Preghiere a San Giuseppe (65)

Sezione dedicata al padre putativo di Gesù

Categorie figlie

Preghiere San Giuseppe

Preghiere San Giuseppe (65)

Preghiere relative a padre putativo di Gesù

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PREGHIERA A Dio PADRE PERCHÉ CI AIUTI AD IMITARE SAN GIUSEPPE

Preghiera a Dio Padre

perché ci aiuti ad imitare San Giuseppe

Padre Santo, che nel tuo disegno di amore hai voluto affidare gli inizi della nostra redenzione alla custodia premurosa di S. Giuseppe, per sua intercessione, conce­di alla Chiesa la stessa fedeltà nel condurre a compi­mento l'opera della salvezza. Concedi a noi, Padre onni­potente, la stessa fedeltà e purezza di cuore che animò S. Giuseppe nel servire il tuo unico Figlio, nato dalla Vergine Maria.

Padre e Creatore del mondo, che stabilendo per l'uomo la legge del lavoro, lo hai chiamato a cooperare alla tua creazione, concedi a noi, per l'intercessione e l'esempio di S. Giuseppe, di essere fedeli alle responsabilità che ci affidi e di ricevere dal tuo amore i beni che ci prometti. Padre buon0, concedi che portando in noi, sull'esempio di S. Giuseppe, la viva testimonianza del tuo amori godiamo sempre il dono della vera pace. O S. Giuseppe, concedici di vivere senza colpe e di godere sempre della tua protezione !

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Preghiera di Paolo VI

Preghiera di Paolo VI

 

O S. Giuseppe, Patrono della Chiesa,

Tu che accanto al Verbo incarnato

lavorasti ogni giorno per guadagnare

il pane, traendo da Lui la forza di vivere e faticare.

Tu che hai provato l'ansia del domani,

l'amarezza della povertà, la precarietà del lavoro.

Tu che irradi oggi l'esempio

della tua figura, umile davanti agli uomini,

ma grandissima davanti a Dio;

guarda alla immensa famiglia che Ti è affidata.

Benedici la Chiesa,

sospingendola sempre più sulle vie

della fedeltà evangelica;

proteggi i lavoratori

nella loro dura esistenza quotidiana,

difendendoli dallo scoraggiamento,

dalla rivolta negatrice,

come dalle tentazioni dell'edonismo;

prega per i poveri, che continuano

in terra la povertà di Cristo,

suscitando per essi le continue

provvidenze dei loro fratelli più dotati;

e custodisci la pace nel mondo,

quella pace che sola può garantire

lo sviluppo dei popoli

e il pieno compimento delle umane speranze:

per il bene dell'umanità, per la missione della Chiesa,

per la gloria della Trinità Santissima. Amen.

 

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Preghiera di Papa Giovanni XXIII

Preghiera di Papa Giovanni XXIII

 

 

O S. Giuseppe,

scelto da Dio per essere su questa terra

custode di Gesù e sposo purissimo di Maria,

tu hai trascorso la vita

nell'adempimento perfetto del dovere,

sostentando col lavoro delle tue mani

la Santa Famiglia di Nazareth,

proteggi propizio noi che, fiduciosi, ci rivolgiamo a te.

Tu conosci le nostre aspirazioni,

le nostre angustie le nostre speranze:

a te ricorriamo,

perché sappiamo di trovare in te chi ci protegge.

Anche tu hai sperimentato la prova,

La fatica, la stanchezza;

ma il tuo animo, ricolmo della più profonda pace, esultò di gioia per l'intimità con il figlio di Dio a te affidato, e  co Maria, sua dolcissima Madre. Aiutaci a comprendere che non siamo soli nel nostro lavoro,

saper scoprire Gesù accanto a noi,

i accoglierlo con la grazia e custodirlo con la fedeltà come tu hai fatto. Ottieni che nella nostra famiglia tutto sia santificato nella carità, nella pazienza, nella giustizia e nella ricerca del bene. Amen,

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PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

PREGHIERA A SAN GIUSEPPE

O San Giuseppe con te, per tua intercessione
noi benediciamo il Signore.
Egli ti ha scelto tra tutti gli uomini
per essere il casto sposo di Maria
e il padre putativo di Gesù.
Tu hai vegliato continuamente,
con affettuosa attenzione
la Madre e il Bambino
per dare sicurezza alla loro vita
e permettere di adempiere la loro missione.
Il Figlio di Dio ha accettato di sottoporsi a te come a un padre,
durante il tempo della sua infanzia e adolescenza
e di ricevere da te gli insegnamenti per la sua vita di uomo.
Ora tu ti trovi accanto a Lui.
Continua a proteggere la Chiesa tutta.
Ricordati delle famiglie, dei giovani
e specialmente di quelli bisognosi;
per tua intercessione essi accetteranno
lo sguardo materno di Maria
e la mano di Gesù che li aiuta.
Amen

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Supplica a San Giuseppe

SUPPLICA A SAN GIUSEPPE
 
Da recitarsi ogni anno il 19 Marzo ed il 1° Maggio
Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
O amabile e glorioso S. Giuseppe, dolce custode del Figlio di Dio e sposo verginale dell'Immacolata, fiore dei vergini e delizia degli Angeli, in questo giorno a te particolarmente solenne noi ci uniamo alla Vergine Santa per ringraziare il Signore degli immensi tesori concessi all'anima tua privilegiata: "Non solo sei patriarca, ma principe dei patriarchi; più che confessore; in te sono racchiuse la dignità dei vesco¬vi, la generosità dei martiri e le virtù di tutti gli altri Santi. Più perfetto degli Angeli nella verginità, emitentissimo in sapienza, compitissimo in ogni sorta di perfe¬zione". O caro Santo, tra i grandi il più grande, lascia che il nostro cuore esprima a te tutte le lodi più belle e tutte le aspirazioni più sante. E per darti un segno del nostro tenerissimo affetto ti offriamo oggi il nostro cuore, perché tu lo deponga tra le mani del tuo Gesù, per purificarlo, per renderlo più disposto ai divini vole¬ri, per consacrarlo al servizio della Chiesa.
Padre nostro Ave, o Maria
Gloria al Padre.
O augusto Protettore delle nostre famiglie, tu che hai scoperto il prezioso tesoro del silenzio, del raccoglimen¬to, della vita intcriore, riporta nelle nostre case il valore dello spirito, la preoccupazione del divino e dell'eterno, la ricerca sincera e generosa della santità. Aiutaci a guardare il cielo, a fissare le nostre povere pupille in alto, verso l'azzurro e la pace. Così più puro fiorirà il nostro pane e la gioia scintillerà radiosa dai volti dei nostri figli.
Tu che sei il grande patrono dei lavoratori, fa' che coloro che faticano quaggiù nelle officine, nelle fabbriche, nei cantieri, nei campi, nelle scuole, sappiano trasforma¬re in dono divino il sudore quotidiano. Riporta nei poveri cuori di chi non pensa più al tuo diletto Signore, le virtù consolatrici della fede, della speranza e della carità.
Padre nostro
Ave, o Maria
Gloria al Padre
Ma uno sguardo pietoso volgi particolarmente, quest'oggi, al Papa, ai vescovi, ai sacerdoti, ai religiosi, a tutti i cristiani, o fortissimo Protettore della Chiesa Universale. Tu che hai salvato Gesù dalle insidie di Erode, salvaci dal peccato che solo può rovinarci per sempre; salvaci dalle false attrattive di Satana che per¬verte senza pietà, soprattutto quando la tentazione è particolarmente maligna. In quel momento vieni in nostro aiuto con la tua potente intercessione, perché anche noi possiamo dire assieme alla grande tua devota: "Non ricordo di aver chiesto grazie a San Giuseppe senza essere stata esaudita".
Sono queste le grazie che ti chiediamo: di poter conser¬vare sempre nel nostro cuore Gesù; di amarlo con tutta
'anima, con tutte le forze, per tutta la vita. Chi non conosce ancora la Chiesa, chi è lontano, chi si è allontanato, ritorni all'ovile, dietro il tuo soave richiamo! E a chi mai, se non a te, o dolcissimo Patrono dei moribondi, offriremo gli ultimi istanti della nostra vita? In quel momento, da cui dipende tutta l'eternità, da' uno Sguardo come sai fare tu a quel Bambino che tanto caramente stringi tra le braccia; e con la Vergine tua Sposa a noi vieni, o potente e pietoso S. Giuseppe.
Padre nostro
Ave, o Maria
Gloria al Padre

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introduzione sezione san Giuseppe

 

Introduzione

L’azione salvifica di Dio si esprime attraverso l’adesione dell’uomo al progetto del proprio Creatore. Nelle Confessioni Sant’Agostino scrive :

"Ci hai fatti per te, o Signore, e il nostro cuore non ha posa finché non riposa in te."

Questa inquietudine cui accenna Sant’Agostino è la volontà dell’uomo che opponendosi a quella di Dio genera un senso di sconforto, di smarrimento, di confusione che non si può cancellare se non rientrando in quel piano salvifico prestabilito per ciascuno di noi sin dall’inizio dei tempi. L’esempio più grande di questa ricerca di Dio dell’uomo acconsenziente si ha nella sempre Vergine Maria. Benché questa donna fosse stata scelta dall’inizio del tempo per generare Gesù, e con esso tutta l’umanità, il miracolo dell’incarnazione annunciato dall’arcangelo Gabriele non si compie sino a quando lei non pronuncia le fatidiche parole «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto» (Lc 1, 38). E’ questo rispetto della volontà, questa compartecipazione del creato che spinge Dio a porre suo Figlio sotto la tutela di Giuseppe. Dio che è un dio dell’ordine ha scelto un uomo della casa di Davide per adempiere alle sue promesse. Questo umile artigiano è l’incoronazione maschile dell’adesione dell’uomo al progetto di Dio. I Vangeli parlano di lui, ma egli non esprime parola nei Vangeli. Questo silenzio, che potrebbe passare per mancanza di idee ho assenza di volontà, è compensato da una quantità enorme di fatti, di azioni, di abnegazione al servizio di Dio. Vediamo cosa dice la Parola su questo uomo che ha compartecipato, nella pienezza dei tempi, all’opera di Dio per la salvezza delle anime.

Dal Vangelo di Matteo 

1,18-25 Nascita di Gesù Cristo 

18Ecco come avvenne la nascita di Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19 Giuseppe suo sposo, che era giusto e non voleva ripudiarla, decise di licenziarla in segreto. 20Mentre però stava pensando a queste cose, ecco che gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa, perché quel che è generato in lei viene dallo Spirito Santo.  21Essa partorirà un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».

22Tutto questo avvenne perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:

23Ecco, la vergine concepirà e partorirà un figlio che sarà chiamato Emmanuele, che significa Dio con noi. 24Destatosi dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa, 25la quale, senza che egli la conoscesse, partorì un figlio, che egli chiamò Gesù.

2,13-15 Fuga in Egitto

13Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Alzati, prendi con te il bambino e sua madre e fuggi in Egitto, e resta là finché non ti avvertirò, perché Erode sta cercando il bambino per ucciderlo».

14Giuseppe, destatosi, prese con sé il bambino e sua madre nella notte e fuggì in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si adempisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: .

 

2,19-23 Giuseppe ritorna dall'Egitto e si stabilisce a Nazaret

19 Dopo la morte di Erode, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe, in Egitto, e gli disse: 20 «Alzati, prendi il bambino e sua madre, e va' nel paese d'Israele; perché sono morti coloro che cercavano di uccidere il bambino». 21Egli, alzatosi, prese il bambino e sua madre, e rientrò nel paese d'Israele. 22Ma, udito che in Giudea regnava Archelao al posto di Erode, suo padre, ebbe paura di andare là; e, avvertito in sogno, si ritirò nella regione della Galilea, 23e venne ad abitare in una città detta Nazaret, affinché si adempisse quello che era stato detto dai profeti, che egli sarebbe stato chiamato Nazareno.

 

Dal Vangelo di luca

1,26-29 Annunzio della nascita di Gesù Cristo

 [...]  26Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». 29A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto.

2,1-7 Nascita di Gesù a Betlemme

1In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio.3Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, 5per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. 6Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto.7Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo.

2,25-32 Adorazione di Simeone e di Anna

25Ora a Gerusalemme c'era un uomo di nome Simeone, uomo giusto e timorato di Dio, che aspettava il conforto d'Israele; 26lo Spirito Santo che era sopra di lui, gli aveva preannunziato che non avrebbe visto la morte senza prima aver veduto il Messia del Signore. 27Mosso dunque dallo Spirito, si recò al tempio; e mentre i genitori vi portavano il bambino Gesù per adempiere la Legge, 28lo prese tra le braccia e benedisse Dio:

29«Ora lascia, o Signore, che il tuo servo
vada in pace secondo la tua parola;
30perché i miei occhi han visto la tua salvezza,
31preparata da te davanti a tutti i popoli,
32luce per illuminare le genti
e gloria del tuo popolo Israele».

2,41-52 Gesù dodicenne al tempio

41I suoi genitori si recavano tutti gli anni a Gerusalemme per la festa di Pasqua.42Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono di nuovo secondo l'usanza;43ma trascorsi i giorni della festa, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero.44Credendolo nella carovana, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti;45non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai dottori, mentre li ascoltava e li interrogava.47E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.48Al vederlo restarono stupiti e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto così? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». 49Ed egli rispose: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?».50Ma essi non compresero le sue parole.

51Partì dunque con loro e tornò a Nazaret e stava loro sottomesso. Sua madre serbava tutte queste cose nel suo cuore. 52E Gesù cresceva in sapienza, età e grazia davanti a Dio e agli uomini.

 

Altri brani tratti dai Vangeli

Giacobbe generò Giuseppe, il marito di Maria, dalla quale nacque Gesù, che è chiamato Cristo.(Mt 1,16)

Gesù, quando cominciò a insegnare, aveva circa trent'anni ed era figlio, come si credeva, di Giuseppe, di Eli.(Lc 3,23)

Non è questi il figlio del falegname? Sua madre non si chiama Maria e i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? (Mt 13,55)

Non è questi il falegname, il figlio di Maria, e il fratello di Giacomo e di Iose, di Giuda e di Simone? Le sue sorelle non stanno qui da noi?» E si scandalizzavano a causa di lui. (Mc 6,3)

Tutti gli rendevano testimonianza, e si meravigliavano delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca, e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?» (Lc 4,22)

Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, figlio di Giuseppe». (Gv 1,45)

Dicevano: «Non è costui Gesù, il figlio di Giuseppe, del quale conosciamo il padre e la madre? Come mai ora dice: "Io sono disceso dal cielo?"»(Gv 6,42)

Cosa altro si può aggiungere alla grande figura di Giuseppe, dell’uomo che ha avuto l’onore di tenere in braccio il Salvatore del mondo? Perché parlarne? Certo non per esaltazione… se mai, perché è giusto che tutti i cristiani siano chiamati alla emulazione di modelli di santità, di quelle figure che hanno saputo sviluppare quelle virtù che conducono alla santità. Lasciamo a qualche altro la paura di non parlare dei santi, perché parlarne è esaltare Nostro Signore Gesù Cristo, gloriare le opere che compie negli uomini e per la salvezza degli uomini. Dalle Sacre Scritture sappiamo di lui che era un uomo della tribù di Davide, qualità necessaria perché si adempissero le scritture, che era un falegname e soprattutto che era un uomo "giusto". Il "giusto" per la concezione ebraica del tempo era un uomo fedele alla Parola di Dio, un uomo di preghiera, un uomo capace di trasportare il concetto di fede nella vita quotidiana.

C’è da chiedersi perché nel Vangelo di Matteo l’esposizione del testo è tutta dal punto di vista umano di Giuseppe. C’è lo mostra come uomo "giusto", ma anche come uomo prudente. Di fronte ad un avvenimento per lui dubbioso si pone in una condizione di ripiego, ripudiare pubblicamente Maria sarebbe stato un atto che avrebbe marchiato la donna per tutta la vita, avrebbe gettato onta sulla famiglia di lei e ne sarebbe derivato anche un certo disonore per lui stesso, pertanto e in procinto di allontanare da se Maria in segreto. Il testo Sacro non ci informa se Maria avesse comunicato a Giuseppe suo sposo la natura divina della sua gravidanza, molto probabilmente non lo fece dal momento che lui era sprofondato nel baratro dei dubbi, pur conoscendo la natura perfetta della sposa che doveva accogliere nella propria casa. Probabilmente stava cercando la soluzione di questo complesso guaio nella sua fede, nella orazione. Ancora il Testo Sacro ci informa che mentre stava meditando su quale comportamento intraprendere nell’affrontare questo evento un angelo del Signore gli apparve in sogno tranquillizzandolo sulla vera natura della gravidanza. Da quel momento Giuseppe si pone completamente al servizio del Signore, ecco l’uomo "giusto". L’uomo "giusto" come la donna "giusta" prende parte, nella pienezza dei tempi, al compimento delle promesse di Dio al suo popolo.

Il messaggero divino introduce Giuseppe non soltanto nel mistero dell’incarnazione di Gesù, ma gli affida a tutti gli effetti il primo dei doveri di un padre terreno, quello di imporre il nome al nascituro, Gesù. Quindi come Maria pose il suo Fiat all’angelo dell’Annunciazione anche Giuseppe come ci dice la Scrittura «fece come gli aveva ordinato l'angelo del Signore e prese con sé la sua sposa». Questo atto così immediato lo pone in uno stato del tutto speciale di fede, quello che Maria accettò nell’evento dell’Annunciazione Giuseppe lo fece per fede. Ecco la parola giusta, la fede. Quest’uomo della casa di Davide era un uomo di fede, una fede talmente forte da concretizzarsi in azioni. Un grande esempio da fare nostro, soprattutto in un mondo troppo rumoroso, che non favorisce il raccoglimento e l’ascolto della voce di Dio. I cristiani devono lasciarsi contagiare dal silenzio di Giuseppe della casa di Davide.

In Isaia 30, 15 troviamo scritto "Nel silenzio e nella speranza risiederà la vostra forza". E S. Bernardo dice: "Il silenzio è nostro custode e la nostra forza risiede in lui; il silenzio è il fondamento della vita spirituale, per mezzo di esso si acquisisce la giustizia e la virtù: parlate poco con gli uomini e sperate molto in Dio ". Dobbiamo metterci alla scuola di Giuseppe nell’esercizio di quella virtù che è l’ascolto della Parola di Dio. Giuseppe è sempre pronto, è sempre in ascolto e c’è lo dicono chiaramente le scritture, custodisce il bambino, lo porta in Egitto, ritorna da quella terra e lo ammaestra a rispettare la Legge dei Padri come Gesù stesso afferma in Matteo 5, 17 "Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.".

Il silenzio di Giuseppe, quello da imitare, favorisce il raccoglimento, il raccoglimento porta alla devozione, la devozione conduce alla orazione, l’orazione alla unione con Dio e l’unione con Dio non è altro che la santità. Certamente da questo punto di vista la vita di San Giuseppe fu ricolma di preghiera, ed in presenza del Re del cielo non poteva che gustare le dolcezze del cielo. Bisogna cercare questo silenzio interiore che ci porti davanti a Gesù ed al pari di Giuseppe ci faccia gustare le cose celesti.

La solitudine però non deve essere esclusivamente esteriore, perché il silenzio interiore, così proficuo alla crescita spirituale, deve essere ricercato nel nostro cuore ed interiorizzato. Rivolgiamoci con fiducia a San Giuseppe al maestro di questo silenzio interiore perché impetri al Cuore di Gesù l’ottenimento di questa grazia. Possiamo credere che Gesù rifiuti qualcosa a San Giuseppe? Potrà nostro Signore rifiutare qualcosa a l’uomo che lo custodì nella sua vita terrena, che lo nutrì e che senza ombra di dubbio lo riempì con quella affettuosa sollecitudine che solo un cuore di padre può donare?

Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, in un sermone su San Giuseppe, così conclude:"Immaginiamo che il Singore, scorgendoci nel dolore, nelle difficoltà, negli affanni della vita quotidiana, rivolga a noi tutti l’invito che il Faraone del Vecchio Testamento rivolgeva al suo popolo durante la carestia e cioè : Andate da Giuseppe! Andiamo dunque da San Giuseppe se desideriamo essere soccorsi e consolati. Non dimentichiamo ma ogni giorno, e più volte al giorno, di raccomandarci a lui, perché la sua potenza presso Dio sorpassa quella di tutti i Santi e non è superata che da quella della Vergine Santissima".

 

Documenti pontifici relativi a San Giuseppe sono :

- QUAMQUAM PLURIES(15 agosto 1889)

- Enciclica nel cinquantenario della proclamazione di San Giuseppe 

patrono della chiesa universale (25 luglio 1920)

- redemptoris custos(15 agosto 1989)

 

Tutti i documenti possono essere visionati nel sito ufficiale del Vaticano.

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Un vero sposo

Un vero sposo

San Giuseppe, tu hai saputo onorare ed amare la donna benedetta tra tutte. Dio ha riempito il tuo cuore dell'affetto più ardente e più puro nei suoi confronti.


Implora per tutti gli uomini un rispetto profondo per il sesso femminile, un comportamento cavalleresco che protegga la dignità delle donne. Implora per tutti gli sposi un affetto degno e fedele verso le loro mogli, il senso di questo amore cristiano che rispetta i valori eterni, che non riguarda solo il corpo, ma anche l'anima, e che sa condurre verso il bene supremo la possessione di Dio. Amen.

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Un vero padre

Un vero padre

San Giuseppe, Dio Padre ha riempito il tuo cuore di una saggezza e di un affetto paterni senza eguali, poiche essi dovevano renderti capace di adempiere l'uffizio di un vero padre verso il Figlio di Dio. Tu gli hai cercato il primo rifugio, gli hai costruito una casa, l'hai salvato dalle mani di Erode, l'hai portato in Egitto, l'hai riportato ad Israele, hai lavorato per Lui, l'hai protetto, guidato, istruito circa il tuo lavoro di falegname. Chi saprà descrivere la tua paternit…?


Abbi piet… di tutti i padri del mondo, affinchŠ essi capiscano il grande significato della paternit… ed imparino ad onorare e ad amare Gesu' stesso nei loro figli. Amen.

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San Giuseppe uomo di Dio

Uomo di vita interiore secondo il Cuore di Dio

San Giuseppe, io vorrei essere, come te, un uomo che non cerca ma che fa solo la volontà di Dio; un uomo che osserva solo Dio; un uomo che ama il silenzio e agisce nel silenzio, che pensa e parla davanti a Dio, che non discute mai con Dio, che vive d'interiorità, un'interiorità unita a Dio, che si eleva senza fine verso Dio con tutto il suo spirito, con tutta la sua anima, con tutto il suo cuore, con tutte le sue forze; un uomo che eleva il mondo verso il suo Creatore; un uomo che ama ardentemente Gesù, che vive e muore per Lui, che onora la sua verginale Madre e sa rispettare tutte le donne grazie a Lei. Amen.

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Triduo a san Giuseppe

TRIDUO A SAN GIUSEPPE

O Dio vieni a salvarmi.

Signore vieni presto in mio aiuto.


O San Giuseppe, mio protettore, a te ricorro, affinché mi ottenga dal Cuore di Gesù questa grazia………. Per i miei peccati io non merito di essere esaudito. Supplisci tu alle mie mancanze e, potente come sei, fa che ottenuta per la tua pia intercessione la sospirata grazia, io possa venire ai tuoi piedi per ringraziarti e renderti i miei omaggi di gratitudine.
Gloria al Padre...

Non dimenticare, o caro San Giuseppe, che nessuna persona al mondo è ricorsa a te, rimanendo delusa nella fiducia e nella speranza riposte in te. Non permettere, o gran Santo, che io solo resti privo della grazia che ti domando. Mostrati potente e generoso anche verso di me; e la mia lingua, ringraziandoti, esalterà in te la bontà e la misericordia di Dio.
Gloria al Padre...



O San Giuseppe, capo della Sacra Famiglia, ti venero profondamente e di tutto cuore ti invoco. Agli afflitti che ti hanno pregato prima di me, hai concesso conforto e grazie. Degnati quindi, di consolare anche l'animo mio addolorato. Tu, o gran Santo, vedi in Dio tutti i miei bisogni. Tu, dunque, sai quanto mi è necessaria la grazia che ti domando. Da te spero la grazia di essere confortato, mentre io ti prometto di diffondere la devozione verso di te e di aiutare con la preghiera tanti infelici e morenti. O San Giuseppe, consolatore degli afflitti, abbi pietà di me.

Gloria al Padre...

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