Su questo sito usiamo i cookies, anche di terze parti. Navigandolo accetti.

 

Condividi su...

FacebookTwitter

Privacy Policy

Per visualizzare l'informativa sulla Privacy Policy clicca qui

Risorse

Facebook

Comunità Israele

Comunità di Israele Tao


Per saperne di piu' sull'associazione clicca qui.



La Nuova Evangelizzazione, che, ancora oggi nel terzo millennio è oggetto di tavole rotonde, dibattiti, conferenze, convegni, per la maggior parte dei cristiani praticanti è ancora considerata come una opzione, e non come una necessità urgente e possibile. Noi crediamo che per realizzarla sicuramente occorre da parte di tutto il popolo di Dio, come ci ricordava spesso Giovanni Paolo II, “un nuovo ardore, nuovi metodi e nuove espressioni”. L’Italia e l’Europa, anche se già evangelizzate, hanno bisogno di essere rievangelizzate. I battezzati hanno bisogno di essere rievangelizzati. Il mondo ha bisogno di speranza e non ci saranno grandi segni di speranza fino a quando, noi cristiani del XXI Secolo, non sapremo testimoniare un’esistenza bella, arricchita dalla gioia dei salvati, dall’amicizia e non prenderemo sul serio il comando di Gesù “Andate in tutto il mondo e predicate il Vangelo ad ogni creatura” (Mc 16,15). “Andate, ammaestrate tutte le nazioni”, battezzate, insegnate, osservate “tutto ciò che vi ho comandato” (Mt 28, 19-20), “siate testimoni” (At 1,8), “fate questo in memoria di me” (Lc 22,19), “amatevi gli uni gli altri” (Gv 15,12). Come membra vive dell’unico Corpo di Cristo vogliamo

  • essere testimoni di speranza: “Ciò che era fin da principio, ciò che noi abbiamo udito, ciò che noi abbiamo veduto con i nostri occhi, ciò che noi abbiamo contemplato e ciò che le nostre mani hanno toccato, ossia il Verbo della vita (poiché la vita si è fatta visibile, noi l`abbiamo veduta e di ciò rendiamo testimonianza e vi annunziamo la vita eterna, che era presso il Padre e si è resa visibile a noi), quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. La nostra comunione è col Padre e col Figlio suo Gesù Cristo" (1Gv 1,1-3).
  • contribuire con tutte le nostre forze ricevute dalla bontà del Creatore e dalla grazia del Redentore, all’incremento della Chiesa e alla sua continua ascesa nella santità (cfr. LG n°33)
  • far si che ogni cosa abbia Cristo come capo e Dio sia tutto in tutti (Ef 1,10;1 Cor 15,28)
  • e con Maria Regina della Pentecoste portare il fuoco dell'evangelizzazione in tutto il mondo e ad ogni creatura (anche agli audiolesi)

perché lo Spirito di Dio “ Ruah” soffio vitale, possa fare di ognuno di noi delle creature “realmente viventi”, nel corpo e nello spirito.


Per saperne di piu' clicca qui.

  • Cercaci su Facebook
  • Guarda il canale YouTube
  • iscriviti

I cinque gradi dell'umiltà

I cinque gradi dell'umiltà

Valutazione attuale: 5 / 5

Stella attivaStella attivaStella attivaStella attivaStella attiva
 


San Francesco di Sales: i cinque gradi dell’umiltà


Il primo grado dell’umiltà è la conoscenza di sé, che avviene allorché, per mezzo della testimonianza della nostra coscienza, e con l’aiuto della luce che Dio riversa sui nostri spiriti, ci rendiamo conto che non siamo altro che povertà, miserie e abiezione. Questa umiltà, se non va oltre, non è granché, e, di fatto, è molto comune; infatti, sono poche le persone che vivono in tanta cecità da non riconoscere abbastanza chiaramente la propria pochezza, per poco che riflettano; tuttavia, non vogliono vedersi per quello che sono, tanto che sarebbero molto contrariati se qualcuno li giudicasse per quello che realmente sono. Ecco perché non bisogna fermarsi a questo punto, ma passare al secondo livello, che è il riconoscimento; c’è differenza fra conoscere una cosa e riconoscerla.

Riconoscere significa dire e manifestare pubblicamente, quando è necessario, quello che conosciamo di noi stessi; ma si intende che va detto con un sincero sentimento del nostro nulla, dato che c’è una quantità di persone che non fa altro che umiliarsi soltanto a parole. Parlate alla donna più vanitosa del mondo, ad un cortigiano dello stesso stampo, e dite loro, ad esempio: mio Dio! quanto lei è in gamba, quanto merito le deve essere riconosciuto! Non trovo nulla che si avvicini alla sua perfezione. Risponderanno: Oh, Signore, non valgo nulla, e non sono che la miseria in persona e la stessa imperfezione; ma contemporaneamente sono molto contenti di sentirsi lodare e, ancor di più, se li giudicate secondo quello che dite. Ecco allora che quelle parole di umiltà non si trovano che sulle labbra e non provengono dal profondo del cuore; infatti, se doveste prenderli in parola, prendendo per vere le loro false dichiarazioni di umiltà, si offenderebbero, e pretenderebbero che facciate loro ammenda per l’onore offeso. Ora, Dio ci protegga da umili di tal genere!

Il terzo livello è di ammettere e confessare la nostra pochezza e abiezione quando la scoprono gli altri: infatti, molto spesso, diciamo personalmente e anche con convinzione, che siamo cattivi e miserabili, ma non vorremmo che in questa affermazione ci prevenisse qualche altro; e se capita, non soltanto non ci fa piacere, ma ce ne abbiamo a male, e questo è un segno sicuro che la nostra umiltà non è perfetta e nemmeno di buona qualità. Bisogna dunque ammettere francamente e dire: avete proprio ragione, mi conoscete molto bene. Questo grado è già molto buono.

Il quarto è amare il disprezzo e rallegrarci quando veniamo abbassati e umiliati; infatti, a quale pro trarre in inganno lo spirito degli altri? È un fatto irragionevole. Se ammettiamo che non siamo nulla, dobbiamo essere molto contenti che venga creduto, che si dica e che ci si tratti come nullità e miserabili.

Il quinto, che è il più perfetto e il più alto dei gradi di umiltà, è quello non soltanto di amare il disprezzo, ma desiderarlo, cercarlo e compiacervisi per amore di Dio: e beati sono quelli che giungono a questo livello; ma il loro numero è molto limitato. Nostro Signore lo voglia aumentare di... 10 o 20 fratelli che Gli sono consacrati in questa nostra famiglia

Top

Style Setting

Fonts

Layouts

Direction

Template Widths

px  %

px  %