1Corinzi (16)

1Corinzi 9

1Corinzi

 

 

9 L' apostolo ha diritto di vivere del suo ministero

1 Non sono forse libero, io? Non sono un apostolo? Non ho veduto Gesù, Signore nostro? E non siete voi la mia opera nel Signore?

2 Anche se per altri non sono apostolo, per voi almeno lo sono; voi siete il sigillo del mio apostolato nel Signore.

3 Questa è la mia difesa contro quelli che mi accusano.

4 Non abbiamo forse noi il diritto di mangiare e di bere?

5 Non abbiamo il diritto di portare con noi una donna credente, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?

6 Ovvero solo io e Barnaba non abbiamo il diritto di non lavorare?

7 E chi mai presta servizio militare a proprie spese? Chi pianta una vigna senza mangiarne il frutto? O chi fa pascolare un gregge senza cibarsi del latte del gregge?

8 Io non dico questo da un punto di vista umano; è la Legge che dice così.

9 Sta scritto infatti nella legge di Mosè: Non metterai la museruola al bue che trebbia. Forse Dio si dà pensiero dei buoi?

10 Oppure lo dice proprio per noi? Certamente fu scritto per noi. Poiché colui che ara deve arare nella speranza di avere la sua parte, come il trebbiatore trebbiare nella stessa speranza.

11 Se noi abbiamo seminato in voi le cose spirituali, è forse gran cosa se raccoglieremo beni materiali?

12 Se gli altri hanno tale diritto su di voi, non l' avremmo noi di più? Noi però non abbiamo voluto servirci di questo diritto, ma tutto sopportiamo per non recare intralcio al vangelo di Cristo.

13 Non sapete che coloro che celebrano il culto traggono il vitto dal culto, e coloro che attendono all' altare hanno parte dell' altare?

14 Così anche il Signore ha disposto che quelli che annunziano il vangelo vivano del vangelo.

15 Ma io non mi sono avvalso di nessuno di questi diritti, né ve ne scrivo perché ci si regoli in tal modo con me; preferirei piuttosto morire. Nessuno mi toglierà questo vanto!

16 Non è infatti per me un vanto predicare il vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il vangelo!

17 Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato.

18 Quale è dunque la mia ricompensa? Quella di predicare gratuitamente il vangelo senza usare del diritto conferitomi dal vangelo.

19 Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero:

20 mi sono fatto Giudeo con i Giudei, per guadagnare i Giudei; con coloro che sono sotto la legge sono diventato come uno che è sotto la legge, pur non essendo sotto la legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la legge.

21 Con coloro che non hanno legge sono diventato come uno che è senza legge, pur non essendo senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo, per guadagnare coloro che sono senza legge.

22 Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno.

23 Tutto io faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro.

24 Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo!

25 Però ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile.

26 Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l' aria,

27 anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato.

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1Corinzi 8

1Corinzi

 

 

8 Le vivande consacrate agli idoli

1 Quanto poi alle carni immolate agli idoli, sappiamo di averne tutti scienza.

2 Ma la scienza gonfia, mentre la carità edifica. Se alcuno crede di sapere qualche cosa, non ha ancora imparato come bisogna sapere.

3 Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto.

4 Quanto dunque al mangiare le carni immolate agli idoli, noi sappiamo che non esiste alcun idolo al mondo e che non c' è che un Dio solo.

5 E in realtà, anche se vi sono cosiddetti dèi sia nel cielo sia sulla terra, e difatti ci sono molti dèi e molti signori,

6 per noi c' è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui; e un solo Signore Gesù Cristo, in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo per lui.

7 Ma non tutti hanno questa scienza; alcuni, per la consuetudine avuta fino al presente con gli idoli, mangiano le carni come se fossero davvero immolate agli idoli, e così la loro coscienza, debole com' è, resta contaminata.

8 Non sarà certo un alimento ad avvicinarci a Dio; né, se non ne mangiamo, veniamo a mancare di qualche cosa, né mangiandone ne abbiamo un vantaggio.

9 Badate però che questa vostra libertà non divenga occasione di caduta per i deboli.

10 Se uno infatti vede te, che hai la scienza, stare a convito in un tempio di idoli, la coscienza di quest' uomo debole non sarà forse spinta a mangiare le carni immolate agli idoli?

11 Ed ecco, per la tua scienza, va in rovina il debole, un fratello per il quale Cristo è morto!

12 Peccando così contro i fratelli e ferendo la loro coscienza debole, voi peccate contro Cristo.

13 Per questo, se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò mai più carne, per non dare scandalo al mio fratello.

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1Corinzi 7

1Corinzi

 

 

7 Diritti e doveri degli sposi

1 Quanto poi alle cose di cui mi avete scritto, è cosa buona per l' uomo non toccare donna;

2 tuttavia, per il pericolo dell' incontinenza, ciascuno abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito.

3 Il marito compia il suo dovere verso la moglie; ugualmente anche la moglie verso il marito.

4 La moglie non è arbitra del proprio corpo, ma lo è il marito; allo stesso modo anche il marito non è arbitro del proprio corpo, ma lo è la moglie.

5 Non astenetevi tra voi se non di comune accordo e temporaneamente, per dedicarvi alla preghiera, e poi ritornate a stare insieme, perché satana non vi tenti nei momenti di passione.

6 Questo però vi dico per concessione, non per comando.

7 Vorrei che tutti fossero come me; ma ciascuno ha il proprio dono da Dio, chi in un modo, chi in un altro.

8 Ai non sposati e alle vedove dico: è cosa buona per loro rimanere come sono io;

9 ma se non sanno vivere in continenza, si sposino; è meglio sposarsi che ardere.

10 Agli sposati poi ordino, non io, ma il Signore: la moglie non si separi dal marito -

11 e qualora si separi, rimanga senza sposarsi o si riconcili con il marito - e il marito non ripudi la moglie.

12 Agli altri dico io, non il Signore: se un nostro fratello ha la moglie non credente e questa consente a rimanere con lui, non la ripudi;

13 e una donna che abbia il marito non credente, se questi consente a rimanere con lei, non lo ripudi:

14 perché il marito non credente viene reso santo dalla moglie credente e la moglie non credente viene resa santa dal marito credente; altrimenti i vostri figli sarebbero impuri, mentre invece sono santi.

15 Ma se il non credente vuol separarsi, si separi; in queste circostanze il fratello o la sorella non sono soggetti a servitù; Dio vi ha chiamati alla pace!

16 E che sai tu, donna, se salverai il marito? O che ne sai tu, uomo, se salverai la moglie?

17 Fuori di questi casi, ciascuno continui a vivere secondo la condizione che gli ha assegnato il Signore, così come Dio lo ha chiamato; così dispongo in tutte le chiese.

18 Qualcuno è stato chiamato quando era circonciso? Non lo nasconda! È stato chiamato quando non era ancora circonciso? Non si faccia circoncidere!

19 La circoncisione non conta nulla, e la non circoncisione non conta nulla; conta invece l' osservanza dei comandamenti di Dio.

20 Ciascuno rimanga nella condizione in cui era quando fu chiamato.

21 Sei stato chiamato da schiavo? Non ti preoccupare; ma anche se puoi diventare libero, profitta piuttosto della tua condizione!

22 Perché lo schiavo che è stato chiamato nel Signore, è un liberto affrancato del Signore! Similmente chi è stato chiamato da libero, è schiavo di Cristo.

23 Siete stati comprati a caro prezzo: non fatevi schiavi degli uomini!

24 Ciascuno, fratelli, rimanga davanti a Dio in quella condizione in cui era quando è stato chiamato.

25 Quanto alle vergini, non ho alcun comando dal Signore, ma do un consiglio, come uno che ha ottenuto misericordia dal Signore e merita fiducia.

26 Penso dunque che sia bene per l' uomo, a causa della presente necessità, di rimanere così.

27 Ti trovi legato a una donna? Non cercare di scioglierti. Sei sciolto da donna? Non andare a cercarla.

28 Però se ti sposi non fai peccato; e se la giovane prende marito, non fa peccato. Tuttavia costoro avranno tribolazioni nella carne, e io vorrei risparmiarvele.

29 Questo vi dico, fratelli: il tempo ormai si è fatto breve; d' ora innanzi, quelli che hanno moglie, vivano come se non l' avessero;

30 coloro che piangono, come se non piangessero e quelli che godono come se non godessero; quelli che comprano, come se non possedessero;

31 quelli che usano del mondo, come se non ne usassero appieno: perché passa la scena di questo mondo!

32 Io vorrei vedervi senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore;

33 chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie,

34 e si trova diviso! Così la donna non sposata, come la vergine, si preoccupa delle cose del Signore, per essere santa nel corpo e nello spirito; la donna sposata invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere al marito.

35 Questo poi lo dico per il vostro bene, non per gettarvi un laccio, ma per indirizzarvi a ciò che è degno e vi tiene uniti al Signore senza distrazioni.

36 Se però qualcuno ritiene di non regolarsi convenientemente nei riguardi della sua vergine, qualora essa sia oltre il fiore dell' età, e conviene che accada così, faccia ciò che vuole: non pecca. Si sposino pure!

37 Chi invece è fermamente deciso in cuor suo, non avendo nessuna necessità, ma è arbitro della propria volontà, ed ha deliberato in cuor suo di conservare la sua vergine, fa bene.

38 In conclusione, colui che sposa la sua vergine fa bene e chi non la sposa fa meglio.

39 La moglie è vincolata per tutto il tempo in cui vive il marito; ma se il marito muore è libera di sposare chi vuole, purché ciò avvenga nel Signore.

40 Ma se rimane così, a mio parere è meglio; credo infatti di avere anch' io lo Spirito di Dio.

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1Corinzi 6

1Corinzi

 

 

6 Evitare le liti

1 V' è tra voi chi, avendo una questione con un altro, osa farsi giudicare dagli ingiusti anziché dai santi?

2 O non sapete che i santi giudicheranno il mondo? E se è da voi che verrà giudicato il mondo, siete dunque indegni di giudizi di minima importanza?

3 Non sapete che giudicheremo gli angeli? Quanto più le cose di questa vita!

4 Se dunque avete liti per cose di questo mondo, voi prendete a giudici gente senza autorità nella Chiesa?

5 Lo dico per vostra vergogna! Cosicché non vi sarebbe proprio nessuna persona saggia tra di voi che possa far da arbitro tra fratello e fratello?

6 No, anzi, un fratello viene chiamato in giudizio dal fratello e per di più davanti a infedeli!

7 E dire che è già per voi una sconfitta avere liti vicendevoli! Perché non subire piuttosto l' ingiustizia? Perché non lasciarvi piuttosto privare di ciò che vi appartiene?

8 Siete voi invece che commettete ingiustizia e rubate, e ciò ai fratelli!

9 O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né immorali, né idolàtri, né adùlteri,

10 né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né maldicenti, né rapaci erediteranno il regno di Dio.

11 E tali eravate alcuni di voi; ma siete stati lavati, siete stati santificati, siete stati giustificati nel nome del Signore Gesù Cristo e nello Spirito del nostro Dio!

12 «Tutto mi è lecito!». Ma non tutto giova. «Tutto mi è lecito!». Ma io non mi lascerò dominare da nulla.

13 «I cibi sono per il ventre e il ventre per i cibi!». Ma Dio distruggerà questo e quelli; il corpo poi non è per l' impudicizia, ma per il Signore, e il Signore è per il corpo.

14 Dio poi, che ha risuscitato il Signore, risusciterà anche noi con la sua potenza.

15 Non sapete che i vostri corpi sono membra di Cristo? Prenderò dunque le membra di Cristo e ne farò membra di una prostituta? Non sia mai!

16 O non sapete voi che chi si unisce alla prostituta forma con essa un corpo solo? I due saranno, è detto, un corpo solo.

17 Ma chi si unisce al Signore forma con lui un solo spirito.

18 Fuggite la fornicazione! Qualsiasi peccato l' uomo commetta, è fuori del suo corpo; ma chi si dà alla fornicazione, pecca contro il proprio corpo.

19 O non sapete che il vostro corpo è tempio dello Spirito Santo che è in voi e che avete da Dio, e che non appartenete a voi stessi?

20 Infatti siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo!

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1Corinzi 5

1Corinzi

 

 

5 L' incestuoso

1 Si sente da per tutto parlare di immoralità tra voi, e di una immoralità tale che non si riscontra neanche tra i pagani, al punto che uno convive con la moglie di suo padre.

2 E voi vi gonfiate di orgoglio, piuttosto che esserne afflitti, in modo che si tolga di mezzo a voi chi ha compiuto una tale azione!

3 Orbene, io, assente col corpo ma presente con lo spirito, ho già giudicato come se fossi presente colui che ha compiuto tale azione:

4 nel nome del Signore nostro Gesù, essendo radunati insieme voi e il mio spirito, con il potere del Signore nostro Gesù,

5 questo individuo sia dato in balìa di satana per la rovina della sua carne, affinché il suo spirito possa ottenere la salvezza nel giorno del Signore.

6 Non è una bella cosa il vostro vanto. Non sapete che un po' di lievito fa fermentare tutta la pasta?

7 Togliete via il lievito vecchio, per essere pasta nuova, poiché siete azzimi. E infatti Cristo, nostra Pasqua, è stato immolato!

8 Celebriamo dunque la festa non con il lievito vecchio, né con lievito di malizia e di perversità, ma con azzimi di sincerità e di verità.

9 Vi ho scritto nella lettera precedente di non mescolarvi con gli impudichi.

10 Non mi riferivo per= agli impudichi di questo mondo o agli avari, ai ladri o agli idolàtri: altrimenti dovreste uscire dal mondo!

11 Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello, ed è impudico o avaro o idolàtra o maldicente o ubriacone o ladro; con questi tali non dovete neanche mangiare insieme.

12 Spetta forse a me giudicare quelli di fuori? Non sono quelli di dentro che voi giudicate?

13 Quelli di fuori li giudicherà Dio. Togliete il malvagio di mezzo a voi!

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1Corinzi 4

1Corinzi

 

 

4 I cristiani non giudichino!

1 Ognuno ci consideri come ministri di Cristo e amministratori dei misteri di Dio.

2 Ora, quanto si richiede negli amministratori è che ognuno risulti fedele.

3 A me però, poco importa di venir giudicato da voi o da un consesso umano; anzi, io neppure giudico me stesso,

4 perché anche se non sono consapevole di colpa alcuna non per questo sono giustificato. Il mio giudice è il Signore!

5 Non vogliate perciò giudicare nulla prima del tempo, finché venga il Signore. Egli metterà in luce i segreti delle tenebre e manifesterà le intenzioni dei cuori; allora ciascuno avrà la sua lode da Dio.

6 Queste cose, fratelli, le ho applicate a modo di esempio a me e ad Apollo per vostro profitto perché impariate nelle nostre persone a stare a ciò che è scritto e non vi gonfiate d' orgoglio a favore di uno contro un altro.

7 Chi dunque ti ha dato questo privilegio? Che cosa mai possiedi che tu non abbia ricevuto? E se l' hai ricevuto, perché te ne vanti come non l' avessi ricevuto?

8 Già siete sazi, già siete diventati ricchi; senza di noi già siete diventati re. Magari foste diventati re! Così anche noi potremmo regnare con voi.

9 Ritengo infatti che Dio abbia messo noi, gli apostoli, all' ultimo posto, come condannati a morte, poiché siamo diventati spettacolo al mondo, agli angeli e agli uomini.

10 Noi stolti a causa di Cristo, voi sapienti in Cristo; noi deboli, voi forti; voi onorati, noi disprezzati.

11 Fino a questo momento soffriamo la fame, la sete, la nudità, veniamo schiaffeggiati, andiamo vagando di luogo in luogo,

12 ci affatichiamo lavorando con le nostre mani. Insultati, benediciamo; perseguitati, sopportiamo;

13 calunniati, confortiamo; siamo diventati come la spazzatura del mondo, il rifiuto di tutti, fino ad oggi.

14 Non per farvi vergognare vi scrivo queste cose, ma per ammonirvi, come figli miei carissimi.

15 Potreste infatti avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri, perché sono io che vi ho generato in Cristo Gesù, mediante il vangelo.

16 Vi esorto dunque, fatevi miei imitatori!

17 Per questo appunto vi ho mandato Timòteo, mio figlio diletto e fedele nel Signore: egli vi richiamerà alla memoria le vie che vi ho indicato in Cristo, come insegno dappertutto in ogni Chiesa.

18 Come se io non dovessi più venire da voi, alcuni hanno preso a gonfiarsi d' orgoglio.

19 Ma verrò presto, se piacerà al Signore, e mi renderò conto allora non già delle parole di quelli, gonfi di orgoglio, ma di ciò che veramente sanno fare,

20 perché il regno di Dio non consiste in parole, ma in potenza.

21 Che volete? Debbo venire a voi con il bastone, o con amore e con spirito di dolcezza?

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1Corinzi 3

1Corinzi

 

 

3 Gli Apostoli sono operai di Dio

1 Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma come ad esseri carnali, come a neonati in Cristo.

2 Vi ho dato da bere latte, non un nutrimento solido, perché non ne eravate capaci. E neanche ora lo siete;

3 perché siete ancora carnali: dal momento che c' è tra voi invidia e discordia, non siete forse carnali e non vi comportate in maniera tutta umana?

4 Quando uno dice: «Io sono di Paolo», e un altro: «Io sono di Apollo», non vi dimostrate semplicemente uomini?

5 Ma che cosa è mai Apollo? Cosa è Paolo? Ministri attraverso i quali siete venuti alla fede e ciascuno secondo che il Signore gli ha concesso.

6 Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere.

7 Ora né chi pianta, né chi irrìga è qualche cosa, ma Dio che fa crescere.

8 Non c' è differenza tra chi pianta e chi irrìga, ma ciascuno riceverà la sua mercede secondo il proprio lavoro.

9 Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio, l' edificio di Dio.

10 Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce.

11 Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che già vi si trova, che è Gesù Cristo.

12 E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia,

13 l' opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell' opera di ciascuno.

14 Se l' opera che uno costruì sul fondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa;

15 ma se l' opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco.

16 Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi?

17 Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.

18 Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente;

19 perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti:

Egli prende i sapienti per mezzo della loro astuzia.

20 E ancora:

Il Signore sa che i disegni dei sapienti sono vani.

21 Quindi nessuno ponga la sua gloria negli uomini, perché tutto è vostro:

22 Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro!

23 Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.

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1Corinzi 2

1Corinzi

 

 

2 Carattere della predicazione di Paolo

1 Anch' io, o fratelli, quando sono venuto tra voi, non mi sono presentato ad annunziarvi la testimonianza di Dio con sublimità di parola o di sapienza.

2 Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e questi crocifisso.

3 Io venni in mezzo a voi in debolezza e con molto timore e trepidazione;

4 e la mia parola e il mio messaggio non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza,

5 perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

6 Tra i perfetti parliamo, sì, di sapienza, ma di una sapienza che non è di questo mondo, né dei dominatori di questo mondo che vengono ridotti al nulla;

7 parliamo di una sapienza divina, misteriosa, che è rimasta nascosta, e che Dio ha preordinato prima dei secoli per la nostra gloria.

8 Nessuno dei dominatori di questo mondo ha potuto conoscerla; se l' avessero conosciuta, non avrebbero crocifisso il Signore della gloria.

9 Sta scritto infatti:

Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì,

né mai entrarono in cuore di uomo,

queste ha preparato Dio per coloro che lo amano.

10 Ma a noi Dio le ha rivelate per mezzo dello Spirito; lo Spirito infatti scruta ogni cosa, anche le profondità di Dio.

11 Chi conosce i segreti dell' uomo se non lo spirito dell' uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai potuti conoscere se non lo Spirito di Dio.

12 Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere tutto ciò che Dio ci ha donato.

13 Di queste cose noi parliamo, non con un linguaggio suggerito dalla sapienza umana, ma insegnato dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali.

14 L' uomo naturale però non comprende le cose dello Spirito di Dio; esse sono follia per lui, e non è capace di intenderle, perché se ne può giudicare solo per mezzo dello Spirito.

15 L' uomo spirituale invece giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno.

16 Chi infatti ha conosciuto il pensiero del Signore

in modo da poterlo dirigere?

Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.

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1Corinzi 16

1Corinzi

 

 

16 Colletta per i fedeli di Gerusalemme

1 Quanto poi alla colletta in favore dei fratelli, fate anche voi come ho ordinato alle Chiese della Galazia.

2 Ogni primo giorno della settimana ciascuno metta da parte ciò che gli è riuscito di risparmiare, perché non si facciano le collette proprio quando verrò io.

3 Quando poi giungerò, manderò con una mia lettera quelli che voi avrete scelto per portare il dono della vostra liberalità a Gerusalemme.

4 E se converrà che vada anch' io, essi partiranno con me.

5 Verrò da voi dopo aver attraversato la Macedonia, poiché la Macedonia intendo solo attraversarla;

6 ma forse mi fermerò da voi o anche passerò l' inverno, perché siate voi a predisporre il necessario per dove andrò.

7 Non voglio vedervi solo di passaggio, ma spero di trascorrere un po' di tempo con voi, se il Signore lo permetterà.

8 Mi fermerò tuttavia a Efeso fino a Pentecoste,

9 perché mi si è aperta una porta grande e propizia, anche se gli avversari sono molti.

10 Quando verrà Timòteo, fate che non si trovi in soggezione presso di voi, giacché anche lui lavora come me per l' opera del Signore.

11 Nessuno dunque gli manchi di riguardo; al contrario, accomiatatelo in pace, perché ritorni presso di me: io lo aspetto con i fratelli.

12 Quanto poi al fratello Apollo, l' ho pregato vivamente di venire da voi con i fratelli, ma non ha voluto assolutamente saperne di partire ora; verrà tuttavia quando gli si presenterà l' occasione.

13 Vigilate, state saldi nella fede, comportatevi da uomini, siate forti.

14 Tutto si faccia tra voi nella carità.

15 Una raccomandazione ancora, o fratelli: conoscete la famiglia di Stefana, che è primizia dell' Acaia; hanno dedicato se stessi a servizio dei fedeli;

16 siate anche voi deferenti verso di loro e verso quanti collaborano e si affaticano con loro.

17 Io mi rallegro della visita di Stefana, di Fortunato e di Acàico, i quali hanno supplito alla vostra assenza;

18 essi hanno allietato il mio spirito e allieteranno anche il vostro. Sappiate apprezzare siffatte persone.

19 Le comunità dell' Asia vi salutano. Vi salutano molto nel Signore Aquila e Prisca, con la comunità che si raduna nella loro casa.

20 Vi salutano i fratelli tutti. Salutatevi a vicenda con il bacio santo.

21 Il saluto è di mia mano, di Paolo.

22 Se qualcuno non ama il Signore sia anàtema. Marana tha: vieni, o Signore!

23 La grazia del Signore Gesù sia con voi.

24 Il mio amore con tutti voi in Cristo Gesù!

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1Corinzi 15

1Corinzi

 

 

15 Il dono delle lingue

1 Vi rendo noto, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi,

2 e dal quale anche ricevete la salvezza, se lo mantenete in quella forma in cui ve l' ho annunziato. Altrimenti, avreste creduto invano!

3 Vi ho trasmesso dunque, anzitutto, quello che anch' io ho ricevuto: che cioè Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture,

4 fu sepolto ed è risuscitato il terzo giorno secondo le Scritture,

5 e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.

6 In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti.

7 Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli.

8 Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.

9 Io infatti sono l' infimo degli apostoli, e non sono degno neppure di essere chiamato apostolo, perché ho perseguitato la Chiesa di Dio.

10 Per grazia di Dio però sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana; anzi ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.

11 Pertanto, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

12 Ora, se si predica che Cristo è risuscitato dai morti, come possono dire alcuni tra voi che non esiste risurrezione dei morti?

13 Se non esiste risurrezione dai morti, neanche Cristo è risuscitato!

14 Ma se Cristo non è risuscitato, allora è vana la nostra predicazione ed è vana anche la vostra fede.

15 Noi, poi, risultiamo falsi testimoni di Dio, perché contro Dio abbiamo testimoniato che egli ha risuscitato Cristo, mentre non lo ha risuscitato, se è vero che i morti non risorgono.

16 Se infatti i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto;

17 ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede e voi siete ancora nei vostri peccati.

18 E anche quelli che sono morti in Cristo sono perduti.

19 Se poi noi abbiamo avuto speranza in Cristo soltanto in questa vita, siamo da compiangere più di tutti gli uomini.

20 Ora, invece, Cristo è risuscitato dai morti, primizia di coloro che sono morti.

21 Poiché se a causa di un uomo venne la morte, a causa di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti;

22 e come tutti muoiono in Adamo, così tutti riceveranno la vita in Cristo.

23 Ciascuno però nel suo ordine: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo;

24 poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo aver ridotto al nulla ogni principato e ogni potestà e potenza.

25 Bisogna infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi.

26 L' ultimo nemico ad essere annientato sarà la morte,

27 perché ogni cosa ha posto sotto i suoi piedi. Però quando dice che ogni cosa è stata sottoposta, è chiaro che si deve eccettuare Colui che gli ha sottomesso ogni cosa.

28 E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anche lui, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.

29 Altrimenti, che cosa farebbero quelli che vengono battezzati per i morti? Se davvero i morti non risorgono, perché si fanno battezzare per loro?

30 E perché noi ci esponiamo al pericolo continuamente?

31 Ogni giorno io affronto la morte, come è vero che voi siete il mio vanto, fratelli, in Cristo Gesù nostro Signore!

32 Se soltanto per ragioni umane io avessi combattuto a Efeso contro le belve, a che mi gioverebbe? Se i morti non risorgono, mangiamo e beviamo, perché domani moriremo.

33 Non lasciatevi ingannare: «Le cattive compagnie corrompono i buoni costumi».

34 Ritornate in voi, come conviene, e non peccate! Alcuni infatti dimostrano di non conoscere Dio; ve lo dico a vostra vergogna.

35 Ma qualcuno dirà: «Come risuscitano i morti? Con quale corpo verranno?».

36 Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore;

37 e quello che semini non è il corpo che nascerà, ma un semplice chicco, di grano per esempio o di altro genere.

38 E Dio gli dà un corpo come ha stabilito, e a ciascun seme il proprio corpo.

39 Non ogni carne è la medesima carne; altra è la carne di uomini e altra quella di animali; altra quella di uccelli e altra quella di pesci.

40 Vi sono corpi celesti e corpi terrestri, ma altro è lo splendore dei corpi celesti, e altro quello dei corpi terrestri.

41 Altro è lo splendore del sole, altro lo splendore della luna e altro lo splendore delle stelle: ogni stella infatti differisce da un' altra nello splendore.

42 Così anche la risurrezione dei morti: si semina corruttibile e risorge incorruttibile;

43 si semina ignobile e risorge glorioso, si semina debole e risorge pieno di forza;

44 si semina un corpo animale, risorge un corpo spirituale.

Se c' è un corpo animale, vi è anche un corpo spirituale, poiché sta scritto che

45 il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l' ultimo Adamo divenne spirito datore di vita.

46 Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale.

47 Il primo uomo tratto dalla terra è di terra, il secondo uomo viene dal cielo.

48 Quale è l' uomo fatto di terra, così sono quelli di terra; ma quale il celeste, così anche i celesti.

49 E come abbiamo portato l' immagine dell' uomo di terra, così porteremo l' immagine dell' uomo celeste.

50 Questo vi dico, o fratelli: la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio, né ciò che è corruttibile può ereditare l' incorruttibilità.

51 Ecco io vi annunzio un mistero: non tutti, certo, moriremo, ma tutti saremo trasformati,

52 in un istante, in un batter d' occhio, al suono dell' ultima tromba; suonerà infatti la tromba e i morti risorgeranno incorrotti e noi saremo trasformati.

53 È necessario infatti che questo corpo corruttibile si vesta di incorruttibilità e questo corpo mortale si vesta di immortalità.

54 Quando poi questo corpo corruttibile si sarà vestito d' incorruttibilità e questo corpo mortale d' immortalità, si compirà la parola della Scrittura:

La morte è stata ingoiata per la vittoria.

55 Dov' è, o morte, la tua vittoria?

Dov' è, o morte, il tuo pungiglione?

56 Il pungiglione della morte è il peccato e la forza del peccato è la legge.

57 Siano rese grazie a Dio che ci dà la vittoria per mezzo del Signore nostro Gesù Cristo!

58 Perciò, fratelli miei carissimi, rimanete saldi e irremovibili, prodigandovi sempre nell' opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.

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