Introduzione sezione Madre di Dio

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Introduzione

Ti lodo Signore, perché il cielo e la terra sono pieni delle tue meraviglie, perché Tu o tre volte Santo hai tenuto nascoste queste cose agli intelligenti ed ai sapienti e nella tua infinita bontà ti sei compiaciuto di rivelarle ai piccoli i quali con cuore puro posso accogliere i tuoi messaggi. Inoltre ti ringrazio Signore della Santa Madre Chiesa perché come la tua Santa Madre Maria non si stanca di indicare la via e in tutto come Lei ci dice "Fate quello che Lui vi dirà"(Gv 2, 5). Se qualcuno avesse ancora dei dubbi sull’importanza di Maria nel piano salvifico di Dio sull’umanità basterà evidenziare come essa sia sempre stata presente nella cristianità. Nel "Simbolo Apostolico" redatto intorno agli ultimi decenni del II secolo dopo Cristo si recita " il quale fu concepito di Spirito Santo, nacque da Maria Vergine". Se la Madre di Dio non avesse tale importanza, e fosse come è ritenuto da qualcuno, soltanto un mero strumento, un involucro buono soltanto a fornire la sostanza umana, non vi sarebbe alcuna ragione che ogni buon cristiano recitasse questa formula di fede ribadendo la maternità di Maria, la sua verginità ed il concepimento del Signore nello Spirito Santo.

Di questo piano salvifico dove Maria ci fa da maestra per aiutarci ad arrivare più facilmente al Nostro Signore Gesù c’è ne parla chiaramente la Scrittura.

 

Cominciamo subito dal passo dell’Incarnazione. "Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L' angelo le disse: "Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e chiamato Figlio dell' Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine".

Allora Maria disse all' angelo: "Come è possibile? Non conosco uomo". Le rispose l' angelo: "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell' Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio". Allora Maria disse: "Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto". E l' angelo partì da lei. (LC 1,28-38).

"Piena di Grazia" un appellativo che rivela quanto Maria fosse gradita al Signore ancora prima che pronunciasse il suo FIAT. Il passo è ricco di particolari come questo, tutti importantissimi, che però a volte distraggono l’attenzione da un aspetto altrettanto importante. Gregorio il Taumaturgo(m. intorno al 270 D.C.) ci insegna che Maria è stata sempre considerata dalla Chiesa come colei che ha reso possibile la venuta della Trinità nel mondo. L’aspetto importante è proprio questo, la visione d’insieme che coinvolge tutti i membri della Santissima Trinità. Il Padre che manda la Grazia, il Figlio che accoglie la questa Grazia(s’Incarna), lo Spirito Santo che riempie di Grazia.

Maria è pertanto Figlia del Padre, Madre del Figlio e Sposa dello Spirito Santo.

 

FIGLIA DEL PADRE

"Come potrebbe sussistere una cosa, se tu non vuoi? O conservarsi se tu non l`avessi chiamata all`esistenza?"( Sap 11,25). L' onnipotente Signore, prima che l' uomo cadesse nel peccato pensò subito, se così si può dire applicando un metro umano, a suo Figlio Gesù quale mezzo per cancellare tale colpa e a Colei che lo avrebbe dovuto generare "nella pienezza dei tempi", perché, attraverso la piena cooperazione di lei, il tempo stesso fosse redento. Ecco da dove viene fuori il saluto dell’angelo che risuona ancora oggi sino a noi "Piena di Grazia". La Vergine Maria fu allora creata, figlia Immacolata del Padre, nel pensiero eterno di Dio, nel cuore stesso della Trinità Santissima, perché il Padre la potesse offrire quale madre del Figlio suo, così che, il sacrificio redentore del Figlio fosse da lei pienamente abbracciato. E’ infatti anche lei sotto la croce nel guardare e quel Figlio in agonia prendendo parte a quel terribile dolore. Inoltre questa generazione di Maria nella Santissima Trinità pone e spiega il brano biblico Genesi 3, 14-15.

 

MADRE DEL FIGLIO

E’ grande il Nostro Signore, proprio perché nella sua infinità bontà vuole confondere i superbi e i grandi della terra per donarsi ai piccoli. Proprio per questo glorificò se stesso dipendendo da una umile vergine d’Israele nella sua concezione, nella sua nascita, nella presentazione al tempio, nella vita nascosta, nell’inizio del suo ministero nelle nozze di Cana di Galilea e nella sua stessa morte quando ella fu presente sotto la croce generando tutta l’umanità nello straziante parto del calvario.

 

SPOSA DELLO SPIRITO SANTO

Così "Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell' Altissimo

“ Lc 1, 35 . E’ nella pienezza dei tempi che il Signore inviò l’Arcangelo Gabriele ad annunciare a Maria di divenire la madre del Messia annunciato nelle scritture. Con il suo Fiat Maria accolse lo Spirito Santo che generò in lei il Salvatore. Con quel "SI" la vergine è divenuta sposa dello Spirito Santo e tabernacolo di Gesù quella "fonte di acqua viva" da cui ogni uomo beve ed attinge per la propria salvezza. Grazie Maria.

 

Dove possiamo trovare gli elementi giusti per guardare a Maria come la prima discepola di Cristo. Il vangelo di Giovanni è sicuramente il più adatto. Al vangelo di Giovanni è associato il simbolo dell’aquila, questo perché tale vangelo a differenza degli altri tre è quello maggiormente intriso di aspetti teologici riguardanti il Cristo, mentre gli altri tre rimangono legati alla terra, con il vangelo di Giovanni possiamo spiccare il volo a dorso di un aquila nel tentativo di mirare i misteri di Dio.

"Era presente la madre di Gesù." Con questo branoinizia la vasta inclusione mariana; ossia tutto il Vangelo di S. Giovanni è chiuso fra due estremi mariani:

- Maria alle nozze di Cana;

- Maria sotto la Croce. 

È importante che Giovanni non chiama mai la Madonna con il suo nome comune, Maria; dice sempre: «Madre di Gesù». Oppure: «Donna»; Maria è la vera donna. Tanto più la donna è santa, tanto più è donna. Il brano delle nozze di Cana è piuttosto controverso ed in esso sono contenuti molti misteri, come del resto in tutto il Vangelo di Giovanni. "Tre giorni dopo, ci fu uno sposalizio a Cana di Galilea e c' era la madre di Gesù. Fu invitato alle nozze anche Gesù con i suoi discepoli.

Nel frattempo, venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino». E Gesù rispose: «Che ho da fare con te, o donna? Non è ancora giunta la mia ora». La madre dice ai servi: «Fate quello che vi dirà». (Gv 2, 1-5). Perché Gesù rispose in questa maniera a sua Madre. Perché proprio lui che è il Signore dell’Ordine sembra qui dare una risposta fuori d’ordine. Maria è la Madre di Dio e questa è certamente una realtà inconfutabile, ma occorre aggiungere che è la madre della umanità di Gesù non della sua Divinità. Gesù sembra risponderle così proprio secondo questa affermazione "che cosa c’è fra me e te o donna?", non ti riconosco come madre della mia Divinità, ma nello stesso tempo aggiunge, "non è ancora arrivata la mia ora". Di quale ora parla Gesù? E’ forse stato spinto da Maria ad intraprendere prematuramente il suo Ministero? E’ stato spinto da Maria ad abbracciare la vita pubblica prima del tempo stabilito? Certamente no! Con quella frase Gesù si riferisce al Calvario, si riferisce all’ora in cui diede spontaneamente la sua vita per la salvezza della umanità, si riferisce all’ora in cui agonizzante appeso alla croce aprendo gli occhi riconobbe sua Madre " Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa. (Gv 19, 26-27).

Perché allora pur non riconoscendola quale madre della sua Divinità le accordò quel miracolo che ella richiedeva per la sua Divinità? La risposta è semplice. Maria la "Piena di Grazia" colei che "serbava tutte queste cose nel suo cuore" riconobbe per prima suo Figlio come segno di salvezza del suo popolo divenendo discepola perfetta con le parole "Fate quello che Lui vi dirà". Il brano del capito 19 del Vangelo di Giovanni che abbiamo da poco esposto, inoltre ci parla chiaramente della missione di Maria nei confronti della umanità. Immaginiamo di essere al posto di Gesù appesi ad una croce. Siamo carichi di dolore, le membra tutte gridano di dolore e spesso cadiamo dallo stato conscio a quello inconscio. Ad un tratto, in uno sprazzo di vitalità ci accorgiamo che nostra madre è ai nostri piedi ad assisterci in questa terribile ora e li accanto c’è il nostro migliore amico. Siamo essere umani, sappiamo che entro breve sarà finita. Nostra madre e li che ci guarda, noi siamo stati sino ad adesso il suo sostentamento, dal momento che nostro padre è morto prima di noi, e nell’agonia della morte le diciamo "Donna ecco tuo figlio". Ma come?! Nella nostra piccola ottica umana noi che stiamo morendo sulla croce diciamo a nostra madre di accogliere un estranio nella propria famiglia? Forse non dovrebbe essere proprio il contrario? Non dovremmo dire al nostro amico"Io sto morendo, bada tu a mia Madre".

E’ proprio per questo che il Vangelo di Giovanni è rappresentato con la figura di un’aquila perché con un parlare oscuro vuole rivelare faccende chiare. Il brano è chiaro, Gesù affida per primo Giovanni a sua Madre perché sua Madre in quel momento e per sempre è rivestita del ruolo di Madre dell’umanità. Da quel momento e per sempre risuona una sola ed una richiesta "Fate quello che Lui vi dirà". Tutte le apparizioni Mariane che avvengono incessantemente da qualche secolo a questa parte, oltre ad essere un antidoto contingente al veleno satanico non fanno altro che ribadire "Fate quello che Lui vi dirà". Possiamo concludere che Maria svolge un ruolo che è centrale nella storia della nostra salvezza; ciò è evidente in molti brani della Bibbia. Un ruolo che è centrale, ma che non è il centro!

Il "vero centro" della storia, per il popolo cristiano, è sempre e solo Cristo "potenza e sapienza di Dio" (1Cor 1,24).