che siano tutte secondo la tua santa volontà e per la maggior tua gloria. Preservami dal peccato e da ogni male. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.

 

Oppure si recita a scelta qualcuna delle seguenti preghiere:

 

2

O Cristo nostro Signore e nostro Dio, tu sei la vita, la verità e la vita: all' infuori di te, non possiamo che smarrirci, senza di te non comprendiamo nulla, lontano da te non possiamo vivere. Veglia sui nostri pensieri, parole e azioni, custodiscici in questo giorno, perché le nostre opere siano volute e compiute a gloria del tuo santo nome e per la salvezza del mondo. Amen.

 

3

O Dio, nostro Padre, sii con noi durante questo giorno che incomincia, perché lo impieghiamo al tuo servizio. I pensieri, le parole, le opere nostre siano conformi alla tua volontà. - E tutto nella nostra vita sia per la tua gloria e per il bene dei nostri fratelli.

Amen.

 

4

Ispira le nostre azioni, Signore, e accompagnale con il tuo aiuto: perché ogni nostra attività abbia da te il suo inizio e in te il suo compimento. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

5

Mio Dio, che cosa mi capiterà oggi? Non lo so. Tutto quello che so è che nulla mi capiterà che non sia stato previsto dalla tua bontà. Questo mi è bastante per essere tranquillo. Adoro i tuoi disegni eterni e impenetrabili: e mi sottometto ad essi con filiale fiducia. Amen.

 

PREGHIERE DELLA SERA

AI termine della giornata il cristiano ringrazia Dio per i doni che gli sono stati concessi, chiede perdono per non averne bene usato (esame di coscienza), invoca la protezione divina per la notte, abbandonandosi nelle mani di Dio.

 

Ti adoro, mio Dio, e ti amo con tutto il cuore. Ti ringrazio di avermi creato, fatto cristiano e conservato in questo giorno. Custodiscimi nel riposo e liberami dai pericoli. Perdona il male oggi commesso, e se qualche bene ho compiuto, accettalo. La tua grazia sia sempre con me e con tutti i miei cari. Amen.

 

Oppure si recita a scelta qualcuna delle seguenti preqhiere:

 

Veglia su di noi in questa notte, o Signore: la tua mano ci ridesti al nuovo giorno perché possiamo celebrare con gioia la risurrezione del tuo Figlio, che vive e regna nei secoli dei secoli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Visita, o Padre, la nostra casa e tieni lontano le insidie del nemico; vengano i santi angeli a custodirci nella pace, e la tua benedizione rimanga sempre con noi. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER LA DOMENICA SERA

Salga a te, o Padre, la nostra preghiera al termine di questo giorno, memoriale della risurrezione del Signore: la tua grazia ci conceda di riposare in pace, sicuri da ogni male, e di risvegliarci nella gioia, per cantare la tua lode. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Donaci, o Padre un sonno ristoratore e fa' che i germi di bene seminati nei solchi di questa giornata, producano una messe abbondante. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Ilumina questa notte, o Signore, perché dopo un sonno tranquillo ci risvegliamo alla luce del nuovo giorno, per camminare lieti nel tuo nome. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Signore Gesù Cristo, mite e umile di cuore, che rendi soave il giogo e lieve il peso dei tuoi fedeli, accogli i propositi e le opere di questa giornata e fa' che il riposo della notte ci renda più generosi nel tuo servizio. - Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. ~ Amen.

 

Signore Dio, nostro Padre celeste, ti ringraziamo per averci custoditi durante la giornata che sta per finire. Donaci di sapere riconoscere i tuoi benefici e di ricordarli nel nostro cuore (pausa di silenzio). Tu conosci tutte le occasioni d' amore e di servizio che abbiamo trascurato (pausa di silenzio). Padre infinitamente buono, perdonaci. Amen.

 

Signore, nelle tue mani noi affidiamo il nostro corpo e il nostro spirito, quello che siamo e quello che abbiamo. Ci presentiamo davanti a te con tutti coloro che amiamo e che ricordiamo per nome (pausa di silenzio). Lo spirito del male non abbia alcun potere né su di noi né su di loro, e che i tuoi santi angeli ci custodiscano tutti nella pace. Amen.

 

Alla sera, c' è di solito una maggiore possibilità di tempo, da consacrare alla preghiera. II cristiano sa di appartenere a una grande famiglia, nella quale ci sono tanti fratelli. E può diventare il loro rappresentante dinanzi a Dio, nella preghiera che innalza per quanti si trovano nella necessità. Alcune formule possono aiutare a fare ciò.

 

ALLO SPIRITO SANTO

O Dio, che con il dono dello Spirito Santo guidi i credenti alla piena luce della verità, donaci di gustare nel tuo Spirito la vera sapienza e di godere sempre del suo conforto. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

BENEDIZIONI

Ogni benedizione è una lode che si dà a Dio ed è un segno di quella benedizione che Dio riserva sulle sue creature. Nella famiglia, i genitori sono come i sacerdoti naturali incaricati di interpretare tale benedizione di lode a nome di tutti, e di invocare l' aiuto e la protezione di Dio sui figli nelle circostanze comuni e straordinarie della esistenza.

 

Il Dio della pazienza e della consolazione conceda a tutti i membri della nostra famiglia, di vivere in perfetta armonia gli uni con gli altri, perché unanimi e con un cuore solo, rendiamo gloria a Dio nostro Padre e a Gesù Cristo nostro fratello, nell' unità e nell' amore dello Spirito Santo. Amen.

 

Il Dio della pace benedica e custodisca la nostra famiglia. Ci renda capaci di fare la sua volontà in tutte le nostre azioni, e accresca in noi ciò che gli è gradito. Amen.

 

Il Signore Gesù Cristo abiti in noi, viva nella nostra famiglia e ci confermi nella carità. Amen.

 

La benedizione di Dio onnipotente, Padre e Figlio e Spirito Santo, discenda su di noi, e con noi rimanga sempre. Amen.

 

Il Signore benedica e protegga la nostra famiglia. Faccia risplendere il suo volto su dì noi e ci conceda la sua misericordia. Rivolga verso di noi il suo sguardo e ci doni la pace. Amen.

 

AL SABATO E NELLE FESTE DI MARIA

La Santa Vergine Maria ci protegga; per mezzo di lei Dio ci ha dato l' Autore della vita, Gesù Cristo nostro Signore. Amen.

 

PRIMA DEI PASTI

Prima dei pasti, il cristiano ringrazia per il pane quotidiano, che Dio nella sua Provvidenza non gli ha lasciato mancare. La preghiera, farà sì che l' ora dei pasti divenga il momento in cui si manifestano l' amore e l' amicizia, che uniscono in Cristo. Si inizia con il segno di croce e la recita del Padre nostro... Se lo si ritiene opportuno si usano alcuni formulari che collocano il pasto della famiglia in un contesto liturgico particolare.

 

IN TEMPO DI AVVENTO

Preghiamo. Padre misericordioso, che hai mandato il tuo Figlio per darci la vita, benedici noi e il cibo che stiamo per prendere, tuo dono e frutto del nostro lavoro, affinché, rinvigoriti nelle forze, attendiamo vigilanti la sua gloriosa venuta. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

IN TEMPO DI NATALE

Preghiamo. Dio d' infinita bontà, che nel tuo Figlio nato dalla Vergine Maria hai manifestato l' amore che porti agli uomini: benedici noi e il cibo che stiamo per prendere e rendi i nostri cuori sempre più solleciti verso i nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

IN TEMPO DI PASQUA

Preghiamo. Dio, autore d' ogni grazia, che nella risurrezione del tuo Figlio ci hai fatto passare dalla morte alla vita, benedici noi e il cibo che stiamo per prendere e fa' che possiamo testimoniare con le opere quanto professiamo con la fede. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

TEMPO DURANTE L' ANNO

Preghiamo. Dio, amante della vita, che nutri gli uccelli del cielo e vesti i gigli del campo, ti benediciamo per tutte le creature e per il cibo che stiamo per prendere; e ti preghiamo di non permettere che ad alcuno manchi il necessario alimento. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

DOPO I PASTI

Dio, Padre di tutte le genti, guarda propizio questa famiglia e concedile che, come si è assisa a questo convito terreno, così partecipi con tutti i popoli al banchetto celeste. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Fortificati dai doni della tua Provvidenza, ti chiediamo, o Signore, che la nostra vita, costantemente rinnovata, sia un perenne rendimento di grazie. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Ti ringraziamo, Dio nostro, per il nutrimento che ci hai elargito: mediante questo pane, che insieme abbiamo diviso, sì ravvivi in noi la comunione con te, con i fratelli e con tutte le creature. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PRIMA DEL LAVORO

Il lavoro è un comando di Dio all' uomo. Se ha in sé qualcosa di penoso, come conseguenza del peccato, possiede anche qualcosa che nobilita e arricchisce l' uomo. Il cristiano deve compiere il suo lavoro in Cristo e in unione con lui. La preghiera prima del lavoro permette di orientarlo a tale meta e di renderlo santo, qualunque esso sia.

 

O Dio, vieni a salvarmi. Signore, vieni presto in mio aiuto. Amen,

 

Signore Dio, re del cielo e della terra, degnati di dirigere e santificare, di reggere e governare oggi i cuori, i corpi, i sensi nostri, le nostre parole ed opere.

Fa' che viviamo secondo la tua legge e operiamo secondo i tuoi comandamenti, affinché, ora ed in eterno, con il tuo aiuto, meritiamo di essere salvi e liberi, o Salvatore del mondo: che vivi e regni, per tutti i secoli dei secoli. Amen.

 

PRIMA DELLO STUDIO

Manda, Signore, lo Spirito Santo promesso dal tuo Figlio perché apra le nostre menti alla conoscenza di tutta la verità. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Il Paraclito che viene da te illumini, Signore, la nostra mente, e secondo la promessa del tuo Figlio ci guidi alla piena conoscenza della verità. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PRIMA DI LEGGERE LA BIBBIA

Da una lettura assidua della Bibbia, fatta in famiglia o da solo, il cristiano arriverà "a quella soave e viva conoscenza della Sacra Scrittura" raccomandata dal Concilio. Nel cammino della sua vita, la Parola di Dio sarà lampada ai passi.

Sia la mia casta delizia la tua Scrittura, o Signore; volgiti all' anima mia, Dio mio, luce dei ciechi e forza dei deboli; e insieme luce dei veggenti e forza dei forti, volgiti all' anima mia; e ascolta il grido che essa ti manda dal profondo. Non senza uno scopo tu hai voluto che si scrivessero tante pagine piene d' arcani... Ch' io ti esalti per tutte le verità che scoprirò nei tuoi libri, ch' io ascolti la voce della lode e mi abbeveri di te e mediti le meraviglie della tua legge dal principio, in cui creasti il cielo e la terra, fino al momento che regneremo con te eternamente nella città tua santa. S. Agostino

 

LA VITA CRISTIANA

 

PREGHIERA DEI FIDANZATI

I fidanzati devono implorare la benedizione di Dio su questo momento importante nella loro vita: per prepararsi degnamente alle nozze, e perché il loro amore si sviluppi nella luce e nella forza del mistero dell' amore che Cristo ebbe per la Chiesa: amore di cui il sacramento del matrimonio sarà il segno.

Nel mio cuore, o Signore, si è acceso l' amore per una creatura che anche tu conosci ed ami. Tu stesso me l' hai fatta incontrare e me l' hai presentata, come un giorno nel paradiso terrestre, hai presentato Eva ad Adamo, perché l' uomo non restasse solo. Ti ringrazio di questo dono che mi inonda di una gioia profonda, mi rende simile a te che sei l' amore, e mi fa comprendere il valore della vita che tu mi hai donato. Fa' che io non sciupi questa ricchezza, che tu mi hai messo nel cuore: insegnami che l' amore è un dono e non può mescolarsi con nessun egoismo, che l' amore è puro e non può stare con nessuna bassezza, che l' amore è fecondo e deve fin da oggi produrre un nuovo modo di vivere in me e in chi mi ha scelto. Ti prego, Signore, per chi mi aspetta e mi pensa, per chi ha messo in me tutta la fiducia per il suo avvenire, per chi mi cammina accanto nei nostri passeggi: rendici degni l' uno all' altro, aiuto e modello. Aiutaci nel prepararci al matrimonio, alla sua grandezza, alle sue responsabilità, così che fin d' ora le nostre anime posseggano i nostri corpi e regnino nell' amore.

 

PREGHIERA DEGLI SPOSI

All' amore coniugale Dio ha legato le sue benedizioni fin dalla creazione del mondo. Il Signore Gesù ha sanato ed elevato questo amore con uno speciale dono di grazia e di carità, che viene partecipato agli sposi nel giorno del loro matrimonio. La preghiera fatta insieme dai coniugi durante la vita matrimoniale li aiuterà a conservare e ad arricchire il valore sublime del loro amore.

 

Signore, Padre Santo, Dio onnipotente ed eterno, noi ti rendiamo grazie e benediciamo il tuo santo Nome: tu hai creato l' uomo, uomo e donna, e hai benedetto la loro unione, perché l' uno fosse per l' altro, aiuto e appoggio. Ricordati oggi di noi. Proteggici e concedici che il nostro amore sia dedizione e dono a immagine di quello del Cristo e della Chiesa. Accordaci di vivere insieme lungamente, nella gioia e nella pace, perché i nostri cuori facciano sempre salire verso di te per mezzo del tuo Figlio e nello Spirito Santo, lode e azione di grazie. Amen.

 

Signore, tu ci hai chiamato a fondare insieme questa famiglia; dacci la grazia di animarla con il tuo amore: sia famiglia confortevole per coloro che vivranno in essa, sia accogliente per coloro che ad essa verranno.

 

Insegnaci a progredire l' uno per mezzo dell' altro sotto il tuo sguardo, a fare la tua volontà tutti i giorni della nostra vita, a sottoporti i nostri progetti, a domandare il tuo aiuto, a offrirti le nostre gioie e le nostre pene, a guidare a te quei figli, che ci darai. Signore, tu sei l' Amore; noi ti ringraziamo del nostro amore. Amen.

 

PER LA CELEBRAZIONE DEL MATRIMONIO

O Dio, che nel grande mistero del tuo amore hai consacrato il patto coniugale, come simbolo dell' unione di Cristo con la Chiesa, concedi a noi di esprimere nella vita il sacramento che celebreremo nella fede. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

O NELL' ANNIVERSARIO DEL MATRIMONIO

Dio, Signore dell' universo che in principio hai creato l' uomo e la donna e hai istituito il patto coniugale, benedici e confermaci nel nostro amore perché esprimiamo un' immagine sempre più autentica dell' unione di Cristo con la Chiesa. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER IL 25.° DI MATRIMONIO

O Dio, che ci hai sostenuto in una indissolubile comunità di vita attraverso gioie e dolori, purifica e accresci il nostro amore con la forza del tuo Spirito, perché (insieme con i nostri figli) godiamo sempre della tua amicizia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER IL 50° DI MATRIMONIO

O Dio, nostro Padre, guardaci con bontà: oggi ricordiamo con gratitudine il giorno in cui hai benedetto le primizie del nostro amore: e donaci, dopo cinquant' anni di vita trascorsi insieme, al servizio del bene, un' esperienza sempre più ricca e feconda dei tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

DESIDERIO DI UN FIGLIO

Dio Padre, da cui ogni paternità proviene, rendici partecipi di questa tua divina prerogativa, così che possiamo vedere nella creatura che ci manderai, un segno più vivo della tua presenza nella nostra casa. Benedici il nostro amore, perché sia fecondo e domani si levi, con la nostra, un' altra voce a lodarti, un altro cuore ad amarti, un' altra vita, che ti renda testimonianza. Amen.

 

NELL' ATTESA DEL FIGLIO

O Signore, Padre nostro, ti ringraziamo per il dono meraviglioso con il quale ci hai resi partecipi della tua divina paternità. In questo periodo di attesa, ti supplichiamo: proteggi questa vita ancor piena di mistero, perché giunga sana alla luce del mondo e alla rinascita del battesimo. Madre di Dio, al tuo cuore di mamma affidiamo nostro figlio. Amen.

 

DOPO LA NASCITA DI UN FIGLIO

Ti ringraziamo, Signore, con tutto il cuore per il figlio che ci hai dato, lo consacriamo a te e come tuo lo vogliamo custodire. Aiutaci a crescerlo come un figlio di benedizione. Amen.

 

PER IL BATTESIMO

O Padre, che nel battesimo hai configurato questo tuo figlio a Cristo Signore e lo hai inserito nel tuo popolo sacerdotale, accettalo come offerta viva a te gradita perché (oggi) divenga membro della tua famiglia e concittadino dei Santi nel convito eterno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER LA CRESIMA

Compi, o Padre, la tua promessa e manda su di N. lo Spirito Santo, perché lo renda dinanzi al mondo testimone del vangelo di Gesù Cristo nostro Signore, che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

 

PER LA PRIMA COMUNIONE DEL FIGLIO

Dio, nel giorno in cui per la prima volta chiami il nostro figlio N., alla mensa eucaristica, ti chiediamo che viva sempre in comunione di grazia con Cristo, e che sia degno membro della Chiesa, suo mistico corpo. Nella forza dell' Eucarestia preserva N. dagli assalti del male, rafforza la sua fede, rendilo testimone della tua carità. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER IL FIGLIO CHE VA A SCUOLA

Divino Salvatore, che sei stato in mezzo ai maestri della legge, per ascoltarli e interrogarli, a te affidiamo il nostro figlio, mentre è a scuola. Infondi in lui lo spirito della sapienza, apri il suo intelletto, perché possa imparare le cognizioni necessarie alla vita terrena ed eterna. Aiutalo in tutti i suoi doveri. Dagli perseveranza e fortezza, ubbidienza e diligenza. Tu che sei la via, la verità e la vita, non permettere che sia deviato dalla giusta strada, per falsi insegnamenti. Cresca come te, o Gesù, in età, sapienza e grazia dinanzi a Dio e agli uomini. Amen.

 

PER L' AVVENIRE DEI FIGLI

Signore, illumina la mente di nostro figlio perché conosca la strada che hai voluto per lui, perché ti renda gloria e raggiunga la salvezza. Sostienilo con la tua forza, perché non si accontenti di facili ideali. Illumina anche noi, suoi genitori, perché gli siamo di aiuto nel riconoscere la sua vocazione e nel realizzarla generosamente, senza porre ostacoli alla tua guida interiore. Amen.

 

PER LA VOCAZIONE SACERDOTALE

O Dio, che provvedi alla tua Chiesa gli operai del vangelo, fa' maturare anche nella nostra famiglia, se a te piace, i germi di vocazione che a piene mani tu semini nel campo della Chiesa, perché ci sia nella nostra casa, chi scelga come ideale di vita di servire te nei fratelli. Per Cristo nostro Signore. men.

 

O PREGHIERA DEI FIGLI PER I GENITORI

Dio, che hai dato il comando di onorare il padre e la madre, ascolta con benevolenza la preghiera che ti rivolgo per essi. Concedi ad essi lunghi giorni sulla terra e conservali nella salute del corpo e dello spirito. Benedici le loro fatiche e le loro iniziative. Rendi loro il centuplo per quello che essi fanno per me. Ispira loro l' amore e la pratica della tua santa legge. Fa' che un giorno, io sia il loro sostegno e il loro conforto, così che dopo avere goduto del loro affetto sulla terra, abbia la gioia di vivere eternamente con essi nel cielo. Amen.

 

PER I PARENTI E GLI AMICI

Dio, che per la grazia dello Spirito Santo, effondi sui credenti i doni del tuo amore, concedi ai nostri parenti e amici la salute dell' anima e del corpo, perché ti amino con tutto il cuore e compiano con amore ciò che è gradito alla tua volontà. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER LA FAMIGLIA

O Dio, origine e fondamento della comunità domestica, fa' che nelle nostre famiglie imitiamo le stesse virtù e lo stesso amore della santa famiglia di Nazareth, perché, riuniti insieme nella tua casa, possiamo un giorno godere la gioia eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER UN FIGLIO MILITARE

Dio onnipotente e misericordioso, la tua benedizione accompagni nostro figlio, mentre è lontano da casa, per servire la patria, come militare. Preserva il suo corpo dalle malattie e dalle disgrazie, la sua anima dal peccato. Nulla abbia a piegare la sua fede cristiana o a spegnere in lui la carità. Dona a lui la grazia perché possa ritornare fra di noi, più ricco di valori umani e religiosi. Amen.

 

PER I GIOVANI

Noi ti raccomandiamo, Signore, la gioventù: i bambini, gli adolescenti e gli studenti; i soldati, i fidanzati, gli sposi novelli, i giovani genitori. Dona loro la salute, la saggezza e la gioia di vivere alla tua presenza. Fa' di loro i tuoi figli diletti. Concedi ai maestri, agli educatori e ai capi il tuo spirito di comprensione e dì amore. Amen.

 

PER I LAVORATORI

Dio, nostro Creatore e nostro Padre, dal D quale procede ogni bene, noi ti rendiamo grazie per il soccorso che ci dai nel compimento del nostro lavoro, e per la scienza, il coraggio e la rettitudine dei nostri fratelli, dal lavoro dei quali dipende la nostra vita. Ti preghiamo per i nostri amici, e i nostri compagni, per coloro che ci comandano e per coloro che ci aiutano, in modo speciale per N. N. (pausa di silenzio). Ti preghiamo per gli uomini e le donne che lavorano nelle fabbriche, nei campi, negli uffici, sulle strade, nelle case. Sostieni i padri nel loro lavoro e nelle loro preoccupazioni; aiuta le madri nel loro compito familiare; guida i giovani nella scelta delle loro vocazioni e professioni. Sii la speranza dei malati e la consolazione degli anziani. Dona a ciascuno di noi di compiere la tua volontà, lavorando con coraggio e coscienza, nella gioia e nell' amore fraterno. Amen.

 

PER I MALATI

O Dio, il cui unico Figlio ha preso su di sé la povertà e la debolezza di tutti gli uomini, rivelando il valore misterioso della sofferenza, benedici i nostri fratelli infermi, perché tra le angustie e i dolori non si sentano soli, ma uniti a Cristo, medico dei corpi e delle anime, godano della consolazione promessa agli afflitti. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER COLORO CHE SOFFRONO

Dio, provvido rifugio dei sofferenti, ascolta la preghiera che ti rivolgiamo per coloro che soffrono. Rasserena e conforta i malati e gli infermi, i vecchi e i moribondi. Dona a coloro che li curano scienza e pazienza, tatto e compassione. Ispira ad essi i gesti che diano sollievo, le parole che illuminano e l' amore che conforta. Ti raccomandiamo i cuori scoraggiati, in rivolta, lacerati dalla tentazione, tormentati dalla passione, feriti o profanati dalla malvagità degli uomini. Poni dentro di noi, Signore, il tuo Spirito d' amore, di comprensione e di sacrificio, perché noi portiamo un aiuto efficace a quelli che troviamo sul nostro cammino, sofferenti. Aiutaci a rispondere alla loro invocazione: essa è la tua. Amen.

 

PER GLI ANZIANI

Dio eterno, che nel passare degli anni rimani sempre lo stesso, sii vicino a coloro che sono anziani. Sebbene il loro corpo si indebolisce, fa' che il loro spirito sia forte, perché con pazienza possano sopportare le stanchezze e le afflizioni, e alla fine, andare incontro alla morte con serenità, per mezzo di Gesù nostro Signore. Amen.

 

PER I MORIBONDI

Dio, grande e misericordioso, che nella morte del Cristo hai aperto agli uomini la via della vita terrena, veglia sul nostro fratello N., nelle sofferenze dell' agonia, perché unito alla passione del tuo Figlio e asperso del suo sangue redentore, possa presentarsi con fiducia davanti al tuo volto. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PREGHIERE PER IL VIAGGIO

La Chiesa ha sempre guardato con preoccupazione viaggiatori e pellegrini allontanarsi sulle strade che li portavano lontano da casa. Per questo li ha affidati con speciali preghiere a Dio perché li proteggesse contro tutti i pericoli. Oggi i viaggi, per turismo o pellegrinaggi o affari, sono diventati più frequenti, e più facili a causa dei mezzi di trasporto. Ma si sono fatti anche più pericolosi, a motivo della velocità e della intensità di chi si muove sulle strade di terra, di mare, di aria. Per questo è bene pregare Dio prima di un viaggio: è come collocare il cammino sotto la sua benedizione, affidarlo alla protezione del suo Angelo.

 

Signore, che riempi ogni luogo con la tua presenza, accompagnami in questo viaggio, perché giunga alla meta e ritorni a casa sano e salvo. Sia il mio viaggio un annuncio di gioia a tutti coloro che incontro, un messaggio di speranza, una testimonianza di vita cristiana. Amen.

 

O Dio, concedi un viaggio felice e il tempo sereno affinché in compagnia del tuo santo angelo, possiamo giungere felicemente al termine del viaggio, e infine al porto della vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Dio, custodisci noi tuoi servi nel cammino che stiamo per iniziare. Sii nostro aiuto in tutte le necessità; sii nostro compagno nel viaggio, ristoro nell' arsura, riparo contro il freddo e la pioggia, sostegno nella stanchezza, soccorso nelle avversità, appoggio nei passi difficili, porto nel naufragio, così che sotto la tua guida, possiamo giungere felicemente al luogo dove siamo diretti, e poi ritornare sani e salvi alle nostre case. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

NELLE DIFFICOLTA' DELLA VITA

Guai e tribolazioni non mancano nelle vita; la fiducia in Dio addolcisce e rende sopportabile tutto. La preghiera, in questi momenti, da' la possibilità di gettare tutto nel cuore di un Dio "che non turba mai la gioia dei suoi figli se non per prepararne loro una più certa e più grande"

 

O Dio onnipotente e misericordioso, ristoro nella fatica, sostegno nella salvezza, conforto nel pianto, ascolta la preghiera, che coscienti delle nostre colpe, rivolgiamo a te: salvaci dalle angustie presenti e donaci un sicuro rifugio nella tua misericordia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

 

Padre onnipotente e misericordioso, guarda la nostra dolorosa condizione: conforta i tuoi figli e apri i nostri cuori alla speranza, perché sentiamo in mezzo a noi la tua presenza di padre. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Signore, fa' che affrontiamo con animo forte e sereno gli impegni e le responsabilità che ci attendono, e, consolati da te, sappiamo confortare i nostri fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER COLORO CHE CI AFFLIGGONO

O Dio, che nel comandamento del tuo amore ci ordini di amare coloro che ci affliggono, aiutaci a osservare i precetti della nuova legge, rendendo bene per male e portando gli uni i pesi degli altri. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

ATTO DI ABBANDONO

Mio Dio, credo alla tua infinità bontà, non solo a quella bontà che abbraccia il mondo, ma anche a quella bontà particolare e personale, che raggiunge me, povera creatura, e che dispone tutto per il mio più grande bene. Per questo, Signore, anche quando non vedo, non comprendo, non avverto, credo che lo stato in cui mi trovo e tutto quello che mi capita è opera del tuo amore. Con tutto il mio volere, lo preferisco a qualunque altra situazione, che mi sarebbe più gradita, ma che non viene da te. Mi affido alle tue mani: fa' di me ciò che ti piacerà, non lasciandomi nessuna altra consolazione che quella di obbedirti. Amen.

 

PER RINGRAZIAMENTO

O Dio fonte di ogni bene, principio del nostro essere e del nostro agire, ricevi il nostro umile ringraziamento per i tuoi benefici, e fa' che al dono della tua benevolenza corrisponda l' impegno generoso della nostra vita a servizio della tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PREGHIERE PER LA SANTA CHIESA

PER LA CHIESA

La Chiesa, è il Corpo mistico di Cristo: di essa siamo divenuti membra per mezzo del Battesimo. Si prega per la Chiesa: perché sia confermata nell' amore di Dio, perché possa svolgere liberamente ed efficacemente la sua missione, perché sia sostenuta la debolezza dei suoi pastori, perché sia conservata o recuperata l' unione dei fedeli.

O Padre, che nella nuova alleanza inaugurata da Cristo tuo Figlio continui a radunare il tuo popolo da tutte le nazioni della terra nell' unità di un solo Spirito, fa' che la tua Chiesa, fedele alla sua missione, condivida sempre le gioie e le speranze dell' umanità, e si riveli come lievito e anima del mondo, per rinnovare in Cristo la comunità dei popoli e trasformarli nella tua famiglia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER IL PAPA

O Dio, che nella serie dei successori di Pietro hai scelto il tuo servo Paolo come vicario di Cristo sulla terra e pastore di tutto il gregge, fa' che egli confermi i fratelli, e tutta la Chiesa sia in comunione con lui nel vincolo dell' unità dell' amore e della pace, perché tutti gli uomini ricevano da te, pastore e vescovo delle anime, la verità e la vita eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER LA CHIESA ALLA VIGILIA DEI GIORNI FESTIVI

Signore, noi ti ringraziamo per la tua Chiesa diffusa in tutto il mondo. Per mezzo del tuo Spirito Santo, concedi ad essa vita, potenza e verità. Metti nei nostri cuori un amore vigile e filiale per essa, e riempici di fervore per il tuo regno. Ti preghiamo per il nostro Santo Padre, per il nostro Vescovo N., per la nostra parrocchia e il suo pastore N., per tutti coloro che lavorano nell' apostolato.

Rendici degni di celebrare domani i santi misteri; apri i nostri cuori alla tua parola di verità e fa' che abbiamo fame del pane che dona la vita. E tutti coloro, che non potranno riunirsi ai loro fratelli, per cantare la tua gloria e per pregare per la salvezza del mondo, fa' che avvertano la tua presenza. Amen.

 

PER LA CHIESA PERSEGUITATA

O Dio che nel mistero della tua Provvidenza unisci la Chiesa alle sofferenze del Cristo, tuo Figlio, concedi a coloro che soffrono persecuzione, a causa del tuo nome, lo spirito di pazienza e di amore, perché siano testimoni autentici e fedeli delle tue promesse. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER LA CHIESA LOCALE

O Padre, che nelle singole Chiese, pellegrine sulla terra, manifesti la tua Chiesa una, santa, cattolica e apostolica, concedi a questa tua famiglia, raccolta intorno al suo pastore, di crescere mediante il vangelo e l' Eucarestia, nell' unità dello Spirito Santo per divenire immagine autentica dell' assemblea universale del tuo popolo e strumento della presenza di Cristo nel mondo. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER IL VESCOVO

O ona, Signore, al tuo servo N. che nella successione apostolica hai posto a guidare la diocesi di.... Spirito di consiglio e di fortezza, Spirito di scienza e di pietà, perché fedele alla sua missione egli edifichi la tua Chiesa, sacramento universale di salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER I SACERDOTI

O Dio, che hai costituito il tuo unico Figlio sacerdote sommo ed eterno, concedi a coloro che egli ha scelto come suoi ministri e dispensatori dei santi misteri, di essere vigilanti e fedeli nel servizio fino al giorno della sua venuta. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER I RELIGIOSI E LE RELIGIOSE

O Dio, che ispiri e compi ogni santo proposito, guida il tuo popolo sulla via della salvezza eterna, e fa' che i tuoi figli, che si sono consacrati a te, abbandonando ogni cosa, per seguire Cristo casto, povero e obbediente, con piena fedeltà servano te, nostro Padre, e la comunità dei fratelli. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER L' UNITA' DEI CRISTIANI

A scolta, Signore, la preghiera del tuo popolo, e unisci i cuori dei fedeli nella lode del tuo nome e nel comune impegno di conversione, perché, superata ogni divisione fra i cristiani, la tua Chiesa si ricomponga in comunione perfetta, e nella gioia del Cristo cammini verso il tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER LE MISSIONI

Dio di verità, Padre, Figlio e Spirito Santo, ti preghiamo per tutti coloro che ti ignorano, che ti misconoscono o che ti offendono. Sostieni e ispira i tuoi servi che portano ad essi il vangelo. Rischiara la fede che vacilla, sostienila mentre essa è ancora fragile. Vivifica il nostro zelo missionario. Donaci di essere i testimoni della tua grazia, pieni di amore, di forza e di fede, per la tua gloria e per la salvezza del mondo. Amen.

 

PER I LAICI

O Dio, che hai dato al mondo il tuo vangelo, come fermento di vita nuova, concedi a noi laici, che viviamo la nostra quotidiana esperienza al servizio della comunità umana, di portare nelle realtà terrestri l' autentico spirito del Cristo, per l' edificazione del tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER LA PATRIA

Non manchi la preghiera per la patria, nella quale la Provvidenza ci ha posto a vivere. Pregare, perché Dio assista la patria, i governanti, i cittadini, affinché tutti siano degni delle tradizioni cristiane e non vengano meno alla loro missione, è pure un atto di amor di patria.

O Dio, che guidi l' universo con sapienza e amore, ascolta la preghiera che ti rivolgiamo per la nostra patria: fa' che fiorisca la giustizia e la concordia, e per l' onestà dei cittadini e la saggezza dei governanti si attui un vero progresso nella pace. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER LE AUTORITA' CIVILI

Dio onnipotente ed eterno, nelle cui mani sono le speranze di ogni uomo, e i diritti dei popoli, guarda benigno a coloro che ci governano, perché promuovano, in una pace duratura, il progresso sociale e la libertà religiosa per tutte le nazioni della terra. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER LA PACE

Dio, che chiami tuoi figli gli operatori di pace, fa' che noi, tuoi fedeli, lavoriamo senza mai stancarci per promuovere la giustizia che sola può garantire una pace autentica e duratura. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

ALL' INIZIO DELL' ANNO CIVILE

Dio, che vivi in eterno senza principio e senza fine, e sei l' origine di ogni creatura, fa' che nel nuovo anno, di cui ti consacriamo gli inizi, viviamo giorni prosperi e sereni e portiamo frutti abbondanti di opere buone. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER IL RACCOLTO

O Dio, Padre buono, che hai affidato all' uomo le risorse della terra, fa' che il nuovo raccolto, dono del tuo amore e frutto dell' umana fatica, porti serenità nelle nostre case, e cooperi al bene di tutti a lode della tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER IL LAVORO DELL' INDUSTRIA

O Dio, che hai chiamato gli uomini a cooperare, mediante il lavoro quotidiano, al disegno immenso della tua creazione, donaci di svolgere la nostra attività con spirito cristiano, nella consapevolezza che ogni uomo è nostro fratello: e fa' che nello sforzo comune di costruire un mondo più giusto e fraterno ogni uomo trovi un posto conveniente alla sua dignità per attuare la propria vocazione e contribuire al progresso di tutti. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

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PREGHIERE PER I DEFUNTI

PER I GENITORI

II mistero della comunione dei Santi è così grande che noi possiamo pregare anche per coloro che sono morti nel Cristo, e che forse attendono questa nostra carità per raggiungere la felicità del paradiso. La Chiesa non abbandona mai i suoi figli defunti. Alcune preghiere conservano un posto nella vita di famiglia per coloro, che dalla morte sono stati sottratti agli occhi; non all' affetto.

O Dio, che ci comandi di onorare il padre e la madre, apri le braccia della tua misericordia ai miei (nostri) genitori defuntí: perdona i loro peccati, e fa' che un giorno possiamo rivederli con gioia nella luce della tua gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER I CONIUGI

Accogli, Dio onnipotente, i tuoi fedeli NN. che, uniti dal santo vincolo nuziale, hanno percorso insieme il cammino della vita, e riuniscili per sempre nella pienezza del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Accogli nella tua pace il nostro fratello N. (la nostra sorella N.) e conforta la sua sposa (il suo sposo) con la speranza di riunirsi un giorno alla compagna (al compagno) della sua vita nella pienezza del tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER UN GIOVANE

O Dio, che conosci e disponi i momenti della vita umana, tu vedi il dolore di questa tua famiglia per la morte del nostro fratello N. che in tempo così breve ha concluso la sua esistenza terrena: noi lo affidiamo a te, Padre buono, perché la sua giovinezza rifiorisca accanto a te, nella tua casa. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER FRATELLI, PARENTI E BENEFATTORI

Dio, fonte di perdono e di salvezza, per l' intercessione della Vergine Maria e di tutti i Santi, concedi ai nostri fratelli, parenti e benefattori, che sono passati da questo mondo a te, di godere la gioia perfetta nella patria celeste. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PER UN BAMBINO

O Dio, che nel misterioso disegno della tua sapienza hai disposto che il piccolo N. sfiorasse appena questo mondo, e dopo averlo rigenerato nel Battesimo lo hai chiamato con te in paradiso, aiutaci sempre nel cammino della vita con la speranza di ritrovarci un giorno nella tua casa. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

PREGHIERE A MARIA

I MISTERI DEL ROSARIO

Non manchi nella vita del cristiano il ricordo di Maria: è Madre di Gesù e Madre nostra. Una preghiera a Maria, ogni giorno, aiuterà ad accrescere in ciascuno dì noi l' atteggiamento dell' ammirazione per lei, della fiducia in lei, dell' amore a lei. Dire il rosario significa continuare in noi la meditazione che il vangelo ricorda fatta da Maria, sugli avvenimenti della vita di Gesù e sua. Nel frattempo si continua a salutarla e a invocarla. Il S. Rosario è la meditazione dei Misteri di Cristo.

Si inizia col segno di croce…

Credo…

Gloria al Padre…

Dopo l’annuncio di ogni Mistero si recita 1 Pater, 10 Ave Maria, 1 Gloria, 1 Gesù mio…e, alla fine di ogni cinquina si reciti la Salve Regina.

Gesù mio, perdona le nostre colpe, preservaci dal fuoco dell’inferno, porta in cielo tutte le anime, specialmente le più bisognose della tua misericordia.

MISTERI GAUDIOSI (lunedì e sabato)

1° Mistero: l’Annunciazione dell’Angelo a Maria.

2° Mistero: la visita di Maria SS. a S. Elisabetta.

3° Mistero: la nascita di Gesù a Betlemme.

4° Mistero: la presentazione di Gesù al Tempio.

5° Mistero: il ritrovamento di Gesù nel Tempio.

MISTERI DELLA LUCE (giovedì)

1° Mistero: il Battesimo di Gesù.

2° Mistero: le nozze di Cana.

3° Mistero: la predicazione di Gesù.

4° Mistero: la trasfigurazione di Gesù.

5° Mistero: l’istituzione dell’Eucarestia.

MISTERI DOLOROSI (martedì e venerdì)

1° Mistero: l’Agonia di Gesù nell’orto degli ulivi.

2° Mistero: la Flagellazione di Gesù.

3° Mistero: l’Incoronazione di spine.

4° Mistero: la salita di Gesù al Calvario.

5° Mistero: la morte di Gesù in Croce.

MISTERI GLORIOSI (mercoledì e domenica)

1° Mistero: la Resurrezione di Gesù.

2° Mistero: l’Ascensione di Gesù al Cielo.

3° Mistero: lo Spirito Santo discende su Maria e su gli Apostoli.

4° Mistero: l’Assunzione di Maria S.S.

5° Mistero: Maria S.S. Regina del Cielo e della terra.

 

ALLA MADONNA

Stto la tua protezione cerchiamo rifugio, santa Madre di Dio: non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, ma liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta.

 

Salve, o Regina, Madre di misericordia. Vita dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo, noi esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi e piangenti in questa valle di lagrime. Orsù, dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi quegli occhi tuoi misericordiosi. E mostraci dopo questo esilio Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

 

Santa Maria, vieni in aiuto agli infelici, S sostieni i deboli, consola gli afflitti, prega per il popolo, supplica per il clero, intercedi per le consacrate a Dio, fa' sentire il tuo appoggio a tutti coloro che celebrano la tua santa memoria.

 

ALLA IMMACOLATA

Tutta bella sei tu, o Maria, e macchia originale non è in te. Tu sei la gloria di Gerusalemme, tu la letizia di Israele.

Tu sei l' onore del nostro popolo. Tu sei l' avvocata dei peccatori. O Maria, Vergine prudentissima, Madre clementissima, prega per noi. Intercedi per noi, presso il Signore Gesù Cristo.

O Dioche nell' immacolata concezione della Vergine hai preparato una degna dimora per il tuo Figlio, e in previsione della morte di lui l' hai preservata da ogni macchia di peccato, concedi anche a noi, per sua intercessione, di venire incontro a te in santità e purezza di spirito. Per Cristo nostro Signore. men.

 

A MARIA SS.ma BAMBINA

L tua natività, Vergine Madre di Dio, portò gioia a tutto il mondo: poiché da te nacque il sole di giustizia, Cristo Dio nostro, il quale sciogliendo la maledizione diede la benedizione e confondendo la morte, donò a noi la vita sempiterna.

onaci, Signore, i tesori della tua misericordia e poiché la maternità della Vergine ha segnato l' inizio della nostra salvezza, la festa della sua natività ci faccia crescere nell' unità e nella pace, Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

ALL' ASSUNTA

O Dio onnipotente ed eterno, che hai innalzato alla gloria del cielo in corpo e anima l' Immacolata Vergine Maria, Madre di Cristo tuo Figlio, fa' che viviamo in questo mondo costantemente rivolti ai beni eterni, per condividere la sua stessa gloria. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

Vergine Santa, non dimenticare, nella tua gloria le tristezze della terra. Volgi il tuo sguardo di bontà su coloro che sono nella sofferenza, che lottano contro le difficoltà e che non finiscono mai di dissetare le loro labbra alle amarezze della vita. Abbi pietà di coloro che si amavano e che sono stati separati. Abbi pietà della solitudine del cuore. Abbi pietà della debolezza della nostra fede. Abbi pietà degli oggetti della nostra tenerezza. Abbi pietà di coloro che piangono, di quelli che pregano, di quelli che tremano. Dona a tutti la speranza e la pace.

 

AL CUORE IMMACOLATO DI MARIA

O Tempio della luce senza ombra e senza macchia, intercedi per noi presso il tuo Figlio unigenito, mediatore della nostra riconciliazione con il Padre, perché egli perdoni le nostre debolezze, allontani da noi ogni discordia, e conceda alle nostre anime la gioia di amare i fratelli. O Maria, al tuo cuore immacolato, raccomandiamo tutto il genere umano; fa' che conosca l' unico e vero Salvatore, Gesù Cristo; allontana da esso le calamità provocate dal peccato; dona al mondo intero la pace nella verità, nella giustizia, nella libertà e nell' amore.

 

A SAN GIUSEPPE

Dio, nostro Padre, che nel tuo disegno di salvezza hai scelto san Giuseppe come sposo di Maria, madre del tuo Figlio, fa' che egli continui dal cielo la sua premurosa custodia su di noi che lo veneriamo come protettore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

 

AI SS, PIETRO E PAOLO

Signore, Dio nostro, che con la predicazione dei santi apostoli Pietro e Paolo hai dato alla Chiesa le primizie della fede cristiana, per loro intercessione vieni in nostro aiuto e guidaci nel cammino della salvezza eterna. Per Cristo nostro Signore. Amen.

(Manzoni).

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Le principali verità della fede Cristiana

VERITÀ PRINCIPALI DELLA FEDE CRISITANA

 

ORIGINE E FINE DELLA VITA

Dio ci ha creati.

Dio è l' Essere perfettissimo ed eterno, pienezza e fonte di ogni bene, creatore e Signore di tutte le cose.

Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita, e goderlo per sempre in paradiso.

 

I DUE MISTERI PRINCIPALI DELLA FEDE

1 – Vi è un solo Dio un tre persone; Padre, Figlio e Spirito Santo.

2 – Il Figlio, rimanendo vero Dio, si è fatto anche vero uomo, chiamato Gesù Cristo, e come uomo ha patito, è morto ed è risorto per redimerci dai peccati.

I DIECI COMANDAMENTI DI DIO

Io sono il Signore Dio tuo:

1 – Non avrai altro Dio fuori di me.

2 – Non nominare il nome di Dio in vano.

3 - Ricordati di santificare le feste.

4 - Onora tuo padre e tua madre.

5 - Non uccidere.

6 - Non commettere atti impuri.

7 - Non rubare.

8 - Non dire falsa testimonianza.

9 - Non desiderare la donna d' altri.

10- Non desiderare la roba d' altri.

 

I CINQUE PRECETTI DELLA CHIESA

 

 

1 - Partecipare alla Messa la domenica e le altre feste comandate.

2 – Rispettare i tempi e giorni di penitenza.

3 - Confessarsi almeno un volta all’anno comunicarsi almeno a Pasqua.

4 - Sowenire alle necessità materiali della Chiesa, ciascuno in base alle proprie possibilità.

5 - Non celebrare solennemente le nozze nei tempi proibiti.

 

 

I SETTE SACRAMENTI

 

1 - Battesimo

2 - Confermazione o Cresima

3 - Eucaristia

4 - Penitenza o Riconciliazione

5 - Unzione degli infermi

6 - Ordine

7 - Matrimonio

 

I DUE PRECETTI DELLA CARITÀ

 

1 - Amerai il Signore tuo Dio, con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. 2 - Amerai il tuo prossimo come te stesso.

 

I SETTE PRECETTI DI MISERICORDIA CORPORALE

1 - Dar da mangiare agli affamati

2 - Dar da bere agli assetati

3 - Vestire gli ignudi

4 - Alloggiare i pellegrini

5 - Visitare gli infermi

6 - Visitare i carcerati

7 - Seppellire i morti

 

 

I SETTE PRECETTI DI MISERICORDIA SPIRITUALE

 

1 - Consigliare i dubbiosi.

2 - Insegnare a chi non sa.

3 - Ammonire i peccatori.

4 - Consolare gli afflitti.

5 - Perdonare le offese.

6 - Sopportare pazientemente le persone moleste.

7 - Pregare Dio per i vivi e per i morti.

 

LE TRE VIRTÙ TEOLOGALI

 

 

1- La Fede

2 - La Speranza

3 - La Carità

 

LE QUATTRO VIRTÙ CARDINALI

 

1- La Prudenza

2 - La Giustizia 3 - La Fortezza

4 - La Temperanza

 

I SETTE DONI DELLO SPIRITO SANTO

 

1 - Sapienza

2 - Intelletto

3 - Consiglio

4 - Fortezza

5 - Scienza

6 - Pietà

7 - Timor di Dio

 

 

LE BEATITUDINI EVANGELICHE

 

1 - Beati i poveri in spirito, perche di essi è il regno dei cieli.

2 - Beati gli afflitti, perche saranno consolati.

3 - Beati i miti, perche erediteranno la terra.

4 - Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia, perche saranno saziati.

5 - Beati i misericordiosi , perche troveranno misericordia.

6 - eeati i puri di cuore, perche vedranno Dio.

7 - Beati gli operatori di pace, perche saranno chiamati figli di Dio.

8 - Beati i perseguitati a causa della giustizia, perche di essi è il regno dei cieli.

 

(M t 5,3-10)

 

I SETTE VIZI CAPITALI

 

1 - Superbia

2 - Avarizia 3 - Lussuria

4 - Ira

5 - Gola

6 - Invidia

7 - Pigrizia o Accidia

 

I PECCATI CONTRO LO SPIRITO SANTO

 

1 - Disperazione della salvezza.

2 - Presunzione di salvarsi senza merito.

3 - Impugnare la verità conosciuta.

4 - Invidia della grazia altrui.

5 - Ostinazione nei peccati.

6 - Impenitenza finale.

 

I QUATTRO PECCATI CHE GRIDANO VENDETTA AL COSPETTO DI DIO

 

1 - Omicidio volontario.

2 - Peccato impuro contro natura.

3 - Oppressione dei poveri.

4 - Defraudare la mercede agli operai.

 

I QUATTRO NOVISSIMI

 

1 - La Morte

2 - Il Giudizio

3 – L’ Inferno

4 - Il Paradiso

 

 

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Sette regole per una vita Cristiana

Sette regole per una vita

cristiana prosperosa

 

1)nbsp;   Non trascurare mai la preghiera privata e quotidiana; e quando preghi, ricorda che Dio è presente e che Egli ascolta ed esaudisce la preghiera.

Geremia 33:3

"Invocami, e io ti risponderò, ti annunzierò cose grandi e impenetrabili che tu non conosci".

Matteo 6:6

Tu invece, quando preghi, entra nella tua camere e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

 

2)nbsp;   Non trascurare mai la lettura della Bibbia, privata e quotidiana; e quando leggi, ricorda che è Dio che ti sta parlando. Credi nella Sua Parola ed agisci in base ad Essa.

2 Timoteo 2:15

Sforzati di presentarti davanti a Dio come un uomo degno di approvazione, un lavoratore che non ha da vergognarsi, uno scrupoloso dispensatore della Parola della verità.

Giosuè 1:8

Non si allontani dalla tua bocca il libro di questa legge, ma mèditalo giorno e notte, perché tu cerchi di agire secondo quanto vi è scritto; poiché allora tu porterai a buon fine le tue imprese e avrai successo.

 

3)nbsp;   Non chiedere mai a Dio qualcosa di cui non hai bisogno. DiGli la verità su te stesso. ChiediGli che Egli ti renda conforme alla Sua volontà.

Giacomo 4:3

chiedete e non ottenete perché chiedete male, per spendere per i vostri piaceri.

Matteo 6:33

Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta.

 

4)nbsp;   Non lasciare mai passare un giorno senza provare a fare qualcosa per Gesù. Ogni sera rifletti su ciò che Gesù ha fatto per te e chiediti: "Ho fatto il mio meglio per Lui?" Se non è stato il caso, fallo!

Matteo 5:13-16

13 Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null' altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. 14 Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, 15 né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. 16 Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.

 

5)nbsp;   Se sei nel dubbio circa qualche cosa, se non sai se è giusto o sbagliato, chiedi la benedizione di Dio. Se non la ricevi, vuol dire che è sbagliato.

Colossesi 3:17

E tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre.

 

6)nbsp;   Non ti basare mai sul cristianesimo degli altri. Chiediti sempre: "Come agirebbe Gesù al posto mio?" e cerca di imitarLo.

Ebrei 12:1-2

1 Anche noi dunque, circondati da un così gran nugolo di testimoni, deposto tutto ciò che è di peso e il peccato che ci assedia, corriamo con perseveranza nella corsa che ci sta davanti, 2 tenendo fisso lo sguardo su Gesù, autore e perfezionatore della fede. Egli in cambio della gioia che gli era posta innanzi, si sottopose alla croce, disprezzando l' ignominia, e si è assiso alla destra del trono di Dio.

 

 

7)nbsp;   Non credere mai ai tuoi sentimenti se essi sono in contrasto con la Parola di Dio. Credi in Dio e non fidarti del tuo stato d’animo.

1Giovanni 5:9-13

9 Se accettiamo la testimonianza degli uomini, la testimonianza di Dio è maggiore; e la testimonianza di Dio è quella che ha dato al suo Figlio. 10 Chi crede nel Figlio di Dio, ha questa testimonianza in sé. Chi non crede a Dio, fa di lui un bugiardo, perché non crede alla testimonianza che Dio ha reso a suo Figlio. 11 E la testimonianza è questa: Dio ci ha dato la vita eterna e questa vita è nel suo Figlio. 12 Chi ha il Figlio ha la vita; chi non ha il Figlio di Dio, non ha la vita. 13 Questo vi ho scritto perché sappiate che possedete la vita eterna, voi che credete nel nome del Figlio di Dio.

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Le preghiere da recitare giornalmente

PREGHIERE QUOTIDIANE

Mio Dio, vi adoro e v’amo con tutto il mio cuore.
Vi ringrazio di tutti i benefici, e specialmente di avermi conservato in questa notte.
Vi offro quanto farò e patirò in questo giorno, in unione delle azioni e patimenti di Gesù e di Maria, con intenzioni di acquistare tutte le indulgenze che posso.
Propongo di fuggire ogni peccato, e specialmente il tale... (è bene si faccia il proposito particolare su quel difetto, dove si suole più spesso cadere), e vi prego per l’amore di Gesù a darmi la perseveranza. Propongo, particolarmente nelle cose contrarie di uniformarmi alla vostra santa volontà, con dir sempre: Signore, sia fatto quel che volete voi.
Gesù, mio tenetemi la vostra santa mano sul capo. Maria SS., custoditemi voi sotto il vostro manto. E voi, Eterno Padre, aiutatemi per amore di Gesù e di Maria. Angelo mio Custode, Santi miei avvocati, assistetemi. (Sant' Alfonso Maria de Liguori).

PADRE NOSTRO

Padre Nostro che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno e sia fatta la tua volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male. Amen

AVE MARIA

Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te. Tu sei la benedetta fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno Gesù. Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori adesso e nell' ora della nostra morte. Amen

GLORIA

Gloria al Padre, al Figlio ed allo Spirito Santo, come era nel principio e ora e sempre nei secoli dei secoli. Amen

IL CREDO

Credo in un solo Dio, Padre Onnipotente, creatore del cielo e della terra, di tutte le cose visibili e invisibili.

Credo in un solo Signore Gesù Cristo unigenito figlio di Dio nato dal Padre prima di tutti i secoli. Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre. Per mezzo di Lui tutte le cose sono state create. Per noi uomini e per la nostra salvezza discese dal cielo e per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo. Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato, morì e fu sepolto e il terzo giorno è resuscitato secondo le Scritture ed è salito al Cielo e siede alle destra del Padre e di nuovo verrà nella gloria per giudicare i vivi e i morti ed il suo Regno non avrà fine.

Credo nello Spirito Santo che è Signore e dà la vita e procede dal Padre e dal Figlio e con il Padre ed il Figlio è adorato e glorificato e ha parlato per mezzo dei profeti.

Credo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica.

Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati e aspetto la resurrezione dei morti e la vita del mondo che verrà. Amen

SALVE REGINA

Salve Regina, madre di misericordia, vita dolcezza e speranza nostra, salve. A te ricorriamo noi esuli figli di Eva; a te sospiriamo gementi a piangenti in questa valle di lacrime. Orsù dunque, avvocata nostra, rivolgi a noi gli occhi tuoi misericordiosi e mostraci dopo questo esilio Gesù, il frutto benedetto del tuo seno. O clemente, o pia, o dolce Vergine Maria.

ANGELO DI DIO

Angelo di Dio che sei il mio custode, illumina, custodisci, reggi e governa a me che ti fui affidato dalla Pietà Celeste. Amen

OFFERTA DELLA GIORNATA AL CUORE DI GESÚ

Cuore divino di Gesù, io ti offro, per mezzo del cuore immacolato di Maria, Madre della Chiesa in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere e le azione, le gioie e le sofferenze di questo giorno, in riparazione dei peccati, e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazie dello Spirito Santo. A gloria del divin Padre.Amen.

ATTO DI FEDE

Mio Dio, perché sei verità infallibile, credo tutto quello che tu hai rivelato e la santa Chiesa ci propone a credere. Credo in te, unico vero Dio in tre persone uguali e distinte, Padre, Figlio e Spirito Santo. Credo in Gesù Cristo, Figlio di Dio, incarnato, morto e risorto per noi, il quale darà a

ciascuno, secondo i meriti, il premio o la pena eterna. Conforme a questa fede voglio sempre vivere.

Signore, accresci la mia fede.

ATTO DI SPERANZA

Mio Dio, spero dalla tua bontà, per le tue promesse e per i meriti di Gesù Cristo nostro Salvatore, la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla con le buone opere che io debbo e voglio fare. Signore, che io possa goderti in eterno.

ATTO DI CARITÀ

Mio Dio, ti amo con tutto il cuore sopra ogni cosa, perché sei bene infinito e nostra eterna felicità; e per amor tuo amo il prossimo come me stesso e perdono le offese ricevute. Signore, che io ti ami sempre più

ATTO DI DOLORE

Mio Dio mi pento e mi dolgo con tutto il cuore dei miei peccati perché peccando ho meritato i tuoi castighi e molto più perché ho offeso Te infinitamente buono e degno di essere amato sopra ogni cosa. Propongo col Tuo santo aiuto di non offenderti mai più e di fuggire le occasioni prossime di peccato, Signore misericordia, perdonami.

ETERNO RIPOSO

L' Eterno riposo dona loro o Signore e splenda ad essi la Luce Perpetua, riposino in pace. Amen

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pregare con la Bibbia

PREGARE CON LA BIBBIA.


Ecco alcuni salmi e brani biblici per alcune situazioni particolari. Possono diventare "momenti preziosi" se condivisi con Dio. Infatti "Tutto ciò che è scritto nella Bibbia è ispirato da Dio, e quindi è utile per insegnare la verità, per convincere, per correggere gli errori ed educare a vivere in modo giusto. E così ogni uomo di Dio, può essere perfettamente pronto, ben preparato a compiere ogni opera buona"

2 Timoteo 3, 16-17

 

 

Quando sei triste

Salmi 33; 40; 42; 51; Vangelo di Giovanni cap. 14

 

Quando gli amici ti abbandonano

Salmi 26; 35; Vangelo di Matteo cap. 10; Vangelo di Luca cap. 17; Lettera ai Romani cap.12

 

Quando hai peccato

Salmi 50; 31; 129; Vangelo di Luca cap. 15 e 19, 1-10

 

Quando vai in Chiesa

Salmi 83; 121

 

Quando ti trovi nei pericoli Salmi 20; 69; 90; Vangelo di Luca cap. 8,22-25

 

Quando Dio ti sembra lontano

Salmi 59; 138; Isaia 55,6-9; vangelo di Matteo cap. 6,25-34

 

Quando ti senti depresso Salmi 12; 23; 30; 41; 42; Prima lettera di Giovanni 3, 1-3

 

 

Quando ti assale il dubbio Salmo 108; Vangelo di Luca cap. 9, 18-22;

Vangelo di Giovanni cap. 20, 19-29

 

Quando ti senti sopraffatto Salmi 22; 42; 45; 55; 63

 

Quando senti il bisogno di pace

Salmo 1; 4; 85; Vangelo di Luca cap. 10,38-42; Lettera agli Efesini 2, 14-18

 

Quando senti il bisogno di pregare

Salmi 6. 20. 22. 25. 42. 62.

, , , , , , vangelo di Matteo cap. 6,5-15; Vangelo di Luca cap. 11,1-3

 

Quando sei malato

Salmi 6; 32; 38; 40; Isaia 38, 10-20: Vangelo di Matteo cap. 26,39; Lettera ai Romani 5,3-5; Lettera agli Ebrei 12,1-11; Lettera a Tito 5,11

 

Quando sei nella tentazione

Salmi 21; 45; 55; 130; Vangelo di Matteo cap. 4,1-11; Vangelo di Marco cap. 9,42; Vangelo di Luca cap. 21 ,33-36

 

Quando sei nel dolore Salmi 16; 31; 34; 37; 38; Vangelo di matteo cap. 5,3-12

 

Quando sei stanco

Salmi 4; 27; 55; 60; 90; Vangelo di Matteo cap. 11,28-30

 

Quando senti il bisogno di ringraziare

Salmi 18; 65; 84; 92; 95; 100;

 

103; 116; 136; 147; Prima lettera ai Tessalonicesi 5, 18; Lettera ai Colossesi 3, 12-17; Vangelo di Luca cap. 17,11-19

 

Quando sei nella gioia Salmi 8; 97; 99; Vangelo di Luca cap. 1 ,46-56; Lettera ai Filippesi 4,4-7

 

Quando hai bisogno di un pò di coraggio

Salmo 139; 125; 144; 146; Giosuè 1; Geremia 1,5-10.

 

Quando stai per metterti in viaggio

Salmo 121

 

Quando ammiri la natura Salmo 8; 104; 147; 148.

 

Quando hai voglia di criticare

Prima lettera ai Corinti 13.

 

Quando ti sembra che l' accusa sia ingiusta

Salmo 3; 26; 55; Isaia 53; 3-12.

 

Prima di confessarsi

Salmo 103 insieme al cap. 15 di S. Luca.

 

 

 

 

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Pie invocazioni

Pie invocazioni

(dal Manuale delle indulgenze, libreria Editrice Vaticana, 1999) Per le pie invocazioni è da tenere presente quanto segue:

L' invocazione, quanto all' indulgenza, non si considera più come cosa a sé stante, ma come complemento dell' azione con la quale il fedele, nel compiere i suoi doveri e nel sopportare le avversità della vita, innalza con umile fiducia l' animo a Dio. Pertanto la pia invocazione completa l' elevazione della mente ed entrambe sono come gemma, che si inserisce nelle attività comuni e le adorna, e come sale che da loro il giusto sapore.

E da preferirsi l' invocazione che meglio si adatta alle varie circostanze ed ai diversi stati d' animo e che o viene spontanea mente in mente oppure è scelta fra quelle entrate nell' uso dei fede li, delle quali sotto si da un breve elenco.

L' invocazione può essere brevissima, di una o poche parole, e può essere soltanto mentale. Ecco qualche esempio: Dio mio Padre • Gesù • Sia lodato Gesù Cristo (o altro saluto cri stiano) • Credo in te, o Signore <

Elenco di alcune invocazioni entrate nell ' uso dei fedeli

Ti adoro Spero in te Ti amo Tutto per te • Ti rendo grazie (oppure Grazie a Dio) Dio sia benedetto (oppure Benediciamo il Signore) Venga il tuo regno • Sia fatta la tua volontà • Come a Dio piace Aiutami, o Dio Confortami Ascoltami (oppure Ascolta la mia preghiera) Salvami Abbi pietà di me • Perdonami, o Signore Non permettere che io mi separi da te • Non abbandonarmi • Ave, o Maria * Gloria a Dio nell' alto dei cieli • Sei grande, o Signore.

• Ave, o croce, unica speranza.

• Ci benedica insieme con il suo Figlio la Vergine Maria.

• Cristo vince, Cristo regna, Cristo impera.

• Cuor di Gesù, ardente di amore per noi, infiamma il nostro cuore di amore per te.

• Cuor di Gesù, confido in te.

• Cuor di Gesù, tutto per te.

• Cuore sacratissimo di Gesù, abbi pietà di noi.

• Dolce Cuore di Maria, sii la salvezza mia.

• Gesù, Maria, Giuseppe.

• Gesù, Giuseppe e Maria, vi dono il cuore e l' anima mia. Gesù, Giuseppe e Maria, assistetemi nell' ultima agonia. Gesù, Giuseppe e Maria, spiri in pace con voi l' anima mia.

• Gesù, mite ed umile di cuore, rendi il nostro cuore simile al tuo.

• Gloria al Padre e al Figlio e allo Spirito Santo.

• Insegnami a compiere il tuo volere, perché sei tu il mio Dio.

• Lascia o Vergine santa, che io ti lodi; dammi forza contro i tuoi nemici.

• Madre dolorosa, prega per me.

• Madre mia, fiducia mia.

• Manda, Signore, nuovi operai nella tua messe.

• Mio Dio, mio tutto.

• Mio Signore e mio Dio.

• Noi ti adoriamo, o Cristo, e ti benediciamo, con la tua croce hai redento il mondo.

• O Dio, abbi pietà di me peccatore.

• O Maria, concepita senza peccato, prega per noi.

• O Misericordioso Signore Gesù, dona loro il riposo.

• Padre, nelle tue mani consegno il mio spirito.

• Prega per noi, santa Madre di Dio, e rendici degni delle promesse di Cristo.

• Resta con noi, Signore.

• Salvaci Signore, siamo in pericolo.

• Santa Madre di Dio, sempre Vergine Maria, intercedi per noi.

• Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi.

• Sia benedetta la santa Trinità.

• Sia lodato e ringraziato ogni momento il santissimo e divinissimo Sacramento.

"Gesù e Maria, vi amo! Salvate le anime dei sacerdoti, salvate le anime. Ve lo chiediamo supplichevoli e concedeteci di poter ripetere questo atto d' amore mille volte, ad ogni respiro, ad ogni palpito ". "Gesù e Maria, vi amo! Salvate le anime".

"Io amo il Sacro Cuore e prego per le anime del purgatorio ".

"Degnati, Signore, di ricompensare con la vita eterna tutti quelli che ci fanno del bene per amore tuo ".

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Indulgenza Anno Sacerdotale

Tratto dal sito del Vaticano

PENITENZIERIA APOSTOLICA

CAPPELLO AL DECRETO

 

Come già annunciato, il Santo Padre Benedetto XVI ha deciso di indire uno speciale “Anno Sacerdotale”, in occasione del 150Ý anniversario della morte del Santo Curato d’Ars, Giovanni Maria Vianney, luminoso modello di Pastore, pienamente dedito al servizio del popolo di Dio. Durante l’Anno Sacerdotale”, che avrà inizio il 19 giugno 2009 e si concluderà il 19 giugno 2010, viene concesso il dono di speciali Indulgenze, secondo quanto descritto nel Decreto della Penitenzieria Apostolica, che viene reso noto oggi.

URBIS ET ORBIS

D E C R E T O

Si arricchiscono del dono di Sacre Indulgenze, particolari esercizi di pietà, da svolgersi durante l’Anno Sacerdotale indetto in onore di San Giovanni Maria Vianney.

 

+ imminente il giorno in cui si commemoreranno i 150 anni dal pio transito in cielo di San Giovanni Maria Vianney, Curato d’Ars, che quaggiù in terra è stato un mirabile modello di vero Pastore al servizio del gregge di Cristo.

Poiché il suo esempio è adatto per incitare i fedeli, e principalmente i sacerdoti, ad imitare le sue virtù, il Sommo Pontefice Benedetto XVI ha stabilito che, per questa occasione, dal 19 giugno 2009 al 19 giugno 2010 sia celebrato in tutta la Chiesa uno speciale Anno Sacerdotale, durante il quale i sacerdoti si rafforzino sempre più nella fedeltà a Cristo con pie meditazioni, sacri esercizi ed altre opportune opere.

Questo sacro periodo avrà inizio con la solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù, giornata di santificazione sacerdotale, quando il Sommo Pontefice celebrerà i Vespri al cospetto delle sacre reliquie di San Giovanni Maria Vianney, portate a Roma dall’Ecc.mo Vescovo di Belley-Ars. Sempre il Beatissimo Padre concluderà l’Anno Sacerdotale in piazza S. Pietro, alla presenza di sacerdoti provenienti da tutto il mondo, che rinnoveranno la fedeltà a Cristo e il vincolo di fraternità.

I sacerdoti si impegnino, con preghiere e buone opere, per ottenere dal Sommo ed Eterno Sacerdote Cristo la grazia di risplendere con la Fede, la Speranza, la Carità e le altre virtù, e mostrino con la condotta di vita, ma anche con l’aspetto esteriore, di essere pienamente dediti al bene spirituale del popolo; ci= che sopra ogni altra cosa la Chiesa ha sempre tenuto a cuore.

Per conseguire al meglio il fine desiderato, gioverà molto il dono delle Sacre Indulgenze, che la Penitenzieria Apostolica, con il presente Decreto emesso in conformità al volere dell’Augusto Pontefice, benignamente elargisce durante l’Anno Sacerdotale:

A.- Ai sacerdoti veramente pentiti, che in qualsiasi giorno devotamente reciteranno almeno le Lodi mattutine o i Vespri davanti al SS.mo Sacramento, esposto alla pubblica adorazione o riposto nel tabernacolo, e, sull’esempio di San Giovanni Maria Vianney, si offriranno con animo pronto e generoso alla celebrazione dei sacramenti, soprattutto della Confessione, viene impartita misericordiosamente in Dio l’Indulgenza plenaria, che potranno anche applicare ai confratelli defunti a modo di suffragio, se, in conformità alle disposizioni vigenti, si accosteranno alla confessione sacramentale e al Convivio eucaristico, e se pregheranno secondo le intenzioni del Sommo Pontefice.

Ai sacerdoti viene inoltre concessa l’Indulgenza parziale, anche applicabile ai confratelli defunti, ogni qual volta reciteranno devotamente preghiere debitamente approvate per condurre una vita santa e per adempiere santamente agli uffici a loro affidati.

B.- A tutti i fedeli veramente pentiti che, in chiesa o in oratorio, assisteranno devotamente al divino Sacrificio della Messa e offriranno, per i sacerdoti della Chiesa, preghiere a Gesù Cristo, Sommo ed Eterno Sacerdote, e qualsiasi opera buona compiuta in quel giorno, affinché li santifichi e li plasmi secondo il Suo Cuore, è concessa l’Indulgenza plenaria, purché abbiano espiato i propri peccati con la penitenza sacramentale ed innalzato preghiere secondo l’intenzione del Sommo Pontefice: nei giorni in cui si apre e si chiude l’Anno Sacerdotale, nel giorno del 150Ý anniversario del pio transito di San Giovanni Maria Vianney, nel primo giovedì del mese o in qualche altro giorno stabilito dagli Ordinari dei luoghi per l’utilità dei fedeli.

Sarà molto opportuno che, nelle chiese cattedrali e parrocchiali, siano gli stessi sacerdoti preposti alla cura pastorale a dirigere pubblicamente questi esercizi di pietà, celebrare la Santa Messa e confessare i fedeli.

Agli anziani, ai malati, e a tutti quelli che per legittimi motivi non possano uscire di casa, con l’animo distaccato da qualsiasi peccato e con l’intenzione di adempiere, non appena possibile, le tre solite condizioni, nella propria casa o là dove l’impedimento li trattiene, verrà ugualmente elargita l’Indulgenza plenaria se, nei giorni sopra determinati, reciteranno preghiere per la santificazione dei sacerdoti, e offriranno con fiducia a Dio per mezzo di Maria, Regina degli Apostoli, le malattie e i disagi della loro vita.

+ concessa, infine, l’Indulgenza parziale a tutti i fedeli ogni qual volta reciteranno devotamente cinque Padre Nostro, Ave Maria e Gloria, o altra preghiera appositamente approvata, in onore del Sacratissimo Cuore di Gesù, per ottenere che i sacerdoti si conservino in purezza e santità di vita.

Il presente Decreto è valido per tutta la durata dell’Anno Sacerdotale. Nonostante qualsiasi disposizione contraria.

Dato in Roma, dalla sede della Penitenzieria Apostolica, il 25 aprile, festa di S. Marco Evangelista, anno dell’Incarnazione del Signore 2009.

 

James Francis Card. Stafford
Penitenziere Maggiore

 

Gianfranco Girotti, O. F. M. Conv.
Vesc. Tit. di Meta, Reggente

 

L. + S.
Prot. N. 136/09/I

 

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INDULGENTIARUM DOCTRINA

INDULGENTIARUM DOCTRINA

Costituzione Apostolica
di Sua Santità
Paolo PP. VI

 

1. La dottrina e l’uso delle indulgenze, da molti secoli in vigore nella chiesa cattolica, hanno un solido fondamento nella divina rivelazione, la quale, tramandataci dagli apostoli, "progredisce nella chiesa con l’assistenza dello Spirito santo", mentre "la chiesa, nel corso dei secoli, tende incessantemente alla pienezza della divina verità, fino a quando in essa siano portate a compimento le parole di Dio". Per una esatta intelligenza di questa dottrina e del suo benefico uso è necessario, per=, che siano ricordate alcune verità, che tutta la chiesa, illuminata dalla parola di Dio, ha sempre creduto come tali e che i vescovi, successori degli apostoli, e in primo luogo i romani pontefici, successori di Pietro, sia mediante la prassi pastorale sia con documenti dottrinali, hanno insegnato nel corso dei secoli e tuttora insegnano.

2. + dottrina divinamente rivelata che i peccati comportino pene infinite dalla santità e giustizia di Dio, da scontarsi sia in questa terra, con i dolori, le miserie e le calamità di questa vita e soprattutto con la morte, sia nell’aldilà anche con il fuoco e i tormenti o con le pene purificatrici. Perci= i fedeli furono sempre persuasi che la via del male offre a chi la intraprende molti ostacoli, amarezze e danni. Le quali pene sono imposte secondo giustizia e misericordia da Dio per la purificazione delle anime, per la difesa della santità dell’ordine morale e per ristabilire la gloria di Dio nella sua piena maestà. Ogni peccato, infatti, causa una perturbazione nell’ordine universale, che Dio ha disposto nella sua ineffabile sapienza ed infinita carità, e la distruzione di beni immensi sia nei confronti dello stesso peccatore che nei confronti della comunità umana. Il peccato, poi, è apparso sempre alla coscienza di ogni cristiano non soltanto come trasgressione della legge divina, ma anche, sebbene non sempre in maniera diretta ed aperta, come disprezzo e misconoscenza dell’amicizia personale tra Dio e l’uomo. Così come è pure apparso vera ed inestimabile offesa di Dio, anzi ingrata ripulsa dell’amore di Dio offerto agli uomini in Cristo, che ha chiamato amici e non servi i suoi discepoli.

3. + necessario, allora, per la piena remissione e riparazione dei peccati non solo che l’amicizia di Dio venga ristabilita con una sincera conversione della mente e che sia riparata l’offesa arrecata alla sua sapienza e bontà, ma anche che tutti i beni sia personali che sociali o dello stesso ordine universale, diminuiti o distrutti dal peccato, siano pienamente reintegrati o con la volontaria riparazione che non sarà senza pena o con l’accettazione delle pene stabilite dalla giusta e santissima sapienza di Dio, attraverso le quali risplendano in tutto il mondo la santità e lo splendore della sua gloria. Inoltre l’esistenza e la gravità delle pene fanno comprendere l’insipienza e la malizia del peccato e le sue cattive conseguenze. Che possano restare e che di fatto frequentemente rimangano pene da scontare o resti di peccati da purificare anche dopo la remissione della colpa, lo dimostra molto chiaramente la dottrina sul purgatorio: in esso, infatti, le anime dei defunti che "siano passate all’altra vita nella carità di Dio veramente pentite, prima che avessero soddisfatto con degni frutti di penitenza per le colpe commesse e per le omissioni", vengono purificate dopo morte con pene purificatrici. La stessa cosa è messa in buona evidenza dalle preghiere liturgiche, con le quali la comunità cristiana ammessa alla santa comunione si rivolge a Dio fin da tempi antichissimi: "perché noi, che giustamente siamo sottoposti ad afflizioni a causa dei nostri peccati misericordiosamente possiamo esserne liberati per la gloria del tuo nome". Inoltre tutti gli uomini peregrinanti sulla terra commettono ogni giorno almeno qualche leggero peccato; per cui tutti hanno bisogno della misericordia di Dio per essere liberati dalle pene conseguenti il peccato.

4. Regna tra gli uomini, per arcano e benigno mistero della divina volontà, una solidarietà soprannaturale, per cui il peccato di uno nuoce anche agli altri, così come la santità di uno apporta beneficio agli altri. In tal modo i fedeli si prestano vicendevolmente l’aiuto per conseguire il loro fine soprannaturale. Una testimonianza di questa solidarietà si manifesta nello stesso Adamo, il peccato del quale passa per "propagazione" in tutti gli uomini. Ma Cristo stesso nella cui comunione Dio ci ha chiamato, è maggiore e più perfetto principio, fondamento ed esemplare di questa soprannaturale solidarietà.

5. Cristo, infatti, "il quale non commise peccato", "patì per noi", "fu ferito per le nostre iniquità, schiacciato per i nostri delitti... per le sue piaghe siamo stati guariti". Seguendo le orme di Cristo, i fedeli cristiani sempre si sono sforzati di aiutarsi vicendevolmente nella via che va al Padre celeste, mediante la preghiera, lo scambio di beni spirituali e la espiazione penitenziale; più erano animati dal fervore della carità tanto maggiormente imitavano Cristo sofferente, portando la propria croce in espiazione dei propri e degli altrui peccati, persuasi di poter aiutare i loro fratelli presso Dio, Padre delle misericordie, a conseguire la propria salvezza., è questo l’antichissimo dogma della comunione dei santi, mediante il quale la vita dei singoli figli di Dio in Cristo e per mezzo di Cristo viene congiunta con legame meraviglioso alla vita di tutti gli altri fratelli cristiani nella soprannaturale unità del corpo mistico di Cristo, fin quasi a formare una sola mistica persona.

In tal modo si manifesta il "tesoro della chiesa". Infatti, non lo si deve considerare come la somma di beni materiali, accumulati nel corso dei secoli, ma come l’infinito ed inesauribile valore che le espiazioni e i meriti di Cristo hanno presso il Padre ed offerti perché tutta l’umanità fosse liberata dal peccato e pervenisse alla comunione con il Padre; è lo stesso Cristo redentore, in cui sono e vivono le soddisfazioni ed i meriti della sua redenzione. Appartiene inoltre a questo tesoro il valore veramente immenso, incommensurabile e sempre nuovo che presso Dio hanno le preghiere e le buone opere della beata vergine Maria e di tutti i santi, i quali, seguendo le orme di Cristo signore per grazia sua, hanno santificato la loro vita e condotto a compimento la missione affidata loro dal Padre; in tal modo, realizzando la loro salvezza, hanno anche cooperato alla salvezza dei propri fratelli nell’unità del Corpo mistico.

"Tutti quelli, infatti, che sono di Cristo, vivificati dal suo Spirito, convengono in una sola chiesa e vicendevolmente ricevono compattezza in lui (cf. Ef 4,16). L’unità dunque di coloro che ancora sono peregrinanti sulla terra con i fratelli che dormono nella pace di Cristo, non viene assolutamente interrotta, anzi secondo la dottrina perenne della chiesa, viene rafforzata attraverso la comunione dei beni spirituali. Per il fatto che i beati sono uniti più profondamente a Cristo, rendono la chiesa più santa e contribuiscono al suo accrescimento ed alla sua edificazione (cf.1Cor 12,12-27). Raggiunta la patria e alla presenza del Signore (cf. 2Cor 5,8), essi per mezzo di lui, con lui ed in lui non cessano di intercedere per noi presso il Padre, offrendo i meriti che per mezzo dell’unico mediatore tra Dio e gli uomini, Cristo Gesù (cf. 1Tm 2,5), hanno conseguito sulla terra, servendo in tutto al Signore e completando nella loro carne ci= che manca alle tribolazioni di Cristo in vantaggio del corpo di lui, che è la chiesa (cf. Col 1,24). La nostra debolezza, allora, riceve non poco aiuto dalla loro fraterna sollecitudine". Per questo motivo tra i fedeli, che già hanno raggiunto la patria celeste o che stanno espiando le loro colpe nel purgatorio, o che ancora sono pellegrini sulla terra, esiste certamente un vincolo perenne di carità ed un abbondante scambio di tutti i beni, per mezzo dei quali, con la espiazione di tutti i peccati dell’intero corpo mistico, viene placata la giustizia; la misericordia di Dio viene così indotta al perdono, affinché al più presto i peccatori, sinceramente pentiti, possano essere introdotti a pieno godimento dei beni della famiglia di Dio.

6. La chiesa, consapevole di queste verità fin dai primi tempi, conobbe e intraprese varie vie, affinché i frutti della divina redenzione fossero applicati ai singoli fedeli e i fedeli cooperassero alla salute dei fratelli; e così tutto il corpo della chiesa fosse preparato nella giustizia e nella santità all’avvento perfetto del regno di Dio, quando Dio sarà tutto in tutte le cose. Gli stessi apostoli, infatti, esortavano i loro discepoli, perché pregassero per la salvezza dei peccatori; ed una antichissima consuetudine della chiesa ha conservato santamente questo uso soprattutto allorché i penitenti invocavano l’intercessione di tutta la comunità e quando i defunti venivano aiutati con suffragi e in particolar modo con l’offerta del sacrificio eucaristico. Anche le opere buone, e in particolare quelle penose alla fragilità umana, fin dai primi tempi venivano offerte a Dio per la salute dei peccatori. E poiché le sofferenze, che i martiri sostenevano per la fede e per la legge di Dio, venivano stimate di grande valore, i penitenti erano soliti ricorrere agli stessi martiri per essere aiutati dai loro meriti, al fine di ottenere dai vescovi una più rapida riconciliazione. Le preghiere, infatti, e le buone opere dei giusti erano stimate di così grande valore che si affermava che il penitente venisse lavato, mondato e redento con l’aiuto di tutto il popolo cristiano. In questo aiuto, tuttavia, si pensava che non fossero i fedeli singolarmente presi, e soltanto con le loro forze, ad adoperarsi per la remissione dei peccati degli altri fratelli; ma che fosse la stessa chiesa, in quanto unico corpo, unita al suo capo Cristo, a soddisfare nei singoli membri. La chiesa dei padri, poi, fu del tutto persuasa di perseguire l’opera della salvezza in comunione e sotto l’autorità dei pastori, che lo Spirito santo pose come vescovi a reggere la chiesa di Dio. I vescovi pertanto, valutando prudentemente ogni cosa, stabilivano il modo e la misura della soddisfazione da prestarsi, anzi permettevano che le penitenze canoniche fossero riscattate con altre opere, forse più facili, convenienti al bene comune e adatte ad alimentare la pietà, da essere compiute dagli stessi penitenti e talvolta dagli altri fedeli.

7. La convinzione esistente nella chiesa che i pastori del gregge del Signore potessero liberare i singoli fedeli da ci= che restava dei peccati con l’applicazione dei meriti di Cristo e dei santi, lentamente nel corso dei secoli, sotto l’ispirazione dello Spirito santo, che continuamente anima il popolo di Dio, port= all’uso delle indulgenze, con il quale si realizz= un progresso nella stessa dottrina e nella disciplina della chiesa, non un mutamento, e dal fondamento della rivelazione è stato tratto un nuovo bene ad utilità dei fedeli e di tutta la chiesa. L’uso delle indulgenze, propagatosi un po’ alla volta divenne nella storia della chiesa un fenomeno di notevoli proporzioni soprattutto allorché i romani pontefici stabilirono che alcune opere più convenienti al bene comune della chiesa "potessero sostituire tutta la penitenza" e ai fedeli "veramente pentiti e confessati dei loro peccati" e che avessero compiute tali opere concedevano "per la misericordia di Dio onnipotente.., confidando nei meriti e nell’autorità degli apostoli", "usando la pienezza della potestà apostolica", "il perdono non soltanto pieno ed abbondante, ma anche pienissimo dei loro peccati". "L’unigenito Figlio di Dio, infatti... ha procurato un tesoro alla chiesa militante e lo ha affidato al beato Pietro, clavigero del cielo, e ai successori di lui, suoi vicari in terra, perché lo dispensassero salutarmente ai fedeli e, per ragionevoli cause, lo applicassero misericordiosamente a quanti si erano pentiti e avevano confessato i loro peccati, talvolta rimettendo in maniera parziale la pena temporale dovuta per i peccati, sia in modo generale che particolare (come giudicavano opportuno nel Signore). Si sa che di questo tesoro costituiscono un accrescimento ulteriore anche i meriti della beata Madre di Dio e di tutti gli eletti".

8. Detta remissione di pena temporale dovuta per i peccati, già rimessi per quanto riguarda la colpa, con termine proprio è stata chiamata "indulgenza". Essa conviene in parte con gli altri mezzi o vie destinate ad eliminare ci= che rimane del peccato, ma nello stesso tempo si distingue chiaramente da essi. Nell’indulgenza, infatti, la chiesa facendo uso del suo potere di ministra della redenzione di Cristo signore, non soltanto prega, ma con intervento autoritativo dispensa al fedele ben disposto il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi in ordine alla remissione della pena temporale. Il fine che l’autorità ecclesiastica si propone nella elargizione delle indulgenze, è non solo di aiutare i fedeli a scontare le pene del peccato, ma anche di spingere gli stessi a compiere opere di pietà, di penitenza e di carità, specialmente quelle che giovano all’incremento della fede e al bene comune. Se poi i fedeli offrono le indulgenze in suffragio dei defunti coltivano in modo eccellente la carità e, mentre elevano la mente al cielo, ordinano più saggiamente le cose terrene. Il magistero della chiesa ha difeso ed esposto questa dottrina in vari documenti. Purtroppo nell’uso delle indulgenze si infiltrarono talvolta degli abusi, sia perché a causa di concessioni non opportune e superflue veniva avvilito il potere delle chiavi e la soddisfazione penitenziale veniva abolita, sia perché a causa di "illeciti profitti" veniva infamato il nome di indulgenza. Ma la chiesa, biasimando e correggendo tali abusi, "insegna e stabilisce che l’uso delle indulgenze deve essere conservato perché sommamente salutare al popolo cristiano e autorevolmente approvato da sacri concili, mentre condanna con anatema quanti asseriscono l’inutilità delle indulgenze e negano il potere esistente nella chiesa di concederle".

9. La chiesa pertanto invita anche ai nostri giorni tutti i suoi figli a valutare in pieno e a riflettere quanto l’uso delle indulgenze sia di aiuto per la vita dei singoli e di tutta la società cristiana. L’uso salutare delle indulgenze, tanto per ricordare le cose più importanti, insegna in primo luogo quanto sia "triste e amaro l’aver abbandonato il Signore Dio". I fedeli, infatti, quando acquistano le indulgenze, comprendono che con le proprie forze non sarebbero capaci di riparare al male, che con il peccato hanno arrecato a se stessi e a tutta la comunità e perci= sono stimolati ad atti salutari di umiltà. Inoltre l’uso delle indulgenze ci dice quanto intimamente siamo uniti in Cristo gli uni con gli altri e quanto la vita soprannaturale di ciascuno possa giovare agli altri, affinché anche questi più facilmente e più intimamente possano essere uniti al Padre. Pertanto l’uso delle indulgenze eccita efficacemente alla carità e la fa esercitare in modo eminente, allorché viene offerto un aiuto ai fratelli che dormono in Cristo.

10. Parimenti, il culto delle indulgenze ridesta la fiducia e la speranza di una piena riconciliazione con Dio Padre, in modo per= da non giustificare alcuna negligenza e da non diminuire in alcun modo lo sforzo per l’acquisto delle disposizioni richieste per la piena comunione con Dio. Le indulgenze, infatti, sebbene siano delle elargizioni gratuite, sono tuttavia concesse sia per i vivi che per i defunti solo a determinate condizioni. Per l’acquisto di esse invero si richiede, da una parte, che le opere prescritte siano state compiute e, dall’altra, che il fedele abbia le necessarie disposizioni; che, cioè, ami Dio, detesti il peccato, riponga la sua fiducia nei meriti di Cristo e creda fermamente nel grande aiuto che gli viene dalla comunione dei santi. Non è da dimenticare, inoltre, che acquistando le indulgenze i fedeli si sottomettono docilmente ai legittimi pastori della chiesa, e soprattutto al successore di Pietro, clavigero del cielo, ai quali lo stesso Salvatore ha affidato il compito di pascere e di governare la sua chiesa. La salutare istituzione delle indulgenze, pertanto, contribuisce a suo modo perché la chiesa si presenti a Cristo senza alcun difetto, ma santa ed immacolata, mirabilmente unita in Cristo nel vincolo soprannaturale della carità. Poiché, infatti, mediante le indulgenze i membri della chiesa purgante si uniscono più presto alla chiesa celeste per mezzo delle stesse indulgenze il regno di Cristo maggiormente e più celermente si instaura, "fino a quando tutti saremo uniti nella stessa fede e con la conoscenza del Figlio di Dio avremo costruito l’uomo perfetto, secondo la misura che ci è stata data dalla pienezza di Cristo".

11. La santa madre chiesa, perci=, avendo per fondamento tali verità, mentre di nuovo raccomanda ai suoi fedeli l’uso delle indulgenze, come cosa carissima al popolo cristiano per molti secoli e anche ai nostri giorni, a quanto attesta l’esperienza, non intende assolutamente diminuire il valore degli altri mezzi di santificazione e di purificazione e in primo luogo del sacrificio della messa e dei sacramenti, specialmente del sacramento della penitenza. Né vuole diminuire l’importanza di quegli aiuti abbondanti che sono i sacramentali e delle opere di pietà, di penitenza e di carità. Tutti questi mezzi hanno in comune il fatto che tanto più efficacemente causano la santificazione e la purificazione quanto più strettamente il fedele si unisce a Cristo capo e al corpo della chiesa con la carità. La preminenza della carità nella vita cristiana è confermata anche dalle indulgenze. Le indulgenze, infatti, non possono essere acquistate senza una sincera conversione e senza l’unione con Dio, a cui si aggiunge il compimento delle opere prescritte. Viene conservato dunque l’ordine della carità, nel quale si inserisce la remissione delle pene grazie alla distribuzione del tesoro della chiesa. La chiesa, infine, raccomandando ai suoi fedeli di non abbandonare né di trascurare le sante tradizioni dei padri, ma di accoglierle come un prezioso tesoro della famiglia cattolica e di tenerle nella dovuta stima, lascia tuttavia che ciascuno usi di questi mezzi di purificazione e di santificazione nella santa e giusta libertà dei figli di Dio; mentre incessantemente ricorda loro quelle cose che in ordine al conseguimento della salvezza sono da preferirsi perché necessarie o migliori e più efficaci. Per conferire poi maggiore dignità e stima all’uso delle indulgenze, la santa madre chiesa ha ritenuto opportuno apportare alcune innovazioni nella disciplina delle indulgenze, ed ha stabilito pertanto di fissare delle nuove norme.

12. Le norme che seguono apportano alcune opportune variazioni nella disciplina delle indulgenze, in conformità anche alle proposte fatte dalle conferenze episcopali. Le disposizioni del codice di diritto canonico e dei decreti della santa sede riguardanti le indulgenze, in quanto sono conformi alle nuove norme, restano invariate. Nel redigere le nuove norme si è cercato in particolar modo di stabilire una nuova misura con l’indulgenza parziale, di apportare una congrua riduzione al numero delle indulgenze plenarie e di dare alle indulgenze cosiddette reali e locali una forma più semplice e più dignitosa. Per quanto riguarda l’indulgenza parziale, abolendo, l’antica determinazione di giorni e di anni, si è stabilita una nuova norma o misura tenendo in considerazione la stessa azione del fedele, che compie un’opera indulgenziata. E poiché l’azione del fedele, oltre al merito che ne è il frutto principale, pu= anche ottenere una remissione di pena temporale tanto maggiore quanto più grande è il fervore del fedele e l’importanza dell’opera compiuta, si è ritenuto opportuno stabilire che questa stessa remissione della pena temporale che il fedele acquista con la sua azione, serva di misura per la remissione di pena che l’autorità ecclesiastica liberamente aggiunge con l’indulgenza parziale. + parso poi opportuno ridurre convenientemente il numero delle indulgenze plenarie, affinché il fedele le stimi maggiormente e possa acquistarle con le dovute disposizioni. Infatti si bada poco a ci= che si verifica frequentemente e poco si apprezza quello che si offre in abbondanza. D’altra parte molti fedeli hanno bisogno di un congruo spazio di tempo per prepararsi convenientemente all’acquisto dell’indulgenza plenaria. Per quanto riguarda le indulgenze reali o locali non solo è stato di molto ridotto il loro numero, ma ne è stato abolito anche il nome, perché più chiaramente appaia che sono indulgenziate le azioni compiute dai fedeli e non le cose o i luoghi che sono solo l’occasione per l’acquisto delle indulgenze. Anzi, gli iscritti alle pie associazioni possono acquistare le indulgenze loro proprie, compiendo le opere prescritte, senza che sia richiesto l’uso dei distintivi.

 

NORME

N. 1. L’indulgenza è la remissione dinanzi a Dio della pena temporale per i peccati, già rimessi quanto alla colpa, che il fedele, debitamente disposto e a determinate condizioni, acquista per intervento della chiesa, la quale, come ministra della redenzione, autoritativamente dispensa ed applica il tesoro delle soddisfazioni di Cristo e dei santi.

N. 2. L’indulgenza è parziale o plenaria secondo che libera in parte o in tutto dalla pena temporale dovuta per i peccati.

N. 3. Le indulgenze sia parziali che plenarie possono essere sempre applicate ai defunti a modo di suffragio.

N. 4. L’indulgenza parziale d’ora in poi sarà indicata con le sole parole "indulgenza parziale", senza alcuna determinazione di giorni o di anni.

N. 5. Il fedele, che almeno col cuore contrito compie una azione, alla quale è annessa l’indulgenza parziale, ottiene, in aggiunta alla remissione della pena temporale che percepisce con la sua azione, altrettanta remissione di pena per intervento della chiesa.

N. 6. L’indulgenza plenaria pu= essere acquistata una sola volta al giorno, salvo quanto è disposto al n. 18 per coloro che sono in punto di morte. L’indulgenza parziale invece pu= essere acquistata più volte al giorno, salvo esplicita indicazione in contrario.

N. 7. Per acquistare l’indulgenza plenaria è necessario eseguire l’opera indulgenziata e adempiere tre condizioni: confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del sommo pontefice. Si richiede inoltre che sia escluso qualsiasi affetto al peccato anche veniale. Se manca la piena disposizione o non sono poste le predette tre condizioni, l’indulgenza è solamente parziale, salvo quanto è prescritto al n. 11 per gli impediti.

N. 8. Le tre condizioni possono essere adempiute parecchi giorni prima o dopo di aver compiuto l’opera prescritta; tuttavia conviene che la comunione e la preghiera secondo le intenzioni del sommo pontefice siano fatte nello stesso giorno, in cui si compie l’opera.

N. 9. Con una sola confessione sacramentale si possono acquistare più indulgenze plenarie; ma con una sola comunione eucaristica e una sola preghiera secondo le intenzioni del sommo pontefice si lucra una sola indulgenza plenaria.

N. 10. Si adempie pienamente la condizione di pregare secondo le intenzioni del sommo pontefice, recitando secondo le sue intenzioni un Pater e un’Ave; è data tuttavia ai singoli fedeli la facoltà di recitare qualsiasi altra preghiera secondo la pietà e la devozione di ciascuno verso il romano pontefice.

N. 11. Ferma restando la facoltà concessa dal can. 935 del CIC ai confessori di commutare per gli impediti sia l’opera prescritta sia le condizioni richieste per l’acquisto delle indulgenze, gli ordinari locali possono concedere ai fedeli, sui quali esercitano la loro autorità a norma del diritto, se risiedono in luoghi dove in nessun modo o almeno molto difficilmente possono accostarsi ai sacramenti della comunione, di poter acquistare l’indulgenza plenaria senza l’attuale confessione e comunione, purché siano contriti e propongano di accostarsi ai predetti sacramenti appena è loro possibile.

N. 12. + abolita la divisione delle indulgenze in personali, reali e locali, perché più chiaramente appaia che le indulgenze sono concesse alle azioni dei fedeli, sebbene esse siano talvolta collegate ad un oggetto o ad un luogo.

N. 13. Il manuale delle indulgenze sarà riveduto in modo che solamente le più importanti preghiere e opere di pietà, di carità e di penitenza siano indulgenziate.

N. 14. Gli elenchi e i sommari delle indulgenze per gli ordini e congregazioni religiose, per le società che vivono in comune senza voti, per gli istituti secolari e per le pie associazioni di fedeli, saranno quanto prima riveduti, in modo che l’indulgenza plenaria possa lucrarsi soltanto in giorni particolari stabiliti dalla santa sede, su proposta del superiore generale o, se si tratta di pie associazioni, dell’ordinario del luogo.

N. 15. In tutte le chiese oratori pubblici o, per quelli che ne usano legittimamente, semipubblici, si pu= acquistare il 2 novembre una indulgenza plenaria da applicarsi soltanto ai defunti. Nelle chiese parrocchiali si pu= lucrare inoltre l’indulgenza plenaria due volte all’anno, cioè nella festa del santo titolare e il 2 agosto, in cui ricorre l’indulgenza della Porziuncola, oppure in altro giorno opportunamente stabilito dall’ordinario. Le predette indulgenze si possono acquistare o nei giorni sopra stabiliti, oppure, col consenso dell’ordinario, la domenica antecedente o successiva. Tutte le altre indulgenze concesse alle chiese od oratori dovranno quanto prima essere rivedute.

N. 16. L’opera prescritta per lucrare l’indulgenza plenaria annessa a una chiesa o a un oratorio consiste nella devota visita di questi luoghi sacri, recitando in essi un Pater e un Credo.

N. 17. Il fedele che devotamente usa un oggetto di pietà (crocifisso, croce, corona, scapolare, medaglia), debitamente benedetto da un sacerdote, pu= lucrare una indulgenza parziale. Se poi tale oggetto religioso è benedetto dal sommo pontefice o da un vescovo, i fedeli, che devotamente lo usano, possono acquistare anche l’indulgenza plenaria nella festa dei ss. apostoli Pietro e Paolo, aggiungendo per= la professione di fede con qualsiasi legittima formula.

N. 18. Al fedele in pericolo di morte, che non possa essere assistito da un sacerdote che gli amministri i sacramenti e gli impartisca la benedizione apostolica con l’annessa indulgenza plenaria a norma del can. 468,2 del CIC, la santa madre chiesa concede ugualmente l’indulgenza plenaria in punto di morte, purché sia bene disposto e abbia recitato durante la vita qualche preghiera. Per l’acquisto di tale indulgenza è raccomandabile l’uso del crocifisso o della croce. Questa stessa indulgenza plenaria in punto di morte pu= essere lucrata dal fedele, che nello stesso giorno abbia già acquistato un’altra indulgenza plenaria.

N. 19. Le norme stabilite circa l’indulgenza plenaria, specialmente quella recensita nel n. 6, si applicano anche alle indulgenze plenarie cosiddette "ogni volta che".

N. 20. La santa madre chiesa, massimamente sollecita per i fedeli defunti, ha stabilito di suffragarli nella più larga misura in tutte le messe, abolendo ogni particolare privilegio.

Le nuove norme, che regolano l’acquisto delle indulgenze, entreranno in vigore dopo tre mesi dalla data di pubblicazione di questa costituzione su "Acta Apostolicae Sedis". Le indulgenze, annesse all’uso degli oggetti di pietà, che non sono sopra riferite, cessano dopo tre mesi dalla data di pubblicazione della presente costituzione su "Acta Apostolicae Sedis". Le revisioni, di cui si tratta nei nn. 14 e 15, debbono essere proposte alla sacra penitenzieria apostolica entro un anno; trascorso un biennio dalla data di questa costituzione, le indulgenze, che non siano state confermate, decadranno. Queste nostre norme e prescrizioni al presente e per l’avvenire vogliamo che siano stabili ed efficaci, nonostante, in quanto è necessario, le costituzioni e gli ordinamenti apostolici emanati dai nostri predecessori, e tutte le altre prescrizioni, anche se degne di particolare menzione e deroga.

Dato a Roma, presso San Pietro, il 1 gennaio 1967, ottava della natività di nostro signore Gesù Cristo, anno quarto del nostro pontificato.

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