Preghiere Sacro Cuore (68)

Peghiere al Sacro Cuore di Gesù

Consacrazione al Cuore di Gesù

Consacrazione al Cuore di Gesù

 

Cuore Amabilissimo di Gesù, che hai fatto alla tua grande devota, Maria Margherita, la consolante promessa di benedire quelle case in cui sarà esposta l'immagine del tuo Cuore, degnati di accettare la consacrazione che ti facciamo della nostra famiglia.
Con essa noi intendiamo proclamare solennemente il dominio che tu hai su di noi e su tutte le creature, riconoscendoti re e pastore delle nostre anime. I tuoi nemici Gesù, non vogliono riconoscere i tuoi diritti sovrani ripetono il grido satanico: "Non vogliamo che lui regni su di noi", straziando così nel modo più crudele il tuo Amabilissimo Cuore. Noi vogliamo riparare questo oltraggio e ti diciamo
con amore: regna, o Gesù, sulla nostra famiglia e su
ciascuno dei membri che la compongono.
Regna sulle nostre menti, affinché abbiamo sempre a credere alle verità che tu ci hai insegnato. Regna sui nostri cuori, perché possiamo sempre seguire i tuoi divini insegnamenti. Sii tu solo, o Cuore Divino, re e
provvido pastore delle nostre anime che hai conquistato a prezzo del tuo sangue e che vuoi siano tutte salve.
Fa scendere su di noi le tue benedizioni. Benedici noi nei nostri lavori, nelle nostre imprese, nei nostri studi, nella nostra salute, nelle nostre necessità.
Benedici tutti noi nella gioia e nel dolore, nella prosperità e nelle avversità, ora e sempre. Fa' che regni in noi la pace, la concordia, il rispetto, l'amore reciproco e il buon esempio.
Difendici dai pericoli, dalle malattie, dalle disgrazie e soprattutto dal peccato. Degnati infine, di scrivere il nostro nome nel tuo Cuore e non permettere che si cancelli, affinché dopo essere stati uniti qui in terra, pos¬siamo un giorno trovarci tutti uniti in cielo e cantare le glorie e i trionfi della tua misericordia.
Sacro Cuore di Gesù.

Confidiamo in te.

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ATTO DI CONSACRAZIONE AL SACRO CUORE DI GESÙ

ATTO DI CONSACRAZIONE AL SACRO CUORE DI GESÙ

di Santa Margherita Maria Alacoque

Io (nome e cognome), dono e consacro al Cuore Adorabile di nostro Signore Gesù Cristo la mia persona e la mia vita, le mie azioni, pene e sofferenze, per non voler più servirmi d'alcuna parte del mio essere, che per onorarlo, amarlo e glorificarlo. È questa la mia volontà irrevocabile: essere tutto suo e fare ogni cosa per suo amore, rinunciando di cuore a tutto ciò che potrebbe dispiacergli.

Ti scelgo, o Sacro Cuore, come unico oggetto del mio amore, come custode della mia vita, pegno della mia salvezza, rimedio della mia fragilità e incostanza, riparatore di tutte le colpe della mia vita e rifugio sicuro nell'ora della mia morte. Sii, o Cuore di bontà, la mia giustificazione presso Dio, tuo Padre, e allontana da me la sua giusta indignazione. O Cuore amoroso, polipo tutta la mia fiducia in te, perché temo tutto dalla mia malizia e debolezza, ma spero tutto dalla tua bontà.

Consuma, dunque, in me quanto può dispiacerli o resisterti; il tuo puro amore s'imprima profondamente nel mio cuore, in modo che non ti possa più scordare o essere da te separato. Ti chiedo, per la tua bontà, che il mio nome sia scritto in te, poiché voglio concretizzare tutta la mia felicità e la mia gloria nel vivere e morire come tuo servo. Amen.

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O CUORE SACRATISSIMO

O CUORE SACRATISSIMO

O Cuore sacratissimo di Gesù, effondi le tue benedi­zioni sulla santa Chiesa, nostra madre, e sul nostro santo padre il Papa, sulla nostra Patria e su tutti i suoi figli.

Santifica i sacerdoti e conforta i missionari; infervo­ra gli ordini religiosi e aumenta le vocazioni sacerdota­li e religiose. Fortifica i giusti e converti i peccatori; consola gli afflitti e dona serenità e lavoro ai poveri e ai disoccupati.

Proteggi i bambini e allieta gli anziani; difendi gli emarginati e dona la pace e la prosperità alle famiglie. Solleva gli infermi e assisti i moribondi. Libera le anime del Purgatorio e stendi su tutti i cuori il dolce impero del tuo amore. Amen.

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ATTO DI FIDUCIA IN DIO

ATTO DI FIDUCIA IN DIO

Mio Dio, io sono così persuaso che tu vegli su coloro che sperano in te e che non può mancare niente a chi si attende ogni cosa da te, che ho deciso di vivere d'ora innanzi senza alcuna preoccupazione, e di scaricare su di te ogni mia inquietudine: "...mi addormento in pace, appena vado a riposare, perché tu solo, Signore, mi rendi sicuro" (cfr. Sal 4,9).

Gli uomini possono privarmi dei beni e dell'onore; le malattie possono togliermi le forze e i mezzi per servir­ti; io posso perdere anche la tua grazia con il peccato, ma non perderò mai la mia speranza, la conserverò fino all'ultimo momento della mia vita, e tutti i demoni del­l'inferno faranno allora vani sforzi per strapparmela: "...mi addormento in pace appena vado a riposare".

Alcuni possono aspettarsi la felicità dalle loro ric­chezze o dalle loro capacità; altri potranno contare sul­l'innocenza della loro vita o sul rigore delle loro peni­tenze, sul numero delle loro elemosine o sul fervore delle loro preghiere: "Tu solo, Signore, mi rendi sicu­ro". Quanto a me, o Signore, tutta la mia fiducia è nella stessa mia fiducia: questa fiducia che non ingannò mai alcuno: "...chi credette al Signore e rimase deluso?" (Sir2,J0).

Io sono dunque certo che sarò eternamente felice, perché spero fermamente di esserlo, e perché è da te, o mio Dio, che lo spero: "...presso di te, o Signore, mi rifugio: che non rimanga deluso" (cfr. Sal 30,2).

Io so troppo bene che sono fragile e incostante, so quanto possono le tentazioni contro le virtù più salde; ho visto cadere gli astri del cielo e le colonne del firmamento, ma tutto ciò non può spaventarmi: finché spero, sono al sicuro da ogni male, e ho fiducia si spe­rare sempre, perché spero ancor più questa invariabile speranza.

Infine, io sono sicuro che non sarà mai troppa la mia speranza in te, e che non avrò mai meno di quanto avrò sperato da te. Così spero che tu mi terrai fermo nei più ripidi pendii, che mi sosterrai contro gli assalti più furiosi, e che farai trionfare la mia debolezza contro i più temibili nemici. Io spero che tu mi amerai sempre e che io egualmente ti amerò senza sosta. E, per portare di un sol tratto la mia speranza tanto lontano quanto può andare, io spero te, te stesso da te stesso, o mio Creato­re, adesso e per sempre. Amen.

(San Claudio la Colombière)

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A GESÙ VERO AMICO

A GESÙ VERO AMICO

Gesù, tu sei il solo e vero amico.

Tu prendi parte alle mie pene, te le addossi, possiedi il segreto di volgermele in bene.

Tu mi ascolti con bontà, quando ti racconto le mie afflizioni e non manchi mai di addolcirle.

Ti trovo sempre in ogni luogo. Tu non ti allontani mai e, se io sono costretto a cambiare dimora, continuo a trovarti dove vado.

Tu non ti annoi mai di ascoltarmi; non ti stanchi mai di farmi del bene, lo sono sicuro di essere amato, se ti amo. Non sai che fartene dei miei beni e certo non diventi più povero nel parteciparmi i tuoi.

Per quanto miserabile io sia, nessuno spirito più nobi­le, più grande, anche più santo mi toglierà mai la tua amicizia; la morte, che ci strappa a tutti gli altri amici, ini riunirà a te. Tutte le disgrazie dell'età o della fortuna non possono staccarti da me; anzi, io non godrò mai più pienamente di te, tu non sarai mai più vicino di quando tutto mi sarà contrario.

Tu sopporti i miei difetti con una pazienza ammirevole; le mie stesse infedeltà, le mie ingratitudini non ti feriscono al punto che tu non sia sempre pronto a rico­minciare, se io voglio.

O Gesù, concedimi di volerlo, affinché io sia tuo, adesso e sempre.

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PREGHIERA AL CUORE DI GESÙ E DI MARIA

PREGHIERA AL CUORE DI GESÙ E DI MARIA

Cuore santissimo, ti salutiamo.

Cuore dolcissimo, ti salutiamo.

Cuore umilissimo, ti salutiamo.

Cuore purissimo, ti salutiamo.

Cuore donato senza riserve,

Cuore sapientissimo, ti salutiamo.

Cuore paziente, Cuore obbediente,

Cuore vigilante, Cuore fedele, ti salutiamo.

Cuore felicissimo, Cuore pieno di misericordia,

ti salutiamo.

Cuore amantissimo di Gesù e di Maria ti salutiamo.

Noi ti adoriamo, ti lodiamo, ti glorifichiamo,

ti rendiamo grazie.

Ti amiamo con tutto il cuore,

con tutta l'anima, con tutte le nostre forze.

Ti offriamo il nostro cuore.

Te lo doniamo;

te lo consacriamo;

te lo sacrifichiamo.

Ricevilo e possiedilo interamente.

Purificalo, illuminalo, santificalo.

In esso, vivi e regni ora e per sempre.

Amen.

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ELEVAZIONE

 

ELEVAZIONE

O Cuore di Gesù, tesoro inestimabile di ogni specie di beni, sii il mio unico tesoro, il mio rifugio e la mia difesa. A te voglio ricorrere in tutti i miei bisogni e necessità. Quand'anche tutti i cuori di tutti gli uomini m'ingannassero e mi abbandonassero, confido che il buonissimo e fedelissimo Cuore del mio amabile Gesù non m'ingannerà affatto e non m'abbandonerà mai.

O Sacro Cuore di Gesù, sii il riparatore delle mie colpe, il protettore della mia vita e il mio asilo nell'ora della morte. Ti chiedo la stessa grazia per tutti i peccatori, i cuori afflitti, gli agonizzanti e infine tutti gli uomini. Affinché il prezzo del tuo sangue sia applicato a tutti. Fa anche che lo sia per le anime del Purgatorio.

Questo oso domandarti, o Cuore adorabile, e non cesserò di domandartelo fino al mio ultimo respiro. Amen.

 (San Giovanni Eudes)

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SAPER AMARE

SAPER AMARE

O Cuore Sacratissimo del mio Gesù, tu sei amabilis­simo e infinitamente degno di essere amato. È forse abbastanza, o divin Cuore, che io sappia questo: che ho bisogno di tanta scienza, di luce e di considerazioni?

Mi basta sapere che il Sacro Cuore del mio Gesù è amabile. Che il mio spirito quindi si accontenti di que­sta conoscenza; ma che il mio cuore non si sazi mai di amare colui che non può mai essere amato abbastanza.

O Cuore amabilissimo, se ti amo, non è certo per me, ma per te stesso. No, non sono le gioie del paradiso in se stesse, né le consolazioni del celeste amore che io cerco, ma Dio che ne è la sorgente.

O amabilissimo Salvatore, insegnami ciò che devo fare per arrivare alla purezza del tuo amore; dammi quest'amore e un amore ardentissimo e generosissimo; dammi la profonda umiltà senza la quale non saprei piacerti e compì in me perfettamente tutti i santi voleri. Amen.

(San Giovanni Eudes)

 

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CONSACRAZIONE DEL GENERE UMANO AL CUORE DI GESU

CONSACRAZIONE DEL GENERE UMANO

 

AL CUORE DI GESU

 

Si concede l’indulgenza parziale al fedele che recita piamente questo atto di consacrazione.

L’ indulgenza e’ plenaria se lo si recita pubblicamente nella solennità di Cristo Re (giorno in cui si usi recitare anche l’atto di riparazione).

 

Gesù, redentore del genere umano, rivolgi il Tuo sguardo a noi, umilmente prostrati al Tuo altare. Noi siamo Tuoi e a Te vogliamo sempre appartenere. Per vivere più intimamente uniti a Te, oggi spontaneamente ci consacriamo al Tuo Cuore. Molti non ti hanno mai conosciuto, molti trasgrediscono i Tuoi comandamenti e Ti ripudiano. Gesù, abbi pietà di noi e attiraci al Tuo Cuore. Sii Re e Signore, non solo dei fedeli che non si sono mai allontanati da Te, ma anche dei figli prodighi che Ti hanno abbandonato.

Fa’ che ritornino presto alla casa del Padre. Sii Re o Signore di quanti vivono nell’inganno e nell’errore, di quanti per discordia si sono separati da Te. Tutti chiama al centro della verità e dell’unità della fede. Presto si faccia un solo ovile, sotto un solo Pastore.

Dona, Signore, incolumità, sicurezza e libertà alla Chiesa, armonia e concordia, pace e amore a tutti i popoli. Da un confine all’altro della terra risuoni questa unica voce:

“ Sia lode al Cuore Divino, da cui e’ scaturiTa la nostra salvezza! A lui nei secoli SI CANTI GLORIA E ONORE ”.

 

Amen.

 

 

 

ATTO DI RIPARAZIONE

 

Si concede l’indulgenza parziale al fedele che recita piamente questo atto di riparazione.

Si e’ soliti recitarlo insieme all’atto di consacrazione, nella solennità di Cristo Re.

 

O Gesù dolcissimo, il Tuo immenso Amore per gli uomini viene ripagato con tanta ingratitudine, per questo, prostrati davanti a Te, intendiamo riparare la freddezza e l’indifferenza con cui viene ferito il Tuo Sacro Cuore.

Anche noi, a volte, ci siamo macchiati degli stessi peccati e con profondo pentimento e vergogna imploriamo la Tua Misericordia anzitutto per noi, impegnandoci a espiare volontariamente le nostre e le altrui infedeltà, per estendere a loro i frutti della Tua Misericordia.

Promettiamo di voler riparare i nostri e gli altrui peccati, come di cercare di impedire, con tutte le nostre forze, le offese contro di Te, avvicinandoTi il maggior numero possibile di anime.

Accogli o Gesù, per intercessione di Maria, questa volontaria offerta di riparazione e conservaci fedeli nella Tua obbedienza e nel Tuo servizio fino alla morte, affinché possiamo tutti, un giorno, giungere in Paradiso, dove Tu col Padre e con lo Spirito Santo vivi e regni, per tutti i secoli dei secoli.

 

Amen.

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Introduzione alla sez.Sacro Cuore

Introduzione

Dio è Amore. C’è lo dice chiaramente anche Giovanni nella sua lettera (4 , 8-19) :

"Chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. In questo si è manifestato l'amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo, perché noi avessimo la vita per lui. In questo sta l'amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è lui che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati. Carissimi, se Dio ci ha amato, anche noi dobbiamo amarci gli uni gli altri. Nessuno mai ha visto Dio; se ci amiamo gli uni gli altri, Dio rimane in noi e l'amore di lui è perfetto in noi. Da questo si conosce che noi rimaniamo in lui ed egli in noi: egli ci ha fatto dono del suo Spirito. E noi stessi abbiamo veduto e attestiamo che il Padre ha mandato il suo Figlio come salvatore del mondo.Chiunque riconosce che Gesù è il Figlio di Dio, Dio dimora in lui ed egli in Dio. Noi abbiamo riconosciuto e creduto all'amore che Dio ha per noi. Dio è amore; chi sta nell'amore dimora in Dio e Dio dimora in lui. Per questo l'amore ha raggiunto in noi la sua perfezione, perché abbiamo fiducia nel giorno del giudizio; perché come è lui, così siamo anche noi, in questo mondo. Nell'amore non c'è timore, al contrario l'amore perfetto scaccia il timore, perché il timore suppone un castigo e chi teme non è perfetto nell'amore. Noi amiamo, perché egli ci ha amati per primo. "

Giovanni che ci svela così chiaramente questo amore è lo stesso discepolo che nell’ultima cena ebbe l’onore di poggiare il proprio capo sul petto di Gesù. Molte raffigurazioni dell’ultima cena, dipinti, icone, affreschi e quant’altro l’uomo abbia voluto utilizzare per imprimere qui in terra quella scena, avvenuta molti anni fa nella storia, ci mostrano Gesù al centro della tavola ed un discepolo chinato sul suo petto. Questa immagine è tratta da vangelo secondo Giovanni cap. 13, 23-25 "Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece un cenno e gli disse: «Di', chi è colui a cui si riferisce?». Ed egli reclinandosi così sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». "

E’ una bellissima scena che ci fa desiderare di essere al posto di quel discepolo, li ad ascoltare quel petto dal qual esce l’amore di Dio. Da quel petto santo è sgorgata la giustificazione del peccatore, da quel petto santo è zampillato sangue ed acqua per lavare i nostri peccati e donarci la vita eterna "uno dei soldati gli colpì il costato con la lancia e subito ne uscì sangue ed acqua" Gv 19, 34. E’ in previsione di questo evento che il profeta Zaccaria dice queste parole "Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto, e lo piangeranno come si piange la morte di un figlio unico... In quel giorno vi sarà una fontana zampillante per gli abitanti di Gerusalemme, per espiazione e per purificazione" (Zc 12,10 ss).

La devozione al Sacro Cuore di Gesù è vecchia quanto la chiesa stessa. Se si esclude Origene e la scuola siriana la maturazione è avvenuta nel secondo millennio. Il mistero del cuore di Gesù è già così esplicito da caratterizzare la vita spirituale di autori quali san Bernardo, Ugo di San Vittore. L'Ordine benedettino ha avuto la sua espressione più suggestiva nel gruppo di Helfta: Matilde di Magdeburgo, santa Matilde di Hackeborn, che Gesú favorì dello scambio dei cuori, e santa Gertrude che scrisse il celebre libro L'araldo dell'amore divino. Per queste sante, il Cuore di Gesù è il santuario glorioso dell'amore, dove si riassume il culto che, da tutto il creato, sale verso il trono dell'Altissimo. Gertrude di Helfta è ritenuta l'iniziatrice della devozione al Sacro Cuore. E' detta infatti "la teologa del Sacro Cuore"

Proprio san Geltrude chiese a san Giovanni perché non avesse detto nulla del Cuore di Gesù sul quale aveva potuto posare familiarmente il capo nel Cenacolo. L'Apostolo rispose: "Era mia missione dire alla Chiesa nascente, in relazione al Verbo, una semplice parola, che fino alla fine del mondo, bastasse a nutrire l'intelligenza di tutta la stirpe umana. La Provvidenza manifesterà più tardi quanto nascondono di dolcezza e di soavità le divine pulsazioni e l'amore immenso del Cuore sacro dell'Uomo-Dio, per rianimare la fiamma della carità, fattasi fredda in un mondo invecchiato e languente" (S. Gertrude. L'Araldo dell'amore divino, I, IV, c. IV).

Non a caso Gesù rivela le dolcezze del suo Cuore a san Geltrude. Proprio per ammissione della santa la sua vita di religiosa era scivolata nell’ozio dell’orgoglio intellettualistico. A venticinque anni, Gertrude è un pozzo di scienza, ma soprattutto per quel che riguarda le conoscenze profane. Conduce un'esistenza claustrale tranquilla e, in apparenza, appagante: lavoro, preghiera, studio, lectio divina, canto, insomma il normale bagaglio quotidiano di ogni buon religioso appartenente all’ordine benedettino. Ed è proprio sullo sfondo di questa vita tranquilla che si dibatte un’anima che è inquieta e non trova pace. Proprio davanti ad una crisi di coscienza che il 27 gennaio del 1281 incominciano le rivelazione e quello che lei stessa definirà una seconda conversione.

Il messaggio della vicenda di Gertrude, è chiaro: l'intelligenza, la ragione, non esaurisce tutto l'uomo. Anzi: è forse qui la radice del peccato d'origine, l'eterna, sottile tentazione dei teologi di professione. Semmai, secondo la celebre espressione agostiniana, è l'amore che esaurisce l'uomo: amare et amari, hic est totus homo.

Oltre a santa Geltrude di Helfta altri santi furono arricchiti dalla conoscenza della devozione al Cuore di Gesù. La scuola francescana è rappresentata da san Bonaventura, autore di Vitis mystica; la beata Angela da Foligno, che scrisse il Libro della grazia speciale; e Ubertino da Casale, il quale, per il suo Arbor vitae crucifixae Jesu, è detto il doctor medievalis cordis Jesu. L'Ordine domenicano è rappresentato soprattutto da sant'Alberto Magno e dai mistici tedeschi G. Taulero ed E.Suso. Spiritualmente apparentata alla scuola domenicana è anche santa Caterina Da Siena con la contemplazione delle piaghe di Nostro Signore.

Ma perché parlare proprio del cuore ? Il termine "cuore" nel simbolismo occidentale e soprattutto quello ebraico designa il nucleo, l'essenza dell'uomo. E’ con cognizione di causa che Gesù afferma: "Là dov'è il tuo tesoro, sarà anche il tuo cuore" (Mt 6,21). San Tommaso ci dice "Come è naturale per il fuoco bruciare così è naturale per il cuore amare; e poiché esso nell'uomo è l'organo primario del sentimento, è conveniente che l'atto comandato dal primo di tutti i precetti sia reso sensibile mediante il cuore".

Tutto ciò che riguarda la Persona del Figlio di Dio è infinitamente degno di venerazione. Una sia pur minima particella del corpo, la più impercettibile goccia del suo sangue meritano le adorazioni del cielo e della terra. A maggior ragione è giusto e lodevole rivolgere le nostre preghiere a quel cuore che ha consumato tutto per noi sino alla morte ed alla morte di croce.

Con il passaggio dal Medio Evo all’età moderna la tendenza assolutistica dei sovrani si manifesta anche nel campo religioso. La monarchia assoluta non tollera l'ingerenza nel territorio nazionale di forze sottratte al proprio potere: si afferma, così, progressivamente, l'esigenza di una Chiesa nazionale, sotto il controllo dello Stato. Le tendenze gallicane in Francia, il movimento luterano in Germania e quello calvinista nei Paesi Bassi, I'anglicanesimo in Inghilterra, sono fenomeni, oltre che religiosi, di carattere politico, che possono essere intesi solo in rapporto alla nuova situazione politico-economico-sociale determinatasi in Europa. La rottura dell'unità politica era fatalmente accompagnata dalla rottura dell'unità religiosa.

Nell’epoca moderna il culto al Cuore del Salvatore conobbe nuovi sviluppi. In un tempo in cui il giansenismo proclamava i rigori della giustizia divina, ed il protestantesimo sotto le varie denominazioni, spaccava la chiesa di Dio, la devozione al Cuore di Cristo, costituì un efficace antidoto per suscitare e rinnovare nei fedeli l’amore al Signore e la fiducia nella sua infinita misericordia, di cui il Cuore è pegno e simbolo.

San Francesco di Sales († 1622), che assunse come norma di vita e di apostolato l’atteggiamento fondamentale del Cuore di Cristo, cioè l’umiltà, la mansuetudine, l’amore tenero e misericordioso; santa Margherita Maria Alacoque († 1690), a cui il Signore mostrò ripetutamente le ricchezze del suo Cuore; san Giovanni Eudes († 1680), promotore del culto liturgico al Sacro Cuore; san Claudio la Colombière († 1682), san Giovanni Bosco († 1888) e altri santi e sante sono stati insigni apostoli della devozione al Sacro Cuore. Le forme di devozione al Cuore del Salvatore sono molto numerose; alcune sono state esplicitamente approvate e frequentemente raccomandate dalla Sede Apostolica. Tra esse sono da ricordare:

 

- la consacrazione personale, che, secondo Pio XI, «fra tutte le pratiche riferentisi al culto del Sacro Cuore è senza dubbio la principale»;

- la consacrazione della famiglia, mediante la quale il nucleo familiare, già partecipe in virtù del sacramento del matrimonio del mistero di unità e di amore fra Cristo e la Chiesa, viene dedicato al Signore, perché egli regni nel cuore di ognuno dei suoi membri;

- le Litanie del Cuore di Gesù, approvate nel 1891 per tutta la Chiesa, di contenuto segnatamente biblico e arricchite di indulgenze;

- l’atto di riparazione, formula di preghiera con cui il fedele, memore dell’infinita bontà di Cristo, intende implorare misericordia e riparare le offese recate in tanti modi al suo Cuore dolcissimo;

- la pratica dei nove primi venerdì del mese, che trae origine dalla "grande promessa" fatta da Gesù a santa Margherita Maria Alacoque. In un’epoca in cui la comunione sacramentale era molto rara presso i fedeli, la pratica dei nove primi venerdì del mese contribuì significativamente al ripristino della frequenza ai sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia.

 

Non a caso Santa Margherita Maria ricevette la rivelazione del Sacro Cuore mentre era dinanzi al SS.mo Sacramento; Gesù le si svelò in un'Ostia mostrandole il suo Cuore e dicendole quelle parole adorabili che costituiscono il commento più eloquente alla presenza reale del SS.mo Sacramento: "Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini!"

E, apparendo alla ven. M. Matilde, fondatrice di una società di adoratrici, le comandò di amare ardentemente, e di onorare il suo Sacro Cuore nel SS. Sacramento; questo perché fosse pegno del suo amore, perché fosse il suo rifugio in vita, e la sua consolazione nell'ora della morte.
Del resto lo scopo della festa del Sacro Cuore è quello di onorare con maggior fervore e devozione l'amore di Gesù Cristo che soffre ed istituisce il Sacramento del suo Corpo e del suo Sangue.
Per entrare nello spirito della devozione verso il Sacro Cuore, bisogna dunque onorare i patimenti passati del Salvatore e riparare le ingratitudini di cui è colmato ogni giorno nell'Eucaristia.
Nel nostro tempo la devozione dei primi venerdì del mese, se praticata in modo corretto, può recare ancora indubbi frutti spirituali. È necessario tuttavia essere sufficientemente istruiti: sul fatto che non si deve riporre in tale pratica una fiducia che rasenta la vana credulità, la quale, in ordine alla salvezza, annulla le insopprimibili esigenze della fede operante e l’impegno di condurre una vita conforme al Vangelo; sul valore assolutamente predominante della domenica, la «festa primordiale» che deve essere caratterizzata dalla piena partecipazione dei fedeli alla celebrazione eucaristica. La devozione al Sacro Cuore costituisce una grande espressione storica della pietà della Chiesa per Gesù Cristo, suo Sposo e Signore; essa richiede un atteggiamento fatto di conversione e riparazione, di amore e gratitudine, di impegno apostolico e di consacrazione nei confronti di Cristo e della sua opera salvifica.


Al Cuore dì Gesù vivente nel SS.mo Sacramento, amore, lode, adorazione nei secoli dei secoli!

Documenti pontifici sul Cuore di Gesù sono :

· Annum Sacrum (25 Maggio 1899)

· Miserentissimus Redemptor (8 Maggio 1928)
  

· Haurietis Aquas (15 Maggio 1956)

· (6 Febbraio 1965)

· Diserti interpretes (25 Maggio 1965)

Tutti i documenti possono essere visionati dal sito ufficiale del Vaticano.

 


 

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